SPORT NEWS E SPORT LOCALE Roma-Milan 0-0, i rossoneri resistono in 10
INSERITO DA ANGELA CECERE
PARTITA A SCACCHI — Garcia alla fine opta per un tridente più equilibrato, con Florenzi al posto di Ljajic. Inzaghi, invece, opta per un 4-3-3 che in fase difensiva diventa 4-5-1, con De Jong a guidare la linea più basso degli altri e Bonaventura ed Honda con il compito di fare l'elastico tra la fase di possesso e non. Ne viene fuori una partita a scacchi, in cui ci si prova a punzecchiare, mossa dopo mossa, ma senza mai riuscire a trovare la mossa decisiva. Menez soffre il ritorno all'Olimpico, Totti gioca spesso largo per uscire dalla morsa dell'amico Mexes, Honda non incide e Maicon va a corrente alterna, per spegnersi dopo mezz'ora, causa il solito ginocchio destro che lo porta a zoppicare vistosamente. Così i brividi per la Roma arrivano soprattutto dalle giocate incerte di De Sanctis (parata lenta al 1' su Honda, poi un senso generale di insicurezza) e da una staffilata di Mexes da 40 metri su cui il portiere giallorosso invece si esalta. Dall'altra parte, invece, quasi tutti i pericoli nascondo da Gervinho, che prima dilapida il vantaggio dopo aver fatto tutto bene, poi liscia di testa il pallone buono per il vantaggio giallorosso, con De Jong che tocca il pallone nettamente con la mano sinistra. E' rigore, ma Rizzoli lascia correre e anche dei giocatori della Roma l'unico che si accorge della dinamica è De Rossi. Poi, per il resto, un paio di buoni spunti in velocità di Florenzi ed una punizione di Totti su cui Diego Lopez è bravo in angolo. Insomma, a conti fatti una partita non bella, che sembra sempre di stare per accendersi senza mai trovare l'innesco giusto. TUTTI I VIDEO Entra in GazzettaTV EMOZIONI CON IL CONTAGOCCE — Con Totti fuori dalla partita e Maicon zoppicante, la Roma non ha altre fonti di gioco (Pjanic è squalificato) e allora il tema è sempre lo stesso, palla a Gervinho e via. Ma alla lunga è dura, così è il Milan a farsi pericoloso due volte in avvio di ripresa con Poli e poi con Bonaventura. Menez allora prova a scuotersi, ma al 25' il Milan resta in dieci (mani di Armero su Keita, per il colombiano è il secondo giallo). Inzaghi corre ai ripari prima con Alex (al rientro) e poi con Muntari, Garcia si gioca la quarta punta (Destro) e passa al 4-2-3-1 (con Totti tra i trequartisti). Ma in campo alla fine le emozioni restano poche e quelle poche le accende ancora Gervinho: prima con uno slalom in area tra tre sul cui assist Destro non arriva, poi con un uno-due in velocità con Yanga-Mbiwa su cui Diego Lopez salva il risultato in extremis. Finisce così, tra qualche fischio e Gervinho che lascia il campo zoppicante.
LA GAZZETTA DELLO SPORT
21.12.014.
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’Agropoli batte senza patemi d’animo un Montalto Uffugo in piena riorganizzazione dove il solo Itri,un gigante in difesa, è sembrato in grandissima forma e in grado di poter vestire una maglia da grande squadra o di Lega Pro. A Vallo della Lucania dove ha giocato nella prima parte della stagione non hanno capito l’importanza di questo giocatore e forse Lo Garzo non ha la giusta dimensione del calcio per non comprendere la grandezza di Itri e se ne accorgerà. L’uomo del giorno ad Agropoli è senza ombra di dubbio Arena tesserato poco prima della gara e mandato in campo nel secondo tempo da Rigoli. L’impatto di questo attaccante sulla partita è stato strepitoso. L’Agropoli è partita benissimo stringendo d’assedio gli ospiti e fallendo subito delle palle goal con Berretti e Tarallo ispirati entrambi da un Capozzoli eccezionale in grande spolvero è picchiato da duro da Canale che al 40’lo colpiva durissimo costringendolo alla resa. Entrava Esposito. Nel frattempo però i delfini erano già andati in goal con un colpo di Berretti,ancora lui,il quale sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Ragosta in drop batteva l’estremo avversario. Nessuna reazione da parte degli ospiti i quali durante la partita mai hanno avuto la possibilità di impensierire il sempre più bravo Maiellaro un vero e proprio baluardo di questo Agropoli tranne che in una circostanza nel corso del secondo tempo a risultato già maturato. Proprio in avvio di ripresa gli ospiti hanno cercato di mostrare un pò il petto ma senza particolari velleità perchè poi è entrato Arena e l’Agropoli ha ingranato la marcia più alta, il giocatore voluto da Rigoli ha cambiato il passo alla gara scombinando la difesa ospite in più di un circostanza e in una delle quali ha servito a Tarallo il pallone del 2-0. La perla della gara Ragosta l’ha messa in vetrina nei minuti di recupero con un goal di alta classe e di una raffinatezza tecnica senza eguali. I delfini non hanno chiuso il mercato,in entrata c’è un difensore probabilmente una vecchia conoscenza dell’Agropoli e forse un attaccante mentre Mancini dovrebbe firmare ad ore e Alleruzzo rimane un rebus. Il giocatore ormai rotto si è proposto all’Agropoli attraverso vari canali promettendo che se non gioca per la pubalgia rinuncia allo stipendio. Cominci da adesso se ha una parola ma di parole ne dice tante forse troppe e non le mantiene mai bla bla bla.Sergio Vessicchio



