Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
DI EMANUEL ZUPPARDO Italia divisa dal clima nel ponte di Ognissanti. Al Sud, Palermo è nella morsa degli incendi alimentati dal vento di scirocco, mentre si registrano danni e disagi per piogge, forti venti e mareggiate in diverse regioni italiane. Oggi allerta rossa della Protezione Civile per il maltempo in Veneto; arancione in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia e Trentino Alto Adige; gialla in Abruzzo, Campania, Lazio, Molise e Toscana.
INSERITO DA MIKI PAPPACODAAnnalisa D'Auriaaveva 32 anni e unafigliadi 3. È stata uccisa brutalmente dal compagno,Agostino Annunziata(36 anni), che poi si è tolto la vita. Sabato mattina all'alba aRivoli, alle porte diTorino, l'uomo ha preso uncoltelloda cucina e le ha tagliato la gola davanti alla bambina. Poi ha preso in braccio la piccola e l'ha portata a lavoro, affidandola a un collega prima di togliersi la vita, lanciandosi nel vuoto da uno dei due silos della fonderia dove lavorava come operaio.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La salma di Julie Tronet, la studentessa trovata morta suicida a Lecce, ha lasciato l’Italia per tornare a casa, in Francia. Lì dove l’attendono i famigliari e tutti coloro che le volevano bene per il funerale. È stata attivata una raccolta fondi per sostenere i parenti anche nella vicenda giudiziaria: sulla pagina dedicata sono numerosissimi i messaggi di cordoglio. LEGGO.IT
DI EMANUEL ZUPPARDO Le ultime notizie della guerra: attacchi «senza precedenti» dalla strage del 7 ottobre. I tank entrano da Nord e Est. Interrotti telefoni, luce e internet. Appello dei terroristi al mondo arabo: «Fermateli»
Esercito Israele: ucciso comandante forze navali di Hamas
L'esercito israeliano ha ucciso il comandante delle Forze navali di Hamas della Brigata di Gaza city Ratib Abu Tzahiban. Lo ha detto il portavoce militare secondo cui Tzahiban ha organizzato e comandato il tentativo di infiltrazione in Israele dello scorso 24 ottobre. La Marina - ha aggiunto il portavoce - sta fornendo sostegno alle forze terrestri impegnate fino ad ora all'interno di Gaza per l'incursione cominciata ieri sera.
INSERITO DA ANGELA CECERE L'allarme dell'infettivologo: "C'è disinformazione, molti pensano che non serva perché l'hanno già fatto. E torno a vedere over 70-80 e superfragili ricoverati con polmoniti perché non hanno fatto le dosi di richiamo" Matteo Bassetti non è mai stato un allarmista ma a lanciare un allarme sul rischio di un nuovo aumento di polmoniti Covid in Italia, a causa della disinformazione che c'è sulla necessità di fare il richiamo annuale del vaccino contro il virus Sars-Cov-2, stavolta è proprio lui. "Dopo molti mesi - dice all'Adnkronos Salute il direttore della Clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova - ecco in reparto una signora di 80 anni, una convinta no-vax e quindi non vaccinata, che sta morendo nonostante tutte le cure più appropriate per una grave polmonite da Covid, come non vedevamo, devo dire, da tanto tempo. Insieme a lei in questi giorni, sono molti gli over 70-80 e i superfragili ricoverati con polmoniti Covid perché non hanno fatto le dosi di richiamo (le cosiddette quarte o quinte dosi). A questi - dice Bassetti - io rivolgo un forte appello a fare entrambi i vaccini, contro l'influenza e contro il Covid. Purtroppo c'è ancora tanta disinformazione in materia, risultato del terrorismo fatto da alcuni contro i vaccini Covid".Per questo Bassetti cerca di fare chiarezza: "Chi ha fatto il ciclo vaccinale completo, difficilmente è colpito da forme gravi. Oggi purtroppo - afferma l'infettivologo - sento dire da molti 'ah noi facciamo l'antinfluenzale, ma l'anti-Covid non lo facciamo perché l'abbiamo già fatto'. Questo discorso non vale. Sappiano che non vaccinarsi oggi contro il Covid è esattamente come aver fatto l'antinfluenzale tre anni fa. Chi si è vaccinato nel 2021 e poi non ha fatto i richiami, si trova in questa situazione. Attenzione, quindi, perché per le persone oltre i 70 anni e per i più fragili - avverte il medico - il Covid può rimanere ancora un grave problema che può portare al ricovero per forme veramente impegnative e può portare anche alla morte. Il fatto che diciamo che il Covid non è più un problema per la maggioranza della popolazione, non vuol dire che non lo sia per le persone più anziane e per le persone più fragili - rimarca Bassetti - Spero che chi ha più di 70 anni o è fragile, vada in questi giorni a fare il richiamo vaccinale per il Covid".
