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CAMPANIA NEWS Napoli, l'affondo della Corte dei Conti: «Le Partecipate sono un vero cancro»

2 Marzo 2013, 15:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130302_5075939.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Dura analisi del procuratore regionale Cottone. Poi l'allarme di Giampaolino: «Il Sud rischia "desertificazione industriale"»NAPOLI - Per il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino rimane ferma la convinzione che «l'azione di riequilibrio dei conti pubblici non possa subire alcun allentamento, essendo una precondizione per le prospettive di rilancio dell'economia e della crescita». Giampaolino ne ha parlato intervenendo a Napoli all'inaugurazione dell'anno giudiziario della sezione campana della Corte dei Conti. Nel suo intervento fari puntati anche sul Mezzogiorno alla luce dei dati diffusi ieri dall'Istat: «Quelli emersi - ha detto - si muovono tutti in senso peggiorativo delle precedenti stime governative, tanto con riguardo alla recessione economica, quanto ai saldi dei conti pubblici e al rapporto tra debito e prodotto». «In questo quadro - ha sottolineato Giampaolino - particolarmente acuta è la sofferenza del Mezzogiorno, che meno di altre aree del Paese può contare sul sostegno delle esportazioni come elemento di attenuazione della caduta della domanda interna». In questo contesto, secondo Giampaolino, «si fa concreto il rischio di una "desertificazione industriale" che comprometterebbe le prospettive di futura ripresa del Mezzogiorno». Per questo per il presidente della Corte dei Conti è cruciale «e non può essere altrimenti, la realizzazione delle politiche che al Mezzogiorno sono dedicate, in specie attraverso l'utilizzo dei Fondi europei». Le partecipate. «Le società partecipate sono il vero cancro delle amministrazioni locali, un passato di cui non ci si riesce a liberare, con incarichi e consulenze dai compensi fuori mercato che non hanno prodotto niente». È l'impietosa analisi del procuratore regionale della Corte dei Conti della Campania, Tommaso Cottone, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Una circostanza che, anche quest'anno, è servita per puntare il dito contro sprechi e anomalie nella gestione della cosa pubblica in Campania. «L'amministrazione comunale di Napoli - ha sottolineato il magistrato - sta cercando di risolvere il problema ma incontra grandissimi ostacoli a partire dalla problematica del personale che chiede di essere 'internalizzato». Da Cottone arriva anche un commento alle sentenze emesse in settimana dalla Corte dei Conti campana nei confronti di alcuni ex amministratori napoletani (tra gli altri gli ex sindaci Antonio Bassolino e Rosa Iervolino) per la vicenda dei 362 lavoratori del bacino numero 5, la cui gestione - a giudizio della magistratura contabile partenopea - fu «connotata da evidenti profili di diseconomicità ed inefficienza, il cui aspetto più eclatante è risultata la ridotta utilizzazione dell'ampia forza lavoro potenzialmente disponibile». «In passato - ha sottolineato Cottone - sotto la spinta dell'emergenza sono stati creati grandi carrozzoni che non hanno prodotto nulla. La Regione e gli altri enti locali non possono assumere personale perché c'è il patto di stabilità che glielo impedisce e subiscono pressioni fortissime per una soluzione mediata del problema che a noi non sembra congrua. Le soluzioni - ha concluso Cottone - vanno ricercate tra quelle che la legge consente».

FONTE IL MATTINO

02 MARZO 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO VERONA Falso dentista pizzicato mentre opera: utilizzava medicinali e anestetici scaduti

2 Marzo 2013, 13:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilgazzettino.it/MsgrNews/HIGH/20130301_dentist8.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il blitz nell'ambulatorio annesso a uno studio associato di veri odontoiatri. Sequestrate agende con tutti i compensi in nero VERONA - Da anni esercitava indisturbato a Verona la professione di odontoiatra senza aver mai conseguito nè laurea nè specializzazione. Le fiamme gialle lo hanno colto sul fatto mentre operava in un ambulatorio odontoiatrico del centro senza alcuna autorizzazione sanitaria. Il fantomatico specialista assicurava ai pazienti tutte le prestazioni che rientrano normalmente nel campo odontoiatrico con la compiacenza di un medico che, da diverso tempo, gli concedeva in uso l'ambulatorio all'interno di uno studio associato. Al momento dell'irruzione dei finanzieri, il falso odontoiatra era intento a curare un paziente, mentre nella sala d'attesa altre persone aspettavano il loro turno. Nel corso della perquisizione gli investigatori hanno ritrovato medicinali e anestetici scaduti, strumenti dentistici non sterilizzati e liquidi per lo sviluppo radiografico, identificabili quali rifiuti speciali pericolosi, non smaltiti secondo le procedure previste dalla legge. Il falso dentista è stato denunciato alla procura per l'esercizio abusivo della professione e il laboratorio - con tutte le attrezzature sanitarie - è stato sottoposto a sequestro, così come le agende sulle quali il falso dentista annotava i vari appuntamenti e i relativi compensi. Sono in corso ulteriori accertamenti per ricostruire il giro d'affari, il periodo effettivo in cui ha esercitato abusivamente le prestazioni odontoiatriche e l'ammontare del reddito e delle imposte che ha sottratto allo Stato.

