Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE La frazione di Sala di Caserta resta isolata per uno sprofondamento della sede stradale che ha interessato via Landi, all'altezza dell'incrocio con via Ponte. E' quanto emerge da un'ordinanza del comandante della polizia municipale che ha modificato il piano traffico nella frazione per consentire alla ditta incaricata di svolgere i lavori ritenuti "indifferibili ed urgenti al fine di scongiurare pericoli per la pubblica e privata incolumità". Per questo è stata disposta la chiusura di via Ponte, da via Tescione verso via Landi, dall'incrocio con via Mulini Militari fino al civico 54. In pratica è stato chiuso il ponte di Sala per chi vuole salire, mentre per chi proviene da San Leucio per evitare il cantiere e recarsi all'interno frazione potrà svoltare in via San Donato il cui senso di marcia è stato invertito. Per scendere verso il centro storico, invece, il percorso dovrebbe restare invariato. Infine, è stato disposto il senso unico alternato, esclusivamente per i residenti, nel tratto di via Landi compreso tra l'inizio della strada e l'incrocio con via San Donato.
INSERITO DA ANGELA CECERE Un'attività d'indagine che parte da lontano Caserta. Il comando provinciale della guardia di finanza di Caserta sta coordinando l’esecuzione di un decreto di confisca con il quale la suprema corte di cassazione, confermando le decisioni a suo tempo assunte dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sezione misure di prevenzione e, successivamente, avallate dalla corte d’appello di Napoli ha disposto l’apprensione definitiva a favore dello stato di beni immobili, mobili registrati e di quote societarie per un valore complessivo di oltre 25.000.000 di euro nei confronti di un imprenditore casertano, operante nei settori sanitario, editoriale, delle telecomunicazioni e immobiliare. Il provvedimento costituisce l’epilogo di mirati accertamenti economico-patrimoniali Accertamenti posti in essere dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Caserta, su delega del citato ufficio giudiziario, finalizzati alla ricostruzione del profilo di pericolosità sociale dell’imprenditore e all’individuazione dei proventi illeciti che gli hanno permesso un ingiustificato arricchimento personale e l’accumulazione - nel tempo - di un ingente patrimonio incongruente con i redditi dichiarati. I particolari dell'attività d'indagine A seguito degli accertamenti, l’imprenditore aveva subito l’applicazione di una misura di prevenzione a carattere personale, essendo stato riconosciuto come un soggetto socialmente pericoloso sul piano “economico-finanziario” alla luce del suo coinvolgimento, nel periodo 2005-2017, in molteplici vicende giudiziarie concernenti, in particolare, numerosi e diversi delitti a sfondo patrimoniale, quali truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche, riciclaggio, appropriazione indebita e delitti tributari per evasione fiscale ed utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Al fine, quindi, di disvelare l’origine del rilevante patrimonio dell’imprenditore e del suo nucleo familiare è stata acquisita copiosa documentazione, tra cui i contratti di compravendita dei beni e delle quote societarie nonché numerosi altri atti pubblici che hanno interessato nel tempo l’intero nucleo familiare investigato, verificando poi, per ogni transazione, le connesse movimentazioni finanziarie sottostanti alla creazione della necessaria provvista economica Il materiale così raccolto è stato oggetto di circostanziati approfondimenti, anche bancari Tali accertamenti hanno consentito di accertare un’ingiustificata discordanza tra il reddito dichiarato e le disponibilità finanziarie invece utilizzate per le acquisizioni patrimoniali, oltre all’utilizzo strumentale delle società allo stesso riconducibili per mascherare la titolarità del suo ingente patrimonio immobiliare e per drenare liquidità attraverso fittizie operazioni di “restituzione finanziamenti”. Un'attività d'indagine che parte da lontano Nel mese di febbraio 2018 la seconda sezione penale, collegio D del tribunale di Santa Maria Capua Vetere aveva già disposto il sequestro, in vista della successiva confisca, delle quote societarie e relativi complessi aziendali di 3 imprese (tra cui un noto studio odontotecnico convenzionato con il servizio sanitario nazionale, un gruppo editoriale attivo nelle telecomunicazioni e una immobiliare), 93 immobili (ubicati in Campania, Lazio, Abruzzo e Svizzera, tra cui rientrano anche ville private situate in note località turistiche), 8 autoveicoli nonché delle disponibilità finanziarie presenti su 22 rapporti bancari (conti correnti, conti di deposito e altri investimenti finanziari), per un valore stimato pari a oltre 25 milioni di euro.
