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news italia e dal mondo

TOSCANA NEWS Sparite decine di raccomandate. Poste Italiane denuncia i furti

16 Gennaio 2015, 10:43am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

TOSCANA NEWS  Sparite decine di raccomandate. Poste Italiane denuncia i furti

INSERITO DA MORENA MOTTA (di Mo.Pi.) I ladri colpiscono i portalettere durante le consegne

Firenze, 16 gennaio 2015 - Sarebbero più di cento le raccomandate rubate a Firenze negli ultimi giorni. In alcuni casi sono sparite direttamente dalle borse dei portalettere, in altri sono stati manomessi i bauletti dei mezzi con i quali viene consegnata la corrispondenza. Cinque giorni fa si sono registrati circa una decina di furti, avvenuti mentre il postino era dentro il condominio a consegnare la posta: in via Masaccio, in via Bronzino, in viale Petrarca.

Tre giorni fa un altro paio di casi analoghi. Poste Italiane ha sporto denuncia e l’indagine è in corso. Non c’è da meravigliarsi, dunque, se in queste settimane alcune raccomandate non raggiungeranno i destinatari. Ancora non sono noti i motivi del perché vengano rubate. Tramite raccomandata arrivano spesso le multe o i solleciti di pagamento, ma anche carte di credito, assegni circolari, valori ai quali i ladri potrebbero essere interessati. Casi analoghi si sono verificati in altre parti d’Italia. A fine anno anche a Imperia, ad esempio, così come anche a Latina, dove però il colpo è stato messo a segno direttamente all’interno di un ufficio postale. A rimetterci non solo l’azienda e i destinatari della raccomandata, ma anche i portalettere, a rischio di provvedimenti disciplinari perché per legge hanno l’obbligo di consegnare tutta la corrispondenza.

"Non è colpa nostra, però, se non riusciamo a far arrivare a destinazione la raccomandata", fa presente un postino. "A subire i furti sono stati anche portalettere con esperienza decennale e che hanno avuto sempre un comportamento irreprensibile. Purtroppo, però, mentre siamo a mettere la posta nelle cassette, i ladri se ne approfittano e nessuno di noi è riuscito mai a coglierli sul fatto".

I furti non sono gli unici problemi dei circa 200 portalettere dell’area fiorentina. Secondo quanto riportano alcuni lavoratori, infatti, ci sarebbe una carenza dei mezzi con i quali i postini consegnano la posta. Molti, soprattutto quelli ecologici, sarebbero fermi perché non viene fatta la manutenzione.

FONTE: LA NAZIONE

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Quando il gioco (d'azzardo) si fa duro

15 Gennaio 2015, 17:36pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

DI MORENA MOTTA Un ragazzino e il suo computer. Sul monitor il gioco d’azzardo che lo sta isolando dal mondo: un amico gli telefona, ma lui non ha tempo, i genitori bussano alla porta, ma lui non ci fa caso. Un video in cui i suoni che si sentono prima sono quelli della vita vera, poi lasciano tutto lo spazio ai trilli del «check» o dell’«all in» del poker sul tavolo da gioco virtuale.

In un video di un minuto i ragazzi del gruppo Emisfero Digitale hanno raccontato la dipendenza e la ludopatia, così come le vedono (e le sperimentano) i giovani, tracciando il percorso che fa un giocatore: dall’euforia, all’isolamento e alla solitudine.

Con «Quando il gioco si fa duro… i duri smettono», Emisfero Digitale ha anche vinto il video contest per giovani videomaker «Con l'azzardo non si vince... Scommetti sulla tua creatività», sulla schiavitù del gioco. Che è un problema serio anche per i ragazzi: il 47,1% degli studenti tra i 15 e i 19 anni gioca e il 10-14% corre il rischio che questo hobby diventi una patologia.

