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MONDO NEWS LONDRA TI OPERI NEL WEEKEND? NELL'82% DEI CASI RISCHI LA MORTE". LA RICERCA CHOC IN GB

29 Maggio 2013, 10:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20130529_sala-operatoria.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

LONDRA - Sottoporsi ad un intervento di chirurgia programmato può essere fatale se svolto durante il weekend. A dimostrarlo è uno studio condotto dall'Imperial College di Londra sul sistema sanitario britannico. Sono stati presi in considerazione quattro milioni di interventi effettuati tra il 2009 e il 2011 e il verdetto è stato inclemente: dal venerdì alla domenica ci sono l'82 per cento si probabilità in più di morire sotto i ferri rispetto al lunedì. Complessivamente 27.500 pazienti sono deceduti entro 30 giorni dall'intervento, con il rischio più basso per quelli che hanno sono stati operati di lunedì. Il rischio sale del 15% al mercoledì, 21% di giovedì e 44% di venerdì. Quasi un'operazione su 20 è stata eseguita in un fine settimana, quando l'aumento del rischio ha raggiunto l'82 per cento, ha dimostrato lo studio pubblicato online su bmj.com. Uno dei responsabili della ricerca, il dottor Paul Aylin, ha affermato: "Le prime 48 ore dopo un intervento sono spesso il periodo più critico per i pazienti sottoposti a chirurgia. Una spiegazione ai fallimenti nel salvare la vita dei pazienti può essere legata alla riduzione o alla sostituzione del personale nel corso del fine settimana".

LEGGO.IT

29.05.2013.

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PRIMO PIANO LOS ANGELES RITOCCHINO AL LATO B AL MERCATO NERO: MANI E PIEDI AMPUTATI PER SALVARLA

29 Maggio 2013, 10:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/FotoGallery_IMG/HIGH/20130528_47944_april.jpg

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

LOS ANGELES - Apryl Michelle Brown desiderava rimodellare il suo fondoschiena -troppo grosso, diceva - ma per risparmiare sulle spese mediche si è ritrovata a pagare un prezzo ben più alto: l'amputazione di braccia e gambe. Donna in carriera di 46 anni e madre di 2 figli, Apryl si è rivolta al mercato nero per il suo intervento di chirurgia estetica. Così si è imbattuta in un ciarlatano che le ha iniettato del silicone nelle zone da rimodellare, ma il finto specialista ha utilizzato del materiale a uso industriale, e non medico. RIsparmiare sui costi dell'intervento ha portato la donna a quattro anni di ricovero e all'amputazione di braccia e gambe a causa dell'interruzione della circolazione sanguigna di mani e piedi. Apryl, che è scampata alla morte per miracolo, è ora una donna che ha ripreso possesso della sua vita con una maggior consapevolezza. Intervistata da numerosi magazine ha fatto mea culpa: "Ho pagato per la mia vanità. Non me la posso prendere con nessuno se non con me stessa. Desidero che la mia esperienza sia conosciuta per evitare altre vittime. Le donne devono conoscere quali pericolosi corrano quando inseguono la bellezza. Non sapevo a cosa andassi incontro. Pensavo mi avrebbero fatto delle iniezioni inoffensive che avrebbero corretto i miei glutei imperfetti".

LEGGO.IT

29.05.2013.

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PRIMO PIANO PADOVA, AGGREDITA E VIOLENTATA MENTRE FA JOGGING AL PARCO. "HO TEMUTO DI MORIRE"

