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salerno e provincia news

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Nocera Inferiore: rimborso record a un'anziana

29 Febbraio 2016, 16:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Nocera Inferiore: rimborso record a un'anziana

DI MORENA MOTTA NOCERA INFERIORE - Una donna pensionata, a seguito di una richiesta per il rilascio dell’Isee al Patronato Epaca Coldiretti, si è vista inaspettatamente ricostruire la pensione con un aumento mensile dai 607 euro di febbraio, agli 802 di marzo 2016, più arretrati per un importo di 25.143,98 euro che saranno accreditati sulla mensilità di marzo.

Gli operatori del Patronato, hanno verificato la posizione previdenziale della donna e da un’attenta analisi hanno costatato che, all'atto della liquidazione della pensione, non erano stati considerati alcuni aspetti tecnici che avrebbero determinato un importo pensionistico più elevato.

Le stime effettuate dalla direzione provinciale Epaca, fanno presumere che i pensionati beneficiari di queste provvidenze siano ancora molti.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Cellulari ai raggi x, si cercano nuovi indizi

29 Febbraio 2016, 14:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Cellulari ai raggi x, si cercano nuovi indizi
SALERNO E PROVINCIA NEWS Cellulari ai raggi x, si cercano nuovi indizi

INSERITO DA ANGELA CECERE SALERNO - Luci ed ombre nel delitto delle Fornelle: una prima riposta ai dubbi degli inquirenti potrebbe arrivare nei prossimi giorni dal Racis, il Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche di Roma, ai quali i colleghi del Nucleo investigativo del Reparto operativo del comando provinciale di Salerno, agli ordini del tenente colonnello Giulio Pini e del maggiore Alessandro De Vico, hanno inviato i cellulari della vittima, il sessantenne Eugenio Tura De Marco, e del suo assassino, il 21enne Luca Gentile. Il sospetto degli investigatori, il cui lavoro è coordinato dal sostituto procuratore Elena Guarino, è che sia tutta lì la chiave di volta. Insomma, che le risposte ad alcuni interrogativi possano essere contenute nella memoria remota dei loro telefoni, in quei messaggi cancellati la cui impronta potrebbe essere rimasta e raccontare la parte (al momento) mancante della storia. Proprio la memoria del telefono potrebbe anche contenere la cronologia delle telefonate fatte e ricevute da Eugenio nelle sue ultime ore di vita; fatte o ricevute da Luca, in quelle immediatamente successive. È qui che si cercano anche «prove» sul movente, per capire se effettivamente la furia omicida del 21enne sia legata soltanto dalle avances ricevute da Eugenio e da quei ricatti sulla sua volontà di far interrompere il suo rapporto con la figlia Daniela qualora avesse continuato a non voler assecondare i suoi desideri.

Ma potrebbero anche esserci messaggi inviati o ricevuti da Luca dalla fidanzata Daniela, la figlia 23enne del carrozziere ucciso. Proprio la ragazza, dopo le dimissioni dall’ospedale, sarebbe stata autorizzata dai magistrati a far visita al fidanzato in carcere. E sempre lei avrebbe raccontato ai carabinieri di un incontro al parco del Mercatello durante il quale Luca gli avrebbe detto che il padre la sera non si sarebbe ritirato acasa perché «così mi dice la testa, così faccio». Man mano che le indagini vanno avanti, emergono una serie di dettagli che non troverebbero riscontri nella confessione del giovane omicida e tanto meno in quello della sua fidanzata. Proprio in settimana dovrebbero essere sentiti dagli inquirenti anche i genitori del 21enne, che dovranno spiegare la natura dei rapporti che il figlio aveva con il loro dirimpettaio.
E sempre a proposito di «incongruenze» ci sarebbe un altro elemento, oltre al ritrovamento di una bottiglia di alcol etilico sulla quale sono state trovate tracce di sangue: le mandate date alla porta dell’abitazione di Tura De Marco, quell’appartamento al primo piano del civico 18 di piazza D’Aiello.

