Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Gianni Fabbris, portavoce del coordinamento unitario, inizia lo sciopero della fame finalizzato ad ottenere il tavolo presso la prefettura di Caserta...L'assemblea degli allevatori in mobilitazione al presidio lungo la Via Domizia all'altezza della Rotonda dell'Agnena. Nessuna notizia è giunta finora in merito alla richiesta di convocare un tavolo in prefettura con la regione Campania e il governo nazionale per aprire un confronto sulla soluzione della crisi del comparto bufalino alla luce del fallimento del piano della regione Campania sulla base dell'ordine del giorno votato all'unanimità dal parlamento e assunto dal governo nazionale. Gianni Fabbris, portavoce del Coordinamento Unitario, inizia niovamente lo sciopero della fame finalizzato ad ottenere il tavolo presso la prefettura di Caserta. Convocata una conferenza stampa per aggiornare sulle modalità dello sciopero della fame e sui nuovi presidi in allestimento Gli allevatori ribadiscono che l'ordine del giorno (che chiede la riformulazione del piano alla luce del regolamento comunitario 689/20. l'autocontrollo, la vaccinazione, la tracciabilità del latte e investimenti nel settore per garantire il mancato reddito agli allevatori) è una base utile e sufficiente per ricomporre in maniera condivisa una soluzione anche in ragione del fatto che gli stessi partiti che sostengono la maggioranza in regione Campania lo hanno votato. L'assemblea ringrazia i parlamentari che si stanno adoperando per facilitare soluzioni che si muovono nella direzione di quanto votato dal parlamento e .in particolare sia la proposta di incontro presso il ministero degli Interni che la comunicazione (arrivata nei giorno scorsi) di incontro al ministero della salute. Considerando queste opportunità come utili a facilitare il percorso che può portare a trovare soluzioni condivise ribadisce che il tavolo di confronto presso la la prefettura di Caserta anche con la regione Campania è la via maestra e trasparente che oggi permette di ricomporre i diversi livelli di responsabilità nella soluzione dei problemi.
INSERITO DA ANGELA CECERE Nel 2022 in Campania erano attivi 682 centri autorizzati a effettuare le revisioni periodiche degli autoveicoli. Rispetto al 2013, quando erano attivi 519 centri, si è verificata una crescita del 31,4%. La provincia della Campania in cui è stata registrata la maggior crescita del numero di centri di revisione auto è Caserta (+37%) dove si è passati 73 del 2013 ai 100 del 2022, seguita da Napoli (+36,5%), Salerno (+28,4%), Benevento (+23,9%) e Avellino (+21,2%). I dati citati emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec su informazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.Si tratta di una crescita che sottolinea l’importanza del settore, strategico per garantire la sicurezza e diminuire l’impatto ambientale dei mezzi che circolano nel nostro Paese.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sanità, Nursing Up De Palma: «Le medaglie ci riempiono di orgoglio ma non possono certo bastare a sanare le pecche di un sistema sanitario basato su modelli arcaici, con gli infermieri diventati ormai perle rare» Caserta. «E’ innegabile il sentimento di orgoglio che ci accomuna, come professionisti della salute e come uomini, nel ricevere una prestigiosa onoreficenza come quella della medaglia al Merito della Sanità Pubblica, consegnata direttamente dalle mani del Presidente della Repubblica Mattarella lo scorso 27 aprile. Un riconoscimento doveroso “alle infermiere e agli infermieri che nel periodo della pandemia, in una situazione di estremo pericolo, hanno dimostrato altissima professionalità nelle corsie, nei Pronto soccorsi e nelle terapie intensive, impegnandosi con competenza, dedizione, sacrificio, e spesso con indosso i segni della eccezionale fatica, all'assistenza dei pazienti nel momento di maggior