INSERITO DA ANGELA CECERE
ROMA - Il conclave si avvicina e con questo il toto-papa. e quotazioni dei papabili, allo stato attuale, sono quattro: il franco canadese Ouellet, l’ungherese Erdo, il brasiliano Scherer e l’italiano Scola. Nel frattempo, visto che è vacante non solo la Sede ma pure la carica di Segretario di Stato, si fanno ipotesi su chi potrebbe essere il successore di Bertone. Niente di vincolante, tanto deciderà il prossimo Papa, ma dai pourparler si misurano gli umori interni al collegio cardinalizio. Il nome che ricorre con maggiore frequenza è quello di monsignor Carlo Maria Viganò, attuale nunzio degli Usa, ex segretario del Governatorato, allontanato l’anno scorso dopo aver denunciato al Papa gravi irregolarità nella gestione finanziaria della Santa Sede. Nel frattempo vengono messi a punto gli ultimi preparativi per la riunione dei vescovi, anche se la Cappella Sostina non è ancora stata chiusa al pubblico. MARTINS: "CHIUNQUE PUÓ ESSERE PAPA" Non si può prevedere chi sarà il nuovo Papa perchè «è lo Spirito Santo che guida i padri. I mass media non capiscono, non è come eleggere un presidente. La Chiesa non ha colori, nè bianco, nè giallo, nè nero, qualsiasi cardinale ha la medesima possibilità di essere eletto». Lo spiega in una intervista al Messaggero il cardinale portoghese Josè Saraiva Martins, prefetto emerito della Congregazione delle cause dei santi. Il porporato chiarisce che alle congregazioni generali, che inizieranno domani, «ognuno può prendere la parola e intervenire liberamente» e «c'è la massima libertà » di parlare di ogni argomento, e di chiedere chiarimenti, anche su Vatileaks: «Le congregazioni penso serviranno anche a questo, ma sarà un chiarimento fraterno». Ma «si individua il candidato solo dopo. Certo, prima ognuno ha la sua idea, ma poi piano piano, grazie al dibattito pre conclave diventa tutto chiaro e si fa sintesi con l'aiuto dello Spirito Santo». Si immagina il Conclave, sottolinea, come «una cosa esoterica e invece si vive in maniera serena un momento ecclesiale importantissimo. Non è un romanzo di Dan Brown, si riflette molto, ci si confronta, ognuno consapevole della responsabilità ».
FONTE LEGGO.IT
03 MARZO 2013