Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

news italia e dal mondo

CORSICA NEWS Ieri sera su ViaStella un documentario esclusivo che parla di amnistia

3 Giugno 2016, 09:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CORSICA NEWS Ieri sera su ViaStella un documentario esclusivo che parla di amnistia

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ieri sera la sala del cinema Ellipse di Ajaccio era piena per la proiezione dell’anteprima del nuovo documentario di Jackie Poggioli intitolato « Malastoria ». Trasmesso staera, venerdì 3 giugno, alle 20:50 su France 3 Corse ViaStella, il film evoca la questione scottante ed eminentemente politica dell’amnistia ai militanti nazionalisti còrsi incarcerati e perseguiti. I casi di sette militanti in situazioni giudiziarie diverse sono al centro di questo documentario, che segue una traccia più giornalistica che militante, per l’impegno dell’autrice a voler far conoscere ai telespettatori, a fondo, tutti i dettagli della questione.

La richiesta d’amnistia vede nell’isola una grande adesione popolare, e l’accordo di quasi tutte le forze politiche, ma lo Stato oppone un muro a tutto questo.

I percorsi politici e umani dei prigionieri al centro del film aiuteranno ad approfondire dunque una questione molto sentita da tutti i Corsi.

Fonti: Alta-FrequenzaFR3 Corse ViaStella

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Rio de Janeiro: dietro lo stupro di gruppo si cela l'accettazione della violenza sulle donne

3 Giugno 2016, 08:26am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO Rio de Janeiro: dietro lo stupro di gruppo si cela l'accettazione della violenza sulle donne

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "La violenza sulle donne e sulle ragazze continua a essere una delle violazioni dei diritti umani più gravi e più tollerate in tutto il mondo", Phumzile Mlambo-Ngcuka, direttrice dell'UN Women.

Una ragazza di sedici anni è stata violentata da trenta uomini nelle favelas di Rio de Janeiro. A nessuno di questi trenta uomini è saltato in mente di chiedersi: perché? Il suo corpo, così come i suoi diritti, è stato violentato. Un video la ritrae con la vagina sanguinante mentre degli uomini ridono in sottofondo. Il video è stato condiviso su twitter da uno degli stupratori e ha ricevuto più di cinquecento like da ogni parte del mondo. La ragazza era priva di sensi. Aveva appena subito una violenza sessuale da parte di trenta uomini.

Questo crimine efferato è diventato poi oggetto di scherno da parte dei social media. "L'hanno messa al tappeto, capisci?", si legge in uno dei commenti. La nonna della ragazza ha dichiarato a radio Cbn che la giovane era solita recarsi nelle favelas e spesso ci rimaneva per giorni senza dare sue notizie. Ha poi aggiunto che la ragazza fa uso di droghe da quattro anni e che è madre di un bambino di tre.

In poco tempo, la vita personale della vittima è stata data in pasto al pubblico per giustificare il crimine, mantenendo attiva la macchina della cultura dello stupro che normalizza tali orribili atti di violenza. Per alcune persone, per gli uomini in particolare, è più facile dimenticarsi del crimine spostando l'attenzione sulla vittima. Generalmente quello che segue è una terribile sequenza di domande del tipo:
"E se fosse stata consenziente?"
"Oh, ma non faceva uso di droghe?"
"Allora perché è uscita di casa?"
"Se lo sarà forse meritato?"

Visibilmente scossa, uscendo dall'ospedale, la ragazza ha dichiarato a O Globo: "Quando ho ripreso coscienza, c'erano trentatré uomini intorno a me." "Non c'è niente che possa giustificare uno stupro. Niente."

La donna ha dichiarato al giornale di essere andata a casa del suo fidanzato venerdì e di essersi svegliata domenica, quando la violenza era già stata consumata. Le indagini sono ancora in corso.

Non c'è niente che possa giustificare uno stupro. Niente.

C'è da aggiungere che l'abitudine di addossare le colpe alla vittima è qualcosa di triste, inquietante e rivoltante. È una pratica che generalmente viene perpetrata dagli uomini, relativamente sani e che vivono in una società in cui le relazioni sono regolate dal potere e dalla sottomissione. Questo tipo di cultura consente agli uomini di commettere tale genere di reati e poi delegittimare le vittime.