bisogno”. Tutti, abbiamo davanti agli occhi, vivi come non mai, dentro di noi, i ricordi e i momenti affrontati durante l’emergenza sanitaria. Nessuno, al pari degli infermieri, la categoria professionale in assoluto che ha subito maggiormente l’impatto con “l’onda anomala” del contagio, può testimoniare in modo così diretto l’ansia, la paura, le incertezze, l’impegno spasmodico che hanno contraddistinto i giorni più duri della battaglia. Ed è per questo che non saremo certo noi quelli che negheranno il valore di una medaglia che agli occhi della collettività, possa contribuire, nel suo piccolo, a testimoniare, ancora una volta, che le nostre competenze e le nostre qualità umane hanno fatto la differenza nel momenti più difficili. Tutto questo però non basta, non può essere sufficiente! Occorre recidere definitivamente quel filo spinato della mala cultura che drammaticamente trasforma gli infermieri, ogni giorno, nel capro espiatorio dei disagi dei cittadini, sfociando in continue aggressioni e minacce verbali: e non saranno certo una medaglia o una pacca sulla spalla, a condurci verso l’atteso cambiamento radicale, quello che non può prescindere dalla ricostruzione di un sistema sanitario che ha bisogno come il pane della valorizzazione economica e contrattuale dei nostri infermieri». Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up. «I dati parlano chiaro, e report autorevoli confortano le nostre denunce. La sanità italiana viaggia con il freno a mano tirato, e gli infermieri e gli altri professionisti del comparto portano sulle spalle il macigno di un sistema troppo fragile, disorganizzato, che soffre maledettamente di “patologie” che si aggravano giorno per giorno , come la carenza di personale, al primo posto tra le piaghe da sanare nel minor tempo possibile prima di diventare incurabili. Ed è per questo che ci rivolgiamo alla politica per evidenziare, senza mezzi termini che, oltre alle medaglie occorrono prima di tutto piani risolutivi e azioni concrete! E la nostra non vuole essere una polemica fine a stessa, ma l’ennesima costruttiva richiesta di aiuto da parte di chi vive ogni giorno la complessa realtà infermieristica, e che non smetterà di combattere al fianco degli operatori sanitari per un cambiamento che urge, prima di tutto, per gli interessi dei cittadini e per la qualità delle prestazioni offerte. Non possiamo non ricordare che il sistema sanitario italiano paga lo scotto di anni di pericolosa austerity, di immobilismo, a cui hanno fatto seguito non certo investimenti graduali e costanti, ma le classiche toppe per coprire le enormi voragini che sono emerse quando, in piena pandemia, non eravamo in grado, presi alla sprovvista, di affrontare il nemico. Carenza di posti letto e deficit strutturale - Tra il 2007 e il 2017 il nostro Servizio sanitario nazionale ha subito una drastica dieta: in 10 anni sono stati chiusi circa 200 ospedali, tagliati 45 mila posti letto, ridotto di 10 mila unità il personale medico (tra ospedalieri e convenzionati) e di 11 mila quello infermieristico. È migliorata l’appropriatezza delle cure e ci sono nuove tecnologie, per cui si ricovera di meno. E sono anche cresciute (poco) le strutture territoriali ma è purtroppo sotto gli occhi di tutti che gli investimenti in sanità negli ultimi 10 anni sono stati inadeguati (nonostante il fondo sanitario tra il 2007 e il 2017 sia cresciuto di 15 miliardi). Partiamo dagli ospedali: secondo i dati dell’Annuario del Ssn del Ministero della Salute nel 2007 il Ssn poteva contare su 1.197 strutture ospedaliere mentre nel 2017 sono scese a 1.000, quasi 200 ospedali in meno, il 16%. Nel 2007 c’erano poi 9.820 strutture per l’assistenza specialistica ambulatoriale. Un numero che nel 2017 è sceso a 8.867, ovvero 953 ambulatori in meno (il 10%). Dimissioni volontarie del personale sanitario, una emorragia difficile da arginare - Via dal servizio sanitario pubblico. Nel 