«Siamo una decina tra ragazzi e ragazze dai 20 ai 31 anni, tutti appassionati di video, alcuni anche professionisti del mondo audiovisivo – spiega Matteo Castaldo, coordinatore di Emisfero Digitale -. Anche se l’idea del ragazzino a computer può sembrare abbastanza banale, Luigi Zambonelli, il nostro regista, è riuscito ad esprimere il senso di ansia crescente, utilizzando ad hoc diversi effetti sonori e  chiudendo con un messaggio d’impatto».

Il video è stato realizzato nello studio del laboratorio video Squeezezoom Bottega di Bologna, un’associazione culturale che forma giovani sul mondo audiovisivo, solo con un paio di luci e una videocamera Blackmagic. «In una giornata abbiamo registrato i campi, i controcampi e i dettagli – continua Matteo -, ma gran parte del merito va al regista, Luigi, che ha diretto il montaggio e ottenuto un video proprio come lo avevamo immaginato».

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SEZ.SICILIA NEWS Evasione fiscale, sequestrati beni per 1,4 milioni di euro

15 Gennaio 2015, 16:11pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ.SICILIA NEWS Evasione fiscale, sequestrati beni per 1,4 milioni di euro

INSERITO DA MORENA MOTTA PALERMO. La Guardia di finanza ha sequestrato beni per 1,4 milioni di euro riconducibili ai rappresentanti legali di due società palermitane operanti nel settore della produzione di materie plastiche e nel settore automobilistico. Il provvedimento deriva da un’attività di verifica fiscale svolta nei confronti delle società, che ha permesso ai finanzieri di accertare il mancato versamento dell’Iva per più anni.

Si tratta di un sequestro “per equivalente”, misura che permette agli organi che hanno accertato il reato di proporre al giudice il sequestro e la successiva confisca di beni o utilità di cui il responsabile del reato abbia la disponibilità anche per interposta persona, per un valore corrispondente all’ammontare dell’evasione accertata.

l gip ha emesso un decreto di sequestro preventivo di un immobile del valore di euro 180 mila nei confronti del rappresentante legale della società operante nel settore delle materie plastiche. Sono stati inoltre sequestrati quattro appartamenti al rappresentante legale della concessionaria di automobili per un valore di euro 1 milione e 200 mila euro.

FONTE: SICILIA NEWS 24

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SEZ.SICILIA NEWS "Creazioni giovani", la Regione pubblica la graduatoria provvisoria dei progetti sulla legalità

15 Gennaio 2015, 16:07pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ.SICILIA NEWS  "Creazioni giovani", la Regione pubblica la graduatoria provvisoria dei progetti sulla legalità

INSERITO DA MORENA MOTTA di Riccardo Vescovo Pubblicato nel maggio del 2013 dall’ex assessore Ester Bonafede e in tutto metteva a disposizione cinque milioni, di cui una parte finanziata dall'Ue, per sostenere progetti che favorissero la creatività, i mestieri tradizionali e la creazione di imprese artigianali

PALERMO. Eppur si muove. Un anno e mezzo dopo la pubblicazione, il bando regionale “Creazioni Giovani” compie un altro piccolo passo avanti. L’assessorato alle Politiche sociali ha pubblicato la graduatoria provvisoria, a firma della dirigente Maria Antonietta Bullara, di una delle tre misure previste dall'avviso, quella cioè che metteva a disposizione 800 mila euro per progetti incentrati sulla legalità.

Sono 235 le iniziative ammesse, anche se solo le prime in graduatoria alla fine potranno accedere alle risorse. Nel frattempo gli aventi diritto possono presentare osservazioni e deduzioni entro quindici giorni dalla pubblicazione della graduatoria che si trova sul sito http://lineediattivita.dipartimento-famiglia-sicilia.it/.

Il bando era stato pubblicato nel maggio del 2013 dall’ex assessore Ester Bonafede e in tutto metteva a disposizione cinque milioni, di cui una parte finanziata dall'Ue, per sostenere progetti giovanili con l’obiettivo di favorire la creatività, i mestieri tradizionali e la creazione di imprese artigianali gestite da under 36 siciliani.

