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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS IL PIU' ANTICO VIAGGIATORE DELL'AGRO

26 Febbraio 2016, 00:25am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La prima ampia descrizione del territorio nocerino ritrova nella Storia dello Scisma d ' occidente composta verso il 1400 dal monaco Teodorico di Niem, che al seguito di papa Urbano VI, soggiorno'ò a Nocera dall'estate del 1384 a quella del 1385. Ne riportiamo i passi salienti.

(Libro I, Cap.XXXVIII)

Il castello di Nocera è posto in una terra assai fertile e dall'aria salubre: infatti, il suolo di essa produce un ottimo vino bianco e rosso, grano, segale e altri ottimi frutti in grande abbondanza. Esiste una bella pianura con intorno alti monti e sorgenti abbondanti ed amene, e gli abitanti di questa valle amena seminano quattro volte all'anno; i campi producono svariati raccolti, dalle viti stese sopra gli olmi si ricava il vino in abbondanza e così l'olio dagli olivi. Le montagne sono coperte d'alberi, soprattutto enormi castagni, su cui crescono le castagne più grandi che io abbia mai visto. Dalla base dei monti dal lato verso la città di Amalfi, fino alla strada che dal castello va a Salerno, vi è una piantagione di noci o noccioli della lunghezza di 3-4 miglia e della larghezza di un miglio, e questi alberi di noci danno ogni anno tanta copia di frutti che basterebbero a molte regioni, se le raccogliessero: ma se ne nutrono i maiali, le cui carni, sia salate che fresche, si mantengono a lungo e sono ottime e saporite e non ho mai visto capponi più grandi e grassi e a buon mercato di quelli che si trovano in questa piana. Perciò i Curiali, finche furono sicuri, vi soggiornarono più volentieri che in qualsiasi altra parte del Regno di Sicilia.

Dall'altro lato, verso il castello di Torre, sorge quel fertilissimo monte che chiamano volgarmente Somma, estremamente fruttifero, assai alto e dalla circonferenza assai ampia. Dista otto miglia dal castello di Nocera alla quale somiglia per ubertosità...Vi si producono ottimi vini greci, di almeno tre qualità, grande, mediocre e minore, che vengono portati nei vari luoghi e paesi. Ho sentito ripetere che i loro dazi ammontano ogni anno a più di 200 fiorini. Ogni anno, al tempo della vendemmia, si possono vedere oltre centomila recipienti costruiti dagli abitanti di questa zona con legno dei castagni di quei monti: ognuno di essi ha la capacità di otto barili secondo la misura romana; vi sono inoltre infiniti altri recipienti detti caratelli, che contengono di solito ognuno quattro barili. Il mosto raccolto dalle vigne di questo monte viene riposto in tali recipienti, e poi trasportato nei luoghi di mare, a Napoli, e nei vari paesi del mondo dai mercanti, attraverso il mare che dista dal monte tre miglia italiche. In molte località esso vien venduto come malvasia o altro vino di pregio.

(Cap. XXXIX)

Andando verso la città di Salerno che dista dal castello di Nocera otto miglia, nella stessa piana si ritrova una venerabile basilica presso la quale oggi nessuno abita e che quasi del tutto priva di culto. Sembra che sia stata costruita in onore della Beata Vergine Maria e a somiglianza della chiesa di Santa Maria che si trova nella città di Aquisgrana, diocesi di Liegi, dal santo imperatore Enrico, secondo di questo nome, le cui reliquie riposano a Bamberga, e di cui fu moglie Santa Cuneconda. Entrambi durante la loro vita pur abitando insieme si mantennero casti come racconta la storia. La chiesa fu eretta a ricordo della vittoria ottenuta da lui contro i Greci, che precedentemente dominavano quei luoghi, la'dove si combatté una grande battaglia: l'imperatore vinse gloriosamente i Greci e li scacciò completamente dalle terre del Regno di Sicilia, con l'aiuto dei Normanni che in seguito, morto Enrico, restarono colà e vinsero gli imbelli abitanti del luogo...

