Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 13/12/2017 - Mentre il boss e i fratelli erano in carcere, le donne gestivano le risorse del clan e provvedevano al mantenimento degli affiliati all'organizzazione camorristica attraverso pagamenti mensili. Operazione della Dia e della Polizia Penitenziaria contro le donne del clan dei Casalesi, fazione Zagaria. Quattro di loro, la sorella di Michele Zagaria e le sue tre cognate, sono state arrestate questa mattina a conclusione di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, basate su accertamenti patrimoniali, intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori. Gli agenti del Centro Operativo della Dia di Napoli e del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di: Beatrice Zagaria, sorella del capoclan dell'omonima fazione del clan dei Casalesi Michele Zagaria da tempo detenuto, e delle cognate Francesca Linetti, Tiziana Piccolo e Patrizia Martino, mogli rispettivamente dei fratelli Pasquale, Carmine e Antonio Zagaria, due dei quali detenuti e uno sottoposto alla sorveglianza speciale. La quattro donne sono gravemente indiziate del delitto di ricettazione aggravata ex art. 7 L. 203/91 perchè destinatarie di risorse dell’organizzazione riservate al pagamento dello “stipendio” mensile agli affiliati.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Quattro condanne all’ergastolo per l’omicidio del 17enne Genny Cesarano, vittima innocente nel Rione Sanità a Napoli il 6 settembre 2015 di una ‘stesa’ (i raid a colpi di pistola della camorra per seminare terrore tra gli avversari). La sentenza è stata emessa dal Gup Alberto Vecchione al termine del processo con rito abbreviato. Il massimo della pena è stato inflitto a Luigi Curatelli, Antonio Buono, Ciro Perfetto e Mariano Torre mentre 16 anni è la condanna per Carlo Lorusso che ha collaborato con gli inquirenti.
“So bene che il mio dispiacere non rimetterà Genny in vita, ma spero con tutto il cuore che voi accettiate le mie scuse e perdono. Dalla mia giovane età mi porterò un enorme peso per tutta la vita”. Queste le parole pronunciate in aula tempo da Ciro Perfetto, uno dei responsabili dell’omicidio di Gennaro Cesarano. “È un segnale importante —aveva spiegato Marco Campora, legale della famiglia Cesarano — che può influenzare altri giovani camorristi. Un segnale che aiuta gli enormi sforzi che si stanno facendo per il quartiere”. “Non gioisco, non c’è spazio per la gioia. Tutti i miei pensieri vanno a mio figlio” : questo la dichiarazione subito dopo la sentenza del padre di Genny, Antonio Cesarano che ha atteso fuori dall’aula la notizia del verdetto.
Il genitore non si è risparmiato anche in merito all’omertà che ha fortemente complicato le indagini sull’omicidio del figlio : “Questi ragazzi – ha precisato Antonio Cesarano – potevano dire qualcosa in più. Ma forse è venuta meno la fiducia nello Stato. Ora hanno ricominciato a sparare. Ma non è il caso di fare un processo al quartiere. Se succede al nord è paura, se succede a Napoli è omertà…”.
Francamente riteniamo superflua qualsiasi altra considerazione su una vicenda che in una società civile non sarebbe mai dovuta accadere. Non ci sono attenuanti e alibi che tengano : le responsabilità della politica ci sono tutte , di chi per decenni ha di fatto lasciato intere aree di Napoli e dell’hinterland in balia del crimine organizzato, creando in alcuni casi ghetti di cemento “monocolore”, dove persino la luce del sole fatica a penetrare.
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INSERITO DA MORENA MOTTA TORRE ANNUNZIATA (NAPOLI), 5 DIC - Uno spacciatore arrestato, una persona denunciata per l'istallazione abusiva di un cancello con annesso sistema di videosorveglianza, 60 persone controllate. È il bilancio di un'ampia operazione di controlloeffettuata dagli agenti del commissariato di Torre Annunziata (Napoli). 50 poliziotti (del commissariato locale, del reparto prevenzione crimine Campania e delle unità cinofile della Questura di Napoli) hanno effettuato una vasta operazione nel rione Penniniello, passando al setaccio l'intero quartiere. Arrestato un uomo di 67 anni, trovato in possesso di un quantitativo di cocaina che, opportunamente confezionata, avrebbe raggiunto le 200 dosi. Sequestrati tre bilancini di precisione e 700 euro in contanti. Denunciato in stato di libertà un uomo che aveva installato abusivamente un cancello in ferro a protezione della propria abitazione, vigilata a sofisticato impianto di videosorveglianza. Effettuate sei perquisizioni, 60 le persone controllate di cui 45 con precedenti.
