Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Danilo Restivo, 51 anni, è stato condannato a 30 anni di carcere per l'omicidio di Elisa Claps, la studentessa 16enne di Potenza scomparsa nel 1993 e i cui resti mummificati furono ritrovati il 17 marzo 2010 nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità del capoluogo lucano grazie alla segnalazione di alcuni operai che stavano riparando una perdita d'acqua. L’uomo è stato ritenuto colpevole anche dell’omicidio di Heather Barnett, donna di 48 anni che il 12 novembre 2002 venne trovava morta nella casa di Charminster, nei pressi di Bournemouth, tanto da essere condannato a ben 70 anni di reclusione (ed è ancora lontano dallo scontare tutta la sua pena).
INSERITO DA ANGELA CECERE Dopo il passaggio della perturbazione che tra martedì e mercoledì interesserà le nostre regioni centro-meridionali, un nuovo fronte atlantico - spiega 3B Meteo - si preparerà ad entrare in azione sull'Italia a partire dal Nordovest Gli effetti della tempesta Domingos sull'Italia dureranno ancora qualche ora. E anzi, in realtà, nelle ultime ore si è già aperta una parentesi più stabile che caratterizza l'avvio della settimana con sole prevalente su diverse zone del Paese. Tuttavia il flusso umido atlantico è sempre attivo sull'Europa centro-settentrionale e ben presto si farà sentire anche sulle nostre regioni, con nuove nubi e piogge. Direttamente esposte - spiega 3B Meteo, le regioni tirreniche, dove già nel corso della giornata di ieri si è visto un aumento della nuvolosità con qualche pioggia tra pomeriggio e sera su Toscana, Umbria e Lazio, oltre che in Sardegna. È stato il preludio ad un peggioramento più organizzato che si concretizzerà tra martedì e mercoledì al Centro-Sud, alle prese con il transito di un fronte foriero di piogge e rovesci anche temporaleschi. Meno coinvolte invece le regioni settentrionali, salvo qualche disturbo su Alpi e parte del Nordest. Meteo martedì, nubi e piogge al Centro Al Nord ampie schiarite al Nordovest, addensamenti già al mattino su alta Lombardia, Trentino e Friuli VG, con piogge e rovesci in attenuazione da ovest in giornata e con tendenza a schiarite in propagazione fino all'estremo Nordest in serata. Deboli nevicate sulle Alpi dai 1800m. Condizioni più soleggiate invece al Nordovest. Al Centro, spiega 3B Meteo, nubi e piogge fin dal mattino su bassa Toscana, Lazio, Umbria e interne adriatiche, in estensione in giornata fino alle coste di Marche e Abruzzo, seppur più attenuate. Maggiori schiarite invece sull'alta Toscana. Tra il pomeriggio e la sera fenomeni in attenuazione su Toscana, Umbria, Marche e alto Lazio con schiarite, ancora qualche pioggia tra basso Lazio e Abruzzo. Al Sud inizialmente soleggiato, ma con tendenza a peggioramento in giornata su alta Campania, alta Puglia ed ovest Sicilia con piogge e qualche temporale entro sera sul Tirreno. Rimangono condizioni soleggiate e asciutte sul resto della Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia centro-orientale. In Sardegna nuvoloso con piogge sparse più frequenti sulle zone centro-meridionali. Venti moderati da sudovest. Temperature in calo sulle regioni centrali. Mercoledì rovesci al Sud Al Nord tempo in prevalenza soleggiato, ma con foschie e nebbie nelle ore mattutine in Val Padana. In serata nubi in aumento in Liguria. Al Centro tornano ampie schiarite, salvo residui addensamenti al mattino su basso Lazio e basso Abruzzo, con piovaschi in rapido esaurimento e schiarite in arrivo. In serata nubi in aumento sull'alta Toscana. Al Sud piogge e rovesci diffusi sin dal mattino sui settori peninsulari e sul nord della Sicilia, in estensione al