2021 gli ospedali italiani hanno perso per dimissioni volontarie circa 2mila tra infermieri che hanno detto addio alle strutture sanitarie pubbliche. La pandemia da Covid ha solo fatto da innesco al fenomeno delle ‘grandi dimissioni’ in sanità, peggiorando le condizioni di lavoro all’interno degli ospedali, già difficili a causa del turn over alterato e degli organici assottigliati da anni di blocco della spesa sul personale. L’Italia non investe abbastanza, rispetto al resto d’Europa, in un mercato del lavoro che ha bisogno di nuove leve. Occorrono sempre più nuovi laureati nelle professioni sanitarie e una formazione costante da parte di chi già lavora sul campo e ha bisogno di corroborare costantemente le proprie competenze per adeguarsi e affrontare le nuove sfide di una popolazione che viaggia verso l’invecchiamento. Invecchiano i cittadini, che saranno i malati cronici del domani di cui prendersi cura, invecchia inesorabilmente anche il personale infermieristico, con una età media di 57 anni, e privo di un indispensabile ricambio generazionale. Tutto questo abbiamo il dovere di raccontarlo, di urlarlo addirittura, a chi fa finta di non sentire. E allora diciamo grazie alle medaglie ma aspettiamo, finalmente, che la politica si accorga che è il momento di voltare pagina», chiosa De Palma. di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE CASERTA, Il vescovo di Caserta Pietro Lagnese sarà lunedì primo maggio con i lavoratori della multinazionale Jabil per una messa che sarà celebrata nella chiesa di San Giovanni Paolo II di Marcianise, comune del Casertano dove ha sede lo stabilimento della società Usa. Un modo per portare solidarietà ai lavoratori Jabil impegnati da mesi in una difficile vertenza, con la multinazionale che ha deciso di licenziare 190 lavoratori per portare l'organico del sito di Marcianise, attualmente di 440 dipendenti, a 250 unità. Attualmente la vertenza è solo sospesa dopo la concessione il 28 febbraio scorso da parte del Ministero del Lavoro di tre mesi di cassa integrazione, che scadranno il prossimo 31 maggio, dato oltre la quale la Jabil potrà iniziare ad inviare le lettere di licenziamento in assenza di strumenti alternativi, peraltro non ancora individuati. Lagnese più volte si è espresso a favore dei lavoratori e perché le istituzioni, dalla Regione Campania ai vari ministeri coinvolti, trovini soluzioni adeguate per salvaguardare il posto di lavoro e il futuro di tante famiglie, anche tenuto conto del fatto che da anni la Jabil è interessata da una crisi produttiva che , hanno più volte sottlineato i sindacati, riguarda solo lo stabilimento italiano di Marcianise; di recente la Jabil ha deciso di investire in Croazia, dove dovrebbe aprire uno stabilimento con oltre 1500 lavoratori.
INSERITO DA ANGELA CECERE Minacce social all’assessore di Caserta Annamaria Sadutto. L’esponente del Pd, avvocato del foro di Santa Maria Capua Vetere, ha sporto querela contro ignoti per i reati di diffamazione aggravata e minaccia. Sadutto dall’ottobre del 2021 ha assunto la carica di assessore al Comune di Caserta, con deleghe ad avvocatura, regolamenti, buone pratiche amministrative, affari generali, riorganizzazione uffici e servizi, patrimonio, personale, rapporti con il mondo sindacale e datoriale, società partecipate ed in house comunali. “Sono bersaglio – dichiara - di farneticanti e maldestri attacchi sul piano politico e, ancor più grave, di ignobili e preoccupanti aggressioni sul piano personale da parte di soggetti per nulla sprovveduti, al contrario esperti ed orientati sul piano politico e criminale. Le indagini della Procura della Repubblica - conclude - ci sapranno ben dire. Attendiamo con fiducia.” L’Assessore Sadutto ha infatti richiesto indagini urgenti da parte della Procura per individuare i responsabili di pubblicazioni diffamatorie e minacciose a lei indirizzate, reiterate nel tempo e diffuse online.