INSERITO DA ANGELA CECERE L'operazione Caserta. La polizia municipale di Caserta, è stata impegnata su più fronti in attività di polizia giudiziaria. Dopo numerosi casi dei mesi scorsi, ancora un furbetto dei contrassegni invalidi scoperto e denunciato all’autorità giudiziaria. Infatti è stato accertato in Piazza Vanvitelli che un'auto era in divieto di sosta con esposta la fotocopia a colori plastificata di un permesso invalidi rilasciato nel 2019. Mentre erano in corso le operazioni di rimozione del veicolo si avvicinava il trasgressore, un 50enne casertano. Dagli accertamenti risultava che il permesso era stato rilasciato al padre, tra l’altro deceduto da qualche mese. Il permesso fotocopiato veniva sequestrato come prova del reato e il responsabile veniva deferito all’Autorità Giudiziaria per falsità materiale commessa da un privato. Ancora una volta ci si imbatte nel deplorevole comportamento degli utenti della strada che sfruttando il possesso dei permessi invalidi legittimamente rilasciati ai titolari, parcheggiano ovunque sicuri di evitare sanzioni e rimozione del veicolo. La polizia municipale ribadisce l’invito a tutti i cittadini di segnalare, con mail o telefonando al numero verde del comando 800655155, utilizzi impropri dei permessi rilasciati a persone diversamente abili. Per senso del dovere, per senso civico e, soprattutto, per tutelare chi ne ha veramente bisogno. "Si ricorda che l’utilizzo del contrassegno invalidi è disciplinato dall’articolo 188 cds e relativo regolamento di esecuzione, che prevedono la necessaria presenza del titolare del permesso a bordo del veicolo ove è esposto il permesso in quanto titolo autorizzativo personale." Altre operazioni di polizia giudiziaria sono state condotte nell’ambito delle attività, per il contrasto del fenomeno dei roghi nella Regione Campania, Terra dei Fuochi, sotto il coordinamento dell’Incaricato vice prefetto Filippo Romano. In particolare sono state effettuate due operazioni di cui una di II livello, con personale dell’Esercito Italiano ed una di III livello interforze. Nell’operazione di II livello è stata controllata un’autofficina ed è stata sottoposta a sequestro porzione di terreno, di circa 60 mq, per illecito smaltimento dei rifiuti autoprodotti in quanto erano stati rinvenuti sul suolo numerosi pezzi di ricambio e oli esausti non correttamente differenziati e depositati alla rinfusa. Denunciato un cittadino casertano di 52 anni. Nell’operazione di III livello è stata controllato un deposito ed è stata sottoposta a sequestro un’area di circa 600 mq., per illecito smaltimento dei rifiuti in quanto erano stati rinvenuti sul suolo materiale edile, una macchina operatrice abbandonata, materiale ligneo frammisto a cartongesso non correttamente differenziati e depositati alla rinfusa. Nei guai in questo caso è finito un cittadino casertano di 60 anni.