resto della Sicilia e alla Calabria ionica in giornata. Attesi fenomeni localmente forti al mattino sul Salento, al pomeriggio su Calabria tirrenica e Messinese. In giornata però tendenza ad attenuazione dei fenomeni, con schiarite a partire da Campania e medio-alta Puglia. In Sardegna ampie schiarite, alternate ad un po' di variabilità sul versante occidentale. Venti moderati o tesi occidentali tendenti a disporsi da nordovest. Temperature in calo al Sud. Il nuovo fronte atlantico Dopo il passaggio della perturbazione che tra martedì e mercoledì interesserà le nostre regioni centro-meridionali, un nuovo fronte atlantico - spiega 3B Meteo - si preparerà ad entrare in azione sull'Italia a partire dal Nordovest. Le condizioni andranno rapidamente peggiorando giovedì su Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, con piogge in intensificazione e in rapida propagazione verso est, fino al Friuli VG entro sera. Contemporaneamente la perturbazione raggiungerà anche Sardegna e settori tirrenici centro-settentrionali, mentre rimarranno in condizioni più stabili quelli adriatici e il Sud in genere. Fenomeni localmente intensi In tale circostanza i fenomeni potranno risultare localmente intensi, specie su Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia e Toscana. Sulle Alpi tornerà a nevicare già a partire da quota 1100/1300m circa, ma anche sulle vette dell'Appennino centro-settentrionali le precipitazioni assumeranno carattere nevoso, mediamente oltre i 1800m. Venerdì forte instabilità sulle regioni tirreniche Venerdì la perturbazione si concentrerà al Centro-Sud, coinvolgendo più direttamente le regioni del versante tirrenico con piogge e temporali localmente anche forti e nevicate sull'Appennino centro-settentrionale. Maggiore variabilità invece sulle regioni settentrionali, grazie all'allontanamento del fronte verso sud, comunque con qualche fenomeno sparso ancora possibile e locali spruzzate di neve sulle Alpi. Domenica una nuova perturbazione Sabato la perturbazione comincerebbe ad allentare la presa al Centro-Sud, dove i fenomeni tenderebbero ad attenuarsi lasciando spazio a graduali schiarite, mentre al Nord si dovrebbe assistere ad una pausa più soleggiata. Potrebbe durare poco però, visto che una nuova perturbazione sembrerebbe entrare in azione domenica, anche se con i dati disponibili fino ad ora potrebbe puntare soprattutto le regioni centro-meridionali. Ma vista la distanza temporale la tendenza potrebbe subire modifiche, vi consigliamo quindi di seguire i prossimi aggiornamenti.
INSERITO DA ANGELA CECERE Ha cinque mesi e l'hanno salvato un trapianto di un cuore proveniente dalla Germania, seppure non compatibile come gruppo sanguigno, e un nuovo tipo di macchina cuore-polmone utilizzata per la prima volta in pediatria. Abbattendo così un altro ostacolo nell'utilizzo di organi salvavita. Si tratta di un bimbo di Torino, nato con una grave cardiopatia congenita, un cuore con un solo ventricolo, che non riusciva a funzionare correttamente. L'intervento L'équipe di cardiochirurgia pediatrica e delle cardiopatie congenite, diretta da Carlo Pace Napoleone, dell'ospedale Regina Margherita della Città della salute di Torino, ha tentato con due interventi di stabilizzare la situazione, che però alla fine è precipitata. A questo punto è stata utilizzata una nuova macchina per l'Ecmo (Extra-Corporeal Membrane Oxygenation), l'EcmoLife, che ha consentito al piccolo di sopravvivere fino all'arrivo di un cuore. La macchina ha permesso di tenere in vita il bimbo per otto giorni, finché è arrivato l'organo dalla Germania, accettato, vista l'emergenza, nonostante fosse di un gruppo sanguigno