Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Carenza di organico "abnorme", "grave sovraffollamento", "ambienti di lavoro insalubri" e "quasi totale assenza di automazione": è quanto l'Uspp ha rilevato nel corso di una visita effettuata ieri da una delegazione guidata dal presidente Giuseppe Moretti nella casa circondariale avellinese di Bellizzi. Si tratta di elementi, spiega Moretti, che "fanno da corredo a una situazione a dir poco esplosiva, dove ogni minima criticità è fonte di eventi difficilmente controllabili dagli uomini che svolgono servizio nell'istituto con un carico di lavoro sovra umano". "A questo - sottolinea Moretti - va aggiunta l'inadeguatezza del servizio sanitario che viene svolto con una rotazione addirittura mensile dei medici della Asl e senza supporto di esperti psichiatrici, così che gli agenti debbono supplire a tali carenze rischiando giornalmente aggressioni e continue provocazioni e angherie messe in atto da detenuti con tali patologie, in un clima di tensione totale". "Il senso di disagio che abbiamo registrato incontrando il personale - dice ancora il presidente dell'Uspp - anche nell'assemblea che è seguita alla visita, ci impone non una mera segnalazione scritta di quanto emerso, ma l'impegno di portare all'attenzione del vertice dipartimentale nonché di quello politico ed in particolare del sottosegretario Delmastro, le condizioni in cui operano gli agenti che non sono affatto dignitose e che subiscono una forte compressione anche dei diritti contrattuali, fatto che vale anche per quanto riguarda l'attività svolta dal locale nucleo di traduzione e piantonamento che spesso deve fare servizi che sarebbero evitabili se funzionasse meglio la macchina sanitaria".
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Sono talmente confuse le idee nel centro destra avellinese che nella disperata ricerca di un candidato sindaco autorevole c'è chi ha pensato persino a Enzo Venezia, popolarissimo sindaco della città negli anni Ottanta. Lui, che da ex democristiano, è poi confluito nel partito democratico, si è sentito gratificato dall'interesse mostrato nei suoi confronti ma ha chiaramente risposto: "No grazie". Enzo Venezia è stato sindaco di Avellino dal 1983 al 1989, negli anni d'oro del calcio e della politica avellinese. Erano gli anni difficili del dopoterremoto quando iniziarono ad arrivare anche i fondi per la ricostruzione. E mai nessun sospetto o accusa ha infangato il suo percorso che è stato corretto e trasparente. Non era facile. Poi, però, la Dc lo fece fuori solo perché ebbe l'ardire nella sua seconda campagna elettorale di prendere più preferenze del capolista del partito, che all'epoca era Nicola Mancino. Uno sgarbo che gli costò caro e che ha finito per compromettere anche la sua carriera politica. Ma ora non è il caso di tirarlo per la giacchetta...
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Una grossa berlina nera in fiamme, sull'autostrada A16, poco prima del casello di Avellino ovest, a Mercogliano, lungo la direttrice per Avellino. A dare l'allarme i passeggeri dell'autobus dell'Air che era da poco partito per raggiungere Napoli. L'immagine, di pochi minuti fa, racconta il terrore vissuto dall'uomo (o dalla donna) a bordo dell'auto completamente avvolta dalle fiamme. Al momento non siamo in grado di raccontare se ci sono conseguenze per le persone.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Monteforte Irpino. Dopo lo scioglimento del comune di Monteforte Irpino, è stata aperta inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Sotto la lente d'ingrandimento gli intrecci tra comune, le imprese legate ai vari clan operativi in Irpinia e raggiunte dalle interdittive antimafia emesse dalla Prefettura di Avellino e inviate all'amministrazione comunale guidata dall'ex sindaco Costantino Giordano. La Dda dopo la relazione del Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi ha ritenuto opportuno acquisire gli atti che hanno portato allo scioglimento del Consiglio comunale di Monteforte Irpino per infiltrazioni camorristiche. Dalla relazione del Ministero dell'Interno e Prefettura di Avellino la traccia delle collusioni tra comune, imprese e organizzazioni criminali per l’affidamento degli appalti. Le indagini della Direzione distrettuale antimafia lasciano presagire sviluppi clamorosi che potrebbero