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INSERITO DA MICHLE PAPPACODA BOSCOREALE (NAPOLI), 5 DIC - Avevano seguito un anziano che aveva prelevato 500 euro da un ufficio postale per rapinarlo del fazzoletto dove avevano visto l'uomo sistemare i soldi. Senza però rendersi conto che nel frattempo l'81enne aveva riposto i contanti negli indumenti intimi. Doppia beffa per i due malviventi, arrestati dai carabinieri della compagnia di Torre Annunziata (Napoli) con l'accusa di rapina aggravata: sono residenti nel quartiere Piano Napoli di Boscoreale: hanno 20 e 19 anni. A bordo di una Suzuki Swift con targa ucraina, hanno seguito l'anziano dall'ufficio postale fino alla sua abitazione, a Poggiomarino, e mentre rincasava lo hanno tamponato per poi minacciarlo e bloccarlo. Nelle fasi concitate, i due gli hanno portato via un fazzoletto avvolto a malloppo, convinti che contenesse i 500 euro che gli avevano visto prelevare. I carabinieri, attraverso videosorveglianza e testimonianze, hanno individuato i due. Convalidato l'arresto, disposti i domiciliari in attesa del processo.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NAPOLI, 5 DIC - La Polizia indaga su un altro episodio di stesa (spari all'impazzata di giovani a bordo di moto, ndr) verificatosi a Napoli, nel quartiere Ponticelli, dove già negli ultimi giorni si erano verificati fatti analoghi. La segnalazione è arrivata da residenti che hanno sentito esplosione di colpi e moto che si allontanavano. Il fatto su via Argine, verso via Regina Margherita. A terra sono stati trovati due bossoli calibro 9.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Fincantieri ha superato l’esame qualità. La Msc Seaside è la conferma degli ottimi standard qualitativi raggiunti dal colosso italiano della cantieristica. Molto soddisfatto Emilio La Scala, capo della struttura tecnica di Msc. Da Londra, insieme al suo staff, ha seguito la costruzione di questa nuova ammiraglia passo dopo passo e ora ci accompagna in giro per i saloni e per gli apparati tecnici mostrando tutta la sua soddisfazione per il risultato raggiunto. Emilio La Scala è uno dai manager di fiducia dell’armatore Gianluigi Aponte. Hanno lavorato fianco a fianco per tutta la vita e al quartier generale di Ginevra sanno che possono stare tranquilli perché la qualità delle navi ha un supervisore a cui non sfugge nulla.
“Devo dire – ammette La Scala – che Fincantieri ha stupito anche me. Credevo che i cantieri Stx fossero un pochino più avanti. Invece qui a Monfalcone piano piano ho rivisto questa mia convinzione. E di verifiche ne ho fatte tante”. Emilio La scala focalizza la sua attenzione su due punti fondamentali della Msc Seaside che hanno raggiunto un livello di efficienza veramente unico. Il primo riguarda la propulsione. A differenza delle ultime costruzioni realizzate in Francia la Seaside torna ad una propulsione con eliche in asse. Gli Azi, cioè i gruppi poppieri indipendenti, da questo punto di vista sono straordinari: ruotano di 360 grandi e sostanzialmente sono collegati alle nave solo da un cavo elettrico e da un braccio snodabile.