INSERITO DA ANGELA CECERE 24 ottobre 2023. Diabete: la Sardegna paga pegno in Europa non solo per il diabete giovanile di tipo 1 - per il quale esiste una predisposizione genetica della popolazione che ne fa il primo paese al mondo dopo la Finlandia -, ma anche per il crescente numero di casi registrati dopo la pandemia di diabete metabolico di tipo 2 legato al sovrappeso, obesità e stili di vita errati. La rete delle cure, le opportunità e urgenze della prevenzione, la necessità della presa in carico precoce per ridurre le conseguenze in termini di mortalità evitabile, sono stati approfonditi in un focus che si è svolto nei giorni scorsi a Cagliari, promosso da Motore Sanità con il contributo incondizionato di Guidotti e Menarini group, al quale hanno partecipato tra gli altri Carlo Doria, Assessore dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza sociale della Regione Sardegna, Carla Cuccu, Consigliera regionale componente della Commissione Sanità, Paola Pisanu, Presidente della Sezione regionale Amd Sardegna, Pierluigi Annis, Presidente Federfarma Sardegna, Nicola Addis, Presidente OMCeO Sassari, Umberto Antonio Nevisco, Segretario FIMMG, Regione Sardegna, Rosangela Pilosu, Presidente SID Sardegna, Carlo Piredda, Referente SIMG, Paolo Serra, responsabile farmacia ospedale di Oristano e Riccardo Trentin, Presidente Federazione Rete Sarda Diabete Ets-Odv. “La Regione Sardegna è consapevole del problema Diabete - ha sottolineato Carlo Doria - oltre a puntare sulla prevenzione e sulle reti di cura tra centri di I, II e III livello per la presa in carico globale, intendiamo istituire un registro dei malati accogliendo la proposta della Consulta diabetologica regionale”. In Sardegna i casi di diabete di tipo 2 sono in notevole crescita, tanto da porsi ai livelli più alti d’Italia rispetto alla popolazione residente con 50 mila pazienti conclamati e circa 30 mila non diagnosticati. “Di questi - aggiunge l’assessore Doria - 10 mila sono seguiti con i sensori glicemici da allargare a tutti gli insulino trattati”. Su questo fronte la Regione segnala anche ingenti investimenti in ricerca e il via a una cell factory per la terapia genica. Le conseguenze del diabete dal punto di vista epidemiologico sono sottovalutate: almeno il 50% delle malattie cardiovascolari sono associate al diabete, il 35 dei pazienti ha insufficienza renale, il 22% ha una retinopatia, il 3% ha problemi di necrosi ai piedi e agli arti, il 23,2% va incontro ad un evento cardiovascolare acuto nel corso della vita. Tutto questo, per chi non ha un efficace controllo glicemico, comporta una riduzione di 7-8 anni di vita media. Le cure per il diabete in Italia incidono per 9,2 miliardi di costi indiretti (8% del fondo sanitario nazionale) e per 11 miliardi di costi indiretti. Ogni paziente diabetico costa 2.800 euro annui al SSN (circa il doppio dei non diabetici), di cui il 90% per complicanze Rosangela Pilosu, Presidente Sid Sardegna, punta invece il dito sull’eccesso di burocrazia e sulla necessità di agire con una presa in carico precoce dei pazienti con prediabete. Uno dei nodi irrisolti è l’aderenza terapeutica e l’accesso ai farmaci innovativi. Poca formazione e pochi medici specialisti diabetologi in Sardegna comportano difficoltà di accesso ai nuovi farmaci per il controllo della glicemia. Oggi esistono molte nuove formulazioni di farmaci, sensori, microinfusori, farmaci SGLT2, ma nonostante il lavoro fatto sui percorsi diagnostico assistenziali e sui piani integrati i risultati sulla presa in carico precoce sono ancora parziali. Paola Pisanu, Presidente della sezione regionale Amd Sardegna, ricorda l’importanza della prevenzione anche per le donne in gravidanza. “Accompagnare le future mamme nella