(Cap. XL)

Nei monti e nei boschi attorno al castello di Nocera vi sono caprioli, cervi e altri animali selvatici: perciò Ottone di Brunswick era solito ad andare colà a caccia nei propri regi dominii per sfuggire all'inerzia, e delle fiere che capitava di prendere sotto la sua guida, conservato solo il capo, regalava il resto ai compagni e ai nobili.

Questa terra è a tal punto fertile e bella come una campagna che Dio ha benedetto. Qui, presso il Borgo, si scorge nei campi la chiesa di San Prisco, che fu un tempo cattedrale dove si conservano le reliquie del profeta Abacuc; e tutto intorno al castello si scorgono ancora le fondamenta di case, che mostrano che qui ci fu un tempo una città di cui ora si vedono le rovine.

Traduzione del Prof. Raffele Pucci

 

 

Situata ai piedi del versante settentrionale dei monti Lattari, nel mezzo di una fertilissima pianura, Nocera Inferiore è un importante nodo autostradale e ferroviario ed uno sviluppatissimo centro commerciale. Fondata intorno al '600 a. C. dagli Etruschi e dagli Italici Sarrasti, è stata oggetto nella sua lunga e travagliata storia di conquiste e saccheggi da parte di varie popolazioni tra cui gli Etruschi, i Sanniti, i Romani ed i Longobardi.

Sviluppatasi rapidamente, accolse i nuovi venuti, gli antichi abitanti dell'Agro, i protoitalici Sarrasti, e si aprì alla civiltà greca. A testimonianza del suo fiorire ci sono le ricche necropoli e l'uso di un proprio alfabeto, attestato da brevi iscrizioni.

Nel IV Secolo la città passò ai Sanniti, mutò il nome originario Noukria in Nuceria Alfaterna, e divenne la capitale di una potente lega, il cui territorio si estendeva dalle porte di Napoli al Golfo di Salerno, che comprendeva Pompei, Ercolano, Stabia, e Sorrento.

Dopo una fase di conflitti, nel 308 a. C. divenne alleata di Roma, conservando però una piena autonomia e battendo moneta propria.
Distrutta nel 216 a.C. da Annibale, risorse ancora più ricca e più forte. Questa autonomia ebbe termine con la concessione della cittadinanza romana nel 91 a. C. quando la città si trasformò in Municipio Romano. In quest'età essa si arricchì di splendidi monumenti, in parte tornati alla luce, come il Teatro, l'Anfiteatro e la grandiosa Necropoli di Pizzone.

L'eruzione del 79 d.C., pur danneggiandola e sottraendole la parte più fertile del suo territorio, non ne diminuì l'importanza.
La città si riprese rapidamente e fiorì fino al termine dell'Impero, quando cominciò a decadere. Questo processo si concluse con l'occupazione longobarda, che la lasciò spopolata per molti secoli. Nel 553, con la battaglia dei Monti Lattari, si concluse la dominazione ostrogota.

I Bizantini ne tentarono poi un rilancio, costruendo il grande Battistero di S. Maria Maggiore, ma l'arrivo dei Longobardi determinò nel VII secolo la morte della città. Nell'età longobarda, fu contea dipendente dai Principi di Salerno, al centro delle lotte che opponevano questi Principi ai Greci di Napoli e di Amalfi.

Dopo alcuni secoli oscuri Nocera rinacque intorno all'anno mille in un nuovo luogo, sulla collina del parco, e, nonostante una nuova distruzione nel 1138 da parte di Ruggero II d'Altavilla, continuò da allora la sua nuova vita.
La città antica, che sorgeva sull'attuale Nocera Superiore, non fu ricostruita e gli abitanti si distribuirono nei numerosi villaggi della zona, da cui sono poi derivati gli attuali Comuni. La città divenne successivamente Feudo dei Filangieri, dei Latro, degli Zurlo, ed assunse il nome di Nocera de' Pagani.

