Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Open day nonostante il Patrono. L’AUSL è preoccupata del mancato boom di prime dosi in vista dell’obbligo previsto a partire dal 15 febbraio, si attendeva fino a mille dosi al giorno ma per ora non si va oltre le 300 MODENA – Tra i miracoli attribuiti a San Geminiano si contano la protezione dei modenesi dalle invasioni di Attila e Carlo d’Amboise, da almeno un’alluvione di Secchia e Panaro e addirittura la guarigione della figlia di un Imperatore Romano d’Oriente, Gioviniano, da una grave malattia. Oggi l’Azienda Sanitaria spera che il Santo Patrono di Modena la aiuti anche a convincere gli ultracinquantenni a vaccinarsi contro il Coronavirus, tanto da convincerla a lasciare aperto il punto vaccinale di Strada Minutara il 31 gennaio. Anche perché al momento gli Over 50 non vaccinati, che ormai vedono all’orizzonte l’obbligo vaccinale a decorrere dal 15 febbraio, non sembrano essersi convinti. Libero accesso per superare la ritrosia a vaccinarsi e i ripensamenti dell’ultimo minuto, ma anche per informarsi poco prima di decidere se accettare la prima dose. San Geminiano sarà invece giorno di festa e di meritato riposo per il personale del drive throug destinato ai tamponi. I cancelli del centro diagnosi di Strada Minutara riapriranno la mattina di martedì primo febbraio. Fabrizio Monari MODENA IN PRIMA
DI MIKI PAPPACODAI cosiddetti “dè dla Mèerla” i Giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30 e 31) e dovrebbero essere i tre giorni più freddi dell'anno. Di solito, scrive il carpigiano Mauro D’Orazi ne (La néeva) - La neve, “vediamo abbondanti nevicate nei cosiddetti dè dla Mèerla” ma da tempo non è più così e anche quest’anno, stando al meteo, sulla Città dei Pio non nevicherà. E nessuno, cogliendo uno strano grigiore pronuncerà la fatidica frase: “Chè a gh è ’n’aaria da néev (c’è un’aria da neve)”. Gli ultimi tre giorni di gennaio, il 29, 30 e 31, vengono definiti i “dè dla Mèerla”, i Giorni della merla e, secondo la tradizione, dovrebbero essere i tre giorni più freddi dell’anno sapete perché? Il significato è da cercare in un’antica leggenda popolare, raccontata ai bambini di generazione in generazione, da un mondo contadino che nelle storie trovava uno strumento per tramandare i segreti della natura e del suo ciclo. “Dovete sapere che i merli, un tempo, avevano delle bellissime piume bianche e soffici. Durante il gelido inverno, raccoglievano nei loro nidi le provviste per sopravvivere al gelo, in modo da potersi rintanare al calduccio per tutto il mese di gennaio. Sarebbero usciti solo quando il sole fosse stato un poco più caldo e i primi ciuffi d’erba avessero fatto capolino tra i cumuli di neve. Così, aspettarono fino al 28 di gennaio, poi uscirono. Le merle cominciarono a festeggiare, sbeffeggiando l’Inverno: anche quell’anno ce l’avevano fatta; il gelo, ai merli, non faceva più paura! Tutta questa allegria, però, fece infuriare l’inverno, che decise di dare una lezione a quegli uccelli troppo canterini: sulla terra calò un vento gelido, che ghiacciò la terra e i germogli. Persino i nidi dei merli furono spazzati via dalla tormenta. I merli, per sopravvivere al freddo, furono costretti a rintanarsi nei camini delle case. Lì, il calduccio li riscaldò e permise loro di resistere. Solo a febbraio la tormenta si placò e i merli poterono riprendere il volo. La fuliggine dei camini, però, aveva annerito per sempre le loro piume bianche: fu così che i merli divennero neri, come li possiamo vedere oggi”. Di solito, scrive il carpigiano Mauro D’Orazi ne (La néeva) – La neve, “vediamo abbondanti nevicate nei cosiddetti dè dla Mèerla, i più freddi dell’anno” ma da tempo non è più così e anche quest’anno, stando al meteo, sulla Città dei Pio non nevicherà. E nessuno, cogliendo uno strano grigiore pronuncerà la fatidica frase: “Chè a gh è ’n’aaria da néev (c’è un’aria da neve)”.Si perde ormai nel tempo l’epocale nevicata del 1929 e l’ondata di freddo che ne seguì anche a Carpi. “Si determinò l’evento nevoso più marcato e pesante di quei tempi e fu paragonabile solo all’ondata di freddo del 1956 – scrive