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AVELLINO NEWS Iandoli si racconta: «Chiari, coerenti, puliti: la città fuori dal tunnel» Il candidato a sindaco di Avellino con il simbolo di Fratelli d'Italia

16 Maggio 2024, 10:32am

Pubblicato da Miki Pappacoda

iandoli si racconta chiari coerenti puliti la citta fuori dal tunnel

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. Modestino Iandoli è uno dei pochi politici locali che non ha mai cambiato rotta seguendo il vento che buttava. A destra è nato, a destra lo ritroviamo. Da Almirante, con i consigli comunali che all'epoca si tenevano nell'aula magna della scuola media Dante Alighieri, a Giorgia Meloni, a prendere su di sé la responsabilità di non aver ceduto, ancora una volta, alle sirene del trasformismo, quelle che prendono i partiti come autobus su cui salire perché è il momento buono per un altro affare personale da portare a termine. Dalla Dogana all'ex ospedale Moscati la passeggiata non è breve. C'è tutto il tempo per qualche polemica e qualche sassolino. Si aspettava una fine così triste della consiliatura al Comune capoluogo? «No, per quanto avessi ben chiaro il disastro amministrativo che si è consumato in questi anni a Palazzo di città non avrei mai potuto immaginare questo epilogo. Ma intendiamoci, non m’interessa la questione giudiziaria. Il punto è solo politico e ha a che fare con quanto è emerso nel corso di queste settimane, ha a che fare con la sistematica pretesa di governare di nascosto, senza pubblicare le delibere e facendo sparire le determine, ha a che fare con quel pc sparito, con i concorsi truccati. Mai avrei immaginato che Avellino potesse sprofondare in un baratro tanto profondo» Lo scenario creatosi è un'opportunità, Fratelli d'Italia ha scelto l'identità di un simbolo. Dopo tanti anni, torna in modo attivo nella mischia. Pensa di arrivare al ballottaggio? «Siamo l’unico centrodestra in campo e il centrodestra ha il dovere di puntare ovunque al massimo risultato. Fratelli d’Italia ha scelto l’unica linea possibile, ha lavorato fino all’ultimo minuto utile per l’unità della coalizione e la mia stessa candidatura è stata messa a disposizione di tutto il centrodestra con la disponibilità, manifestata pubblicamente dal sottoscritto e dalla Presidente Fruncillo anche a trovare la sintesi su di un altro nome ma sempre in uno schema politico. Il punto è che al di là di Fratelli d’Italia e della stessa Udc, che comunque ha mantenuto un profilo chiaro, le altre forze non erano nelle condizioni di accettare la nostra sfida, non avevano alternativa a nascondere la propria inconsistenza in uno schema di finto civismo, con il contributo dei principali alleati dell’ex sindaco e di diversi ex assessori e consiglieri uscenti di maggioranza. L’altra faccia della stessa medaglia rappresentata da Laura Nargi. Ecco, dunque, che di fronte a noi abbiamo il centrosinistra, il cosiddetto campo largo, ovvero i nostri avversari di sempre. Sappiamo chi sono e sappiamo dove stanno. Quindi c’è il centrodestra, ci siamo noi. In mezzo la palude dell’indistinto, il centrofesta» Cosa significa oggi proporsi come un uomo di destra? Qual è l'orizzonte per la città? «La mia è la storia di un uomo di destra, di una destra sociale, mai settaria, garantista e legalitaria. Ma oggi sono il candidato del primo partito d’Italia, di una forza di governo, che esprime il Presidente del Consiglio, che si rivolge ed interpreta le istanze di una larga parte della Nazione. Certo, noi siamo quelli che non hanno mai governato Avellino, siamo gli unici che possono dire di non avere nulla a che fare con il disastro di questi anni, con le macerie tra le quali ci muoviamo, ma anche con i disastri dei lustri e dei decenni precedenti. Perché non bisogna mai dimenticare che Festa e i suoi sono figli del Pd, del centrosinistra, del sistema di potere che da sempre governa Avellino. Siamo gli unici a poter parlare con credibilità di cambiamento e discontinuità, ci rivolgiamo a tutti gli elettori di centrodestra, ma a tutti gli avellinesi che cercano una proposta di discontinuità, che credono sia giunto il momento di voltare pagina. E a loro dico che qualora dovessimo essere premiati dalle urne non esiteremo a coinvolgere le migliori energie della città, ad includere l’Avellino migliore. Senza veti, senza esami del sangue, per il bene della comunità» Avellino è fuori dalla connessione all'Alta velocità. «Avellino è fuori dalla connessione all’Alta Velocità e non ha una stazione. Abbiamo perso molti anni in chiacchiere, rincorrendo proclami e promesse, ma è del tutto evidente che non possiamo e non dobbiamo arrenderci. Occorre spingere sull’elettrificazione della Salerno – Avellino – Benevento, occorre restituire alla stazione del