29 Maggio 2013, 10:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA  PADOVA - Bloccata e trascinata lungo il corso dell'idrovia Padova-Venezia, picchiata brutalmente e, sotto la minaccia verbale di morte, costretta a subire lo stupro. Un ennesimo episodio di violenza verso le donne che ha come sfondo il medesimo posto, la zona verde del Parco Sarmazza di Vigonovo, un luogo compreso tra l'argine destro del fiume Brenta-Cunetta e la confluenza dell'idrovia Padova-Venezia, dove un fatto analogo era già successo a fine marzo scorso. Vittima, ancora una volta, una donna di mezza età residente a Vigonovo, che sabato scorso, verso le 17.45, stava facendo jogging lungo i sentieri del Parco. Improvvisamente, da una stradina laterale è sbucato alle sue spalle un uomo che l'ha bloccata afferrandola violentemente per i capelli. La donna si è messa a gridare con quanto fiato aveva in gola, ma nessuno in quel momento ha udito le sue disperate urla di aiuto. L'uomo, sempre tenendola per i capelli e picchiandola in faccia, le ha fatto percorrere un viottolo fino a raggiungere le rive dell'invaso dell'idrovia Padova-Venezia, dove le ha usato violenza sessuale. L'uomo parlava un italiano stentato, probabilmente di origine albanese e dimostrava di avere circa 30-35 anni. È la stessa vittima a raccontare alcuni momenti della brutale aggressione. «Mi ha sempre trattenuta a forza per i capelli, nonostante io cercassi di divincolarmi dalla presa con tutte le mie forze e urlando con quanto fiato avevo in gola. Mi era stato insegnato come reagire in casi del genere, ma oramai ero rimasta senza fiato, avevo perso tutte le forze ed ero completamente paralizzata dalla paura. Ho pensato che sarebbe stata la mia fine e che l'uomo mi avrebbe poi gettato nell'acqua del'idrovia per annegarmi. Invece ringrazio Dio di essere ancora viva». Vista la delicatezza della vicenda e le indagini in corso, le forze dell'ordine mantengono il più stretto riserbo sui particolari della vicenda. La donna ha comunque denunciato l'accaduto alla stazione dei carabinieri di Vigonovo. Nonostante abbia riportato una prognosi di guarigione di cinque giorni, lunedì è andata normalmente al lavoro. di Vittorino

Compagno Mercoledì

29 Maggio 2013

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ITALIA NEWS ROMA CRISI, RECORD DI FALLIMENTI DI IMPRESE: IN AUMENTO DEL 12% NEL PRIMO TRIMESTRE

29 Maggio 2013, 09:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/MsgrNews/PANORAMA/20130529_crisi-imprese.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - La crisi sembra non finire mai: nel primo trimestre 2013 in Italia i fallimenti delle imprese hanno toccato un nuovo record a 3.500 procedure avviate, +12% rispetto allo stesso periodo del 2012. Lo affermano dati Cerved visionati dall'ANSA: i concordati crescono del 76%, con un boom per quelli 'in biancò introdotti dalla nuova legge di settore. Complessivamente le chiusure aziendali hanno accelerato di molto la loro corsa: nei primi tre mesi si contano circa 23mila imprese che hanno avviato una procedura di insolvenza o una liquidazione volontaria, in aumento del 7% rispetto allo stesso periodo del 2012. Oltre ai fallimenti, continuano infatti a crescere anche le liquidazioni: hanno deciso di chiudere volontariamente l'attività 19mila aziende in bonis (senza precedenti procedure concorsuali), un dato in aumento del 5,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Secondo il Cerved, gruppo specializzato nell'analisi delle imprese e nei modelli di valutazione del rischio di credito, il fenomeno più rilevante è però il forte incremento dei concordati preventivi, che fanno registrare un aumento del 76% su base annua, un boom che porta al 13% l'incremento delle procedure di insolvenza diverse dai fallimenti. «Un'analisi sui dati del Registro delle imprese - afferma lo studio - indica che all'origine di questo incremento vi sono le nuove norme con cui è stata riformata la disciplina fallimentare e, in particolare, l'introduzione del cosiddetto 'concordato in biancò». La possibilità di presentare una domanda priva del piano di risanamento e di bloccare le azioni esecutive, anche con effetti retroattivi, è stata quindi molto apprezzata dalle aziende: tra l'entrata in vigore delle nuove norme, nel settembre 2012, e il 31 marzo scorso si stima che siano state presentate 2.700 istanze, oltre il doppio dei concordati tradizionali (quindi con piano di risanamento) presentati in tutto lo scorso anno. I primi tre mesi del 2013 hanno segnato una cambio di tendenza dei fallimenti dal punto di vista territoriale: il Nord Est, in cui il numero di default era in diminuzione dalla metà del 2011, ha fatto registrare una forte impennata delle procedure, con un incremento di quasi un quarto rispetto al primo trimestre del 2012 (+24%). L'aumento dei fallimenti non risparmia comunque nessuna area del Paese: la corsa procede con tassi a due cifre nel Nord Ovest (+15%) e a ritmi leggermente inferiori nel Centro Italia (+9%), nel Sud e nelle Isole (+3%

LEGGO.IT

29.05.2013.

