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sport news e sport locale

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Juve Stabia ai quarti con i rigori, Matera ko. Il penalty decisivo realizzato da Nicastro. Pisseri para su Turchetta

30 Novembre 2014, 10:39am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si decide ai rigori la sfida di Coppa Italia Lega Pro tra Juve Stabia e Matera al termine di un match durato, sostanzialmente, solo per un tempo. Ai quarti di finale del trofeo tricolore accede la Juve Stabia. Al Matera l’onore delle armi. Pancaro tiene a riposo Jidayi e Ripa, tra i più impiegati finora in campionato, dando spazio a Caserta dal primo minuto (davanti alla difesa nell’inedito 4-1-4-1 con cui il tecnico schiera i gialloblù) e fiducia a Gomez (autore della doppietta che ha steso l’Aversa) come punta avanzata. In campo anche Lepiller e soprattutto il gigante di difesa Jan Polak, all’esordio assoluto con la casacca della Juve Stabia. Un primo tempo ricco di emozioni in cui si concentrano le vere opportunità delle due squadre. Vantaggio del Matera dopo appena 11’ con Giacomini lesto a depositare in rete, in mischia, su angolo dei lucani. Palla al centro, neppure il tempo di un giro di lancette, e Lepiller estrae dal cilindro un’autentica magia con un tiro a giro dal vertice mancino, con la sfera che si insacca direttamente nel sette opposto. Cala il tono del match che vive di fiammate. Pisseri in uscita anticipa e mette giù Guerra in area (26’), inesorabile il penalty che Coletti trasforma. Il 2-2 è una perla su punizione di Caserta che bissa il gol al Messina qualche settimana fa. Ripresa davvero brutta, con il Matera che ai punti avrebbe forse meritato il gol con Pisseri costretto agli straordinari in almeno tre occasioni. Ai supplementari accade poco o nulla, sono i crampi e la stanchezza a franare i ventidue in campo. Nella lotteria dei rigori decisivi la parata di Pisseri su Turchetta e l’errore di D’Aiello. È Nicastro, come già era accaduto contro l’Ischia in Coppa, a decidere il match regalando ai gialloblù il passaggio del turno. Pancaro soddisfatto per la prova e la qualificazione è già concentrato sulla gara di domenica mattina (12.30) contro il Savoia: «Sono contento del cuore che ci hanno messo i ragazzi. Tenevamo al passaggio del turno. Il derby? Vogliamo i tre punti». (Gaetano D’Onofrio – Il Mattino)

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Il Gruppo Sportivo Minori corsaro ad Eboli.

30 Novembre 2014, 10:32am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cronaca del Coach Campionato Under 17 M Eboli Basket-G.S Minori 58-62(11-16/21-16/15-22/11-8) Questa sera vinciamo una partita che già sapevamo sarebbe stata difficile, per la qualità dei ragazzi della squadra avversaria, per il campo e i suoi canestri, per la conosciuta “sportività” e “gentilezza” del coach e dei dirigenti del Eboli Basket, così “ospitali” da non offrirci neanche una bottiglia d’acqua, e così “gentili” alla fine della partita tanto che i miei ragazzi hanno atteso che il coach avversario dopo una quindicina di minuti gli “concedesse” il “privilegio” di lasciare lo spogliatoio dove si dovevano fare la doccia. Non ci meravigliamo , ma crediamo sempre di più che un istruttore è prima un educatore e la sconfitta fa parte del gioco e della vita. Quintetto con Manzi, Crisconio, Rispoli, Cantilena e Dell’Isola. Settimana travagliata per Mennella e D’Amato che non si sono allenati. Eboli schiera due ragazzi sopra il 1.90 che ci creeranno numerosi problemi sotto i tabelloni. All’inizio cerchiamo di variare le difese, in attacco non abbiamo problemi sia contro l’uomo poi contro la zona 2-3. Soffriamo il gioco all’interno della nostra area, a fine periodo faccio entrare Mennella e D’Amato, chiudiamo con cinque punti di vantaggio. Nel secondo periodo alterniamo la zona 2-3 e la zona 3-2, scelte non giuste contro questa squadra infatti dico ai ragazzi di passare ad uomo, e giocheremo così fino alla fine. Il secondo periodo lo perdiamo di cinque e il primo tempo finisce in parità 32-32, alla fine del periodo entrano anche Consiglio e Del Pizzo. I ragazzi sono preoccupati, cerco di fargli capire che se riusciamo ad difendere con maggiore intensità, la strada del contropiede è aperta e possiamo dare una svolta alla partita. Infatti nel terzo periodo dopo un avvio stentato, mettiamo la testa avanti fino a dodici punti di vantaggio, con un Mennella lottatore insieme a Rispoli sotto i tabelloni, contropiedi che partono facilmente con Cantilena e D’Amato, Crisconio svolge il ruolo di “mediano” pronto a fare un lavoro oscuro ma efficace, Dell’Isola tranquillo in cabina di regia commetterà il quarto fallo insieme a Mennela, ma Manzi terrà bene il campo. Chiudiamo con sette di vantaggio. Il quarto periodo è una grande lotta di nervi, siamo sempre in avanti, ma quasi ad un minuto dalla fine Eboli si avvicina a due punti, chiamo time-out al rientro in campo, i ragazzi hanno deciso che vogliono vincere a tutti costi, difendono alla grande, un contropiede di Cantilena chiude la partita. Vinciamo 62 a 58 e siamo insieme ad Agropoli primi in classifica con cinque vittorie su cinque, con tre partite in trasferta e due in casa. Spero che la settimana prossima possa fare gli allenamenti al completo, per spiegare a tutti la zona pressing 2-2-1 che ci può essere molto utile contro Agropoli il 13 dicembre, giovedì della prossima settimana ospitiamo l’Open Basket, continuiamo così, vedo i ragazzi molto determinati e convinti di fare anche quest’anno una grande stagione. Consiglio-, D’Amato 8, Dell’Isola 4, Rispoli 16, Cantilena 24, Del Pizzo-, Manzi-, Crisconio 6, Mennella 4,Esposito n.e Coach Mimmo Apicella