IL MATTINO

29.02.2016 14.57

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Tumori a Fratte: 12 morti su 40 condomini

27 Febbraio 2016, 09:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Tumori a Fratte: 12 morti su 40 condomini

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO. Dopo il caso di via della Partecipazione, nuove storie e altri dati significativi di quel che sta accadendo alla salute dei cittadini della Valle dell'Irno arrivano nudi e crudi da alcuni residenti di un civico in via Magna Grecia, traversina di via dei Greci, a Fratte. In uno di questi civici negli ultimi anni vi sarebbero stati ben 12 decessi su 40 condomini. Che siano massaie, impiegati, amanti dello sport, anziani o giovani poco importa. Rimanere al di fuori di questa spirale di malattie spesso classificate come professionali, anche quando manca la professione, pare quasi impossibile.

E se i numeri, duri, crudi, non dovessero bastare, ecco che compaiono le singole storie, raccontate da chi è sopravvissuto alla propria madre o addirittura al proprio figlio.

«Tonino non beveva, non fumava, era uno sportivo e amava il mangiare sano, ma un carcinoma aggressivo all’esofago in pochissimi mesi ce lo ha portato via a soli 28 anni – racconta il signor Alberto, padre di Antonio Carfagno, uno dei residenti del civico di via Magna Grecia - Era il 1999, ben 17 anni fa, ma ricordo benissimo quel periodo. Tonino giocava a calcio nel Capezzano, amava il suo lavoro di odontotecnico e stava facendo i preparativi per sposarsi. Un giorno, nel febbraio del '99, iniziò ad accusare dei forti dolori alla spalla. Si sentiva debole e iniziava a non sostenere più le partite».

Chi parlava di un colpo di freddo, chi consigliava questa o quell’analisi. Nulla. Poi, un giorno di febbraio di quell’anno, con un’ecografia si scoprirono le metastasi al fegato.

«Non ci perdemmo d’animo – ricorda il padre di Antonio – Partimmo per il San Raffaele di Milano alla ricerca di una soluzione. Fece quattro cicli di chemio, ma era troppo tardi. Lo sapevamo entrambi, ma recitavamo l'uno con l'altro, per non soffrire troppo. Ricordo che i medici, basiti dal fatto che fosse un giovane così atletico ad avere un tumore di tale aggressività, ci chiesero se nei pressi della nostra abitazione vi fossero industrie pesanti. Annuimmo e per la prima volta ci rendemmo conto di dove vivevamo. Gli ultimi periodi ricordo che era così debole da stare

tutto il giorno sul divano. Quando venivano gli amici a trovarlo però, trovava una forza incredibile per non farsi vedere in quello stato, per poi riabbattersi non appena gli amici andavano via». di Emilio D’Arco LA CITTA DI SALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS PONTECAGNANO Arrestato il rapinatore della farmacia

26 Febbraio 2016, 10:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS PONTECAGNANO Arrestato il rapinatore della farmacia

DI STAFFSALERNO. Personale della Polizia di Stato appartenente alla Squadra Mobile della Questura di Salerno, sezione reati contro il patrimonio, e dell’Arma dei Carabinieri, stazione di Pontecagnano, ha arrestato Vincenzo Leone di 47 anni, già noto alle Forze dell’ordine perché arrestato più volte in flagranza del reato di detenzione ed illecita vendita di sostanza stupefacente.L’arresto è conseguente alle indagini svolte a seguito di una rapina.I poliziotti hanno accertato che Vincenzo Leone, nella serata di mercoledì 23 febbraio, è entrato all’interno della farmacia Picentino di Pontecagnano con un coltello in mano ed a volto scoperto, intimando al proprietario di consegnargli l’incasso della giornata. Intimorito, il medico ha consegnato al rapinatore la somma di 500 euro e quest’ultimo prima di darsi alla fuga ha rinchiuso il titolare della farmacia nel bagno.