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NEWS IMPORTANTE ANTEPRIMA PARTORISCE UNA BIMBA DOPO 19 ABORTI SPONTANEI IN 15 ANNI. "UN MIRACOLO"

29 Maggio 2013, 09:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA NEWPORT - Un'agonia durata 15 anni e passata attraverso 19 aborti per Jo Short e suo marito Steve. La coppia ha desiderato da subito diventare una famiglia, così già dal 1997, un anno dopo il primo incontro, ha provato ad avere un bambino. È stato allora che Jo ha abortito spontaneamente per la prima volta e i medici le avevano dato pochissime speranze di riuscire a portare a termine un'altra gravidanza a causa dell'endometriosi, malattia di cui la donna soffriva. Solo un intervento pionieristico all'utero, durato quattro ore e che ha rimosso tutto il tessuto malato, è riuscito a dare di nuovo speranza a Jo e Steve. I loro desideri si sono avverati con la nascita di Emily. "Essere mamma è meraviglioso -ha detto Jo-, è tutto quello che abbiamo sempre desiderato".

Leggo.it

29.05.2013

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PRIMO PIANO E’ morto a Roma Little Tony all’età di 72 anni. FOTO E VIDEO

28 Maggio 2013, 14:13pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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431954 208063546014828 1764194140 nDI DANIELA RITA CAIRA ROMA - «Il cuore matto si è fermato»: Twitter saluta così Little Tony, morto a 72 anni per un tumore ai polmoni contro cui ha lottato per mesi. A prendere in prestito forse la più famosa tra le sue canzoni sono in molti sul sito di microblogging. Ma il primo è Andrea Vianello che aggiunge: «E' stato modernissimo ed è rimasto sempre un vero professionista». Lo scrittore (autore de La solitudine dei numeri primi)Paolo Giordano: «Ciao cuore matto, è stato bello ascoltarti e incrociarti a Sanremo». Sabina Guzzanti: «Pure Little Tony? Forse per questo fa inverno a primavera ci toglie tutti sorella morte per il rinnovamento».

ROMA - Bello di una bellezza di provincia, il sorriso e il ciuffo sfrontato. Il ragazzo irresistibile se n’è andato: Little Tony è morto ieri sera. Aveva 72 anni e gli ultimi tre mesi li aveva passati in un letto di ospedale, a Roma, a combattere contro una malattia che non gli ha dato scampo. Era nato a Tivoli il 9 febbraio del ’41. Temperamento istrionico, Antonio era cresciuto nel luogo ideale per dare sfogo alla sua creatività: una famiglia di musicisti. Papà Novino era cantante e suonava la fisarmonica, zio Settembrino era chitarrista, musicisti anche i due fratelli: Enrico, chitarrista, e Alberto, bassista. Passa l’adolescenza a cantare nei locali dei Castelli Romani, poi, nel 1958 durante un contest al teatro Smeraldo di Milano, viene sentito da un impresario inglese che lo manda in tour oltremanica. Gli spettacoli hanno successo e Antonio in Inghilterra decide di rimanere per diversi anni. È lì che si innamora del Rock'n'roll. Mentre a sud delle Alpi suoi coetanei sognavano sospirando con le melodie all’italiana, Antonio Ciacci, con pochi altri, fiuta il vento che arriva da occidente, compera il primo tubetto di brillantina e comincia a muovere i bacino come padre Elvis stava insegnando al mondo dall’altra parte dell’Atlantico. Sostitusce il troppo autarchico Antonio con Tony, al quale aggiunge Little, che fa tanto americano almeno nel suono. Il gioco è fatto: il piccolo Antonio è pronto per sfidare il gigante Adriano. Celentano, quello del clan. L’occasione capita al rientro in Italia: nel 1961 arriva sul palco di Sanremo in coppia proprio con il Molleggiato, che il rock agli italiani lo stava già spiegando: 24Mila baci arriva seconda, Adriano è sempre più re, ma l’Italia comincia ad accorgersi anche del ragazzetto di Tivoli. Gli anni ’60 sono i suoi annii. Il trionfo arriva nel ’66, quando al Cantagiro si presenta con Riderà: la canzone non vince ma vende oltre un milione di copie. L’anno seguente Tony inchioda gli italia ai jukebox con Cuore matto, che arriva prima in classifica e rimane tra i primi posti per 12 settimane consecutive. La magia comincia a svanire nel 1970, anno in cui porta sul palco dell’Ariston La spada nel cuore. L’Italia è cambiata, alla spensieratezza degli anni ’60 cominciano a sostituirsi la cupezza e il furore ideologico dei ’70: i ragazzi che vanno in giro con il ciuffo di Elvis sono sempre meno, ma Antonio un posto nella musica italiana se lo è conquistato. Qualche sussulto (la sigla di Love Boat nel 1981), gli ultimi anni passati tra programmi tv intrisi di nostalgia e comparsate a cantare i vecchi successi. Antonio è rimasto sempre quello: il ciuffo sfrontato, il sorriso genuino da ragazzo di provincia.