FONTE IL GAZZETTINO

02 MARZO 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PADOVA, SI UCCIDE PER DEBITI. LE BANCHE SBAGLIARONO: "IN CREDITO DI 500MILA EURO"

2 Marzo 2013, 12:28pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130302_suicidio-crisi.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

PADOVA - Si è ucciso nel 2011 perché convinto di avere insostenibili debiti con le banche. Solo a due anni di distanza la Confedercontribuenti Veneto ha finito di analizzare i conti correnti dell'imprenditore dell'Alta Padovana e ha stabilito che in realtà erano le banche ad avere debiti nei contronti dell'uomo. La verifica è partita su rischiesta dell'imprenditore. «Con grande stupore e amarezza - ha spiegato Alfredo Belluco, presidente di Confedercontribuenti Veneto, al Gazzettino - i familiari hanno appreso che, secondo due dettagliatissime perizie econometrico-matematiche eseguite dal nostro staff, non erano le banche creditrici rispettivamente di 54mila e 40mila euro, ma l'imprenditore stesso». E il credito vantato da una delle due banche ammonterebbe, secondo quanto riferito dall'associazione, «a ben 270.627 euro, dei quali 99mila circa di usura e 172mila di anatocismo bancario (il calcolo degli interessi sugli interessi, ndr). 407.060,98 euro il credito per il secondo istituto di credito, di cui 271 mila circa di anatocismo e 136 mila di usura». «Il povero imprenditore già dal 2002-2003, senza saperlo - prosegue Belluco - si era messo in pareggio con i propri debiti, e soltanto per effetto di interessi gonfiati, doppi interessi e composti, conditi con commissioni e spese non pattuite, né autorizzate e ingiustificate, le banche lo tenevano sotto il "giogo" dello strozzinaggio, superando di gran lunga il tasso di interesse "soglia" oltre il quale si commette l'odioso illecito di usura, soglia che oggi è circa il 18%». La vicenda sarà ora affrontata in sede civile al tribunale di Padova. «La famiglia dell'imprenditore ha chiesto un ristoro complessivo di 3 milioni e 768.676 euro. La nostra associazione ha salvato numerosi imprenditori. Le banche vanno combattute sul loro terreno e se arrivano lettere o telefonate insistenti, bisogna rispondere che "il saldo negativo non è né certo, né liquido, né esigibile". A quel punto interveniamo noi ed esaminiamo il rapporto di conto corrente, che al 90% è illecito».

FONTE LEGGO.IT

02 MARZO 2013

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA 'MIRACOLO' NELLA TUSCIA, I TESTIMONI: "LA MADONNA È APPARSA NEL CIMITERO"

2 Marzo 2013, 12:11pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130301_madonna-tuscania.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECCERE

VITERBO - Si grida ormai al 'miracolo' nella Tuscia dove in molti giurano di aver visto apparire la Madonna. L'hanno vista di profilo, con un bambino in braccio. Ma c'è chi giura di averla vista ancora lì, nello stesso identico posto, però in una posa differente. L'immagine della Madonna si sarebbe materializzata sulla vetrata di una cappella privata nel cimitero di Tuscania, in provincia di Viterbo. E come prova c'è una foto che ora è nelle mani della polizia locale. La notizia in paese non è nuova: sono infatti già diverse le persone, alcune anche più di una volta, che giurano di aver visto chiaramente i contorni della Vergine riflessi sul vetro. Adesso però la storia ha fatto il giro della provincia e sul posto si stanno radunando nelle ultime ore sempre più fedeli e curiosi. Perfino la Digos è intervenuta, a dimostrazione che l'evento - la cui veridicità è naturalmente ancora tutta da dimostrare - viene preso molto sul serio. IL SINDACO SI SBILANCIA Da parte della Chiesa c'è grande prudenza ma il sindaco, che quello scatto l'ha visto, un pò si sbilancia. «Nella foto - dice il primo cittadino Massimo Natali - i contorni della Madonna con il bambino in braccio sono molto nitidi e ben visibili. Ora è al vaglio della polizia locale». Quando però è andato al cimitero, davanti a quella vetrata, erano svaniti. «Purtroppo, al momento in cui sono arrivato io - continua - l'immagine della Madonna non c'era più». In paese due parroci si sono espressi sulla vicenda, sempre con la massima cautela. Il sindaco si è anche confrontato con uno di loro, don Pino Vittorangeli. «Mi ha detto che su queste cose - continua Natali - occorre fare molta attenzione, anche per una questione di ordine pubblico. E poi perchè la Chiesa non ci guadagna se alla fine si dovesse risolvere tutto in una bolla di sapone». L'altro, don Pino Scarito, invece sembra chiudere la porta alla possibilità di un miracolo. «Non sono andato a verificare - spiega - e neanche ho intenzione di andarci, anche per non dare troppo peso a questa storia». I cittadini di Tuscania, invece, ci credono. Tanto che sono convinti che l'apparizione sia almeno la quarta. Alcuni azzardano che questa sia legata a una ricorrenza molto triste per il paese: il terremoto del 1971, che lo distrusse, in cui perse la vita anche una bambina. Fatto sta che tra scettici, credenti e curiosi adesso il cimitero locale è diventato una sorta di meta di pellegrinaggio

FONTE LEGGO.IT

02 MARZO 2013

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PRIMO PIANO NAPOLI, MAMMA PARTORISCE IN AUTO. "NON C'È IL REPARTO DI NEONATOLOGIA"

2 Marzo 2013, 11:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130302_parto_bimbo_auto.jpg

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

NAPOLI - Mamma Vincenza Bono, 39 anni, non ce l'ha fatta ad arrivare in tempo all'ospedale di Torre del Greco, Napoli, e così ha partorito la sua piccola Gaia in auto, proprio fuori al pronto soccorso. La bimba, nonostante il parto inconsueto, è in perfetta salute e così la mamma. Ma anche se la donna era ormai a un passo dall'ospedale locale, e ha potuto godere delle cure di medici e ostetrici, non ha potuto continuare la sua degenza in città. Il Maresca di Torre del Greco, infatti, non dispone più di un reparto dedicato ai neonati, che dal 2010 è stato trasferito al presidio di Boscotrecase. Qui è stato rifiutato il ricovero, così Vincenza e Gaia sono state trasferite al San Leonardo di Castellammare di Stabia

FONTE LEGGO.IT

02 MARZO 2013

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CIOCIARIA NEWS FROSINONE Notte: paura nel sorano per il terremoto e nel cassinate per il forte vento

2 Marzo 2013, 11:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://ciociaria.ogginotizie.it/GUI/file_contenuti/512950_vigili%20fuoco%20notte.jpg.jpg

 

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Frosinone - Tanto spavento, ieri sera (venerdì 1 marzo) poco dopo le 22.30, tra la popolazione del Sorano a causa di una scossa di terremoto di magnitudo 2.7 avvertita alle ore 22:47:40 e localizzata dalla Rete Sismica Nazionale dell’Ingv nel distretto sismico Monti Ernici-Simbruini con epicentro tra i comuni di Arpino, Broccostella, Campoli Appennino, Castelliri, Fontechiari, Isola del Liri, Pescosolido, Posta Fibreno, Sora e Balsorano. La scossa è stata avvertita da pochi e non si sono registrati danni a persone o cose ma la paura tra la popolazione è stata tanta visto che l’area del Sorano, in questa settimana, è stata interessata da diverse scosse di terremoto (un’altra scossa è stata rilevata, sempre ieri sera, alle ore 23.09 ma di magnitudo 1.4 quindi di lieve entità). Diverse le chiamate al Vigili del Fuoco che hanno dovuto rassicurare la popolazione. E mentre nel Sorano è ritornato l’incubo del terremoto, nella zona del Cassinate un forte vento ha caratterizzato la tarda serata di ieri e tutta la notte con alberature cadute sulle strade e Vigili del Fuoco che sono intervenuti in diverse aree del sud della provincia di Frosinone. Diversi i danni causati dal vento.