scelta di una dieta sana e all'attività fisica adatta può ridurre il rischio di diabete di tipo 2 nei bambini e rappresenta un impegno precoce nella promozione di uno stile di vita sano, fondamentale per prevenire la patologia”. Nicola Addis, Presidente OMCeO Sassari, ricorda come il diabete sia una malattia subdola che resta silente per molti anni prima che venga diagnosticato. Da qui la centralità della formazione anche dei medici, a fronte dei pochi diabetologi e infermieri dedicati nella rete delle cure regionali e a strutture insufficienti. Incremento degli screening, centri di ricerca per la diabetologia pediatrica, campagne di formazione e informazione per medici e pazienti, più prevenzione e maggiore aderenza alle terapie innovative, promozione di stili di vita corretti puntando su sport e corretta alimentazione, potenziamento dei centri multispecialistici (con il nefrologo, dietista, chirurgo vascolare, oculista, ecc.), le azioni che la Regione sta mettendo in campo per fronteggiare la pandemia Diabete di tipo 2 che si registra nelle varie province.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il maltempo previsto a partire da oggi, martedì 24 ottobre, ha già colpito il centronord della penisola. In Liguria, dove era stata diramata una allerta arancione, è stata interessata da nubifragi e allagamenti in particolare la riviera di Levante ma senza danni significativi. Nel momento di maggiore intensità delle piogge la A12 è stata chiusa temporaneamente tra Rapallo e Recco a causa degli allagamenti e il traffico è andato in tilt. Allerta meteo arancione anche in Toscana per temporali e rischio idrogeologico. Allerta gialla in diverse regioni, tra cui il Lazio e Lombardia, sia per temporali che per rischio idrogeologico e idrico. Allerta meteo, le regioni Le regioni interessate dall'allerta gialla della Protezione Civile sono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Umbria, Piemonte, Trentino Alto Adige e Veneto.
INSERITO DA ANGELA CECERE Asma e Nadir nei giorni scorsi avevano lanciato un appello per poter trovare una sistemazione ragionevole: per mesi la coppia ha vissuto in un’auto, servendosi dei servizi igienici di un bar nelle vicinanze Una situazione drammatica, che per fortuna ha avuto un lieto fine. Un operaio tunisino, costretto a passare le notti in automobile a Padova con moglie e figlie di 4 anni e 10 mesi perché respinto da numerosi proprietari di appartamenti, troverà una casa in affitto grazie all'appello lanciato nei giorni scorsi. La storia di Asma e Nadir La famiglia tunisina, residente a Curtarolo (Padova), ha sempre potuto godere di una relativa stabilità finanziaria, dato che l'uomo è operaio edile con un contratto a tempo indeterminato. Tuttavia, Asma e Nadir non riuscivano a trovare un affitto, data la loro provenienza. Dopo l'appello lanciato dai giornali, sono cominciate ad arrivare offerte, e nel frattempo era stata trovata una soluzione temporanea in un albergo. Ieri mattina una coppia padovana, che vuole restare anonima, ha offerto ospitalità in regola a Nadir, con un'abitazione che sarà data in affitto. Queste sono state le parole che hanno cambiato la loro vita: «Compreremo una casa per voi. Nessuna famiglia dovrebbe vivere in macchina». Nel frattempo si era attivata anche la solidarietà della comunità locale e di quella straniera che vive a Padova. La famiglia si era sistemata momentaneamente di fronte alla chiesa del quartiere Sacro Cuore, con la disponibilità di un bar gestito da cinesi per i servizi igienici. In aiuto alla famiglia tunisina si erano mosse altre amministrazioni del padovano, come quella di Montegrotto, e la Fillea Cgil di Padova, assieme agli avvocati di strada, per ottenere la residenza nel Comune di Padova.
