SALERNO E PROVINCIA NEWS Enrie diventa simbolo gay, del suo negozio dà lezioni di normalità
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Smalto rosso fuoco, occhi grandi e piglio sicuro. Enrie è bello e alla moda ed il fatto di essere nato uomo ma avere l’animo, la sensibilità e le passioni di una donna, non hanno mai rappresentato un problema. Anzi, riuscire ad essere ciò che sente di dover essere rappresenta invece un vanto enorme, un monito per chi il suo stesso coraggio stenta a trovarlo.
Quella di Enrie è una bella storia, oggi è una persona riconosciuta, apprezzata per il suo gusto e per lo stile e finalmente da D2, il negozio dove lavora, si sente a casa sua. Lo scorso anno ha preso parte a un progetto dell’Arcigay Salerno per l’inserimento lavorativo di persone appartenenti alla comunità lgbt e quello che doveva essere solo un tirocinio si è trasformato nel suo lavoro. «Trovo che lo scopo del progetto - racconta - sia geniale nella sua semplicità: non si tratta di manifestare, di lottare per dei diritti, di scendere in piazza, ma di far trovare di fronte all’italiano medio un ragazzo gay, una ragazza lesbica o una persona trans nella vita quotidiana».
«Quando mi hanno contattato per prendere parte a questo progetto - aggiunge - venivo da un periodo particolare della mia vita: dopo aver vissuto a Milano e a Londra avevo cominciato a lavorare come modello, carriera che ho intrapreso per due anni prima di tornare nella mia città. Sentivo il bisogno di sistemarmi, di regolarità. Un lavoro fisso mi sembrava il pretesto ideale per fermarmi un attimo e riordinare le idee, concentrarmi su quello che volevo fare; si trattava di un part time, il che per me era perfetto perché proprio in quei mesi era nato il mio blog, The Ladyboy, che ha da poco compiuto un anno». Un’avventura che inizialmente l’aveva un po’ intimorito.
«Avevo un po’ paura - confessa- trovarmi in un negozio da uomo pensavo non mi fosse congeniale e temevo di trovarmi fuori luogo; per fortuna ho trovato due capi davvero in gamba e colleghi altrettanto bravi da farmi sentire subito a mio agio, come se facessi parte del gruppo da sempre. Anche con la clientela penso di avere un buon rapporto, cerco sempre di essere professionale, gentile ed educato, e molti di loro sono diventati anche amici o persone che frequento al di fuori del contesto lavorativo, ma questo è dovuto anche dal bel clima che si respira nel nostro negozio».
Pur non avendo mai riscontrato particolari problemi legati al suo orientamento sessuale, Enrie riconosce qualche difficoltà, soprattutto sul lavoro, da parte di chi «non è esattamente ben disposto ad assumere persone che hanno un nome maschile sulla carta d’identità ma indossano abiti e rossetto, c’è ancora una certa reticenza, dettata più che altro dal non sapere come comportarsi a riguardo». Oltre a proseguire il grande lavoro attraverso il suo fashion blog, di recente inserito tra i cento migliori d’Italia, Enrie sogna di «poter influenzare positivamente la società tramite il mio lavoro e di poter contribuire facendo qualcosa di concreto per aiutare chi non ha avuto la mia stessa fortuna: spero di poter fondare un giorno un’associazione che si occupi di ospitare e proteggere le vittime dell’omotransfobia in paesi in cui l’omosessualità è fortemente contrastata, perseguibile dalla legge o, ancora peggio, punibile con la morte».
Per Enrie Salerno «è una città molto più aperta di quanto ci si possa aspettare, e lo vedo tutti i giorni. Le persone omosessuali e transgender che conosco conducono una vita normale, vanno all’Università, lavorano, escono senza problemi» ma a chi non ha il coraggio di vivere la propria quotidianità come meglio crede, vuol lanciare un messaggio: «Non vergognatevi- dice- chiedete aiuto e non esitare di aiutare quando vedete qualcuno in difficoltà. Non ghettizzarvi, perché non è rinchiudendovi in una discoteca gay che riuscirete a farvi accettare, ma è andando in quelle etero con il vostro fidanzato o i vostri amici che si abbatteranno queste differenze».
CARMEN INCISIVO IL MATTINO.IT
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