Di Sabino Minelli

ROMA - Da Cuore Matto a Riderà, fino a La spada nel cuore. La carriera pluridecennale di Little Tony, spentosi oggi a Roma a 72 anni dopo una lunga malattia, è costellata di grandi successi: l'Elvis de noantri, nato nella balere dei castelli romani ed arrivato fino a Sanremo, al Cantagiro, al successo popolare. Tradito dal suo "cuore matto" già nel 2006, quando lo colpì un infarto, ha perso la vita oggi dopo una lunga sofferenza per un tumore ai polmoni.

ARTICOLI E FOTO DA LEGGO.IT


 

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PRIMO PIANO 38 anni fa la strage di piazza della Loggia. La storia

28 Maggio 2013, 14:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nDI MICHELE PAPPACODA

ANTEPRIMA ESCLUSIVA www.mikivettica.net Perché, nonostante trentasei anni e tre processi, non sapremo mai chi mise la bomba il 28 maggio 1974

Il 28 maggio del 1974 scoppia una bomba a Brescia, in piazza della Loggia. L’ordigno era stato nascosto dentro un cestino dei rifiuti, poco distante da una manifestazione antifascista indetta dai sindacati. L’esplosione uccide otto persone e ne ferisce centodue. Trentasei anni dopo, dopo tre processi, cinque istruttorie e otto gradi di giudizio, è arrivata una nuova sentenza, ieri: assoluzione per tutti gli imputati, per i quali era stato chiesto l’ergastolo, perché le prove sono insufficienti. Ma la storia è molto più lunga di così.

Come eravamo
Non si può giudicare efficacemente la strage di Brescia senza tenere conto del paese in cui eravamo. Erano sì gli anni della strategia della tensione, certo. Ma era forse anche qualcosa in più: persino nei casini di quegli anni, il 1974 non è come il 1973 o il 1975. “Fu un terribile anno per la nostra Repubblica”, scrive oggi Corrado Stajano sul Corriere. La fase dei governi di centrosinistra era in corso di esaurimento: di lì a pochissimo tempo sarebbero iniziati i governi di solidarietà nazionale e il progressivo coinvolgimento del PCI nelle maggioranze parlamentari. Erano quindi anni di grande instabilità politica. Il 12 maggio, due settimane prima della strage, gli italiani avevano bocciato il referendum abrogativo della legge sul divorzio. Il 4 agosto ci sarà la strage sul treno Italicus, in provincia di Bologna: dodici morti. Sempre quell’estate verrà alla luce il tentato golpe della “Rosa dei venti”, e gli stati maggiori di alcuni corpi d’armata saranno trasferiti proprio nel timore che potessero parteciparvi. Poi l’altro tentativo di golpe, quello di Edgardo Sogno. Dicevamo però del 28 maggio. “La bomba del 28 maggio”, scrive oggi Benedetta Tobagi su Repubblica, “colpì al cuore una manifestazione antifascista indetta per protestare contro una serie di attentati di marca fascista, culminati nella morte del giovanissimo terrorista di destra Silvio Ferrari, ucciso dall’esplosivo che lui stesso stava trasportando in motorino nel centro di Brescia, a Piazza del Mercato”.

 

Il primo processo
Si aprono le indagini e, come spesso accade in questi casi, inizialmente vanno molto rapide. Nel 1979 alcuni esponenti dell’estrema destra bresciana vengono condannati perché considerati responsabili dell’attentato. Vanno in carcere, in attesa della condanna d’appello, ed è in carcere che uno di questi, Ermanno Buzzi, viene ucciso da altri due detenuti vicini all’estrema destra. Lo uccidono male: lo strangolano con i lacci delle scarpe, gli schiacciano gli occhi. Ermanno Buzzi era la figura chiave dell’intero processo, e muore non appena viene trasferito nel carcere speciale di Novara, alla vigilia del processo di appello. Che comincia nel 1981 e un anno dopo assolve gli imputati. Un anno dopo ancora, nel 1983, la Cassazione annulla le assoluzioni. Si fa un nuovo processo di appello, quindi, e gli imputati vengono nuovamente assolti. E stavolta la Cassazione conferma le assoluzioni. Siamo nel 1985.