D’Orazi – e i successivi fenomeni dell’inverno 1985 (fui testimone dei 17 gradi sotto zero sotto il Portico del Grano e dei Golf diesel che non partivano), sebbene non meno rilevanti, non ne eguagliarono comunque l’estensione temporale e geografica.Il gelo, protrattosi per tutto il mese di gennaio 1929, ebbe il proprio picco nella prima metà di febbraio quando in tutta Europa si registrarono copiose nevicate. In Italia il freddo e la nevicata si protrassero per ben cinque giorni consecutivi, dall’11 al 14 febbraio, depositando al suolo quantità ingenti di neve e naturalmente anche Carpi fu interessata pesantemente. Il terribile evento meteo del ‘29 è stato ampiamente citato nel celebre film del 1973 Amarcord di Federico Fellini, dove viene evocato come l aan dla néeva gròosa (l’anno della neve grossa). In tanti ricordano ancora, anche se l’anagrafe si fa di anno in anno sempre più inesorabile, questa famosa nevicata del ’29, per averla vissuta o sentita raccontare mille volte in famiglia o dalle persone più anziane”. CARPINEWS
DI MORENA MOTTA A causa del caro bollette, alcune polisportive hanno deciso di spegnere gli impianti di riscaldamento ma, in alcuni casi, i loro spazi vengono usati da alcune scuole per l'ora di educazione fisica, come accaduto per gli studenti degli istituti Wiligelmo e Fermi di Modena che utilizzavano gli spazi della Polisportiva Saliceta San Giuliano. L'istituto Wiligelmo ha deciso di non utilizzare la palestra fino al 19 marzo sperando, per quella data, in un clima più mite, mentre l'istituto Fermi per ora continua regolarmente le lezioni al freddo. La provincia di Modena ha comunque individuato e proposto una soluzione alternativa in un altro impianto, al fine di garantire lo svolgimento della regolare attività di educazione fisica. Attualmente le scuole superiori utilizzano anche le palestre della Polisportiva Sacca, Corassori e Modena Est che attualmente non hanno problemi di riscaldamento.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA E’ successo in via Ancora: sul posto il 118 ma per il giovanissimo motociclista non c’è stato nulla da fare SASSUOLO (Modena) – Incidente questa mattina a Sassuolo, circa alle 8, in via Ancora, angolo via Staffette Partigiane: a scontrarsi frontalmente, su una semi curva, un camion e uno scooter, per cause ancora al vaglio della polizia locale. Ad avere la peggio il giovanissimo centauro, morto a causa dell’urto: sul posto il 118 ma per il 16enne non c’è stato nulla da fare. Notizia in aggiornamento. Si tratta della terza vittima della strada in pochi giorni, nel territorio modenese. Lorenzo Maini MODENA IN DIRETTA
Una Maserati Levante è uscita di strada e si è ribaltata intorno alle 17. Alla guida Jemal Tejaddine, titolare dell’azienda edile Di2 a Concordia. a bordo anche un passeggero rimasto ferito
MODENA –Incidente mortale nel tardo pomeriggio tra Cavezzo e San Possidonio. A perdere la vita, attorno alle 17, è stato un uomo di 41 anni. Una carambola terribile, con una sola auto coinvolta, una Maserati Levante. L’auto avrebbe fatto tutto da sola, finendo fuori strada e ribaltandosi nel campo. Dalla violenza dell’impatto è deceduto il conducente del suv: un 41enne titolare di un’azienda edile della zona, la Di2, di Concordia sulla Secchia, Jemal Tejaddine. L’uomo era di origine tunisina. Ferito anche un altro uomo che era con lui in auto. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che lo hanno estratto per estrarlo dalle lamiere. Per i rilievi la polizia locale di Cavezzo. Federica Galli MODENAINPRIMA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Non si trova posto nella case di riposo, ma sulla carta Finale, Mirandola e San Felice ne hanno tantissimi. E’ la situazione paradossale denunciata dal consi Qualsiasi sindaco sa bene quanto sia delicata ed esplosiva la situazione. In Provincia di Modena si fatica a trovare un letto libero in una Casa di Riposo. I posti non sono stati tagliati formalmente, ma l’assenza di personale non permette di dare risposta alla domanda e garantire i 2.594 letti sulla carta. A causa del Covid l’Ausl ha rastrellato tutti i sanitari svuotando