Nel '500, col titolo di Duchi la tennero i Carafa, cui seguirono i Castel Rodrigo e i Pio di Savoia, fino all'abolizione del regime feudale nel 1806.
Nello stesso anno, la riforma amministrativa di Giuseppe Bonaparte spezzò per sempre l'unità del territorio, e da Nocera dei Pagani nacquero i Comuni di Corbara, Sant'Egidio Montalbino, Pagani, Nocera San Matteo e Nocera Corpo. Furono secoli, soprattutto al tempo del Vicereame spagnolo, funestati da guerre, pestilenze, eruzioni vesuviane, terremoti, alluvioni, a cui però gli abitanti seppero sempre reagire con grande vitalità.
Essi furono grandi mecenati e costruirono nel villaggio del Mercato un grande palazzo con splendidi giardini, fatto poi abbattere nel 1750 da Carlo III di Borbone per erigere in quel luogo la grande Caserma.
Questi ultimi, dopo una riunificazione nel 1834, diedero nel 1851 origine a Nocera Inferiore e Nocera Superiore.

Nell'800, poi, Nocera conobbe un grande sviluppo demografico ed economico, conseguenza anche di una fioritura economica, che è durata fino al secondo dopoguerra, basata oltre che su una agricoltura intensiva altamente specializzata, su industrie di grande rilievo: l'industria tessile, quella delle paste alimentari e quella delle conserve alimentari.
Di queste solo l'ultima riveste ancora oggi una notevole importanza, mentre per il resto la città attualmente vive soprattutto sull'economia terziaria.

Una divisione annunciata

Il 1806, che segnò l'inizio del Decennio francese e l'abolizione della feudalità, costituisce un anno cruciale nella storia di Nocera.
A Nocera, prima di quell'anno, grandi rivolgimenti stavano per compiersi.
In seguito ad alcune riforme proposte dai francesi, Nocera Corpo, con una popolazione effettiva di novemila abitanti, nomina, nel Parlamento del 26 novembre, i suoi 27 decurioni, cioè tre per ogni mille abitanti, mentre Nocera Sperandei, trovatasi nell'impossibilità di formare un decurionato minimo di dieci membri per l'esiguità della sua popolazione (poco più di 300 individui), decide, tra l'ottobre e il dicembre, di fondersi con Nocera S. Matteo.

Il 18 giugno 1811, poi, il Sindaco di Nocera Corpo, Nicola Bruni, e quello di San Matteo, Carlo di Majo, indirizzano una supplica all'Intendente per ottenere l'unione dei loro Comuni.

Frattanto, mentre la supplica per l'unione tra Nocera Corpo e Nocera S. Matteo sembra essersi perduta da qualche parte, alcuni possidenti dei villaggi superiori di Nocera Corpo chiedono al Re, sul finire del 1827, l'autonomia amministrativa dal resto del loro Comune. In particolare, i ricorrenti lamentano che la sede del Comune disti circa tre miglia dalla loro residenza per cui sono costretti a percorrere sei miglia ogni qual volta debbono procurarsi generi di prima necessità; inoltre, si sentono trascurati dagli amministratori: il pane venduto non è di buona qualità, le strade sono impraticabili e lasciate senza lumi in periferia.

La separazione fu chiesta da meno della metà dei Decurioni eleggibili, cioè da 41 residenti, e senza l'adesione di alcun decurione in carica. Successivamente la divisione si arena e per contro riprende vigore il problema opposto, quello dell'unione tra Nocera Corpo e Nocera S. Matteo, rimasto fermo alla supplica con la quale il 18 giugno 1811 i due Comuni avevano chiesto di unificarsi.

A riprendere il discorso dell'unificazione fu, nel 1833, l'Intendente Francesco Logerot, che ne ottenne la realizzazione con decreto del 12 febbraio 1834. Il 28 di febbraio l'Intendente Logerot, assistito dal suo segretario Raffaele Altavilla, si portò nella sede del Comune di Nocera Corpo per compilare il verbale di unificazione tra Corpo e San Matteo, istitutivo del nuovo Comune di Nocera.

Per più di dieci anni si successero vari sindaci, finché la lunga crisi dell'amministrazione comunale non consentì di contrastare il disegno di quei pochi che, avendo di mira i propri esclusivi interessi, vollero ed ottennero lo smembramento di Nocera.

Tuttavia, il nuovo Comune si confrontò con la dispersione dell'abitato in villaggi ed il collaudo del sistema di appalti; inoltre, la legge, pur escludendo dalla tassazione gli indigenti ed i minori di cinque anni, stabilisce che "la classe degli esenti non può essere maggiore del quinto della popolazione" e quindi finisce col non tener conto di avere a che fare con una larghissima maggioranza di poveri agricoltori.

