Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA ''Sono in una stanza d'albergo a Parigi che purtroppo diventerà il posto in cui sarò rinchiuso forse una settimana perchè dopo una notte in cui non sono stato bene, stamattina ho fatto il tampone e sono risultato positivo al covid. Purtroppo saltano quindi i concerti di stasera al Bataclan e domani a Londra... vi potete immaginare il giramento di balle dopo i due bellissimi concerti vissuti a Barcellona ea Bruxelles, però è andata così. Mi dispiace tantissimo per il disagio creato vi abbraccio comunque. Ciao''. Luciano Ligabue, attualmente impegnato nel tour europeo, annuncia così in un video postato sui social che questa mattina è risultato positivo al covid quindi è costretto a malincuore a rimandare le ultime due date previste questa sera al Bataclan di Parigi e domani sera allo 02 Shepherd's Bush Impero di Londra. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Iva Zanicchi è la protagonista indiscussa dell'ultima edizione di Ballando con le Stelle Iva Zanicchi è la protagonista indiscussa dell'ultima edizione di Ballando con le Stelle. Prima le accese discussioni con Selvaggia Lucarelli, ora nel corso della quarta puntata la cantante ha confessato un suo desiderio: Iva Zanicchi vorrebbe, infatti, perdere qualche chilo «di troppo», e con la sua solita simpatia travolgente ha confidato il suo attuale peso in diretta. Cosa ha detto Iva Zanicchi dopo l'esibizione, tanto apprezzata dal pubblico, con Samuel Peron ha raccontanto a Milly Carlucci davanti alla giuria, dei suoi sforzi durante la settimana in sala prove e nonostante le ore passate a lavorare sodo, non è ancora riuscita a dimagrire e raggiungere il tanto desiderato obiettivo. Iva Zanicchi, 82 anni, ha svelato in diretta di pesare 90 chili e si augura, che durante questo duro percorso, possa ritornare ad una forma fisica più snella.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA A Radio Alfa oggi ospite d’eccezione: l’attrice di Veronica d’Elia. Anni di sacrifici ed impegno per approdare in TV lo scorso anno nelle vesti della nuova tata del Commissario Ricciardi.
Di recente anche una parte anche nell’altro successo televisivo: Imma Tataranni. Nel 2013 Diplomata all’accademia d’arte drammatica del Teatro Bellini di Napoli e dal 2014 calca le scene in teatro con Davide Iodice, Mimmo Borrelli, Lello Arena fino al debutto televisivo che l’ha consacrata nel Commissario Ricciardi.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una bellezza senza rivali VIRNA LISI, Hollywood la chiamò nell'epoca in cui, a metà anni '60, cercava disperatamente una nuova Marilyn Monroe eppure lei seppe dire di no perchè alla 'macchina' dell'industria americana, spersonalizzante, preferì dopo aver capito l'effetto che faceva su di lei, il cinema italiano ed europeo.
Quella vicenda che costò all'attrice anche una salatissima penale per la rescissione anticipata dal contratto è ricostruita, con immagini e testimonianze, in VIRNA LISI LA DONNA CHE RINUNCIÒ A HOLLYWOOD, il documentario scritto e diretto da Fabrizio Corallo, oggi alla Festa del cinema di Roma e l'8 novembre, giorno del suo compleanno, in onda su Sky Arte e successivamente in prima serata su La7.
Corallo, come già aveva fatto con i precedenti film su Vittorio Gassman, Alberto Sordi e Monica Vitti, illumina la personalità dell'attrice di Ancona facendo conoscere al pubblico non solo la diva italiana amata e popolare - da metà anni '60 agli '80 e poi ancora in tantissime fiction di successo - ma anche gli aspetti del suo carattere meno noti, in una sorta di viaggio sentimentale intorno a Virna Lisi.
