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TOSCANA NEWS Quando Angelo Scola “frustava” i politici dal pulpito di Grosseto

13 Febbraio 2013, 11:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Allievo di don Giussani, il favorito alla successione cominciò la sua ascesa da vescovo in Maremma GROSSETO. Alessandro Antichi se le ricorda ancora le parole di Giovanni Paolo II quando in occasione del pellegrinaggio della diocesi di Grosseto si recò a Roma. Lui era sindaco di Grosseto e alle spalle aveva una formazione da terziario francescano. «Quando gli venni presentato come sindaco di Grosseto, si scosse dal torpore, era già malato, e disse: “Grosseto? Ah, la città di Scola”». In realtà Angelo Scola, cardinale di Milano e candidato numero uno alla sostituzione di papa Benedetto XVI, è nativo di Malgrade, diocesi di Milano, e vanta una famiglia socialista, anche se poi lui ha fatto una carriera ecclesiastica tutta nel segno di Comunione e Liberazione. Ma Grosseto è una tappa fondamentale nella sua esperienza di prelato. Anche se in Maremma è stato solo quattro anni, dal 1991 al 1995. Aveva 50 anni quando approdò a Grosseto. E il suo attivismo, tipico del ciellismo, diede una scossa ad una diocesi sonnecchiosa. Abituati agli inchini e agli incensi, i politici maremmani si ritrovarono un vescovo che li sfidava sul campo dei valori. Dimostrò subito un grande interesse per la città e ogni anno, per la festa di San Pietro e Paolo apostoli, iniziò a tenere omelie per i politici. Che spesso erano delle vere e proprie scudisciate. Fondò anche un centro di cultura politica intitolato a Ildebrando di Soana, divenuto poi Gregorio VII, il papa che obbligò l'imperatore a genuflettersi a Canossa. Ecco un indizio importante di quello che potrebbe fare Scola se eletto papa. Rifarsi al riformismo di Gregorio VII per affermare in una società sempre più secolarizzata il segno vistoso della presenza di Dio. In nome di una Chiesa che non è altro rispetto al potere politico ma rispetto ad esso esprimere preminenza. Il protagonismo e la profondità culturale di Scola contribuirono - seppure indirettamente - a far crollare il dominio politico della sinistra. «Scola ha saputo dare una scossa civica a Grosseto. Ha avuto il merito di creare un nuovo clima culturale, spronando i cittadini ad impegnarsi per il bene comune. Anch’io ricordo che decisi di impegnarmi in politica in seguito all'impulso che Scola seppe dare alla coscienza civica dei grossetani. Per certi aspetti la mia vittoria è figlia del nuovo clima culturale e civile suscitato dall'attuale cardinale di Milano», sostiene l’ex sindaco di Grosseto. I grossetani lo ricordano come un tipo freddo, che sta sulle sue, che dà soggezione, ma è solo una maschera lombarda. «A Pasqua e Natale mi arrivano sempre le sue cartoline e un giorno che ero in crisi gli telefonai per chiedere un incontro. Lui mi dedicò un pomeriggio intero», dice un sacerdote grossetano

FONTE IL TIRRENO

13 FEBBRAIO 2013

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TOSCANA NEWS LIVORNO Assalto alla Prefettura, il giudice accusa gli antagonisti e critica la polizia