INSERITO DA ANGELA CECERE Lotta al consumo e spaccio di droga Caserta. Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno arrestato per questo motivo un 18enne del luogo. Il giovane, in violazione alla misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di Santa Maria Capua Vetere, cui era sottoposto, è stato fermato e perquisito nel territorio del comune di Casapulla mentre era passeggero a bordo di un’autovettura. I militari lo hanno trovato in possesso di 2 involucri in cellophane contenenti complessivamente 19,28 grammi di hashish e 9 involucri in cellophane contenenti 3,65 grammi di cocaina. Erano nascosti negli indumenti intimi. La perquisizione è stata poi estesa al suo domicilio. In una cantina di pertinenza della sua abitazione sono stati rinvenuti e sequestri 3 involucri contenenti 70,49 grammi di cocaina e 5 involucri con 99,14 grammi di crack. E' ora rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Caserta. Tutti assolti perché "il fatto non sussiste" gli ex manager Firema - storica azienda ferroviaria di Caserta oggi denominata Tfa - imputati per omicidio e lesioni colpose per i 19 lavoratori morti e gli 82 malati per esposizione all'amianto. Lo ha stabilito il giudice monocratico del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Valerio Riello, ponendo fine ad un processo in cui l'accusa non è riuscita a raggiungere la prova di colpevolezza: troppo il tempo trascorso dai fatti - antecedenti al 1990 quando l'amianto fu eliminato dall'azienda - e scarsamente rilevante il contributo testimoniale delle vittime, molte anziane e malate che poco o male ricordavano di quanto accaduto oltre 30 anni fa. Lo stesso pm di Santa Maria Capua Vetere, Giacomo Urbano, aveva chiesto l'assoluzione degli imputati ma con formula dubitativa, cioè per il mancato raggiungimento della prova; il giudice è andato oltre, disponendo l'assoluzione piena per gli ex amministratori delegati Mario Fiore e Giovanni Fiore e gli alti ex dirigenti Enzo Ianuario, Maurizio Russo, Giovanni Iardino, Giuseppe Ricci e Carlo Regazzoni (difesi tra gli altri da Giuseppe Stellato e Gennaro Ciero). Ricci e Russo erano già usciti indenni per assoluzione dal primo processo, in cui la Procura di Santa Maria Capua Vetere aveva contestato il reato più lieve di rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro. Poi l'ufficio inquirente aveva aperto una seconda indagine per omicidio colposo, indagando altri amministratori succedutisi negli anni, e percorrendo una strada simile a quella della Procura di Torino in relazione alla vicenda dell'Eternit. di Pierluigi Melillo OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE Caserta I Borbone ne parlavano con entusiasmo, descrivendoli come vini "de' migliori del Regno, cosi' per loro qualita', e natura, come per la grata sensazione che si risveglia nel palato". Tanto apprezzati che re Ferdinando IV volle coltivarne le uve nei giardini della reggia di Caserta. Ancor oggi le etichette di Pallagrello, originato dall' vitigno, sono un omonimo unico dell'enologia campana: anche sotto il profilo della sostenibilita' ambientale se, com'e' vero, nel 2019, l'azienda vitivinicola Tenuta Fontana di Pietrelcina ( BN) ha vinto un bando pubblico ideato per il ripristino dei vigneti reali nel bosco di San Silvestro, all'interno della reggia casertana, gia' oasi Wwf. Il recupero della vigna ha preso il via dallo studio preliminare dei suoili per scegliere il portinnesto piu' adatto al tipo di terreno ed alle esposizioni presenti, cui hanno fatto seguito la progettazione dei lavori e gestione agro-ambientale biologica del vigneto stesso. Un progetto che ha quindi reso possibile reimpiantare i filari di Pallagrello bianco e nero, oggi coltivati ??secondo il principio biologico: presente e passato intrecciati sia nel piglio del metodo colturale sia in quello dell'affinamento, che avviene in anfore di terracotta, utile a preservare le caratteristiche organolettiche del vitigno. L'aneddoto reale ha invece ispirato il nome delle bottiglie Oro Re, che ha avuto nel 2021 la sua prima vendemmia e, pochi mesi dopo, il debutto al Vinitaly di Verona. Ora si fa il bis con l'annata 2022.
