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campania news

CAMPANIA NEWS Napoli, la movida è ancora violenta: 18enne ferito sul lungomare

4 Settembre 2016, 09:50am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CAMPANIA NEWS Napoli, la movida è ancora violenta: 18enne ferito sul lungomare

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nuovo episodio di violenza nella zona della movida a Napoli. In via Nazario Sauro un giovane di 18 anni è stato ferito con un oggetto appuntito - secondo quanto ha riferito alla Polizia - mentre si trovava in strada con alcuni amici. L'aggressione da parte di un altro gruppo di ragazzi. Il giovane, residente a Marano, nel Napoletano, è stato portato in ospedale dove è stata accertata una ferita lacero contusa all'avambraccio destro. L'altra notte, invece, in vico Belledonne a Chiaia, un ragazzo di 21 anni era stato ferito al culmine di una lite con altri giovani.

IL MATTINO

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Grumo Nevano. Tragedia alla festa: operaio fuochista precipita dal campanile e muore

4 Settembre 2016, 09:46am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Grumo Nevano. Tragedia alla festa: operaio fuochista precipita dal campanile e muore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Grumo Nevano. La festa patronale, finisce in tragedia. Carmine Fiorillo, 58 anni, di Sant'Arpino, è precipitato nel vuoto per una ventina di metri, dal campanile della basilica di San Tammaro a Grumo Nevano, dove è in corso la festa del santo patrono. L'uomo, fratello del titolare della ditta di fuochi artificiali "Fiorillo", stava smontando alcuni macchinari utulizzati giovedi scorso per il tradizionale e seguitissimo incendio del campanile. Per cause in corso di accertamento, Carmine Fiorillo, che si trovava nel vano delle campane all'ultimo piano del campanile, ha perso l'equilibrio ed è precipitato da un'altezza di una ventina di metri. L'uomo è dapprima caduto sul tettuccio di una Alfa Romeo 156, per poi rimbalzare contro la portiera di una Fiat Tipo, prima di stramazzare sul selciato del segrato della basilica. Alcuni testimoni, riferiscono che al momento della tragedia, avvenuta intorno alle otto di questa mattina, la grande campana oscillava, probabilmente perchè il povero operario ha cercato disperatamente un appiglio. Sul posto i carabinieri della caserma di Grumo Nevano, diretta dal maresciallo Antonino Bruno, e i vigili urbani di Grumo Nevano. Il sindaco, Pietro Chiacchio, in segno di lutto per l'ennesima morte sul lavori, ha sospeso tutte le manifestazioni della festa patronale, mentre si svolgeranno regolarmente le due processioni in venerazione di San Tammaro, patrono della città. La procura di Napoli Nord, diretta dal procuratore Francesco Greco, ha aperto un'indagine per omicidio colposo.

IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Napoli: agguato a Ponticelli, un latitante è stato ucciso con quattro colpi alla testa. Il cadavere dell'uomo ritenuto affiliato al clan Di Micco è stato rinvenuto in un'auto rubata. Indaga la Polizia

31 Agosto 2016, 07:57am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CAMPANIA NEWS Napoli: agguato a Ponticelli, un latitante è stato ucciso con quattro colpi alla testa. Il cadavere dell'uomo ritenuto affiliato al clan Di Micco è stato rinvenuto in un'auto rubata. Indaga la Polizia

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA - Omicidio nella notte nel quartiere Ponticelli di Napoli: un pregiudicato latitante, Flavio Salzano, di 29 anni, è stato ucciso con diversi colpi di pistola alla testa. Il cadavere dell'uomo, ritenuto affiliato al clan Di Micco, è stato trovato in una Ford C-Max in via San Michele. L'auto è risultata rubata (lo scorso giugno). Salzano è stato raggiunto da quattro colpi calibro 9X21. La Polizia Scientifica ha trovato sul posto 5 bossoli. La salma di Salzano è stata trasferita nella Facoltà di Medicina Legale per gli esami. L'auto è stata sequestrata. Sull'accaduto indaga la Squadra Mobile della Questura di Napoli.

