Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE La fortuna bacia ancora una volta il casertano. Stavolta è il SuperEnalotto a regalare gioie nel bar di via Forche Caudine a Maddaloni dove è stata registrata una vincita per un 5 da 44mila euro. Secondo quanto riferito da AgiPro, nell'ultimo concorso del Superenalotto sono 3 le giocate fortunate in Campania. Le altre due sono state registrate a Napoli ed Atripalda, in provincia di Avellino. Nel frattempo il Jackpot è arrivato a quota 285,1 milioni di euro che saranno messi in palio nel prossimo concorso. L'ultima sestina vincente è arrivata il 22 maggio 2021, con i 156,2 milioni di euro finiti a Montappone (in provincia di Fermo), mentre in Campania il "6" manca dal 30 dicembre 2014 quando a Castellammare di Stabia furono vinti 18 milioni di euro.
INSERITO DA ANGELA CECERE Un patrimonio, reale, segreto e misterioso che normalmente è “muto” e non risponde alle curiosità dei pochi visitatori che li notano.Caserta. Venerdì 7 ottobre 2022, dalle ore 19.30 alle 22.30 la notte dei ricercatori darà la possibilità di scoprire una delle tante meraviglie segrete della Reggia di Caserta. Infatti, nelle luci soffuse della notte nelle sale dell’Appartamento del Settecento, lo staff educativo del Museo Michelangelo illustrerà ai visitatori gli strumenti scientifici esposti nel percorso museale. Sono oggetti che (purtroppo) sfuggono all’attenzione del pubblico usuale della Reggia, affascinato dal bagliore degli ori delle decorazioni, dallo sfolgorio dei colori dei dipinti e degli affreschi e da lusso del mobilio. E’ una piccola collezione di oggetti scientifici (orologi meccanici e solari, strumenti per l’astronomia, la fisica e la geografia) raccolti in due sale, l’anticamera della camera da letto di Ferdinando II e la III sala di lettura della biblioteca. Si tratta di un prezioso patrimonio di oggetti costruiti tra il 1770 e il 1850 circa da importanti costruttori napoletani (di nascita o di adozione) ed europei. Una occasione preziosa per indagare il mondo scientifico del passato che costituisce una nicchia del patrimonio culturale italiano (circa il 4%) poco frequentata da cittadini e turisti (appena il 5% dei visitatori museali complessivi) attirati dall’enorme quantità di oggetti d’arte, di archeologia e di storia dei musei italiani. Un patrimonio, quello reale, segreto e misterioso che normalmente è “muto” e non risponde alle curiosità dei pochi visitatori che li notano: cosa sono quegli strumenti? Come funzionavano? Chi li costruì? Quando? su ordine di chi? La visita è affidata al curatore scientifico (che ha studiato e già in parte pubblicato le ricerche storiche su questa collezione) e agli educatori del Museo Michelangelo, studenti dell’Istituto Tecnico Statale “Buonarroti” di Caserta adeguatamente preparati a svolgere l’attività museale. Infatti, nella propria sede il Museo Michelangelo si avvantaggia della voce, della passione e delle efficaci strategie comunicative dei giovani per raccontare la sua collezione di strumenti (per la fisica, la chimica, la topografia), di esemplari naturali (botanici, zoologici e soprattutto petrologici e mineralogici) e di dispositivi e apparati per la tecnologia del disegno, dell’automazione di ufficio, del calcolo scientifico e del multimedia.
