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salerno e provincia news

SALERNO E PROVINCIA NEWS EBOLI PROSTITUZIONE FINISCE L'INCUBO PER UNA ROMENA

22 Gennaio 2016, 09:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS EBOLI PROSTITUZIONE FINISCE L'INCUBO PER UNA ROMENA

DI MICHELE PAPPACODA Costringevano una prostituta romena a contrattare prestazioni sessuali lungo la litoranea di Campolongo. Usavano minacce e maniere forti per evitare che fuggisse. Conoscevano l'indirizzo di casa dei suoi familiari e le lasciavano intendere che avrebbero agito senza pietà contro i suoi congiunti. I carabinieri di Eboli hanno liberato una donna romena dall'incubo della prostituzione. Gli investigatori hanno denunciato due persone, un italiano e un marocchino. I due identificati sono accusati di sfruttamento della prostituzione. La prostituta è stata accompagnata in un centro di accoglienza, lontano da Eboli.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Tangenziale di Salerno: furgone perde rotoli di carta igienica

21 Gennaio 2016, 17:47pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Tangenziale di Salerno: furgone perde rotoli di carta igienica
SALERNO E PROVINCIA NEWS Tangenziale di Salerno: furgone perde rotoli di carta igienica

DI MORENA MOTTA Nel pomeriggio, sulla Tangenziale di Salerno in direzione Nord, un furgone ha perso parte del carico che trasportava: rotoli di carta igienica.

I rotoli si sono sparsi sulla carreggiata e alcune persone ne hanno approfittato per raccogliere quanto perso dal trasportatore, rischiando di essere travolti dalle altre auto in transito, mentre altri tentavano di scansare la merce. Il traffico non ha subìto forti rallentamenti.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Sarno: 18enne in gravissime condizioni dopo incidente stradale

21 Gennaio 2016, 17:36pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Sarno: 18enne in gravissime condizioni dopo incidente stradale
SALERNO E PROVINCIA NEWS Sarno: 18enne in gravissime condizioni dopo incidente stradale

DI MORENA MOTTA Un diciottenne in gravissime condizioni, è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore. Il ragazzo è finito fuori starada per cause ancora da accertare. Si cerca di chiarire bene la sua età e se fosse già in possesso della patente di guida.

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Cava, case dell’ acqua: scorre tutto liscio! Video

21 Gennaio 2016, 11:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La questione delle case dell’acqua è spesso emersa in consiglio comunale, quando il consigliere Di Matteo si è fatto portavoce di alcune perplessità riguardo la manutenzione e la qualità

Case dell’acqua sotto la lente di politici e cittadini. Manutenzione e funzionamento a singhiozzo, qualità dell’acqua e legittimità di un servizio che dovrebbe, in teoria, essere pubblico: questi gli argomenti avanzati non solo dagli utenti dell’ “acqua alla spina” ma anche da chi, in consiglio comunale e non solo, ha interrogato l’amministrazione sulla gestione e il mantenimento delle ben note casette. Aumentano così – alla luce dei solleciti pervenuti dal consigliere MassimilianoDi Matteo in merito ai controlli qualità e alle segnalazioni di malfunzionamenti da parte dei cittadini – le perplessità e la diffidenza a quasi un anno dal completamento dell’installazione dei distributori in tre zone della città. I dubbi maggiori riguardano costi e benefici, non solo per i consumatori ma anche per la ditta che gestisce il servizio. La manutenzione, infatti, è a totale carico di quest’ultima che allo stesso tempo riscuote l’intero incasso dei distributori che erogano la stessa acqua dei rubinetti domestici. Una tematica che viaggia di pari passo con una serie di disservizi segnalati da alcuni cittadini che per oltre una settimana non hanno potuto usufruire dell’acqua erogata dall’impianto in via Ragone. Da Palazzo di Città, però, sono arrivate le rassicurazioni: prima quelle dell’architetto Luigi Collazzo e poi quelle dell’assessore Nunzio Senatore. Gli impianti sono stati dunque controllati e sono attualmente tutti funzionanti. In merito alla qualità dell’acqua, inoltre, ci sono autocontrolli settimanali da parte della ditta che gestisce il servizio, altri periodici previsti per legge ed effettuati dall’asl. Ad ogni modo, per rassicurare gli animi, si procederà nei prossimi giorni ad effettuare monitoraggi straordinari.