capoluogo la sua funzione e la sua centralità, e questo non lo faremo certo coltivando l’isolamento istituzionale come accaduto in questi anni. Avellino ha smarrito il proprio ruolo di traino rispetto alla provincia e lo ha perso anche sul terreno della pianificazione strategica. Oggi la città è un corpo estraneo ai territori ed in qualche modo quello scalo desolato è la sublimazione di questa condizione. Dobbiamo ripensare la città, la sua funzione sul piano provinciale e regionale, dobbiamo riportare Avellino al centro delle politiche di programmazione, lavorare con tutta la filiera istituzionale con l’ambizione di recuperare il tempo perduto, di agganciare il capoluogo all’Alta velocità» Non ha una politica ambientale. «Vero. Ma quando parliamo di politiche ambientali parliamo di tutto, parliamo di mobilità, di urbanistica, di decoro urbano, di vivibilità, parliamo del Fenestrelle e dell’Isochimica. Non mi piace fare la lista della spesa, fare l’elenco di priorità. Lo trovo facile e demagogico. Il punto è che dobbiamo ripartire da una visione, da obiettivi strategici chiari, dobbiamo ripensare Avellino. Le colline che circondano la città sono il nostro sky line, siamo il capoluogo della verde irpinia ma siamo tra le città più inquinate del Mezzogiorno per quel che concerne le pm10, siamo prigionieri di un traffico insostenibile. Non c’è una sola soluzione, ci sono tante soluzioni che vanno declinate in un disegno organico. Sogno una città con meno auto, con più aree pedonali, con parcheggi di interscambio ed un sistema di mobilità pubblica finalmente sostenibile, sogno una città verde, con i parchi sempre aperti e curati» Non ha un vero assetto urbanistico. Lascia ai palazzinari la libertà di continuare a costruire, mentre la popolazione diminuisce, quindi non si sa a favore di chi. «Sarebbe ingiusto puntare il dito contro la categoria dei costruttori, ma sarebbe ipocrita non riconoscere che quel che Lei dice è vero. Noi crediamo che Avellino necessiti di interventi profondi di rigenerazione urbana, non certo di nuovo cemento. L’edilizia muove tutto il resto e le città che crescono sono le città che cambiano, che si ripensano. La deriva a cui lei fa riferimento trova genesi nell’immobilismo di questi ultimi venti anni, nella circostanza per la quale ci siamo fermati in un presente eterno. È innegabile, per esempio, che la parte pubblica del Puc vigente non è stata per niente realizzata. Serve una scossa, è necessario lavorare ad un nuovo piano, cucito sulla città per quella che è. Lo faremo» Abbiamo un tunnel costato undici milioni di euro finito da almeno due anni ma non inaugurabile perché c'è l'inghippo delle autorizzazioni. «Il tunnel è la metafora di questa città. Un’opera che poteva forse avere un senso quado fu concepita, ma poi, con le modifiche intervenute, è diventata completamene inutile. Sarà per noi prioritario capire le ragioni di quest’inghippo, tornare indietro purtroppo non si può. Ma il fatto che l’inaugurazione annunciata sia stata presentata come un evento storico, come il segno di un rilancio per la comunità la dice lunga su come stiamo combinati. La luce è lontanissima La famosa metropolitana leggera, dopo quindici anni di incubazione, si è rivelata un disastro. «Uno scempio. Avellino non può immaginare il proprio futuro con un sistema di mobilità obsoleto, antieconomico e inquinante. Anche sul punto proponiamo una svolta radicale, piccole navette in grado di coprire tutto il territorio cittadino, ibride o elettriche, con tempistiche in linea con quelle che si rilevano nelle città civili» Non trova scandaloso che un complesso come l'ex Moscati di viale Italia venga lasciato vuoto, senza uno straccio di idea per il suo riutilizzo? «Assolutamente sì, quella struttura nel cuore della città ci dice molto della capacità delle classi dirigenti che si sono susseguite al Comune di Avellino in termini di programmazione e visione. Va restituita al capoluogo, con funzioni che possano generare nuovi flussi, che possano restituire centralità a quel pezzo di Avellino e la strada indicata dall’Asl va in questa direzione ma va approfondita» A questo disastro, chi dovrebbe dare risposte, indicare soluzioni? Magari è questo limbo senza futuro o possibilità a costringere i nostri giovani alla fuga. «Tocca alla politica. Perché il civismo non è altro che la veste stracciata del trasformismo, come ammoniva Ciriaco De Mita. Perché abbiamo bisogno di percorsi collettivi, di inclusione, di competenze e dela complessità della democrazia, che si alimenta nel conflitto e nello scontro, ma tra idee e non tra persone, tra visioni e non tra interessi particolari. La deriva di Avellino nasce nel vuoto della politica. La politica è chiamata a colmare quel vuoto». OTTOPAGINE