INSERITO DA ANGELA CECERE Volontari in campo Caserta. Ri-party.amo: complice una bellissima giornata di sole, i volontari del WWFCaserta, le Guardie WWF, assieme al gruppo Volturnia Kayak Capua e le volontarie di Inner Wheel Aversa( la cui presidentessa da oggi è anche socia WWF ) con i loro bimbi, hanno ripulito un'area di circa 1500 mq lungo la riva destra del Volturno capuano , nei pressi delle Torri federiciane. La manifestazione, a cui il Comune di Capua ha concesso il patrocinio morale, ricade nell’ambizioso progetto nazionale del WWF Italia Ri-party-Amo che impegnerà i volontari del Panda per oltre un anno, da settembre 2022 ad ottobre 2023, con l’obiettivo di ripulire 20 milioni di metri quadri di spiagge, laghi, fiumi e fondali grazie a 24 grandi iniziative di mobilitazione che vedranno impegnati oltre 10.000 volontari; saranno inoltre organizzati 8 incontri nelle università italiane e numerosi workshop nelle scuole, capaci di coinvolgere un totale di 100.000 studenti. Presso le Torri federiciane è stato inoltre allestito uno stand informativo sulle attività del WWF Caserta e di Volturnia Kajak Capua, sul drammatico problema dei rifiuti di plastica nei fiumi ed a mare e su come prevenirlo. Raccolti oltre 250 kg di rifiuti, plastica e vetro, e resa l'area certamente più sicura e fruibile dai cittadini. Un grazie all'Amministrazione Comunale di Capua, che era rappresentata dall'Assessore Vincenzo Corcione ( da oggi anche socio WWF ). Un particolare ringraziamento va ai bimbi che oggi hanno partecipato con l'entusiasmo tipico della loro età, dando prova di grande spirito di cittadinanza attiva : a loro vorremmo lasciare un Mondo in cui l'Uomo possa vivere in armonia con la Natura. L’evento è stato un momento di festa e di socialità all’insegna della tutela ambientale: una grande mobilitazione a cui hanno partecipato cittadini di ogni età. "Grazie e tutti ed alla prossima avventura e domenica 9 ottobre sarà la volta di villetta Padre Pio a Caserta, per Urban Nature 2022, la festa della natura in città. Quest'anno "la Natura si fa cura ", azioni concrete per aiutare i bimbi ricoverati negli ospedali pediatrici italiani costruendo 10 aule natura."
INSERITO DA ANGELA CECERE L'appello Caserta. “La devastante politica degli abbattimenti di bufale campane, complici le sciagurate scelte normative della Regione, sta portando la Campania, specialmente nell’area casertana, a perdere un’eccellenza di inestimabile valore. Per questo ho chiesto ed ottenuto un’audizione presso la consulta di garanzia statutaria della regione Campania, che a giorni si esprimerà sulla eventuale illegittimità della delibera di approvazione del piano di eradicazione della Brucellosi in Campania”. Lo afferma la consigliera regionale campana del gruppo misto Maria Muscarà, a margine di un’audizione tenuta presso la consulta di garanzia statutaria chiamata a dare il proprio parere sulla legittimità o meno del piano regionale per l’eradicazione della brucellosi e della tubercolosi bufalina varato dalla giunta De Luca a marzo scorso. “Documentazione alla mano - racconta la consigliera regionale -, sono stata ascoltata con grande attenzione dal presidente Furgiuele e dai componenti dell’organismo di garanzia che ringrazio per la disponibilità all’ascolto: riceverò una risposta scritta, spero, in breve tempo. Sono fiduciosa: sappiamo infatti bene - spiega Muscarà - che le norme regionali che devono rispondere con coerenza alle normative europee e nazionali, non possono essere determinate nelle segrete stanze di una giunta regionale ma devono investire coerentemente l’assemblea regionale e i suoi organismi, cosa che non è affatto accaduta. Ricordiamo anche - aggiunge - che il 14 giugno del 2022, sebbene in maniera discutibile, un’ordinanza del Ministero della Salute ha recepito le norme europee sulla distinzione tra casi sospetti e casi certi delle infezioni bufaline. Ebbene, neanche questa ordinanza in Regione Campania è stata presa in considerazione, per cui, temo, si continuerà a portare le bufale al macello come prima o più di prima. E allora: è legittima o meno l’azione della giunta di attuare tutti i provvedimenti più importanti escludendo il Consiglio? E’, o non è evidente che il Piano regionale di eradicazione delle infezioni bufaline, investendo materie, come la sanità, la gestione dei fondi europei, le politiche del lavoro e tant’altro, non poteva non passare per il Consiglio? E’, o non è sostanzialmente basato sull’eradicazione piuttosto che sulla prevenzione, per cui la mattanza è destinata giocoforza a proseguire come nel passato, devastando un patrimonio fondamentale per l’economia e la cultura casertana? Cosa c’è dietro? Nei prossimi giorni chiederò una seduta monotematica del Consiglio regionale e, nel corso della stessa chiederò che venga messa ai voti la proposta, per ora lasciata nei cassetti di una commissione-struzzo, per l’istituzione di una commissione di inchiesta. Vedremo chi vuole la verità e la giustizia e chi preferisce voltarsi dall’altra parte. E chissà perché”.