INSERITO DA ANGELA CECERE Termineranno sabato i lavori di demolizione del palazzo in via Vico (angolo piazza Correra) a Caserta, che a seguito di un sopralluogo tecnico dei vigili del fuoco era risultato essere pericolante. Alla demolizione dell’immobile, seguirà la riapertura della strada al traffico veicolare e la ricostruzione di un nuovo palazzo. La piazza, invece, sarà oggetto di lavori di installazione di un sistema di videosorveglianza. "Abbiamo lavorato intensamente in questi mesi per rendere esecutiva la demolizione del palazzo pericolante – ha commentato Emiliano Casale, vicesindaco della città di Caserta con delega alla Notte e alla Viabilità – La questione è stata lunga anche perché abbiamo trovato numerosi ostacoli di carattere burocratico che solo ora siamo riusciti a superare. La bella notizia è che finalmente sabato piazza Correra tornerà a vivere come prima, se non addirittura meglio. I lavori di abbattimento del palazzo sono iniziati lunedì e termineranno sabato con la rimozione dei detriti e la riapertura della strada. Questa mattina sono stato sul posto per verificare lo stato dei lavori ed accertarmi sulle tempistiche tecniche. Ma non finisce qui. Grazie anche all’interessamento dell’assessore Massimiliano Marzo, come Amministrazione abbiamo già programmato l’installazione di un sistema di videosorveglianza all’avanguardia. Non dimentichiamo, infatti, la triste vicenda della morte di Gennaro Leone. Ma se qualcosa ci ha insegnato quella storia – ha concluso Emiliano Casale - è che dobbiamo pretendere il rispetto delle regole e impegnarci concretamente con tutti i mezzi a nostra disposizione per far sì che i frequentatori della movida casertana si sentano in una città sicura e pronta ad accoglierli per un sano divertimento".
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Casal di Principe. Teneva persino un cammello nel suo terreno assieme a cavalli e cani: un 43enne di Casal di Principe ( Caserta) e' stato denunciato dai carabinieri per maltrattamento di animali, ricettazione e abuso edilizio. I militari di Casal di Principe della compagnia che hanno transitato davanti alla abitazione quando hanno notato il cammello a terra con una zampa ferita e una corda strappata legata al collo Hanno quindi controllato tutta l'area: il cammello era riuscito a strappare la corda che lo teneva legato ad un palo, ma era sul terreno, ferito e non riusciva a bere essendo l'acqua - peraltro sporca - posta in una vasca ad una certa distanza. I militari hanno scoperto anche sette cavalli e 12 cani, tutti tenuti in cattive condizioni e senza nessuna autorizzazione. Sul posto sono cosi' intervenuti i veterinari e il personale dell'Ufficio Tecnico del Comune di Casal di Principe; questi ultimi hanno accertato anche la presenza di costruzioni edilizie abusive. Il 43enne si e' giustificato dicendo di aver avuto il cammello in regalo da persone del Napoletano, ma sono in corso altri accertamenti. Il cammello, che aveva una delle gobbe praticamente "sgonfie" visto che non beveva da tempo, e' stato caricato sul mezzo dei carabinieri adibito al trasporto dei cavalli e affidato in custodia giudiziale, cosi' come gli altri animali rinvenuti, all'Ente Foresta Demaniale Regionale di Cerreta Cognole (Salerno). Sul fondo agricolo i carabinieri hanno ritrovato anche due targhe d'auto risultate rubate. OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE Caserta. Bambini dell'elementari privati ??durante la mensa delle bottigliette d'acqua davanti ai compagni di scuola per presunte morosita'. A raccontare l'episodio e' il consigliere comunale di Caserta Pasquale Napoletano (Fratelli d'Italia), che ha ricevuto la segnalazione da parte dei tre piccoli studenti di un elementare del capoluogo coinvolti. In un post sul suo profilo Facebook, Napoletano scrive di "vicenda triste" e annuncia "un'interrogazione