TELECAPRINEWS

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CASERTA NEWS Caserta troppo litigiosa, è record di cause civili

30 Agosto 2016, 09:32am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CASERTA NEWS Caserta troppo litigiosa, è record di cause civili

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CASERTA - A Caserta la causa civile è di casa, e dopo un anno di pausa il trend ricomincia a salire. L’indagine pubblicata ieri sul «Sole 24Ore» pone la città della Reggia al nono posto in Italia per il dato percentuale dei processi pendenti rispetto alla popolazione. Da queste parti ogni mille residenti ce ne sono in media 39 (ma è un dato approssimato in difetto perché le cause si fanno in due, o tre, o anche più) che litigano con il vicino, con l’assicurazione, con un parente o anche con la Pubblica Amministrazione. In Campania solo Salerno (40 processi ogni mille abitanti) supera Terra di Lavoro, mentre subito dopo si attestano Napoli (38 cause), Benevento (36) ed Avellino (35). Da primato, peraltro, è anche il calo del contenzioso registrato nel 2015 in Terra di Lavoro. Confrontando i dati con quelli di due anni prima compare infatti un meno 26 per cento, terza migliore performance a livello nazionale dopo Latina (dove le cause sono diminuite del 33 per cento), e Vicenza (meno 27 per cento), a pari merito (piccoli decimali di differenza) con Ascoli Piceno, Pisa e Padova. E la tendenza per il 2016? Di segno inverso, molto inverso. Mettendo infatti a confronto l’attuale dato con quello fatto registrare lo scorso anno nello stesso periodo e prendendo come riferimento il tribunale di Santa Maria Capua Vetere (che copre l’80 per cento di una provincia giudiziariamente smembrata, con 19 Comuni che rientrano nella diversa competenza territoriale del Tribunale di Napoli Nord) si scopre che ad oggi il contatore è fermo a poco più di 7mila cause iscritte al ruolo generale, contro le 6.300 del 2015.

di Domenico Zampelli IL MATTINO.IT

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CASERTA NEWS Ruote bucate nel parcheggio dell'ospedale, il direttore sanitario: vigliacchi

30 Agosto 2016, 09:26am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CASERTA NEWS Ruote bucate nel parcheggio dell'ospedale, il direttore sanitario: vigliacchi

INSERITO DA CARMELA MANICA San Felice a Cancello. Gli infermieri e i medici lavorano in sala operatoria, ma qualcuno pensa di bucare le ruote di autovetture di medici e infermieri parcheggiate. Così, può succedere che il direttore sanitario della struttura, Ubaldo Taddeo, affigga una circolare «all'attentatore di pneumatici»: «Siete dei vigliacchi», recita il cartello affisso dal direttore sanitario Taddeo. Il fatto è successo nel parcheggio dell'Azienda sanitaria locale «Ave gratia plena» di San Felice a Cancello. Colui che ha bucato le ruote della vettura agli infermieri viene definito, nella circolare, «misero personaggio». Con la diffusione della nota a firma del direttore, tutti sapranno, compreso «l'attentatore delle ruote», che l'ospedale reagisce alle offese.

IL MATTINO.IT

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AVELLINO NEWS Scontri tra tifosi: tre feriti la procura apre un'inchiesta

30 Agosto 2016, 09:24am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

AVELLINO NEWS Scontri tra tifosi: tre feriti la procura apre un'inchiesta

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Procura di Avellino ha aperto un fascicolo sul violento scontro tra le due fazioni di supporters createsi nel tifo organizzato dei biancoverdi. Rissa conclusasi con tre feriti, di cui uno grave, dieci denunciati e oltre una ventina di persone coinvolte. Oggetto del contendere, come sottolineato dagli inquirenti, la leadership della curva Sud, ma non è escluso che dietro i due violenti episodi si celi ben altro. La rissa si è verificata dopo la fine della gara Avellino-Brescia, intorno alle 3.30 della notte tra sabato e domenica.

IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Sciame sismico ai Campi Flegrei

30 Agosto 2016, 09:24am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CAMPANIA NEWS Sciame sismico ai Campi Flegrei
CAMPANIA NEWS Sciame sismico ai Campi Flegrei

INSERITO DA MORENA MOTTA Uno sciame sismico di lieve entità e molto superficiale è stato registrato ai Campi Flegrei.
Nell'arco di due ore, dalle 16,30 alle 18,27, si sono succedute 45 scosse. La scossa maggiore è stata ''di magnitudo 1,7 e si è verificata alle 17,45'', ha detto all'ANSA il sismologo dell'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Giovanni Ricciardi.
''Sono stati eventi molto superficiali, avvenuti a circa un chilometri di profondità e - ha aggiunto l'esperto - per questo la popolazione ha sentito sia il boato sia la vibrazione del suolo''.
Non ci sono collegamenti con il terremoto avvenuto nel Centro Italia, ha osservato, ''in questo caso lo sciame sismico è stato causato da un fenomeno vulcanico, ossia al sollevamento del suolo (bradisismo) in atto ai Campi Flegrei''.

FONTE ANSA

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Scippa la collanina a una donna: arrestato 37enne di Sant'Antimo L'uomo è stato notato in Via Foria, incrocio con Via De Curtis, mentre avvicinava una 50enne, ucraina

30 Agosto 2016, 09:08am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Scippa la collanina a una donna: arrestato 37enne di Sant'Antimo L'uomo è stato notato in Via Foria, incrocio con Via De Curtis, mentre avvicinava una 50enne, ucraina

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SANT'ANTIMO. Un 37enne residente a Sant'Antimo, Giuseppe Visco, è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Napoli Stella perchè ritenuto responsabile di furto con strappo. L'uomo è stato notato in Via Foria, incrocio con Via De Curtis, mentre avvicinava una 50enne, ucraina, e con violenza le strappava la collanina d'oro che portava al collo, fuggendo nelle vie vicine. Immediato l'intervento dei militari che lo hanno bloccato. Il 37enne è in attesa di essere giudicato di rito direttissimo.

IVAN MARINO

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CAMPANIA NEWS Aggredisce autista e rompe vetro bus Nel Napoletano. Usb, "esposti a rischi". Ctp, "abbiamo sua foto"

29 Agosto 2016, 10:27am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CAMPANIA NEWS Aggredisce autista e rompe vetro bus Nel Napoletano. Usb, "esposti a rischi". Ctp, "abbiamo sua foto"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NAPOLI, Infuriato per la lunga attesa si è scagliato contro l'autista del bus, aggredendolo verbalmente e minacciandolo di morte, poi ha mandato in frantumi un vetro del mezzo: l'episodio è successo alla stazione Frattamaggiore (Napoli) della linea T32 della Compagnia Trasporti Pubblici partenopea. L'autista, dopo l'accaduto, è rientrato con il bus nel deposito di Arzano (Napoli) dove è giunto in uno stato psicofisico alterato: ha chiesto l'intervento del 118.
"Non si può continuare lavorare sapendo di rischiare ogni giorno violenze fisiche e verbali provocate da carenza di mezzi e personale", dice Peppe Ferruzzi, del Coordinamento USB. Su FB è intervenuto anche Augusto Cracco, amministratore di CTP: "Un'altra vile aggressione a un nostro autista e a un nostro autobus...l'unico torto è essere arrivato al capolinea dopo che il 'treno' precedente era dovuto rientrare in deposito per guasto". "Un passeggero, che ringraziamo, ha fotografato il presunto aggressore. L'azienda farà quello che deve fare". ANSA

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CAMPANIA NEWS Io con il burkini in spiaggia: mi sono sentita come a casa

28 Agosto 2016, 10:14am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CAMPANIA NEWS Io con il burkini in spiaggia: mi sono sentita come a casa

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cari napoletani, confesso: vi ho detto una bugia. Per completezza d’informazione devo dire che voi mi avete creduta. E in virtù di quello che vi dicevano il mio aspetto, i miei occhi e anche le mie parole, mi avete protetto anche se, adesso posso dirlo, non ne avevo bisogno.

È successo questo: ho comprato un burkini, l’ho indossato e sono uscita, confondendomi a voi sul lungomare Caracciolo. Per due chilometri, sotto trentatré gradi di temperatura, tra turisti e bagnanti, facendomi largo tra la folla che si accalcava sotto l’hotel Vesuvio alla ricerca del fantasma di Edinson Cavani e i camioncini dei tarallari, dalla Rotonda Diaz a Castel dell’Ovo a via Nazario Sauro, mi avete guardato, scrutato, parlato. E grazie a voi questo articolo racconta oggi una storia diversa da quella che abbiamo sentito finora a proposito di fede, tolleranza, paura del diverso e civiltà.