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Sorrento anima e cuore, Frattese k.o.

30 Novembre 2014, 10:29am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Polichetti è il match winner e la festa è rovinata dai calciatori che vogliono andare via

 SORRENTO – Un Sorrento dal temperamento forte e grintoso mette a tacere nel finale di partita con il neoentrato Polichetti una Frattese inarrendevole ma la festa è rovinata da alcuni calciatori che a fine gara ai tifosi dicono di voler andarsene.

Un epilogo vistoso che nessuno quasi si aspettava dopo una gara giocata con quell’atteggiamento grintoso e senza mai tirarsi indietro, come chiedeva mister Pampa Sosa, che nel dopo gara ha pianto per la seconda volta nella sua vita. Una seconda volta, la prima fu quando indossò nel Napoli la maglia numero dieci, che è quella di qualche ora fa dopo la partita odierna negli spogliatoi del Campo Italia, quando è stato abbracciato dai suoi giocatori dopo una gara tirata e senza quasi un attimo di sosta. È questo lo si è visto fin dai primi minuti quando le due squadre si sono affrontate in un derby a viso aperto, in cui le emozioni non sono mancate, con parate miracolose, palo colto e rigori non dati. Alla fine della ripresa risolve il centrocampista Polichetti che non ci pensa su due volte contro una squadra che fino all’ultimo secondo ha cercato il pareggio.   

GOAL – La rete della meritata vittoria rossonera, visto quante volte si è andati vicino a realizzarla, viene dopo non solo averci messo tanto cuore, grinta e carattere, ma anche per riscattarsi dalla brutta ed inguardabile prestazione in terra mugnanese. Corre il 39’ della ripresa ed ormai tutti pensano al risultato ad occhiali, che però non servono all’ex nocerino Carmine Polichetti che con un tiro al volo fredda dal limite dell’area l’ottimo Vitale R. Tutto nasce da una palla persa dagli avversari che arriva sui piedi di capitan Vitale F che mette in azione il defilato Pignatta che serve al centro l’arrivante centrocampista che fulmina e gela i nerostellati.

