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CAMPANIA NEWS Allerta meteo arancione per la regione Campania per tutta la giornata di domani: sono in arrivo piogge e temporali

25 Settembre 2020, 09:34am

Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MICHELE PAPPACODA La Protezione civile della Regione Campania ha emanato un avviso di allerta meteo per piogge e temporali con livello di criticità idrogeologica arancione. L’allerta vale a partire dalle 6 di domani mattina (venerdì 25 settembre) e fino alle 6 di sabato mattina sull’intero territorio regionale ad esclusione della zona 4 (Alta Irpinia e Sannio) dove il livello di allerta è di colore giallo. adv Si prevedono: precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio e temporale, localmente di forte intensità; venti occidentali tendenti a divenire forti nel corso della giornata con raffiche nei temporali; mare tendente a divenire agitato, con possibili mareggiate lungo le coste esposte. Questo quadro di allerta meteo potrà dar luogo a fenomeni come: Instabilità di versante, localmente anche profonda, frane superficiali e colate rapide di detriti o di fango; significativi ruscellamenti superficiali, anche con trasporto di materiale, possibili voragini per fenomeni di erosione; allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno; innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua minori, con fenomeni di inondazione delle aree limitrofe, anche per effetto di criticità locali (tombature, restringimenti, occlusioni delle luci dei ponti); Scorrimento superficiale delle acque nelle strade e possibili fenomeni di rigurgito delle acque piovane con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse; Possibili cadute massi in più punti del territorio; Occasionali fenomeni franosi legati a condizioni idrogeologiche particolarmente fragili, a causa degli effetti indotti dagli incendi boschivi verificatisi sul territorio regionale. Nella sola zona 4, dove l’allerta meteo è di colore Giallo le Precipitazioni saranno sparse, anche a carattere di rovescio e temporale, localmente di moderata intensità. I venti saranno occidentali tendenti a divenire forti nel corso della giornata con raffiche nei temporali. Qui gli scenari di impatto al suolo prevedono: Ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale; Possibili allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno; Scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse; Innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua minori, con inondazioni delle aree limitrofe, anche per effetto di criticità locali (tombature, restringimenti, ecc); Occasionali fenomeni franosi legati a condizioni idrogeologiche particolarmente fragili, a causa degli effetti indotti dagli incendi boschivi verificatisi sul territorio regionale. La Protezione civile della Regione Campania evidenzia che si tratta della prima allerta meteo di colore Arancione che segue i mesi estivi e che occorre tener conto anche dei danni connessi e conseguenti agli incendi boschivi. Si invita dunque le autorità competenti a prestare la massima attenzione alle aree interessate dagli incendi e non ancora bonificate. Si invita inoltre a garantire il controllo e la corretta tenuta delle opere di drenaggio urbano e/o smaltimento delle acque verificando che siano in idoneo stato di pulizia e sgombre da materiale ostacolante il deflusso delle acque. Stessa attenzione va posta alle caditoie, cunette, tombini. Si raccomanda dunque agli enti competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni attesi in ordine ai fenomeni connessi al dissesto idrogeologico nonché alla verifica della corretta tenuta delle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso.

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CAMPANIA NEWS Mascherine obbligatorie anche all’aperto in tutta la Campania fino al 4 ottobre: l’ordinanza di De Luca

