Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'indagine è partita in seguito ai controlli effettuati dai carabinieri sui terreni agricoli e attivati dalla task force anti-caporalato... Santa Maria Capua Vetere. Costretti a lavorare 12 ore al giorno, per poche decine di euro e come se non bastasse, nel caso di un momento di riposo, minacciati e presi a cinghiate. E' quanto emerso dall'indagine sul fenomeno del caporalato della procura di Santa Maria Capua Vetere e dei carabinieri dell'Ispettorato del lavoro di Caserta, che ha coinvolto quattro imprenditori agricoli di Marano di Napoli, accusati dei reati di sfruttamento del lavoro e impiego di manodopera clandestina. Nei loro confronti il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso su richiesta della procura la misura del divieto di dimora in provincia di Caserta. L'indagine è partita a seguito dei controlli effettuati dai carabinieri sui terreni agricoli attivati grazie alla task force anti-caporalato. I carabinieri hanno notato dieci braccianti stranieri che raccoglievano pomodori, hanno scoperto che nessuno aveva il contratto e che erano costretti a lavorare undici ore al giorno, sette giorni su sette, per una paga quotidiana di 30-40 euro. Qualche bracciante ha poi raccontato ai militari le violenze subite dagli imprenditori agricoli. Tra questi il caso di un operaio colpito con la cinghia dopo essersi seduto a terra per riposarsi, o di un altro che era stato colto da malore e riportato a casa invece che in qualche struttura sanitaria. Tammaro Della Corte, segretario della Flai-Cgil di Caserta: "indagine importante per la quale vanno ringraziati magistratura e forze dell'ordine, un quadro estremamente grave e disumano. Non sono tollerabili tali atteggiamenti di umiliazione e sopraffazione nei confronti di chi lavora. Condizioni indegne - aggiunge - che assumono un contorno ancora più grave perché i lavoratori sono ulteriormente fragili e ricattabili in quanto non dotati di permessi di soggiorno".OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE E' allarme sicurezza a Caserta. Diversi furti si stanno registrando nel Capoluogo, soprattutto nelle frazioni. Giovedì sera, come denunciato dal consigliere Donato Aspromonte, i malfattori sono entrati in azione a via San Donato, nella frazione di Sala. Nei giorni precedenti si sono verificati colpi nelle case di Staturano, Briano, Puccianiello, dove c'è stata un'irruzione in casa di un ex ufficiale dell'Aeronautica. Da quanto si apprende, la banda di malfattori - probabilmente sempre gli stessi - sarebbe composta da almeno 3 persone. Due entrano dentro ed uno resta fuori a fare da palo e minacciare eventuali testimoni che si trovano a passare. I ladri, che entrano in azione con i volti travisati da berretti e scaldacollo, agiscono in maniera spregiudicata. I raid vengono messi a segno in orari in cui le famiglie possono trovarsi in casa: tra le 18 e le 20. Non temono sistemi di allarme o telecamere che vengono rimossi e disattivati. In qualche caso i dispositivi antifurto sarebbero stati gettati in secchi d'acqua. Una volta entrati negli appartamenti mirano a gioielli e denaro contante che vengono asportati dalle case delle vittime nel giro di poco tempo, eludendo così l'eventuale arrivo delle forze dell'ordine.
INSERITO DA ANGELA CECERE Pecore aggredite da 'canidi' a Caserta. I Militari appartenenti al Nucleo Carabinieri Forestale di Caserta si sono portati alla località Vaccheria alla Via Michele Fiorillo, dove, insieme a medici Veterinari dell’Asl di Caserta, hanno accertato l’avvenuta aggressione di ovini, di proprietà di un allevatore locale, da parte di canidi selvatici. Sono risultati 10 esemplari di pecore, sbranati ed uccisi, che presentavano chiari segni di un’aggressione subita da parte di altri animali, ed alcune di esse sono risultate quasi del tutte scarnite. Dei dieci capi ovini uccisi, quattro di essi sono risultati essere agnelli di piccola età. Le carcasse si sono presentate insanguinate con chiari segni sul corpo, riconducibili ad una aggressione da parte di altri animali, che si ritiene possano essere dei canidi selvatici. L’aggressione al gregge di pecore è avvenuta nel corso della nottata tra l’11 ed il 12 febbraio.