LA GARA- La grinta e quasi il non essere mai fermati sono stati il leit motiv di una partita che ha dato una certa spettacolarità fino ad un certo punto, ma, come suddetto, in cui le emozioni non sono mancate. I costieri partono con qualche giocatore in un altro ruolo per necessità, cambiando modulo, i nerostellati con qualche cambio di calciatore ma sempre con lo stesso schema e subito entrano in scena con la testa di Longo al 2’ la cui finalizzazione è parata a terra da Lombardo. La risposta costiera di Maio dopo sessanta secondi è una palla centrale parata senza effetti collaterali. Le due compagini di affrontano senza timori reverenziali, da un lato a centrocampo i vari Visciano e D’Amborsio tengono bene botta e Capitan Vitale F ci mette il suo per impepare bene l’azione; dall’altro lato l’azione che parte da capitan Costanzo C da dei buoni e pericolosi spunti per i vari Marotta (una vera spina pungente) e Longo. Ma il primo botto lo si assiste al 7’ quando il sinistro diagonale di Marotta viene messo in corner, dal secondo battuto dallo stesso Marotta nasce un’altra sfera pericolosa all’11’ perché la palla spizzata di testa da Favetta è larga ma fa tremare la retroguardia sorrentina. Al 15’ si grida da parte costiera al rigore per un vistoso fallo di mano di un difensore su un tiro di Caraccio dopo che il primo di Vitale F era stato respinto, ma l’arbitro Bitonti lascia correre. La gara con il passare dei minuti mette un pizzico di sale in più ed al 21’ il Sorrento va vicino alla rete con Pignatta che scattato sul filo del fuorigioco lascia partire un diagonale che è salvato quasi sulla linea da Petrarca. Capitan Vitale F ci prova al 29’ con una punizione a giro a scavalcare la barriera che però finisce larga di poco. Poi al 33’ ancora si grida al rigore perché Maio entra in contatto con l’estremo frattese e cade, ma anche stavolta l’arbitro sorvola. Il finale prima del duplice fischio vede tre emozioni: nello stesso minuto, al 42’, la prima la da il frattese Marotta con una parabola a scendere dai venti metri circa che sfiora l’incrocio, la seconda il sorrentino Caraccio con tiro piazzato che colpisce il palo e Vitale F che da pochi passi manda alle stelle. Lo  stesso al 46’ di testa con una palla ravvicinata impegna l’estremo ospite a respingere con tutti i crismi. La ripresa canta sempre lo stesso ritornello ed  al 7’ la palla a botta sicura di Bonavolontà è rimpallata da Gabbiano con Lombardo che la blocca con la classica parata al volo. Si fa viva la squadra rossonera al 9’ con un assist di Caraccio per Maio che manda la sfera larga di poco. Da questo momento l’iniziativa è più in mano ad una Frattese a trazione anteriore con l’ingresso di Caliendo, il cui tiro da pochi metri è parato dall’estremo costiero a centro porta. Un altro quasi brivido lo da al 28’ il tiro cross diretto in porta di Marotta che è respinto a pugni da Lombardo. Ma il vero brivido lo da Vitale F al 33’ in area con una rovesciata che sfiora la traversa dopo un cross di Esposito. Al 39’ la rete che designa la gara, mentre al 47’ c’è l’espulsione di Visciano per doppia ammonizione e nel dopo gara il ‘fattaccio’ che alcuni giocatori vicino alla rete di recinzione della Tribuna Nord dicono che lasciano il Sorrento. Un episodio che rovina un festa e che da adito alla società di emettere subito un comunicato, in cui si evince che ci saranno delle opportune valutazioni. Questo il testo del comunicato: “Il Sorrento calcio srl a seguito degli episodi verificatisi al termine della vittoriosa gara con la Frattese, dove a fine gara alcuni giocatori hanno manifestato ai tifosi la volontà di lasciare il sodalizio costiero, precisa che in virtù della prossima apertura della campagna trasferimenti, valuterà i giocatori a disposizione e a seconda delle necessità opererà sul mercato.”

Infatti dal 1° dicembre si apre la sessione invernale è la società probabilmente già sta mettendo in atto i suoi passi, anche cercando di far entrare questi nuovi sponsor con cui è in contatto, se si vuole andare avanti e salvarsi da una terza consecutiva retrocessione.  

NOVANTUNESIMO – Le lacrime di gioia di mister Pampa Sosa fanno da cornice ad una giornata vissuta con una certa ansia: “Nella mia vita ho pianto due volte nel calcio: una quando ho indossato la maglia numero dieci nel Napoli ed oggi negli spogliatoi perché i ragazzi mi hanno abbracciato”. Lacrime anche per il lavoro che si produce in settimana, perché “visto il primo tempo il lavoro settimanale, e sono egoista, ha pagato, se finiva 4-0 non c’era nulla da dire. È stata una vittoria meritatissima”. Sul fatto che ci sono giocatori che a volte giocano fuori ruolo, subito ribatte secco, ma a volte si deve fare necessità virtù. Mentre su un Sorrento che ha un diverso atteggiamento in casa e fuori, conferma che “anche nella riunione tecnica di stamattina (sabato, giorno della partita), ho parlato delle partite di Noto e della Neapolis. Non posso pretendere di più da questo ragazzi. Sull’espulsione di Visciano a fine gara chiarisce che “ Visciano ed Esposito hanno perso tempo con la palla e l’arbitro se le presa con Visciano”. Sul mercato per ora non dice nulla, ma “spero che la società mantenga questo gruppo perché sono tranquillo. E fare il massimo sforzo per mantenerli tutti”. E sulla trasferta di domenica prossima in casa della capolista Torrecuso se “questo è l’atteggiamento resto tranquillo”. Una certa tranquillità ma contornata da una grande contentezza la da Polichetti, l’autore del gol che “fortunatamente è toccato a me realizzarlo, ma il merito è di tutti”. E descrive come è avvenuta l’azione del gol: “ La sponda di Pignatta è da sottolineare ed io l’ho chiamato per farmi dare la palla e lui mi ha sentito”. Sul mercato “non posso dire nulla a nessuno, spero che ci mettono nelle condizioni di restare, forse ci vogliono due o tre elementi”.

