Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. E' di quattro auto andate a fuoco il pesante bilancio dell'incendio divampato nella notte in via Parmenide a Salerno. Intorno all'1:15 alla sala operativa dei vigili del fuoco è arrivata la segnalazione del rogo di alcune vetture. Sul posto la squadra del comando della città, con il supporto di un'autobotte. Quattro veicoli sono andati completamente distrutti. Sul posto anche i carabinieri della compagnia di Salerno per le indagini: le cause dell'incendio sono da accertare.
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. Un messaggio di pace e speranza per chi è meno fortunato. Nel giorno della Domenica delle Palme, la chiesa salernitana si è ritrovata in preghiera, dedicando un momento a tutte le vittime di guerra. I fedeli, guidati dall'arcivescovo Andrea Bellandi, si sono ritrovati al Dopolavoro Ferroviario di via Dalmazia dove è iniziato il momento di preghiera, arricchito dai messaggi di pace dei bambini. Successivamente i partecipanti hanno allestito una breve fiaccolata che è terminata presso la chiesa San Demetrio Martire dove è stata celebrata la messa in ricordo di tutte le vittime della guerra.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Salerno. Nessuno spiraglio per l’équipemedica guidata dal primario Enrico Coscioni coinvolta nell’indagine della Procura di Salerno sul decesso di Umberto Maddolo. Il giudice per le indagini preliminari Piero Indinnimeo ha respinto la richiesta dei legali dei sanitari di poter tornare in servizio, in attesa del procedimento giudiziario. Coscioni è stato sospeso per 12 mesi, altri stop sono stati comminati ai professionisti Pietro Toigo e Gerardo Del Negro (9 mesi), Francesco Pirozzi e Aniello Puca (6 mesi). Gli avvocati della difesa avevano chiesto che i loro assistiti potessero almeno tornare al lavoro nella torre cardiologica del Ruggi. Istanza però respinta dal gip. Nel mirino della Procura il lembo di garza dimenticato nell’aorta del paziente che, insieme ad una serie di complicanze, secondo l’accusa avrebbe portato alla morte di Maddolo. di Giovanbattista Lanzilli OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. "Il progetto di riforma della giustizia civile prevede l’istituzione di un unico tribunale denominato “per le persone, per i minorenni e per le famiglie”, destinato ad occuparsi, nelle sue diverse articolazioni sezionali, di tutte le materie ora ripartite tra tribunale ordinario, tribunale per i minorenni e giudice tutelare. Entro la fine dell’anno sarà, dunque, indispensabile individuare una sede necessariamente distaccata rispetto a quella che ospita il “tribunale ordinario”. A tal fine si propone di destinare una parte del “vecchio” palazzo di Giustizia quale sede del “Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie”, di prossima istituzione". E' la proposta avanzata dal capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Roberto Celano, al sindaco di Salerno.
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. Il Consigliere Dante Santoro interviene su una problematica che ormai si sta "cronicizzando" ovvero la presenza massiccia di venditori ambulanti abusivi che occupano gran parte del Corso Vittorio Emanuele (ed il Lungomare) trasformando il salotto della città in un luogo di commercio illegale e merci di dubbia provenienza: "Il Corso Vittorio Emanuele è ormai occupato per gran parte da vere e proprie postazioni di ambulanti abusivi che in spregio alla legge sono diventate stanziali e vendono merci di ogni genere in maniera illegale, dando uno schiaffo ai negozianti che pagano affitti stellari per avere vetrine sul Corso Vittorio Emanuele a disposizione di visitatori e turisti salvo essere beffati da chi davanti a loro occupa spazi in piena anarchia. Mi attiverò presso ogni sede per chiedere un intervento risoluto e restituire il Corso Vittorio Emanuele in maniera dignitosa e pienamente fruibile a cittadini, commercianti che rispettano le regole e visitatori".
