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campania news

BENEVENTO NEWS Bimba di tre anni contesa, arrestate madre e nonna

5 Luglio 2015, 12:20pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

BENEVENTO NEWS  Bimba di tre anni contesa, arrestate madre e nonna

INSERITO DA ANGELA CECERE Per una bimba di tre anni, contesa, la madre e la nonna sono finite in carcere con le accuse di maltrattamenti, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Le due donne, una di 35 anni e l’altra di 65, sono finite ieri sera alla casa circondariale di contrada Capodimonte. La madre della piccola si era rifiutata di ottemperare a una decisione del tribunale che aveva affidato la bambina al padre. Quando gli agenti si sono recati a casa della donna per eseguire il provvedimento, hanno trovato anche l'energia elettrica staccata e la bimba, insieme con la madre e con la nonna, barricata in casa. Deciderà il giudice se convalidare o meno l'arresto per le due donne. La piccola, che sta bene, è stata affidata al padre come stabilito dal giudice.

IL MATTINO

05.07.2015. 13.20

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AVELLINO NEWS Avellino, svuotano il distributore automatico di sigarette utilizzando banconote false

5 Luglio 2015, 12:15pm

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AVELLINO NEWS  Avellino, svuotano il distributore automatico di sigarette utilizzando banconote false

INSERITO DA ANGELA CECERE AVELLINO - Furto di sigarette nella rivendita tabacchi «Pascarosa», in via Colombo. Ignoti, inserendo banconote false da venti euro nel distributore attivo durante la notte, sono riusciti a svuotare completamente l’erogatore di sigarette. Lo stratagemma, attuato dai ladri, ha consentito la sottrazione di un centinaio di confezioni. I malviventi, che hanno agito indisturbati nonostante il «Sali e tabacchi» del noto commerciante si trovi in una zona centrale, frequentata anche nelle ore notturne, hanno introdotto nel distributore per venti volte banconote da 20 venti euro contraffatte, riuscendo ad asportare tabacchi per un valore di circa quattrocento euro. A questi va aggiunta la somma asportata come resto. Il colpo è stato messo a segno la notte scorsa. La scoperta è stata fatta solo ieri mattina dal titolare della tabaccheria. Ed è stato proprio quest’ultimo a denunciare l’accaduto alla questura di Avellino. Sul posto si sono portati gli agenti, coordinati dal vicequestore Marcello Castello, che hanno avviato le indagini nel tentativo di risalire agli autori dell’azione predatoria. I poliziotti hanno provveduto ad acquisire le immagini della videosorveglianza attiva in zona, nonché a sequestrare le venti banconote false introdotte nell’erogatore di tabacchi.

IL MATTINO

05.07.2015. 13.15

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CAMPANIA NAPOLI NEWS La doppia fuga di Lino, il fratello del babyboss ammazzato: dai killer e dalla polizia

5 Luglio 2015, 12:07pm

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CAMPANIA NAPOLI NEWS La doppia fuga di Lino, il fratello del babyboss ammazzato: dai killer e dalla polizia

