Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
inserito da Alessia Chianese "La Direzione di Whirlpool Emea S.p.A.comunica la cessione di tutte le attività produttive presso lo stabilimento di Napoli, con effetto alle ore 00:01 del 1° novembre 2020". Inizia così la lettera inviata questa mattina dall'azienda ai dipendenti sullo stop dell'attività del sito di Napoli.
"Da tale momento i dipendenti strano esentati dal rendere la propria prestazione lavorativo presso il sito, fermo restando il mantenimento del rapporto di lavoro in essere - si legge nella missiva - con effetto dal 1° novembre, l'azienda pagherà la piena retribuzione ai dipendenti fino al 31 dicembre 2020 con riserva di ulteriori valutazioni successive a tale data".
"L'accesso ai locali aziendali - prosegue la lettera della Whirlpool - sarà consentito soltanto previa richiesta scritta autorizzata dalla Direzione, per i soli fini del legittimo esercizio dei diritti sindacali derivanti dal Ccnl o altre comprovate esigenze personali, e nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza vigenti. Qualsiasi accesso non autorizzato sarà perseguito a termini di legge".
INSERITO DA MORENA MOTTA «Con questi prezzi fare un tampone per famiglia due volte al mese significa spendere un'intero stipendio. Servono i tamponi gratuiti, non è possibile pagare un singolo tampone fino a 80 euro». Così Giuliano Granata, rappresentante di Potere al Popolo, ha sottolineato la manifestazione che si è svolta oggi davanti a una delle sedi di Napoli di un noto laboratorio, in cui vengono fatti i tamponi in città. Pap tra ieri e oggi ha messo in campo analoghe manifestazioni di protesta davanti a laboratori a Benevento, Ariano Irpino, Aversa, Marano, Nocera Inferiore, Piedimonte Matese, Volla e Pozzuoli.
Nelle manifestazioni Potere al Popolo chiede: tamponi gratuiti nel pubblico e nel privato, se effettuati su indicazione medica; imposizione di un prezzo fisso e calmierato per i tutti laboratori privati accreditati dalla Regione; attivazione dei laboratori pubblici ancora inutilizzati e incremento della capacità di analisi di quelli sottoutilizzati, attraverso un piano assunzioni immediato, la dotazione dei macchinari necessari, la requisizione di questi stessi macchinari ai privati, la precettazione dei loro lavoratori; più risorse per i servizi di assistenza domiciliare, per le USCA e per la rete dei medici di medicina generale e nuove assunzioni nella sanità visto che oggi mancano addirittura 300 medici di base! e coinvolgimento immediato delle facoltà e delle scuole di specializzazione universitarie nei servizi di assistenza territoriale. «De Luca - afferma Granato - scrive letterine al governo dando la colpa a loro quando lui non ha fatto nlla, se si pensa che il covid si risolva negli ospedali si consegna la gente al massacro, senza una medicina capillare sul territorio non si risolve. Chiediamo anche assunzioni immediate nella sanità con lo scorrimento delle graduatorie ad esempio all'ospedale Cardarelli e la riapertura dell'ospedale San Gennaro nel quartiere sanità che è già pronto. Dei battibecchi tra de Magistris, De Luca e Conte non ci frega niente, in ballo ci sono le vite delle nostre famiglie».
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA NAPOLI, Ennesimo balzo record dei contagi in Campania. Sono 2.761 i nuovi positivi al Covid, di cui solo 112 sintomatici, su 14.781 tamponi. Ben 238 nuovi casi sono stati rilevati nel solo comune di Arzano (Napoli), dichiarato zona rossa, dove la Regione ha svolto uno screening di massa. Gli ultimi dati dell'Unità di crisi, aggiornati alla mezzanotte scorsa, evidenziano anche un numero record di guariti, 575, e ben 20 decessi, avvenuti però tra il 16 e il 26 ottobre. 140 le terapie intensive occupate e 1.210 le degenze ordinarie covid, numero che sta imponendo la rapidissima attivazione di altri posti letto riconvertendo interi reparti. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, ha firmato un’ordinanza della quale la Regione stessa ha fornito alcune importante anticipazioni.