Le angustie economiche fecero cambiare idea a tutti, specie a quelli che, colti in buona fede, erano stati ridotti a chiedere, nell'ottobre del 1849, la separazione.
Dopo varie riunioni, nel corso delle quali si mette in evidenza lo squilibrio finanziario del comune di Nocera Superiore, permangono i contrasti e il 9 giugno 1857 la Commissione Interni e Finanzeincarica l'Intendente di sciogliere entro sei mesi ogni residua promiscuità tra i due Comuni sul Monte Albino: questo viene ritenuto l'unico modo per conoscere la reale condizione finanziaria di Nocera Superiore e decidere se ricongiungerla a Nocera Inferiore.

Il precipitare della dinastia borbonica fece temporaneamente lasciare in sospeso la vicenda.
Ma dopo l'Unità, precisamente il 6 gennaio 1861, il Decurionato di Nocera Superiore affidò ad alcuni decurioni il compito d'invocare presso il governatore della Provincia i suoi uffizii, onde la riunione dei due Comuni di Nocera potesse finalmente avvenire.

Fonte: Nocera 1834-1850. Gli anni dell'unità. Prodromi e conseguenze di una divisione annunciata, di Antonio Pecoraro.

 

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SALERNO E PROVINCIA NEWS OMICIDIO FORNELLE, CONVALIDATO L’ARRESTO DI LUCA GENTILE

25 Febbraio 2016, 14:07pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS OMICIDIO FORNELLE, CONVALIDATO L’ARRESTO DI LUCA GENTILE
SALERNO E PROVINCIA NEWS OMICIDIO FORNELLE, CONVALIDATO L’ARRESTO DI LUCA GENTILE

INSERITO DA ANGELA CECERE È stata convalidata la misura cautelare in carcere nei confronti di Luca Gentile, il giovane di 21 anni che sabato scorso ha ucciso a coltellate il padre della fidanzata, il carrozziere di 60 anni Eugenio Tura De Marco. Lo si apprende da uno dei due legali del ragazzo, Luigi Gassani che lo difende insieme all’avvocato Enrico Lizza. “Il mio assistito – spiega l’avvocato Gassani – era diventato l’oggetto del desiderio della vittima che si era invaghito di lui, nonostante fosse il fidanzato della figlia. Non è escluso che quest’ultima sapesse qualcosa in merito alle attenzioni del padre verso quel ragazzo del quale si era innamorata da circa un mese. Sembra convincente il fatto che, addirittura, il padre fosse andato in gelosia per non essere lui il destinatario di quell’amore”. Il delitto è avvenuto in casa della vittima – nel rione Fornelle, nel cuore del centro storico di Salerno – al culmine di una lite. “La versione che il ragazzo ha fornito quest’oggi ai giudici – spiega l’avvocato Gassani – è la stessa della confessione, ovvero che il padre della fidanzata nutriva per lui delle mire di natura sessuale. Si sarebbero incontrati nel quartiere, l’invito a salire per chiarire una volta per tutte la questione. E poi le attenzioni della vittima che avrebbe anche tentato di toccare i genitali al ragazzo mentre questo si trovava seduto e lui alle sue spalle. A quel punto Luca Gentile lo avrebbe colpito, ma mai – assicura l’avvocato Gassani – per ammazzarlo. Lo testimoniano le ferite riscontrate sul cadavere dell’uomo. Il mio assistito non lo ha mai colpito in direzione degli organi vitali ma sempre in zone periferiche. Purtroppo una di queste ferite, però, si è rivelata mortale avendo colpito il miocardio”. “Il ragazzo – fa sapere ancora l’avvocato – soffre di epilessia e in quanto tale sicuramente ha una percezione alterata del pericolo. Inoltre, è stato appurato che la vittima fosse in uno stato di alterazione dovuta all’alcol e quindi, deduco, che il mio cliente abbia avuto paura e abbia solo tentato di difendersi”. Gassani fa anche sapere di avere richiesto i domiciliari per il giovane, una misura cautelare che non è stata concessa e che, conclude l’avvocato, “credo necessaria per preservare il ragazzo in questo momento di grande difficoltà per tutti”.