Lo stupro è il mezzo più crudele al quale un uomo fa ricorso per dimostrare a una donna "chi comanda". Lo stupro non ha a che vedere con la sessualità, non è uno scambio di emozioni, non ha nulla di affettuoso. Lo stupro è una chiara dimostrazione della forza di una persona su un'altra. Lo stupro è violenza, è costrizione, è violazione, è tortura, è mancanza di rispetto, è crudeltà, è atrocità, è un crimine che può avere diverse facce.

Più che essere accettato, lo stupro viene insegnato. Fin da adolescenti, riceviamo lezioni su come proteggerci. È un dato di fatto che, poiché apparteniamo al genere femminile, prima o poi verremo attaccate, violentate (in realtà, si stima che una donna su cinque sia stata vittima di abusi sessuali nel corso della sua vita). In ogni caso, i ragazzi imparano presto il culto del "fallo", delle gambe aperte e dell'essere legittimati a comandare.

È un ciclo sbilanciato che condurrà questi adolescenti all'età adulta.

Gli uomini che commettono degli stupri non sono poi così lontani da questa realtà. Così come gli uomini che credono che una donna abbia ragione d'essere solo in relazione a loro non sono poi così lontani da questa realtà. Si calcola che in Brasile ogni undici minuti si commette uno stupro su una donna. Non dobbiamo, poi, dimenticare che fino al 2009 lo stupro è stato uno dei crimini meno denunciati e più taciuti in Brasile.

Ogni anno in Brasile vengono denunciati circa cinquantamila casi di stupro ma si crede che questo dato rappresenti solo il dieci percento del numero reale dei crimini commessi. Il più delle volte, una donna che ha subito una violenza sessuale ritira la denuncia per paura di ritorsioni, per vergogna o per il timore di essere giudicata a causa della violenza commessa da un altro nei suoi confronti.

Per quanto si possa tacere, il silenzio rimbomba.

Continuiamo a ripetere, senza sosta, che le donne sono trattate come oggetti e lo facciamo per porre fine a casi come questi. Lo facciamo affinché sia chiaro, una volta per tutte, che noi donne vogliamo godere di un'autonomia sui nostri corpi perché (che sorpresa!) ne abbiamo diritto. Abbiamo il diritto di dire no. Il diritto di denunciare. Il diritto di non volere essere convertite in oggetti pronti per essere usati e poi buttati via. Il diritto di camminare per strada in tranquillità, di essere rispettate, di accusare, il diritto di parlare.

È facile, nonché egoistico, cedere al potente. Consideriamo lo stupratore un "tipo normale". A volte è così. La maggior parte degli stupratori si trova proprio vicino a noi. Potrebbe essere un padre, un fidanzato, un nonno, un fratello, un marito, un vicino di casa o uno zio. La società giustifica e perdona il criminale nella stessa misura in cui attribuisce la colpa alla vittima.

"Siamo più belle quando siamo unite. E quando siamo arrabbiate."

È necessario rompere questo circolo vizioso di potere insito nella mente delle persone. È una questione culturale. È radicata ed è oppressiva. Cosa c'è di liberatorio nell'usurpare il corpo di un'altra persona insieme ad altri trenta uomini e poi divulgare pubblicamente il crimine commesso? Cosa c'è di liberatorio nel mettere a tacere i diritti, nell'esercitare la forza? Come può emergere da un atto del genere qualcosa di positivo e piacevole?

Alcuni uomini potrebbero dimostrare solidarietà con la vittima e potrebbero perfino manifestare il proprio dissenso nei confronti del modo di pensare degli altri uomini. Tuttavia, questo gesto si vanifica quando lo stesso uomo si congratula con un amico per un commento volto a mercificare la donna o qualora quest'uomo non sia in grado di riconoscere il suo innato e velenosissimo maschilismo. Trenta uomini. Nessuno di loro si è chiesto perché. Nessuno ha smesso di prendere parte al crimine.

Viviamo in una società che sfrutta ogni occasione per sottomettere, violentare, mancare di rispetto e calpestare i diritti che le donne hanno conquistato nel corso della storia. Ancora più evidente, per quanto mi riguarda, è la sensazione di poter avere fiducia solo nelle donne: solo una donna capisce cosa significa.