al sindaco e agli assessori competenti". "Dopo aver distribuito i piatti e le bottigliette d'acqua - racconta il bottigliette d'acqua - l'addetta alla mensa, munita di apposito elenco, ha sciorinato i cognomi di una parte dei bambini. Terminato questo appello ha detto: 'Chi di voi non e ' stato nominato in questo elenco alzi la mano'. I bambini che non erano stati citati hanno alzato la mano e l'addetta alla mensa ha proceduto al ritiro della bottiglietta d'acqua ai bambini presunti morosi! In totale spregio della privacy e dell' umanita' che andrebbe riservata ad ogni persona, questi bambini sono stati umiliati ed in qualche modo 'puniti' col gesto vergognoso di togliergli le bottigliette previste con il pasto. Una precisazione: i bimbi in questione sono in assoluta regola con i pagamenti della refezione scolastica e nessuna comunicazione di irregolarita' e' stata fatta ai relativi genitori". "Altra precisazione: sul gruppo whatsapp della classe, nei giorni scorsi - aggiunge Napoletano - sono arrivati ??messaggi da parte delle maestre in cui si sollecitava i genitori a controllare lo stato dei pagamenti perche' alcuni bambini non risultavano in regola. questo nonostante ci sia, dall'anno scorso, un sistema digitale attraverso il quale viene gestito tutto il flusso della refezione scolastica e attraverso il quale si sarebbe potuto e dovuto contattare i genitori per verificare eventuali irregolarita'. Contatto che, ovviamente, doveva partire dall'ufficio della refezione scolastica del Comune e non certo attraverso le maestre ei gruppi whatsapp". L'assessore comunale all'istruzione Enzo Battarra fa sapere che verifichera' "cio' che e' accaduto, ma sono convinto che i genitori dei ragazzi sono in regola con i pagamenti; e' probabile - aggiunge - che si tratta di errori nella iscrizione al servizio di refezione; in questi giorni stiamo dando assistenza a tanti genitori che non riescono a completare la procedura, aiutandoli anche da remoto. Ricordo che l' anno scorso abbiamo avuto mancati pagamenti alla mensa per 40mila euro, in pratica un terzo dei genitori che avevano iscritto i figli non ha pagato; quest'anno siamo riusciti a recuperare una meta' del pregresso, tanti genitori si sono messi in regola ma hanno dovuto reiscriversi e li' sono nati i problemi
INSERITO DA ANGELA CECERE La Squadra Mobile di Caserta e il Compartimento Polizia Stradale di Napoli hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di quattro persone, ritenute gravemente indiziate di tentata rapina aggravata e di furto aggravato, in concorso tra di loro. I soggetti colpiti da ordinanza cautelare sono M. L., 57enne; M. B., 51enne; V. M., 54enne, e M. R., 55enne, tutti pregiudicati residenti nel napoletano. Il provvedimento è stato emesso al termine di un'attività d'indagine, delegata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ai due Uffici di Polizia Giudiziaria, in esito alla quale è stato ricostruito un grave quadro indiziario in termini di colpevolezza a carico dei soggetti sottoposti a misura cautelare, fatta salva la presunzione di innocenza fino a sentenza irrevocabile. In particolare, gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati del tentativo di rapina posto in essere lo scorso 28 febbraio del 2020 in danno del conducente di un tir, che trasportava tabacchi lavorati per un valore approssimativo di oltre un milione di euro, il quale fu aggredito e malmenato da persone travisate ed armate con mazze di ferro. Tuttavia il mezzo commerciale, con la vittima al suo interno, si bloccò per l'azionamento automatico di un sistema di sicurezza ed il commando fu costretto ad abbandonarlo e a darsi alla fuga. Le stesse persone sono gravemente indiziate di un furto aggravato commesso il 9 giugno 2020 quando si impossessarono di un mezzo commerciale contenente al suo interno prodotti ittici di ingente valore.