INSERITO DA ANGELA CECERE NAPOLI - Dicono che si muove sempre in sella a una moto, modello T-max. In testa un casco con la visiera bianca. Magro e «con i baffetti alla Zorro» lo descrivono. «Ha il grilletto facile» ricorda un pentito. E se si esclude un affiliato “anziano” ci sarebbe lui tra «i più pericolosi del clan». È questo il ritratto di Pasquale Sibillo, detto Lino, attraverso le parole di ex affiliati passati a collaborare con la giustizia. Classe 1991, fa parte dei giovanissimi con ambizioni da boss diventati protagonisti della nuova camorra di Forcella, quella violenta e spregiudicata, che di giorno si muove soltanto quando c’è da fare gradasso, seminare terrore, sparare in aria. «Lino Sibillo ha lo stesso rango del fratello Emanuele, il quale tuttavia è (era, ndr.) più rispettato per aver iniziato la guerra contro i Mazzarella» ricorda un pentito ai pm. Fugge, Pasquale Sibillo, dal 9 giugno scorso e da qualche notte a questa parte fugge con una consapevolezza in più: qualcuno lo vuole morto, gli stessi che nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi hanno ucciso suo fratello Emanuele con un colpo alla schiena in via Oronzio Costa. Scampò a un agguato due anni fa, Pasquale. In quell’occasione riuscì ad anticipare l’azione dei sicari che incrociò per strada, capì che stavano per prendere la mira su di lui prima ancora che estraessero la pistola ed ebbe un guizzo, lanciandosi in un’auto della polizia che passava di lì, e così fece salva la vita. Era il 7 maggio 2013. «Accadde di pomeriggio e Lino Sibillo per salvarsi si buttò in una macchina della polizia che stava passando in quel momento. So chi commise il fatto, li vidi partire a Forcella in direzione di San Biagio dei Librai, uno a bordo di un SH 300 nero, gli altri in sella a un Beverly 250 grigio». Nella ricostruzione che fa il collaboratore c’è spazio anche per il racconto della rocambolesca dinamica: «Notarono la sua presenza, si avvicinarono ma lui li vide e si rifugiò nella macchina della polizia». A quel punto i sicari dovettero desistere. «Mi fu raccontato che, allontanitisi, ebbero una colluttazione a piazza Garibaldi dove incrociarono la polizia ma riuscirono a scappare». Vivono così i giovani come lui. Sempre a guardarsi le spalle, sempre con un occhio a chi gli gira intorno perché è un attimo e si rischia di finire nel mirino. Nei pantaloni sempre una pistola. Le armi una passione e una necessità. Preferiscono quelle alla Al Capone. Lo si ascolta da alcune conversazioni intercettate dagli 007 dell’Antimafia che per mesi hanno tenuto i cellulari sotto controllo e una microspia in casa dei Giuliano jr. A parlare sono criminali ragazzini: «Le fuoriserie le teniamo solo noi...». «Cinquemila euro...diciamo famiglia Sibillo, “F”, “S”, dici...l’hanno fatta personalizzare...ho dato 2500». «Le botte?....Pigli di più». «Ci date mille euro in più “FS”». «Questa è la più malamente di tutte le pistole... la cromata con il manico di gomma». «Quello là secco e lungo....quello di Al Capone». Nel linguaggio in codice che usano tra di loro le chiamano «le innamorate», cioè le fidanzate. Gli inquirenti ne hanno avuto conferma proprio indagando sull’attentato a Pasquale Sibillo che i babyboss intesero vendicare immediatamente. Mentre Pasquale, come si capisce dalle intercettazioni, si cambiava d’abito e si faceva tagliare i capelli per modificare il look e rendersi meno riconoscibile, il fratello più piccolo, Emanuele, all’epoca minorenne, gli spiegava: «Il compagno mio è andato a prendere la fidanzata fuori alla Marina vicino al mare....Hai capito? Ci dobbiamo andare a fare un giro con le fidanzate nostre». Sullo sfondo il contrasto mai sanato con i Mazzarella e l’atteggiamento spavaldo da aspiranti boss che i giovanissimi del clan Amirante-Sibillo-Giuliano-Brunetti hanno assunto negli ultimi tempi per imporsi nella gestione del malaffare e nel controllo dei vicoli della casbah. Spavaldi e violenti. Pasquale Sibillo, oltre che di associazione, aggressioni e scorribande armate, è indagato anche per aver imposto il pizzo a una commerciante e di averle ordinato di lasciarle l’appartamento. «Mi devi dare 300 euro al mese per il negozio e devi lasciare immediatamente la casa entro 24 ore, altrimenti ti metto una bomba al negozio. E i documenti non te li voglio far vedere, la casa è mia» sarebbe stata la minaccia. «I Sibillo a livello di sistema sono più importanti e temuti dei Giuliano - assicura un collaboratore di giustizia ai magistrati della Dda ricostruendo accordi e spartizioni di camorra - I Sibillo controllano le zone di San Biagio dei Librai, Largo Donna Regina fino a piazza Bellini». I soldi della droga e delle estorsioni, l’obiettivo da conquistare pr carezzare il sogno da boss. «Durante la guerra Emanuele Sibillo dormiva a casa di Toni Giuliano». Pasquale oggi potrebbe essere nascosto ovunque. Ma probabilmente non così lontano dal centro storico da escludere una vendetta.