24 Settembre 2020, 12:54pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A conclusione della riunione dell’Unità di Crisi, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha firmato l’ordinanza che contiene ulteriori misure per la prevenzione e la sicurezza. Su tutto il territorio regionale, con decorrenza dal 24 settembre 2020 e fino al 4 ottobre 2020, fatta salva l’adozione di ulteriori provvedimenti in conseguenza della rilevazione quotidiana dei dati epidemiologici della regione, viene disposto l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. A Capri tale obbligo già era in vigore in virtù di un’ordinanza comunale, che riguardava solo alcune aree del comune. Adesso, con la nuova ordinanza regionale, l’obbligo è esteso ovviamente a tutto il territorio di Capri e Anacapri, senza alcuna distinzione.
Occorre ripristinare immediatamente comportamenti responsabili, a maggior ragione con l’apertura delle scuole. Se vogliamo evitare chiusure generalizzate è necessario il massimo rigore”, ha detto De Luca.
Ecco in sintesi i contenuti dell’ordinanza:
1) Sono ulteriormente confermate le disposizioni di cui all’Ordinanza regionale n.66 dell’8 agosto 2020, concernenti l’obbligo di rilevare la temperatura corporea dei dipendenti ed utenti degli uffici pubblici ed aperti al pubblico e di impedire l’ingresso, contattando il Dipartimento di prevenzione della ASL competente, laddove venga rilevata una temperatura superiore a 37,5 gradi C°.
2) È disposto l’obbligo, su tutto il territorio regionale, di indossare la mascherina anche nei luoghi all’aperto, durante l’intero arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale, fatte salve le previsioni degli specifici protocolli di settore vigenti (ad esempio per le attività di ristorazione, bar, sport all’aperto). L’obbligo rimane escluso per i bambini al di sotto dei sei anni, per i portatori di patologie incompatibili con l’uso della mascherina e durante l’esercizio in forma individuale di attività motoria e/o sportiva.
3) È fatto obbligo ai titolari di esercizi commerciali, culturali, ricreativi, o comunque aperti al pubblico, non all’aperto, di effettuare la misurazione della temperatura corporea all’ingresso dei locali di esercizio e di assicurare la presenza di dispenser di gel e/o soluzioni igienizzanti, subordinando l’accesso ai locali alla previa igienizzazione delle mani e al riscontro di temperatura inferiore a 37,5 gradi C°.
4) Si richiamano tutti gli esercenti, gestori ed utenti alla stretta osservanza delle misure di prevenzione e sicurezza. Al fine di rendere tempestiva la corretta ricostruzione degli eventuali casi da “contatto stretto”, vi è l’obbligo della identificazione di almeno un soggetto per tavolo o per gruppo di avventori attraverso la rilevazione e conservazione dei dati con idoneo documento di identità.
Scarica l’ordinanza

CAPRINEWS https://caprinews.it/?p=21129

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CAMPANIA NEWS Oggi 23 settembre ricorre l’anniversario di due martiri napoletani della giustizia: il giornalista Giancarlo Siani e il Vicebrigatiere dei Carabinieri Salvo D’Acquisto