La Cgil sostiene che la pubblicazione della graduatoria è arrivata grazie alle continue segnalazioni fatte: “La nostra denuncia in pieno agosto sul clamoroso ritardo dell'uscita delle graduatorie del bando creazioni Giovani ha avuto effetto –scrive il sindacato - dopo 16 mesi escono finalmente le graduatorie provvisorie della terza linea di intervento. Adesso chiediamo alla Regione la pubblicazione dell’ultima graduatoria e tempi celeri per le graduatorie definitive. Il finanziamento del programma insiste sulla programmazione europea 2007-2013 e se non saranno spese al più presto, queste risorse, che ammontano a 2,65 milioni di euro, rischiano di tornare a Bruxelles”.

FONTE: IL GIORNALE DI SICILIA

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Non ce l'ha fatta il bimbo di 15 mesi: è morto al "Fazzi" di Lecce dopo una settimana di coma

15 Gennaio 2015, 15:34pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

PUGLIA E CALABRIA NEWS Non ce l'ha fatta il bimbo di 15 mesi: è morto al "Fazzi" di Lecce dopo una settimana di coma

INSERITO DA MORENA MOTTA LECCE - È stato dichiarato morto la notte scorsa il bimbo di 15 mesi ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di rianimazione dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce dov'era giunto per una sospetta sindrome influenzale poi degenerata. Ieri sera il piccolo è stato sottoposto ad un esame diagnostico che ha dato esito negativo, non evidenziando alcun afflusso cerebrale. A questo punto la ventilazione artificiale che lo teneva in vita è stata spenta ed è iniziato il periodo di osservazione previsto dalla legge, con le prove di apnea per rilevare i parametri vitali. Al termine delle sei ore di osservazione, il piccolo alle 3 di notte è stato dichiarato morto. Sulla vicenda la procura di Lecce ha in corso un'indagine per colpa professionale. Il pm titolare dell'inchiesta, Roberta Licci, nelle prossime ore disporrà l'autopsia e modificherà in omicidio colposo il precedente reato di lesioni personali gravissime. Nei giorni scorsi il magistrato aveva disposto il sequestro delle cartelle cliniche e aveva ascoltato i genitori del piccolo. L'analisi delle cartelle cliniche servirà ad individuare tutti i medici che si sono occupati del caso, sin dal primo accesso del bimbo al pronto soccorso, il primo gennaio, per una sospetta sindrome influenzale con placche alla gola.In quell'occasione i medici gli avevano somministrato una terapia dicendo che poteva tornare a casa. Ciò nonostante, la febbre nei giorni seguenti è aumentata. Il 4 gennaio il bimbo è stato portato nuovamente al pronto soccorso dove si è deciso il ricovero nel reparto di pediatria, per sospetta gastroenterite. Poco tempo dopo le sue condizioni si sono aggravate perchè è subentrata una crisi respiratoria con cardiomiopatia. Il 7 gennaio il bimbo è stato portato in rianimazione dove è sopraggiunta un'ischemia cerebrale provocata da un'infezione polmonare. I legali della famiglia della vittima stanno predisponendo un'integrazione della denuncia presentata.

FONTE: QUOTIDIANO DI PUGLIA

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Agricoltura, quasi 7 mila aziende per l'Eldorado della Calabria che non conosce crisi e impiega il 20% della forza lavoro

15 Gennaio 2015, 15:23pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

PUGLIA E CALABRIA NEWS Agricoltura, quasi 7 mila aziende per l'Eldorado della Calabria che non conosce crisi e impiega il 20% della forza lavoro

INSERITO DA MORENA MOTTA di GIULIA VELTRI Un vero e proprio bacino occupazionale che quando tutto il resto langue non conosce crisi e riesce a sostenere buona parte dell'economia regionale. In agricoltura sono infatti impiegati il 20% degli occupati calabresi

STRADE lastricate di fragole, pomodori e olio di oliva. Ecco l’Eldorado della Calabria. Si chiama agricoltura e, per un territorio depresso in quasi tutte le sue articolazioni economiche, potrebbe rappresentare un’autentica miniera d’oro. Potrebbe, e non può – il condizionale è d’obbligo – perché questo mondo così antico è avviluppato da mille problemi, costanti disattenzioni da parte delle istituzioni, importanti difficoltà di organizzazione interna.