Da quando si è cominciato a parlare del burkini – al di là di facili ironie date dall’assonanza dialettale, si tratta del costume da bagno integrale per donne musulmane - ho preso a cercarlo nei negozietti a ridosso della stazione centrale, senza risultati. Quindi ho ripiegato sull’acquisto online aggiungendomi al 40% di persone non musulmane che, per un motivo o l’altro, compra questo indumento. Una settimana e circa 40 euro dopo, ecco qui il mio pacco: è arrivato in concomitanza con l’ulteriore polemica data dal divieto di indossarlo su alcune spiagge francesi poi ribaltato dal Consiglio di Stato transalpino. Ma la prima cosa che mi viene in mente indossando il burkini non sono le boutade, i discorsi sulla libertà delle donne o la paura, no. La prima cosa è un ricordo d’infanzia: ad una recita scolastica, la nonna di una compagna di classe si presentò indossando un abito devozionale ad un certo santo a cui aveva fatto voto. Estremamente accollata e colorata, la sua mise attirò l’attenzione di chiunque e ben presto lo spettacolo che tutti ci trovammo a guardare non era quello sul palco, con gli infanti pronti a canticchiare a comando, ma quello in sala: una donna con un cuore di Gesù d’argento in petto, una sorta di kimono rosso fuoco bordato d’oro su cui spuntava un collettone di pizzo e i suoi piedi, scalzi e sporchi.

Il mio burkini, invece, è nero e fucsia, dello stesso tessuto di un costume - di quelli buoni, per intenderci - ed è composto da un pantalone tipo leggins, una casacca a maniche lunghe e un cappuccio. Se non fosse per quest’ultimo, assomiglierebbe ad un completo optical anni Sessanta estremamente stiloso. Il copricapo, invece, lo fa assomigliare ad una muta da sub molto frivola. Non è scomodo – ci tengo a dirlo –, non ha né i ganci né le stringhe che immaginavo e ha le coppe rinforzate: per capirci, e parlo alle signore in particolare, dimenticate pure quella cosa di doversi riaggiustare il reggiseno uscendo dall’acqua se hai una taglia un po’ abbondante. Avendo la pelle molto chiara sono abbastanza abituata a restare vestita in spiaggia per scongiurare il rischio di eritemi e scottature e posso dire con contezza che il burkini non ostacola i movimenti più di un kaftano o di una qualunque camicia di lino con cui sono stata destinata a fare il bagno in certi momenti della mia vita. Ad essere sincera, indossandolo non ho incontrato neppure il problema della nonna della mia amichetta d’infanzia e cioè quello di attirare commenti stupidi. Il primo a rivolgermi la parola, ad esempio, è un uomo che si ferma a guardarmi mentre io guardo il mare davanti a Castel dell’Ovo: come tanti sta per scavalcare il muretto e prendere posto sugli scogli. È un attimo e capisce che voglio fare anch’io la stessa cosa quindi mi dà una mano e seppure mi rivolgo a lui in francese e lui mi risponde in un napoletano a cui sono state preventivamente tagliate o allungate tutte le finali, eccomi a far conversazione mentre prendo il sole. Non una parola sul mio abbigliamento, non una battuta, una risata protetta dalla mia presunta incapacità di capire, anzi: passano pochi minuti e l’uomo mi spiega che posso stare tranquilla. «No racìsm a Napoli. A Torino o Milano, a Napoli no. Tu tranquilla, ci sono io», mi fa, portandosi la mano al petto. Poi consiglia di andare in spiaggia per stare più comodi e si offre anche di accompagnarmi.