23 Settembre 2020, 13:40pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 35 anni fa la camorra decretava la morte del giovane giornalista Giancarlo Siani. La sua uccisione fu ordinata dal boss Angelo Nuvoletta, per volontà del mafioso Totò Riina, capo di Cosa Nostra, a cui il clan di Marano era affiliato. Il motivo dell’assassinio fu un articolo del 10 giugno 1985, in cui Siani informò l’opinione pubblica che l’arresto del boss oplontino Valentino Gionta era stato possibile grazie a una soffiata degli storici alleati Nuvoletta, che tradirono Gionta in cambio di una tregua con i nemici casalesi. Appartenente ad una famiglia della media borghesia partenopea del quartiere Vomero, frequentò le elementari presso la scuola “Vincenzo Cuoco”, le medie presso la Scuola media statale “Michelangelo Schipa”, e le superiori presso il Liceo Ginnasio G. B. Vico, partecipando ai movimenti studenteschi del 1977. Conseguì la maturità classica nel 1978 con il massimo dei voti (60/sessantesimi). Una volta iscritto a Sociologia all’Università degli Studi di Napoli Federico II, iniziò a collaborare con alcuni periodici napoletani mostrando particolare interesse per le problematiche dell’emarginazione; proprio all’interno delle fasce sociali più disagiate si annidava, infatti, il principale serbatoio di manovalanza della criminalità organizzata. In quel periodo fondò assieme ad altri giovani giornalisti, tra i quali Gildo De Stefano e Antonio Franchini, il Movimento Democratico per il Diritto all’Informazione (M.D.D.I.), di cui fu portavoce nei diversi convegni nazionali sulla libertà di stampa. Scrisse i suoi primi articoli per il mensile Il lavoro nel Sud, testata dell’organizzazione sindacale Cisl, e poi iniziò la sua collaborazione presso la redazione di Castellammare di Stabia come corrispondente da Torre Annunziata per il quotidiano Il Mattino di Napoli. Fu attivista del Partito Radicale durante la segreteria di Giuseppe Rippa. L’attività giornalistica Da Torre Annunziata si occupò principalmente di cronaca nera e quindi di camorra, studiando e analizzando i rapporti e le gerarchie delle famiglie camorristiche che controllavano il comune e i suoi dintorni. Fu in questo periodo che iniziò anche a collaborare con l’Osservatorio sulla Camorra, periodico diretto dal sociologo Amato Lamberti. Al quotidiano Il Mattino faceva riferimento alla redazione distaccata di Castellammare di Stabia. Pur lavorando come corrispondente da giornalista frequentava stabilmente la redazione del comune stabiese: il suo sogno era strappare il contratto da praticante giornalista per poi poter sostenere l’esame e diventare giornalista professionista. Lavorando per Il Mattino, Siani riuscì ad approfondire la conoscenza del mondo della camorra, dei boss locali e degli intrecci tra politica e criminalità organizzata, scoprendo una serie di connivenze che si erano stabilmente create, all’indomani del terremoto in Irpinia, tra esponenti politici oplontini e il boss locale, Valentino Gionta, che, da pescivendolo ambulante, aveva costruito un business illegale. Gionta era partito dal contrabbando di sigarette, per poi spostarsi al traffico di stupefacenti, e infine controllando l’intero mercato di droga nell’area torrese-stabiese. Le inchieste sulla camorra Le vigorose denunce del giovane giornalista lo condussero ad essere regolarizzato nella posizione di corrispondente dal quotidiano nell’arco di un anno. Le sue inchieste scavavano sempre più in profondità, tanto da arrivare a scoprire la moneta con cui i boss mafiosi facevano affari. Siani con un suo articolo accusò il clan Nuvoletta, alleato dei Corleonesi di Totò Riina, e il clan Bardellino, esponenti della “Nuova Famiglia”, di voler spodestare e vendere alla polizia il boss Valentino Gionta, divenuto pericoloso, scomodo e prepotente, per porre fine alla guerra tra famiglie. Ma le rivelazioni, ottenute da Giancarlo grazie ad un suo amico carabiniere e pubblicate il 10 giugno 1985, indussero la camorra a sbarazzarsi di questo scomodo giornalista. In quell’articolo Siani ebbe modo di scrivere che l’arresto del boss Valentino Gionta fu reso possibile da una “soffiata” che esponenti del clan Nuvoletta fecero ai carabinieri. Il boss oplontino fu infatti arrestato poco dopo aver lasciato la tenuta del boss Lorenzo Nuvoletta a Marano di Napoli, comune a Nord di Napoli. Secondo quanto successivamente rivelato dai collaboratori di giustizia, l’arresto di Gionta fu il prezzo che i Nuvoletta pagarono al boss Antonio Bardellino per ottenerne un patto di non belligeranza. La pubblicazione dell’articolo suscitò le ire dei fratelli Nuvoletta che, agli occhi degli altri boss partenopei e di Cosa Nostra (di cui erano con i Gionta gli unici componenti non siciliani), facevano la figura degli “infami”, ossia di coloro che, contrariamente al codice degli uomini d’onore della mafia, intrattenevano rapporti con le forze di polizia. Da quel momento i capo-clan Lorenzo ed Angelo Nuvoletta tennero numerosi summit per decidere in che modo eliminare Siani, nonostante la reticenza di Valentino