Una propulsione, questa, utilizzata sulle ultime navi realizzate in Francia, ma che poco piace all’armatore Gianluigi Aponte per le difficoltà di manutenzione: la nave ha bisogno, infatti, di particolari impianti quando entra in bacino per la manutenzione dei gruppi Azi. Con la Seaside, dunque, si è tornati alle eliche in asse. E le maggiori preoccupazioni di La Scala riguardavano gli standard di silenziosità di questo tipo di trasmissione. Assi lunghi sessanta metri che inevitabilmente lavorano generando vibrazioni. Non bisogna dimenticare, infatti, che queste navi di nuova generazione sono spinte da due motori elettrici silenziosissimi a loro volta alimentati da quattro generatori che lavorano a richiesta di potenza. È evidente che la richiesta maggiore può avvenire durante le manovre. Ebbene anche in questa condizione, grazie al l’ausilio di 6 eliche trasversali (4 a prua e 2 a poppa) la nave ruota intorno ad un punto fisso di 40 gradi in meno di un minuto senza trasmettere allo scafo la minima vibrazione.
“Ebbene devo dire che il risultato raggiunto è veramente eccezionale. Dopo le due prove in mare previste sono tornato in ufficio incredulo, la Seaside solcava l’Adriatico e in tutti gli ambienti della nave non ho percepito il minimo fastidio. Ma non ero ancora convinto. Così, vincendo le normali resistenze di Fincantieri ho chiesto e ottenuto una terza prova in mare sfruttando anche condizioni meteo difficili. Seaside ha dimostrato una stabilità unica e, soprattutto, non ho avvertito vibrazioni neanche nelle zone più basse della nave”. Una lavoro straordinario, dunque, che La Scala riconosce a Fincantieri e, soprattutto, alla scelta di eliche a sei pale realizzate appositamente per Fincantieri da una azienda tedesca super specializzata nel realizzare angoli precisi e superfici levigatissime.
L’altro risultato raggiunto con Seaside che soddisfa pienamente Emilio La Scala è l’allocazione delle scialuppe di salvataggio, grandi tender dotati di due motori e ogni comfort, capaci di scendere in mare in ogni condizione. “Abbiamo perso qualcosa in spazio utile – spiega La Scala – ma ora siamo più che soddisfatti. L’accesso ai tender avviene direttamente dai saloni, così le stazioni di raduno dei passeggeri distano meno di due metri e sono al coperto”. Una soluzione, quella adottata, che ha contribuito a migliorare anche la stabilità complessiva della nave che può navigare anche in condizioni difficili senza creare disagi particolari ai passeggeri. Insomma Msc Seaside segna un nuovo livello di standard qualitativo raggiunto grazie alla stretta collaborazione tecnica tra Msc e Fincantieri.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Polveri sottili alle stelle in provincia di Napoli. Continuano a “sballare” le centraline Arpac per il rilevamento del pm10. Il limite di 35 sforamenti delle polveri sottili all'anno consentiti per legge, con una concentrazione superiore ai 50 microgrammi per metro cubo al giorno, nel Nolano è stato superato già lo scorso 17 marzo. I numeri sono impietosi e paurosi: Pomigliano ha sfondato questa settimana quota 100 (è già a 101), San Vitaliano, da anni leader in questa triste classifica, è a 93, Volla 67, Giugliano (zona Stir) 65, Acerra 54 e Casoria 48. Un vera e propria cappa da record italiano: per fare un esempio nel 2016 la città di Torino, la più inquinata della penisola, si è fermata a 89, mentre nel Nolano già due città hanno superato questo limite al 28 novembre e manca ancora più di un mese alla fine dell’anno.
