INSERITO DA ANGELA CECERE
La replica dell'assessore al bilancio: «Dimezzato il debito che ammontava a più di un milione di euro» CATANIA - Conti del Comune? Tutt’altro che in ordine. A poco più di un mese dalle prossime elezioni amministrative a Catania, la campagna elettorale si gioca anche su un polemico botta e riposta tra i due maggiori schieramenti attualmente presenti a Palazzo degli Elefanti, che si punzecchiano a distanza sulla questione “casse comunali”. Sulla situazione finanziaria dell’ente è guerra tra i rappresentanti dell’opposizione al comune etneo e l’assessore al bilancio Roberto Bonaccorsi. Il caso scoppia a poche ore dalle rivelazioni fatte dal quotidiano Milano Finanza, che ha dedicato un approfondito servizio sul reale stato dei conti del Comune di Catania, sul pre dissesto e su quello che tutto questo comporta per il futuro della Città. DEBITI - Dalla ricostruzione fatta è emerso che il Comune di Catania per risanare i suoi debiti ha potuto contare sui 65 milioni di euro avuti dalla Regione Siciliana e sui 140 mandati dal governo romano di Berlusconi, ed inoltre che tra la giunta Bianco e Stancanelli, avversari alle prossime amministrative, le uscite sono aumentate di quasi 80 milioni di euro. Gli esponenti dell’opposizione, gruppo consiliare del Pd, Megafono, Udc ed Intesa per Catania, hanno deciso quindi di esprimere le loro forti preoccupazioni per il futuro del piano di risanamento. L’assessore Bonaccorsi, tra gli attori principali che hanno voluto l’approvazione di questo piano di riequilibrio comunale, difende il contenuto del progetto di risanamento parlando di mere speculazioni politiche e di un debito già nettamente ridimensionato. PIANO DI RIEQUILIBRIO - L’accusa mossa dagli esponenti dell’opposizione è quella che del Piano di riequilibrio finanziario del Comune si sia sentito parlare solo per il grande rumore che i protagonisti della gestione della politica etnea hanno fatto e non per i suoi reali benefici. Un piano che ha anche previsto la rimodulazione delle Municipalità cittadine e che è stato approvato dal Consiglio Comunale dopo diverse sedute lo scorso 2 febbraio: da allora delle nove «Misure», associate alle 33 «Azioni» di tagli alle spese e maggiori entrate, con sensibili riduzioni alla spesa corrente, non si è avuto nessun riscontro concreto hanno denunciato i consiglieri comunali di Catania esponenti di Pd, Megafono, Udc, Intesa per Catania. Ancora tanti i dubbi che debbono essere fugati, secondo i consiglieri che accusano l’amministrazione di nascondere la realtà, tra questi certamente i continui ritardi nei pagamenti degli stipendi dei comunali e dei dipendenti delle cooperative sociali e la situazione con i creditori, soprattutto quelli con obbligazioni inferiori ai 100 mila euro. DISSESTO - «Un ente sempre sull’orlo del dissesto finanziario», hanno voluto sottolineare con la loro denuncia. «La situazione finanziaria del Comune è critica e regna solo una grande confusione che la fa apparire sempre più grave e precaria – ha dichiarato Saro D’Agata, capogruppo del Pd al Consiglio Comunale – Vogliamo che sia fatta chiarezza in particolare su alcune delibere che riguardano la Tares e l’Imu, che non sono neanche state portate in Consiglio perché si sarebbero poi mostrate scomode per la campagna elettorale in corso». Le risposte che sono state chieste dal gruppo consiliare dell’opposizione, riguardano tra l’altro anche la discussione avuta dall’amministrazione comunale con la Corte dei Conti e con la commissione speciale del Ministero sugli atti presentati in materia di risanamento. LA REPLICA - Non si è fatta attendere la risposta dell’assessore al bilancio Roberto Bonaccorsi. «Il nostro comune ha dimezzato il debito che ammontava a più di un milione di euro – ha dichiarato – Il piano di risanamento è stato approvato dopo una discussione di due mesi, oggi è al vaglio sia del Ministero, che dalla Corte Conti, ma il termine che hanno a loro disposizione per esprimere un parere ancora non è decorso. Siamo, quindi, in attesa di risposte da parte loro. Sono pronto a confrontarmi con chiunque volesse aprire un dialogo costruttivo sulla questione». Dall’amministrazione comunale evidenziano anche che il debito è stato contratto da gestioni precedenti a quella attuale e che le delibere messe sotto accusa dai consiglieri dell’opposizione non sono ancora state portate alla discussione del Consiglio solo per una questione di tempi burocratici.
Fonte Italpress CORRIERE DEL MEZZOGIONO
04.05.2013.