http://rtcquartarete.it/info/cava-case-dell-acqua-scorre-tutto-liscio/

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SALERNO E PROVINCIA NEWS «Io assenteista in ospedale licenziato e pentito, per favore ridatemi il lavoro»

21 Gennaio 2016, 10:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA

Cuciniello, dipendente Ruggi licenziato: «Chiedo perdono, non sono un disonesto.
«Ammetto le mie colpe, ma datemi un'altra opportunità, perché non sono un disonesto». A dirlo è Ciro Cuciniello, uno degli 8 licenziati del Ruggi per assenteismo, che chiede una sorta di indulto per la sua posizione, in virtù del fatto che a lui sarebbero contestate solo alcune ore di allontanamento dal posto di lavoro. Lo stesso punta il dito contro i dirigenti dall'azienda ospedaliera, colpevoli in egual misura, a suo dire, dei dipendenti coinvolti nello scandalo, che si sentono i capri espiatori di una vicenda che andrebbe allargata. Proseguono in Procura, nel frattempo, le indagini sulla posizione di altre persone, in merito alle quali nei giorni scorsi sono giunte ulteriori segnalazioni.


«I politici facessero una legge più severa di quella Brunetta, ma mettendo dei paletti, come ad esempio ipotizzando la rilevazione delle impronte digitali, e a partire dal primo giugno chi sbaglia dovrà pagare – ha detto Cuciniello – Viggiani aveva ipotizzato una cosa del genere, ma non voleva fare la casa del Grande fratello. Perché? Tutto questo non nasce nel 2015 e non possono dire di non saperlo. Siamo stati traditi dai nostri dirigenti, perché quando sbaglia un figlio la colpa è dei genitori». Contestualmente il dipendente, però, riconosce le sue colpe, seppure non nasconda alcune responsabilità anche da parte dell'azienda. «Ammetto di aver sbagliato – ha continuato – Si tratta solo di 4-5 ore contestate. Non andavo da nessuna parte. Ci sono le prove. Non voglio giustificarmi dicendo che quando andavo in altri presidi con la mia macchina non dovevo farlo. Ti trovi in situazioni dove sbagli senza volerlo. E lo fai solo perché sei innamorato del tuo lavoro. Avevo un livello assegnato da operatore tecnico specializzato, ma venivo pagato come categoria B». Un malcostume, quello di timbrare il marcatempo e andare via dal lavoro, che coinvolge trasversalmente gli uffici pubblici di tutta la penisola. «Alzi la mano chi non ha sbagliato finora in ospedale e negli enti pubblici finora – ha concluso Cuciniello – In passato hanno sbagliato finanzieri, poliziotti, dirigenti, ma non sono stati licenziati. Facciamola la legge. Renzi resetta tutto, fissa un paletto e da quel giorno chi sbaglia va a casa, anche istantaneamente. Non mi ritengo una persona disonesta. Hanno parlato di 850 persone coinvolte, ma solo in pochi siamo stati licenziati. A cosa è servito? Ora tutti fanno la scoperta dell'acqua calda, ma si è sempre saputo cosa succedeva un po' ovunque in Italia».
Per questo motivo gli stessi dipendenti licenziati non ci stanno a essere additati come gli unici infedeli in azienda, ritenendosi un po' le vittime sacrificali di una vicenda che potrebbe avere contorni più ampi, e puntano il dito contro una cattiva abitudine che avrebbe visto a vario titolo coinvolti anche primari e professori universitari, per i quali, a loro dire, varrebbe lo stesso obbligo di timbrare il cartellino marcatempo e che gli stessi avrebbero evaso per i 2 anni precedenti all'entrata in vigore del regolamento, approvato dall'azienda il 27 novembre del 2011, sulla base degli indirizzi dei decreti commissariali della Regione.

A questo aggiungono anche le disparità di trattamento ricevute rispetto ad altri 3 dipendenti, che per 4 anni sarebbero risultati regolarmente assenti, così come sarebbe stato appurato dalla stessa azienda. Contestualmente alle denunce dei licenziati, non si fermano neanche le segnalazioni su altri dipendenti sfuggiti al primo filone delle indagini sugli assenteisti alla Procura, che sta continuando a lavorare per far luce sulla posizione di altre persone. L'inchiesta Just in Time, come è noto, nasce da un accertamento sulla «esagerata presenza di lavoratori in orario di straordinario», partito dalla segnalazione, inoltrata alla direzione generale dell'azienda ospedaliera nel mese di luglio del 2013, dall'Rsu della Cisl Giuseppe Cicalese, ribadito all'allora dg Elvira Lenzi e successivamente anche a Vincenzo Viggiani.
A giugno, poi, la decisione di presentare un esposto denuncia alla guardia di finanza sull'«abuso indiscriminato di turni di reperibilità» e della discriminazione tra medici interni e 118. Da qui poi le indagini portarono a far luce sull'assenteismo.