Pochi minuti fa è arrivata una correzione da parte della regione Campania per quanto concerne ristoranti e pizzerie.
“1.4. fatto salvo quant’altro previsto dal DPCM 24 ottobre 2020, a tutti gli esercizi di ristorazione (bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pub, vinerie e simili), dalle ore 22,30 è fatto divieto di vendita con asporto.
Sono esclusi dal divieto gli esercizi di ristorazione che ordinariamente svolgono attività di asporto con consegna all’utenza in auto, i quali possono esercitare la propria attività nel rispetto delle misure di
prevenzione e sicurezza vigenti, assicurando un sistema di prenotazione da remoto. La consegna a domicilio è comunque ammessa, con possibilità di disporre la partenza dell’ultima consegna fino alle ore 23,00;”. SALVATORE SERIO AMALFI NOTIZIE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, ha firmato un’ordinanza della quale la Regione stessa ha fornito alcune importante anticipazioni.
1. All’infuori di nidi e asili (0-6 anni), vengono confermate le disposizioni regionali sulla didattica a distanza nella scuola primaria e secondaria, salvi i progetti per alunni con disturbo dello spettro autistico e/o gli alunni diversamente abili, già adottate con Ordinanza n.82, nonché le disposizioni regionali vigenti per la didattica a distanza nelle Università.
2. Confermato il divieto di mobilità interprovinciale, ferma la forte raccomandazione (contenuta nel DPCM del 24 ottobre) a non allontanarsi dal territorio comunale se non strettamente necessario.
3. Per le attività di ristorazione: divieto di asporto (salvo che gli esercizi con consegna all’utente in auto e con sistema di prenotazione da remoto); consentita la consegna a domicilio, con partenza dell’ultima consegna alle 23,00 e rinvio, per il resto, alle disposizioni del DPCM 24 ottobre 2020.
4. Confermato l’obbligo di rientro a casa entro le ore 23, secondo quanto recentemente disposto d’intesa con il Ministro della Salute.
5. Confermata per l’attività di jogging la fascia oraria nelle ore 6,00-8,30.
Le disposizioni hanno efficacia fino al 31 ottobre, data nella quale l’Unità di Crisi effettuerà nuove valutazioni, sulla base dell’andamento epidemiologico che sarà stato registrato nel contesto regionale e locale.
È stato dato mandato all’Unita di Crisi di valutare, insieme all’Anci, entro il 28 ottobre prossimo, le determinazioni eventualmente necessarie in vista della commemorazione dei defunti (1 e 2 novembre). AMALFI NOTIZIE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Duemila persone si sono radunate a Napoli, nell'area di Piazza Vanvitelli e nel corso pedonale di Via Scarlatti, per protestare contro i provvedimenti del governo e della Regione Campania per il covid19. «Due metri di dissenso, prima sostegno e poi lockdown» è il cartello che circa trenta di loro tengono in mano nel corso di un sit in in via Scarlatti, protestando per la chiusura dei locali alle 18 e per il crollo del lavoro di attività come le palestre. I manifestanti scandiscono «libertà, libertà». L'area - nel quartiere Vomero - è presidiata da molte camionette delle forze dell'ordine.
I manifestanti contro le restrizioni del Dpcm si sono mossi in corteo attraverso le aree pedonali del quartiere Vomero,preceduti da un grande manifesto con la richiesta di «tutele sociali per tutti». Hanno attraversato le strade urlando cori contro Conte e de Luca («dimissioni»), incrociando in via Luca Giordano un secondo corteo proveniente da piazza Medaglie d'Oro. I due gruppi si sono uniti, raggiungendo circa duemila persone. Davanti a loro lungo la strada erano parcheggiate dieci camionette delle forze dell'ordine che però al passaggio del corteo hanno aperto lo sbarramento consentendo l'arrivo dei manifestanti in piazza degli Artisti, dove attualmente è in corso un sit-in. L'area è presidiata da un ingente spiegamento di forze dell'ordine in tenuta antisommossa.