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AVELLINO NEWS Tyson e Spike, i cani antidroga di Avellino mettono a segno un altro colpo Grazie al fiuto dei due esemplari di pastore belga sono state bloccate madre e figlia con la droga

15 Maggio 2024, 09:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

AVELLINO NEWS Tyson e Spike, i cani antidroga di Avellino mettono a segno un altro colpo Grazie al fiuto dei due esemplari di pastore belga sono state bloccate madre e figlia con la droga

INSERITO DA ANGELA CECERE L'operazione nella casa di reclusione di Aversa, in provincia di Caserta Avellino. Ancora una brillante operazione nei penitenziari campani grazie ai due splendidi esemplari di pastore belga Malinois del Distaccamento antidroga di Avellino Spike e Tyson. Stavolta due donne, madre e figlia, sono state denunciate nella casa di reclusione di Aversa, in provincia di Caserta, per avere tentato di consegnare hashish durante il colloqui. A scoprirle sono stati i due cani antidroga della Polizia Penitenziaria Tyson e Spike che hanno fiutato la presenza della droga nei pantaloni della madre e nella borsetta della figlia, che ha appena 19 anni. Per entrambe è scattata la denuncia alla procura della Repubblica per tentata introduzione di sostanza stupefacente. "Oramai si combatte una guerra quotidiana - commentano Ciro Auricchio e Giuseppe Moretti, rispettivamente segretario regionale e presidente dell'Uspp - a causa dei continui tentativi di introduzione di droga e cellulari nelle carceri". I due sindacalisti ricordano che "in Campania, dove mancano ben 800 agenti, è da tempo improrogabile la necessità di dotare la polizia penitenziaria di strumenti tecnologicamente avanzati". "Agli agenti del carcere aversano, - concludono Auricchio e Moretti - che seppur sotto organico riescono comunque a mantenere l'ordine e la sicurezza interna, e soprattutto ai due splendidi esemplari di pastore belga Malinois del Distaccamento antidroga di Avellino Spike e Tyson, va il nostro plauso per il risultato ottenuto". 

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AVELLINO NEWS Aste ok: pronte le istanze di Riesame per i beni sottoposti al sequestro bis Si attende la fissazione delle udienze davanti al tribunale del Riesame sezione reale

14 Maggio 2024, 09:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

AVELLINO NEWS Aste ok: pronte le istanze di Riesame per i beni sottoposti al sequestro bis Si attende la fissazione delle udienze davanti al tribunale del Riesame sezione reale

INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Aste Ok, per i beni prima dissequestrati e poi posti immediatamente di nuovo sotto sequestro dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli: i legali sono già a lavoro per presentare le istanze di Riesame reale. A lavoro l'avvocato Alberico Villani per l'indagato Armando Aprile (condannato a due anni di reclusione dal tribunale di Avellino il 27 aprile scorso per il processo Aste oK insieme ad Emanuele Barbati condannato a 4 anni di reclusione) e raggiunto da un sequestro bis dei beni e delle sue società frimato dal pm Henry John Woodcock. Pronte le istanze di Riesame anche per gli indagati raggiunti dal decreto bis tra le quali risultano Nicola Galdieri, Livia Forte, Carlo Dello Russo, Damiano Genovese, Beniamino Pagano, Gianluca Formisano, Antonio Barone difesi dagli avvocati Claudio Botti, Carlo Taormina, Gaetano Aufiero, Alfonso Furgiuele, Roberto Saccomanno e Claudio Mauriello. Sequestro bis Nel mirino della DDa di Napoli dopo l'ordinanza emessa dal tribunale di Avellino - con la quale sono stati rispediti gli atti al pm per la nuova formulazione del capo di imputazione  -  sono finiti nuovamente 70 immobili, 26 terreni, 6 società, 3 autoveicoli e quasi 600 mila euro sequestrati dalla Gdf ai componenti del cosiddetto “clan delle aste”, organizzazione camorristica irpina la cui esistenza è stata sancita lo scorso 27 aprile dal Tribunale di Avellino, presieduto dal giudice Roberto Melone. 

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AVELLINO NEWS Avellino, le 10 proposte di Legambiente ai candidati sindaci: serve una svolta Particolare attenzione alla transizione ecologica e ai cambiamenti climatici

13 Maggio 2024, 10:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

AVELLINO NEWS Avellino, le 10 proposte di Legambiente ai candidati sindaci: serve una svolta Particolare attenzione alla transizione ecologica e ai cambiamenti climatici

INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Il 16 Maggio alle ore 18:00 presso il Circolo della Stampa di Avellino, Legambiente Avellino - Alveare presenterà alle candidate e ai candidati alla carica di Sindaco il documento "Traccia - La giusta transizione per Avellino".  Il documento, frutto di un ampio processo partecipativo e itinerante iniziato a novembre 2023, è stato redatto in conclusione di cinque laboratori civici tenuti nei quartieri di Avellino, trattando temi cruciali come il verde pubblico, la mobilità sostenibile, la qualità dell’aria, l'economia circolare e il parco del Fenestrelle. Questo documento, non solo discute la transizione ecologica necessaria per Avellino, ma si pone come catalizzatore per una trasformazione che sia equa, democratica e rapida. Circa 150 cittadini, coinvolte attivamente nei laboratori, hanno contribuito con idee e proposte che mirano a non lasciare nessuno indietro, garantendo una distribuzione equa dei costi e dei benefici, e incentivando una partecipazione attiva e inclusiva. Le proposte contenute nel documento riflettono l'impegno del Circolo e delle reti di cui fa parte verso una gestione ambientale e sociale sostenibile di Avellino, ponendo le basi per le future politiche che saranno discusse in vista delle prossime elezioni amministrative. "Invitiamo le candidate e i candidati alla carica di Sindaco a partecipare all’iniziativa in modo da conoscere le proposte di Legambiente Avellino per la città così da considerarle attentamente e sottoscriverle". "È essenziale che i candidati e le candidate si impegnino a realizzare politiche ambientali e sociali efficaci, sottoscrivendo un contratto per il clima che rispecchi l'urgenza delle sfide attuali, coerentemente con la dichiarazione di emergenza climatica già approvata negli anni scorsi ma mai attuata", conclude il documento di Legambiente.

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AVELLINO NEWS Avellino, resta ai domiciliari l'ex sindaco Gianluca Festa Confermata la misura dai giudici dell'VIII sezione del tribunale del Riesame di Napoli

8 Maggio 2024, 09:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

AVELLINO NEWS Avellino, resta ai domiciliari l'ex sindaco Gianluca Festa Confermata la misura dai giudici dell'VIII sezione del tribunale del Riesame di Napoli