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Angela Infante:” La ss 18 al buio.Un pericolo per gli automobilisti”

26 Febbraio 2016, 09:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Angela Infante:” La ss 18 al buio.Un pericolo per gli automobilisti”

INSERITO DA STAFF www.mikivettica.net Intanto, nei giorni scorsi ,un altro smottamento sulla ss 163 in Costiera. Messa in sicurezza la strada ex. Ss 18 Cava de’ Tirreni Vietri sul mare, dai tecnici della Provincia di e dagli operai che hanno pulito e liberato, parte della corsia, dai massi caduti nei giorni scorsi.Intanto preoccupano ancora le condizioni del costone roccioso ,dove in vari punti si sono verificati piccoli smottamenti.Le verifiche ,del personale della Provincia ,di concerto con l’ufficio tecnico di Vietri sul mare e dal Corpo dei vigili urbani di Vietri,i quali stanno monitorando anche le frazioni alte del comune costiero, hanno messo in evidenza , le criticità del costone roccioso sia sulla ex ss 18 che in alcuni punti all’inizio della strada Amalfitana 163,dove nei giorni scorsi si è verificato un altro smottamento ,con relativo intervento dei Vigili del Fuoco,ma anche la totale assenza di illuminazione pubblica, proprio nel tratto interessato dalla frana.L’assessore ai lavori pubblici di Vietri,arch.Angela Infante,con forza rivendica il serio e drammatico problema che potrebbe essere un pericolo grave per gli automobilisti ,soprattutto in virtù del restringimento della carreggiata da Cava de’ Tirreni verso Salerno e chiede alla Provincia di intervenire al più presto,poiché è molto difficile vedere ,di sera, al buio, la segnaletica .”L'ultimo incontro con l'ing.Ranesi esattamente il 10 febbraio scorso,sulle prioritá delle strade provinciali, portó alla determinazione che ogni comune avrebbe dovuto fare delle segnalazioni in riferimento alla sicurezza delle stesse, tali segnalazioni avrebbero poi portato alla scelta, da parte della provincia ad intervenire.Questo tratto di strada é una prioritá in riferimento all'illuminazione,ma oggi alla luce di quanto accaduto passa in primo piano anche una verifica del costone roccioso e magari anche qualche controllo sugli eventuali interventi dell'uomo a monte.” Antonio Di Giovanni

Intanto, nei giorni scorsi ,un altro smottamento sulla ss 163 in Costiera. Messa in sicurezza la strada ex. Ss 18 Cava de’ Tirreni Vietri sul mare, dai tecnici della Provincia di e dagli operai che hanno pulito e liberato, parte della corsia, dai massi caduti nei giorni scorsi.Intanto preoccupano ancora le condizioni del costone roccioso ,dove in vari punti si sono verificati piccoli smottamenti.Le verifiche ,del personale della Provincia ,di concerto con l’ufficio tecnico di Vietri sul mare e dal Corpo dei vigili urbani di Vietri,i quali stanno monitorando anche le frazioni alte del comune costiero, hanno messo in evidenza , le criticità del costone roccioso sia sulla ex ss 18 che in alcuni punti all’inizio della strada Amalfitana 163,dove nei giorni scorsi si è verificato un altro smottamento ,con relativo intervento dei Vigili del Fuoco,ma anche la totale assenza di illuminazione pubblica, proprio nel tratto interessato dalla frana.L’assessore ai lavori pubblici di Vietri,arch.Angela Infante,con forza rivendica il serio e drammatico problema che potrebbe essere un pericolo grave per gli automobilisti ,soprattutto in virtù del restringimento della carreggiata da Cava de’ Tirreni verso Salerno e chiede alla Provincia di intervenire al più presto,poiché è molto difficile vedere ,di sera, al buio, la segnaletica .”L'ultimo incontro con l'ing.Ranesi esattamente il 10 febbraio scorso,sulle prioritá delle strade provinciali, portó alla determinazione che ogni comune avrebbe dovuto fare delle segnalazioni in riferimento alla sicurezza delle stesse, tali segnalazioni avrebbero poi portato alla scelta, da parte della provincia ad intervenire.Questo tratto di strada é una prioritá in riferimento all'illuminazione,ma oggi alla luce di quanto accaduto passa in primo piano anche una verifica del costone roccioso e magari anche qualche controllo sugli eventuali interventi dell'uomo a monte.” Antonio Di Giovanni

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS IL PIU' ANTICO VIAGGIATORE DELL'AGRO

26 Febbraio 2016, 00:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La prima ampia descrizione del territorio nocerino ritrova nella Storia dello Scisma d ' occidente composta verso il 1400 dal monaco Teodorico di Niem, che al seguito di papa Urbano VI, soggiorno'ò a Nocera dall'estate del 1384 a quella del 1385. Ne riportiamo i passi salienti.