DI SABINO RUSSO IL MATTINO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Blitz nomine all'Asl, Postiglione azzera gli atti di Squillante

21 Gennaio 2016, 09:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Blitz nomine all'Asl, Postiglione azzera gli atti di Squillante

DI MICHELE PAPPACODA Ennesima bocciatura di Squillante da parte di Postiglione. Con un provvedimento di sole due pagine, il commissario straordinario annulla l’avviso dell’ex direttore. Due paginette sottoscritte da tutta la struttura commissariale e pubblicate all’albo pretorio delll’Asl Salerno. Un provvedimento dal duplice significato. Da un lato viene revocato l’avviso interno di selezione per il conferimento degli incarichi temporanei di “dirigente responsabile di struttura operativa complessa denominata direzione sanitaria” pubblicato nel 2014 dall’allora direttore generale di via Nizza, Antonio Squillante.
Dall’altro lato si avvia una selezione rapida e coincisa per la selezione dei direttori di distretto. Nei corridoi di via Nizza in molti sorridono perché l’allora direttore su questo bando vantava di aver spodestato direttori sanitari che da tempo rivestivano incarichi così prestigiosi senza alcun titolo.

di Simona Paolillo IL MATTINO.IT

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Scontro in tangenziale, tre le auto coinvolte Nessun ferito grave ma caos e traffico

20 Gennaio 2016, 14:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS  Scontro in tangenziale, tre le auto coinvolte Nessun ferito grave ma caos e traffico
SALERNO E PROVINCIA NEWS  Scontro in tangenziale, tre le auto coinvolte Nessun ferito grave ma caos e traffico

INSERITO DA ANGELA CECERE SALERNO - SALERNO -Paura, caos e traffico in tangenziale questa mattina a causa di un incidente nella galleria di Sala Abbagnano per un brutto incidente stradale che ha coinvolto tre automobili. Lo scontro è avvenuto nella galleria che precede gli svincoli di Sala Abbagnano, in direzione sud. Un tamponamento ha causato traffico, ma fortuna nessun ferito. Ievitabili le ripercussioni anche sulla viabilita cittadina.

IL MATTINO

20.01.2016 14.17

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Cava, Ospedale: l’Amministrazione incassa l’appoggio dei sindacati

20 Gennaio 2016, 09:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dopo Vietri sul Mare, il Comune di Cava de’ Tirreni incassa anche sostegno dei sindacati nella difficile battaglia legale dinanzi al Tar per difendere la funzionalità del nosocomio metelliano, ed in particolar modo il reparto di ostetricia e ginecologia. Ieri pomeriggio, a Palazzo di Città, infatti, si è tenuto un incontro a cui hanno preso parte il sindaco Vincenzo Servalli, ed i rappresentanti delle sigle sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per discutere sulla inadempienza della direzione Generale del Ruggi d’Aragona all’ordinanza del Tar Salerno, in merito alla riapertura del reparto di Ginecologia e Ostetrica dell’Ospedale Santa Maria dell’Olmo. Tutte le sigle sindacali hanno concordato con l’Amministrazione comunale sulle scelte finora intraprese e hanno deciso di costituirsi “ad adiuvandum” nel procedimento avviato e sostenere le tesi del Comune all’udienza del prossimo 3 febbraio davanti al Tar.

RTCQUARTARETE

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS ZTL a Nocera Inferiore: perplessità dei commercianti

19 Gennaio 2016, 16:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS ZTL a Nocera Inferiore: perplessità dei commercianti

DI MORENA MOTTA NOCERA INFERIORE - Dal 1° Febbraio, in via sperimentale, per una durata di 60 giorni, Corso Vittorio Emanuele sarà interessato da un’ordinanza di chiusura al traffico cittadino. Queste le dispozioni:

Libero transito dalle ore 02.00 alle 9.30 e dalle 14.00 alle 17.00 nella zona limitata dall’incrocio di Via Papa Giovanni XXIII sino a Piazza Amendola;

tra l’incrocio di Via Nicotera a quello di Via Papa Giovanni XXIII, si potrà accedere dalle ore 02.00 alle 9.30 e dalle 12.00 alle 17.00 (quest'area è interessata anche dalla presenza di una scuola).