Eppure, l’agricoltura è un corpo vivo, uno dei pochi segmenti produttivi che non conosce crisi, sta attraversando quasi indenne il complicato momento di congiuntura economica e, anzi, ha al suo interno potenzialità enormi di crescita. I dati a disposizione della Coldiretti Calabria parlano chiaro. Attualmente l’agricoltura dà lavoro a circa il 20% degli occupati calabresi. In totale sono 147.145 le persone che vivono attraverso la vita nei campi, in senso lato.

Di questi, una fetta consistente è rappresentata dagli immigrati (21.539 unità). Ad oggi le imprese agricole iscritte alle Camere di Commercio sono 32.016: il 17,7% sul totale regionale. La quota strettamente dell’agricoltura sul valore aggiunto è del 7,4%. Sono raddoppiate rispetto all’anno precedente le imprese agricole che esercitano la vendita diretta. Alcuni segmenti trainano più degli altri, in particolare si tratta dell’olivo e degli agrumi. La coltivazione dell’olivo è quella più rappresentativa sia in termini di aziende interessate, pari a 113.907. La coltivazione degli agrumi è presente in 20.974 aziende. I giacimenti fruttiferi sono presenti in 11.736 aziende agricole. A seguire ci sono i produttori d’uva. La vite viene coltivata in 13.431 aziende. Tra i dati più interessanti c’è quello sull’uso di tecniche biologiche.

In Calabria sono presenti 6.769 aziende. Il settore agroalimentare rappresenta un’importante fetta delle esportazioni totali calabresi, pari al 47%. I principali prodotti esportati sono gli oli essenziali e mandarini e clementine che rappresentano il 19,4% e l’11,3%, rispettivamente, delle esportazioni agroalimentari della regione. Seguono succhi di frutta e pesche. La Germania si conferma il nostro principale cliente e copre il 22% circa delle nostre vendite all’estero di prodotti agroalimentari; seguono gli Stati Uniti d’America (9,4%), la Francia (8,8%) e il Regno Unito (8,6%).

FONTE: IL QUOTIDIANO DEL SUD

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Si «risveglia» dopo 12 anni «Ho visto e sentito tutto»

15 Gennaio 2015, 15:15pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO  Si «risveglia» dopo 12 anni  «Ho visto e sentito tutto»

INSERITO DA MORENA MOTTA di Elmar Burchia Ora 39enne, il sudafricano Martin Pistorius si è ammalato a 12 anni e per altri 12 non è quasi riuscito a comunicare con gli altri. Ora si è sposato.

Il momento più brutto per Martin Pistorius è stato quando sua madre gli ha detto: «Spero che tu possa morire». Pensava che lui non la sentisse. Suo figlio si trovava già da dieci anni in misterioso stato, bloccato nel suo corpo, inerme, impotente. Eppure Martin ha sentito tutto, ma non poteva fare nulla - parlare, gridare o piangere -. Due anni dopo, il miracolo: Martin si è risvegliato.

«Prendetevi cura di lui finché non morirà»
È una storia incredibile, di speranza e forza di volontà. Che è diventata un libro, “Ghost Boy”. A raccontare la vicenda di Martin Pistorius, 39enne sudafricano, è stata in questi giorni la radio pubblica statunitense Npr.
Martin è un dodicenne sano e felice. Vive coi genitori Joan e Rodney e i due fratelli in Sudafrica. Da grande vuole fare il tecnico elettronico. È un giorno come un altro. Martin torna da scuola e lamenta un forte mal di gola. È l’inizio di un incubo.
I medici non concordano con una diagnosi precisa: forse è meningite da criptococco. Poi il suo stato peggiora progressivamente: il suo corpo si debilita, non riesce più a camminare, perde la capacità di parlare. Ai genitori i dottori non danno grandi speranze: Martin non c’è praticamente più, è paralizzato. «Resterà per sempre col cervello di un bambino di tre anni, prendetevi cura di lui finché non morirà».
Ma Martin non muore. Joan e Rodney si prendono cura del figlio 24 ore su 24, come mai avevano fatto neanche nei primi mesi di vita. Ogni mattina lo portano in un centro per la riabilitazione, alla sera lo vengono a prendere e lo portano a casa. Il papà Rodney: «Gli davamo da mangiare, lo mettevamo a letto e io mettevo la sveglia ogni due ore per girarlo dall’altro lato in modo che non subisse piaghe da decubito».