Gionta, incarcerato. A ferragosto del 1985 i Nuvoletta decisero di uccidere Siani, che doveva essere assassinato lontano da Torre Annunziata per depistare le indagini. Giancarlo lavorava sempre alacremente alle sue inchieste e stava per pubblicare un libro sui rapporti tra politica e camorra negli appalti per la ricostruzione post-terremoto. L’assassinio Il 23 settembre 1985, appena giunto sotto casa sua con la propria Citroën Méhari con capote in tela, Giancarlo Siani venne ucciso. Gli sparò una squadra di almeno due assassini mentre era seduto nell’auto. Fu colpito 10 volte in testa da due pistole Beretta 7.65mm: l’agguato avvenne alle 20.50 circa, sotto la sua abitazione, in via Vincenzo Romaniello, a pochi passi da piazza Leonardo, nel quartiere napoletano dell’Arenella. Le indagini e i processi È stato acclarato che gli assassini scapparono in moto. Siani, trasferito dalla redazione di Castellammare di Stabia a quella centrale de Il Mattino, all’epoca diretto da Pasquale Nonno, proveniva dalla sede del quotidiano di via Chiatamone. Il giorno della sua morte telefonò al suo ex-direttore dell’Osservatorio sulla Camorra, Amato Lamberti, chiedendogli un incontro per parlargli di cose che “è meglio dire a voce”. Non si è però mai saputo di cosa si trattasse e se Giancarlo avesse iniziato a temere per la sua incolumità. Lo stesso Lamberti, nelle diverse escussioni testimoniali cui è stato sottoposto, ha fornito versioni diverse della vicenda che non hanno mai chiarito quell’episodio. Il 15 aprile del 1997 la seconda sezione della corte d’assise di Napoli condannò all’ergastolo i mandanti dell’omicidio (i fratelli Lorenzo e Angelo Nuvoletta, e Luigi Baccante) e i suoi esecutori materiali (Ciro Cappuccio e Armando Del Core). In quella stessa condanna appare, come mandante, anche il boss Valentino Gionta. La sentenza è stata confermata dalla Corte di Cassazione, che però dispose per Valentino Gionta il rinvio ad altra Corte di Assise di Appello: si è svolto un secondo processo di appello che il 29 settembre del 2003 l’ha di nuovo condannato all’ergastolo, mentre il giudizio definitivo della Cassazione lo ha definitivamente scagionato per non aver commesso il fatto. Nel 2014 un libro-inchiesta del giornalista napoletano Roberto Paolo ha sollevato dubbi sui reali esecutori dell’omicidio e ha indicato i nomi di altri mandanti ed esecutori. Sulla base di queste rivelazioni, l’allora coordinatore della Direzione antimafia della Procura di Napoli, Giovanni Melillo, ha riaperto le indagini sull’omicidio Siani: il fascicolo è affidato ai sostituti procuratori Enrica Parascandolo e Henry John Woodcock. ======================================================================================= Salvo Rosario Antonio D’Acquisto vicebrigadiere dell’Arma dei Carabinieri, insignito di Medaglia d’oro al valor militare per essersi sacrificato il 23 settembre 1943 per salvare un gruppo di civili durante un rastrellamento delle truppe naziste nel corso della seconda guerra mondiale. Salvo Rosario Antonio D’Acquisto nacque a Napoli, a Villa Alba, un edificio di quattro piani in via San Gennaro nel rione Antignano. Fu primogenito di cinque figli in una famiglia profondamente cristiana: il padre Salvatore, nativo di Palermo, e la madre Ines Marignetti, nativa di Napoli. Frequentò l’asilo presso l’Istituto Salesiano “Figlie di Maria Ausiliatrice” in via Enrico Alvino n° 19 nel quartiere Vomero, la Scuola Elementare “Luigi Vanvitelli” in via Luca Giordano n° 128, il Ginnasio presso l’Istituto Salesiano “Sacro Cuore” in via Alessandro Scarlatti n° 29 e il Liceo Classico “Giambattista Vico” in via Salvator Rosa n° 117. Nel 1934 lascia gli studi, pur frequentando per un periodo il Conservatorio di “San Pietro a Majella” in via San Pietro a Majella n° 35, cantando da baritono. L’arruolamento nell’Arma dei Carabinieri Reali Si arruolò giovanissimo nei Carabinieri come volontario il 15 agosto 1939, frequentando la Scuola allievi carabinieri di Roma, dipendente dalla 2ª Divisione “Podgora”, fino al 15 gennaio 1940. Venne inizialmente assegnato alla Compagnia Comando della Legione Carabinieri di Roma dipendente dalla 2ª Divisione Carabinieri “Podgora”. Quindi, dopo il giugno 1940, passò presso il Nucleo Carabinieri Fabbricazioni di Guerra del Sottosegretariato di Stato per le Fabbricazioni di Guerra (FabbriGuerra) in via Sallustiana n° 53. Con l’entrata in guerra dell’Italia si arruolò volontario per la Libia italiana nella Campagna del Nordafrica (1940-1943) del Teatro dell’Africa e del Medio Oriente ed il 28 ottobre 1940 venne mobilitato con la 608ª Sezione Carabinieri (polizia militare), inquadrata nella 13ª Divisione Aerea “Pegaso” di stanza a Bengasi, parte della Squadra Aerea “Aeronautica della Libia – Est” della Regia Aeronautica, partendo da Napoli il 15 novembre 1940 e sbarcando a Tripoli il 23 novembre 1940; la nave ebbe gravi problemi di navigazione. Dopo alcuni mesi trascorsi al fronte, alla fine di febbraio 1941 rimase ferito a una gamba durante uno scontro a fuoco con le truppe inglesi. Restò successivamente