Sul versante frattese a mister Grimaldi non va giù questa sconfitta, ma un “Sorrento così me lo aspettavo perché aveva bisogno di punti ed ha giocato la giusta partita della vita. Sono deluso fino a d un certo punto perché la squadra ha giocato bene”. Una gara che “si era incanalata sul pareggio, poi abbiamo perso palla a centrocampo, c’è stata la loro ripartenza ed abbiamo preso la rete. Il nostro peccato è quello di aver perso molti palloni in uscita”.

 

CAMPIONATO SERIE D 2014-15 – GIRONE I – 13^ GIORNATA

SORRENTO  -  NEROSTELLATI FRATTESE   1 – 0

Goal: 39’st Polichetti.

 

SORRENTO (4-2-3-1): Lombardo 6; Ferraro 6, Garbini 6.5, Gabbiano 6, Esposito 6; Visciano 6, D’Amborsio 6.5 (33’st Alison sv); Pignatta 6 (44’st Juliano sv); Caraccio 6.5, Pignatta 6, Vitale 6.5; Maio 6 (27’st Polichetti 6.5).

A disp: Perrino, Carpenito, Schiavone, Di Somma, Veniero.   Allen: Roberto Carlos Sosa.

NEROSTELLATI FRATTESE (4-3-3): Vitale R 6.5; Costanzo G 6, Toscano 6.5, Petrarca 6, Mora 6; Bonavolontà 6.5 (21’st Celiento 6), Costanzo C 6.5, Tascone 6; Marotta 6.5, Longo 6, Favetta 5.5 (46’st Crispino sv).

A disp: Navarra, Capasso, Pezzullo, Vitale A, Castiglione, Mocerino, Damiano.   Allen: Sossio Teore Grimaldi.

Arbitro: Paolo Bitonti di Bologna 5.5.

Assistenti: Antonio Turiello e Antonio Santamarina di Napoli.

Espulsi: 47’st Visciano (S) per doppia ammonizione.

Ammonti: 26’pt D’Ambrosio (S), 28’pt Marotta (NF); 30’st Costanzo (F), 42’st Garbini (S).

Note: giornata nuvolosa, 20°; erba sintetica buona; spettatori 300 circa (100 circa da Frattamaggiore).

Angoli:  1-4 ;    Recupero:   1’pt e 5’st.

 

                                                    Le foto di Rosario Criscuolo

  

                  

   

   

   

   

          

 

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Il Napoli arranca contro lo Sparta che colpisce due traverse. Deludente pareggio

