Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
DI MORENA MOTTA Tragico incidente all'alba a Chioggia, in provincia di Venezia. Un uomo è stato travolto e ucciso questa mattina alle 7 da un camion della raccolta rifiuti che stava facendo retromarcia Il mezzo, uno dei più nuovi della multiutility Veritas, stava operando presso un cassonetto dei rifiuti collocato tra la sede del Comune e un ristorante.
Alla guida del mezzo un autista con 30 anni di servizio
Alla guida - riferisce l’azienda - c'era un autista esperto di 50 anni, con una trentina di anni di servizio. Mentre eseguiva la manovra di avvicinamento al cassonetto in retromarcia, e controllava l’operazione sulla telecamera di bordo - riferisce sempre l’azienda - l’autista ha sentito un colpo e si è accorto di aver investito l’uomo, probabilmente sbucato all’improvviso dalla recinzione di un cantiere che si trova in quella zona.
Immediato arrivo dei soccorsi
L’autista ha bloccato il camion, è sceso e ha chiamato immediatamente i soccorsi. L’uomo ancora respirava, ma successivamente è deceduto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi. Il camion è stato portato nel deposito di Veritas.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Mentre sul rogo che a Bologna ha ucciso la 32enne Stefania Alexandra Nistor e i suoi tre figli proseguono gli accertamenti degli investigatori, emergono alcuni dettagli sulle circostanze che hanno provocato la tragedia. A quanto pare, infatti, nell'appartamento faceva molto freddo perché il riscaldamento non funzionava. E così la donna sarebbe stata costretta ad accendere la stufetta elettrica che poi ha provocato l'incendio. Secondo il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Bologna, Calogero Turturici, citato dal Corriere della Sera, "Nel condominio l’impianto di riscaldamento è centralizzato. Non sappiamo se non funzionasse in tutto lo stabile, ma sicuramente non funzionava in quell’appartamento". E così Stefania Alexandra Nistor, dopo aver sistemato nel lettone i tre figli, Giorgia Alexandra, di sei anni, e i due gemelli Mattia Stefano e Giulia Maria, di due, ha acceso la stufetta per riscaldare un po' l'ambiente. E si dev'essere addormentata anche lei. Non è ancora chiaro se l'incendio sia partito da un cortocircuito della stufetta o della presa elettrica a cui era collegata, ma quando è scoppiato il rogo la stanza si è subito riempita di un fumo acre, che a quanto pare ha svegliato la donna: "Da come abbiamo rinvenuto i corpi pensiamo che abbia tentato aiutare i suoi bambini", ha spiegato al Corriere il vicequestore aggiunto Luca Fiorini. I vigili del fuoco, infatti, hanno trovato i due gemelli a terra, mentre Stefania era accanto alla finestra, alla quale probabilmente si era avvicinata per aprirla e far uscire il fumo. Ma non ce l'ha fatta. FONTE TGCOM24
INSERITO DA ANGELA CECERE Giornata mondiale del rene, allarme in Italia. È elevato il numero dei cittadini della Penisola che sostiene di avere problemi e malattie agli organi «a forma di fagioli»: parliamo di 1 italiano su 10 che soffre di malattia renale cronica (Mrc). Nel dettaglio, la Malattia Renale Cronica è una condizione clinica complessa e pericolosa caratterizzata dall'alterazione delle funzioni del rene e causata da diverse malattie renali o altre malattie dell'organismo che colpiscono anche il rene. Si stima una prevalenza di circa l'8% che aumenta progressivamente con l'aumentare dell'età, raggiungendo il 17% nella popolazione over 70. Attualmente le malattie renali rappresentano l'ottava causa di morte e, se non affrontate, si prevede che entro il 2040 diventeranno la quinta causa di abbassamento dell'aspettativa di vita. La Mrc è associata, oltre che a un aumentato rischio di morte, a maggiori possibilità di incorrere in complicanze cardiovascolari. «Prevenire è meglio che curare» «In occasione della Giornata mondiale del rene - dichiara Stefano Bianchi, presidente della Società italiana di nefrologia (Sin) - sottolineo l'urgenza di aumentare la consapevolezza sulla salute dei reni e affrontare la malattia renale cronica attraverso un approccio globale. È cruciale investire in prevenzione e diagnosi precoce affinché le terapie tradizionali e innovative che abbiamo a disposizione siano efficaci e funzionali», riporta il sito di Sky.In termini di prevenzione, i nefrologi consigliano 8 regole per un corretto stile di vita, scoprite quali sono nelle stories di oggi.