con il suo Reparto in zona d’operazioni fin quando venne ricoverato all’Ospedale Militare di Bengasi per una forte febbre malarica. Rientrò in Italia per una licenza di 3 mesi e poi fu aggregato dal 13 settembre 1942 alla Scuola Centrale Carabinieri Reali di Firenze, per frequentarvi il corso accelerato per la promozione a vicebrigadiere. Conseguito il 15 dicembre 1942 il grado di vicebrigadiere, il 19 dicembre fu destinato alla stazione carabinieri di Torrimpietra, all’epoca una borgata rurale extraurbana a una trentina di chilometri da Roma lungo la via Aurelia, oggi frazione del Comune di Fiumicino. I rastrellamenti nazisti e la fucilazione Dopo il Proclama Badoglio dell’8 settembre 1943 un reparto di paracadutisti tedeschi della 2. Fallschirmjäger-Division si era accasermato presso alcune vecchie postazioni precedentemente in uso alla Guardia di Finanza nelle vicinanze della località Torre Perla di Palidoro, che rientrava nella giurisdizione territoriale della stazione Carabinieri di Torrimpietra. Qui, nel tardo pomeriggio del 22 settembre 1943, alcuni di loro, mentre ispezionavano casse di munizioni abbandonate, furono investiti dall’esplosione di una bomba a mano o forse dall’incauto maneggio di ordigni usati per la pesca di frodo, a suo tempo sequestrati dai finanzieri. Due paracadutisti morirono e altri due rimasero feriti. Il comandante del reparto, un maresciallo, attribuì la responsabilità dell’accaduto ad anonimi attentatori locali e richiese la collaborazione dei Carabinieri della locale stazione,[5] temporaneamente comandata dal vicebrigadiere Salvo D’Acquisto per l’assenza del maresciallo comandante: minacciarono la rappresaglia se entro l’alba non fossero stati trovati i colpevoli. La mattina seguente D’Acquisto, assunte alcune informazioni, provò a ribattere che l’accaduto era da considerarsi un caso fortuito, un incidente privo di autori, ma i tedeschi insistettero sulla loro versione e confermarono l’intenzione di dare corso ad una rappresaglia ai sensi di un’ordinanza emanata dal feldmaresciallo Albert Kesselring pochi giorni prima. Il 23 settembre furono dunque eseguiti dei rastrellamenti e catturate 22 persone scelte a caso fra gli abitanti della zona. Questi alcuni dei nomi: Angelo Amadio (18 anni); Armando Attili, detto Nando, muratore, padre di Attilio; Attilio Attili, muratore, figlio di Armando; Ennio Baldassarri (13 anni), il più giovane del gruppo, ma fatto scendere dal camion prima di andare al luogo dell’esecuzione; Vittorio Bernardi, detto “Carnera”, fabbro e muratore, fu obbligato a scavare con le mani la fossa non essendoci pale a sufficienza per tutti; Enrico Brioschi (36 anni), cameriere del Conte Nicolò Carandini; Giuseppe Carinci (alcune fonti lo nominano Carigi, circa 70enne), spazzino, tentò la fuga e fu ucciso prima della cattura; Rinaldo De Marchi (30 anni), muratore; Giuseppe Feltre, muratore; Benvenuto Gaiatto (52 anni, di Torrimpietra), padre di quattro figli e il più anziano del gruppo; Antonio Gianacco, muratore; Oreste Mannocci, venditore ambulante di frutta di Santa Marinella; Sergio Manzoni, venditore ambulante di frutta di Santa Marinella; Vincenzo Meta (27 anni, di Maccarese), muratore, padre di due bimbi e da poco rientrato da Bologna dopo essere scappato dai tedeschi, ancora in uniforme militare; Attilio Pitton, muratore, padre di un ragazzo; Fortunato Rossin, muratore, fratello di Gedeone, padre di due bimbi; Gedeone Rossin, muratore, fratello di Fortunato, scapolo; Umberto Trevisol (35 anni), muratore, padre di due bimbi; Michele Vuerick (39 anni), detto “Mastro Michele”, capomastro muratore; Ernesto Zuccon, fornaio. Lo stesso D’Acquisto fu forzatamente prelevato dalla caserma da parte di una squadra armata e fu condotto nella piazza principale di Palidoro, dove erano stati radunati gli ostaggi. Fu tenuto un sommario “interrogatorio” nel corso del quale tutti gli ostaggi si dichiararono ovviamente innocenti. Nella piazza venne anche condotto un altro abitante ritenuto un carabiniere, Angelo Amadio, che sarà l’ultimo testimone del sacrificio del brigadiere. Nuovamente richiesto di indicare i nomi dei responsabili, D’Acquisto ribadì che non ve ne potevano essere visto che l’esplosione era stata accidentale e che gli ostaggi e gli altri abitanti della zona erano dunque tutti quanti innocenti. Durante l’interrogatorio dei rastrellati D’Acquisto fu tenuto separato nella piazza, sotto stretta sorveglianza da parte dei soldati tedeschi e, “quantunque malmenato e a volta anche bastonato dai suoi guardiani, serbò un contegno calmo e dignitoso“, come ebbe a riferire in seguito Wanda Baglioni, una testimone oculare. Gli ostaggi e D’Acquisto vennero quindi trasferiti fuori dal paese. Agli ostaggi furono fornite delle vanghe e furono costretti a scavare una grande fossa comune nelle vicinanze della Torre di Palidoro, per la ormai prossima loro fucilazione. Le operazioni di scavo si protrassero per alcune ore; quando furono concluse fu chiaro che i tedeschi avrebbero davvero messo in atto la loro terribile minaccia. TELECAPRINEWS