28 Novembre 2014, 15:30pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE 

Sembra un freezer con il cielo sopra, lo stadio dello Sparta. E la cosa positiva per il Napoli è che a non evaporare in questa serata gelida per il termometro e per lo spirito è solo la qualificazione. Anzi: lo 0-0 fa sentire persino un teporino a Benitez. Il pareggio, infatti, regala i sedicesimi con un turno di anticipo: per vincere il girone basta battere lo Slovan (ultimo a zero punti) tra due settimane. Senza badare a quello che faranno Young Boys e Sparta. Il pareggio è la cosa migliore della serata di Praga: perché per lunghi, balbettanti momenti, la squadra di Benitez è sembrata sorella, o almeno cugina, di quella che per qualche gara di troppo si è vista in Europa (a Berna) e contro le piccole d’Italia. La mentalità in particolare. Coerente con l’ultima versione di se stesso, il Napoli ha comunque arrancato a lungo anche con lo Sparta, soprattutto nel primo tempo. Non ci fosse stato Rafael, autore di due prodigiosi interventi su Lafata dopo 5 minuti del primo tempo e su Matejovki nella ripresa, e due provvidenziali traverse, magari sarebbe finita diversamente. Ma non è il caso di guardare il pelo nell’uovo. E adesso, però, il Napoli farà bene a farsi piacere questa Europa League. Difficile, adesso, poter storcere il naso per la formazione scelta da Benitez: è stato un turnover giudizioso fino a un certo punto perché, pur di non toccare il suo modulo «intoccabile», ha preferito piazzare Jorginho alle spalle di Higuain come trequartista piuttosto che in linea con Gargano e Lopez, azzardando un centrocampo a tre. A sfigurare è stata soprattutto la prestazione dell'italo-brasiliano. È stato un po’ più lucido degli altri Diego Lopez. Attorno a lui il Napoli del primo tempo è apparso abbastanza diseguale e sbilenco sulle fasce dove hanno agito Mesto e Britos con sofferenza. L’esuberanza dei padroni di casa è apparsa comunque qualcosa di adolescenziale, limitata solo alle sfuriate dei primi minuti. Poi gli azzurri l’hanno demolita con il realismo della loro età adulta, con la pazienza di chi ne ha viste tante e sa che la vita è lunga. Contenuta la tempesta iniziale, infatti, non più di una ventina di minuti, il Napoli è venuto fuori. Senza dare spettacolo, per carità, ma addomesticando il ritmo da big. D’altronde, l’inferno di ghiaccio è stato sfiorato al 5’ quando Koulibaly ha sbagliato l’appoggio e meno male che dopo la traversa di Husbauber, Rafael ha trovato la manata fenomenale. La botta di fortuna che ogni tanto è mancata al brasiliano. Assente in attacco e distratto in difesa, il Napoli dà l’impressione di essere stanco, sfiatato e confuso. Ma non si capisce fino a che punto tutto ciò sia voluto per risparmiare energie e forze in vista della partita di lunedì sera a Genova con la Sampdoria. Nella realtà gli azzurri hanno vissuto per molte settimane alla grande e adesso tocca pagare il conto. Il punto, chiaro, è che a correre ieri è stato di più lo Sparta, in una serata che per tenersi caldi avrebbero avuto voglia di correre persino gli spettatori sugli spalti. Rischiato lo svantaggio, la reazione azzurra non è mai veramente arrivata, se non nel finale della partita, quando Hamsik ha sfiorato la traversa e un invitante tiro-cross di Mesto non è stato deviato prima da Zapata e poi da Ghoulam. Lo Sparta potrebbe approfittarne ancora. Meno male che ci pensa Rafael, deviando sulla traversa il colpo impazzito dal limite di Matejovsky. Benitez sa che non è la serata per sprecare occasioni. Basta un punto, meglio non affaticarsi troppo. L’obiettivo è contenere lo Sparta. E così anche nella ripresa riesce a non abbassarsi troppo,vigila al meglio le fasce e prova a ripartire spesso, perché la difesa dei padroni di casa, con tutta la simpatia, mostra evidenti segni di fragilità e si intimidisce quando la qualità altrui si sviluppa. Ma questo non avviene quasi mai. Anche perché quelli dello Sparta, a un certo punto, si sono ben dislocati e hanno sempre respinto gli attacchi mai roboanti del Napoli. (Pino Taormina –

Il Mattino

28.11.2014.

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Sparta Praga-Napoli, ultima chiamata per Zapata: ora deve convincere