INSERITO DA ANGELA CECERE Finisce con l'auto in una buca e fa causa al Comune. E' fissato per il prossimo mese di maggio dinanzi al giudice di pace di Caserta, il giudizio tra F.G. e il Comune di San Nicola la Strada. Oggetto del contendere i danni subiti dall'auto del cittadino in seguito all'impatto in una buca. L'incidente si è verificato il 3 agosto 2023 in via Bellini quando l'auto del ricorrente, difeso dall'avvocato Gianluigi Ramaglia, sarebbe finita in una buca presente sul manto stradale, non segnalata adeguatamente e non visibile in quanto ricolma d'acqua piovana. La giunta comunale presieduta dal sindaco Vito Marotta, lette anche le relazioni della polizia municipale e dell'ufficio tecnico, ha deciso di resistere in giudizio dando mandato al responsabile del servizio Legale per la nomina di un avvocato per difendere l'Ente nella vertenza.
INSERITO DA ANGELA CECERE Traffico di sostanze stupefacenti Caserta. Nel corso di un servizio finalizzato alla verifica delle vigenti disposizioni in materia di circolazione dei prodotti petroliferi, i Baschi Verdi della compagnia pronto Impiego Aversa hanno individuato e sottoposto a controllo un autoarticolato mentre percorreva il tratto autostradale A1 - direzione sud, in località Caivano. A bordo del mezzo vi erano tre persone di cui due già note ai militari per pregresse condotte di contrabbando. All’alt intimato dalla pattuglia, in effetti, i tre mostravano sin da subito un atteggiamento furtivo e sospetto tanto da indurre i finanzieri ad approfondire l’ispezione nonostante la cisterna non contenesse alcun carico di prodotto petrolifero. Si procedeva, quindi, ad una verifica oculare dei vani cisterna, apparentemente vuoti e, in uno di essi, ben occultati sotto un telo di colore scuro, venivano rinvenuti tre borsoni con ben 46 panetti contenenti cocaina, di peso complessivo pari ad oltre 51 kg. Dell’accaduto veniva immediatamente notiziato il pubblico ministero di turno presso la procura della repubblica di Napoli nord, competente per territorio, ed i tre responsabili tratti in arresto per traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante dell’ingente quantità detenuta. La cocaina sequestrata, se immessa sul mercato, avrebbe fruttato oltre 5 milioni di euro. L’operazione svolta testimonia il costante e poliedrico presidio del territorio esercitato dalla guardia di finanza di Caserta anche a contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, che rappresenta una delle principali fonti di arricchimento della criminalità anche in forma organizzata.
INSERITO DA ANGELA CECERE Da Caserta a Itri per commettere un furto, ma sono stati bloccati dai carabinieri. I militari dell’Arma, su segnalazione di un cittadino, sono riusciti a risalire a un’auto sospetta, presa a noleggio in un comune del casertano e utilizzata dai malviventi per raggiungere il comune laziale. La vettura è stata rintracciata in un parcheggio del centro del paese, con a bordo solo il conducente, che era stato incaricato di portare altri due complici in precise aree di periferie della città. L’uomo, fermato dai militari, non ha saputo fornire spiegazioni sulla sua presenza a Itri, ed è stato condotto in caserma per accertamenti. Proprio lì, come riporta Latina Today, ha ricevuto un messaggio degli altri due complici, che gli inviavano le coordinate stabilite per il punto in cui avrebbe dovuto recuperarli per ricondurli a Caserta. A presentarsi nel luogo dell’appuntamento, però, non è stato l’uomo, ma i militari dell'Arma. I complici che avevano messo a segno un furto, ormai scoperti, hanno sfruttato la loro conoscenza del territorio e si sono dati alla fuga. Con il favore del buio, si sono dileguati nascondendosi nella fitta zona boschiva che circonda il paese. I carabinieri hanno avviato le ricerche su tutto il territorio ma le perlustrazioni dell’area, che hanno coinvolto anche alcuni residenti a cui i militari si sono rivolti, non hanno dato esito. Le tracce dei complici si sono perse nelle valli. I militari hanno però accertato che poco prima la banda aveva commesso un furto all'interno di una casa disabitata in una zona collinare, a pochi passi dal punto di incontro con il terzo uomo che era alla guida dell'auto. Le ricerche sono proseguite fino alla mattina del giorno dopo con controlli estesi anche alle stazioni ferroviarie e lungo le principali strade che circondano Itri, con verifiche su auto e moto all'ingresso del comune del sud pontino.