(Libro I, Cap.XXXVIII)

Il castello di Nocera è posto in una terra assai fertile e dall'aria salubre: infatti, il suolo di essa produce un ottimo vino bianco e rosso, grano, segale e altri ottimi frutti in grande abbondanza. Esiste una bella pianura con intorno alti monti e sorgenti abbondanti ed amene, e gli abitanti di questa valle amena seminano quattro volte all'anno; i campi producono svariati raccolti, dalle viti stese sopra gli olmi si ricava il vino in abbondanza e così l'olio dagli olivi. Le montagne sono coperte d'alberi, soprattutto enormi castagni, su cui crescono le castagne più grandi che io abbia mai visto. Dalla base dei monti dal lato verso la città di Amalfi, fino alla strada che dal castello va a Salerno, vi è una piantagione di noci o noccioli della lunghezza di 3-4 miglia e della larghezza di un miglio, e questi alberi di noci danno ogni anno tanta copia di frutti che basterebbero a molte regioni, se le raccogliessero: ma se ne nutrono i maiali, le cui carni, sia salate che fresche, si mantengono a lungo e sono ottime e saporite e non ho mai visto capponi più grandi e grassi e a buon mercato di quelli che si trovano in questa piana. Perciò i Curiali, finche furono sicuri, vi soggiornarono più volentieri che in qualsiasi altra parte del Regno di Sicilia.

Dall'altro lato, verso il castello di Torre, sorge quel fertilissimo monte che chiamano volgarmente Somma, estremamente fruttifero, assai alto e dalla circonferenza assai ampia. Dista otto miglia dal castello di Nocera alla quale somiglia per ubertosità...Vi si producono ottimi vini greci, di almeno tre qualità, grande, mediocre e minore, che vengono portati nei vari luoghi e paesi. Ho sentito ripetere che i loro dazi ammontano ogni anno a più di 200 fiorini. Ogni anno, al tempo della vendemmia, si possono vedere oltre centomila recipienti costruiti dagli abitanti di questa zona con legno dei castagni di quei monti: ognuno di essi ha la capacità di otto barili secondo la misura romana; vi sono inoltre infiniti altri recipienti detti caratelli, che contengono di solito ognuno quattro barili. Il mosto raccolto dalle vigne di questo monte viene riposto in tali recipienti, e poi trasportato nei luoghi di mare, a Napoli, e nei vari paesi del mondo dai mercanti, attraverso il mare che dista dal monte tre miglia italiche. In molte località esso vien venduto come malvasia o altro vino di pregio.

(Cap. XXXIX)

Andando verso la città di Salerno che dista dal castello di Nocera otto miglia, nella stessa piana si ritrova una venerabile basilica presso la quale oggi nessuno abita e che quasi del tutto priva di culto. Sembra che sia stata costruita in onore della Beata Vergine Maria e a somiglianza della chiesa di Santa Maria che si trova nella città di Aquisgrana, diocesi di Liegi, dal santo imperatore Enrico, secondo di questo nome, le cui reliquie riposano a Bamberga, e di cui fu moglie Santa Cuneconda. Entrambi durante la loro vita pur abitando insieme si mantennero casti come racconta la storia. La chiesa fu eretta a ricordo della vittoria ottenuta da lui contro i Greci, che precedentemente dominavano quei luoghi, la'dove si combatté una grande battaglia: l'imperatore vinse gloriosamente i Greci e li scacciò completamente dalle terre del Regno di Sicilia, con l'aiuto dei Normanni che in seguito, morto Enrico, restarono colà e vinsero gli imbelli abitanti del luogo...

(Cap. XL)

Nei monti e nei boschi attorno al castello di Nocera vi sono caprioli, cervi e altri animali selvatici: perciò Ottone di Brunswick era solito ad andare colà a caccia nei propri regi dominii per sfuggire all'inerzia, e delle fiere che capitava di prendere sotto la sua guida, conservato solo il capo, regalava il resto ai compagni e ai nobili.