INSERITO DA ANGELA CECERE Le rivelazioni del nuovo collaboratore di giustizia Capasso sulla piazza di spaccio di San Clemente inguaiano il narcos Luigi Belvedere Da cliente a gestore della piazza di spaccio nel circolo di via Caprio Maddaloni a Caserta grazie alla quale avrebbe guadagnato fino a 500mila euro. E' questo il retroscena su Luigi Belvedere rivelato dal suo ex socio ed oggi collaboratore di giustizia Francesco Capasso, 29enne di Aversa, le cui propalazioni sono finite nel processo d'Appello in cui è imputato con Belvedere ed altre 9 persone. Belvedere - che attualmente sarebbe in Colombia - avrebbe iniziato da normale 'pusher' al dettaglio: "Acquistava da me un pacco di cocaina ogni 10-15 giorni che pagava 38-39mila euro - spiega Capasso - Al momento della consegna Belvedere mi consegnava la metà del prezzo complessivo della fornitura e dopo una settimana rientrava con il pagamento". Il 2016 è l'anno della svolta. Belvedere insieme con Luca Piscitelli (anche lui imputato) decide di mettersi in proprio e contatta Capasso per chiedergli di entrare in affari con loro. "In questo modo tutti i clienti che venivano ad acquistare a Caivano avrebbero avuto una maggiore convenienza risparmiando i costi e il rischio del viaggio", precisa ancora Capasso. L'idea iniziale è quella della "piazza al telefono", cioè dello spaccio itinerante ma Capasso consiglia a Belvedere di procurare un locale. "Avremmo formalmente aperto una sala giochi - spiega - attività che avrebbe giustificato il via vai dei clienti che sarebbero venuti ad acquistare la cocaina". Così nacque il circolo dello spaccio. Lo step successivo fu quello di pendere in fitto un appartamento, sempre nella frazione di San Clemente. "Il contratto fu intestato ad un cittadino extracomunitario". All'interno dell'abitazione "custodivamo la droga e preparavamo le dosi di crack". Un'attività a tempo pieno: "iniziava intorno alle 19 e proseguiva fino alle 2-3 di notte". Il volume d'affari è enorme: "All'inizio ci garantiva un guadagno giornaliero di 1000-1500 euro. Con il passare del tempo e sfruttando tutti i nostri contatti io e Belvedere ampliammo notevolmente il volume d'affari". In cifre la piazza era in grado di vendere "fino a 20-25 chili di cocaina al mese con guadagni di 20-25mila euro al giorno. Ricordo che nel periodo di Natale il volume d'affari subì un'ulteriore accelerata. Ricordo che io e Belvedere calcolammo un guadagno per ciascuno di noi di circa 500mila euro", conclude il nuovo collaboratore
INSERITO DA ANGELA CECERE Tragedia sfiorata in via Ferrarecce a Caserta. Un albero dal grosso fusto è crollato in strada nei pressi di una tavola calda vicina al sottopasso. Le persone che erano a bordo della vettura, una Smart, in quel momento si trovavano nel locale per la pausa pranzo. Avevano da poco finito di pranzare quando l'albero si è abbattuto provocando danni al veicolo ma fortunatamente solo quelli. Di fatto la caduta del fusto, causata anche dal maltempo, ha provocato disagi per la circolazione per la presenza del tronco al centro della carreggiata. Non è la prima volta che dopo forti piogge cadano alberi nel Capoluogo ed anche in via Ferrarecce dove meno di un anno fa un altro albero aveva distrutto un auto in sosta con il proprietario che ha fatto causa al Comune per i danni.
INSERITO DA ANGELA CECERE Santa Maria Capua Vetere si sveglia col cuore triste. E' venuto a mancare nella tarda serata di mercoledì Giovanni Oliva. Ispettore della polizia di Stato in pensione e priore della Congrega del Santissimo Corpo di Cristo, il 67enne combatteva da mesi contro il male del secolo. Molto conosciuto in città e ricordato da tutti per la sua personalità e simpatia: i funerali si terranno venerdì alle 11.30 nella chiesa di Sant'Andrea Apostolo a Santa Maria Capua Vetere Alla nostra collega Maria Paola ed alla sorella Annalia il più grande ed affettuoso abbraccio da parte di tutta la famiglia.