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CAMPANIA NEWS Elezioni regionali Campania: ecco tutti gli eletti e la composizione del consiglio

23 Settembre 2020, 13:04pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

Le elezioni regionali in Campania hanno portato alla rielezione come Governatore di Vincenzo De Luca.

In consiglio regionali volti storici e non della politica campana.  Per il Pd sono eletti otto consiglieri regionali: Maurizio Petracca, Erasmo Mortaruolo, Gennaro Oliviero, Mario Casillo, Loredana Raia, Bruna Fiola, Massimliano Manfredi, Francesco Picarone.

 

 

In maggioranza il secondo partito è la lista De Luca Presidente che elegge Giovanni Zannini, Vittoria Lettieri, Lucia Fortini, Carmine Mocerino, Paola Raia e Luca Cascone. Buono il risultato di Italia Viva con quattro membri del partito di Matteo renzi eletti: Vincenzo Alaia, Vincenzo Santangelo, Francesco Iovino e Tommaso Pellegrino.

In maggioranza anche Noi Campani con Luigi Abbate, e Maria Luigia Iodice, la lista Davvero-Partito Animalista con Livio Petitto, Fare democratico Popolari con gli eletti Felice Di Maiolo e l’assessore regionale uscente Corrado Matera a Salerno.

Campania Libera elegge Giovanni Porcelli e Giovanni Savastano, mentre il Partito socialista porta in consiglio Andrea Volpe nella circoscrizione di Salerno, mentre Europa Verde Demos elegge Francesco Borrelli e + Campania in Europa porta in consiglio regionale Fulvio Frezza, Liberal democratici Moderati portano i due consiglieri Giuseppe Sommese e Pasquale Di Fenza, due anche per Centro Democratico, Giovanni Mensorio e Maria Raffaella Pisacane.