Questa terra è a tal punto fertile e bella come una campagna che Dio ha benedetto. Qui, presso il Borgo, si scorge nei campi la chiesa di San Prisco, che fu un tempo cattedrale dove si conservano le reliquie del profeta Abacuc; e tutto intorno al castello si scorgono ancora le fondamenta di case, che mostrano che qui ci fu un tempo una città di cui ora si vedono le rovine.

Traduzione del Prof. Raffele Pucci

 

 

Situata ai piedi del versante settentrionale dei monti Lattari, nel mezzo di una fertilissima pianura, Nocera Inferiore è un importante nodo autostradale e ferroviario ed uno sviluppatissimo centro commerciale. Fondata intorno al '600 a. C. dagli Etruschi e dagli Italici Sarrasti, è stata oggetto nella sua lunga e travagliata storia di conquiste e saccheggi da parte di varie popolazioni tra cui gli Etruschi, i Sanniti, i Romani ed i Longobardi.

Sviluppatasi rapidamente, accolse i nuovi venuti, gli antichi abitanti dell'Agro, i protoitalici Sarrasti, e si aprì alla civiltà greca. A testimonianza del suo fiorire ci sono le ricche necropoli e l'uso di un proprio alfabeto, attestato da brevi iscrizioni.

Nel IV Secolo la città passò ai Sanniti, mutò il nome originario Noukria in Nuceria Alfaterna, e divenne la capitale di una potente lega, il cui territorio si estendeva dalle porte di Napoli al Golfo di Salerno, che comprendeva Pompei, Ercolano, Stabia, e Sorrento.

Dopo una fase di conflitti, nel 308 a. C. divenne alleata di Roma, conservando però una piena autonomia e battendo moneta propria.
Distrutta nel 216 a.C. da Annibale, risorse ancora più ricca e più forte. Questa autonomia ebbe termine con la concessione della cittadinanza romana nel 91 a. C. quando la città si trasformò in Municipio Romano. In quest'età essa si arricchì di splendidi monumenti, in parte tornati alla luce, come il Teatro, l'Anfiteatro e la grandiosa Necropoli di Pizzone.

L'eruzione del 79 d.C., pur danneggiandola e sottraendole la parte più fertile del suo territorio, non ne diminuì l'importanza.
La città si riprese rapidamente e fiorì fino al termine dell'Impero, quando cominciò a decadere. Questo processo si concluse con l'occupazione longobarda, che la lasciò spopolata per molti secoli. Nel 553, con la battaglia dei Monti Lattari, si concluse la dominazione ostrogota.

I Bizantini ne tentarono poi un rilancio, costruendo il grande Battistero di S. Maria Maggiore, ma l'arrivo dei Longobardi determinò nel VII secolo la morte della città. Nell'età longobarda, fu contea dipendente dai Principi di Salerno, al centro delle lotte che opponevano questi Principi ai Greci di Napoli e di Amalfi.

Dopo alcuni secoli oscuri Nocera rinacque intorno all'anno mille in un nuovo luogo, sulla collina del parco, e, nonostante una nuova distruzione nel 1138 da parte di Ruggero II d'Altavilla, continuò da allora la sua nuova vita.
La città antica, che sorgeva sull'attuale Nocera Superiore, non fu ricostruita e gli abitanti si distribuirono nei numerosi villaggi della zona, da cui sono poi derivati gli attuali Comuni. La città divenne successivamente Feudo dei Filangieri, dei Latro, degli Zurlo, ed assunse il nome di Nocera de' Pagani.