le CRA e non permettendo, di fatto, il pieno servizio: ad esempio Finale ha 65 posti sulla carta ma ne occupa solo 40, San Felice su 71 ne ha 42 pieni, Mirandola, che potrebbe arrivare tra le varie formule fino a 104 posti, ha 52 ospiti. I dati cambiano di ora in ora, ma questa è sostanzialmente la fotografia. Così nella bassa modenese, ma in collina e montagna i numeri sono analoghi. Per questo – spiega Antonio Platis, consigliere provinciale di Forza Italia – ho denunciato oggi in Consiglio Provinciale la situazione e chiesto cosa intendesse fare la CTSS in merito. Il Presidente Tomei, invece di rispondere, si è limitato a girare la nota del dott. Brambilla e a dirsi soddisfatto dell’aumento (ovviamente solo teorico) dei posti convenzionati. Lo ricordo ancora una volta – ironizza Platis – Antonio Brambilla non è l’assessore provinciale alla salute ma il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale che la CTSS deve controllare. A Modena invece c’è il paradosso che il controllato dice al controllore che cosa deve fare! Il momento è veramente critico e si rischia di avere, a breve, qualche sindaco costretto a chiudere una casa di riposo a causa della carenza di personale. A questo punto ho chiesto formalmente alla Provincia di convocare in audizione i referenti delle Asp del territorio ed affrontare la questione non più procrastinabile. Gli strumenti per invertire la rotta ci sono. È fondamentale – propone il consigliere azzurro – passare dal ‘comando’ al trasferimento a tempo determinato del personale infermieristico in quanto, nel primo caso, è solo su base volontario e nel secondo invece ci sarebbe l’obbligo, per il vincitore di concorso, di prestare servizio il tempo necessario alla sostituzione. Bisogna quindi introdurre una deroga al principio dell’unitarietà gestionale previsto dalla normativa sull’accreditamento, introducendo la possibilità di trasferire personale infermieristico dipendente dell’AUSL presso le CRA a gestione pubblica e, nelle situazioni più critiche e se gli altri strumenti a disposizione non dovessero risultare efficaci, la Regione dovrebbe imporre la gestione diretta dei servizi infermieristici delle CRA tramite l’Ausl di competenza per il periodo di emergenza sanitaria. SUL PANARO.NET
DI REDAZIONE Ieri sera si è tenuta la celebrazione della solennità patronale di San Paolo Apostolo. La Santa Messa è stata presieduta dall’Arcivescovo di Modena-Nonantola e Vescovo di Carpi, Mons. Eric Castellucci. Questo il discorso del Sindaco Luca Prandini, che ha partecipato alla Santa Messa insieme ad alcuni rappresentanti dell’Amministrazione comunale, delle forze dell’ordine e della Protezione Civile. - - - Carissimi concordiesi, in questo giorno importante per la nostra comunità, è con piacere che rivolgo a tutti voi il mio più caro saluto e quello dell’amministrazione comunale. Ringrazio don Andrea per l’invito, Sua Ecc. Mons. Erio Castellucci per la sua presenza, insieme a tutti i presbiteri, per questa celebrazione solenne; presenza che unita ai tanti fedeli qui riuniti testimonia l’importanza e rafforza la comunità di Concordia. La festa del Santo Patrono è in grado di trasmettere i suoi alti valori e ci stimola a camminare insieme, ad andare avanti superando prove e contrasti. In questo momento storico così difficile, credo che sia necessario trovare dentro di noi la speranza e continuare a credere nell’importanza delle relazioni con il nostro prossimo. Mai come in questi mesi, lunghi e faticosi, abbiamo compreso quanto sia fondamentale coltivare dentro di noi la speranza nel futuro, soprattutto ora che ci troviamo a vivere in un periodo di grandi incertezze. Ci siamo resi conto che senza prospettive, il presente si impoverisce e senza radici il futuro si fa ancora più oscuro. Siamo tutti membri di una grande comunità e abbiamo necessità di comprendere finalmente che il nostro agire quotidiano influisce sulla vita di chi ci è accanto. “Essere comunità” è un’espressione che utilizzo spesso e che oggi rivolgo a tutti voi, con l’auspicio che possa essere di guida e orientamento. Essa ispira a collaborare, a condividere, a vivere con