coinvolgere anche imprenditori insospettabili. Sotto la lente d'ingrandimento del pool antimafia anche il comportamento di dirgenti e dipendenti di Palazzo Loffredo. Gli inquirenti hanno messo in evidenza con la commissione di accesso i legami dell'amministrazione guidata dal l'ex sindaco Costantino Giordano, con alcuni esponenti della criminalità organizzata locale in particolare il Clan Partenio, ma anche con quelli del clan Moccia. Sembrerebbe che il Comune irpino avrebbe affidato l'appalto per la raccolta degli olii esausti a una ditta Soloil, controllata dal clan Moccia, attraverso l'imprenditore Di Sarno, quest'ultimo avrebbe avvicinato il sindaco tramite un noto imprenditore locale, anche lui raggiunto da una interdettiva antimafia. di Paola Iandolo OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE Ciò che colpisce nel presente è la perdurante assenza della politica, oggi più di ieri, al rimorchio delle decisioni della magistratura inquirente Avellino. “Se l’organizzazione della vita pubblica venisse affidata al diavolo, egli stesso non saprebbe immaginare nulla di più ingegnoso”. Simone Weil, Nota sull’abolizione dei partiti politici (1943) La fulminante quanto drammatica caduta dell’amministrazione comunale di Avellino, per quanto generata da un fascio travolgente e simultaneo d’inchieste giudiziarie, scuote nel profondo la città, da tempo capitale dell’effimero e quindi dell’indifferenza pubblica. Era da quarant’anni, dal tempo “sospeso” del post-terremoto del novembre 1980, che un sindaco, seppur dimessosi in questo caso quasi un mese fa, non fosse costretto ad affrontare l’onta dell’arresto. I tempi profondamente diversi e le situazioni storiche non consentono sommari confronti tra le due stagioni. Altre erano le condizioni del sistema politico-sociale, altre le cause, altre le storie di protagonisti e comprimari. Eppure la diffusione in bianco-nero delle immagini di queste ore, sfuggite alla riservatezza dovuta, hanno turbato, trafitto le coscienze libere e profuso, forse improvvidamente, manciate di sale di Agrigento sulle già laceranti ferite della realtà incombente. La questione morale però non è solo cronaca ma storia incancrenita dal silenzio, dalla complicità e dalla correità di tanti. Ciò che colpisce nel presente è la perdurante assenza della politica, oggi più di ieri, al rimorchio delle decisioni della magistratura inquirente. Che Avellino fosse da anni priva di una classe dirigente autonoma e responsabile questo, credo, fosse noto almeno alle coscienze degli uomini liberi e forti. Sovente Avellino ha preferito gli esecutori ai liberatori, i moralisti d’assalto al bisogno di moralità condivisa in un contesto inquinato dal voto di scambio e da comportamenti spesso ai confini della legalità. Lo ripeto da anni. Come giustificare nei quartieri del bisogno e della emarginazione sociale la presenza di portatori di voti che un tempo lavoravano per conto terzi e che poi hanno iniziato a giocare in proprio? Siamo passati dai manovali del controllo del voto ai caporali di giornata, indaffarati nelle stanze del potere locale a costruire miserabili clientele. Dilettanti convertiti al professionismo da investiture elettorali improvvisate, camaleonti cresciuti e invecchiati nelle anticamere del potere e nuove leve del tutto inadeguate sul piano culturale, hanno reso il paesaggio politico locale un coacervo di mediocrità e di conflitti tenuto insieme da una fitta rete di relazioni con la Regione Campania, una inestinguibile, concreta fonte di influenza sulla gestione della cosa pubblica nei territori. Una dipendenza interessata e comoda che porta a decidere le sorti del futuro amministrativo di Avellino nella vicina Salerno, dove goliardici delfini, ostinati non lettori di Max Weber o di Simone Weil, si peritano di dare pubblicamente patenti di candidabilità. Atteggiamenti questi destinati a generare l’inevitabile allontanamento ed esilio dalla vita pubblica delle èlite, non disposte ad accettare, senza ripensamento critico, l’apologia e la generica mitizzazione narcisistica del Passato. Le prossime elezioni amministrative dovranno segnare come non mai uno strappo dal presente e fare in modo che i nuovi reggitori di governo, possibilmente degli outsider competenti, siano capaci di non rendere più estranea la vera Avellino da quella impolverata, sudicia e