Il secondo processo
Un anno prima era stato aperto un nuovo filone delle indagini, a causa delle rivelazioni di alcuni pentiti. Stavolta il principale imputato è Cesare Ferri, estremista di destra del gruppo di Ordine Nuovo e accusato anche dalla testimonianza di un prete che dice di averlo visto nei paraggi di piazza della Loggia il 28 maggio. Poi l’inchiesta si allarga e coinvolge tutta Ordine Nuovo, la stessa organizzazione neofascista che sarà ritenuta responsabile della strage di piazza Fontana, a Milano. Insieme a Ordine Nuovo è coinvolto anche il cosiddetto gruppo della Fenice, altra organizzazione eversiva. Vanno a processo Cesare Ferri e il suo amico Alessandro Stepanoff, che gli aveva fornito un alibi. Saranno entrambi assolti, prima con formula dubitativa e poi, nel 1989, con formula piena in appello e in Cassazione.

I depistaggi
Le inchieste e le condanne sono complicate perché praticamente si basano solo su parole, testimonianze. Che possono essere contraddittorie, che possono essere ritrattate, che possono sparire. Di prove fattuali ce ne sono pochissime, e non per caso. Per fare l’esempio più clamoroso: due ore dopo la strage qualcuno -- qualcuno che non si riesce a scoprire chi -- impartisce ai pompieri l’ordine di ripulire con le autopompe il luogo dell’esplosione, cancellando tutto. Impronte, oggetti, reperti: tutto. Spariscono dall’ospedale anche i reperti prelevati dai corpi dei morti e dei feriti, che avrebbero potuto dire molto sulla fattura dell’ordigno. Poi c’è il ruolo di Maurizio Tramonte, giovane militante del Movimento Sociale Italiano e di Ordine Nuovo che faceva da informatore per i servizi segreti (lo chiamavano “fonte Tritone”). Le sue rivelazioni e le sue informazioni passate ai servizi segreti saranno fondamentali per l’apertura del terzo processo, anche se finirà lui stesso accusato di aver partecipato alla strage. Il giudice istruttore dirà che questi elementi sono l’ulteriore ”riprova, se mai ve ne fosse bisogno, dell’esistenza e costante operatività di una rete di protezione pronta a scattare in qualunque momento e in qualunque luogo”.

Il terzo processo
È quello il cui primo grado si è concluso ieri con l’assoluzione per tutti gli imputati: questo vuol dire che comunque non è ancora finita, e ci sarà il ricorso in appello. Gli imputati stavolta sono Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti, Francesco Delfino, Giovanni Maifredi. Di Maurizio Tramonte abbiamo detto: insieme a Maggi e Zorzi facevano parte di Ordine Nuovo, di cui Rauti era il fondatore. Delfino è un ex generale dei carabinieri, responsabile del nucleo investigativo ai tempi della strage. Giovanni Maifredi all’epoca della strage era un collaboratore dell’allora ministro degli interni Paolo Emilio Taviani. I procuratori avevano chiesto l’ergastolo per tutti gli imputati, con l’accusa di concorso in strage, eccetto che per Pino Rauti, per il quale era stata chiesta l’assoluzione per insufficienza di prove. Sono stati assolti tutti con formula dubitativa, una volta si diceva “insufficienza di prove”. L’impianto accusatorio salta anche perché quattro anni fa uno dei tre pentiti su cui si basava l’indagine, Carlo Digilio, muore a causa di un ictus. E perché l’altro, il Maurizio Tramonte di cui sopra, si rimangia tutto. Nelle veline che lui girava ai servizi segreti si parlava del coinvolgimento di Ordine Nuovo e dei militanti di estrema destra del Veneto, nella strage di Brescia. Il terzo pentito, Maurizio Siciliano, dirà cose molto contraddittorie.