Nella lunghissima carriera ha vinto molti premi tra cui un premio a Cannes e poi un Cesar per la sua interpretazione di Caterina de' Medici in La Regina Margot, due David di Donatello, sei Nastri d'argento, un Globo d'oro. Quella bellezza da lasciare senza fiato - tutti ci ricordiamo il Carosello per un dentifricio con il claim "con quella bocca può dire ciò che vuole" - era non certo un ostacolo quanto piuttosto una sfida con se stessa a dimostrare di essere una brava attrice, "come se - dice all'ANSA Corallo - non si volesse accontentare di sembrare una dea dell'Olimpo". Tra le scoperte del film, grazie alle tante interviste, quel lato del suo carattere impulsivo, libero, per cui in famiglia le consigliavano sempre di contare fino a 10, "non era certo diplomatica, era una donna di carattere, con le sue idee - racconta ancora Corallo - schietta e zero disponibile a baratti e compromessi, come appunto la vicenda hollywoodiana testimonia. L'avevo incontrata a lungo, una delle sue ultime interviste prima di morire e proprio questo aspetto mi aveva colpito tanto".
Non che Virna Lisi non fosse consapevole o rinnegasse quel suo aspetto, "sapeva che era un dono però voleva dimostrare la bravura, accettando spesso personaggi che dovevano imbruttirsi, invecchiarsi. Inoltre, pur essendo super borghese, conservatrice, cattolica, legatissima alla famiglia, al marito architetto Franco Pesci e al figlio Corrado, ha sempre fatto scelte autonome, indipendenti, anticonformiste, senza mai abbassare la testa". Il documentario prodotto da Dean Film e Surf Film in collaborazione con Luce Cinecittà con la partecipazione di Sky Arte e LA7 racconta tutta la sua carriera, cominciata per caso e da giovanissima, appena quattordicenne, presto esplosa con un crescente successo di pubblico grazie a un cinema popolare, e confermata con i grandi autori: Maselli, Steno, Germi, Monicelli, Lattuada, Dino Risi, Luigi Comencini, Amelio, Vanzina, Liliana Cavani, Cristina Comencini. Queste ultime due registe hanno avuto una grande connessione con Virna Lisi come si mostra nelle interviste di Corallo che ha raccolto su di lei anche le testimonianze di Enrico Vanzina, Pupi Avati, Margherita Buy, Jerry Calà, Massimo Ghini, Enrico Lucherini. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA C'è una 'porticina' nel palazzo di Napoli dove abitava coi genitori che ha spinto Mario Martone a passare dal teatro al cinema, era quella dell'abitazione di Renato Caccioppoli che diventerà poi il protagonista di MORTE DI UN MATEMATICO NAPOLETANO, il suo primo film. Nessuna parola invece da parte del regista sulla scelta di NOSTALGIA da parte dell'Italia per la lunga corsa agli Oscar. Questa, in estrema sintesi, la masterclass di oggi di Mario Martone alla Festa di Roma. "A Napoli, dove sono nato e dove facevo teatro d'avanguardia, qualcuno un giorno mi parlò di questa figura di Renato Caccioppoli, matematico e musicista. Su di lui - ha raccontato Martone - non c'era nulla di scritto, ma solo tanti racconti. Aveva abitato nel palazzo dove era vissuto il matematico e si era sparato. La mia stanza si affacciava sulla piccola porta d'ingresso del suo appartamento. Tra le coincidenze poi c'era quella che Caccioppoli si era suicidato nel 1959, nello stesso anno in cui ero nato". E ancora Martone: "Pasolini diceva che il cinema è l'arte della realtà e io volevo raccontare questa storia con la giusta verità. E quella porticina è stata come l'inizio della mia creatività cinematografica". Sempre riguardo a UN MATEMATICO NAPOLETANO, ha spiegato il regista in una sala strapiena di ragazzi: "Non avevo mai girato un film, né avevo fatto alcuna scuola di cinema. Ero stato solo un giorno sul set di un film di Bolognini, mio amico, per capire almeno di cosa si trattasse. Volevo però Carlo Cecchi come protagonista e raccontare solo l'ultimo giorno di questo matematico. Poi quell'unico giorno divenne una settimana e arrivarono anche i primi soldi: 500 milioni