incompatibile. Tentare l'operazione in una situazione differente sarebbe stato impossibile ma il bambino ha meno di un anno e, dunque, un sistema immunitario meno sviluppato, che gli ha permesso di accettare il cuore, senza reagire all'incompatibilità, come invece avrebbe fatto quello di un adulto. L'intervento è durato circa otto ore ed è tecnicamente riuscito. Il paziente resta ricoverato nella terapia intensiva cardiochirurgica, afferente alla rianimazione pediatrica, diretta da Simona Quaglia. La macchina La nuova macchina, l'EcmoLife, prodotta dalla ditta Eurosets di Medolla, in provincia di Modena, in grado di sostituire temporaneamente le funzioni del cuore e del polmone, si presenta come rivoluzionaria, in quanto dotata di un avanzatissimo sistema di monitoraggio che permette una continua verifica dell'efficacia del trattamento. È caratterizzata da una pompa centrifuga che riproduce la funzione meccanica del cuore, con un sistema che evita inoltre il generarsi di calore che danneggerebbe le cellule del sangue. Si tratta di un dispositivo all'avanguardia, progettato da un team di ingegneri italiani, destinato in anteprima alla cardiochirurgia pediatrica del Regina Margherita. Nel corso dell'anno sono stati eseguiti sette trapianti di cuore in questo ospedale, un dato in costante aumento, che pone il centro ai primi posti in Italia. La possibilità di sfruttare le sinergie garantite dalla presenza, all'interno del dipartimento di patologia e cura del bambino 'Regina Margherita', diretto dalla Franca Fagioli, di medici e di operatori sanitari competenti in tutte le specialità pediatriche, garantisce oltre al numero di trapianti anche qualità assistenziale, alla base dei risultati di sopravvivenza dei piccoli pazienti.
Strade chiuse nel Pistoiese per l'esondazione di un torrente
A Montale, comune del Pistoiese, disposta la chiusura nella notte di alcune strade perchè, come comunicato dal sindaco Ferdinando Betti in un messaggio postato su Fb intorno alle 2, stava «tracimando» il torrente Agna, responsabile delle esondazioni avvenute il 2 novembre nella zona industriale e della stazione. Il sindaco ha anche rivolto un appello a non passare dalle strade chiuse e a non rimuovere le transenne posizionate.
Montale è uno dei tre comuni - gli altri sono Prato e Montemurlo - dove ieri sera sono scattate evacuazioni preventive in previsione della nuova ondata di maltempo: l'area interessata dall'ordinanza quella della stazione per chi abita ai piani terreni o interrati e non ha possibilità di salire a piani superiori.
Il sindaco di Quarrata: salite ai piani alti
«A causa delle forti piogge cadute sulle zone già alluvionate, la situazione sulla Stella al ponte Torto è molto critica. Si avverte la popolazione di salire ai piani alti degli edifici e di non scendere assolutamente in strada». Lo comunica su Fb Gabriele Romiti, sindaco di Quarrata, in provincia di Pistoia, tra quelli già colpiti dalle esondazioni che hanno interessato la Toscana il 2 novembre. «Si prevedono problemi anche per il vento forte: se potete, non mettetevi in viaggio», aggiunge.
dal nostro inviato MONTEMURLO (PRATO) «Lo vede? Ho una voragine nel pavimento. Perché qui l'acqua mica è arrivata da fuori, dal torrente che è esondato, è proprio salita da sotto, è esplosa. Abbiamo sentito "vrooom", come uno tsunami. Ha presente? Come si vede nei film. Con mia figlia siamo saliti sopra, al primo piano. Ora stiamo aspettando i vigili del fuoco che ci devono dire se la casa è agibile». Leandro Salvatori ha 69 anni, un tempo la sua famiglia gestiva un piccolo "generi alimentari" a Bagnolo, frazione di Montemurlo, provincia di Prato.