Delfo Zorzi e il bonifico da Finivest
Uno degli imputati, Delfo Zorzi, non vive più in Italia proprio dal 1974, poco dopo la strage di Brescia. Vive in Giappone, fa l’imprenditore, nel 1989 ha ottenuto la cittadinanza e ha cambiato nome. Oggi si chiama Hagen Roi e in ragione della sua cittadinanza giapponese non è estradabile. Durante i processi il suo avvocato è stato Gaetano Pecorella, giurista, deputato, consigliere e noto alleato di Silvio Berlusconi. Nel 2002 Gaetano Pecorella è accusato dalla procura di Brescia di aver pagato Maurizio Siciliano per ottenere una sua ritrattazione. A un certo punto, nel 2005, durante un’indagine che non ha niente a che fare con la strage di Brescia ma riguarda invece la compravendita dei diritti televisivi di Fininvest, i pm di Milano trovano tracce del pagamento di una piccola somma, eseguito da una società riconducibile a Fininvest e diretto a Martino Siciliano. Alla fine, però, i pm non riusciranno a provare l’esistenza di un tentativo di corruzione da parte di Pecorella, che nel 2009 sarà prosciolto dall’accusa.

E quindi
Ci sarà il processo d’appello. Trentasei anni sono già moltissimi, ma bisognerà aspettare ancora prima di chiudere definitivamente il capitolo giudiziario sulla strage di Brescia. Meglio non farsi illusioni, però. La chiave, come molti ripetono sui giornali di oggi, è la nota formula per cui si può condannare un imputato solo se si può dire di ritenerlo colpevole di un dato reato “al di là di ogni ragionevole dubbio”. Ora, a fronte di una tale impressionante sequenza di depistaggi, cambi di direzione, svolte, testimonianze, sentenze, moltissime di queste contraddittorie tra loro, è molto improbabile che una qualsiasi giuria possa sostenere che gli imputati sono colpevoli al di là di ogni ragionevole dubbio. Resta la verità storica, certo: e la strage di Bresciasi inserisce inequivocabilmente nella lista delle stragi perpetrate dall’estrema destra in Italia negli anni Settanta. Come ha detto ieri Manlio Milani però, presidente dell’Associazione familiari dei caduti di piazza della Loggia, «senza una verità giudiziaria anche quella storica si indebolisce».

 

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 28.05.2013 A CURA DI EVA PAPPACODA VIDEO

28 Maggio 2013, 14:08pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

522803 381543255200609 411380551 n (1)A CURA DI EVA PAPPACODA 

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APPROFONDIMENTO

Martedì 28: torna a peggiorare il tempo su diverse aree del Centronord per l'avvento di correnti instabili da Sudovest con già nubi e rovesci diffusi in queste ore del mattino al centro, tra Toscana, Umbria, Marche; nubi irregolari e qualche pioggia anche sulla Liguria, sul Piemonte, alta Lombardia, Trentino AA, localmente su Centronord Veneto, Nord Friuli. Nubi e locali piogge anche su Sud e Ovest Sardegna al mattino e nubi medio-alte al Sud ma generalmente innocue quindi senza piogge e con ampio soleggiamento, sole anche sul resto del Centro e del Nord. Al pomeriggio migliora al Centro salvo ancora residui addensamenti su Nord Toscana e Nord Appennino con residui piovaschi; nubi e piogge diffuse, ancora, sul Piemonte, Centronord Lombardia, Trentino AA, Centronord Veneto, Nord Friuli e localmente sulla Liguria, Emilia, più sole sul resto del Centronord e al Sud.

Nord: già nubi irregolari con piogge sparse  al mattino su Ovest e Nord Piemonte, localmente sul Levante Ligure, alta Lombardia, Trentino AA, Alpi, Prealpi centro-orientali,meglio con più sole altrove; al pomeriggio e la sera peggiora con rovesci e temporali anche forti tra Piemonte e Lombardia poi verso il Trentino e localmente Ovest veneto; nubi e piogge sparse altrove, moderate sul Levante Ligure, localmente Ovest Romagna, deboli o del tutto assenti solo sul resto dell'Emilia, sulla Romagna e basso Veneto. Temperature in calo a Ovest, stazionarie altrove con  massime tra 15 e 20° in pianura. Venti  moderati con locali rinforzi da S/SE sull'alto Adriatico, Venezie e sul Golfo Ligure, Liguria. 

Centro: nubi e piogge sparse al mattino tra Toscana, Umbria e Marche, meglio con più sole altrove; migliora in giornata con ampio soleggiamento ovunque salvo ancora addensamenti e qualche rovescio su Nord Toscana e Nord Appennino.  Temperature in lieve aumento con massime tra 17 e 24° in pianura. Venti da SE moderati con locali rinforzi sui bacini adriatici. 


