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AVELLINO NEWS Beve candeggina e ingoia lamette in carcere, 28enne trasferito al Moscati Il caso di un detenuto psichiatrico ad Ariano Irpino, il trasferimento ad Avellino ad Avellino

18 Aprile 2024, 10:30am

Pubblicato da Miki Pappacoda

AVELLINO NEWS Beve candeggina e ingoia lamette in carcere, 28enne trasferito al Moscati Il caso di un detenuto psichiatrico ad Ariano Irpino, il trasferimento ad Avellino ad Avellino

INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Un detenuto della Seconda Sezione con problemi di natura psichiatrica sembrerebbe abbia bevuto della candeggina e ingoiato delle lamette, con successivo immediato invio al pronto soccorso di Avellino dove ha continuato a causare ulteriori difficoltà. A darne notizia Stefano Sorice Segretario Locale UILPA Polizia Penitenziaria Ariano Irpino. È accaduto nella serata di ieri, il soggetto in questione più volte è stato segnalato proprio per i comportamenti posti in essere che, da quando ha fatto ingresso nell’istituto arianese, costantemente sono causa di turbamento dell’ordine e della sicurezza Questa Organizzazione Sindacale ha denunciato in maniera assidua le problematiche legate all’incompatibilità dei detenuti con problemi di natura psichiatrica in un contesto come quello del carcere. La chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e l’istituzione delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza si sono rivelate assolutamente insufficienti, sia sotto il profilo concettuale sia sotto quello strutturale e quantitativo e, intanto, questa tipologia di detenuti viene lasciata alla gestione dell’esiguo numerico di Poliziotti Penitenziari non formati né giuridicamente deputati a trattare efficacemente tali soggetti. Nonostante la nostra continua richiesta a gran voce di un immediato intervento dei vertici dell’amministrazione penitenziaria, ancora non si vede uno spiraglio tantomeno un accenno di interesse. La C.C. di Ariano non dispone di presidi psichiatrici, di esperti nè di sezioni dedicate al trattamento di tale detenuto e, di conseguenza, nel tentativo di affrontare le consuete criticità causate dallo stesso talvolta si rischia che vengano trascurate eventuali esigenze di altri reclusi aumentando, non di poco, il carico di lavoro del poliziotto penitenziario.

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