INSERITO DA ANGELA CECERE Nei giorni scorsi, in collaborazione con l’Associazione Donatori Volontari Sangue, il Comando Brigata Bersaglieri “Garibaldi” ha organizzato alla Caserma “Ferrari Orsi” di Caserta una raccolta di sangue utilizzando un’autoemoteca. L’iniziativa, ormai consolidata nel tempo, è stata accolta con piena e partecipazione da parte del personale militare di tutti i reparti di stanza a Caserta che hanno aderito alla raccolta. L’attività ha concluso un ciclo di donazioni iniziato lo scorso anno a favore di alcune strutture ospedaliere che operano in Campania, tra le quali vanno ricordate: l’Ospedale S. Anna e S. Sebastiano di Caserta, l’Ospedale Pausillipon, e l’Ospedale Santobono di Napoli. L’emodonazione è un’attività molto sentita dal personale militare che, volontariamente ed in forma anonima, ha manifestato la disponibilità a porsi fattivamente al servizio della collettività civile, rispondendo in maniera sempre concreta.
INSERITO DA ANGELA CECERE L ’Asl di Caserta, tenuto conto della programmazione sanitaria regionale, dell’atto aziendale nonché delle nuove ipotesi di programmazioni aziendali per il corretto dimensionamento delle strutture ospedaliere, ha deliberato la candidatura degli interventi da inserire nel programma straordinario pluriennale di interventi in materia di Edilizia Sanitaria e specificatamente per la “realizzazione del Nuovo Ospedale di Santa Maria Capua Vetere e Capua” per un totale di 154 posti letto, nonché per i “lavori di ampliamento e ristrutturazione del Moscati di Aversa”. Per il primo è previsto uno stanziamento di 92 milioni di euro; per il secondo intervento uno stanziamento di 33 milioni di euro. La realizzazione del “Nuovo Ospedale di S. Maria C.V. e Capua” è prevista nell’area che insiste lungo la SS Appia al confine con il Comune di Capua, ex sede della Caserma “Andolfato” di proprietà del Ministero della Difesa secondo l’intesa raggiunta con lo stesso Ministero e di quella raggiunta nell’incontro tenutosi il 13 aprile scorso presso gli Uffici della Regione Campania tra la Dirigenza Asl Caserta, il Ministero della Difesa, del Demanio e della Regione Campania. L’Asl, perciò, ha già predisposto uno studio di fattibilità tecnica ed economica. Inoltre, l’Asl con atto deliberativo 724 del 20 aprile ha previsto i lavori di messa a norma ed adeguamento di una parte del complesso denominato “La Maddalena” di Aversa. Il Complesso monumentale sanitario si estende su una superficie di 170mila mq di cui 70mila mq di superficie edificata e la restante parte in spazi esterni. I lavori si rendono necessari poiché a seguito della definitiva chiusura dell’Ospedale psichiatrico avvenuta nel 1999 ed a seguito della legge 180/78 denominata Basaglia, il complesso della Maddalena, di grande interesse storico-artistico, architettonico, culturale ed antropologico, ha subito un progressivo degrado materico caratterizzato anche da parziali crolli di alcune strutture. Gli interventi a realizzarsi sono destinatari di un finanziamento di 10 milioni, di cui 9.5 milioni a carico dello Stato e 500mila euro a carico della Regione Campania.