Sardegna: al mattino nubi irregolari e qualche debole pioggia sulle aree meridionali e centro-occidentali;più sole altrove poi via via migliora in giornata con tempo asciutto e ampio soleggiamento ovunque. Temperature stazionarie con 18/21° in pianura. Venti moderati o localmente forti da O/SO sul Canale di Sardegna e sul Mare di Sardegna; deboli o moderati occidentali o meridionali altrove.

Sud e Sicilia:  tempo stabile con  ampio soleggiamento salvo nubi alte e velature diffuse ma senza altri fenomeni.Temperature in aumento con 23/26° in pianura. Venti moderati o forti da NE sullo Ionio specie centro-orientale, moderati con rinforzi da SE su Centronord Puglia, moderati o forti da NO su Canale e Mare di Sicilia. 

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 28.05.2013 A CURA DI EVA PAPPACODA

28 Maggio 2013, 13:53pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

522803 381543255200609 411380551 n (1)A CURA DI EVA PAPPACODA Santi del giorno : S. UBALDESCA, Vergine, Patrona di Calcinaia,  B. LUIGI Biraghi, Mons. della Chiesa Ambrosiana, fondatore
 


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 10,28-31. 

Pietro allora gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 
Gesù gli rispose: «In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, 
che non riceva gia al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna. 
E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi». 

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CIOCIARIA NEWS Elezioni Amministrative 2013: i dati di Aquino, Ferentino, Torrice

28 Maggio 2013, 13:51pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

431954 208063546014828 1764194140 nINSERITO DANIELA CAIRA Ballottaggio scongiurato a Ferentino dove Antonio Pompeo ha ottenuto il 65,25%, Pd primo partito. A Torrice riconfermata Alessia Savo (Tre Torri) mentre ad Aquino la spunta Libero Mazzaroppi (Aquino nel cuore)

Elezioni Amministrative 2013: i dati di Aquino, Ferentino, Torrice
Frosinone – Solo nella tarda serata di ieri e nelle prime ore di questa mattina sono stati ufficializzati i dati definitivi riguardanti i comuni di Aquino, Ferentino e Torrice. Come già anticipato ieri, Libero Mazzaroppi, Antonio Pompeo ed Alessia Savo sono i neo primi cittadini dei tre enti. Libero Mazzaroppi ha ottenuto 2139 voti (pari al 57,63%) e la sua lista "Aquino nel Cuore" ha conseguito 7 seggi. Tre seggi, invece, per la lista "Aquino di Tutti"di Emanuele Tomassi (che entra come consigliere comunale) e nessun seggio per Mario Giannitelli e la sua "Con noi". A Ferentino grande successo per Antonio Pompeo che vince ottenendo 8.519 voti pari al 65,25% scongiurando il turno di ballottaggio. Il Partito Democratico ha conquistato 2.280 voti (3 seggi), la lista civica “Pedalando Volare” di Amedeo Mariani 1548 voti (2 seggi), “Ferentino nel cuore” 1502 voti (2 seggi), “Scelta Civica” 1.231 voti (2 seggi), “Lista Civica Pompeo Sindaco” 966 voti (un seggio), “Ferentino Futura” 889 (un seggio), lista civica “Cambiare” 746 voti (un seggio), lista Sel – Socialisti 593 voti (un seggio). Marco Valeri, candidato sindaco del Centrodestra ha raggiunto 3849 voti (29,48%). I partiti che lo hanno sostenuto hanno ottenuto: Pdl 1001 voti (un seggio), lista civica “Popolazione Attiva” 880 voti (un seggi), lista civica “Valeri Sindaco” 457 voti (nessun seggio). Corrado Caiti, candidato sindaco del M5S ha ottenuto 686 voti (5,25%), la sua lista 410 voti e nessun seggio. A Torrice Alessia Savo (in foto) si riconferma primo cittadino con 1180 voti pari al 34,98% (5 seggi per la sua lista “Le Tre Torri”), Alfonso Santangeli e la sua lista “Torrice Insieme Rinasce” ha ottenuto 854 voti (un seggio), Marco Stirpe e la lista “Uniti per Torrice” 759 voti (un seggio), Loreto Verrelli e la sua “Cambiare per migliorare” 417 voti e nessun seggio così come per il candidato del M5S Davide Savone (163 voti)

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