INCUBO
Bagnolo è anche il nome del torrente di cui sopra, quello che è uscito degli argini, distruggendo perfino l'idrovora che avrebbe dovuto limitare i danni. Montemurlo - due morti, centinaia di case invase dal fango, un'altra frazione, Oste, ancora con l'acqua alta - è un brulicare di tantissimi giovani e meno giovani venuti dalle zone vicine a dare una mano con i badili. Al Bar Ristorante La Torre, dopo avere ripulito il locale, si sono messi a preparare pasti caldi e li portano gratuitamente agli anziani che non vogliono lasciare le loro case, assediate dai detriti, anche se manca il gas. Se durante il giorno spunta anche il sole, alle 20 il sindaco di Montemurlo, Simone Calamai, fa capire che sta arrivando ancora la pioggia. Diffonde un appello molto fermo: «Dalle 20 si rende necessario disporre che gli abitanti delle frazioni di Oste, Popolesco e Santorezzo lascino la propria abitazione se abitano ai piani terra o in seminterrati o vadano ai piani più alti». Sono le 20.30 quando il governatore della Toscana, Eugenio Giani, conferma: «Durante il giorno per fortuna in molte aree il livello dell'acqua si è abbassata. Ma per la notte ci aspettiamo forti precipitazioni. Se riusciamo a resistere, poi la situazione migliorerà». Viaggiando in Toscana il presidente Giani ha constatato due effetti devastanti della tempesta di giovedì: in collina alcuni corsi d'acqua hanno letteralmente modificato il loro percorso; sul litorale, in provincia di Pisa, ma anche in Versilia e nel Livornese, sono stati trascinati via gli scogli che proteggono dalla forza delle onde che così minacciano stabilimenti e negozi.
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Ma torniamo al mattino. Non molto lontano da Montemurlo, a Firenze, nella sede della Regione, al termine di un sopralluogo con il governatore della Toscana, Eugenio Giani, il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, aveva spiegato che l'emergenza non è finita e che si sta giocando su due tavoli.
Il primo punta ad aiutare chi è ancora in difficoltà e a restituire una parvenza di normalità alle aree della Toscana colpite dall'alluvione di giovedì sera. Ieri mattina c'erano ancora 9.000 utenze senza corrente elettrica, in serata sono state dimezzate. Il secondo deve prevenire altre tragedie, visto che nella notte sono attese altre forti precipitazioni. «Procederemo a evacuazioni preventive di chi è rimasto in zone a rischio. Capisco che abbandonare la propria casa è sempre doloroso, ma dobbiamo pensare alla sicurezza. Ad agire saranno i sindaci» spiega Curcio. Detto di Montemurlo, anche il Comune di Prato, nella zona occidentale della città, ha deciso di evacuare parte di un quartiere: 191 persone di oltre 65 anni e disabili devono lasciare le loro case se non hanno la possibilità di mettersi al sicuro ai piani alti.
E se allarghiamo l'inquadratura sull'Italia intera, emerge che l'assedio del maltempo prosegue. Dalla Protezione civile hanno diramato un nuovo bollettino: «Allerta arancione in Emilia-Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Liguria. Allerta gialla in 15 regioni. Ancora piogge, temporali e vento forte su gran parte dell'Italia». Ma è proprio il sistema dei colori che sembra avere dei limiti. L'altro giorno a Campo Bisenzio molti cittadini hanno raccontato: nessuno ci ha avvertito dell'apocalisse in arrivo, se siamo riusciti a metterci in salvo è solo per il passaparola, non per gli avvertimenti delle istituzioni. Alcuni ragazzi ieri a Montemurlo erano più fatalisti. Dice Raffaele Paci, mentre tenta di liberare dal fango il piano terra della sua casa che si trova proprio di fianco al torrente Bagnolo: «Guardi, ciò che è successo è stato talmente senza precedenti, che non so davvero se sarebbe stato possibile avvertire la popolazione. Il torrente è piccolo, ma in poco tempo si è trasformato, era enorme, trascinava anche detriti e arbusti».