Il Movimento Cinque Stelle elegge Valeria Ciarambino, Vincenzo Ciampi, Gennaro Saiello, Maria Muscarà, Luigi Cirillo, Michele Cammarano e Salvatore Aversano.

Nel centrodestra oltre al candidato presidente Stefano Caldoro, vengono eletti in consiglio regionale tre consiglieri di Fratelli d’Italia: Michele Schiano di Visconti, Marco Nonno, Nunzio Carpentieri e Alfonso Piscitelli, mentre Forza Italia porta in consiglio Anna Rita Patriarca e Massimo Grimaldi, la Lega elegge Severino Nappi, Attilio Pierro e Gianpiero Zinzi, mentre l’Unione di Centro elegge Gennaro Cinque.

AMALFI NOTIZIE

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CAMPANIA NEWS COVID-19, IL BOLLETTINO ORDINARIO DELL'UNITÀ DI CRISI DELLA REGIONE CAMPANIA

22 Settembre 2020, 11:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

L'immagine può contenere: il seguente testo "CORONAVIRUS LA SITUAZIONE IN CAMPANIA REGIONE CAMPANIA TEST OGGI POSITIVI 3.405 GUARITI TOTALE 243 DECEDUTI 544.020 20 10.503 1 5.149 457 BOLLETTINO DEL 21 SETTEMBRE 2020 AGGIORNATO ALLE ORE 23:59 DEL SETTEMBRE 2020 Dati ufficiali dell'Unità di Crisi Regionale per la realizzazione di misure per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 Protezione Civile Regione Campania"

DI MIKI PAPPACODA Questo il bollettino di oggi: Positivi del giorno: 243 Tamponi del giorno: 3.405 Totale positivi: 10.503 Totale tamponi: 544.020 ​Deceduti del giorno: 1 Totale deceduti: 457 Guariti del giorno: 20 Totale guariti: 5.149

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CAMPANIA NEWS De Luca, una vittoria che va oltre gli schieramenti 'Con me anche forze moderate e di destra non ideologica'

22 Settembre 2020, 10:56am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un risultato elettorale "che non può essere letto in termini di destra e di sinistra ma la mia candidatura è stata sostenuta dal mondo progressista ma anche da tante forze moderate e da tante forze della destra non ideologica". Lo ha detto il riconfermato presidente della Giunta regionale della Campania , Vincenzo de Luca, incontrando i giornalisti per parlare dell'esito del voto. Tutte forze che "si sono riconosciute in un programma di governo, nel lavoro fatto in questi anni", ha proseguito. (ANSA).

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CAMPANIA NEWS Regionali: Campania; boom Casillo, oltre 41.000 preferenze A Napoli nel Pd bene Raia e Fiola. Borrelli oltre i 15.000 voti

22 Settembre 2020, 10:52am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

 INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NAPOLI, 22 SET - E' Mario Casillo il trionfatore delle elezioni regionali in Campania per quanto riguarda i candidati al consiglio regionale. Il consigliere uscente del Pd di Boscoreale (Napoli) si conferma al primo posto tra i più votati come nel 2015 quando prese 31.307 voti, ma stavolta fa saltare il banco: quando mancano poche sezioni alla fine dello scrutinio ha già 41.450 preferenze.
    Casillo domina la lista dem della circoscrizione di Napoli davanti a Loredana Raia, che al momento è a 26.626 preferenze, e a Bruna Fiola a quota 22.183. Tra i più votati anche l'ex parlamentare Massimiliano Manfredi, che supera i 18.000 voti, mentre la capolista Giordana Mobilio arriva a quasi diecimila preferenze. Nella circoscrizione di Napoli la seconda lista della coalizione di De Luca è De Luca Presidente che porta a casa il 15,2% e ha in testa Lucia Fortini, assessore all'Istruzione uscente, con 10.248 voti, davanti a Vittoria Lettieri e Carmine Mocerino entrambi oltre le diecimila preferenze.
    Ottimo il risultato di Italia Viva, terza lista della coalizione, mentre fa il pieno di voti Francesco Emilio Borrelli nella lista Europa Verde, portando a casa 15.440 voti. Tra I più votati anche Tommaso Casillo e Giovanni Porcelli di Campania Libera, entrambi a quasi 12.000 preferenze. Nelle altre province, spicca il risultato di Salerno, dove il Pd è la prima lista della coalizione al 16,72%, distanziando la lista De Luca Presidente al 10,20%. (ANSA).