fiducia e responsabilità. Oggi desidero rivolgere, a nome di tutta l’amministrazione, un sentito ringraziamento a tutte le persone che a vario titolo stanno lavorando per il bene della nostra comunità in questi tempi così faticosi: gli operatori sanitari, i medici, gli infermieri, i farmacisti, i volontari della protezione civile, la polizia municipale e le forze dell’ordine. Ringrazio tutti coloro che si sforzano ogni giorno di mandare avanti nel modo migliore la propria famiglia e il proprio servizio al bene comune, come gli operatori socio sanitari, gli insegnanti, che hanno un ruolo essenziale nella vita sociale e che devono affrontare una situazione molto complessa. Rivolgo un saluto di vicinanza e affetto alle persone che in questo momento stanno affrontando una malattia o che stanno combattendo contro il Covid, così come ai famigliari delle persone che purtroppo sono decedute. Il mio augurio è che la fede che viviamo in questa solennità del Santo Patrono possa aiutarci ad affrontare i prossimi mesi e ad alimentare l’amore per il nostro paese e la partecipazione di tutti alla sua crescita, alla ricostruzione del suo futuro, non solo di mura, bensì di relazioni umane, capaci di rendere migliore il nostro vivere quotidiano. Buon Santo Patrono a tutti.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un anno da record per il centro trapianti della nostra città, prima realtà per numero di interventi in Emilia Romagna e tra le prime in Italia MODENA – Sul trapianto di fegato da donatore vivente, Modena porta l’Emilia-Romagna ai vertici e traina la regione in Europa. La rete trapiantologica della nostra regione è più forte del Covid e nonostante la pandemia è riuscita ad effettuare, nel 2021, 493 trapianti effettuati tra cuore, fegato, reni e pancreas (di fatto 101 rispetto ad un anno fa) e sui 109 trapianti di fegato eseguiti a Modena, il 6,4% di questi è avvenuto da donatore vivente. Un risultato per Modena e per la regione davvero ragguardevole per un anno da record soprattutto per la Chirurgia oncologica, epato-bilio-pancreatica e dei Trapianti di fegato dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena. Dopo aver festeggiato i primi vent’anni d’attività con oltre 1.000 trapianti di fegato, la struttura ne ha eseguiti altri 109 nell’anno che si è da poco chiuso. In particolare, proprio nel 2021, per la prima volta in Italia è stato eseguito un trapianto da donatore DCD (morte cardiaca) e positivo al Covid ad un paziente “ricevente” con pregressa infezione da Covid e un grave tumore del fegato. Francesca Galafassi TCRTELEMODENA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA C’è un decesso rilevato anche nella Bassa nell’odierno bollettino sulla diffusione del Coronavirus redatto da Regione Emilia-Romagna e Ausl. A San Prospero non ce l’ha fatta un uomo di 77 anni Sono stati 358 i decessi nella Bassa dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus sul nostro territorio. Ecco i numeri dei morti per Covid nella Bassa modenese fino ad ora, Comune per Comune: Bastiglia 2 Bomporto 13 Camposanto 3 Cavezzo 34 Concordia 26 Finale 35 Medolla 9 Mirandola 71 Novi 17 Nonantola 25 Ravarino 18 San Felice 46 San Possidonio 11 San Prospero 6 Soliera 42 FONTE SUL PANARO.NET
INSERITO DA MIKI PAPPACODA SAN FELICE – Nel corso dellecelebrazioni per San Sebastiano, patrono della Polizia Locale, svoltesi nella giornata di sabato 22 gennaio a San Felice, sono stati consegnati gli encomi agli agenti della Polizia Locale dell’Unione dei Comuni Modenesi Area Nord. In particolare, il Comandante Gianni Doni ha conferito gli encomi all’Ispettore superiore Euro Bellei, all’Assistente Capo Simone Barbieri e all’Assistente scelto Daniela Fazio.
Tutti e tre gli encomi sono stati conferiti per il contributo dato nel corso di un controllo stradale su un autocarro che trasportava rifiuti metallici e rame. Nella circostanza, avvenuta lo scorso novembre, a San Prospero, poichè il conducente non era in grado di provare la provenienza lecita del materiale che trasportava, il carico è stato sequestrato e il conducente deferito per trasporto abusivo di rifiuti e ricettazione.