Non ha senso aspettare che qualcosa cambi continuando a rimanere con le braccia conserte. Ha ancora meno senso attendersi che il cambiamento sia attuato da chi è al potere, gli stessi che hanno invitato l'ex porno-divo Alexandre Frote a tenere un discorso sull'istruzione; gli stessi che hanno eliminato il Ministero per i Diritti umani, per le Pari opportunità razziali e di genere e che l'hanno trasformato in un "Segretariato" diretto da una donna che si proclama "difensore della famiglia e della vita nata attraverso il concepimento"; gli stessi che hanno che hanno avanzato la proposta di legge PL/5098, che elimina tutti i diritti già conquistati dalle donne, presentata per essere votata e approvata.

La dichiarazione di Phumzile Mlambo-Ngcuka, Sottosegretario generale delle Nazioni Unite e direttrice dell'Un Women, è sempre più evidente. La violenza contro le donne rimane la violazione dei diritti umani più tollerata al mondo.

Casi come questo riguardano tutti noi. Ci ricordano chi siamo e che davanti a noi abbiamo ancora un lungo cammino da percorrere. Non rimarremo in silenzio. Parleremo anche per chi non ha voce per difendersi. Ritorneremo in vita attraverso ogni gesto e ogni lacrima.

Siamo più belle quando siamo insieme. E quando siamo arrabbiate.

FONTE http://www.huffingtonpost.it

Leggi i commenti

CORSICA NEWS Corsica Ferries: nuovi collegamenti con Corsica e Sardegna Da Nizza, con ammiraglia Mega Andrea

2 Giugno 2016, 11:07am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CORSICA NEWS  Corsica Ferries: nuovi collegamenti con Corsica e Sardegna Da Nizza, con ammiraglia Mega Andrea

INSERITO DA ANGELA CECERE Costa Azzurra sempre più vicina alla Corsica e alla Sardegna. Dal quartier generale di Vado Ligure della Corsica Ferries sono stati varati nuovi collegamenti con la nuova ammiraglia "Mega Andrea" che partono da Nizza per Porto Vecchio (Corsica) e Golfo Aranci (Sardegna). Il nuovo collegamento ha debuttato ieri sera con il viaggio inaugurale presentato ufficialmente a Golfo Aranci. "I collegamenti tra la Sardegna e la Corsica arricchiranno maggiormente l'offerta commerciale della compagnia e favoriranno ancor più le relazioni economiche e sociali tra le due 'Isole Gemelle'", hanno sottolineato Pierre Mattei e Raoul Zanelli Bono, rispettivamente direttore generale e direttore commerciale di Corsica Ferries. Corsica Ferries collegherà anche Tolone con Porto Torres. Per la Sardegna si stringono importanti relazioni con Corsica Ferries anche dopo la ristrutturazione dello scalo di Golfo Aranci che Ferrovie dello Stato avevano abbandonato.

ANSA

02.06.2016 12.07

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Sara strangolata e poi bruciata, per gip non c'è stata premeditazione Resta in carcere Vincenzo Patuato, l'ex della giovane di 22 anni

2 Giugno 2016, 08:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO  Sara strangolata e poi bruciata, per gip non c'è stata premeditazione Resta in carcere Vincenzo Patuato, l'ex della giovane di 22 anni

INSERITO DA STAFF Dopo l'interrogatorio di garanzia in carcere, il gip di Roma ha convalidato il fermo di Vincenzo Paduano, la guardia giurata che ha confessato di aver ucciso l'ex fidanzata Sara Di Pietrantonio. Contestualmente il magistrato, accogliendo le richieste della procura, ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio volontario premeditato e stalking. Il gip Paola Della Monica, nel convalidare il fermo di Vincenzo Paduano e nell'emettere l'ordinanza di custodia cautelare, ha escluso la premeditazione. Il gip, in sostanza, ha ritenuto che la guardia giurata non avesse studiato a tavolino l'omicidio della sua ex fidanzata, ma abbia agito istintivamente. Paduano resta detenuto per omicidio volontario e stalking, ma per la procura rimane indagato anche per la premeditazione.

Intanto, nell'istituto di medicina legale La Sapienza è in corso l'autopsia su Sara. Ad eseguirla una equipe costituita da un medico legale, un radiologo ed un tossicologo.

Secondo quanto starebbe emergendo dall'autopsia Sara sarebbe stata aggredita, tramortita e strangolata prima di essere data alle fiamme. E' quanto starebbe emergendo dall'autopsia tuttora. Resta da stabilire se la giovane sia morta a causa dello strangolamento o successivamente.