sconfitta dell’oggi, voluta dalle negligenze e dagli egoismi di quel resto di niente che sono i partiti ma anche dalla mancata ribellione di quel senso democratico e civile che pure intride la nostra storia locale. Due città separate da anni, incomunicabili tra loro e divise tra moralizzatori e moralisti, tra familisti e gente onesta, tra chi conosce il giusto e il legittimo e chi lo ignora. Dorsianamente i liberi elettori avellinesi, gli unici arbitri di questa ultima partita, con un atto irresistibile e determinato, sappiano evitare la prevedibile, ripetitiva leva dei morti, sempre pronti alle abusate pratiche del “Ritornare” in nome del Bene comune. Noi non vi crediamo
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. "Si inserisce in un momento in cui la corruzione, il voto di scambio mafioso e' all'ordine del giorno, credo che sia un segnale terribile per tutta la politica. La commissione parlamentare antimafia e' gia al lavoro per un filone d'inchiesta dove entrera' anche il caso Avellino". Cosi' la presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, a Caivano rispondendo alle domande dei giornalisti sull'arresto del sindaco Festa. "Non ci preoccupano questi arresti - continua rispondendo alla domanda sulle recenti inchieste che vedono coinvolti politici - siamo felici che ci siano queste indagini, e chi cerca di utilizzare le istituzioni per cosa propria, venga fermato. Auspico che la politica arrivi prima della magistratura e faccia pulizia al suo interno perche' non ci devono essere tentennamenti su argomenti come questi".
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Un detenuto della Seconda Sezione con problemi di natura psichiatrica sembrerebbe abbia bevuto della candeggina e ingoiato delle lamette, con successivo immediato invio al pronto soccorso di Avellino dove ha continuato a causare ulteriori difficoltà. A darne notizia Stefano Sorice Segretario Locale UILPA Polizia Penitenziaria Ariano Irpino. È accaduto nella serata di ieri, il soggetto in questione più volte è stato segnalato proprio per i comportamenti posti in essere che, da quando ha fatto ingresso nell’istituto arianese, costantemente sono causa di turbamento dell’ordine e della sicurezza Questa Organizzazione Sindacale ha denunciato in maniera assidua le problematiche legate all’incompatibilità dei detenuti con problemi di natura psichiatrica in un contesto come quello del carcere. La chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e l’istituzione delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza si sono rivelate assolutamente insufficienti, sia sotto il profilo concettuale sia sotto quello strutturale e quantitativo e, intanto, questa tipologia di detenuti viene lasciata alla gestione dell’esiguo numerico di Poliziotti Penitenziari non formati né giuridicamente deputati a trattare efficacemente tali soggetti. Nonostante la nostra continua richiesta a gran voce di un immediato intervento dei vertici dell’amministrazione penitenziaria, ancora non si vede uno spiraglio tantomeno un accenno di interesse. La C.C. di Ariano non dispone di presidi psichiatrici, di esperti nè di sezioni dedicate al trattamento di tale detenuto e, di conseguenza, nel tentativo di affrontare le consuete criticità causate dallo stesso talvolta si rischia che vengano trascurate eventuali esigenze di altri reclusi aumentando, non di poco, il carico di lavoro del poliziotto penitenziario.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il commissario sarà affiancato dal capo di gabinetto della prefettura di Avellino, la dottoressa Rosanna Gamerra che già conosce la realtà irpina Avellino. Giunto direttamente dall'aeroporto di Capodichino in Prefettura ad Avellino dove ha ricevuto la nomina dalle mani del prefetto Paola Spena, il neo commissario Paolo D'Attilio si è ufficialmente insediato negli uffici di Piazza del Popolo a distanza di 20 giorni dalle dimissioni del sindaco Gianluca Festa a seguito della bufera giudiziaria che ha travolto la fascia tricolore. 