INSERITO DA ANGELA CECERE Caserta. Questo pomeriggio, a partire dalle 15, nella Sala Don Milani della NCO a Casal di Principe, il Coordinamento Unitario in Difesa del Patrimonio Bufalino terrà una conferenza stampa per illustrare le modalità con cui "gli allevatori si stanno preparando ad aprire la nuova fase di mobilitazione come hanno annunciato nei giorni scorsi e che ha l'obiettivo di ottenere l'intervento urgente non più rinviabile del governo nazionale per interrompere la irresponsabile gestione da Parte della Regione Campaniae della sua Task Force del fallimentare Piano di eradicazione della Brucellosi e della TBC Bovina e Bufalina". Nel corso dell'incontro il portavoce del Movimento illustrerà le iniziative che accompagneranno i lavori della Commissione di Indagine Conoscitiva al Senato che si avvierà il 20 aprile proprio con la audizione di Gianni Fabbris e darà conto dei principali contenuti su cui si sviluppa il documento che a nome del Coordinamento Unitario verrà depositato agli atti del Senato il Giorno dopo.La Conferenza stampa, fanno sapere dal Coordinamento, sarà anche occasione per esprimere la posizione ufficiale del Movimento sia sul voto assunto oggi dal Consiglio Regionale della Campania, in relazione alla proposta di adozione con una Legge Regionale una Commissione di Inchiesta sul fenomeno della BRC e della TBC in Regione Campania , sia sulle dichiarazioni dell'assessore Regionale all'Agricoltura, Nicola Caputo, che ha fatto sua e rilanciato la proposta avanzata dalla Coldiretti di "rivedere i confini della DOP della mozzarella di Bufala".
INSERITO DA ANGELA CECERE Sono tutti indagati per associazione dedita al traffico di stupefacenti e di numerosi episodi di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, aggravati dal metodo mafioso... Caserta. Un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli su richiesta della Dda partenopea è stata eseguita dai carabinieri di Marcianise in provincia di Caserta, nei confronti di 28 indagati ritenuti appartenenti al clan camorristico Belforte, anche detto dei Mazzacane, attivo nella zona di Marcianise. Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per 16 indagati, gli arresti domiciliari per altri 7 e l'obbligo di presentazione giudiziaria per 5 dei destinatari dell'ordinanza. Sono tutti indagati per associazione dedita al traffico di stupefacenti e di numerosi episodi di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, aggravati dal metodo mafioso. Ad alcuni sono contestati i reati di estorsione, usura, ricettazione, riciclaggio e anche favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e induzione di falso in atto pubblico, in quanto combinato un falso matrimonio tra un cittadino italiano e una cittadina straniera, previo compenso, con lo scopo di far ottenere il permesso di soggiorno e successivamente la cittadinanza italiana. In un caso è contestato anche l'oltraggio alla giustizia in quanto sarebbe stato minacciato reiteratamente il collaboratore di giustizia Claudio Buttone, al fine di indurre lo stesso Buttone a rendere false dichiarazioni nell'ambito del dibattimento che si stava svolgendo dinanzi alla Corte d'Assise di Appello di Napoli in relazione all'omicidio di Andrea Biancur. Le indagini hanno permesso di ricostruire l'attività illecita del clan e in particolare l'attività di spaccio di cocaina, a Marcianise e nei comuni limitrofi fino a far gravitare i propri interessi criminali anche a Milano, trafficando ingenti quantità di cocaina. E' stato ricostruito l'organigramma del sodalizio, la sua struttura e sono stati individuati diversi ''acquisenti stabili'' di stupefacente, riuscendo a identità complessivamente 71 indagati.
INSERITO DA ANGELA CECERE I contagi restano alti nel casertano. Lo certifica l'Asl di Caserta che ha diramato il bollettino relativo all'emergenza pandemica aggiornato alla mezzanotte di sabato 15 aprile. I nuovi contagi sono stati 32 su 829 test processati, tra molecolari ed antigenici. Il tasso di positività si attesta al 3,86%, in linea al precedente aggiornamento (6,20%). I positivi attuali raggiungono quota 679 (20 in più rispetto al precedente aggiornamento). I nuovi contagi sono stati registrati a Camigliano, Capua, Carinola, Casagiove, Casal di Principe, Caserta (5), Castel Volturno, Cesa, Curti (3), Gricignano di Aversa, Lusciano, Marcianise (2), Mondragone (3), Piedimonte Matese, Recale, San Nicola la Strada (3), San Potito Sannitico, San Prisco, San Tammaro, Santa Maria a Vico, Sessa Aurunca (2), Succivo, Valle di Maddaloni, Villa Literno.