Nel '500, col titolo di Duchi la tennero i Carafa, cui seguirono i Castel Rodrigo e i Pio di Savoia, fino all'abolizione del regime feudale nel 1806.
Nello stesso anno, la riforma amministrativa di Giuseppe Bonaparte spezzò per sempre l'unità del territorio, e da Nocera dei Pagani nacquero i Comuni di Corbara, Sant'Egidio Montalbino, Pagani, Nocera San Matteo e Nocera Corpo. Furono secoli, soprattutto al tempo del Vicereame spagnolo, funestati da guerre, pestilenze, eruzioni vesuviane, terremoti, alluvioni, a cui però gli abitanti seppero sempre reagire con grande vitalità.
Essi furono grandi mecenati e costruirono nel villaggio del Mercato un grande palazzo con splendidi giardini, fatto poi abbattere nel 1750 da Carlo III di Borbone per erigere in quel luogo la grande Caserma.
Questi ultimi, dopo una riunificazione nel 1834, diedero nel 1851 origine a Nocera Inferiore e Nocera Superiore.

Nell'800, poi, Nocera conobbe un grande sviluppo demografico ed economico, conseguenza anche di una fioritura economica, che è durata fino al secondo dopoguerra, basata oltre che su una agricoltura intensiva altamente specializzata, su industrie di grande rilievo: l'industria tessile, quella delle paste alimentari e quella delle conserve alimentari.
Di queste solo l'ultima riveste ancora oggi una notevole importanza, mentre per il resto la città attualmente vive soprattutto sull'economia terziaria.

Una divisione annunciata

Il 1806, che segnò l'inizio del Decennio francese e l'abolizione della feudalità, costituisce un anno cruciale nella storia di Nocera.
A Nocera, prima di quell'anno, grandi rivolgimenti stavano per compiersi.
In seguito ad alcune riforme proposte dai francesi, Nocera Corpo, con una popolazione effettiva di novemila abitanti, nomina, nel Parlamento del 26 novembre, i suoi 27 decurioni, cioè tre per ogni mille abitanti, mentre Nocera Sperandei, trovatasi nell'impossibilità di formare un decurionato minimo di dieci membri per l'esiguità della sua popolazione (poco più di 300 individui), decide, tra l'ottobre e il dicembre, di fondersi con Nocera S. Matteo.

Il 18 giugno 1811, poi, il Sindaco di Nocera Corpo, Nicola Bruni, e quello di San Matteo, Carlo di Majo, indirizzano una supplica all'Intendente per ottenere l'unione dei loro Comuni.

Frattanto, mentre la supplica per l'unione tra Nocera Corpo e Nocera S. Matteo sembra essersi perduta da qualche parte, alcuni possidenti dei villaggi superiori di Nocera Corpo chiedono al Re, sul finire del 1827, l'autonomia amministrativa dal resto del loro Comune. In particolare, i ricorrenti lamentano che la sede del Comune disti circa tre miglia dalla loro residenza per cui sono costretti a percorrere sei miglia ogni qual volta debbono procurarsi generi di prima necessità; inoltre, si sentono trascurati dagli amministratori: il pane venduto non è di buona qualità, le strade sono impraticabili e lasciate senza lumi in periferia.

La separazione fu chiesta da meno della metà dei Decurioni eleggibili, cioè da 41 residenti, e senza l'adesione di alcun decurione in carica. Successivamente la divisione si arena e per contro riprende vigore il problema opposto, quello dell'unione tra Nocera Corpo e Nocera S. Matteo, rimasto fermo alla supplica con la quale il 18 giugno 1811 i due Comuni avevano chiesto di unificarsi.

A riprendere il discorso dell'unificazione fu, nel 1833, l'Intendente Francesco Logerot, che ne ottenne la realizzazione con decreto del 12 febbraio 1834. Il 28 di febbraio l'Intendente Logerot, assistito dal suo segretario Raffaele Altavilla, si portò nella sede del Comune di Nocera Corpo per compilare il verbale di unificazione tra Corpo e San Matteo, istitutivo del nuovo Comune di Nocera.

Per più di dieci anni si successero vari sindaci, finché la lunga crisi dell'amministrazione comunale non consentì di contrastare il disegno di quei pochi che, avendo di mira i propri esclusivi interessi, vollero ed ottennero lo smembramento di Nocera.

Tuttavia, il nuovo Comune si confrontò con la dispersione dell'abitato in villaggi ed il collaudo del sistema di appalti; inoltre, la legge, pur escludendo dalla tassazione gli indigenti ed i minori di cinque anni, stabilisce che "la classe degli esenti non può essere maggiore del quinto della popolazione" e quindi finisce col non tener conto di avere a che fare con una larghissima maggioranza di poveri agricoltori.