«Il nuovo stop ai locali con la chiusura alle 18 è prima di tuttoun colpo ai dipendenti, alla classe operativa dei bar che oggi si ferma di nuovo e non ha sostegno da uno Stato che sta pagando ora le casse integrazione di maggio. E' molto pericoloso». Lo afferma Diego Guida, gestore di bar e uno dei promotori della manifestazione di imprese in corso nel quartiere Vomero, a Napoli.
«Il tracciamento non funziona - spiega Guida - lo Stato si è trovatocon questa seconda ondata che tutti si aspettavano ma ci chiediamo, che hanno fatto in questi mesi? Perché non hanno preparato la sanità? Intanto noi siamo già indebitati e schiavi delle banche». In piazza anche molti gestori di palestre, chiuse: «Già dal primo ottobre - spiega il titolare di una palestra in centro a Napoli - quando De Luca fece trapelare il rischio di stop, siamo soli in palestra, ma abbiamo restrizioni e pochissimi incassi da maggio. Ci stiamo indebitando per gli affitti, io pago 4000 euro ma di certo ora non li guadagno. Lo Stato ci sta abbandonando come se dalle nostre sale fosse nato il covid». A manifestare anche gruppi di persone senza mascherina che vedono il Covid come «un progetto per ridurci alla fame e venderci alla Cina», mentre una docente indossa la maschera di Vincenzo De Luca: «Protesto contro di lui - dice Paola - perché ha chiuso la scuola e la didattica a distanza non ha lo stesso valore. Le misure sono rispettate dai presidi che ci hanno lavorato tutta l'estate e non è giusto che gli alunni delle scuole superiori vengano bloccati a casa».
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Presidente della Regione Vincenzo De Luca ha avuto un colloquio con il ministro della Salute Roberto Speranza, al quale ha anticipato l’urgenza di istituire un tavolo congiunto Regione-Governo per la definizione di un Piano socio-economico a sostegno di tutte le categorie produttive (dell’industria, del commercio, dell’artigianato, del turismo, della cultura).
Sarà chiesto, nel tavolo, anche l’allargamento dei congedi parentali per i genitori di minori e misure di sostegno alle strutture sanitarie private in caso di emergenza posti letto.
La Regione invierà a breve una lettera alle associazioni di categoria e alle stesse Camere di Commercio che potranno far pervenire le proprie proposte da sottoporre al Governo, già nella giornata di lunedì prossimo.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Monta la protesta a Napoli contro il "coprifuoco" e contro il lockdown annunciato dal presidente della Regione Vincenzo De Luca. A tarda sera scontri davanti alla Regione, tensione tra manifestanti e forze dell'ordine, petardi, cariche della polizia in assetto antiguerriglia, colonne di auto sul lungomare Caracciolo, fumogeni che rendono l'aria irrespirabile. Urla contro la Regione di manifestanti con il volto coperto. Dopo la mezzanotte arriva la dichiarazione del questore Alessandro Giuliano: "Questa sera abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell'ordine. Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza." Monta la protesta a Napoli contro il "coprifuoco" e contro il lockdown annunciato dal presidente della Regione Vincenzo De Luca. A tarda sera scontri davanti alla Regione, tensione tra manifestanti e forze dell'ordine, petardi, cariche della polizia in assetto antiguerriglia, colonne di auto sul lungomare Caracciolo, fumogeni che rendono l'aria irrespirabile. Urla contro la Regione di manifestanti con il volto coperto. Coprifuoco, notte di guerriglia a Napoli: proteste contro De Luca Dopo la mezzanotte arriva la dichiarazione del questore Alessandro Giuliano: "Questa sera abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell'ordine. Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza." Lockdown, guerriglia in strada a Napoli: cassonetti bruciati, bombe carta e devastazioni Nei vicoli del centro storico intorno all'università Orientale centinaia di persone nell'ultima mezz'ora prima del blocco hanno fermato anche la circolazione pedonale. Il flash mob era stato rilanciato sui social e così da ogni parte del centro di Napoli gruppi di ragazzi e non solo si sono messi in marcia verso largo San Giovanni Maggiore e l'università Orientale. Assaltata un'auto dei vigili urbani da uomini con i volti mascherati. Una diretta su Facebook incita alla ribellione civile contro l'ipotesi di lockdown avanzata dal presidente De Luca. Ci sono due striscioni in cima a un corteo: "tu ci chiudi e tu ci paghi", e poi "contro De Luca". Blocco stradale anche nel quartiere di Chiaiano, nei pressi della stazione della metropolitana. Coprifuoco, assaltata auto dei vigili al centro storico Monta la protesta a Napoli contro il "coprifuoco" e contro il lockdown annunciato dal presidente della Regione Vincenzo De Luca. A tarda sera scontri davanti alla Regione, tensione tra manifestanti e forze dell'ordine, petardi, cariche della polizia in assetto antiguerriglia, colonne di auto sul lungomare Caracciolo, fumogeni che rendono l'aria irrespirabile. Urla contro la Regione di manifestanti con il volto coperto. Coprifuoco, notte di guerriglia a Napoli: proteste contro De Luca Dopo la mezzanotte arriva la dichiarazione del questore Alessandro Giuliano: "Questa sera abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell'ordine. Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza." Lockdown, guerriglia in strada a Napoli: cassonetti bruciati, bombe carta e devastazioni undefined 1 di 31 Scene di guerriglia urbana a Napoli dopo l'annuncio di lockdown del presidente della Campania Vincenzo De Luca. Cassonetti bruciati, bombe carta e devastazioni sul lungomare e davanti alla sede della Regione. Foto Ciro De Luca Scene di guerriglia sul lungomare e in via Santa Lucia. I manifestanti hanno rovesciato cassonetti, distrutto transenne ed esploso petardi. Disordini anche nella parte alta di Santa Lucia. I manifestanti "no" lockdown hanno lanciato bottiglie e sampietrini. Le auto in sosta sono state colpite con catene e i cassonetti rovesciati. Diverse le frange dei manifestanti che si stanno muovendo in maniera autonoma. Napoli, protesta contro il coprifuoco: centinaia di persone nei vicoli. C'è anche la maschera di De Luca undefined 1 di 14 Nei vicoli del centro storico intorno all'università Orientale centinaia di persone nell'ultima mezz'ora prima del blocco hanno fermato anche la circolazione pedonale. Il flash mob era stato rilanciato sui social e così da ogni parte del centro di Napoli gruppi di ragazzi e non solo si sono messi in marcia verso largo San Giovanni Maggiore e l'università Orientale. Assaltata un'auto dei vigili urbani da uomini con i volti mascherati. Nei vicoli del centro storico intorno all'università Orientale centinaia di persone nell'ultima mezz'ora prima del blocco hanno fermato anche la circolazione pedonale. Il flash mob era stato rilanciato sui social e così da ogni parte del centro di Napoli gruppi di ragazzi e non solo si sono messi in marcia verso largo San Giovanni Maggiore e l'università Orientale. Assaltata un'auto dei vigili urbani da uomini con i volti mascherati. Una diretta su Facebook incita alla ribellione civile contro l'ipotesi di lockdown avanzata dal presidente De Luca. Ci sono due striscioni in cima a un corteo: "tu ci chiudi e tu ci paghi", e poi "contro De Luca". Blocco stradale anche nel quartiere di Chiaiano, nei pressi della stazione della metropolitana. Proteste contro il lockdown al centro storico di Napoli. Assaltata un'auto dei vigili urbani da uomini con i volti mascherati. Centinaia di cittadini e commercianti hanno attraversato a tarda sera il centro storico di Salerno al grido di "libertà libertà". Il raduno dei commercianti che era nato in piazza Amendola si è trasformato in un vero e proprio corteo. Molti i cittadini che stanno prendendo parte con candele e lumini in mano. La gente urlava insulti contro de Luca e chiedeva lavoro.