INSERITO ANGELA CECERE Avellino. Resta ai domiciliari l'ex sindaco di Avellino, Gianluca Festa. I giudici dell'VIII sezione del tribunale dei Riesame hanno confermato la misura emessa dal gip del tribunale di Avellino, Giulio Argenio. Rigettata dunque l’istanza di annullamento della misura presentata dalla difesa dell’ex primo cittadino, Gianluca Festa, rappresentata dai penalisti Luigi Petrillo e Concetta Mari, che all’attenzione dei magistrati del Tribunale della Libertà aveva depositato una memoria di cinquanta pagine. Le motivazioni della conferma della misura non sono ancora note, saranno pubblicate tra trenta giorni. Annullata la misura per Guerriero e Smiraglia Intanto, ieri, è stata annullata la misura degli arresti domiciliari per l'architetto Fabio Guerriero. I giudici dell'VIII sezione del tribunale del Riesame di Napoli hanno accolto le istanze avanzate dai legali Nicola Quatrano e Marino Capone. I giudici partenopei non hanno ravvisato le esigenze cautelari per l'architetto finito ai domiciliari lo scorso 18 aprile dopo che il gip Giulio Argenio aveva firmato un'ordinanza cautelare per lui, per l'ex sindaco e per l'ex dirigente comunale Filomena Smiraglia (attualmente sottoposta all'interdizione dai pubblici uffici per un anno).  I legali avevano incentrato il ricorso sull'insussistenza della rivelazione del segreto d'ufficio in quanto né Guerriero né M.C. (indagata a piede libero) erano pubblici ufficiali, a differenza invece, del sindaco Festa. Le accuse I tre sono accusati - a vario titolo - di depistaggio, frode, turbata libertà degli incanti, falso in atto pubblico e corruzione. Guerriero era finito ai domiciliari per la vicenda del concorso per funzionario tecnico D1 indetto dal comune di Avellino. Nuovi atti in Procura La Procura di Avellino aveva depositato nuovi atti all’attenzione dei giudici del Tribunale del Riesame. Il pm Vincenzo Toscano aveva infatti aggiunto agli atti già a disposizione del Tribunale del Riesame, anche una nuova informativa redatta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino e dalla polizia giudiziaria della Guardia di Finanza, legata probabilmente alle attività di riscontro rispetto alle dichiarazioni rese durante l'interrogatorio di garanzia dall’ ex primo cittadino.

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AVELLINO NEWS Inchiesta Dolce Vita, torna in libertà l'architetto Fabio Guerriero Attesa la decisione per l'ex sindaco Gianluca Festa

7 Maggio 2024, 09:58am

Pubblicato da Miki Pappacoda

inchiesta dolce vita torna in liberta l architetto fabio guerriero

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. E' stata annullata la misura degli arresti domiciliari per l'architetto Fabio Guerriero. A deciderlo i giudici dell'VIII sezione del tribunale del Riesame di Napoli che hanno accolto le istanze avanzate dai legali Nicola Quatrano e Marino Capone. I giudici partenopei non hanno ravvisato le esigenze cautelari per l'archietto finito ai domiciliari lo scorso 18 aprile dopo che il gip Giulio Argenio aveva firmato un'ordinanza cautelare per lui, per l'ex sindaco e per l'ex dirigente comunale Filomena Smiraglia (attualmente sottoposta all'interdizione dai pubblici uffici per un anno). I legali avevano incentrato il ricorso sull'insussistenza della rivelazione del segreto d'ufficio in quanto nè Guerriero nè M.C. (indagata a piede libero) erano pubblici ufficiali. Le accuse I tre sono accusati - a vario titolo - di depistaggio, frode, turbata libertà degli incanti, falso in atto pubblico e corruzione. Guerriero era finito ai domiciliari per la vicenda del concorso per funzionario tecnico D1 indetto dal comune di Avellino. di Paola Iandolo OTTOPAGINE

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AVELLINO NEWS Acli Terra: Necessario piano strategico nazionale di contenimento cinghiali "Ci uniamo all’appello di Coldiretti e Confagricoltura per un’azione risoluta del governo"

3 Maggio 2024, 09:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

AVELLINO NEWS Acli Terra: Necessario piano strategico nazionale di contenimento cinghiali "Ci uniamo all’appello di Coldiretti e Confagricoltura per un’azione risoluta del governo"