Le angustie economiche fecero cambiare idea a tutti, specie a quelli che, colti in buona fede, erano stati ridotti a chiedere, nell'ottobre del 1849, la separazione.
Dopo varie riunioni, nel corso delle quali si mette in evidenza lo squilibrio finanziario del comune di Nocera Superiore, permangono i contrasti e il 9 giugno 1857 la Commissione Interni e Finanzeincarica l'Intendente di sciogliere entro sei mesi ogni residua promiscuità tra i due Comuni sul Monte Albino: questo viene ritenuto l'unico modo per conoscere la reale condizione finanziaria di Nocera Superiore e decidere se ricongiungerla a Nocera Inferiore.

Il precipitare della dinastia borbonica fece temporaneamente lasciare in sospeso la vicenda.
Ma dopo l'Unità, precisamente il 6 gennaio 1861, il Decurionato di Nocera Superiore affidò ad alcuni decurioni il compito d'invocare presso il governatore della Provincia i suoi uffizii, onde la riunione dei due Comuni di Nocera potesse finalmente avvenire.

Fonte: Nocera 1834-1850. Gli anni dell'unità. Prodromi e conseguenze di una divisione annunciata, di Antonio Pecoraro.

 

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SALERNO E PROVINCIA NEWS OMICIDIO FORNELLE, CONVALIDATO L’ARRESTO DI LUCA GENTILE

25 Febbraio 2016, 14:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS OMICIDIO FORNELLE, CONVALIDATO L’ARRESTO DI LUCA GENTILE
SALERNO E PROVINCIA NEWS OMICIDIO FORNELLE, CONVALIDATO L’ARRESTO DI LUCA GENTILE

INSERITO DA ANGELA CECERE È stata convalidata la misura cautelare in carcere nei confronti di Luca Gentile, il giovane di 21 anni che sabato scorso ha ucciso a coltellate il padre della fidanzata, il carrozziere di 60 anni Eugenio Tura De Marco. Lo si apprende da uno dei due legali del ragazzo, Luigi Gassani che lo difende insieme all’avvocato Enrico Lizza. “Il mio assistito – spiega l’avvocato Gassani – era diventato l’oggetto del desiderio della vittima che si era invaghito di lui, nonostante fosse il fidanzato della figlia. Non è escluso che quest’ultima sapesse qualcosa in merito alle attenzioni del padre verso quel ragazzo del quale si era innamorata da circa un mese. Sembra convincente il fatto che, addirittura, il padre fosse andato in gelosia per non essere lui il destinatario di quell’amore”. Il delitto è avvenuto in casa della vittima – nel rione Fornelle, nel cuore del centro storico di Salerno – al culmine di una lite. “La versione che il ragazzo ha fornito quest’oggi ai giudici – spiega l’avvocato Gassani – è la stessa della confessione, ovvero che il padre della fidanzata nutriva per lui delle mire di natura sessuale. Si sarebbero incontrati nel quartiere, l’invito a salire per chiarire una volta per tutte la questione. E poi le attenzioni della vittima che avrebbe anche tentato di toccare i genitali al ragazzo mentre questo si trovava seduto e lui alle sue spalle. A quel punto Luca Gentile lo avrebbe colpito, ma mai – assicura l’avvocato Gassani – per ammazzarlo. Lo testimoniano le ferite riscontrate sul cadavere dell’uomo. Il mio assistito non lo ha mai colpito in direzione degli organi vitali ma sempre in zone periferiche. Purtroppo una di queste ferite, però, si è rivelata mortale avendo colpito il miocardio”. “Il ragazzo – fa sapere ancora l’avvocato – soffre di epilessia e in quanto tale sicuramente ha una percezione alterata del pericolo. Inoltre, è stato appurato che la vittima fosse in uno stato di alterazione dovuta all’alcol e quindi, deduco, che il mio cliente abbia avuto paura e abbia solo tentato di difendersi”. Gassani fa anche sapere di avere richiesto i domiciliari per il giovane, una misura cautelare che non è stata concessa e che, conclude l’avvocato, “credo necessaria per preservare il ragazzo in questo momento di grande difficoltà per tutti”.