'Già morta quando è stata bruciata'  Era quasi certamente morta Sara Di Pietrantonio quando l'ex fidanzato Vincenzo Paduano le ha dato fuoco. E' quanto emerge dall'autopsia eseguita dal medico legale Giorgio Bolino, dal radiologo Carlo Catalano e dal tossicologo Giulio Mannocchi. Ulteriori accertamenti, in particolare gli esami del sangue e dei polmoni della studentessa, per verificare tale circostanza saranno eseguiti la settimana prossima.

Secondo la ricostruzione degli investigatori Paduano, vigilantes 27enne, quella sera faceva servizio di portierato in zona, ma ha lasciato il lavoro e ha aspettato Sara sotto casa del suo nuovo ragazzo, un ex compagno di scuola che frequentava da pochissimo. Prima che la ragazza risalisse in macchina per tornare a casa, si è allontanato precedendola nel tragitto che avrebbe fatto. Poi, quando è arrivata su via della Magliana si è fatto superare e l'ha affiancata, stringendola a bordo strada per costringerla a fermarsi. Come una furia è salito in macchina e, dopo un'accesa lite, avrebbe tirato fuori l'alcol spargendolo sulla macchina e addosso alla ragazza. Sara, terrorizzata, è scesa dall'auto e ha iniziato a scappare chiedendo disperatamente aiuto agli automobilisti che passavano, ma nessuno si è fermato. Così il suo assassino l'ha inseguita e le ha dato fuoco. Poi è tornato al lavoro. Proprio dove è stato prelevato dagli agenti della mobile che lo hanno condotto in questura. Quando è uscito dai loro uffici, era accusato dell'omicidio di Sara. 

 

 

ANSA

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Parigi, la piena della Senna fa paura

1 Giugno 2016, 19:26pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO Parigi, la piena della Senna fa paura
NEWS ITALIA E DAL MONDO Parigi, la piena della Senna fa paura

INSERITO DA CARMELA MANICA Massima allerta a Parigi per la piena della Senna, dovuta alle piogge torrenziali degli ultimi giorni. Il fiume ha straripato in diversi punti della città, sommergendo le pittoresche passeggiate lungo le rive. Una parte del lungosenna è già stata chiusa ma l’ondata di piena deve ancora arrivare e potrebbe superare i cinque metri: nel frattempo sono già finiti sott’acqua i piedi dello zuavo del ponte dell’Alma, celebre statua che serve da segnalatore dei livello del fiume per i parigini. L’inondazione comunque non dovrebbe raggiungere livelli record come quella disastrosa nel 1910, ma i disagi più gravi, almeno per il momento, si registrano nel centro della Francia e nelle zone intorno la Capitale: allerta rossa nella banlieu di la Seine-et-Marne, a est di Parigi, e a sud nel Loiret, dove ieri centinaia di automobilisti sono rimasti bloccati sulla A10 e hanno dovuto aspettare i soccorsi.

LA STAMPA

Leggi i commenti

SEZ. SICILIA NEWS Marsala, carabiniere ucciso durante un appostamento: gli hanno sparato alle spalle

1 Giugno 2016, 19:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. SICILIA NEWS Marsala, carabiniere ucciso durante un appostamento: gli hanno sparato alle spalle