IL MATTINO

05.07.2015. 13.07

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BENEVENTO NEWS Benevento. Incendiato ristorante chiuso da mesi

4 Luglio 2015, 08:18am

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BENEVENTO NEWS Benevento. Incendiato ristorante chiuso da mesi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nel corso della nottata ignoti hanno danneggiato un ristorante-pizzeria appiccando le fiamme a un gazebo in legno di pertinenza di un locale dismesso e chiuso da tempo in località Santa Caterina di Pontelandolfo. Il locale obiettivo del raid è denominato «È ’nata cosa». L’allarme è scattato intorno alle tre del mattino e sul posto sono giunte squadre della sede centrale del Comando provinciale dei vigili del fuoco di Benevento. Sono partiti i primi accertamenti sulla natura del rogo che sono tuttora in corso. L’intervento dei vigili del fuoco si è protratto fino alle 4.20. I carabinieri stanno svolgendo indagini per chiarire l’episodio. Il locale era chiuso da mesi. IL MATTINO.IT

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AVELLINO NEWS Sturno, è morto il sindaco Aurelio Cangero

4 Luglio 2015, 08:16am

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AVELLINO NEWS Sturno, è morto il sindaco Aurelio Cangero

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La comunità di Sturno piange la scomparsa del sindaco Aurelio Cangero, deceduto poche ore fa. Il primo cittadino del comune ufitano è morto intorno alle 20, dopo aver lottato per due giorni contro le conseguenze di un grave malore che lo aveva colpito durante un convegno, legato ad una malformazione cardiaca che dieci anni fa aveva stroncato anche il fratello. Le condizioni del primo cittadino erano apparse subito disperate agli occhi dei medici del Moscati di Avellino che nella notte tra mercoledì e giovedì avevano effettuato sul sindaco un intervento chirurgico delicatissimo. La prognosi parlava di dissecazione aortica. Cangero ha lottato tra la vita e la morte in terapia intensiva, fino al triste annuncio che ha sconvolto familiari, amici e cittadinanza. IL MATTINO.IT

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CASERTA NEWS Picchia e poi minaccia con un'ascia l'amico: bloccato dai carabinieri

4 Luglio 2015, 08:14am

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CASERTA NEWS Picchia e poi minaccia con un'ascia l'amico: bloccato dai carabinieri

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CASERTA - A Piedimonte Matese i carabinieri della locale Stazione hanno deferito, all’Autorità Giudiziaria, un 43enne del luogo, poiché si è reso responsabile del reato di minaccia aggravata mediante l’uso di un’ascia da boscaiolo, esibita solo a distanza, nei confronti di un 55enne anch’egli di Piedimonte Matese. L’episodio è avvenuto nel piazzale dell’ospedale di Piedimonte Matese. Il 43enne ha inseguito il 55enne e, raggiuntolo, lo ha colpito fisicamente ripetute volte, sino a che è riuscito a rifugiarsi all’interno del Pronto Soccorso, dove i sanitari hanno impedito all’aggressore di continuare la sua azione. Il 55enne, vittima dell’aggressione, è stato ricoverato in osservazione per due giorni con una prognosi di cinque giorni. Le indagini, svolte dal personale dell’Arma, hanno consentito di rintracciare tempestivamente l’aggressore, al quale è stata anche sequestrata l’ascia utilizzata per le minacce. IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Forcella, il baby boss ammazzato tradito dai gregari

4 Luglio 2015, 08:10am

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Forcella, il baby boss ammazzato tradito dai gregari