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Caserta. Il Comune di Caserta perde i finanziamenti per il Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI) destinato ai migranti vulnerabili. Il Ministero dell'Interno ha ritirato i fondi per il triennio 2023-2025, del valore di oltre 2,5 milioni di euro, che avrebbero dovuto garantire alloggio a 200 migranti. Questo, nonostante i solleciti da parte del Viminale e i problemi riscontrati nel bando precedente. Nel 2023, il Viminale sospese il bando per il triennio 2020-2022 a causa di gravi criticità nella gestione da parte delle cooperative che si erano aggiudicate l'appalto. Gli appartamenti erano in condizioni pessime, e ai migranti mancava il vitto e il pocket money a cui avevano diritto. Dopo la sospensione, il Comune avrebbe dovuto indire un nuovo bando, ma non è stato fatto nulla fino ad agosto dell'anno scorso, quando sei associazioni hanno manifestato interesse. Tuttavia, il processo è rimasto in stallo, con il Comune che non ha nominato la commissione per valutare le offerte. Il Viminale ha sollecitato ripetutamente il Comune a procedere con la procedura di evidenza pubblica, senza successo. La revoca dei finanziamenti è stata comunicata solo il 30 novembre durante il question time al Consiglio comunale di Caserta. Il Comune sta cercando di riottenere i finanziamenti attraverso un'interlocuzione con il Ministero, ma le critiche nei confronti dell'amministrazione di centrosinistra non accennano a diminuire. Il Centro sociale Ex Canapificio, che gestiva con successo il SAI in passato, si è dichiarato profondamente deluso dalla notizia della revoca dei finanziamenti. Mimma D'Amico, responsabile dell'Ex Canapificio, commenta ironicamente: "Caserta può vantare un film sul fenomeno migratorio candidato all'Oscar come Io Capitano, ispirato all'operatore del nostro Centro sociale Mamadou Kouassi, ma ha perso il SAI. La responsabilità del funerale dell'accoglienza è esclusivamente dell'amministrazione Marino!" L'amministrazione comunale ha dichiarato di essere in contatto con il Ministero e di pianificare una call nei prossimi giorni per tentare di recuperare i 200 posti per il SAI destinati alla città di Caserta. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Baiano. E' stato proprio lui a chiamare il 118, ieri sera intorno alle 23. Ha detto all'operatore di essere stato accoltellato alla gamba. Ma quando sono arrivati i soccorsi e i carabinieri in via De Sanctis, Felice Lippiello, 54 anni, era purtroppo già morto. L'uomo, noto a Baiano per il suo trascorso da tossicodipendente, è stato ferito con un coltello alla gamba sinistra. E, probabilmente, è morto dissanguato nel cortile dell'abitazione del fratello, nella zona storica dei “Vesuni”. Lippiello si trova ora nell'obitorio dell'ospedale di Nola in attesa delle decisioni della magistratura. Sul posto sono giunti i carabinieri della compagnia locale che hanno avviato tutte le indagini. Hanno ascoltato già dalla serata di ieri i vicini di casa, che pare non abbiano udito alcun rumore. Inoltre, i militari hanno acquisito tutte le immagini delle telecamere, anche private, che sono installate in quella zona. Le prime ipotesi indicano una possibile colluttazione con l’aggressore, scatenata forse da una discussione iniziale. Felice Lippiello, come emerge dalle prime investigazioni, viveva da solo e aveva avuto in passato problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti. Già noto alle forze dell'ordine proprio per i reati legati allo spaccio e al consumo di droga. Gli investigatori cercano di ricostruire le ore precedenti all'aggressione di Lippiello. Si studiano anche i tabulati telefonici della vittima per accertare gli ultimi suoi contatti prima di morire. Il cerchio delle indagini si stringe, quindi. Il killer di Lippiello ha le ore contate. di Paola Iandolo OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE Ancora furti e danni alle auto in sosta all'esterno dei supermercati nel casertano. Stavolta tocca all'Eurospin di viale Enrico Mattei a Caserta. I ladri sono entrati in azione nel parcheggio. Un raid fulmineo: hanno spaccato il deflettore per aprire l'auto in sosta e prelevare quanto contenuto al suo interno. Secondo quanto segnalato da alcuni utenti i malfattori avrebbero raggiunto il posto su una Punto di colore nero. Episodi analoghi si sarebbero verificati anche nei pressi del centro commerciale "Apollo" sulla Nazionale Appia.