di lire". Cosa cambieresti dei tuoi film? "Niente, sperando che il Dio del cinema ti aiuti" ha detto divertito Martone che ha raccontato i suoi anni Settanta tra movimento studentesco e avanguardia teatrale e artistica. "A quei tempi frequentavo la storica galleria di Lucio Amelio, ero molto amico di Tony Servillo e vedevo i film di Coppola, Scorsese e Fassbinder". Martone ha poi confessato: "Non faccio mai storyboard e ci metto mesi a fare una sceneggiatura anche perché vado nei luoghi e li fotografo uno per uno". Ma non sempre le cose vanno come ci si immagina. "Proprio girando NOSTALGIA c'è una scena in cui Favino va al funerale della madre. Ora, doveva essere una scena fissa, senza movimento, e con Favino che non piangeva. Ne avevo parlato a lungo con lui ed era d'accordo. Poi, arrivati sul set, metto un binario curvo intorno alla cassa, una cosa che non uso mai e poi Favino scoppia a piangere in una posizione inclinata. Era perfetto. Su questo set, ci siamo detti, c'è una strana magia. Questo è il cinema". ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il regista e sceneggiatore colombiano Rodrigo García, autore di RAYMOND & RAY in concorso alla Festa di Roma e dal 21 ottobre su Apple tv, ci sa davvero fare nel rendere un funerale una sorta di thriller pieno di colpi di scena e con tanto di sparatoria ai danni del dipartito già nella bara. D'altronde il morto, da quello che si capisce subito, era un vero bastardo pieno di fascino (le due cose vanno spesso insieme) e di conseguenza un padre più che ingombrante per i due fratellastri, appunto Raymond (Ewan McGregor) e Ray (Ethan Hawke). Il fatto poi di dare ai due figli lo stesso nome fa parte della sua sottile perfidia. Chi sono Raymond e Ray? Il primo è un uomo preciso, tranquillo e prevedibile che - si capisce subito - è stato vittima nel passato di molte violenze da parte del padre; l'altro, Ray, è invece uno più smart, un ex trombettista jazz, uno pieno di donne, proprio come il padre, e che ha attraversato le strade tortuose di droga ed alcool. Ora, raccontare tutto quello che succede ai due fratellastri al funerale del padre sarebbe fare spoiler, ma tra le cose che si possono dire, certamente il fatto che Harris III aveva dato precise disposizioni di venire seppellito totalmente nudo e che a scavare la fossa dovevano essere i suoi figli in persona. E a proposito di figli, nel cimitero intorno al feretro, va detto, se ne affolleranno molti: uno di sette anni e altri due gemelli acrobati che cominciano a saltellare tra le tombe dopo aver messo mano alle pale. "Ho immaginato due fratelli al funerale, anzi fratellastri perché nati da madri diverse, e che la loro esperienza fosse per certi versi la stessa, per altri differente. Ho pensato poi, e non so perché, di imporre a quei due lo stesso nome e un'ultima volontà del defunto: quella di farsi scavare la fossa proprio da loro", dice Rodrigo Garcia, figlio dello scrittore e premio Nobel Gabriel García Márquez, di questo film prodotto da Alfonso Cuarón. Sulla scelta di Harris III di farsi scavare la fossa dai figli, spiega ancora: "È allo stesso tempo un modo per farsi perdonare una volta uscito di scena e per punirli, impartendo ordini anche da morto. Ma il gesto di scavare è molto fisico, visivo. Chi fa un film non ha bisogno di dare un nome alle cose, gli basta farle vedere e sentire". E ancora Rodrigo Garcìa: "Raymond e Ray sono rimasti in qualche modo bloccati nel passato. Lo siamo un po' tutti, in una certa misura. Quel funerale non cambia le cose, nessuno cambia in un giorno, di certo non gli adulti, ma apre loro una porta, un'opportunità per costruire un cambiamento".ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. Sedici spettacoli per un cartellone che abbraccia ogni settore, dal ballo al teatro, alla musica classica e contemporanea. Il teatro Carlo Gesualdo di Avellino, finalmente alza il sipario per la nuova stagione 2022/2023 Si parte il 13 novembre con Vecchioni e si conclude il 7 maggio con il pianista Stefano Bollani. Per la prima volta dopo la pandemia, il Comune si avvia alla gestione propria del Massimo avellinese. «Il comune non ci rimetterà un euro - ha precisato il sindaco Gianluca Festa, il cartellone, per un costo di 550mila euro circa (compreso di utenze, sicurezza e cachet) sarà coperto da fondi Poc e incassi. L’amministrazione finalmente rientra nella gestione del teatro, siamo felici perché il teatro deve essere della cittadinanza”. Costi minimi anche per gli abbonamenti. Il direttore artistico Enrico Provenzano ha annunciato un cartellone di qualità per prezzi irrisori. «Stiamo lavorando- dice Provenzano -affinché questa struttura diventi un hub nazionale della cultura con lo sguardo sempre fermo alle realtà locali». Per quanto riguarda il cartellone, si comincia il 13 novembre con Roberto Vecchioni. Il 7 dicembre sarà la volta del famoso musical Grease. Il 15 dicembre spazio alla musica con la voce dell’intramontabile Umberto Tozzi, il 22 dicembrini in scena la compagnia teatrale di Paolo Ruffini. Il 29 dicembre si esibirà in concerto l’orchestra Ukrainianradio. Il 4 gennaio 2023, spettacolo dedicato ai più piccoli con Anna ed Elsa, ispirato a Frozen. Il 7 cabaret con Maurizio Battista . Il 14 gennaio ci sarà il Conservatorio Cimarosa con le Nozze di Figaro. Il 22 gennaio spazio alla danza con l’étoile Eleonora Abbagnato. Fuori abbonamento invece il 4 febbraio il concerto di Claudio Baglioni. Si riprende il teatro il 7 febbraio con Tosca d’Aquino e Giampiero Ingrassia. A seguire, l’11 marzo con Claudia Gerini e Solis String Quartet e due serate invece, il 18 e 19 marzo, con Claudio Bisio. Un altro fuori abbonamento il 28 marzo con Ermal Meta. Mentre il 13 aprile Sergio Castellitto porterà in scena “Zorro”. Il 29 aprile la comicità di Checco Zallone e per finire il 7 maggio il pianista Stefano Bollani. di Paola Iandolo OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Salerno. Sabato 15 e domenica 16 ottobre 2022 tornano, per l’undicesima edizione, le Giornate FAI d’Autunno, il grande evento di piazza che il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica ogni anno, d’autunno, al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, animato e promosso dai Gruppi FAI Giovani, con la partecipazione di tutte le Delegazioni, i Gruppi FAI e i Gruppi FAI Ponte tra culture diffusi e attivi in tutta Italia. I Delegati e Volontari della Fondazione, come ogni anno, metteranno a disposizione energia, creatività ed entusiasmo per svelare agli italiani la ricchezza e la varietà del patrimonio di storia, arte e natura che è in ogni angolo di questo Paese, sorprendente e inaspettato, e che non consiste solo nei grandi monumenti o nei musei, ma anche in edifici e paesaggi inediti e sconosciuti, luoghi speciali che custodiscono e testimoniano piccole e grandi storie, culture e tradizioni, che sono a pieno titolo “il nostro patrimonio”, e che perciò tutti siamo chiamati a curare e a proteggere per le generazioni presenti e future, com’è nella missione del FAI, cominciando innanzitutto a conoscerli, per scoprirne il valore. Sono oltre 700 le proposte in 350 città d’Italia, in tutte le regioni: meraviglie da scoprire, nascoste in luoghi poco conosciuti e solitamente inaccessibili, che raccontano storia e natura dell’Italia, spaziando dall’archeologia all’architettura, dall’arte all’artigianato, dalla tradizione alla memoria, dall’antico al moderno, dalla città alla campagna. Dai palazzi delle istituzioni alle architetture civili - ospedali, carceri, scuole e università, e perfino porti - da chiese e conventi a dimore private, ville e castelli, da siti archeologici a moderni centri di ricerca, dai borghi immersi nella natura a parchi, giardini e orti in città, dai villaggi operai ai laboratori artigianali e alle industrie del made in Italy: tutto questo, e molto altro, è il patrimonio culturale dell’Italia che il FAI svela al pubblico in due