TVOGGISALERNO

25.02.2016 14.07

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS CAVA DE TIRRENI Scippo in città, fermato 17enne

25 Febbraio 2016, 09:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS CAVA DE TIRRENI Scippo in città, fermato 17enne

Il malvivente ha avvicinato una signora 78enne, seguita per un lungo tratto, mentre percorreva a piedi Via Ragone e con una mossa fulminea le ha strappato la borsa. All’intera scena, tuttavia,aveva assistito un agente cavese della Polizia Giudiziaria di Napoli, libero dal servizio, che dopo essersi sincerato delle condizioni della donna si è subito messo all’inseguimento del ladro che nel frattempo si era liberato della refurtiva per strada. La fuga del ragazzo è durata poche centinaia di metri. L’agente in borghese lo ha bloccato e ha allertato i colleghi del commissariato di corso Palatucci, che accorsi sul posto lo hanno subito arrestato La borsa è stata restituita alla donna.

TRCQUARTA RETE http://www.rtcquartarete.it/info/scippo-in-citta-fermato-17enne/

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Delitto di Fornelle, prima dell'omicidio una colluttazione

24 Febbraio 2016, 14:30pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Delitto di Fornelle, prima dell'omicidio una colluttazione
SALERNO E PROVINCIA NEWS Delitto di Fornelle, prima dell'omicidio una colluttazione

INSERITO DA ANGELA CECERE NEugenio Tura De Marco e Luca Gentile hanno avuto una colluttazione dopo la lite di venerdì scorso avvenuta all’interno dell’appartamento del carrozziere alle Fornelle. È stato proprio durante il litigio che il 21enne, probabilmente per difendersi, ha ferito il suocero carrozziere con il coltello. Ad accertare la dinamica è stato il medico legale Adamo Maiese nel corso dell’autopsia di ieri alla quale ha partecipato anche il perito di parte, Luigi Mastrangelo, incaricato dall’avvocato Enrico Lizza, difensore del giovane omicida. Sono stati nove, e non cinque come in un primo momento supposto, i colpi inferti dal ragazzo alla vittima. Cinque di questi, poco più che graffi, sono stati ritrovati sul volto e sulla testa del sessantenne. Colpi irregolari, sferrati probabilmente proprio per impaurire Eugenio Tura De Marco che, secondo la testimonianza resa dal 21enne, lo stava aggredendo. Altri due, quello al fianco e quello mortale al cuore, sono più profondi. Secondo quanto accertato dal medico legale che ha svolto l’esame autoptico, la vittima è deceduta in quindici minuti. Per una casualità, molto probabilmente, perché la coltellata è stata data di striscio ma il fendente ha colpito il miocardio lacerandolo e causando il decesso in pochi minuti. Secondo il perito, incaricato dell’esame dal sostituto procuratore Elena Guarino, Eugenio è stato ucciso con un coltello da cucina, dello spessore di meno di tre millimetri e una lunghezza di almeno quindici centimetri. Insomma, così come raccontato anche da Luca Gentile.

IL MATTINO

24.02.2016 14.30

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Basso livello di vigilanza al Palazzo di giustizia di Nocera Inferiore

24 Febbraio 2016, 14:29pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Basso livello di vigilanza al Palazzo di giustizia di Nocera Inferiore

DI MORENA MOTTA Luca Abete, inviato di Striscia la Notizia, ha denunciato la scarsa vigilanza all’ingresso del Tribunale di Nocera Inferiore, nonostante l’allarme rilevato dal metal detector. Nel servizio andato in onda, con una telecamera nascosta, ha filmato l’interno del Palazzo di Giustizia e risulta evidente come, al passaggio suo e di altre persone, i metal detector rilevino la presenza degli oggetti di metallo potenzialmente pericolosi, ma bassissimo è il livello di vigilanza all’interno della struttura.

All’inviato di Striscia viene detto che il metal detector presenta un malfunzionamento “suonando” indipendentemente dalla presenza o meno di oggetti metallici.

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