RIFORMA
Secondo il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, che è anche presidente dell'Anci Toscana, bisognerebbe indicare delle procedure chiare da seguire sulla base dei colori, perché altrimenti il sistema è poco utile, magari un Comune agisce in un modo, quello vicino in un altro: «Non lasciate soli i sindaci». Curcio: «Al di là di quello che è accaduto qui se ci sarà bisogno di rivedere il sistema di allertamento e i codici colori lo faremo nei tavoli opportuni. In questo momento non credo che sia l'elemento fondamentale». LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Monia "Mia" Bortolotti è in carcere da sabato mattina con l'accusa di dupliceinfanticidio. Le sue piccole vittime, i figli Alice e Mattia, morti rispettivemante a 4 e 2 mesi a distanza di un anno l'una dall'altro. I neonati sarebbero stati soffocati dalla madre nella loro casa diPedrengo, Bergamo. Alla luce delle indagini assume ora una diversa connotazione un episodio accaduto poche settimane prima della morte di Mattia: la mamma potrebbe aver provato ad ucciderlo già in un'altra occasione, quando il bimbo era nato da appena un mese.
Nel settembre 2022, scrive il Corriere di Bergamo, Mia Bortolotti, nata in India e cresciuta a Gazzaniga da genitori italiani che l'hanno adottata, chiamò il compagno Cristina Zorzi per dirgli che il piccolo Mattia non respirava più, era cianotico. Un deja-vu dell'orrore per l'uomo, 52 anni, che già l'anno prima aveva visto morire la piccola Alice. Ma l'appuntamento con la morte, quel giorno, fu rimandato dai medici dell'ospedale Papa Giovanni XXIII che salvarono il piccolo e lo dimisero in perfetta salute. Alla luce delle indagini che hanno portato all'arresto della 27enne, i carabinieri della Sezione operativa della compagnia di Bergamo ritengono che quello fu un primo tentativo da parte della madre di uccidere il figlioletto. LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Alessandro Frateschi, insegnante e diacono, avrebbe commesso violenza sessuale nei confronti di alcuni studenti minorenni «Quando sono arrivato ha spento la televisione e mi ha fatto spogliare. Io tentennavo e gli dicevo: sono troppo piccolo per queste cose. Ma lui mi diceva di stare tranquillo». E' il racconto inquietante di un ragazzino di 14 anni ai magistrati, vittima di un professore di religione, Alessandro Frateschi, arrestato a Latina con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di minori e dei suoi studenti. Chat a luci rosse Secondo Repubblica, l'insegnante, anche diacono in una parrocchia di Terracina e collaboratore di una casa famiglia, avrebbe molestato con insistenza gli studenti del liceo scientifico Majorana, inviando loro chat, il cui contenuto è al vaglio degli inquirenti, che hanno disposto gli arresti domiciliari, mentre il vescovo Mariano Crocetta ha revocato l’idoneità all’insegnamento. Accusato dagli studenti Alcuni dei suoi studenti lo accusano di aver inviato messaggi tramite Instagram, il cui tono diventava sempre più spinto e molesto. Uno dei minori ha raccontato anche che il diacono spesso si avvicinava per cingere i fianchi e le gambe delle vittime, una pratica che metteva a disagio, e che non tutte le vittime avrebbero avuto il coraggio di rifiutare. Materiale pedopornografico L’indagato deteneva anche una grande quantità di materiale pedopornografico, disegni, realizzati utilizzando minori di anni 18 intenti a compiere o subire pratiche e atti sessuali». Il materiale è stato scoperto durante le perquisizioni in seguito alla seconda denuncia. LEGGO.IT
INSERITO DA ANGELA CECERE La super tempesta Ciaran che sta duramente colpendo l'Europa occidentale e l'Italia, avrà un ruolo importante anche nell'evoluzione del weekend. Il Ciclone resterà in auge sul mare del Nord fino alla giornata di sabato quando sarà letteralmente tamponato da un altra profonda tempesta in arrivo dal Mare del Labrador e con la quale si fonderà per creare un "unicum" depressionario. Naturalmente anche l'Italia risentirà di questa situazione con nuove intense precipitazioni attese su diverse regioni. Così, mentre i residui della perturbazione legata a Ciaran lasceranno il Sud, un nuovo fronte dalle caratteristiche quasi analoghe (meno intenso) inizierà a colpire il Nord e parte del Centro. Andiamo a vedere nel dettaglio le previsioni degli esperti di 3BMeteo per il weekend.