INSERITO DA ANGELA CECERE L'intervento del presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta Avellino. “Arrivano dati allarmanti sulla questione cinghiali ed il sovrappopolamento di questi ungulati. Vigneti, uliveti, campi di mais e cereali, coltivazioni di girasole o ortaggi: è lunga la lista della razzia compiuta dalla fauna selvatica incontrollata nelle campagne, che vede al primo posto i cinghiali che hanno raggiunto i 2,3 milioni di esemplari sul territorio nazionale. Un'emergenza che provoca danni enormi all'agricoltura - un comparto riconosciuto come eccelso per il Made in Italy - che subisce una continua devastazione, ma anche per la più eclatante questione sicurezza dei cittadini nei centri urbani” Così il Presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta.  Duecento milioni di euro di danni solo nell'ultimo anno all'agricoltura italiana, che rappresenta un vanto nazionale, ma non protetta a sufficienza: la Puglia, con oltre 30 milioni di euro e 250 mila cinghiali, e la Toscana, con oltre 20 milioni di euro, di cui l'80% a causa dei 200 mila cinghiali, sono le regioni che hanno pagato di più per la presenza di questi ungulati. Nel Lazio, i danni stimati dai soli cinghiali superano i 10 milioni di euro e in alcuni casi riguardano anche l’80% del raccolto. Oltre 10 milioni di euro sono i danni stimati in Calabria, secondo i dati diffusi dai colleghi di Coldiretti. Situazione drammatica in Campania dove soprattutto nelle aree interne la situazione risulta essere incontrollabile. Un ulteriore elemento drammatico è che l’unico fenomeno che incide sulla limitazione della crescita esponenziale è la peste suina africana, che è pericolosissima per i nostri allevamenti dei suini, che vedono impegnati circa 100.000 lavoratori.  Inoltre, nessun territorio regionale è immune dal problema e, purtroppo, le stesse Regioni sono in difficoltà con l’erogazione dei risarcimenti, che arrivano dopo anni e con valori inferiori ai danni reali.  “Dinanzi a questa situazione emergenziale - sottolinea il presidente dell’associazione professionale agricola aclista, Tavoletta -, ci uniamo, quindi, agli appelli di Coldiretti e di Confagricoltura nell’auspicare piani straordinari di contenimento, chiedendo al Governo, e specificamente ai Ministeri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, una strategia nazionale per incidere efficacemente. Oggi tanti agricoltori stanno usando risorse proprie per costruire barriere difensive e ciò incide ancora una volta sui costi della produzione agricola”. 

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AVELLINO NEWS Il ritorno degli antenati nella smarrita Avellino La città alla ricerca di candidati, possibilmente portatori di voti, in un infinito gioco dell'oca

2 Maggio 2024, 09:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

AVELLINO NEWS Il ritorno degli antenati nella smarrita Avellino La città alla ricerca di candidati, possibilmente portatori di voti, in un infinito gioco dell'oca

INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. «Ad Atripalda, terra d’Irpinia, per esempio, vi è un tizio che risulta iscritto a tre partiti (quello d’Azione qui non è in causa) e nessuno di essi ha finora avuto il pudore di espellerlo». Guido Dorso, Trasformismo sempre vivo, in “L’Azione” di Napoli del 10 agosto 1945. La drammatica quanto variopinta situazione avellinese di queste settimane preelettorali, tanto per usare un termine caro a Machiavelli e a De Sanctis, situazione appunto, ci sollecita ad un richiamo storico non privo di qualche non remotissima analogia con l’oggi. La domenica del 5 novembre 1944, al teatro Giordano di Avellino, il conte Nicolò Carandini, ministro senza portafoglio del secondo governo Bonomi, ripropose ad una platea che faticosamente si riabilitava all’uso della libertà dopo un ventennio di dittatura fascista il programma del neo-liberalismo italiano, “autonominato custode della libertà”. Tra il pubblico vi era ad ascoltarlo, con il suo volto ironico ed elegante, Guido Dorso, che cinque giorni dopo, il 10 novembre, invitato dalla “Voce” di Napoli, pubblicava un lucido quanto severissimo resoconto del discorso di Carandini. L’articolo, raccolto nella silloge L’occasione storica, edita postuma da Einaudi nel 1949, esprimeva la radicale critica dorsiana, già anticipata nei mesi precedenti nelle prime collaborazioni al settimanale “L’Azione”, alla vecchia classe dirigente liberale, avviando l’analisi da una ancora interessante e attuale premessa ossia che la dottrina meridionalistica “da vent’anni, ha una cellula, modernamente informata e politicamente all’avanguardia, proprio in Avellino, dove, prima che altrove e con maggiore intensità, è stato fatto il processo allo Stato storico ed alla decrepita classe politica meridionale”. Gli avellinesi, consapevolmente curiosi, attendevano dall’oratore una lettura in profondità della Questione meridionale mentre, delusi, avevano dovuto ascoltare il solito richiamo all’abusata “derivazione che il Mezzogiorno è la riserva della saggezza politica italiana”. Nella sua ricostruzione Dorso accusava i partiti e i suoi esponenti - radicali, democratici, liberali e demo-liberali - di aver contribuito, con l’aiuto del “loro sterminato seguito di mestatori e di corruttori”, ad alimentare “l’immobilità politico-sociale del paese”. Senza tentennamenti, il nostro meridionalista poteva affermare che “nel Mezzogiorno vi è un cadavere che ammorba l’aria col suo fetore, ed è la classe politica meridionale”. Di questo intervento ci ha sempre colpito il richiamo ad un’Avellino che accoglieva tra le sue vie, i suoi caffè e i suoi palazzi “una cellula, modernamente informata e politicamente all’avanguardia”. Una città abitata certo da tanti cittadini conformisti e “saggi”, ma comunque animata da una élite aggiornata, intellettualmente rivoluzionaria, capace di raffinate analisi sulla realtà del tempo nonostante l’occhiuto controllo degli organi repressivi del governo locale in camicia nera. Dopo ottant’anni cosa resta di quella eredità? Dopo ottant’anni come si pensa di affrontare la modernizzazione e le grandi trasformazioni in corso?  Già, le trasformazioni non i trasformismi che hanno caratterizzato quest’ultimo amaro trentennio. Eppure gli antenati, coloro che nel lessico dorsiano si oppongono ad ogni concreta rivoluzione e moralizzazione della vita pubblica, ostacolando le nuove forze culturali e civili, si sono autonominati garanti della Verità, della Legalità e della Democrazia. Mentre l’Avellino smarrita affonda nelle sue sterminate contraddizioni, Destra e Sinistra, termini questi usati con voluta superficialità lessicale in un contesto dominato dall’indistinto, affrontano dilemmi amletici su chi scommettere. A volte qualunquista e familista, la città prova a rintracciare candidati, possibilmente portatori di voti con la vocazione al libero scambio, mescolando storie, provenienze, profili, come in un infinito, inverecondo, gioco dell’oca. Signori degni di figurare tra i personaggi del folgorante e beffardo testo teatrale L’onorevole di Leonardo Sciascia, si affannano a rivendicare la propria intransigenza in un paesaggio di rovine, che si lascia mollemente intridere da compromessi, cedimenti, tradimenti. In queste ore apprendiamo che qualcuno continua a richiedere al regnante salernitano e alla sua corte familiare bolli a secco che potrebbero gareggiare con quelli emessi dalla Repubblica di San Marino per turisti e bagnanti domenicali. Sia il centrodestra, un insieme di porte girevoli senza entrate che per mentalità non coglie il favore del vento, che il centro che sciaborda verso sinistra, si aggirano con l’appetito delle iene intorno al disfatto patrimonio elettorale delle liste civiche. A proposito. Siamo del tutto convinti che quei voti possano essere recuperati alla causa del tanto urlato, furbesco bisogno di Rinnovamento? Di un cambiamento sempre più richiesto dal ringalluzzito esercito di antenati, ricomparsi come fiori nel deserto dopo la rovinosa, per molti aspetti, drammatica e impietosa caduta di colui che uscì vittorioso dalla competizione del 2019? Potremmo avere mirabolanti sorprese se le truppe in rotta scegliessero intelligentemente di riorganizzarsi e raccogliersi intorno a nomi nuovi, ad outsider che, pur non figurando nel Canape avellinese tra i favoriti, inaspettatamente, andrebbero a sollecitare le più segrete attese o delusioni di tanti. Manzoni nella Storia della colonna infame invocava un tribunale della coscienza, Avellino, più modestamente, richiede un ricambio autentico sul piano politico e civile, per poter auspicare finalmente lo sgretolamento di un sistema complesso, articolato, un Boss system come lo classificherebbe Percy Allum, che storicamente genera corruzione, organizza clientele, produce trasformismo.