INSERITO DA ANGELA CECERE Caserta. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Marcianise, unitamente ai militari del 10° reggimento “Campania”, compagnia di intervento operativo, hanno denunciato un quarantasettenne, ritenuto responsabile di porto di armi o oggetti atti ad offendere, nonché di porto senza giustificato motivo di strumenti in metallo riproducenti armi (pistole giocattolo) e strumenti di segnalazione acustica che esplodono cartucce a salve (pistole scacciacani), sprovvisti del tappo rosso occlusivo della canna. L’uomo, notato mentre si aggirava con fare sospetto nei pressi di in bar di Marcianise, è stato subito fermato per un controllo e sottoposto a perquisizione personale venendo trovato in possesso di una pistola a salve calibro 8 mm, priva del previsto tappo rosso, e di un coltello a serramanico a scatto della lunghezza di 27 centimetri. L'intero materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro.
INSERITO DA ANGELA CECERE Caserta. Primi risultati dell'attività dei carabinieri nel casertano, dopo gli ultimi episodi di furti con spari e risse avvenuti tra le ultime settimane di agosto e l'inizio di settembre I carabinieri del reparto territoriale di Mondragone, hanno eseguito un servizio coordinato di controllo del territorio, finalizzato al contrasto dell’illegalità diffusa e dello spaccio di sostanze stupefacenti. Attività incisiva che ha consentito di denunciare due persone, un 19enne di origini marocchine e un 30enne residente a Castel Volturno, ritenute rispettivamente responsabili di violazione degli obblighi imposti dall’autorità giudiziaria detenzione di sostanze stupefacenti. Nel corso del servizio, sono state controllate 41 persone e 23 veicoli, oltre a tre esercizi commerciali. numerose sono state le sanzioni elevate per violazioni al codice della strada che hanno portato, tra l’altro, al sequestro di due autovetture.
INSERITO DA ANGELA CECERE La lettera Caserta. Gianni Fabbris invia una lettera ai sindaci della provincia di Caserta, dopo che alcuni di loro hanno chiesto nell'incontro di ieri che il generale incontri il commissario Cortellessa. "Ai sindaci che ieri hanno incontrato il Presidente De Luca sentendosi dire che, in un atto di attenzione verso il territorio la Regione mette al lavoro il Gen. Cortellessa, giriamo quest’articolo datato 13 luglio. Lo facciamo perchè durante l’incontro alcuni sindaci hanno chiesto che il Commissario “incontrasse il Coordinamento” e si sono sentiti rispondere dal Generale un secco “No” nel tono perentorio usato dai militari motivato (bonta sua) dal fatto che il Coordinamento lo delegittimerebbe. Come vedete dall’articolo (ampiamente riportato dai giornali) non c’è alcun bisogno di incontrare il Generale Cortellessa; ringraziamo i sindaci che lo hanno sollecitato ma il Coordinamento ha già incontrato il Gen. Cortellessa per due lunghe ore ed ha posto con trasparenza la sua posizione. Non ci sembra di averlo delegittimato come persona e nemmeno di aver usato toni e modalità inadeguate. Del resto siamo stati i primi a chiedere l’istituzione di un Commissario ma (come vedete chiaramente nell’articolo) per modificare il Piano e non per attuarlo, dal momento che pensiamo che quel piano è un danno mortale per il territorio e che nelle regole che impone diffonde ancora di più le malattie. In sostanza: nessun problema sulla persona ma la questione è altra. Cortellessa è stato nominato dal presidente De Luca commissariando due uffici regionali con il mandato di applicare il Piano non di cambiarlo. Al generale abbiamo ricordato che il suo compito è tutto qui e che non ha alcun potere di cambiare un piano fallimentare come sarebbe stato se la nomina fosse stata fatta dal Presidente del Consiglio dei Ministri (come è appena avvenuto nel caso della peste suina) che avrebbe dovuto dichiarare lo “Stato di emergenza” e avrebbe conferito poteri per “riscrivere il provvedimento” non per attuarlo. Esattamente come fu fatto nel 2007 con uno straordinario risultato: la brucella in provincia di Caserta passò dal 18% al meno dell’1%. Al commissario abbiamo rappresentato i rischi che “finisse per essere uno specchietto per le allodole”, un “parafulmine offerto in pasto