27 Novembre 2014, 12:49pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Praga. C'è un Napoli che produce spettacolo e gol, in questo inizio di stagione. C'è un Napoli con un'ossatura offensiva ben definita, con un miracoloso equilibrio tra i tanti talenti sparsi tra centrocampo e attacco, con un impianto di gioco già messo a punto. Ma c'è anche un pezzo dell'altro Napoli, tra gli attaccanti di riserva, che per ora appare poco: è Duvan Zapata. Fino ad adesso ha trovato spazio solo in Europa League, il bomber dal volto sempre triste. Eppure l'unico gol che ha fatto lo ha segnato l'unica volta che ha giocato titolare in serie A: al Palermo. Nell'unica occasione che Rafone lo ha impiegato titolare in campionato. Poi, come ogni vice di qualcuno che si rispetti, ha giocato solo nella coppetta che il titolare proprio non manda giù: l'altra Europa, quella che Gonzalo Higuain non ha mai disputato quando era al Real Madrid e che ha cominciato a conoscere - e snobbare, noblesse oblige - solo quando è approdato a Napoli. D'altronde, già non è semplice essere una riserva e giocare col contagocce. Figurarsi fare l'alter-ego del Pipita. In Europa Rafa Benitez lo ha sempre utilizzato con dovizia di regolarità: l'anno scorso ha fatto gol persino al Marsiglia e al Porto. Insomma, mica proprio uno sprovveduto. Eppure, e non certo solo per il paragone col nobile compagno di squadra (vice campione del mondo con la sua Argentina) che ogni volta che lo spagnolo lo getta nella mischia sembra ritrovarsi con una sorta di bomber dal passo lento e quasi assente dal resto del gioco corale. Non a caso lo stesso Rafone dopo Cagliari ha spiegato: «Perché non ha giocato Zapata? Non mi piace gettare le palle in area...». Non trova tanto spazio, è vero,però è ben presente nella mente di Benitez. D'altronde, o diventa grande il prima possibile ed esce dal guscio di incompiuto in eterna attesa di esplodere, oppure è assai probabile che vada altrove. Per questo Praga e lo Sparta sono crocevia del suo destino partenopeo. In questa sorta del gioco delle coppie che per Rafone doveva tornare utile durante la stagione, quando le esigenze del turnover e le incognite dei tour de force costringono l'allenatore a modificare la squadra, il colombiano è ancora uno dei pochi che fa storcere il naso quando tocca a lui. Perché non è facile prendere il posto di uno che nelle ultime cinque gare di campionato a segnato sette reti. Ma è anche vero che deve dimostrare di valere assai di più di quello che fino ad adesso ha dimostrato. E l'Europa League è il test giusto. Non certo per togliere il posto a Higuain, per carità, ma almeno per dare la sensazione che quando gioca il colombiano non è mai un salto nel buio. E allora stasera è il suo momento: forse l'ultima chiamata per dire a tutti che anche lui, Duvan o Zapata (fate voi) merita di giocare in questo Napoli delle stelle. E che contro lo Sparta ha intenzione di chiudere il discorso qualificazione per potersi concentrare sul campionato con più libertà a dicembre.

IL MATTINO

27.11.2014.

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Arrighini punta alla maglia

27 Novembre 2014, 12:23pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

immagine Arrighini punta alla maglia397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Arrighini vuole la maglia. Il test contro la Primavera di Luperto, disputato come al solito a porte chiuse è finito quattro a uno. Disputarlo a San Michele di Serino non è stato uno sfizio, ma una necessità dettata dal fatto che il Comunale di Chiavari è in erba sintetica, altro elemento da non dimenticare. Arrighini, che contro il Varese ha sbagliato l’impossibile, è andato a segno due volte, un gol è stato siglato da Angeli e uno da Soumarè, prima di infortunarsi. Rastelli ha mischiato le carte e gli uomini, concentrandosi soprattutto su schemi di attacco, movimenti senza palla, tiri in porta e schemi da calcio d’angolo e punizioni. Le variazioni in formazione, anche alla luce dei nuovi infortunati, appaiono scontate. Non il cambio del modulo che difficilmente il tecnico ha abbandonato, se non a partita in corso. Le novità maggiori potrebbero esserci a centrocampo vista l’influenza di D’Angelo, la condizione non perfetta di Arini e la possibilità che così potrebbe essere concessa al belga Angeli che nella amichevole ha dato pure in segnale in termini di gol. In attacco l’ex bomber del Pontedera vorrebbe a tutti i costi sbloccarsi e dimostrare che sabato scorso è stata solo una giornata no: chissà che Rastelli, dopo la prestazione abulica di Comi, alla fine non lo accontenti. IL MATTINO SPORT

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Carpi, notte in vetta. Steso il Cittadella 5-2

17 Novembre 2014, 12:10pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

427051 2854280434980 147811775 nINSERITO DA BARBARA PAPPACODA I biancorossi, orfani di Mbakogu che si blocca nel riscaldamento prepartita, subiscono il Cittadella nei primi 15 minuti. Poi il gol di Gagliolo e da lì non c’è più storia. Doppietta per Inglese.

carpicalcio

Piove al Cabassi, ma è come se ci fosse il sole: il Carpibatte il Cittadella 5-2 e riconquista la vetta solitaria, in attesa di Pescara-Frosinone. La squadra di Castori ha confermato la propria forza e dimostrato di avere tante soluzioni tattiche. Il rotondo risultato di oggi è maturato nonostante le assenze di Gabriel, Struna e Mbakogu (fermatosi nel riscaldamento). Dopo un buon avvio dei veneti, il Carpi ha preso in mano il match e non l’ha più mollato: in rete Gagliolo, Romagnoli, due volte Inglese e Lasagna. Di Barreca e Sgrigna su rigore le reti degli ospiti.