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CAMPANIA NEWS Proiezioni Swg-La7: Campania, svetta De Luca al 66,8 Caldoro al 19,2%, Ciarambino al 10,6%

21 Settembre 2020, 17:10pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA DIRETTORE MICHELE PAPPACODA NAPOLI, 21 SET - In base alle prime proiezioni di Swg per La7, nelle Regionali in Campania il candidato Pd-Iv Vincenzo De Luca svetta con il 66,8 % su Stefano Caldoro, candidato Fi del centrodestra, al 19,2% mentre Valeria Ciarambino del M5s è al 10,6 % . Secondo una prima proiezione del Consorzio Opinio Italia per la Rai De Luca ha ottenuto il 60,2% mentre Caldoro ha avuto il 20,3% (la copertura del campione è del 9%).ANSA

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CAMPANIA NEWS Regionali: exit poll, in Campania De Luca avanti di 30 punti Caldoro oscilla tra il 23 ed il 30,la Ciarambino tra 10,5 e 14,5

21 Settembre 2020, 15:45pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  NAPOLI, 21 SET - Se confermati i dati degli exit poll, Vincenzo De Luca sarà ancora presidente della Regione Campania. In base al primo Exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, alle regionali in Campania il governatore uscente Vincenzo De Luca (Centrosinistra) è dato a 54-58%. E' seguito dal candidato di Centrodestra, Stefano Caldoro con il 23-27%. Valeria Ciarambino (M5s) è al 10,5-14,5%.
    Secondo le intenzioni di voto diffuse da Tecné per Mediaset: Vincenzo De Luca è 30 punti avanti. E' stimato il 54 e il 58%, Stefano Caldoro (centrodestra) tra il 24 e il 28% e la candidata M5s Valeria Ciarambino ampiamente indietro con una forchetta tra l'11 e il 15%.
    In base agli instant poll di Quorum/Youtrend per Sky Tg24 in Campania il candidato del centrosinistra Vincenzo De Luca è al 52-56%, quello del centrodestra Stefano Caldoro è al 26-30%, Valeria Ciarambino del M5s è a 11-15%. (ANSA).

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CAMPANIA NEWS Gdf sequestra maschere con loghi squadre Serie A contraffate Pure maglie da calcio.Denunciati titolari di 2 attività a Rimini

20 Settembre 2020, 12:02pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

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inserito da Michele Pappacoda Magliette da calcio e centinaia di mascherine messe in vendita con i loghi contraffatti di squadre di Seri A come Juventus, Napoli, Inter e Milan e di marchi d'abbigliamento particolarmente noti tra cui Puma, Louis Vuitton, Gucci, Nike, Fila, Vans, Adidas. E' quanto emerso da un controllo della Guardia di Finanza di Rimini che ha sequestrato la merce e denunciato i titolari di due attività commerciali con sede in provincia.
    All'interno dei negozi oggetto di indagine, le Fiamme Gialle - una volta appurata l'assenza di regolari accordi commerciali con i brand in questione - hanno rinvenuto, oltre a 500 mascherine contraffatte, anche un centinaio di maglie da calcio, anch'esse contraffatte, di Milan, Juventus, Inter, Barcellona, Real Madrid, Bologna, Roma, Bayern Monaco, Portogallo, Manchester United, Fiorentina, Italia, Argentina Lazio, Napoli, Leicester.
    Al termine delle operazioni i finanzieri hanno sottoposto a sequestro le mascherine e le magliette 'taroccate', già confezionate e poste in vendita. I titolari delle attività commerciali sono stati denunciati alla Procura di Rimini per i reati di commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione, essendo risultati privi di fatture di acquisto e documenti di provenienza. La merce sequestrata - risultata priva delle etichettature in materia di tutela della salute e sicurezza degli acquirenti - qualora immessa sul mercato, avrebbe fruttato circa 5.000 euro. (ANSA).

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