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campania news

BENEVENTO NEWS Sannio, emergenza roghi: ettari in fumo e paura a Calvi e Apollosa

19 Luglio 2015, 15:02pm

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BENEVENTO NEWS Sannio, emergenza roghi: ettari in fumo e paura a Calvi e Apollosa

M.P. Altri roghi in provincia. Una quarantina gli interventi che ieri hanno visto impegnati i vigili del fuoco per incendi boschibi e di sterpaglie. Dopo le fiamme che venerdì hanno interessato il monte Erbano a Cerreto, ieri apprensione soprattutto a Calvi e Apollosa. A Calvi un incendio di sterpaglie propagatosi fino a un capannone ha danneggiato un trattore. Ad Apollosa, invece, sono andati distrutti ettari di bosco e macchia mediterranea. Lavori straordinari anche per il Corpo Forestale e le squadre di operai regionali.

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AVELLINO NEWS Grottaminarda. Finto impiegato delle Poste truffa 3000 euro a due anziani

19 Luglio 2015, 15:00pm

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AVELLINO NEWS Grottaminarda. Finto impiegato delle Poste truffa 3000 euro a due anziani

M.P. Tremila euro a due anziani. Il bottino portato a casa da un truffatore che si fingeva ipiegato postale. Entrava in casa di anziani soli a Castel Baronia, Savignano Irpino, Gesualdo e Aquilonia e si faceva consegnare il tesserino del Postamat spacciandosi per impiegato delle Poste. L'uomo, un 48enne di Grottaminarda in questo modo effettuava prelievi e riuscendo ad accumulare -secondo i primi accertamenti - migliaia di euro. Il truffatore seriale è stato arrestato dai carabinieri.Sono stati accertati due episodi di truffa che hanno fruttato all'uomo tremila euro. IL MATTINO

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CASERTA NEWS Ubriaco minaccia i parenti con un'ascia in provincia di Caserta

19 Luglio 2015, 14:57pm

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CASERTA NEWS Ubriaco minaccia i parenti con un'ascia in provincia di Caserta

M.P. Ubriaco, minaccia i parenti brandendo un'ascia. La Polizia di Stato ha denunciato A.M.P., 39enne di Portico (Caserta), per minacce e sequestrato l'ascia. Gli agenti del Commissariato di Marcianise, a seguito di segnalazione giunta sul 113, sono intervenuti presso un'abitazione di Portico dove era stata segnalata la presenza di una persona intenta a minacciare gli astanti con un'ascia. Giunti sul posto, i poliziotti hanno sorpreso A.M.P. in forte stato di agitazione e palesemente ubriaco. Gli agenti hanno cercato di calmare l'uomo, che pochissimi minuti prima aveva avuto un diverbio, per futili motivi, con alcuni parenti. Il 39enne li aveva rincorsi brandendo un'ascia e solo il tempestivo arrivo dei poliziotti ha scongiurato che la situazione degenerasse ulteriormente. L'uomo è stato denunciato alla competente autorità giudiziaria per minacce mentre l'ascia è stata sequestrata. IL MATTINO

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Caldo: aumentano gli accessi in pronto soccorso. In arrivo altra ondata