TRCTELEMODENA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE TEGOLA NALINI: LA SALERNITANA IN ANSIA PER IL SUO GIOIELLO

26 Ottobre 2014, 10:00am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Non è bastata la carica degli oltre diecimila spettatori presenti all'Arechi perchè la Salernitana conservasse primato ed imbattibilità al cospetto di un Lecce che a Salerno ha rinunciato a Miccoli, rimasto in panchina, ma che ha avuto in Moscardelli un vero trascinatore. Menichini conferma in avvio il tridente leggero che mette in difficoltà la retroguardia ospite grazie alle accelerazioni di Nalini che a destra forma una coppia tutta dinamismo con Bovo, la cui presenza dall'inizio consente ai granata di esercitare una pressione accentuata sui portatori di palla giallorossi. Il gol del vantaggio arriva dopo cinque minuti e sembra la logica conseguenza di un approccio aggressivo e convinto alla sfida con cui i granata mettono alle corde gli ospiti. Il cross di Nalini è calibrato alla perfezione per la testa di Calil che realizza una rete da centravanti puro, lui che è un po' dieci ed un po' nove e che ha bisogno di guardare sempre la porta avversaria per accendere il suo talento. Inizio travolgente dei granata che hanno il torto di non raddoppiare quando il Lecce è quasi al tappeto. E così l'imprevisto che non ti aspetti, ossia l'infortunio di Nalini causato da un duro tackle di Sacilotto, cambia tutto. Per l'ala veneta sarà decisiva la risonanza magnetica prevista nei prossimi giorni: scongiurato il rischio di una frattura al malleolo, si vuole appurare se siano stati interessati i legamenti della caviglia. Già priva di Gabionetta, la Salernitana trattiene il fiato perchè perdere Nalini per qualche settimana sarebbe davvero un grosso guaio e lo sviluppo della gara di ieri lo ha dimostrato. Menichini inserisce Mendicino e cambia le posizioni di Negro e Calil alterando gli equilibri della squadra che alla lunga cede campo al Lecce che nella ripresa si presenta con Della Rocca in prima linea accanto ad un ispirato Moscardelli. La Salernitana si fa male da sola sia perchè il nuovo assetto offensivo non aiuta sia perchè commette troppi errori. Nell'occasione del pareggio la difesa pasticcia, Volpe esita e lamenta un fallo su cui l'arbitro sorvola ed infine Trevisan allarga troppo il braccio propiziando il rigore trasformato con potenza da Carrozza. La Salernitana manca di lucidità in questa fase della partita e concede ancora il contropiede al Lecce che colpisce in maniera chirurgica. Moscardelli si beve la difesa con una finta di corpo, sul suo tiro Gori respinge frontalmente e Sacilotto ha la strada spianata per ribadire in gol. Il colpo è davvero duro per la Salernitana che ci mette orgoglio ma non le idee necessarie per rialzarsi ed il Lecce nel finale dilaga trovando il terzo gol con Doumbia. NICOLA ROBERTO TVOGGISALERNO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE MEZZA ROMA APPLAUDE I TIFOSI E NON FA DRAMMI

26 Ottobre 2014, 09:57am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il risveglio è stato brusco dopo una notte carica di pensieri e delusione. La Salernitana ha steccato la prova del dieci, perchè contro il Lecce avrebbe potuto collezionare il decimo risultato utile di fila ed i rimpianti sono fortissimi dal momento che, per quanto s'era visto nei primi quindici minuti, battere i salentini pareva una missione possibile. Partenza a razzo dei granata, trascinati dai diecimila dell'Arechi in una serata caratterizzata dalla bella iniziativa promossa dagli ultras in favore di Armandino, la cui battaglia sta unendo nel segno della solidarietà le curve di tutta Italia. Un'iniziativa che ha spinto Marco Mezzaroma a recarsi all'Arechi per la prima volta in questa stagione per acquistare la sciarpa per Armandino e per fare gli onori di casa in un'occasione importante nella quale è mancato Claudio Lotito. È stata una notte stregata per la Salernitana, ferita ma non abbattuta da un Lecce che è entrato in partita solo quando dalla stessa è uscito Nalini, vero uomo in più di Menichini. Dal suo piede è partito il cross per il gol di testa di Calil, ma quando il veronese ha chiesto il cambio la storia della gara è cambiata. Alle assenze che erano già state messe in preventivo s'è aggiunta una defezione pesantissima che ha reso cortissima la coperta e forse avrebbe richiesto scelte diverse da parte di Menichini che ha voluto osare inserendo Mendicino anziché gestire il risultato e soprattutto mantenere la superiorità numerica a centrocampo. Mala notte per la Salernitana ed i suoi tifosi proprio alla vigilia del sessantesimo anniversario dell'alluvione che, questo sì, impose alla nostra città ferite profonde ed un risveglio drammatico. Ed allora, per quanto bruciante sia stata la sconfitta di ieri, certo non è il caso di farne una tragedia, anche se è giusto trarre i dovuti insegnamenti. Il modulo, la lettura della partita, la gestione della rosa dovranno essere argomenti di riflessione approfondita ma serena.