FONTE CIOCIARIA NOTIZIE

02 MARZO 2013

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TOSCANA NEWS Un rogo ordinato dal clan dei casalesi

2 Marzo 2013, 11:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.6624832.1362215962!/httpImage/image._gen/derivatives/landscape_250/image.

 

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A distanza di due anni risolto il giallo: era la minaccia al proprietario per 29 case in costruzione in via Mastacchi «Non ho idea di chi possa essere stato, sono in corso le indagini, spero che la polizia trovi presto i responsabili». Era la mattina del 20 luglio 2011 e Federica Angiolini guardava ciò che restava dell’omonima agenzia immobiliare lungo il viale Carducci all’interno della quale, poco prima, si era propagato un incendio che aveva distrutto buona parte dei locali e che i vigili del fuoco avevano subito catalogato come «doloso». A distanza di quasi due anni da quel rogo, la Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli in collaborazione con i colleghi di Firenze ha scoperto che quell’incendio sarebbe stata la ritorsione del clan dei Casalesi nei confronti del marito della donna, l’imprenditore Davide Ciucci che in quel periodo stava costruendo ventinove appartamenti lungo il viale Mastacchi. La ricostruzione degli interessi della Camorra a Livorno sono spiegati nella parte centrale dell’ordinanza che giovedì ha portato all’arresto di tredici persone, in particolare in Versilia, sospettate di essere fiancheggiatori delle famiglie Iovine, Rossi e Schiavone, e accusati a vario titolo di estorsione e associazione per delinquere di stampo mafioso. L’estorsione che riguarda l’imprenditore livornese – scrivono gli inquirenti – «riguarda l’accaparramento di un importante appalto con conseguenti inserimenti di altri soggetti e di altri ancora che reclamavano dal Ciucci il pagamento di vecchi debiti». È grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali che gli investigatori sarebbero riusciti a ricostruire rapporti e dinamiche dell’affare. Secondo la polizia giudiziaria, infatti, Ciucci, titolare della “Società Toscana Costruzioni” «si contendeva con la ditta “Bortone costruzioni sas” i lavori edili, ma a causa dei cattivi rapporti tra le due aziende non si sarebbe trovato un accordo». È in questo contesto che si sarebbe inserito il clan dei casalesi «che eseguì una azione intimidatoria nei confronti del Ciucci» per fargli mollare l’appalto e pagare un vecchio debito di 10mila euro. Oltre a dare fuoco all’agenzia immobiliare della moglie, i presunti estorsori: “Ciccio Gullit”, al secolo Franco Galante, Francesco Martino, Giovanni Sglavo, Nicola Garzillo e i fratelli Bortone, parte dei quali arrestati nei giorni scorsi, avrebbero minacciato più volte l’imprenditore livornese e la sua famiglia.

FONTE IL TIRRENO

02 MARZO 2013

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Incendio in casa, muore disabile

2 Marzo 2013, 11:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/section_210/2013/1/1/16efcbb86226345c4880d17f40fba19c.jpg

 

529998 3698742830828 1599119446 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Salva la moglie. Forse rogo a causa di una cicca di sigaretta - PALERMO, Un disabile di 65 anni e' morto per un incendio che si e' verificato nell'appartamento dove abitava con la moglie - che si e' salvata - in piazza Molini, a Trabia, nel Palermitano. Il rogo e' avvenuto intorno alle 23.30, forse a causa di una cicca di sigaretta

FONTE ANSA

02 MARZO 2013

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PUGLIA CALABRIA BARI NEWS FOGGIA Gli abusivi tornano alla Maddalena Lite con gli automobilisti: qui si paga

2 Marzo 2013, 11:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/03/02/percheggio--180x140.JPG?v=20130302105255

 