TVOGGISALERNO

25.02.2016 14.07

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS CAVA DE TIRRENI Scippo in città, fermato 17enne

25 Febbraio 2016, 09:25am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS CAVA DE TIRRENI Scippo in città, fermato 17enne

Il malvivente ha avvicinato una signora 78enne, seguita per un lungo tratto, mentre percorreva a piedi Via Ragone e con una mossa fulminea le ha strappato la borsa. All’intera scena, tuttavia,aveva assistito un agente cavese della Polizia Giudiziaria di Napoli, libero dal servizio, che dopo essersi sincerato delle condizioni della donna si è subito messo all’inseguimento del ladro che nel frattempo si era liberato della refurtiva per strada. La fuga del ragazzo è durata poche centinaia di metri. L’agente in borghese lo ha bloccato e ha allertato i colleghi del commissariato di corso Palatucci, che accorsi sul posto lo hanno subito arrestato La borsa è stata restituita alla donna.

TRCQUARTA RETE http://www.rtcquartarete.it/info/scippo-in-citta-fermato-17enne/

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Delitto di Fornelle, prima dell'omicidio una colluttazione

24 Febbraio 2016, 14:30pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Delitto di Fornelle, prima dell'omicidio una colluttazione
SALERNO E PROVINCIA NEWS Delitto di Fornelle, prima dell'omicidio una colluttazione

INSERITO DA ANGELA CECERE NEugenio Tura De Marco e Luca Gentile hanno avuto una colluttazione dopo la lite di venerdì scorso avvenuta all’interno dell’appartamento del carrozziere alle Fornelle. È stato proprio durante il litigio che il 21enne, probabilmente per difendersi, ha ferito il suocero carrozziere con il coltello. Ad accertare la dinamica è stato il medico legale Adamo Maiese nel corso dell’autopsia di ieri alla quale ha partecipato anche il perito di parte, Luigi Mastrangelo, incaricato dall’avvocato Enrico Lizza, difensore del giovane omicida. Sono stati nove, e non cinque come in un primo momento supposto, i colpi inferti dal ragazzo alla vittima. Cinque di questi, poco più che graffi, sono stati ritrovati sul volto e sulla testa del sessantenne. Colpi irregolari, sferrati probabilmente proprio per impaurire Eugenio Tura De Marco che, secondo la testimonianza resa dal 21enne, lo stava aggredendo. Altri due, quello al fianco e quello mortale al cuore, sono più profondi. Secondo quanto accertato dal medico legale che ha svolto l’esame autoptico, la vittima è deceduta in quindici minuti. Per una casualità, molto probabilmente, perché la coltellata è stata data di striscio ma il fendente ha colpito il miocardio lacerandolo e causando il decesso in pochi minuti. Secondo il perito, incaricato dell’esame dal sostituto procuratore Elena Guarino, Eugenio è stato ucciso con un coltello da cucina, dello spessore di meno di tre millimetri e una lunghezza di almeno quindici centimetri. Insomma, così come raccontato anche da Luca Gentile.

IL MATTINO

24.02.2016 14.30

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Basso livello di vigilanza al Palazzo di giustizia di Nocera Inferiore

24 Febbraio 2016, 14:29pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Basso livello di vigilanza al Palazzo di giustizia di Nocera Inferiore

DI MORENA MOTTA Luca Abete, inviato di Striscia la Notizia, ha denunciato la scarsa vigilanza all’ingresso del Tribunale di Nocera Inferiore, nonostante l’allarme rilevato dal metal detector. Nel servizio andato in onda, con una telecamera nascosta, ha filmato l’interno del Palazzo di Giustizia e risulta evidente come, al passaggio suo e di altre persone, i metal detector rilevino la presenza degli oggetti di metallo potenzialmente pericolosi, ma bassissimo è il livello di vigilanza all’interno della struttura.

All’inviato di Striscia viene detto che il metal detector presenta un malfunzionamento “suonando” indipendentemente dalla presenza o meno di oggetti metallici.