INSERITO DA ANGELA CECERE L'uomo, impiegato precario in un call center, ha intrapreso una battaglia legale per cercare di ottenere i soldi Un sogno diventato incubo. Trova 161 milioni, ma sono in lire e la Banca d’Italia non li converte in euro. È accaduto a un uomo, residente a Sondrio: qualche mese fa ha scoperto per caso il denaro chiuso in una vecchia cassapanca della nonna. I risparmi di una vita avrebbero potuto rappresentare una grande occasione, un colpo di fortuna di quelli che possono cambiare la vita. Ma, al momento, il signor Lorenzo impiegato precario in un call center, dovrà attendere e chissà se potrà mai ottenere la cifra. Trova 161 milioni di lire, la storia Sì perché le lire non hanno più valore. Il signor Lorenzo immediatamente dopo aver trovato il denaro si è rivolto alla Banca d’Italia chiedendo informazioni su come poter convertire in euro la cifra e incassarla, ma la risposta è stata negativa. I 161 milioni di lire non possono essere convertiti in euro, e quindi non hanno alcun valore. L’uomo, però, non si è arreso e si è rivolto a Giustitalia, un’associazione che difende i consumatori, per intraprendere una battaglia legale e cercare di ottenere i suoi soldi. Come spiegano gli avvocati di Giustitalia che stanno seguendo la vicenda, Francesco Di Giovanni e Luigi De Rossi, quello del signor Lorenzo non è un caso isolato e la cifra ritrovata non è neppure tra le più alte: «Seguiamo tante battaglie. Riceviamo circa 30 richieste al giorno. Alcune somme sono molto ingenti, anche superiori a quella del signor Lorenzo. Il principio è che i risparmiatori non sono assolutamente tutelati dalle istituzioni. Questa situazione di vuoto normativo esiste solo in Italia. In tutti gli altri paesi dell’Unione europea, è possibile convertire denaro delle vecchie valute in qualunque momento, senza prescrizioni temporali». Al momento in casi come questi esistono due filoni interpretativi. «Da una parte, come fa la Banca d’Italia, - raccontano gli avvocati - si fa riferimento alla prescrizione decennale che impedisce il cambio una volta trascorso questo tempo. E questo vale per qualunque titolo di credito: se il titolare è dormiente per dieci anni, perde il diritto di convertire la cifra in lire posseduta, nella valuta attuale. Dall’altra c’è il Codice civile, che all’articolo 2935 sancisce che la prescrizione decorre da quando un soggetto può far valere il suo diritto». In quest’ultimo caso, in pratica, una persona può chiedere di convertire il denaro ritrovato anche se sono trascorsi più di dieci anni, perché lo fa nel momento in cui li ha trovati. «La problematica – spiegano gli avvocati - è relativamente recente e l’ago della bilancia è proprio la decorrenza di questa prescrizione. Noi sosteniamo, in base al codice civile, che il diritto debba decorrere dal momento in cui il soggetto può farlo valere. Ad esempio dal momento del ritrovamento». Coloro che, come il signor Lorenzo, decidono di intraprendere una causa civile di solito lo fanno perché si tratta di somme importanti e quindi in qualche modo vale la pena tentare. Ma i tempi non sono brevi: «Una causa civile può durare anche due anni e al momento non c’è alcuna certezza perché non ci sono state né sentenze contro, né a favore».
DI ANGELA CECERE Loredana Bertè lascia l'ospedale dopo il ricovero d'urgenza a Roma che l'aveva costretta ad annullare il concerto. Superate le ore più complicate, la cantante torna a Milano. «Mi hanno fatto una “terapia d’urto” e ho iniziato esami ed accertamenti vari che dovrò continuare a Milano seguita da chi di dovere», scritto sui social.