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. Colpo alle organizzazioni clandestine suprematiste di neo naziste, dopo il blitz dello scorso 9 novembre 2023 condotto dalla Polizia. Due minorenni, indagati per l'attività di propaganda e ossessionati dal desiderio di mettere in atto attentati contro immigrati ebrei, sono finiti nel mirino della Procura minorile di Salerno e Torino. Per entrambi, che sui social riversavano odio verso fantomatici "nemici", sono scattate due misure cautelari eseguite dalla questura. L'inchiesta - coordinata dalle Agenzie Eurojust e Europol - aveva consentito di smantellare un network di internauti denominato “Sturmjager Division”, attivo in almeno in sei Paesi europei (Belgio, Lituania, Croazia, Romania, Germania ed Italia), pronti a commettere in ogni momento atti violenti. L’indagine - in Italia condotta dalle Digos di Torino e Salerno, diretta dalle Procure per i Minorenni di Torino e Salerno, con il coordinamento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo e della Direzione centrale della Polizia e della Polizia postale - ha consentito di smantellare un network estremista all’interno del quale venivano diffusi contenuti antisemiti, xenofobi e apologetici del nazismo. Sulle chat un'invasione di svastiche, “skull mask” e “sole nero”, ma anche manuali per l’attacco e il sabotaggio delle infrastrutture critiche nonché istruzioni per la fabbricazione di armi: in particolare ordigni, bombe molotov e sostanze chimiche corrosive. I "nemici" da abbattere erano ebrei, musulmani e tutte le "razze inferiori" tipiche della follia suprematista, con un'ammirazione per gli autori di atti terroristici come la strage di Utoya (Norvegia) del 2011 e quella di Christchurch (Nuova Zelanda) del 2019. In Italia a finire nel mirino 2 minorenni, di cui uno di Salerno, particolarmente attivi sui social network e Telegram.
INSERITO DA MORENA MOTTA L’emergenza povertà, purtroppo, sta dominando gli anni della “ripresa” post-pandemia. Anche Salerno non è immune da questa situazione: negli ultimi anni, così come spiegano a cadenza ritmica le associazioni e le altre realtà che cercano di sostenere gli indigenti, sono cresciute in maniera esponenziale le persone che hanno necessità di essere sostenute. E, inevitabilmente, l’assistenza non è tutta rosa e fiori. Ne sa qualcosa, ad esempio, don Stefano Pesce: il vice-parroco della parrocchia Santa Maria Regina Pacis di Fuorni, infatti, è stato costretto a chiamare le forze dell’ordine per “difendersi” dalle richieste d’aiuto che sono ben presto degenerate. È accaduto nella prima serata di martedì scorso: il “braccio destro” di don Alfonso D’Alessio è stato raggiunto da un uomo. Caos in carcere Un volto conosciuto: si tratta di un indigente con problemi d’alcolismo che bivacca nella zona del quartiere più periferico della zona orientale che, già in passato, si era reso protagonista di qualche situazione “allarmante”. L’ha avvicinato chiedendogli qualcosa. Probabilmente una piccola somma di denaro. Ma, al rifiuto, è andato in escandescenza, tentando di aggredire il sacerdote con uno schiaffo. E sono stati alcuni residenti del quartiere che, visto quanto stava accadendo, hanno sollecitato l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto sono giunti gli agenti della Questura di Salerno: i poliziotti hanno riportato la situazione alla calma. Il vice-parroco di Fuorni, poi, ha preferito non sporgere denuncia. LA CITTA
INSERITO DA MORENA MOTTA Ottenuta la pensione di invalidità dall’Inps per il marito, assieme alla moglie, avrebbero minacciato perfino di incendiare lo studio professionale dell’avvocatessa pur di non pagarle il compenso pattuito. Sono stati condannati due coniugi salernitani a due mesi di reclusione (pena sospesa) per tentata violenza privata nei confronti del legale, al termine di una vicenda assai singolare. L’avvocatessa salernitana, difesa dal collega Francesco Paolo Laudisio, aveva presentato nel 2016 una querela nei confronti dell’assistito e della consorte. Il racconto La professionista aveva raccontato quanto accaduto nel suo studio, con tanto di intervento di un’ambulanza del 118 e della polizia. Il legale vittima della tentata violenza privata e un sessantenne salernitano avevano pattuito un compenso del 15% una volta recuperati gli arretrati dall’Inps di Alessandro Mosca LA CITTA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Illembo di garzaincriminato perso durante l’intervento cardiochirurgico fu cercato e poi segnalato in cartella clinica; e dopo quell’episodio furono eseguite altre 800 operazioni senza alcun problema per i pazienti. Il cardiochirurgoEnrico Coscionisi è difeso su tutta la linea contestando punto per punto le accuse mossegli dalla procura sia per i gravi indizi e sia per le esigenze cautelari che lo hanno portato alla sospensione per 12 mesi dall’attività professionale. Una difesa lunga e articolata, quindi, che Coscioni ha fornito al gip durante l’interrogatorio di garanzia, alla presenza dei suoi legali, gli avvocatiAgostino De CaroeGaetano Pastore.