I commercianti di Corso V. Emanuele, durante la conferenza stampa tenutasi ieri mattina presso il Comune, si sono mostrati perplessi perchè, secondo loro, potrebbero essere ostacolate le operazioni di carico/scarico delle merci, limitando l’orario ai soli fini scolastici e provocando un ingorgo nelle altre arterie stradali, influendo sfavorevolmente sul commercio della zona.

Al termine, però, l’Assessore Pisanzio ha suggerito di attendere un paio di settimane per l’esito dell'esperimento e dopo sarà possibile valutare eventuali modifiche.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Vassallo, luce sul mistero: tre indagati per l’omicidio del sindaco

19 Gennaio 2016, 15:47pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS  Vassallo, luce sul mistero: tre indagati per l’omicidio del sindaco
SALERNO E PROVINCIA NEWS  Vassallo, luce sul mistero: tre indagati per l’omicidio del sindaco

INSERITO DA ANGELA CECERE «Ho scoperto una cosa che non avrei mai voluto scoprire». Angelo Vassallo, ucciso nel 2010 quando era ancora sindaco di Pollica, avrebbe lasciato agli investigatori una traccia prima di morire, una traccia che gli inquirenti stanno cercando di interpretare da quasi sei anni. Nei giorni scorsi l’inchiesta avrebbe però avuto una svolta: la Procura di Salerno ha iscritto altre tre persone nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio aggravato dalle finalità mafiose. Avrebbero agito tutti in concorso tra di loro, assieme a Bruno Humberto Damiani, che è stato per molto tempo l’unico indagato per l’uccisione del sindaco pescatore.

A tutti, dunque, non solo viene contestata l’aggravante dell’articolo 7 ma anche il concorso. Per il momento c’è riservo sui nomi ma l’ipotesi degli inquirenti è che l’omicidio sia maturato nel contesto dello spaccio della droga. Torna dunque insistente la pista che per prima la Procura Antimafia ha seguito e, di fatto, mai abbandonata: che la morte di Angelo Vassallo possa essere legata a quelle attività di spaccio nella zona del porto di Acciaroli, fatto questo che lui aveva sempre combattuto. Anche con i modi burberi che lo caratterizzavano. La Procura insiste. Anche perché, a distanza di quasi sei anni, quell’omicidio resta ancora un cold case. E per l’ennesima volta da quando è stato estradato dalla Colombia, Bruno Humberto Damiani viene nuovamente sentito dagli inquirenti.

Il «brasiliano» è stato convocato negli uffici giudiziari lo scorso 13 gennaio. Assistito dai suoi legali di fiducia, gli avvocati Michele e Francesca Sarno, Damiani ha varcato la soglia del palazzo di giustizia da detenuto (è in carcere a Secondigliano per altri reati legati alla droga e, nel frattempo, sta anche espiando una pena per la tentata estorsione ad alcuni imprenditori del mercato ittico di Salerno), accompagnato dagli agenti della polizia penitenziaria. Per la seconda volta da agosto, la quarta da quando è tornato in Italia, il «brasiliano» ha risposto alle domande del procuratore aggiunto Rosa Volpe (che ha mantenuto la titolarità del fascicolo nonostante il trasferimento a Napoli) e del sostituto procuratore Marco Colamonici. Domande sempre uguali, necessarie a ricostruire alcuni accadimenti che hanno segnato i giorni precedenti all’assassinio. I legami di Damiani con alcuni personaggi della zona, i suoi contatti con Angelo Vassallo. In particolare i due magistrati hanno insistito nel chiedere al «brasiliano» se avesse del rancore nei confronti del sindaco. A questa domanda la risposta è stata sempre la stessa: «Non potevo avere rancore per una persona con la quale non ho mai avuto rapporti».