giorni di festa, di divertimento, ma anche di apprendimento e sensibilizzazione. A Salerno e provincia le visite riguarderanno i seguenti siti: Salerno: Ricalcando le orme di Guaiferio (evento su prenotazione dal sito ufficiale di Giornate FAI d’Autunno 2022): un inedito percorso di visita nella Salerno romana che, ispirandosi all'ultima opera letteraria dell'Arch. Mario Dell'Acqua, partirà dal Duomo di Salerno per poi passare al largo Plebiscito, la salita delle Croci e toccherà l'Arco Catalano fino a raggiungere San Pietro a Corte e Palazzo Fruscione, per concludersi in piazza Sant'Agostino; Palazzo Sant’Agostino: da convento agostiniano a sede della Provincia di Salerno, svela uno scrigno d’arte nascosto; Chiesa di Sant’Agostino: in occasione delle Giornate FAI d'Autunno sarà possibile visitare la Storica Sagrestia della Chiesa di Sant'Agostino dove, a seguito di recenti e importanti lavori di ristrutturazione, sono state portate alla luce originarie decorazioni che per decenni era rimaste nascoste. Qui sabato 15 alle 19:30 si eseguirà un concerto a cura del Maiori Festival, con gli studenti delle classi di Flauto e Violino del Liceo Statale "Alfano I" di Salerno; Palazzo della Banca d’Italia (evento su prenotazione dal sito ufficiale di Giornate FAI d’Autunno 2022): visita in esclusiva agli uffici della dirigenza della filiale di Salerno della Banca d'Italia e alla collezione di opere d'arte lì conservate e che rappresentano alcuni dei momenti più alti dell'espressione artistica e culturale di Salerno nella seconda metà del '900; Fisciano: Campus dell’Università degli Studi di Salerno (evento su prenotazione dal sito di Giornate FAI d’Autunno 2022): visita al patrimonio di arte contemporanea collocato lungo un percorso all’interno del campus universitario, con opere di Costas Varotsos, Lucio Perone, Ettore Sottsas, Enzo Cucchi, Pietro Lista; Camerota: Palazzo Santa Maria: una dimora storica del XVII sec. immersa nella parte antica di Camerota diventa oggi Casa della Cultura e delle Arti e sede della Fondazione Meeting del Mare, sintesi di una importante filosofia sull'uomo, sulla società e sul ruolo dell'arte nella vicenda della civiltà; Lentiscosa: Chiesa di Santa Maria ad Martyres: uno scrigno di arte bizantina in Cilento con una serie di affreschi del XII sec. di Sara Botte OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sorprendentemente non imparziale. È stato questo l'appunto che Iva Zanicchi si è sentita di fare a Francesca Fialdini, dopo essere stata sua ospite alla trasmissione «Da noi a ruota libera». Come racconta la stessa cantante a «La vita in diretta», la conduttrice ha accettato di intervenire dal momento che si trattava di un impegno preso un mese prima, ma non le era stato detto che ci sarebbe stata in collegamento anche Selvaggia Lucarelli. L'appuntamento ha dato modo a Iva Zanicchi di scusarsi con la giudice di Ballando con le stelle per l'insulto rivoltole a microfono acceso durante il programma di Milly Carlucci. Ma, come riferisce lei stess, Fialdini non si è comportata con l'imparzialità che si sarebbe aspettata. «Ieri è stata una brutta giornata – esordisce la cantante, rivolgendosi ad Alberto Matano –, lo sai che io dico tutto e che non dovrei, mia figlia mi dovrebbe chiudere in un convento. Ieri io sono andata, era un impegno preso da un mese e con sorpresa, ma ci sta, c'era la Lucarelli al telefono, per cui lei ha esternato le sue ragioni, va benissimo, io le ho fatto le mie scuse ancora, ma quando lei sembrava quasi rasserenata, carina, la conduttrice, la rintuzzava e andava avanti e diceva delle cose anche abbastanza pesanti, mi sono sentita umiliata, offesa, perché avevo due che mi accusavano». La Zanicchi ha poi aggiunto: «Ma è giusto eh, Francesca non ti accuso, hai fatto il tuo mestiere, io speravo che essendo conduttrice tu potessi essere imparziale». Le parole di Iva non sono sfuggite alla Fialdini che a propria volta ha voluto chiarire il proprio