DI ANGELA CECERE Chi l'ha Visto, il programma condotto da Federica Sciarelli, continua a catturare l'attenzione dei telespettatori con inchieste e misteri. Durante la puntata di mercoledì 13 marzo si è parlato della morte di Antonella Di Massa, 51 anni, trovata cadavere a Ischia dagli inviati della trasmissione. Era in un aranceto in località Succhivo, nel Comune di Serrara Fontana, già ispezionato ed era a poca distanza dall'auto della donna e dalla telecamera che per l'ultima volta l'ha ripresa. La proprietaria del terreno ha detto di essere stata in quel punto domenica 25 febbraio e di non aver notato nulla. «Ma che cosa è successo in quegli undici giorni?». Un resoconto dettagliato degli sviluppi della ricerca e delle circostanze avvolte dal mistero è stato al centro della trasmissione condotta da Federica Sciarelli. L'inviato della trasmissione ha rivelato un dettaglio. «Dopo essere uscita di casa, il 17 febbraio, Antonella ha acquistato una bottiglia di liquido refrigerante - ha sottolineato l'inviato -. La persona che ha venduto questo liquido ad Antonella la ricorda serena».
INSERITO DA ANGELA CECERE Il "freddo", semmai c'è stato durante questo inverno, sembra avere le ore contate. La primavera sta arrivando. Dopo un periodo prolungato dominato da correnti oceaniche instabili che hanno portato ad un clima in linea con il periodo, pare che la bella stagione abbia deciso di anticipare i tempi e addirittura di portare il primo vero caldo del periodo. La causa di questa svolta termica è l'avvicinamento al Mediterraneo di un promontorio anticiclonico di origine africana che nei prossimi giorni riuscirà a soppiantare le correnti fresche che nei giorni scorsi avevano portato il maltempo sull'Italia.
INSERITO DA ANGELA CECERE Sono passati quattro anni dall'inizio del lockdown causato dal coronavirus, eppure gli effetti sono ancora attuali. Lo studio pubblicato su «The Lancet» ha evidenziato «una brusca inversione di tendenza» rispetto agli aumenti registrati negli anni precedenti. Il dato riguarda l'età. Durante i primi due anni della pandemia il Covid-19 ha causato un calo di 1,6 anni dell'aspettativa di vita media delle persone in tutto il mondo. Nel dettaglio, analizzando il periodo 2020-2021, è diminuita dell'84% l'aspettativa di vita dei 204 Paesi e territori analizzati, «dimostrando il potenziale impatto devastante» dei nuovi virus, ha sottolineato Schumacher. I ricercatori hanno stimato che il tasso di mortalità per le persone di età superiore ai 15 anni è aumentato del 22% per gli uomini e del 17% per le donne in questo periodo. In particolare, «tra gli anziani la mortalità è cresciuta in un modo mai visto negli ultimi 70 anni». L'analisi dei dati: cosa è emerso Austin E. Schumacher, co-primo autore del lavoro dell'Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) dell'università di Washington (Usa), ha affermato che la pandemia «ha avuto un impatto più profondo di qualunque altro evento osservato in mezzo secolo, comprese guerre e disastri naturali». Tuttavia, «benché la pandemia sia stata devastante, uccidendo circa 16 milioni di persone in tutto il mondo tra il 2020 e il 2021 - precisano gli scienziati - non ha cancellato completamente i progressi fatti», considerando che «l'aspettativa di vita alla nascita è aumentata di quasi 23 anni tra il 1950 e il 2021». L'analisi è un aggiornamento al 2021 del programma di ricerca Global Burden of Disease Study (Gbd) e il quadro che dipinge è considerato «il bilancio più completo» dell'impatto che il Covid ha avuto finora sulla salute umana. Da sottolineare che, nello stimare le morti in eccesso associate alla pandemia, gli autori hanno considerato sia i decessi causati da Sars-CoV-2 sia quelli legati agli effetti indiretti dell'emergenza, come le cure mancate per la paralisi dei servizi sanitari.