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AVELLINO NEWS "Pochi agenti, carcere sovraffollato: a Bellizzi la situazione è esplosiva" L'ispezione di ieri di Moretti

30 Aprile 2024, 09:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 AVELLINO NEWS "Pochi agenti, carcere sovraffollato: a Bellizzi la situazione è esplosiva" L'ispezione di ieri di Moretti

INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Carenza di organico "abnorme", "grave sovraffollamento", "ambienti di lavoro insalubri" e "quasi totale assenza di automazione": è quanto l'Uspp ha rilevato nel corso di una visita effettuata ieri da una delegazione guidata dal presidente Giuseppe Moretti nella casa circondariale avellinese di Bellizzi. Si tratta di elementi, spiega Moretti, che "fanno da corredo a una situazione a dir poco esplosiva, dove ogni minima criticità è fonte di eventi difficilmente controllabili dagli uomini che svolgono servizio nell'istituto con un carico di lavoro sovra umano". "A questo - sottolinea Moretti - va aggiunta l'inadeguatezza del servizio sanitario che viene svolto con una rotazione addirittura mensile dei medici della Asl e senza supporto di esperti psichiatrici, così che gli agenti debbono supplire a tali carenze rischiando giornalmente aggressioni e continue provocazioni e angherie messe in atto da detenuti con tali patologie, in un clima di tensione totale". "Il senso di disagio che abbiamo registrato incontrando il personale - dice ancora il presidente dell'Uspp - anche nell'assemblea che è seguita alla visita, ci impone non una mera segnalazione scritta di quanto emerso, ma l'impegno di portare all'attenzione del vertice dipartimentale nonché di quello politico ed in particolare del sottosegretario Delmastro, le condizioni in cui operano gli agenti che non sono affatto dignitose e che subiscono una forte compressione anche dei diritti contrattuali, fatto che vale anche per quanto riguarda l'attività svolta dal locale nucleo di traduzione e piantonamento che spesso deve fare servizi che sarebbero evitabili se funzionasse meglio la macchina sanitaria". 

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AVELLINO NEWS Avellino, centro destra in confusione. Contattato Enzo Venezia: "No, grazie" Autorevoli esponenti della coalizione hanno chiesto all'ex sindaco Dc di candidarsi, lui ha detto no

26 Aprile 2024, 09:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

AVELLINO NEWS Avellino, centro destra in confusione. Contattato Enzo Venezia: "No, grazie" Autorevoli esponenti della coalizione hanno chiesto all'ex sindaco Dc di candidarsi, lui ha detto no

INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Sono talmente confuse le idee nel centro destra avellinese che nella disperata ricerca di un candidato sindaco autorevole c'è chi ha pensato persino a Enzo Venezia, popolarissimo sindaco della città negli anni Ottanta. Lui, che da ex democristiano, è poi confluito nel partito democratico, si è sentito gratificato dall'interesse mostrato nei suoi confronti ma ha chiaramente risposto: "No grazie". Enzo Venezia è stato sindaco di Avellino dal 1983 al 1989, negli anni d'oro del calcio e della politica avellinese. Erano gli anni difficili del dopoterremoto quando iniziarono ad arrivare anche i fondi per la ricostruzione. E mai nessun sospetto o accusa ha infangato il suo percorso che è stato corretto e trasparente. Non era facile. Poi, però, la Dc lo fece fuori solo perché ebbe l'ardire nella sua seconda campagna elettorale di prendere più preferenze del capolista del partito, che all'epoca era Nicola Mancino. Uno sgarbo che gli costò caro e che ha finito per compromettere anche la sua carriera politica. Ma ora non è il caso di tirarlo per la giacchetta...

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