13 Febbraio 2013, 11:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Nell’ordinanza che riguarda i 36 indagati il gip definisce i «manifestanti violenti», ma ci sono ombre «sulla gestione dell’ordine pubblico: uso inappropriato del manganello» LIVORNO. Dietro all’assalto «premeditato» alla Prefettura del 2 dicembre al termine del corteo non autorizzato dal gruppo antagonista dell’Ex Caserma del Fante c’era «la precisa volontà di compiere un’azione che non escludeva minimamente la possibilità di far uso di mezzi violenti tramite la quale offrire una plateale dimostrazione pubblica della capacità del movimento di saper fronteggiare, senza timore alcuno, ed addirittura sopraffare, le autorità preposte alla tutela dell’ordine pubblico».Ma dai filmati che riguardano la manifestazione, anche questa non autorizzata, del giorno precedente in piazza Cavour, emergono «dubbi sulle modalità di gestione dell’ordine pubblico». E in particolare «emerge, assai nitidamente, l’uso a dir poco inappropriato del manganello nei confronti di Palmina Federico», madre di uno dei manifestanti. VIDEO Scontri in piazza Cavour - L'assalto alla Prefettura È questo il cuore dell’ordinanza firmata dal giudice Giovanni Zucconi a carico delle 36 persone indagate per i disordini avvenuti in città tra il 30 novembre durante il comizio del leader del Pd Pierluigi Bersani alla stazione marittima e culminati, 48 ore più tardi, con le offese, le aggressioni (furono una decina gli agenti feriti ndr), e il lancio di «bombe carta, transenne di ferro, mattoni, sacchi di sabbia e tubi metallici» verso il palazzo del Governo. L’accusa nei confronti dei principali otto indagati, tra i quali il leader dell’Ex Caserma Giovanni Ceraolo, 31 anni, è quella di lesioni, resistenza aggravata, minacce e oltraggio. Per tutti quanti la Procura è pronta a chiedere il giudizio immediato «per gli evidenti indizi di colpevolezza». Un capitolo a parte riguarda Giovanni Ceraolo, considerato il portavoce e dunque il leader dell’ex Caserma del Fante. A lui vengono contestati il maggior numero di reati: dalla resistenza aggravata alla violenza, fino alle minacce a pubblico ufficiale, lesioni e soprattutto gli inquirenti hanno riconosciuto in lui l’organizzatore della manifestazione non autorizzata. Scrive di lui il giudice nelle conclusioni dell’ordinanza. «Nella sua veste di promotore, di guida del corteo, il chiaro incitamento con frasi scandite al megafono. E mentre era in corso il lancio di oggetti contro la Prefettura urlava frasi: “Questa è la risposta alla polizia di Livorno”. Nonché la palese omissione di qualsivoglia indicazione tesa a frenare gli impulsi più violenti del gruppo di facinorosi impegnati nell’aggressione ai poliziotti, ne delineano la figura quanto meno di concorrente morale dei reati in esame»

FONTE IL TIRRENO

13 FEBBRAIO 2013

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE PALERMO CALCIO Rios-Lo Monaco, botta e risposta al veleno «Mi emarginava», «Non era un professionista»