di Dario del Porto , Antonio di Costanzo , Conchita Sannino LA REPUBBLICA
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Governatore Vincenzo De Luca come ogni venerdì ha parlato della situazione legata l’emergenza Covid-19 in Campania. Il presidente della regione ha annunciato misure molto drastiche per cercare di limitare il numero di contagi. La Campania, quindi, verso il lockdown. “Dobbiamo chiudere per un mese, 40 giorni e poi si vedrà ma senza soluzioni drastiche non possiamo reggere. Non voglio vedere la fila dei camion con le bare. L’unico obiettivo deve essere salvare la vita delle famiglie, tutto il resto ora non conta nulla. La programmazione ci consente ancora di reggere ma con questi numeri non c’è nessun sistema ospedaliero al mondo in grado di reggere l’onda d’urto. Oggi reggiamo grazie al sacrificio di migliaia di medici e personale sanitario ma nel giro di pochi giorni rischiamo di avere le terapie intensive intasate. Dobbiamo chiudere tutto e dobbiamo decidere oggi, non domani. Siamo ad un passo dalla tragedia. Domani lo saremo. Io non voglio trovarmi di fronte qui da noi ai camion militari che portano centinaia di bare di persone decedute“. De Luca ha annunciato che saranno chiuse tutte le attività tranne, ovviamente, quelle essenziali: “Io credo che dobbiamo chiudere tutto tranne le attività industriali, agricole, dell’edilizia, l’agroalimentare, le forniture agroalimentari, le cose che abbiamo già conosciuto a marzo e aprile. Chiudere tutto tranne che le attività essenziali. Credo che dobbiamo bloccare la mobilità tra regioni e tra comuni, tentando di difendere per quanto possibile le attività produttive“.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Governatore Vincenzo De Luca come ogni venerdì ha parlato della situazione legata l’emergenza Covid-19 in Campania.
Il presidente della regione ha annunciato misure molto drastiche per cercare di limitare il numero di contagi. La Campania, quindi, verso il lockdown.
“Dobbiamo chiudere per un mese, 40 giorni e poi si vedrà ma senza soluzioni drastiche non possiamo reggere. Non voglio vedere la fila dei camion con le bare. L’unico obiettivo deve essere salvare la vita delle famiglie, tutto il resto ora non conta nulla. La programmazione ci consente ancora di reggere ma con questi numeri non c’è nessun sistema ospedaliero al mondo in grado di reggere l’onda d’urto. Oggi reggiamo grazie al sacrificio di migliaia di medici e personale sanitario ma nel giro di pochi giorni rischiamo di avere le terapie intensive intasate. Dobbiamo chiudere tutto e dobbiamo decidere oggi, non domani. Siamo ad un passo dalla tragedia. Domani lo saremo. Io non voglio trovarmi di fronte qui da noi ai camion militari che portano centinaia di bare di persone decedute“.
De Luca ha annunciato che saranno chiuse tutte le attività tranne, ovviamente, quelle essenziali: “Io credo che dobbiamo chiudere tutto tranne le attività industriali, agricole, dell’edilizia, l’agroalimentare, le forniture agroalimentari, le cose che abbiamo già conosciuto a marzo e aprile. Chiudere tutto tranne che le attività essenziali. Credo che dobbiamo bloccare la mobilità tra regioni e tra comuni, tentando di difendere per quanto possibile le attività produttive“.