Nicola Roberto TVOGGISALERNO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE JUVE STABIA - PESCARA AL MENTI ORE 15.SQUADRA RIFATTA ORA IL MIRACOLO

25 Gennaio 2014, 09:46am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Juve Stabia Pescara.Pea oggi pomeriggio al Menti ci prova

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Oggi dopo la lunga sosta e i nuovi acquisti,Benassi Piccioni,Falco, Giandonato,e Liviero,La Juve Stabia ci prova al Menti.Non ci sono più i vari Calderoni, Diop, Davì, Doninelli, prossimi alla partenza sono anche Branescu (Lanciano), Jidayi (Cittadella), Scozzarella (tra Padova e Varese) e Suciu (Varese o Spezia).La Juve Stabia affronta al Menti in una gara molto difficile il Pescara di Marino che oggi contro le vespe festeggia le 100 panchine in B.Dopo il disastro del girone di andata la Juve Stabia cambia volto (almeno si spera) e inizia l'operazione salvezza.Il ritorno dopo sette anni del portiere laziale Benassi da molta sicurezza alla difesa.

 

Così in campo al Menti Juve Stabia (3-5-2): Benassi; Lanzaro, Piccioni, Contini; Zampano, De Falco, Giandonato, Mezavilla, Liviero; Falco, Di Carmine.

Pescara (3-4-3): Belardi; Zauri, Schiavi, Zuparic; Ragusa, Brugman, Rizzo, Rossi; Politano, Maniero, Mascara. All. Marino. 

Arbitra Merchiori di Ferrara

Miki de Lucia per positanonews


«Non abbiamo timori – ha spiegato ieri mattina l’ormai ex centrocampista del Bari De Falco- sappiamo di giocarci una chance importante alla Juve Stabia, e siamo convinti di poter riuscire a mantenere la categoria. La serie B è un campionato difficilissimo, ma diviso sempre in due tronconi. Non sai mai quello che può accadere nel girone di ritorno. A Bari non trovavo più spazio, spero di rilanciarmi e contribuire nel migliore dei modi al cammino della squadra». Sullo stesso motivo anche il tornante di proprietà della Juventus: «Sono contento della scelta e dell’opportunità – dice - Vitale? Posso fare l’esterno alto o anche il terzino sulla corsia mancina, rispetto il mio compagno che sta recuperando dall’infortunio, uno da cui c’è tanto da imparare. Quando tornerà a disposizione cercheremo entrambi di mettere in difficoltà l’allenatore per le future scelte. Per ora, però, penso solo al Pescara».


Contro gli abruzzesi, non dovrebbero esserci clamorose variazioni sul tema per uno schieramento iniziale in cui l’unico vero dubbio riguarda il reparto avanzato. Tra i pali quasi scontato l’esordio-bis (era stato alla Juve Stabia nel 2007) di Benassi, con Viotti nuovamente in panchina. Nella difesa a tre Pea ha provato varie soluzioni, anche con Ghiringhelli esterno destro al fianco di Contini e Lanzaro, molto dipenderà anche dalle condizioni fisiche di Piccioni che potrebbe partire dall’inizio, centrale, ed in quel caso sarebbero proprio i due ex del Saragozza a fare da esterni. 


A centrocampo, salvo clamorose novità, Zampano e Liviero rispettivamente a destra e sinistra, al fianco di Giandonato, Mezavilla e De Falco. L’alternativa potrebbe essere l’innesto di Caserta, probabilmente al posto di Giandonato. In attacco Di Carmine è certo di una maglia da titolare, il vero ballottaggio sembra tra Sowe e Falco. Il primo potrebbe essere preferito, visto il buon rendimento nel girone di andata, ed anche per lanciare un segnale alle società, Avellino e Ternana su tutte, che vorrebbero prenderlo nel mercato di gennaio. Arbitra Merchiori di Ferrara, i tre punti sono l’unico risultato a disposizione.

 

fonte:il Mattino 

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