19 Luglio 2015, 14:51pm

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M.P. Pronto soccorso sempre più presi d’assalto a causa del caldo eccezionale di questi giorni anche se, affermano gli esperti di Medicina di urgenza, la situazione è sotto controllo. Nelle prime due settimane di luglio, le temperature hanno infatti raggiunto livelli eccezionali, con una significativa ricaduta, anche se “quantitativamente limitata”, sulla salute degli italiani, che si sono rivolti ai pronto soccorso degli ospedali. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno si registra infatti un aumento medio degli accessi in pronto soccorso pari a circa il 10%. I dati arrivano dalla Società italiana di Medicina di emergenza urgenza (Simeu), che registra l’aumento di accessi maggiore nelle grandi città. Forti sono però le variazioni regionali: più contenuto l’afflusso ai pronto soccorso in Piemonte e in Veneto, mentre picchi fino al 20% si sono avuti in alcune aree dell’Emilia Romagna e del Lazio. Oltre all’incremento delle patologie imputabili al caldo, come disidratazione, colpo di calore e sincope, è stato riscontrato un aumento di scompensi di patologie pre-esistenti (cardiopolmonari, renali e metaboliche). In alcune regioni, come il Piemonte, si è rilevato inoltre un aumento di mortalità che riguarda, come sempre in queste situazioni, i pazienti più fragili: anziani, con varie patologie, malati cronici allettati e fasce deboli per povertà e isolamento sociale. “Oltre a rendere capillare l’informazione sulle regole più importanti da osservare in occasione dei picchi estivi di caldo – sottolinea il presidente nazionale Simeu, Gian Alfonso Cibinel – è necessario attivare iniziative di supporto sociale e sanitario, sia da parte delle istituzioni che dei servizi sanitari, come avviene in molte regioni. Ma anche i cittadini devono fare la loro parte, partendo dalla semplice segnalazione delle persone in difficoltà”. Secondo il presidente Simeu è però anche fondamentale che le strutture sanitarie “rispondano garantendo condizioni ambientali adeguate, a partire da sistemi di condizionamento d’aria efficaci, in tutte le sedi di cura ed anche nei pronto soccorso”. Altro problema resta poi quello dei posti letto: “Come in tutte le stagioni – afferma Cibinel – è necessario assicurare un numero adeguato di posti letto ospedalieri per i pazienti che devono essere ricoverati dai pronto soccorso. Anche in questo periodo, come nella stagione invernale – avverte l’esperto – si sono verificate situazioni di affollamento nei pronto soccorso, in parte correlate pure alla riduzione dei posti letto per chiusura estiva parziale dei reparti”. E’ dunque “indispensabile che ogni ospedale – conclude – si doti di piani efficaci per la gestione del sovraffollamento dei pronto soccorso, estivo o invernale, come richiesto dalla Simeu in una recente lettera al ministro della Salute”. AGGIORNAMENTO METEO. Caronte continua ad infiammare l’Italia. Non si escludono possibili temporali di calore nell’arco alpino e anche sull’Appennino settentrionale. Subiremo sempre un caldo afoso intenso con alti tassi di umidità e punte fino a 40 gradi nelle zone interne del Centrosud. La prossima settimana continuerà il caldo che stringerà ancora l’Italia nella morsa di Caronte con picchi massimi tra martedì e giovedì, ma da sabato 25 luglio ci sarà un possibile sblocco della situazione iniziando dal nord. Dopo tale data le correnti più fresche nord atlantiche tenteranno di forzare l’anticiclone africano ma l’impresa non sarà agevole. Si aprono due ipotesi: alta pressione in temporaneo indebolimento con temporali al Nord, marginalmente al Centro; calo termico al Nord, qualche grado in meno anche al Centro, sempre caldo intenso al Sud. Seconda ipotesi: alta pressione ancora forte, qualche temporale a lambire il Nord con lieve calo termico ma comunque molto caldo; Centrosud nella canicola fino a fine mese. SALERNONOTIZIE

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CASERTA NEWS Strage a Trentola Ducenta, parla l'agente: «Ho ucciso per difendermi da un'aggressione» VIDEO

13 Luglio 2015, 13:17pm

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CASERTA NEWS  Strage a Trentola Ducenta, parla l'agente: «Ho ucciso per difendermi da un'aggressione» VIDEO