pensiero e la propria condotta nel corso della trasmissione. «L'ospitata di Iva era prevista da tempo (diverso tempo) e l'intento era sicuramente quello di mettere in luce la sua storia artistica – spiega in un lungo post su Instagram –, ma considerando che ormai sembra si possa far passare tutto, abbiamo ritenuto importante dare spazio anche a una lettura sociale più ampia rispetto all'uso improprio delle parole come quella usata nei confronti di Selvaggia a Ballando con le stelle. Fra donne adulte e solide tutto può sistemarsi o ridimensionarsi o forse no… (questo si vedrà già nella prossima puntata) ma non tutti hanno la forza emotiva di farsi scivolare addosso epiteti di quel tipo. Ripeterci che le parole che usiamo persino in un gioco o in uno show si trascinano dietro un certo tipo di cultura dominante ci fa solo bene… magari un giorno arriveremo a inventarne nuove o a usarne altre prive di quel retrogusto patriarcale che è entrato nei nostri modi di dire come se fosse niente». Parole di ringraziamento sono arrivate, a questo proposito, proprio da Selvaggia Lucarelli, che ha invece apprezzato la posizione della conduttrice. «Ringrazio Francesca Fialdini per non essere stata imparziale, come avrebbe preteso Iva Zanicchi. I conduttori, se onesti nell’illustrare i fatti, non hanno alcun dovere di essere imparziali, specie se la questione non è solo un battibecco, ma l’ennesimo insulto sessista». Caso risolto? Lo scopriremo, come si dice, nella prossima puntata. LEGGO.IT
INSERITO DA MORENA MOTTA Pantaloni lunghi e maglia senza maniche da donna con riprodotta l'immagine della Venere di Botticelli, ma anche una gonna lunga e una t-shirt da uomo con l'immagine conosciuta in tutto il mondo come la 'Nascita di Venere', ovvero il momento in cui la dea della bellezza approda sull'isola di Cipro trasportata da una conchiglia.
Sono alcuni dei prodotti lanciati sul mercato dalla nota maison di moda, Jean Paul Gaultier, ma contro questa iniziativa gli Uffizi hanno intentato un'azione legale per "l'uso non autorizzato della Venere di Botticelli".
Secondo quanto spiega il museo fiorentino custode della tela di Sandro Botticelli (Firenze 1445 - 1510), la griffe dello stilista francese ha utilizzato l'immagine dell'opera per realizzare alcuni capi di abbigliamento, pubblicizzandoli anche sui propri social e sul proprio sito, senza, però, chiederne il permesso, concordarne le modalità dell'uso e pagare il canone. Gli Uffizi ricordano che secondo il codice dei beni culturali l'uso di immagini della proprietà pubblica italiana è assoggettato a specifica autorizzazione e al pagamento di un canone. Di fronte a tale comportamento illecito, l'ufficio legale delle Gallerie ha spedito una lettera di diffida nella quale si intimava il ritiro dal mercato dei capi incriminati o, in alternativa, la firma di un accordo commerciale per sanare l'abuso. La diffida, riferisce ancora il museo, "è stata sostanzialmente ignorata" dalla casa di moda francese spingendo così gli Uffizi a procedere seguendo le vie giudiziarie: è stata già avviata una azione legale che prevede, oltre al ritiro dal mercato degli abiti 'illegittimi', anche una richiesta di risarcimento danni. Il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, spiega che "Jean Paul Gaultier ha boutique in Italia e vende i suoi prodotti anche attraverso i canali web italiani. Dunque, come tutti, è tenuto a rispettare le nostre leggi sui diritti dell'immagine". A margine di un evento a Firenze, la direttrice della Galleria dell'Accademia, Cecilie Hollberg, ai microfoni di Toscana Tv, ha ricordato che "la tutela dell'immagine parte proprio dalla Galleria dell'Accademia che nel 2017 è riuscita ad avere un'ordinanza del tribunale di Firenze a tutela dell'immagine del David di Michelangelo e ora chi la utilizza senza autorizzazione fa una cosa illecita. Su questo si concentrano anche gli altri musei approfittando del lavoro che abbiamo fatto noi come apripista".