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS “Premio Legalità e Sicurezza” al Procuratore della Repubblica Gianfranco Izzo

23 Febbraio 2016, 14:33pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS “Premio Legalità e Sicurezza” al Procuratore della Repubblica Gianfranco Izzo

DI MORENA MOTTA CAVA DE' TIRRENI - E' giunto all'ottava edizione l'evento “Premio Legalità e Sicurezza”, indetto dall’Associazione Avvocati di Cava de’ Tirreni.

Giovedì 25 febbraio 2015, alle ore 17.00, presso il Palazzo di Città, verrà conferito il riconoscimento al Procuratore della Repubblica Gianfranco Izzo. Prevista la presenza, tra gli altri, del Sindaco Vincenzo Servalli e degli esponenti degli avvocati Artemio Baldi e Roberto Lanzi.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Rissa tra malesi, botte e bottigliate sul Lungomare

23 Febbraio 2016, 14:17pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS  Rissa tra malesi, botte e bottigliate sul Lungomare
SALERNO E PROVINCIA NEWS  Rissa tra malesi, botte e bottigliate sul Lungomare

INSERITO DA ANGELA CECERE SALERNO - Il litigo è iniziato sul lungomare Trieste e proseguito, tra spintoni e inseguimenti, fino a corso Garibaldi. È accaduto nel primo pomeriggio di ieri. Protagonisti della violenza, alla quale i poliziotti della sezione Volanti della polizia, agli ordini del vicequestore Rossana Trimarco, stanno ora cercando di dare una spiegazione, sono due cittadini del Mali. I due, rispettivamente di 21 e 24 anni, ad un certo punto hanno utilizzato per colpirsi anche due colli di bottiglia. Così sono rimasti feriti entrambi, uno alla testa e l’altro alla mano. Ferite lievi tanto che, una volta medicati, sono entrambi stati condotti presso gli uffici della caserma Pisacane per gli accertamenti del caso.
I due stranieri erano a passeggio sul Lungomare, altezza delle Poste, quando hanno avuto il diverbio. Un diverbio acceso, incomprensibile per alcuni passantiin quanto i due discutevano nella loro lingua. Ma, quando dalle parole si è passati alle mani, è stato evidente per tutti che la lite stava degenerando e qualcuno, spaventato, ha allertato la polizia. Tutto è accaduto in pochi istanti: uno dei due ha preso da una panchina una bottiglia di vetro, l’ha rotta, e ha minacciato il connazionale. Questi, senza pensarci più di tanto, ha fatto la stessa cosa, utilizzando un’altra bottiglia. Poi uno dei due, ha ferito l’altro e, temendo ritorsioni, è scappato. L’altro lo ha inseguito, attraversando velocemente la strada, fino all’altezza della farmacia vessa su corso Garibaldi, e poi lo ha bloccato colpendolo con la bottiglia rotta.
È stato allora che è arrivata la pattuglia della polizia che ha fermato i due e, dopo averli accompagnati in ospedale per le medicazioni del caso, li hanno portati in caserma. Prima di procedere penalmente nei loro confronti, gli agenti stanno ora cercando di verificare la loro posizione sul territorio italiano con la collaborazione dei colleghi dell’ufficio Immigrazione anche per verificare l’esistenza di eventuali provvedimenti restrittivi a loro carico e valutare così le misure da adottare nei loro confronti.

IL MATTINO

23.02.2016 14.17

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Nocera Superiore: società indagata per truffa allo Stato

22 Febbraio 2016, 15:51pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Nocera Superiore: società indagata per truffa allo Stato

DI MORENA MOTTA NOCERA SUPERIORE - La guardia di Finanza ha sequestrato denaro per 450.000 euro nei confronti di una società, operante nel settore conserviero, per ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato. Gli accertamenti sono stati condotti con l’esame delle fatture, della documentazione bancaria, dei documenti di trasporto e con l’assunzione delle dichiarazioni dei soggetti coinvolti.

La società avrebbe falsamente attestato il possesso dei requisiti per la percezione delle erogazioni pubbliche, invece è risultata la falsità della documentazione amministrativo-contabile utilizzata per dimostrare gli acquisti di beni, in realtà non avvenuti o avvenuti per attrezzature usate (anziché nuove) e diverse da quelle dichiarate.