67 anni, romano di origine, ultimo incarico alla guida della prefettura di Livorno, D'Attilio avrà il compito di gestire l'ente fino al voto di giugno e lo farà affiancato dal capo di gabinetto della prefettura di Avellino, la dottoressa Rosanna Gamerra che già conosce la realtà irpina. Il neo commissario ha ammesso di essere per la prima volta in assoluto ad Avellino. “Non ci sono mai stato, avrò il piacere di conoscere questa città”, ha dichiarato al suo arrivo il commissario che ha voluto fare un saluto alla stampa, mostrandosi aperto e disponibile al dialogo pur consapevole di non conoscere ancora nel dettaglio la situazione amministrativa dell'ente che è stato chiamato a guidare ma con la certezza che si tratta di un incarico davvero breve. “Questo incarico durerà circa due mesi. Nel frattempo sono stato dal Prefetto e mi ha accennato la vicenda che ha portato alla sospensione del Comune - ha dichiarato - ora sto firmando le carte di insediamento, ho notificato il provvedimento prefettizio. Insieme al capo di gabinetto della Prefettura traghetteremo questo Comune fino alle prossime elezioni. Secondo le interpretazioni ministeriali, è già avviato alla scadenza naturale, per cui dovrebbe andare alle elezioni l’8 giugno". Per la città di Avellino si apre dunque una nuova pagina commissariale. L'ultima volta che un prefetto ha varcato la soglia di Palazzo di città è stato nel 2019 a seguito dello scioglimento del consiglio comunale targato Cinque Stelle e guidato da Vincenzo Ciampi, quando Giuseppe Priolo venne chiamato a guidare il comune capoluogo per sei mesi, un periodo quanto mai proficuo per la città, a dimostrazione del fatto che quel tempo di vacatio politica può essere anche un tempo di buona amministrazione.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Si terranno il prossimo 19 e 20 aprile le Giornate Reumatologiche Irpine, giunte alla seconda edizione. L’evento formativo, promosso dall’ASL di Avellino, guidata da Mario Nicola Vittorio Ferrante, si terrà presso il Viva Hotel di Avellino ed è articolato in quattro sessioni con due letture magistrali. L’obiettivo è fornire ai medici di Medicina Generale, agli specialisti nelle varie branche, agli infermieri, fisioterapisti e nutrizionisti un’occasione di aggiornamento condiviso con esperti di altissimo profilo professionale attraverso un approccio multidisciplinare. Verranno affrontati argomenti immuno-reumatologici, dal punto di vista clinico-diagnostico e terapeutico, in un momento in cui i continui e rapidissimi progressi scientifici rendono necessario un aggiornamento costante e di elevata qualità, prestando grande attenzione anche alle interazioni con altre branche specialistiche con le quali il Reumatologo e l’Immunologo si interfacciano nella pratica clinica. Responsabili Scientifici: Annamaria Bellizzi, Chiara Pelosi, Ida Orlando. I destinatari del corso sono Medici (tutte le discipline); Infermieri; Biologi; TSRM; TSLB. Farmacista: Farmacista Pubblico del SSN; Farmacista Territoriale; Farmacista di altro settore; Fisioterapista; Dietista.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Continuano i lavori dell’ultimo lotto della bonifica dell’ex Isochimica. L’amministrazione Festa, dopo 41 anni, ha rimarginato una ferita che ha tragicamente segnato la storia di Borgo Ferrovia e dell’intera città, non soltanto dal punto di vista ambientale. Sono in via di completamento, infatti, gli interventi partiti sull’intera area, di 40 mila metri quadrati, finalmente liberata dai veleni presenti nel sottosuolo, dalle coperture, dai controsoffitti e da tutte quelle strutture che hanno ospitato i fantasmi di quella immane catastrofe. «Stiamo restituendo alla città un’area completamente rifunzionalizzata e sicura - dichiara l’Amministrazione comunale - sulla quale nascerà un Polo fieristico mercatale al coperto. Questo intervento - continua l’Amministrazione - si inserisce nell’ambito di un’attività amministrativa di rilancio più ampia relativa a Borgo Ferrovia, che mette in relazione la Stazione ferroviaria con quello che diventerà l’Hub di interscambio intermodale della Porta Est di Avellino. Inoltre attraverso la Metro leggera, si metterà in connessione la periferia orientale di Avellino con il suo centro. Questo è il segnale di rinascita di cui Borgo Ferrovia aveva bisogno. - conclude l’Amministrazione - Siamo consapevoli che una ferita del genere non si cancella totalmente nel vissuto di una comunità. Tuttavia, tali interventi ci consentono di chiudere questa dolorosa pagina della storia di Avellino e di guardare con ottimismo ad un futuro fatto di nuove opportunità e sviluppo per lo storico quartiere e per l’intero capoluogo».