13 Febbraio 2013, 11:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/13/rios_affiancato--180x140.jpg?v=20130213102315INSERITO DA MICCHELE PAPPACODA Il centrocampista uruguayano: «Mi costringeva a cambiarmi in uno spogliatoio diverso». L’ex ad: «Fesserie» PALERMO – Emarginato, costretto a cambiarsi in uno spogliatoio diverso da quello della prima squadra, fuori rosa, anche se non ufficialmente. Sono stati mesi di inferno vissuti da Egidio Arevalo Rios. A causa di un unico responsabile, rivela il centrocampista uruguayano del Palermo: l’ormai amministratore delegato rosanero Pietro Lo Monaco. AdessoE Arevalo Rios ha ritrovato il sorriso e anche il posto in squadra, visto che ha giocato titolare nella prima uscita dei rosa con Malesani in panchina. Ora che il “nemico” è lontano, Arevalo Rios è tornato a parlare con la stampa, per fornire la propria versione dei fatti. «Non ho mai capito – chiarisce – perché dopo l’arrivo di Lo Monaco sia cambiato tutto. Con lui avrò forse parlato una volta, ma non è successo niente di particolare, poi Lo Monaco mi ha emarginato. Quando sono tornato a Palermo dopo le vacanze natalizie addirittura mi sono ritrovato in uno spogliatoio a parte. Avevo avvisato regolarmente il presidente e l’allenatore del mio ritardo, c’era una trattativa in corso con un club messicano, ma poi la situazione è sfumata. Di ritorno a Palermo ho chiesto il motivo dello spogliatoio separato e mi hanno risposto che l’aveva deciso Lo Monaco. Non potevo neanche più rilasciare interviste, in tredici anni di carriera non mi era mai capitato qualcosa di simile. Sembrava più che altro un suo capriccio, anche perché poi mi allenavo regolarmente con la squadra». Il suo nome, tra dicembre e gennaio, era accostato a molte squadre messicane, ma anche all’Espanyol e agli argentini del Boca Juniors. «Un mio addio al Palermo – precisa – non è stato mai ipotizzato da me o dal mio procuratore. L´unico a volerlo era Lo Monaco. Non avevo mai visto un direttore avere un peso così forte, anche di quello del presidente. Da quando è tornato Perinetti l’atmosfera della squadra è tornata più distesa e tranquilla, con Lo Monaco non era così». La replica di Pietro Lo Monaco è ferma. «Anziché raccontare fesserie – osserva l’ex ad – Rios pensi a rimboccarsi le maniche e faccia vedere quello che vale. Il Palermo lo sta ancora aspettando, lo ha acquistato per tre milioni di dollari e lo paga come nessun altro in squadra, eccetto Miccoli. Ha una grande responsabilità e deve contribuire a far risalire i rosa». Le vacanze di Natale molto più lunghe del previsto, per Lo Monaco, non erano autorizzate. «È rientrato – precisa – otto giorni dopo la data stabilita del 28 dicembre. A me non risulta che avesse avvertito, anzi ci ha pure fatto avere dei certificati medici. Mentre la squadra si allenava, lui metteva su Facebook le foto del capodanno festeggiato in Messico con la moglie. Gli ho sospeso gli emolumenti, l’ho multato e lo facevo cambiare in un altro spogliatoio, affinché capisse che non s’era comportato da professionista».

Salvatore Lo Iacono CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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TOSCANA NEWS Avvelenato dal gas rischia la paralisi

13 Febbraio 2013, 11:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6523198.1360709173!/httpImage/image._gen/derivatives/landscape_250/image.

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Gestore di un bagno si sente male di notte per una fuga di monossido dalla canna fumaria: ha una grave ischemia Sono tornati a casa dal Kenya e sono subito andati a dormire. Al risveglio, la mattina dopo, uno strano malore. Quindi la corsa in ospedale, con il sospetto che a scatenare quegli strani dolori all’addome e alla testa, fosse stato qualcosa mangiato, respirato, toccato in Africa. Invece il killer era il monossido di carbonio che ha invaso, silenzioso, le pareti di casa. Un cinquantenne livornese, Carlo Buonanni, gestore di uno stabilimento balneare di Tirrenia, è ora ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Livorno: non è in pericolo di vita, ma una ischemia cerebrale provocata dall’avvelenamento da gas, rischia di provocare danni permanenti, fino alla paralisi. Ci vorranno alcuni giorni per valutare con certezza gli effetti dell’ischemia. A causare la fuga di gas potrebbe essere stato il malfunzionamento della canna fumaria.

FONTE IL TIRRENO

13 FEBBRAIO 2013

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SEZ. SICILIA NEWS Terrasini, crolla Torre Toleda: «Lenta ecatombe della nostra storia»