Numeri destinati a peggiorare con l’arrivo del freddo e relativa la massiccia accensione di camini e riscaldamenti che lasceranno alta la percentuale di particolato nell’aria. Una situazione sempre più insostenibile, si legge nell’edizione straordinaria di “Mal’Aria”, il dossier di Legambiente che fotografa in maniera impietosa l’emergenza ambientale ricordando che l'Italia, secondo i dati dell'Agenzia Europea per l'Ambiente, risulta tra i primi paesi in Europa per morti causati dall'inquinamento atmosferico con 91mila decessi di cui 66mila prematuri per esposizione da polveri sottili, ossidi di azoto e ozono. Gli ambientalisti che accusano gli amministratori di “scarso impegno ambientale” hanno anche provato a dettare regole per le città del domani: ridisegnare strade e spazi pubblici, aumentare il verde urbano, mobilità ad emissioni zero, via i diesel e i veicoli inquinanti dai centri, zone a pedaggio urbano con sconti o esenzioni per quelli elettrici, riqualificazione degli uffici pubblici e privati per ridurre i consumi energetici, riscaldarsi controllando le temperature (20 di inverno e 26-28 d’estate), rafforzare controlli su emissioni di auto e caldaie e certificazione energetica degli uffici. Un sogno. (Il Mattino)
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DI MICHELE PAPPACODA La Protezione civile della Regione Campania ha diramato un avviso di allerta meteo per precipitazioni diffuse con temporali e rovesci forti o moderati dalle 18 di oggi fino alla stessa ora di domani con conseguente criticità idrogeologica di colore Arancione sull’intero territorio. In particolare, le precipitazioni inizieranno dal pomeriggio ad interessare i quadranti settentrionali della Regione per estendersi poi a tutta la Campania. Su Tusciano, Alto Sele e Piana del Sele, Alto Cilento, Tanagro e Basso Cilento, infatti, si prevedono, con maggiore concentrazione, a partire dalla nottata.La criticità idrogeologica in vigore dalle 18 sulla Campania riguarda sia il rischio idraulico che può determinare alluvioni e allagamenti con l’innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua minori sia possibili fenomeni di dissesto con caduta massi o possibilità di frane superficiali e colate rapide di detriti o di fango. Attesi anche vento forte con raffiche e mare agitato. La protezione civile invita gli enti competenti a porre in essere tutte le misure necessarie a prevenire o contrastare i fenomeni attesi.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Perquisita ad Avellino la sede del centro di riabilitazione sanitaria gestito dalle onlus Aias e «Noi con Loro» presieduto da Annamaria De Mita, moglie dell'ex premier Ciriaco De Mita. I militari della Guardia di Finanza, su iniziativa della procura del capoluogo irpino, hanno visionato e acquisito atti e documenti relativi ai debiti che il centro ha con istituti previdenziali e con il fisco.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA SAN SALVATORE - Il corpo di Maria, la bambina di dieci anni, trovata morta nella piscina di un resort a San Salvatore Telesino, nel giugno del 2016, sarà riesumato il prossimo 13 dicembre. Lo ha deciso la Procura della Repubblica che sta continuando nelle indagini, su questo caso che resta un giallo. Ieri la notifica del provvedimento ai difensori dei due indagati. Ma gli avvocati di fronte a questa decisione della Procura, probabilmente avanzeranno la richiesta di incidente probatorio, che comporta una valutazione sulla necessità della riesumazione, da parte del Giudice del indagini preliminari.L’ultimo provvedimento su questo caso è giunto nello scorso mese di ottobre. La Corte di Cassazione infatti aveva respinto, giudicandolo inammissibile, il ricorso della Procura della Repubblica, che contestava le conclusioni a cui era prevenuto il Gip Flavio Cusani e il Tribunale del Riesame, che non avevano concesso gli arresti dei rumeni Daniel Ciocan di 21 anni per omicidio e violenza, e della sorella Maria Cristina Ciocan di 30 anni per concorso in omicidio. Nel dire il suo no all’arresto dei due rumeni il Tribunale del riesame aveva infatti affermato che il ricorso si fondava «su ipotesi indimostrate e che non possono ragionevolmente escludersi ipotesi alternative perfino quelle dell’evento accidentale».
Nel mese di settembre proprio la Procura della Repubblica con il capo Aldo Policastro, con l’aggiunto Giovanni Conzo e il sostituto procuratore della Repubblica Maria Scamarcio, avevano deciso di ripartire con nuove indagini ed avevano nominato un nuovo perito il professor Francesco Introna, dell’istituto di medicina legale di Bari. In questa prima fase il perito ha esaminato le ferite rilevate sul corpo della bambina, attraverso le fotografie e alcuni vetrini. Ora è giunto alla conclusione di riesumare il corpo della bambina.