ai sindaci, agli allevatori ed all’opinione pubblica” per scaricare le responsabilità di chi le ha realmente: il Presidente De Luca, la Giunta Regionale e il Consiglio Regionale che sono gli unici a dover rispondere agli elettori. Così, purtoppo è stato. Alle Commissioni del Consiglio Regionale riunite in sessione ufficiale per valutare il Piano e le modifiche necessarie, la Giunta non si è presentata (quindi non fuggono solo dal confronto con gli allevatori ma anche dalle loro stesse istituzioni ogni volta che trovano scomodo affrontare la verità) e il Capo di Gabinetto di De Luca ha mandato una nota dicendo: “da ora abbiamo nominato il Commissario Cortellessa, parlate con lui”. Stessa cosa ha fatto il Presidente De Luca con allevatori che lo sollecitavano. Il Presidente con fare paterno e la pacca sulla spalla, più o meno ha detto: “Fratelli miei facciamo tutto quello che volete, non vi preoccupate. Però parlate col Generale Cortellessa che ha la mia delega”. Già! Quegli allevatori ci hanno creduto e hanno incontrato il Generale ponendogli tutte le questioni che vanno cambiate per risolvere davvero la BRC e la TBC (le stesse che il Coordinamento pone da sempre) e il Commissario, che è un militare onesto, un professionista cosciente del proprio dovere e dei propri compiti ha semplicemente detto la verità: “Perchè chiedete a me? Io non posso cambiare il Piano, posso solo provare a vedere se lo realizzo al meglio”. Tutto questo lo avevamo rappresentato trasparentemente al Commissario Cortellessa ma dopo quell’incontro nulla è cambiato. Il piano continua a fare danni, il Presidente De Luca continua ad essere sordo a qualsiasi proposta di migliorarlo per evitare i disastri che si stanno concretizzando e il Commissario Cortellessa continua a girare nelle campagne garantendo quello che non può. La verità, cari sindaci, è che siamo noi che, dopo averlo incontrato, non abbiamo altro da dire al commissario (su cui non abbiamo alcuna delegittimazione da operare dal momento che non ha alcun potere che ci interessa sollecitare). Vero è, piuttosto, che nelle ultime settimane, visto che il Piano continua a fare danni e che nella sostanza ben poco è cambiato (sono circa 15.000 gli animali abbattuti da Gennaio usando le stesse metodiche fallimentari imposte dagli estensori del piano aggirando le regole e gli indirizzi comunitari) abbiamo “diffidato il Generale Cortellessa, il Ministro Speranza, il Presidente della Regione De Luca e l’Assessore Caputo a fermarsi, notificandogli che se non lo faranno, li riterremo responsabili personalmente dei danni economici alle aziende. Siamo convinti che quel piano presto crollerà. In questo momento sono aperte procedure e ricorsi al TAR, alla Corte dei Conti, al Consiglio di Stato oltre che attività della magistraura su possibili profili penali. Nei prossimi giorni arriveranno al pettine le procedure aperte dal Difensore Civico (che si sta rivolgendo alla Magistratura ed agli organismi di giustizia europei) e della Consulta di Garanzia Costituzionale della Regione (un organismo formato da massimi esperti dall’altissimo profilo) che ha ritenuto “meritevole” di indagine un esposto delle opposizioni in Consiglio Regionale per valutare la “legittimità” del Piano di De Luca-Caputo-Limone-Campanile. Se questo accadrà tutti gli atti decadranno compreso la nomina del Generale Cortellessa. Il soccorso contadino sta inventariando e documentando i danni alle imprese e al territorio. La nostra diffida non è delegittimazione e discredito ma è un atto di legittima autodifesa e l’esercizio di garanzie costituzionali: se per effetto del Piano le aziende avranno danni che avrebbero potuto essere evitati, chiederemo i risarcimenti direttamente a chi lo ha applicato non volendo ascoltare le ragioni di chi propone le alternative possibili. In conclusione: nell’augurarvi una buona giornata, esortiamo i sindaci del casertano, come hanno saputo fare tanto volte, a guardare con fiducia all’azione degli allevatori che non è animata da alcuno spirito di rivalsa o da posizionei preconcette ma che da tempo stanno dimostrando, con la loro azione, di saper andare oltre la logica della pacca sulla spalla." Fin qui la nota di Gianni Fabbris