INSERITO DA ANGELA CECERE Ho ucciso i Verde e Pinestro per difendermi da un'aggressione. Sono stato minacciato e avevo paura che potesse accadermi qualcosa». Così il 50enne agente penitenziario Luciano Pezzella (Caserta) ha spiegato, nel lungo interrogatorio di ieri, ai carabinieri del reparto territoriale di Aversa i motivi che lo hanno portato a uccidere con la sua pistola d'ordinanza, a Trentola Ducenta (Caserta), tre componenti della famiglia Verde ed un piccolo imprenditore. «Quel furgone mi dava fastidio, faceva rumore». Sotto i suoi colpi sono così caduti il 37enne piccolo imprenditore ortofrutticolo di San Marcellino Franco Pinestro, e i suoi vicini Michele, Enza e Pietro Verde, rispettivamente padre, madre e figlio. Dalla strage si sono salvati miracolosamente il secondo figlio dei Verde, che era al bar a fare colazione, e la convivente di Pietro Verde, Antonella di 23 anni, che ieri mattina dormiva mentre Pezzella sparava. Quando ha sentito gli ultimi colpi ed è uscita dalla stanza ha trovato i corpi in un lago di sangue della suocera e del fidanzato, quindi anche quello del suocero. Un terzo figlio era invece a Varese dove risiede ed è tornato precipitosamente dopo essere stato avvertito dai carabinieri; si sarebbe dovuto sposare nei prossimi giorni ma le nozze sono state annullate. La strage è avvenuta dopo che Pinestro ha parcheggiato il suo furgone in via Carducci a Trentola davanti casa dei Verde, a pochi metri dell'ingresso dell'abitazione dell'agente penitenziario; Pinestro, che convive con una donna e ha un figlio di 7 anni, doveva comprare delle cassette per la frutta dal 61enne Michele Verde, che aveva in casa un piccolo deposito di cassette vuote. Pezzella, da ieri sera nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere con l'accusa di omicidio volontario - l'arresto dovrà essere convalidato dal Gip del Tribunale di Napoli Nord - ha raccontato agli ufficiali dell'Arma di «aver litigato con Pinestro perché quel furgone parcheggiato nei pressi di casa mia dava fastidio e faceva tanto rumore; gli ho chiesto di spostarlo, lui mi ha minacciato insieme al mio vicino Michele Verde, a quel punto ho avuto paura per mia incolumità ed ero esasperato, sono andato a prendere la mia pistola e ho sparato a Pinestro alle gambe, poi anche agli altri». Pinestro era sul furgone quando è stato colpito, ha provato anche a fare qualche metro sfondando un muretto, ma poco dopo si è fermato; condotto in ospedale è poi morto dissanguato. Le altre tre vittime sono state colpite più volte ad altezza d'uomo, ma sarà l'autopsia, che dovrebbe tenersi domani all'istituto di medicina legale di Caserta, a chiarire quanto proiettili hanno raggiunto le quattro persone decedute e quali sono stati fatali. Gli investigatori del Reparto Operativo dell'Arma stanno cercando inoltre di capire se nel recente passato le liti tra Pezzella e i Verde fossero sfociate in denunce; di certo più volte Pezzella aveva litigato con i vicini per i tanti furgoni che sostavano a pochi metri da casa sua nelle prime ore della mattina; gli investigatori stanno anche verificando la presenza durante la strage di un collaboratore di Pinestro; qualcuno ha infatti riferito che il 37enne si muoveva in compagnia di uno straniero ma nessun testimone ha confermato con certezza la presenza del lavoratore.

IL MATTINO

13.07.2015. 14.17

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BENEVENTO NEWS Benevento, minicar finisce nella scarpata: grave un quindicenne

13 Luglio 2015, 13:07pm

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BENEVENTO NEWS  Benevento, minicar finisce nella scarpata: grave un quindicenne

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Grave incidente stradale, poco prima della mezzanotte di sabato, lungo la strada panoramica. Un quindicenne, C.C., residente nel centro dell’Alto Tammaro, è ricoverato in gravi condizioni al «Rummo». Era alla guida di una minicar quando, mentre percorreva la variante, per cause in corso di accertmamento, ha perso il controllo del veicolo, poi capovoltosi e precipitato in dirupo che presenta un dislivello di almeno un paio di metri.Con il quindicenne, a bordo della minicar, viaggiava un amico, G.D.P., anch’egli di Castelpagano. C.C. è stato soccorso dal personale medico del 118 e poi trasportato in codice rosso in ospedale. Il quindicenne, che ha riportato un politrauma, è in prognosi riservata ma non è in pericolo di vita. L’amico, invece, è stato condotto all’ospedale Cardarelli di Campobasso per accertamenti, ma le sue condizioni sono apparse subito meno gravi e dopo alcuni esami effettuati da parte dei sanitari molisani è stato dimesso. Su causa e dinamica indagano i carabinieri di Colle Sannita.

IL MATTINO

13.07.2015.14.07

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AVELLINO NEWS Avellino. Detenuto di 25 anni ingerisce una batteria: operato d'urgenza

13 Luglio 2015, 13:00pm

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AVELLINO NEWS Avellino. Detenuto di 25 anni ingerisce una batteria: operato d'urgenza