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il Leonardo da Vinci, l'aeroporto di Roma Fiumicino, per la settima volta è stato decretato miglior aeroporto d'Europa nella categoria degli scali con oltre 40 milioni di passeggeri, quella in cui "giocano" i più importanti hub continentali, dal Charles De Gaulle di Parigi, al Barajas di Madrid fino ai principali aeroporti di Londra e Amsterdam, rispettivamente Heathrow e Schiphol. Nessuno mai aveva fatto così bene prima di oggi nella classifica che ogni anno viene elaborata dall'Airport Council International World. Fiumicino, in particolare, ha vinto in tutte le categorie considerate: dai servizi, alla pulizia, fino alla piacevolezza dei luoghi e naturalmente è risultato primo nella categoria del migliore aeroporto in generale. Lo ha fatto sulla base dei voti di circa seicentomila passeggeri, "intervistati" dall'associazione in oltre 400 aeroporti in tutto il mondo. Ma le buone notizie per Roma non sono finite: perché anche il più piccolo aeroporto Giovan Battista Pastine di Ciampino, per la prima volta, è stato premiato come miglior aeroporto del continente nella sua categoria, quella tra 5 e 15 milioni di passeggeri, gruppo che comprende molti altri aeroporti italiani come quelli di Milano Linate, Venezia o Napoli. La doppia vittoria diventa così un attestato del buon lavoro svolto da Adr, l'ente gestore di entrambi gli scali. «Quella di oggi è una giornata storica- ha commentato, non a caso, Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma- per la prima volta gli scali di Fiumicino e Ciampino vengono premiati insieme a livello internazionale per la qualità e i servizi offerti ai passeggeri. La testimonianza concreta che la differenza è fatta dalle nostre persone, oltre che dal metodo, dall'impegno quotidiano e dall'immensa passione che contraddistinguono tutta la nostra comunità aeroportuale». Intanto a Fiumicino si fanno i conti sulle presenze di passeggeri dopo i 40,5 milioni di passeggeri raggiunti nel 2023 e il 2,9 milioni registrati a gennaio. Si attende una pasqua da record e un 2024 che supererà i numeri, mai eguagliati fino ad oggi, del 2019.
INSERITO DA ANGELA CECERE I maturandi dovranno addio alla gita scolastica dell'ultimo anno secondo l'ultimo sondaggio di Skuola.net I maturandi dovranno addio alla gita scolastica dell'ultimo anno. Il viaggio della maturità è stato un vero e proprio must per molte generazioni che hanno vissuto amori, momenti di apprendimento e di svago proprio in quei momenti storici. Il motivo della rinuncia riguarda il rincaro dei costi. Ma non è solo una questione economica: le assenze di professori disponibili e questioni disciplinari, sono gli altri fattori che hanno influito sulla decisione finale. Su un campione di mille studenti, intervistati da Skuola.Net, il 45%, sembra infatti destinato a dover fare a meno del viaggio, perché non può aderire alla proposta della scuola, oppure perché al momento non è stato pianificato nulla. Il 55%, comunque, è già riuscito o riuscirà a lasciare i banchi per qualche giorno. Per la maggior parte, circa due terzi (66%), la meta sarà una delle classiche destinazioni estere (capitali europee o località turistiche di vario genere). Quasi un quinto (17%) rimarrà in Italia, spostandosi verso mete a media-lunga distanza, in particolare città d'arte. Per altrettanti (16%), infine, lo spostamento sarà abbastanza breve, restando all'interno della propria regione o al massimo sconfinando in quelle vicine. La protesta degli studenti Sul caro gite scolastiche gli studenti fanno sentire la loro voce. «Ogni anno si ripropone la stessa storia. I costi delle gite scolastiche lievitano sempre più a causa dell'inflazione e mancano delle reali soluzioni - dichiara all'Adnkronos Paolo Notarnicola, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi - I costi si aggirano attorno ai 700 euro fino a toccare punte di 1.500 euro per i viaggi esteri. In questa situazione l'effetto è di acuire le diseguaglianze sociali all'interno del gruppo classe, accrescendo la divisione tra chi può e chi non può permettersi il viaggio d'istruzione. Le gite - evidenzia Notarnicola - sono da considerarsi parte integrante del percorso scolastico, seppur facoltative, e l'accessibilità deve essere garantita. I 50 milioni stanziati dal ministero dell'Istruzione sono insufficienti: si parla di 150 euro fino a Isee pari a 5000 euro. Occorrerebbe invece ragionare su una misura più ampia, che garantisca l'esenzione al di sotto di Isee 5000 euro ed un'agevolazione fino a Isee 25.000 euro».