INSERITO DA ANGELA CECERE La preoccupazione dei familiari per un attivo sul conto corrente personale di 154mila euro il cui ‘cumulo’ era costituito da versamenti non tracciati, la connessione con la società di calcestruzzo legata a persone ‘gravitanti’ intorno al clan dei Casalesi e la pianificazione di una operazione economica di un milione di euro. È quanto emerso nel processo sulle infiltrazioni del clan dei Casalesi, in particolare del boss Michele Zagaria, nel parcheggio di via San Carlo a Caserta. Il luogotenente della Guardia di Finanza di Roma che condusse le indagini, sentito dinanzi alla prima sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dal giudice Sergio Enea con a latere Giuseppe Zullo e Norma Cardullo, ha svelato i retroscena dell'inchiesta coordinata dalla Dda partenopea in particolar modo delle intercettazioni ambientali acquisite nelle residenze prescelte per la detenzione di Michele Patrizio Sagliocchi. L'ufficiale ha fatto un excursus sulle società di movimento terra che realizzarono le opere di scavo per il parcheggio con i relativi legami tra le varie società e le connesse operazioni bancarie. "Il primo contratto ci fu tra la ditta facente capo a Sagliocchi con Caruso e poi il subappalto tra Caruso e Fontana con la Fontana Trucks, dove Teresa Capaldo deteneva gran parte delle quote. Questo era il collegamento con Michele Zagaria", ha spiegato l'ufficiale proseguendo “c’era un movimento cambiario tra le diverse società e posizioni di debito/credito tra Sagliocchi, Caruso ed i Fontana. Sagliocchi vantava un debito nei confronti di Caruso a sua volta lo vantava nei confronti della Fontana Trucks quindi sono state girate tra loro le prime cambiali utilizzate da Patrizio Michele Sagliocchi per un importo di 267mila euro”. Il finanziere ha poi chiarito che esistevano rapporti creditori/debitori tra Patrizio Michele Sagliocchi ed i Fontana ancor prima della realizzazione del parcheggio di via San Carlo. L’ufficiale delle fiamme gialle ha poi riferito di una visita di Emilio Bilotta, promotore finanziario della Banca Generali a Pizzoferrato residenza in cui stava scontando i domiciliari Sagliocchi. “Lo scopo della visita del promotore finanziario fu quello di pianificare una operazione finanziaria di smobilitazione di denaro di un milione di euro insieme a Sagliocchi. Vennero accesi tre conti correnti dalla moglie e dai figli di Sagliocchi presso la banca Generali. Questi conti, in particolari quello della moglie precedente correntista presso la banca Monte Paschi di Siena vennero effettuati 4 trasferimenti di 50mila euro cadauno per un totale complessivo di 200mila euro. I trasferimenti si ebbero nell’arco di 11 giorni. La cifra rimanente era di 800mila euro che doveva essere versata, operazione che non si verificò perché intervenne la misura patrimoniale del sequestro di tutti i beni del Sagliocchi. Il proposito dell’accordo finanziario era quello di porre a garanzia un milione di euro ed ottenere dalla Generali una linea di credito diretta del valore di 800mila euro per la società madre delle imprese di Sagliocchi, denaro che doveva essere affidato alle società partecipate tra cui quella che si occupò della realizzazione dei lavori per il parcheggio interrato. Il fine era quello di avere una tracciabilità delle operazioni finanziarie poiché alcuni versamenti erano non erano tracciati”. Si torna in aula nel mese di marzo per il prosieguo dell’escussione del militare. Sono finiti sotto processo Michele Patrizio Sagliocchi, il boss Michele Zagaria, l’attuale dirigente del Comune di Caserta Francesco Biondi, l’architetto Carmine Domenico Nocera, Gaetano Riccardi nipote di Sagliocchi, Fabio Fontana, Teresa Capaldo, accusati a vario titolo di associazione a delinquere con l'aggravante della agevolazione mafiosa, corruzione, autoriciclaggio, falso ideologico, trasferimento fraudolento di valori. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Giovanni Cantelli, Giuseppe Stellato, Enzo Di Vaio, Guido Diana, Michele Di Fraia, Paolo Di Furia, Emilio Martino, Alfonso Quarto, Alessandro Barbieri, Mauro Iodice, Stefano Montone, Giuseppe Ceceri. Il Comune di Caserta si è costituito parte civile rappresentato dall'avvocato Lidia Gallo.