INSERITO DA ANGELA CECERE Alessandra studia a Enna e torna a casa ogni giovedì, spendendo circa 120 euro di aereo tra andata e ritorno Vivere sospesi. È un po' il destino dei Millennial, che fanno a pugni con il mondo del lavoro e la vita dei nuovi anni Venti, che molto spesso non ripaga anni di studi e sacrifici. Alessandra Parello ha 30 anni. È originaria di Favara (Agrigento), ma vive e lavora a Milano. Almeno, dal lunedì al giovedì, quando è in classe a Cinisello Balsamo dove ricopre l'incarico di insegnante di sostegno. Poi, il giovedì sera, prende un aereo e torna a casa. Motivo? Studia a Enna, perché a Milano (ma anche a Bergamo) non c'è posto. Ecco cosa ha raccontato. Alessandra insegnante pendolare tra Milano e Enna «Mi sono trasferita a Cinisello 9 anni fa. Ho lavorato su posto comune, ma dall’anno scorso mi sono dedicata al sostegno e ho capito che è questa la mia strada - dice al Corriere della Sera -. Guardando i bandi delle università milanesi però sono stata presa dallo sconforto: è difficilissimo entrare, conosco colleghi in attesa da anni e io non volevo mettere in pausa la mia vita ancora a lungo. La mia scelta è pesante, dal punto di vista fisico e mentale, e costosa. Ma ne vale la pena per avere una stabilità, sia professionale che per i miei alunni: ho pensato ai loro occhi felici quando raggiungono un traguardo. E non ho avuto più dubbi. Nel 2022 ho sostenuto le prove, sono stata ritenuta idonea ma non tra i primi 240. Ho quindi dovuto aspettare ancora un anno I costi della vita Ma come fa a vivere con questi ritmi? «Studio dopo cena e in ogni ritaglio di tempo», dice. E i costi? «Cerco i voli aerei che costano meno. Adesso la media per andata e ritorno è 100-120 euro, moltiplicati per 4 volte al mese. A settembre era il doppio. Il bus per Orio costa 12 euro, quello per Malpensa 10. Per Linate uso il metrò. Per il bus da Catania a Favara sono altri 14 euro». Il tutto con uno stipendio di «1.300 euro». L'affitto, invece, le costa «750 euro», una spesa alla quale «pensano i miei genitori. Sono stata la prima a partire per Milano. Poi, negli anni, anche loro hanno trovato lavoro qui. Senza stabilità economica non posso andare a vivere da sola», ha detto.
DI MICHELE PAPPACODA Continua a preoccupare la piena del Lago di Como. La pioggia che continua a cadere ha ingrossato ancora di più il Lario con l'acqua che è arrivata a lambire le passerelle dell'attracco delle barche.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tutti gli aggiornamenti in diretta Commando Usa in Israele per aiutare liberazione ostaggi Decine di commando statunitensi sono giunti in Israele negli ultimi giorni per aiutare nelle operazioni di liberazione dei 240 ostaggi catturati da Hamas e trattenuti a Gaza. Lo ha riferito la scorsa notte la televisione pubblica Kan citando fonti nel Pentagono. La emittente ha aggiunto che l'Fbi, il Dipartimento di Stato ed esperti Usa in trattative su ostaggi sono già in contatto con la controparte israeliana per offrire consigli. 1 ora fa Qatar trova accordo per liberare altri ostaggi Il Qatar ha raggiunto un accordo con Egitto, Israele e Hamas - in coordinamento con gli Stati Uniti - per la liberazione dalla Striscia di Gaza, tramite il valico di Rafah con l'Egitto, di un numero imprecisato di ostaggi con doppia nazionalità e altri in gravi condizioni di salute. Lo riferiscono media panarabi citando fonti vicine ai negoziati in corso tra le parti.Undici soldati israeliani uccisi nel nord della Striscia Undici soldati israeliani sono morti nel nord della Striscia di Gaza in seguito all'esplosione di un missile anti carro. Le vittime hanno da 18 a 24 anni di età. Sempre ieri, altri due soldati israeliani sono rimasti uccisi in operazioni, di cui non sono stati forniti dettagli, nella Striscia.Gaza di nuovo senza internet La società di telecomunicazioni palestinese Paltel ha fatto sapere su X che c'è un'altra «completa interruzione di tutte le comunicazioni e dei servizi Internet con la Striscia di Gaza». «Cari cittadini della nostra amata patria, - si legge nel post - siamo spiacenti di annunciare la completa interruzione di tutte le comunicazioni e dei servizi Internet con la Striscia di Gaza, a causa della nuova interruzione delle rotte internazionali precedentemente ricollegate.