13 Febbraio 2013, 11:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/13/Ruderi%20Torre%20Toleda--180x140.JPG?v=20130213102151INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si sbriciolano e crollano, una dopo l’altra, le antiche torri delle coste siciliane per incuria, abbandono, degrado PALERMO – Si sbriciolano e crollano, una dopo l’altra, le antiche torri delle coste siciliane per incuria, abbandono, degrado. Stessa sorte è toccata adesso alla Torre Toleda o Paternella, o ancora Balata per via della sua posizione nella pianura, una vera e propria “balata”, sulla costa alta, aspra e suggestiva di Terrasini, in provincia di Palermo. Era una torre di deputazione, una delle superbe architetture costruite a partire dal XVI secolo lungo tutto il perimetro dell’isola e dalla loro posizione, controllavano il mare e la costa. Ciò che rimane in piedi della Torre è difficile che resista ancora a lungo. Il crollo definitivo, in questo caso, è una questione di tempo. SICILIANTICA - La denuncia viene da SiciliAntica, che parla di “una lenta ecatombe. Un problema che investe l’intero territorio regionale: solo pochi sono i manufatti oggetto di interventi di recupero, la maggior parte di essi è stata consegnata di fatto all’inclemenza del tempo che passa e all’incuria più totale. E mentre ci si interroga sulle difficoltà di garantire anche alle future generazione la fruizione di queste testimonianze del passato della nostra isola, altre torri rischiano di obliarsi. Non esiste infatti un progetto complessivo volto alla salvaguardia e alla valorizzazione di queste singolari emergenze architettoniche mediante una loro rifunzionalizzazione di tipo culturale”. RECUPERO - “Le torri potrebbero essere ripensate come elementi strategici di una nuova organizzazione territoriale in quanto custodi dei significati originari del luogo, capaci di riattivare quel delicato equilibrio mare/uomo/entroterra. Devono prevedersi – propone SiciliAntica - interventi di restauro/riuso finalizzati alla rivitalizzazione della loro memoria storica attraverso un armonioso rapporto con una nuova utilizzazione e, nell’ambito di un più complessivo recupero ambientale, mirati a riequilibrare i rapporti tra risorse del territorio e modi della sua utilizzazione. Lentamente e nel silenzio stiamo rischiando di veder scomparire un altro frammento di memoria storica di questa terra”.

Fonte Italpress valeria.cat@gmail.com 13 febbraio 2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS BRINDISI Malore durante la partita a calcetto, muore insegnante 49enne

13 Febbraio 2013, 10:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Si è accasciato durante la gara con gli amici Inutile la corsa in ospedale dove è arrivato morto BRINDISI - Un insegnante di 49 anni, Pietro Barile, è morto in seguito a un malore che lo ha colto mentre giocava a calcetto ieri pomeriggio insieme ad amici alla periferia di Brindisi, in contrada Montenegro. L'uomo, docente presso il liceo classico Marzolla della città si è accasciato mentre era in campo. Vani i soccorsi: a bordo di un'autoambulanza è stato trasportato all'ospedale Perrino di Brindisi, ma i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Barile insegnava italiano e latino, era sposato, aveva tre figli ed era appassionato di sport. Nel pomeriggio di oggi era sceso in campo insieme ad altri amatori, tra cui anche un medico. Inutili i tentativi di rianimarlo messi in atto dai compagni di gioco in attesa che arrivassero i sanitari del 118. Quando Barile è giunto in ospedale per lui non c'erano già più speranze.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

13 FEBBRAIO 2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS FOGGIA Vandali di nuovo in azione: scritta spray sulla Cattedrale

13 Febbraio 2013, 10:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/13/scritte--180x140.JPG?v=20130213103925

 

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Dopo i danni in piazza Giordano. Si visionano i filmati FOGGIA - Ancora un atto vandalico a Foggia. Dopo piazza Giordano tocca alla cattedrale, rimessa a nuovo da poco. Qualcuno armato di bomboletta spray ha imbrattato il basamento della colonna di uno degli ingressi secondari della chiesa madre dedicata alla Beata Maria Vergine Assunta in Cielo. «Sbirri di m» la scritta indirizzata - con tutta evidenza - alle forze dell’ordine; forse a quelle stesse pattuglie, composte anche da militari dell’Esercito, che ogni sera controllano le zone centrali della città, compresa piazza Duomo. Così un altro simbolo del capoluogo viene bistrattato e danneggiato da balordi. Nel tardo pomeriggio di domenica era toccato al fiocco in ghisa del complesso monumentale dedicato a Umberto Giordano, nella omonima piazza. Un ornamento divelto, abbandonato e poi trovato da alcuni agenti della polizia municipale. Dunque, dopo lo slargo intitolato al musicista i vandali si sono «dedicati» alla chiesa principale della città, liberata dalle impalcature il 13 agosto 2012, dopo ben sette anni di restauro. Non è escluso che gli investigatori possano visionare le immagini delle telecamere del servizio di videosorveglianza, installate nel centro storico alla ricerca di qualche elemento utile per poter identificare l’autore della scritta. Anche se, pure questa volta, viene da chiedersi come è possibile che qualcuno possa aver imbrattato il muro della cattedrale senza che nessuno se ne sia accorto. Il duomo non si trova in una zona periferica e poco illuminata, ma in pieno centro dove si svolge la movida della città. Intanto per ribadire che «un’altra Foggia è possibile» il Gruppo Amici della Domenica si incontrerà in piazza Giordano, domenica prossima, per una performance di scrittura estemporanea.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