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L’Ataf attende di gestire l’area. Resta ferma l’ordinanza per il passaggio dell’area alla municipalizzata FOGGIA - Nell’area della Maddalena, a pochi passo dal teatro Giordano in pieno centro, non è cambiato nulla. I parcheggiatori abusivi della cooperativa che l’amministrazione comunale sosteneva di aver mandato via, continuano a farsi pagare dagli automobilisti che parcheggiano nello spiazzo. «Siamo autorizzati. Noi gestiamo quest’area da trent’anni. Non ci ha multato nessuno. Qui è tutto in regola» spiegava ieri uno di loro ad un automobilista che si rifiutava di pagare 1 euro e 50 centesimi avendo saputo che l’area era libera. E quando lo stesso automobilista ha fermato un’auto della Polizia municipale nei pressi del teatro Giordano informando l’agente di quanto accaduto, si è sentito rispondere che doveva rivolgersi al 113. Solo dopo aver sollecitato il comando dei vigili urbani, sul posto è arrivata una pattuglia che ha sostato nell’area inducendo i parcheggiatori ad andarsene. A distanza di un mese, ovvero da quando il Corriere del Mezzogiorno ha rivelato la vicenda dell’area di proprietà comunale gestita per 12 anni abusivamente da una cooperativa, l’amministrazione non è riuscito a ripristinare un minimo di legalità in quello spiazzo. Le auto continuano a parcheggiare, ma continuano anche a pagare un balzello non previsto e non regolamentato da alcuna convenzione o contratto tra la cooperativa e l’ente. L’unica cosa che è cambiata è che l’ufficio traffico ha pensato bene di eliminare quei cartelli stradali sistemati dal Comune nel 2010 che pubblicizzavano il parcheggio abusivo. L’Ataf due settimane fa ha richiesto in gestione quell’area (come del resto aveva fatto nel 2012), ma neppure la società comunale di trasporto l’ha spuntata. Il parcheggio è rimasto in mano agli abusivi. In quel luogo sostano oltre un centinaio di auto. In media ogni posto auto nel centro cittadino, con una tariffa di 1 euro all’ora, rende 800 euro all’anno, quel parcheggio incassa 100mila euro con una stima al ribasso. Considerando anche la circostanza che attualmente in quell’area la tariffa «abusiva» è di 1 euro e 50 centesimi. Eppure sarebbe pronta da una settimana un’ordinanza, predisposta dal dirigente dell’assessorato all’Annona, con la quale si affida in via provvisoria il parcheggio all’Ataf nelle more di inserire definitivamente la Maddalena nel nuovo regolamento della sosta tariffata. Regolamento che da oltre tre mesi deve essere discusso e approvato dal Consiglio comunale. Non si sa se sarà mai discusso, visto che i consiglieri di maggioranza in questi giorni sono indaffarati con le beghe post elettorali per poltrone, azzeramenti in giunta e corsa agli assessorati. Nel frattempo la società di trasporto non può rinnovare i pass ai residenti né per la prima né per la seconda auto; e i foggiani non possono ancora beneficiare della riduzione del costo di alcuni abbonamenti previsti dal nuovo regolamento sui parcheggi.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

02 MARZO 2013

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO: 23ENNE IN MANETTE PER DROGA

2 Marzo 2013, 11:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.tvoggisalerno.it/Upload/polizia_auto_volante07.jpg

 

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Prosegue, a cura della Squadra Mobile della Questura di Salerno, l’intensificata attività di controllo ed investigazione finalizzata al contrasto alla criminalità diffusa nel Capoluogo cittadino. Nella zona di Via Marchiafava è stata eseguita, nella mattinata di ieri, una mirata perquisizione volta a stroncare una fiorente attività di spaccio che era stata rilevata proprio a seguito di tali intensificati controlli nel corso dei quali si evidenziava un’anomala affluenza di giovani pregiudicati salernitani verso un appartamento ivi ubicato. Al momento dell’irruzione del personale della Squadra Mobile, il titolare dell’appartamento, il 23enne pregiudicato M.D., ha tentato di correre verso il balcone per darsi alla fuga; bloccato, è stata eseguita perquisizione ad esito della quale sono stati rinvenuti e sequestrati oltre 200 gr. di hashish ed altrettanta sostanza stupefacente del tipo canapa indiana, oltre a due bilancini, confezioni di stupefacente già pronte ed altro materiale utilizzato per il confezionamento. Il giovane è stato tratto in arresto. Sono state eseguite ulteriori perquisizioni a bordo delle autovetture in uso ad altri giovani pregiudicati sorpresi all’interno dell’appartamento; in tale circostanza è stata rinvenuta e sequestrata una pistola a salve priva di tappo rosso sulla quale sono ora in corso accertamenti per verificare se possa essere stata utilizzata in qualcuna delle recenti rapine commesse in Città.

FONTE TVOGGI-SALERNO

02 MARZO 2013

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