Il risveglio
Passano gli anni. Ogni ogni giorno la stessa procedura. Le prime terapie di riabilitazione non sembrano portare a grandi effetti. Eppure Martin non è un corpo senza vita. Circa due anni dopo essere finito in quello stato, il giovane inizia ad essere sempre più cosciente. Ora sente tutto, vede tutto ciò che accade intorno a lui. Ma non può farci niente, non può muoversi. «Mi sono risvegliato e ho cominciato a essere cosciente di ogni cosa che mi veniva fatta o detta, ma per gli altri non esistevo quasi più. Mi trovavo in un luogo molto buio», racconta oggi. Ma com’è possibile che ci sia coscienza in stato come questo? Esistono condizioni in cui una persona sembra in coma, ma in realtà è cosciente e normale dal punto di vista cognitivo anche se non può muoversi o comunicare a causa della paralisi dei muscoli volontari. In questi casi sono coinvolti i nervi cranici motori e i nervi che originano da radici del midollo spinale. La comunicazione avviene muovendo le palpebre o gli occhi e può essere difficile da riconoscere o interpretare in ambiente non specialistico. Non si tratta di coma.

Ricordo l’11 settembre
Tutto ciò che Martin ha in quel momento sono i suoi pensieri. E ruotano attorno a un’unica cosa: passerò il resto della mia vita così? Verrò salvato? Qualcuno potrà mostrarmi ancora tenerezza e amore? «Ricordo perfettamente di essermi reso conto dell’elezione di Mandela a Presidente del Sudafrica nel 1994, della morte di Lady Diana nel 1997 e dell’11 settembre, ma non riuscivo a comunicare con gli altri». Martin capisce: devo sbarazzarmi dei pensieri negativi e riconoscere il positivo. «Diventavo sempre più cosciente della disperazione e del dolore di mia madre, ora riuscivo a comprenderla». E si pone un obiettivo preciso: sapere che ore sono. Gli infermieri nel centro di cura lo mettono ogni giorno davanti al televisore. E in tv c’è un’unica cosa, a ciclo continuo: “Barney”, una serie per bambini di età prescolare. Barney è un tirannosauro viola, che istruisce i giovani spettatori saltellando e cantando. Una vera e propria tortura. «Non posso nemmeno esprimere quanto lo odiassi», racconta l’oggi 39enne. Grazie alla posizione del sole e alle ombre, impara a riconoscere quando le puntate finalmente finiranno.

Una nuova vita
Cambia il suo pensiero e cambia anche il suo corpo, per la gioia dei genitori. Reagisce ai test. Con i suoi occhi riesce a “vedere” e seguire gli oggetti. Diventa più forte, può sedersi nella carrozzina. Pian piano inizia anche a comunicare, con l’aiuto di un programma e del sostegno amorevole e ininterrotto della madre. La sua vita è di nuovo a una svolta: trova persino un impiego al comune. Però Martin vuole di più. Si iscrive al college, studia informatica. Oggi vive a Harlow, Inghilterra, e ha un’azienda tutta sua di web design. E ha trovato l’amore. Lei si chiama Joanna, un’assistente sociale. I due si sono sposati nel 2009. Del marito dice: «Ok, è su una sedia a rotelle e può parlare solo attraverso un programma al computer. Ma io questo ragazzo semplicemente lo amo».

FONTE: IL CORRIERE DELLA SERA

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15 Gennaio 2015, 09:27am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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15 Gennaio 2015, 09:24am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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NEWS ITALIA E DAL MONDO

15 Gennaio 2015, 09:20am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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