13 FEBBRAIO 2013

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SEZ.SICILIA NEWS A SANTA VENERINA, A DIECI ANNI DAL SISMA C’è ancora la “chiesa-tenda”: il tempio del '700 resta chiuso

13 Febbraio 2013, 10:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

PROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA CATANIA – Dieci anni e quelle porte sono ancora sbarrate. Il sisma che il 29 ottobre del 2002 sconvolse Santa Venerina non ha lasciato segni profondi solo nel patrimonio abitativo della città, visto che la ricostruzione non è ancora del tutto completata, ma ha inciso solchi anche nelle attività quotidiane e sociali della comunità. La settecentesca chiesa parrocchiale di Bongiardo, chiusa da oltre dieci anni, non è solo un luogo di culto ma anche un patrimonio artistico e architettonico del paese. In questi ultimi due lustri è stata realizzata soltanto la messa in sicurezza dell'edificio, ma ci vorrà ancora un milione e mezzo di euro per riaprire la chiesa.

 

Santa Venerina, odissea che dura da dieci anni

 

 

IL MANIFESTO DI DENUNCIA - In occasione del decennale del terremoto sulla facciata della chiesa è stato esposto un manifesto di denuncia contro le istituzioni, colpevoli, secondo la comunità, di aver abbandonato i cittadini. “Abbiamo pensato di organizzare una protesta – ha spiegato padre Antonello Russo, parroco di Bongiardo – perché siamo stati sommersi dalle promesse non mantenute. Fino a qualche mese fa ci avevano assicurato che entro dicembre ci sarebbero state delle novità, invece la situazione è ancora in stallo”. Così tra conferenze di servizio, cifre stanziate e non giunte a destinazione, appalti mai avviati, riunioni periodiche alla Protezione civile, sono trascorsi due lustri e, ad esclusione della messa in sicurezza, l'edificio è praticamente fermo all'anno zero. CHIESA-TENDA - Al mistero di questi fondi si aggiunge l'attuale situazione della chiesa tenda, che avrebbe dovuto avere funzione di alternativa temporanea in attesa del ripristino della vecchia parrocchia. La struttura, che si trova in uno stato fatiscente, è inadeguata a svolgere la sua funzione. “Ormai – ha spiegato padre Antonello – non ci sono più neppure i servizi igienici”. Un problema che si condivide con la comunità di Sacro Cuore, dove c'è l'altro edificio colpito dal sisma del 2002 e ancora chiuso al culto. In questo caso i lavori, seppur in maniera altalenante, hanno avuto un loro percorso. I ritardi, però, non sono mancati. La data di riapertura al culto, fissata in un primo momento per gennaio 2012, è già abbondantemente saltata.

Rosario Battiato CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

13 febbraio 2013

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CAMPANIA NEWS Lanciano uova e oggetti contro i bus: vetri rotti, due feriti

13 Febbraio 2013, 10:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/13/uova470_3--180x140.jpg?v=20130213102055

PROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA iugliano, insensati festeggiamenti per il Carnevale Preso di mira un bus della Ctp: frantumati alcuni finestrini. I carabinieri stanno identificando gli autori NAPOLI - Due persone sono rimaste ferite in conseguenza del lancio di uova e oggetti contro un autobus nel Napoletano durante i festeggiamenti per il Carnevale. I carabinieri della stazione di Giugliano sono intervenuti in via fratelli Maristi dove alcuni giovani avevano lanciato uova e bombolette contro un autobus di linea della Ctp in transito causando la rottura dei vetri di diversi finestrini. Due passeggeri, una 53enne di Villaricca e un 44enne di Napoli sono stati colpiti da schegge di vetri in frantumi. I malcapitati sono ricorsi a cure mediche all'ospedale san Giuliano ove i medici hanno loro diagnosticato lesioni guaribili in 7 e 10 giorni per ferite multiple e lesione al cuoio capelluto. I carabinieri hanno avviate investigazioni per risalire all'identità degli autori del gesto vandalico.