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E' morto in ospedale a Palermo il maresciallo dei carabinieri ferito gravemente da un colpo d'arma da fuoco a Marsala (Trapani), ieri sera intorno alle 22.30. Il sottufficiale, Silvio Mirarchi, 53 anni, è stato colpito alla schiena ieri sera mentre era appostato, in borghese, assieme a un collega nei pressi di una serra utilizzata per la coltivazione di marijuana nelle campagne tra le contrade Ciavolo e Ventrischi. Sconosciuti hanno sparato ripetutamente contro i due militari e un proiettile ha raggiunto il maresciallo alle spalle, colpendolo all'altezza del rene. Soccorso subito dal commilitone, è stato trasportato nell'ospedale "Paolo Borsellino" di Marsala, da dove stamattina è stato trasferito in elicottero a Palermo per essere sottoposto a un intervento chirurgico. La gravità delle lesioni riportate ne ha causato il decesso questo pomeriggio. Indagano gli stessi carabinieri. L'ipotesi più accreditata è che a sparare siano stati i responsabili della piantagione di cannabis, che adesso è stata sottoposta a sequestro. Era in sala operatoria dalle 9, nel reparto di Chirurgia vascolare dell'ospedale Civico. "Aveva un buco nell'aorta e ha continuato a perdere sangue - spiega un medico - È arrivato in condizioni gravissime e le speranze che potesse farcela erano davvero poche". Dopo l'intervento durato oltre 8 ore il decesso. In ospedale un continuo viavai di colleghi del maresciallo in servizio a Marsala. La prima ipotesi è che il carabinere possa essere stato scambiato da i "guardiani" delle coltivazioni per un ladro delle piante di droga. Nella zona dove è stato ucciso il maresciallo il 25 maggio scorso venne trovato il corpo senza vita di un romeno. Gli inquirenti spiegarono che poteva trattarsi di un omicidio. E qualche giorno prima nella stessa zona era stato ferito un altro uomo, colpito con una o più fucilate mentre tentava di rubare piante di marijuana da una piantagione, scoperta dai carabinieri proprio dopo il ferimento. Su questi episodi gli investigatori non hanno fatto trapelare notizie perchè stanno portando avanti diverse indagini. la zona è stata passata al setaccio dagli investigatori che poco distante dall'agguato hanno trovato due serre con seimila piante di marijuana. Il corpo del maresciallo Silvio Mirarchi è stato portato nel reparto di medicina legale del policlinico di Palermo dove sarà effettuata l'autopsia. In ospedale vi sono la moglie e i due figli, in lacrime, attorniati dai colleghi della vittima. Dopo il ferimento nelle campagne marsalesi il maresciallo era stato portato primo in ospedale a Marsala dove ha subito un primo intervento poi in elisoccorso al Civico di Palermo. Qui è stato portato nel reparto di Chirurgia Vascolare diretto dal primario Franco Talarico dove è stato sottoposto ad un altro lungo intervento chirurgico. "I proiettili, almeno due, hanno creato gravi danni ad un rene e all' aorta - spiega Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell'ospedale Civico di Palermo - A Marsala il primo intervento nel quale è stato tolto il rene, poi si è visto che i proiettili avevano perforato l'aorta. A Marsala sono stati dati dei punti, ma serviva un intervento in Chirurgia Vascolare per inserire uno stent e rafforzare l'aorta. L'intervento è durato otto ore, ma il maresciallo era molto debilitato e aveva perso molto sangue. Era arrivato in stato di choc. L'intervento era terminato e lo stavano trasferendo in rianimazione quanto si è verificato l'arresto cardiaco".Mattarella: "Brutale agguato", il cordoglio di Renzi. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, "profondamente addolorato", ha inviato al comandante generale dei Carabinieri Tullio Del Sette un messaggio di cordoglio, nel quale esprime la ferma condanna per "il brutale agguato, che priva l'Arma di un servitore dello Stato coraggioso ed esemplare". Mattarella ha pregato il generale Del Sette di far giungere alla famiglia della

vittima sentimenti di solidarietà e di vicinanza, a nome dell'Italia intera e suoi personali. Anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha chiamato il comandante Del Sette per esprimere le condoglianze sue e del governo ai carabinieri e ai familiari del militare ucciso. "Con profondo dolore ho appreso della morte del maresciallo capo Silvio Mirarchi - dice iI ministro della Difesa Roberta Pinotti - vicina alla sua e alla grande famiglia dei carabinieri".

LA REPUBBLICA

Leggi i commenti

TOSCANA NEWS Concordia, la Corte d'appello conferma la condanna a 16 anni e 1 mese per Schettino

1 Giugno 2016, 19:11pm

Pubblicato da Alessia Chianese

TOSCANA NEWS Concordia, la Corte d'appello conferma la condanna a 16 anni e 1 mese per Schettino

DI ALESSIA CHIANESE FIRENZE La sedia dell'imputato, nell'aula del Palazzo di giustizia di Firenze, è stata ancora una volta vuota. Come in tutte le dieci udienze del processo d'appello, e come durante la sentenza di primo grado a Grosseto. E identico al primo grado è stato anche il verdetto: la conferma a 16 anni e 1 mese di reclusione per l'ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, unico imputato per il naufragio all'Isola del Giglio. Era il 13 gennaio 2012, le vittime furono 32, oltre 100 i feriti.