INSERITO DA MORENA MOTTA Il cadavere di un uomo è stato recuperato, mentre un'altra persona risulta dispersa. E' la situazione ad Argenta (Ferrara) dove ieri in tarda serata è crollata una palazzina, probabilmente per l'esplosione di una bombola di gpl. I vigili del fuoco sono a lavoro da ore per cercare l'altro disperso. Il corpo senza vita di un anziano è stato trovato verso le 8 dai vigili del fuoco nel corso delle ricerche avviate ieri notte dopo che l'esplosione di una bombolone di Gpl interrato ha fatto crollare una palazzina a Monestirolo, al confine tra i Comuni di Ferrara e Argenta. Si sta cercando e scavando ancora alla ricerca di una seconda persona che risulta dispersa, una donna. Sul posto interverrà una squadra dei vigili del fuoco di Piacenza con un macchinario speciale dotato di una pinza per macinare e demolire il tetto, pericolante e ormai rischioso per le operazioni di ricerca. Dopo l'esplosione si era sviluppato anche un incendio che ha reso i primi interventi ancora più complessi e urgenti. Complessivamente sul posto stanno operando 43 vigili del fuoco da Ferrara, Portomaggiore e Molinella, le squadre abilitate per ricerca persone da Bologna, Treviso, Rovigo e Venezia. Le unità cinofile di Bologna e Parma e le squadre di movimento terra da Forlì e Piacenza. Ansa
INSERITO DA MORENA MOTTA Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato di aver lanciato un attacco aereo su un complesso sotterraneo appartenente ad Hamas nella moschea di Al-Ansar, a Jenin, in Cisgiordania.
La moschea, secondo quanto reso noto dall'Idf, nascondeva una cellula terroristica che stava organizzando un attacco imminente. Registrate esplosioni anche sugli aeroporti di Damasco e Aleppo.
Secondo un bilancio della Wafa, l'agenzia di stampa ufficiale palestinese, nella moschea sono rimaste uccise due persone. Una terza è stata colpita dall'esercito durante disordini verificatisi nella vicina località di Kabatya. Due altri palestinesi sono stati colpiti a morte nel corso di incidenti avvenuti a Tubas e a Nablus, secondo fonti mediche citate sempre dall'agenzia. Hamas rende noto che il bilancio dei raid compiuti nella notte da Israele sulla Striscia di Gaza è di "oltre cinquanta morti". Due invece le vittime per i bombardamenti all'aeroporto di Damasco: si tratta di due lavoratori che appartenevano al servizio di meteorologia.
Il ministero dell'Edilizia Abitativa di Gaza, citato dall'Ufficio dell'Onu per gli affari umanitari, denuncia che almeno il 42% (164.756) di tutte le unità abitative nella Striscia sono state distrutte o danneggiate dall'inizio delle ostilità. Si stima che gli sfollati nell'enclave palestinese siano 1.400.000 con 566.000 di questi rifugiati in 148 strutture di emergenza designate dall'Unrwa, l'agenzia dei profughi
Il Pentagono, intanto, ha annunciato un rafforzamento della propria presenza militare in Medio Oriente a causa della "recente escalation da parte dell'Iran e delle sue forze affiliate" nella regione. Il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin, ha detto che saranno schierati in tutta la regione "un sistema di difesa antimissile ad alta quota (THAAD) e diverse batterie di missili terra-aria Patriot" e altri mezzi militari sono stati collocati in uno stato di "pre-schieramento".
Ieri l'arrivo dei primi aiuti
Poche ore di apertura poi subito la chiusura: dal valico di Rafah con Gaza per la prima volta, sono entrati i camion degli aiuti umanitari. Ma non le persone che restano intrappolate nella Striscia senza nessuna possibilità di uscita. Sono distanti circa 40 chilometri dal nord dell'enclave palestinese dove è sempre più vicino l'ingresso via terra dell'esercito israeliano. Il portavoce militare ha detto che le truppe, sia quelle già in servizio sia i riservisti, stanno continuando i preparativi per la "prossima fase della guerra, inclusa l'operazione di terra". In questi giorni - ha spiegato - sono stati "approvati i piani per le attività operative" e i soldati "sono schierati sul campo". E il capo di stato maggiore dell'esercito Heri Halevi è stato ancora più chiaro: "Entreremo a Gaza. Inizieremo una missione operativa e professionale per distruggere gli agenti di Hamas, le infrastrutture di Hamas". "Entreremo e terremo in mente anche le immagini, le scene e i caduti dello Shabbat di due settimane fa", ha aggiunto riferendosi ai massacri compiti nell'attacco di sabato 7 ottobre.