CORRIERE EL MEZZOGIORNO 13 febbraio 2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS FOGGIA Asilo agli Ospedali Riuniti dopo la firma c'è l'appalto

13 Febbraio 2013, 10:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/02/13/ospedali--180x140.JPG?v=20130213104055

 

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Moretti e Gentile illustrano l'opera nel dettaglio Con i fondi Fesr un nido per 40 figli dipendenti Policlinico FOGGIA - Un asilo nido, completamente finanziato da fondi Fesr, sorgerà all’interno dell’area ospedaliera e sarà al servizio di quei genitori che lavorano agli Ospedali Riuniti. Un nido aziendale, in pratica, il primo a sorgere nella città di Foggia e che potrà ospitare 40 bambini. La struttura avrà orari flessibili che copriranno l’intera giornata. Ieri è stato firmato il disciplinare tra il direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria, Tommaso Moretti, e l’assessore regionale al Welfare, Elena Gentile. Il progetto esecutivo finanziato con un milione e 300mila euro è pronto ed è stato approvato a settembre. La firma dell’accordo consente ora di bandire la gara d’appalto europea. I lavori, dal momento in cui l’opera sarà appaltata, dovranno durare sette mesi. All’inizio del 2014 l’opera, di cui sono stati mostrati dei bozzetti nel corso dell’incontro di ieri, deve essere consegnata e messa in funzione. L’appalto potrà slittare al massimo sei mesi; poi i finanziamenti saranno revocati. L’edificio, ad un piano e di forma circolare, con una superficie di oltre 600 metri quadrati, sorgerà alle spalle del plesso «maternità», dove attualmente si trova una pineta. Sarà circondato da un’area verde di oltre 1400 metri quadrati. La struttura è stata concepita con una corte centrale sulla quale si apriranno sia le tre sezioni dedicate ai lattanti, divezzi e semidivezzi che gli altri settori come la cucina e lo spazio per la nanna. Il progetto prevede che la zona notte sia creata nella parte dell’edificio meno luminosa. L’asilo aziendale degli Ospedali Riuniti sarà accessibile dall’ingresso di via Pinto. Prevista l’assunzione di 10 puericultrici. E su questo ieri, nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto, il direttore generale Moretti si è augurato che «sulla gestione speriamo di avere una mano dalla Regione». Volendo significare che la pianta organica dell’ospedale non potrà prevedere assunzioni di puericultrici. Ma stando a quanto hanno assicurato sia l’assessore regionale che la dirigente dell’assessorato al Welfare, Anna Maria Candela, «le rette che saranno pagate dalle famiglie sono calibrate per coprire la gestione e dunque anche i contratti di lavoro». Sono tante le donne che quotidianamente in reparto, nei laboratori diagnostici, negli uffici lavorano al policlinico. Su 1821 dipendenti, 1020 sono donne e il 26 per cento è sotto i quarant’anni. Fermo restando che la possibilità di poter usufruire di un asilo nido nello stesso luogo di lavoro non è un’esigenza squisitamente delle donne; soprattutto quando, come in un ospedale, la giornata è scandita da turni, urgenze ed emergenze la possibilità di conciliare i tempi della famiglia con quelli del lavoro è un traguardo importante. Una preoccupazione sottolineata sia dall’assessore Gentile che dal direttore generale Moretti che sta alla base del progetto finanziato con gli ultimi fondi Fesr. Nel corso della conferenza stampa è stata anche annunciata l’apertura a breve del centro per la sterilità, un centro pubblico destinato alle tante coppie che ricorrono alla fecondazione assistita.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

13 FEBBRAIO 2013

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