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Tra amianto ed incendi: il degrado del parco Diecimare VIDEO

20 Febbraio 2016, 11:21am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Tra amianto ed incendi: il degrado del parco Diecimare VIDEO
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In seguito a una serie di segnalazione pervenuteci dai residenti del posto ci siamo recati presso il parco naturale di Diecimare

Le immagini parlano chiaro. Una catasta di materiali in amianto minuziosamente ordinata all’ingresso del Parco. Spuntata più di due settimane fa e, messa in sicurezza (si fa per dire) con l’immancabile nastro di allerta. Si tratta per la maggior parte di lastre di copertura, canne fumarie e tubazioni. Una micro-discarica altamente nociva a opera di ignoti. Un recente sopralluogo dell’intera area ha inoltre portato alla luce ingenti danni strutturali alla cartellonistica ancora presente sui sentieri degli itinerari naturali e alle torrette di avvistamento incendi rinvenute praticamente distrutte. Danni che si aggiungono a quelli già preesistenti dell’area picnic, della piccola baita che fungeva da centro visite (ne restano le fondamenta) e causati dal vandalismo e dai tanti incendi dolosi che continuano a verificarsi, l’ultimo appena lo scorso primo Gennaio, quando le fiamme si erano propagate in un’area riservata al recinto dei caprioli e oggi ancora cinta di filo spinato.

Così l’oasi, almeno nella parte che compete il territorio metelliano, va incontro a un futuro sempre più incerto. Nato nel 1993, grazie all’opera di alcuni volontari, riuniti sotto il simbolo del WWF; Dopo il mancato rinnovo della convenzione però il Parco Diecimare inizia una lento declino, fino al 2009, quando la gestione dell’area protetta ricadente nel Comune di Cava de’ Tirreni fu lasciata dal WWF, per mancanza di fondi da parte delle istituzioni e per la situazione critica creatasi a causa degli incendi. Ad occuparsene al momento, in maniera del tutto spontanea e volontaria, sono i membri del comitato Terra Mia. Situazione migliore invece sul versante che ricade nella competenza territoriale del Comune di San Severino, attualmente gestito ancora dal WWF e dove è stata realizzata, oltre alla rete dei sentieri, anche una fattoria didattica ed un’area attrezzata per i visitatori. A quanto pare a Mercato San Severino all’ambiente ci tengono di più!

FONTE http://www.rtcquartarete.it/info/tra-amianto-ed-incendi-il-degrado-del-parco-diecimare/

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Bancarotta Ifil, nuovo avviso per Piero De Luca

20 Febbraio 2016, 10:59am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Bancarotta Ifil, nuovo avviso per Piero De Luca

INSERITO DA LUCIANA VERDILE Bancarotta fraudolenta. Fino allo scorso maggio era solo una contestazione «alternativa» a quella di appropriazione indebita nell’ambito di un’indagine preliminare il cui esito era legato a doppio filo al pronunciamento di fallimento di una società. Da ieri è il reato cardine sul quale poggia l’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato a Piero De Luca, il primogenito del governatore della Campania, e ad altre sette persone ritenute, a vario titolo, responsabili del fallimento della Ifil C&D srl, una società immobiliare che faceva «affari» sia con il Comune di Salerno sia con il Pastificio Amato. Si conclude così una settimana nera per il governatore Vincenzo De Luca, iniziata con la diffusione delle intercettazioni telefoniche contenute nell’inchiesta su piazza della Libertà, l’opera da lui fortemente voluta a corredo del Crescent e per la quale è indagato per falso in atto pubblico. E non è finita qui. Perché ci sarebbe un altro avviso di conclusione delle indagini preliminari pronto alla firma in Procura e destinato a Vincenzo e Piero De Luca, padre e figlio: la contestazione, in questo caso, sarebbe di corruzione e riguarderebbe l’allestimento del palco e degli addobbi elettorali per uno dei comizi napoletani di De Luca quando, nel 2010, da sindaco di Salerno, si candidò per la prima volta alla presidenza della Regione Campania.

DI PETRONILLA CARILLO IL MATTINO

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