Rifiuto il suo invito e lui non insiste, ma tengo in conto il suggerimento: Mappatella Beach, l’unico e striminzito fazzoletto di spiaggia a cui può accedere il cittadino napoletano dal lungomare fatto di cemento e scogliere artificiali. Prima, però, faccio una puntata alla rotonda di via Nazario Sauro. Qui ci sono molte più persone e mi aspetto una qualche reazione, ma ancora una volta, curiosità a parte, non scorgo una sola occhiata o parola offensiva o sgarbata: prendo posto e alle mie spalle qualcuno si chiede come faccio ad abbronzarmi visto che sto tutta coperta, ma non di più. Quando una bambina esce gocciante dall’acqua - quello specchio d’acqua che non so neppure se è balneabile o meno - e mi passa davanti in tutta la sua felicità marittima, la mamma la rimprovera a gran voce: «Non schizzare la signora, la bagni, è peccat’!». È peccato, nel senso napoletano del termine: un dolo arrecato all’altro che non può difendersi e al cui suono mi volto: la donna mi sorride come a scusarsi.

Ritornando in strada, faccio di nuovo amicizia o, se preferite, conquista. Un uomo mi ha tenuta d’occhio dall’alto e adesso vuole fare conoscenza in virtù dell’unico particolare fisico che può intravedere di me, così coperta: gli occhi. Tra italiano e dialetto, il mio corteggiatore mi chiede se non sto morendo dal caldo, da dove vengo, perché non mi fermo. «Quant’è bella - lo sento dire al fotografo che mi sta seguendo dall’inizio del tour – chest’è tunisina». Anche in questo caso, però, nessuna molestia o commento acido al mio fingere di non sentirlo. Ho tutto il tempo di acquistare una bottiglietta d’acqua e posso procedere. Arrivo al Lido Mappatella che è mezzogiorno: nessuno posa gli occhi su di me più di tanto. Poi arrivo al cospetto di cinque belle donne di età varia che non esitano a darmi a parlare: io continuo ad esprimermi nel francese portato in dono da 8 anni di studio e loro riesumano qualche parola, la mischiano all’italiano e al napoletano e quando chiedo: «Est-ce que je peux m’asseoir ici?», posso sedermi qui, mi accolgono strafelici. Una di loro decide di fare amicizia: a quello che mi dice ha origini tunisine e io mi invento, sul momento, una genealogia, una fede e una scelta di cui si mostra estremamente curiosa e rispettosa. Poco lontano, una donna in due pezzi ridacchia: è la prima a farlo così apertamente e viene messa subito a tacere dalle mie nuove amiche. La conversazione è più o meno questa: «E si ce fa zumpa all’aria?», fa lei ridendo. «È ‘na guagliona, che ce fa zumpà. Tene diritto pure essa a sta ‘ncopp’a spiaggia!», replicano le altre. «Ma è islamica!», «E tu sì cristiana!». La signora, a quel punto, chiosa: «Ah, si sta bona essa!», se sta bene lei. E poi decide di chiedermelo direttamente: «Tu stai bene?», domanda e al mio sì torna a voltarsi verso il mare.

La pace però dura poco: sembrerà assurdo ma a romperla sono io o almeno, il mio intento di scrivere e raccontare. Il fotografo che mi sta accompagnando si avvicina per fare qualche scatto ed è allora che le signore che si sono erette a mia difesa già una volta si espongono nuovamente per me chiedendogli che diritto ha di fotografarmi senza prima chiedermelo. «Lasciala stare!», gli dicono o anche «Devi chiederglielo prima di scattare!» e ancora e ancora. La cosa va avanti per una decina di minuti, fino a quando non si forma un piccolo capannello di curiosi e sostenitori della mia libertà e io decido che è meglio andare. Quando tolgo il burkini devo ammettere che l’unico problema che ho incontrato indossandolo, se di problema si può parlare, è stato il caldo ma è qualcosa che ho sentito solo io, quindi possiamo inserirlo nella schiera delle sensazioni personali. Devo anche dire che è stato meraviglioso mettere a tacere i miei stessi timori, le paure con cui ci insozziamo gli occhi e la mente. E devo dire, infine, che sì, vi ho detto una bugia, cari napoletani. Ma voi mi avete risposto con la verità, la più bella e confortante possibile: mi avete detto che ero a casa qualsiasi fosse il mio credo, qualunque cosa avessi addosso. Grazie. di Raffaella R. Ferré IL MATTINO.IT

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