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO Roma: muore bruciata viva Sara Di Pietrantonio

1 Giugno 2016, 19:08pm

Pubblicato da Alessia Chianese

NEWS ITALIA E DAL MONDO Roma: muore bruciata viva Sara Di Pietrantonio
NEWS ITALIA E DAL MONDO Roma: muore bruciata viva Sara Di Pietrantonio

DI ALESSIA CHIANESE Era ossessionato da Sara. La considerava una 'cosa' sua e non accettava l'idea che lei potesse allacciare una relazione sentimentale con un altro ragazzo. Un interrogatorio di otto ore, poi è crollato. E ha confessato l'atrocità del suo gesto. Ad uccidere Sara Di Pietrantonio è stato l'ex fidanzato Vincenzo Paduano, una guarda giurata di 27 anni, che ha ammesso che il movente del delitto era la gelosia. E ha versato anche qualche lacrima. "Un pò di tempo fa ci eravamo lasciati - ha raccontato Paduano - ma io non sopportavo che fosse finita. Lei stava già con un altro".

Leggi i commenti

CORSICA NEWS L’Università di Corsica lancia un diploma in “Giornalismo e Corsofonia”

31 Maggio 2016, 13:48pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CORSICA NEWS L’Università di Corsica lancia un diploma in “Giornalismo e Corsofonia”

INSERITO DA MORENA MOTTA L’Università di Corte ha annunciato oggi l’istituzione di un corso di laurea per giornalisti corsofoni, a partire dal rientro di settembre 2016.

Chi è interessato dovrà superare delle selezioni, a luglio, per essere ammesso. Il corso di studi darà subito opportunità professionali tramite stage nelle redazioni dei più importanti media isolani: France 3 ViaStella, Corse-Matin, RCFM.

Corsica Oggi non può, né vuole, competere con quelle testate, ed è gestito solo da volontari, ma ricordate che anche noi pubblichiamo regolarmente articoli in lingua corsa e che se volete far pratica pubblicando gratuitamente sul nostro sito, non avete che da contattarci

Ecco l’annuncio originale dell’Università di Corsica, naturalmente in lingua corsa:

Parlate è scrivete u corsu è vulete fà carriera ind’è u ghjurnalisimu ?

Purtatevi candidatu à u diploma « Ghjurnalisimu, Media è Cursufunia », certificazione di a Scola Superiore di Ghjurnalisimu di Montpellier !

Diploma d’Università spartu nantu à 2 anni in alternanza in una ridazione : Corse-Matin, France 3 Corse ViaStella, France Bleu RCFM

Mandate a vostra candidatura fin’à u 24 di ghjugnu 2016 meza notte. Cundizione : titulare bascigliè+2 Prove di silizzione : da u 4 à u 8 di lugliu 2016 in Corti

FONTE CORSICA NEWS

Leggi i commenti

PUGLIA E CALABRIA NEWS Migranti, due scafisti arrestati a Reggio Calabria dopo il naufragio in cui sono morte almeno 45 persone

31 Maggio 2016, 09:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PUGLIA E CALABRIA NEWS Migranti, due scafisti arrestati a Reggio Calabria dopo il naufragio in cui sono morte almeno 45 persone

INSERITO DA ELSA COPPA Due uomini ritenuti gli scafisti dell'imbarcazione carica di migranti naufragata nel canale di Sicilia provocando la morte di almeno 45 persone - tra le quali 3 bambini - sono stati sottoposti a fermo dalla Polizia di Stato dopo lo sbarco dei superstiti avvenuto ieri. I due sono stati individuati dalla squadra mobile con l'ausilio della scientifica nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Gaetano Paci e dal questore Raffaele Grassi. L'individuazione dei due presunti scafisti è giunta dopo che ieri, nel porto di Reggio Calabria, è arrivata la nave militare «Vega» con a bordo 629 migranti supersiti del naufragio ed i 45 corpi recuperati in mare al largo della Libia. Le vittime sono 36 donne, sei uomini e tre bimbi con età compresa da sei mesi a due anni. Tra i sopravvissuti ci sono 419 uomini, 138 donne e 72 minori di varia nazionalità (Pakistan, Libia, Senegal Eritrea, Nigeria, Siria, Marocco e Somalia).

IL MATTINO

Leggi i commenti