INSERITO DA MORENA MOTTA A Cortina con la vittoria nel superG, il 63° successo in Coppa del Mondo: mai nessuno ha fatto meglio. E all'arrivo la sorpresa: ad aspettarla il campione del golf
ROMA - Lindsey contro Lindsey. Non c'è altra sciatrice da battere, se non se stessa. E' la regina delle nevi, the Snow Queen, l'americana Vonn. A Cortina il 63esimo successo in coppa del mondo con la vittoria del SuperG, un giorno dopo aver raggiunto la storia prendendosi la discesa e gli onori del primato dell'austriaca Annemarie Moser-Proell. A 30 anni, dopo due anni dannati, due gravi incidenti e due interventi alle ginocchia che l'hanno estromessa per gran parte della stagione comprese le Olimpiadi di Sochi 2014, eccola qui. She is back, è tornata, se possibile più forte di prima. "Un sogno". In realtà, un progetto. Lindsey lo sapeva, anzi l'ha costruito il suo sogno sin da quando è rientrata nel circuito a inizio anno agonistico, neanche due mesi fa. Non a caso le è riuscita a Cortina l'impresa, dove ha ottenuto il suo primo podio nel 2004, dove è ormai a nove allori totali. Oggi ha vinto in 1'27''83 lasciando sui gradini più bassi del podio l'austriaca Anna Fenninger (a +0''85) e poi Tina Weirather del Liechtenstein (a +0''92). Un abisso tra lei e le altre, tra lei e l'eternità. Si è anche portata dietro la sua famiglia per festeggiare: papà con moglie, mamma con marito, la sorella piccola Laura. I Kildow, il cognome cui Lindsey aveva rinunciato dopo una lite col padre e il matrimonio con Thomas Vonn, da cui ha divorziato tre anni fa, confessando a posteriori una forte depressione: vinceva sì, ma stava anche molto male. Non più. E' caduta in pista, nella vita, ma si è sempre rialzata e ha vinto. Di più: ha incarnato il perfetto sogno americano. Bionda, bella, contesa dagli sponsor. Semplice, non insipida, con un senso animale per la velocità. Mancava solo Tiger Woods, suo fidanzato da un paio d'anni, per completare l'inquadratura della perfetta felicità familiare. Invece, oggi, eccolo a Cortina il golfista più famoso e ricco d'America, col quale la Vonn ha condiviso di recente i palcoscenici ma anche i guai: entrambi infortunati per mesi (lui lo è ancora, alla schiena), hanno usato il tempo insieme per godersi la vita, lei sui green, lui un po' meno sulla neve, che non ama particolarmente. Anche se fu lui l'elicottero privato di Tiger a riportare Lindsey a casa a Vail, in Colorado, quando ai mondiali di Schladming 2013 a Vonn subì il primo dei due gravi infortuni (il secondo nell'autunno successivo, in Val d'Isere), cadendo rovinosamente nel superG di inizio campionato: rottura del crociale anteriore e collaterale mediale, frattura del piatto tibiale. Era una storia ancora nascosta, tra i due. Un anno dopo il coming out: "Ci amiamo". Non poteva mancare Tiger: dalla Florida è arrivato sulle Dolomiti, a sorpresa. Lindsey: "'Non mi immaginavo che arrivasse. Mi aveva mandato degli sms come sempre facendomi auguri per le gare e congratulazioni. Poi, improvvisamente, mentre ero con tutta la famiglia, ho visto che mio padre Alan si è allontanato e non ho capito dove stesse andando: è tornato con Tiger. Non pensavo che anche per lui fosse importante star qui con me e con tutta la mia famiglia". Aveva promesso si bere champagne stasera, lo farà.
Tra neanche due settimane i mondiali a casa sua, in Colorado, dove Lindsey può ancora stravolgere la storia. Meglio, se stessa: due ori a val d'Isere 2009, tre argenti tra Are 2007 e Garmisch 2011. La vincitrice di quattro coppe generali e di un oro e un bronzo olimpici a Vancouver 2010 non è una che si ferma. Non c'è riuscita nemmeno la sorte. Qualche anno fa lanciò la sfida: "Voglio gareggiare con gli uomini". Non fu raccolta, anzi fu presa come una provocazione o una trovata pubblicitaria. In realtà a quell'idea Lindsey non ha mai del tutto rinunciato. "Ho dato così tanto a questo sport e ho ricevuto così tanto indietro". C'è soltanto un traguardo adesso per Lindsey. Battere Lindsey.
FONTE: (di Alessandra Retico) LA REPUBBLICA