Il cardiochirurgo ha risposto punto per punto difendendosi anche sulla scelta dell’intervento da eseguire e tutte le procedure adottate nel pre e post operatorio. I suoi legali hanno anche depositato una consulenza di parte con riferimento alle linee guida con le best practice internazionali redatta dal professorRuggero De Paolis .Al termine dell’interrogatorio gli avvocati di Coscioni hanno chiesto la revoca della misura interdittiva per Coscioni: il giudice attende il parere del pm e, con molte probabilità, già a inizio della prossima settimana deciderà sull’istanza presentata anche dagli altri medici colpiti dalla misura cautelare.
L’inchiesta
La procura sta indagando assieme ai Nas per omicidio colposo a seguito della morte del 62enneUmberto Maddalo,diCapaccio, sottoposto alla “sostituzione valvolare aortica con bioprotesi e rivascolarizzazione coronarica”, il 20 dicembre 2021, nel reparto di cardiochirurgia del Ruggi. Quattro i profili di colpa rilevati dal GipPietro Indinnimeoa carico dell’equipe chirurgica: il primo riferibile alle modalità di preparazione dell’intervento chirurgico al quale venne sottoposto Maddolo; il secondo alle scelte operate in ordine all’esecuzione dell’intervento; il terzo alle modalità di esecuzione dell’intervento prescelto, in particolare per la garza lasciata nel corpo della vittima e, da ultimo, come fu gestita questa errore.
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. Hanno risposto alle domande del gip, chiarendo il proprio ruolo e chiedendo di poter essere reintegrati al “Ruggi”. Aniello Puca e Francesco Pirozzi, due dei medici della Torre Cardiologica che sono stati raggiunti da un provvedimento di sospensione all'esercizio dell'attività, hanno deciso di rispondere alle domande del gip nel corso dell'interrogatorio. I due professionisti sono coinvolti insieme ad altri tre colleghi nell'inchiesta per la morte di un paziente, operato in via San Leonardo. Per la Procura di Salerno il decesso sarebbe stato provocato dalla mancata applicazione del protocollo operatorio e, in particolare, perché sarebbe stata dimenticata una garza nel cuore del paziente. Dinanzi al gip Pietro Indennimeo, Puca e Pirozzi avrebbero adottato la stessa linea: i medici hanno risposto, fornendo chiarimenti e mostrando documenti relativi a quanto accaduto quel giorno in sala operatoria. In precedenza era già stato sottoposto ad interrogatorio l'anestesista Pietro Toigo, mentre in giornata saranno ascoltati il direttore di Dipartimento, Enrico Coscioni e il cardiochirurgo Gerardo Del Negro. Per tutta l'equipe il Tribunale di Salerno ha disposto la sospensione dall'attività.