Gaza ha perso l'accesso a Internet venerdì scorso ma le linee erano state successivamente ripristinate.
"Truppe di Israele a sud di Gaza City"
A sud della città di Gaza le truppe israeliane stanno ancora cercando di tagliare l'autostrada principale di Gaza e la strada parallela lungo la costa mediterranea. Lo riferiscono alcuni testimoni, secondo quanto riporta il Guardian. Zaki Abdel-Hay, un abitante della zona, ha detto all'Associated Press che le persone hanno paura di avventurarvisi. «La gente è molto spaventata. I carri armati israeliani sono ancora vicini», ha detto al telefono, aggiungendo che vicino alla strada si sentiva «il fuoco costante dell'artiglieria». L'esercito israeliano ha poi pubblicato su Telegram delle foto relative all'operazione di terra in atto.
Nelle immagini i crateri sono evidenti. Il campo profughi di Jabalya, nel Nord della Striscia di Gaza, nel pomeriggio è stato bombardato da un attacco aereo. Un testimone alla Cnn: «Stavo aspettando in fila per comprare il pane quando all’improvviso sette-otto missili sono stati lanciati da un F-16 sul quartiere di al-Yafawiya nel campo profughi». Il Ministero della Sanità palestinese accusa l’esercito israeliano e parla di 50 vittime e 350 feriti. Nei video diffusi si vedono i soccorsi, la disperazione, i feriti portati nel vicino ospedale indonesiano.
SCENARI
Il pensiero va subito al precedente dell’ospedale al-Ahli: inizialmente Hamas aveva parlato di 500 morti, quando il giorno successivo sono state diffuse le foto è stato chiaro che l’esplosione aveva interessato il parcheggio (dove comunque c’erano molti rifugiati) e la cifra è stata ridimensionata; soprattutto, ha preso forza la tesi che a causare i morti sia stato un errore nel lancio di un razzo della Jihad islamica. Su quanto successo al campo profughi di Jabalya però lo scenario sembra differente. Premessa: Fatah, il partito del presidente palestinese Abu Mazen non certo amico di Hamas, annuncia una «giornata di rabbia» in Cisgiordania dopo il bombardamento. Nel tardo pomeriggio l’Idf (forza armate israeliane) non ha negato di avere agito nell’area, ma ha fornito un’altra versione: «Sotto il comando della Brigata Givati abbiamo preso il controllo di una roccaforte militare di Hamas nella parte occidentale di Jabalya, nel Nord della Striscia di Gaza. Nelle operazioni di terra sono stati eliminati circa 50 terroristi». Secondo gli israeliani le strutture erano utilizzata dal battaglione “Hamas Jabalya” per l’addestramento in preparazione alle operazioni terroristiche. «Sul posto sono presenti infrastrutture di tiro e tunnel del terrore che vengono utilizzati, tra le altre cose, per consentire ai terroristi di spostarsi verso la zona costiera. Contengono anche molte armi. Le forze sul campo hanno localizzato e distrutto pozzi di tunnel, armi ed equipaggiamento militare». Ibrahim Biari, comandante del battaglione Jabalya di Haamas, coinvolto nell’omicidio di 13 israeliani, è stato ucciso. Successivamente però è stato ammesso che tra le vittime ci sono anche molti civili. Un portavoce dell’Idf, Richard Hecht, alla Cnn: «Il comandante di Hamas che abbiamo eliminato si nascondeva, come fanno loro, tra i civili. Questa è la tragedia della guerra, per