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il diciannovenne latitante Emanuele Sibillo era convinto di tornare nel centro storico per prendersi una rivincita: dal 9 giugno - cioè da quando la Procura aveva sferrato un sonoro colpo al cartello dei «bimbi camorristi» del gruppo Giuliano-Brunetti-Sibillo - qualcuno degli affiliati scampati alla retata aveva deciso di alzare la testa e di non pagare più la «rata» settimanale per gli introiti della vendita della droga nella zona dei Tribunali. Emanuele, quasi sicuramente seguito da suo fratello Pasquale, anch’egli latitante, e accompagnato da una «paranza» di delinquenti tutti giovanissimi, doveva anche vendicare uno schiaffo subìto dopo il ferimento di tre ragazzini tra domenica e lunedì. Cominciano a definirsi i contorni dell'omicidio del 19enne avvenuto a due passi dal Tribunale di Castelcapuano. E spunta un articolo sulla camorra scritto dalla vittima dell’agguato mortale per il giornalino della Comunità di Nisida: a all’età di 17 anni quando sognava di diventare giornalista. IL MATTINO.IT

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CASERTA NEWS Mondragone, spacciava droga in strada: bloccato dai carabinieri

3 Luglio 2015, 13:50pm

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CASERTA NEWS Mondragone, spacciava droga in strada: bloccato dai carabinieri

INSERITO DA ANGELA CECERE MONDRAGONE - Spacciava cocaina ed è stato sorpreso dai carabinieri della compagnia di Mondragone. In località Pescopagano i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia hanno arrestato Antonio Cerbone resosi responsabile di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Nella circostanza i militari dell’Arma hanno sorpreso l’uomo mentre cedeva sostanza stupefacente del tipo “cocaina” ad un tossicodipendente del luogo. La successiva perquisizione personale e domiciliare ha permesso di rinvenire e sequestrare una bustina in cellophane contenente sostanza stupefacente tipo cocaina per complessivi 12 grammi) e la somma in contanti di 350 euro.

IL MATTINO

03.07.2015. 14.50

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BENEVENTO NEWS Colpo da 100mila euro in gioielleria

3 Luglio 2015, 13:37pm

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BENEVENTO NEWS Colpo da 100mila euro in gioielleria

INSERITO DA ANGELA CECERE Ancora un colpo messo a segno da una banda di specialisti in uno dei negozi che sono all’interno del centro commerciale «Buonvento» in contrada San Vito. Il bottino è ingente: si aggira sui centomila euro, ma le modalità del colpo messo a segno la scorsa notte confermano che ad agire è stata una banda numerosa, sei persone, che ha agito in poco più di quattro minuti. Il negozio preso di mira è «Follie d’oro», una ditta pugliese che ha il suo punto vendite nel centro commerciale. Si è poi appurato che i ladri avevano fatto ingresso all’interno attraverso una porta antipanico restrostante il centro, poi con un flex hanno forato una parte della saracinesca e quindi hanno con qualche mazza frantumato i cristalli delle vetrine. Poi erano fuggiti.

IL MATTINO

03.07.2015 14.37

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AVELLINO NEWS Montoro, operai in nero e senza protezione: sequestrata un'officina

3 Luglio 2015, 13:30pm

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AVELLINO NEWS Montoro, operai in nero e senza protezione: sequestrata un'officina

INSERITO DA ANGELA CECERE I Carabinieri della Compagnia di Baiano hanno effettuato numerosi controlli ad alcune attività d’ impresa, riscontrando numerose irregolarità alla normativa vigente e denunciando alla Procura della Repubblica di Avellino un imprenditore della zona. In particolare i militari della Stazione di Montoro Superiore, unitamente agli ispettori della direzione provinciale del lavoro di Avellino, hanno proceduto al controllo di un’ autocarrozzeria, deferendo in stato di libertà il titolare della medesima in quanto: 2 operai dipendenti non erano assunti regolarmente; i dipendenti non erano stati sottoposti alla prevista sorveglianza sanitaria per i lavoratori che nell’ espletamento delle loro mansioni entrano in contatto con agenti chimici e corrosivi. Inoltre, agli stessi lavoratori non erano stati forniti i dispositivi di protezione individuale. Al termini degli accertamenti sono state comminate al suddetto imprenditore sanzioni amministrative per circa 10.000 euro. Inoltre si è proceduto a sottoporre a sequestro la struttura in questione .

IL MATTINO

03.07.2015. 14.30

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