INSERITO ANGELA CECERE Ariano Irpino. Un grosso spavento, ma per fortuna niente di irreparabile, dopo un nuovo episodio di autolesionismo in carcere. È fuori pericolo B.F., detenuto di 25 anni originario di Torre Annunziata, che ha ingerito una batteria per protestare nei confronti della direzione della casa circondariale di Ariano Irpino che, a suo parere, non aveva accolto la richiesta di trasferirlo in altra cella. Il giovane detenuto, stando a quanto trapelato, da giorni appariva nervoso e taciturno. Non sopportava di restare nel padiglione dove era stato sistemato da qualche mese. Di qui la decisione estrema di ingerire una batteria nella speranza di essere preso finalmente in considerazione. Dopo aver messo in atto il suo gesto, il giovane ha cominciato ad accusare dei forti dolori addominali, tanto da non passare inosservato né agli altri compagni di cella, né ai poliziotti penitenziari addetti alla sorveglianza. Immediatamente il detenuto è stato condotto nell'ambulatorio interno alla casa circondariale e, da qui, è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale «S. Ottone Frangipane». Una volta accertato che aveva ingerito la batteria, lo stesso è stato trasferito all'ospedale «San Giuseppe Moscati» di Avellino per essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, con una sonda introdotta nello stomaco. Effettuato l’intervento, dopo che i sanitari hanno escluso ulteriori rischi, c’è stato il rientro del giovane alla casa circondariale arianese. Come da prassi, è immediatamente scattata una indagine interna per accertare se l'episodio sia riconducibile esclusivamente a una decisione individuale del suo protagonista. «Si deve alla professionalità dei poliziotti penitenziari - sostiene Emilio Fattorello, segretario nazionale del Sappe - l'immediato intervento nei confronti di questo detenuto che ha messo in atto uno dei tanti gesti di autolesionismo che si registrano negli istituti penitenziari italiani. Ciò accade specialmente durante il periodo estivo. Anche ad Ariano si sono verificati altri casi di questo genere, e per fortuna si sono tutti conclusi senza conseguenze gravi per i detenuti. È evidente che le situazioni di sovraffollamento e le condizioni generali degli istituti penitenziari possono aver in qualche modo inciso anche nella decisione di questo detenuto. Ad Ariano, tra l'altro, si scontano diverse carenze strutturali, per non parlare di quella, ancora più grave, di poliziotti penitenziari. Ne mancano sedici e solo tra qualche giorno ne arriveranno altri otto. Siamo comunque sempre al di sotto dell'organico necessario. Anche in questa occasione c'è stata tempestività di intervento e capacità di comprendere subito quanto accaduto. Qualche minuto in più e si sarebbe potuta verificare la fuoriuscita di acidi dalla batteria, con conseguenze molto più gravi di quelle che si sono avute».

IL MATTINO

13.07.2015. 14.00

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Botte e coltellate dalla baby gang dopo il bagno a Marechiaro, ferito un ragazzino vomerese

13 Luglio 2015, 12:57pm

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Botte e coltellate dalla baby gang dopo il bagno a Marechiaro, ferito un ragazzino vomerese

INSERITO DA ANGELA CECERE Rientravano dal mare, da una giornata di sole e bagni a Marechiaro. Erano in tre, tutti minorenni: la loro età va dai 15 ai 17 anni, e tutti residenti al Vomero. Ragazzini tranquilli, figli di persone perbene, che non avrebbero mai immaginato come il desiderio realizzato di fare un tuffo in acqua potesse poi trasformarsi in un incubo. I minorenni sono rimasti vittima di un assurdo pestaggio da parte di una gang di giovani mentre risalivano la strada che porta sulla collina di Posillipo. Un’aggressione gratuita, durante la quale a un certo punto è spuntato anche un coltello. L’epilogo della bruttissima storia coincide con un drammatico bilancio: i tre giovanissimi hanno riportato lesioni varie e uno di loro è stato anche ferito da una coltellata al braccio: una ferita fortunatamente superficiale poi medicata al pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli. Ma ricostruiamo le sequenze di questa vicenda, l’ennesima, che riaccende i riflettori sull’allarme legato al fenomeno delle baby gang. Tutto ha inizio intorno alle 17 del pomeriggio di sabato. Fa ancora molto caldo quando la comitiva di ragazzini vomeresi decide di far rientro a casa. È stata una bella giornata, ma la situazione precipita drammaticamente proprio in cima alla salita che dalla spiaggia conduce alla fermata dell’autobus che dovrebbe riportare gli adolescenti a casa. Qui accade qualcosa: i tre ragazzini incrociano un’altra comitiva, assai più nutrita, pare composta da dieci-quindici giovani. Sicuramente tra loro ci sono altri minorenni. Stando a quanto riferito dalle vittime, il gruppo più nutrito le prende di mira senza alcun motivo. I bulli non lo fanno per tentare di rapinarli e tantomeno puntano ai cellulari di ultima generazione, no: quella scintilla che in pochi secondi di trasforma in una violentissima fiammata è frutto di una gratuita volontà di far male, di divertirsi accerchiando, iniziando a insultare e a sputare addosso alle tre vittime. E così iniziano a volare i primi ceffoni, seguiti - di fronte alla naturale reazione e al tentativo di difendersi - da spintoni, calci e pugni. Le vittime non hanno scampo e in pochi attimi soccombono. Ma c’è ancora il tempo per estrarre dalla tasca un coltello per sferrare un fendente al minore che forse ha «osato» reagire con più veemenza. Poi, com’è tipico del comportamento di questi vigliacchi che quando si riuniscono in branco sfoggiano la loro aggressività, i quindici fuggono via, pare a bordo di alcuni scooter. I tre ragazzini, terrorizzati, avvertono i rispettivi genitori, con i quali si recheranno all’ospedale Fatebenefratelli e successivamente a denunciare al commissariato di polizia i fatti. Scattano le indagini, si cercano i bulli, vengono effettuati anche controlli e posti di blocco, ,a degli aggressori non c’è più traccia. Il «branco» è ormai lontano, e forse pronto a una nuova avventura.