questo ripetiamo l’appello a spostarsi a Sud». Prima della guerra nel campo di Jabalya vivevano in 116mila, in un’area di 1,4 chilometri quadrati. Ieri è stata diffusa anche la notizia di un altro campo profughi bombardato, a Nuseirat: lo scrive l’agenzia di stampa palestinese Wafa, che parla di 15 vittime. I civili palestinesi stanno vivendo in condizioni disperate, sotto assedio. Ogni giorno rischiano di essere vittime in una guerra che ormai si combatte strada per strada ma anche caratterizzata dai bombardamenti israeliani. Ecco, ieri è stata molto discussa una dichiarazione di un dirigente di Hamas. In Israele, quando da Gaza (come sempre succede ogni giorno dal 7 ottobre) lanciano razzi, i cittadini corrono nei rifugi e si mettono al sicuro. Sotto la Striscia c’è una rete di 500 chilometri di tunnel costruiti da Hamas: perché non vengono usati per proteggere i civili palestinesi quando ci sono i bombardamenti?
La risposta di Abu Marzook, alto funzionario di Hamas, a una tv non certo ostile (la russa Rt) è un manifesto del cinismo dell’organizzazione: «Abbiamo costruito questi tunnel per Hamas, per proteggerci da attacchi o uccisioni.
I civili? Ci deve pensare l’Onu». «Ci sono feroci combattimenti strada per strada. Combatteremo nei tunnel, nei vincoli, ovunque sia necessario» ripetono dall’Idf. L’avanzata delle forze armate israeliane via terra ormai sta puntando anche alla città di Gaza, dunque sta entrando nel cuore della parte settentrionale della Striscia. L’obiettivo è di fatto tagliare in due il territorio, dividendo il Nord dal Sud. Spiegano i funzionari della Difesa: nella Striscia sono entrati centinaia di carri armati e veicoli blindati, due divisioni corazzate e di fanteria, si avanza anche con i bulldozer per abbattere le postazioni di Hamas. Secondo il corrispondente di Al Jazeera (canale del Qatar) Aj Safwat Kahlout, «i tank israeliani sono dentro Gaza City, hanno attraversato il villaggio di Beit Lahiya. Ora si stanno posizionando su al-Nazr Street, una delle strade principali di Gaza City». Le vittime tra i palestinesi sono oltre 8mila, molti civili, molti minori. Ci sono perdite anche tra i soldati israeliani, ufficialmente 317: ieri è stata diffusa la foto di due militari ventenni caduti a Gaza, il sergente Lavi Lipshitz, e il sergente maggiore Roei Wolf. Il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant: «L’esercito sta ottenendo significativi risultati ma sta pagando un duro prezzo».
ALLARGAMENTO
A Sud, vicino al valico di Rafah, l’Egitto ha posizionato diversi tank. L’obiettivo è evitare un flusso di rifugiati palestinesi dalla Striscia di Gaza, anche se sarà consentito curare i feriti. Ma una nuova minaccia per Israele arriva dall’estremità meridionale della penisola araba: lo Yemen. I ribelli filo iraniani Houthi hanno rivendicato i lanci di razzi e droni contro Israele (uno è caduto in Giordania). Il portavoce militare Houthi Yahya Saree ha detto in tv «che ci saranno altri attacchi simili per aiutare i palestinesi a vincere». Di fatto i ribelli Houthi, che controllano la Capitale yemenita, hanno dichiarato guerra a Israele. Il portavoce del Consiglio di sicurezza americana, John Kirby: «Non vogliamo che il conflitto si allarghi».