Non appare esserci dunque più alcuna resistenza all'avvio dell'operazione nonostante alcune pressioni internazionali per un contenimento della reazione israeliana. La premier Giorgia Meloni - arrivata questa sera a Tel Aviv dall'Egitto dove ha partecipato alla Conferenza di pace promossa dal presidente al Sisi e schierata a fianco di Israele - ha avvertito che "di fronte ad azioni", come quelle di Hamas, "uno Stato è pienamente legittimato a rivendicare il proprio diritto alla difesa, all'esistenza, alla sicurezza dei propri cittadini e confini". "Ma - ha sottolineato - la reazione di uno stato non può e non deve mai essere motivata da sentimenti di vendetta". Dal valico di Rafah, la cui apertura è stata ottenuta faticosamente dopo 15 giorni di guerra, sono passati 20 camion, mentre sono stati 30 quelli palestinesi che, caricate le merci dall'altra parte del confine, si sono diretti verso i punti di distribuzione approntati dall'Unrwa (l'agenzia dell'Onu per i profughi) e dalla Mezzaluna Rossa. Israele ha fatto sapere "che non colpirà le zone sicure a Gaza dove viene distribuito l'aiuto umanitario a meno che da quelle stesse zone non siano lanciati razzi verso il territorio dello stato ebraico. "Sono - ha specificato - zone sicure. Abbiamo un sistema per cui se una area è in una zona sicura, dichiariamo quella stessa zona 'sicura'. E non l'attaccheremo". Fatto sta che questa prima 'goccia nel mare' magno delle necessità per la stremata popolazione della Striscia non appare per nulla sufficiente. Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, ha denunciato che "la popolazione di Gaza ha bisogno di un impegno per molto di più: una fornitura continua di aiuti nella misura necessaria. Stiamo lavorando senza sosta con tutte le parti interessate per realizzarlo". Poi dalla Conferenza di pace del Cairo ha invocato "una tregua umanitaria" vista "la catastrofe umanitaria". "Aldilà del confine - ha insistito - ci sono due milioni di persone tra cui bambini che necessitano di aiuti". La sensazione sul campo del conflitto è che si sia ad una svolta: Israele sta aumentando gli attacchi sulla Striscia per preparare il terreno rendendolo il più possibile sicuro all'ingresso via terra delle truppe. Ad essere prese sempre più di mira non solo le strutture di Hamas e della Jihad ma anche i capi delle fazioni palestinesi. In un raid è stato ucciso, insieme alla moglie e ai membri della sua famiglia, Talal al Hindi uno dei comandanti dell'ala militare di Hamas, le Brigate al Qassam. Ma - sul piano politico e militare - resta ancora aperto il rebus degli ostaggi israeliani in mano di Hamas. Il rappresentante dell'organizzazione a Beirut, Osama Hamdan, ha fatto sapere all'ANSA che "ci sono contatti in corso" con i mediatori arabi "Egitto e Qatar", per la liberazione di altri ostaggi civili dopo le due cittadine Usa rilasciate ieri. "Lavoriamo - ha aggiunto un portavoce di Hamas - con tutti i mediatori per chiudere il dossier dei civili appena le condizioni di sicurezza saranno opportune". Ma non per la liberazione dei soldati: "Fino a quando sarà in corso l'aggressione nemica di questo non trattiamo", ha rimarcato Hamdan. Ma Israele ha fatto scivolare le affermazioni in un gelido silenzio. L'esercito ha intanto aggiornato il numero degli ostaggi: sono 210 sia militari sia civili, tra cui donne, minori e anziani. "Quella - ha detto il portavoce militare - è la priorità di Israele". Mentre al nord di Israele si aggrava la tensione il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha sottolineato che Hezbollah pagherà "una alto prezzo" per aver "deciso di partecipare ai combattimenti". Dal quel fronte continuano i lanci verso il territorio dello stato ebraico, mentre verso il sud ed il centro del Paese (anche su Tel Aviv) continua anche il lancio di razzi da Gaza. L'esercito ne ha contati circa 7.000 e di questi 550 sono ricaduto all'interno dell'enclave palestinese: ovvero uno su 5. Il bilancio dei morti continua a salire: a Gaza sono 4.385, di cui 1.756 minori e 976 donne mentre i feriti sono 13.561. In Israele le cifre riferiscono di circa 1.500 morti, di cui 307 soldati. ANSA