La versione di Bruno Humberto è sempre stata la stessa: conosceva Vassallo, lo aveva incrociato qualche volta ma non aveva mai scambiato alcuna parola se non un formale saluto. In passato altri due nomi «illustri» erano stati accostati ai fatti di Acciaroli, fin dal primo giorno: quello di un ufficiale dei carabinieri, il colonnello Fabio Cagnazzo, a lungo in servizio a Castello di Cisterna dove si è guadagnato la stima di numerosi magistrati napoletani, e di un suo attendente, Luigi Molaro. I due militari erano entrati nell’inchiesta perché, secondo i magistrati, perché nelle ore immediatamente successive al delitto avrebbero portato avanti un’autonoma ed irrituale attività di indagine, acquisendo fra l’altro le immagini di una telecamera collocata in un negozio sul porto di Acciaroli. Ma la loro posizione fu archiviata con l’arrivo in Procura a Salerno proprio di Corrado Lembo.

L’inchiesta, in effetti, nell’immediatezza dei fatti fu affidata alla Procura di Vallo della Lucania e poi «trasferita» a Salerno perché ufficialmente affidata all’Antimafia. Nella prima fase, gli inquirenti configurano lo scenario di una «convergenza di interessi» tra affari speculativi e spaccio di droga. Ma una matrice chiaramente mafiosa non è emersa, né sono stati individuati con certezza affari capaci di armare la mano dell’assassino. Nonostante in passato si sia parlato di affari nel settore alberghiero e dissidi di paese. Ma c’è chi attribuisce proprio ad alcuni errori commessi nella prima fase investigativa i ritardi nella soluzione di un delitto che sembrerebbe essere avvolto da non pochi misteri. A partire dalla pistola, una calibro 9.21 baby Tanfoglio mai ritrovata nonostante fosse stata cercata un po’ dappertutto. Sono stati effettuati controlli su cento pistole, perquisizioni a tappeto, persino ricerche nelle acque a largo di Acciaroli dove il killer avrebbe potuto gettarla subito dopo il delitto. Per continuare con una serie di rapporti e circostanze che avrebbero visto il sindaco pescatore protagonista di alcuni litigi quell’estate, come quella con una banda di pusher con i quali, qualcuno, ha anche raccontato che sarebbe arrivato alle mani. La pista della droga, infatti, è stata la prima ad essere seguita. Durante l’estate 2010, Acciaroli era stata invasa dallo spaccio di stupefacenti. Questa situazione rappresentava, per Vassallo, «fonte di preoccupazione e di agitazione al punto da diventare oggetto di confidenze ad amici, parenti e collaboratori», come scrive il gip di Salerno Emiliana Ascoli nell’ordinanza emessa alla fine del 2011 sullo spaccio di droga in Cilento prima di trasmettere gli atti per competenza a Vallo della Lucania.

Ordinanza che vedeva, quali destinatari del provvedimento restrittivo proprio Bruno Humberto Damiani. Fu lo stesso gip, allora, a scrivere che questo contesto costituisce, secondo il gip, «il binario entro il quale, dopo l’omicidio, operare al fine di delineare la triste vicenda» dando così conferma alle iniziali ipotesi investigative. Tra gli errori contestati all’avvio delle indagini dall’ex capo della Procura di Salerno Franco Roberti, vi fu anche quella di non aver ben «preservato» la scena del crimine nelle ore immediatamente successive all’omicidio. Così, qualche giorno dopo furono eseguiti gli esami del Dna di tutti quanti erano presenti, investigatori e magistrati compresi: una sessantina in tutto.

Accertamenti che, stando alle notizie successivamente trapelare, non avrebbe fornito risultati significativi. Anche perché, come racconta la ricostruzione della dinamica fatta dalla Scientifica sulla base del ritrovamento del cadavere del sindaco, Vassallo potrebbe essere stato ucciso da una persona che conosceva e, probabilmente, che non era avezzo all’uso delle armi. Il suo corpo è stato difatti ritrovato riverso sul volante della sua auto, il finestrino aperto, le chiavi inserite, il freno a mano tirato e il cellulare tra le mani. Chi gli ha sparato ha esploso nove colpi di pistola. Troppi per essere stati sparati da un professionista, secondo alcuni. Ma solo un killer pratico di armi poteva sparare tante volte senza fallire un colpo, ritengono altri. Vassallo potrebbe dunque essersi fermato di proposito a parlare con il suo assassino, a pochi metri da uno dei due ingressi alla sua abitazione.

IL MATTINO

19.01.2016 15.47

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