IL MATTINO

13.07.2015. 13.57

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CAMPANIA NAPOLI NEWS SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Marano. Perseguitava da tempo la ex compagna: 50enne in manette

11 Luglio 2015, 14:21pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L´uomo è stato arrestato al termine di indagini condotte dai carabinieri della locale tenenza.
MARANO. I carabinieri della locale tenenza, agli ordini del tenete Francesco Tessitore, hanno dato esecuzione a un´ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli a carico di un 50enne di Scampia gia noto alle forze dell´ordine ritenuto responsabile di stalking. Nel corso di indagini i militari dell´Arma hanno accertato che il 50enne nel corso del 2013, aveva posto in essere una serie di comportamenti persecutori ai danni dell´ex coniuge 47enne, tali da ingenerare nella donna un perdurante e grave stato d´ansia e di timore per la propria incolumità. L´arrestato è stato condotto nella casa circondariale di Poggioreale.

Fonte: di Matteo Giuliani INTERNAPOLI.IT

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CASERTA NEWS S. Maria Capua Vetere. Giovane avvocatessa morta in incidente: dolore e incredulità

11 Luglio 2015, 14:17pm

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CASERTA NEWS S. Maria Capua Vetere. Giovane avvocatessa morta in incidente: dolore e incredulità

INSERITO DA ANGELA CECERE S. Maria Capua Vetere. Ha perso la vita sull’asfalto, al termine di una giornata di lavoro come tante altre. Annarita Materazzo, 36 anni avvocato, era costretta, a cadenze quasi quotidiane, a recarsi a Napoli per sbrigare pratiche. Vincitrice di due concorsi pubblici, attendeva infatti una «chiamata» che le avrebbe potuto cambiare la vita professionale e intanto, con sacrifici quotidiani e tra le mille difficoltà, con estrema dedizione svolgeva la propria attività. Un’attività che, giovedì scorso, l’ha portata alla morte mentre viaggiava su un Honda Sh lungo la carreggiata nord dell’autostrada Napoli-Roma. Alla guida dello scooter c’era Gennaro Cappabianca, coetaneo e concittadino della vittima, con il quale proprio in questi giorni valutava la possibilità di coronare un sogno. Nell’impatto con una Ford Focus anche il giovane è rimasto ferito ma, fortunatamente, senza gravi conseguenze. È stato ricoverato presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore dove è rimasto a lungo sotto osservazione dell’équipe medica. Erano circa le 13 quando i sogni di Annarita si sono infranti. In quelle ore la madre la attendeva a casa per pranzo. Nella giornata di ieri, su disposizione del magistrato, è stato effettuato l’esame autoptico sulla salma della 36enne. Soltanto in queste ore sarà possibile conoscere data e luogo delle esequie per riservare l’ultimo caloroso saluto alla giovane sammaritana. «Non sono in grado di trovare parole che possano esprime tutto il mio dolore - ha spiegato un’amica di famiglia - Annarita era una ragazza solare, dolcissima ed estremamente legata alla famiglia. Una figlia che tutti avrebbero voluto». Commoventi i numerosissimi messaggi di amici e colleghi: «È una tragedia che lascia un vuoto incolmabile nelle nostre giornate. Ieri mattina, quando abbiamo appreso la notizia in Tribunale, siamo rimasti sconvolti». Annarita, iscritta all’Albo degli Avvocati dall’ottobre del 2008, era infatti molto attiva nel foro di Santa Maria Capua Vetere. «Non conoscevo personalmente Annarita - ha dichiarato il sindaco Biagio Di Muro - ma dinanzi a questa sciagura non posso far altro che nutrire rabbia per il modo in cui si è verificata. Sono vicino al dolore dei propri cari pur sapendo che sarà difficilissimo colmare il vuoto lasciato». L’intera comunità sammaritana è rimasta sconvolta, tantissimi i messaggi di affetto indirizzati alla famiglia di Annarita

IL MATTINO

11.07.2015. 15.17

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