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TOSCANA NEWS Ex Caserma occupata, cinquanta persone in Comune

29 Maggio 2013, 12:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Volevano assistere alla quarta commissione per mostrare uno struscione “Tra speculazione e rendita beni pubblici in svendita” Cinquanta persone della ex Caserma occupata stamani (mercoledì) alle 10.30 si sono radunate davanti al Comune. Volevano assistere alla quarta commissione urbanistica nella sala del consiglio comunale per poter mostrare uno striscione "Tra speculazione e rendita beni pubblici in svendita". Tema del contendere la casa e l'abitare sociale. In un primo momento, alla vista del corteo, sono state chiuse le porte del Comune. "E' stata un'interruzione di pubblico servizio", denunciano i ragazzi dell'ex caserma occupata. Dopo una trattativa con le forze dell'ordine, in presenza del capo dei vigili Riccardo Pucciarelli, i ragazzi sono stati fatti entrare e hanno affisso lo striscione fuori dalla sala del consiglio comunale . "Il nostro obiettivo è parlare con Bruno Picchi per domandare spiegazioni sull'abitare sociale e sulle varianti urbanistiche e sul nuovo centro", dice Diego Sarri, militante dell'ex caserma occupata.

IL TIRRENO

29.05.2013.

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TOSCANA NEWS Commerciante di 54 anni vola giù dal terzo piano, è gravissimo

29 Maggio 2013, 12:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

L’episodio nella sua abitazione a Fabbricotti. Alla scena hanno assistito due testimoni Un commerciante di 54 anni mercoledì mattina alle 9,30 si è buttato dal terzo piano, dal terrazzo della sua abitazione, a Fabbricotti. Un volo di diversi metri e l'uomo è finito sul marciapiede, riportando gravissimi traumi. Alla scena hanno assistito due commercianti di una pescheria che sconvolte hanno dato l'allarme. Sul posto è intervenuta un'ambulanza della Svs. I volontari hanno usato il defibrillatore e hanno dato al 54enne le prime cure. Le sue condizioni era molto gravi. Poi insieme al medico del 118 i soccorritori hanno portato il ferito all'ospedale. Sul posto sono intervenute anche due volanti della polizia per i rilievi. L'uomo in quel momento in casa era da solo, in base a quanto appreso aveva dei problemi di salute.

IL TIRRENO

29.05.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS CATANIA, Traffico di droga tra Spagna e Catania Scacco alla cosca Cappello-Bonaccorsi

29 Maggio 2013, 11:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Blitz della mobile etnea: eseguite 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere, due indagati sono irreperibili CATANIA - Sono diciassette le persone destinatarie dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip su richiesta della Procura distrettuale di Catania. La squadra mobile etnea ha arrestato quindici delle persone indagate, mentre due sono al momento irreperibili. I REATI - Tutte le persone coinvolte sono indagate per associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Ad Antonino Aurichella e ai fratelli Domenico e Santo Querulo è contestata anche l'aggravante di avere agevolato il clan mafioso Cappello-Bonaccorsi di Catania. A casa di Bosco sono stati trovati 43mila euro in contanti e circa 1,6 chili di cocaina. Agli atti dell'inchiesta della Dda della Procura etnea sono confluite le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Vincenzo Fiorentino. A seguito di indagini e accertamenti la polizia ha compiuto due grossi sequestri di cocaina: 30 chili nel giugno del 2009 e altri sei chili nel dicembre dello stesso anno.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.05.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Arrestato Ciancimino jr: accusato di evasione fiscale

29 Maggio 2013, 11:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il legale: «Guarda caso, l'arresto viene ordinato all'indomani dell'apertura del processo Stato-mafia» PALERMO - Massimo Ciancimino è stato arrestato su ordine del gip di Bologna con l'accusa di associazione a delinquere ed evasione fiscale. I pm gli contestano anche l'aggravante di aver favorito Cosa Nostra. Ma il giudice che ha disposto l'arresto di Massimo, secondo quanto si apprende, non avrebbe ritenuto sussistente l'aggravante dell'avere agevolato la 'ndrangheta contestata inizialmente dalla Dda di Bologna. L'aggravante traeva origine da alcune intercettazioni tra il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo e Girolamo Strangi, considerato legato alla cosca Piromalli di Gioia Tauro. Nelle conversazioni Ciancimino e Strangi parlavano di affari e giri di denaro. Ciancimino è stato portato al carcere Pagliarelli di Palermo. EVASI 30 MILIONI - Le indagini sono state svolte dalla Gdf di Ferrara: l'operazione ha portato a 13 ordinanze di custodia cautelare, di cui nove in carcere e quattro ai domiciliari nei confronti dei componenti di un sodalizio criminoso accusato di aver posto in essere una frode fiscale nel settore della commercializzazione di metalli ferrosi. A Ciancimino vengono contestati reati fiscali riferiti al periodo in cui viveva in Emilia-Romagna, con un'evasione calcolata in circa 30 milioni di euro. TRATTATIVA STATO-MAFIA - Secondo l'accusa Ciancimino sarebbe stato titolare di fatto di alcune società che avrebbero evaso l'Iva per decine di milioni di euro. Ciancimino è uno dei testimoni chiave del processo sulla trattativa tra lo Stato e la mafia in cui è anche imputato di concorso in associazione mafiosa e calunnia all'ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Il figlio dell'ex sindaco mafioso è anche indagato a Palermo per detenzione di esplosivo. L'aggravante inizialmente contestata dai pm a Ciancimino nell'inchiesta sulla maxi-evasione ipotizza suoi rapporti con la mafia calabrese e in particolare con la cosca Piromalli della Piana di Gioia Tauro. I LEGALI - «Guarda caso, a distanza di quattro anni dai fatti, l'arresto viene ordinato all'indomani dell'apertura del processo Stato-mafia», ha commentato l'avvocato Francesca Russo, che assiste Massimo Ciancimino. Un latro suo legale, Roberto D'Agostino, ha precisato che «l'indagine nell'ambito della quale Ciancimino è stato arrestato è del 2009 e il mio cliente ha collaborato con i magistrati all'epoca. Ciancimino - ha aggiunto - non è il titolare delle società finite sotto inchiesta, ma svolgeva semplicemente attività di intermediazione nella vendita dell'acciaio e ha aiutato i magistrati nelle indagini sull'evasione». «Originariamente - ha spiegato - l'indagine era del Pm di Ferrara, poi, sulla base di una mera ipotesi dell'esistenza di rapporti con la 'ndrangheta, è stata trasmessa alla Dda di Bologna che ha fatto la richiesta di misura cautelare al Gip. Il Gip l'ha accolta, ma è caduta l'aggravante mafiosa: per questo il giudice si è spogliato del procedimento che tornerà, per competenza, alla procura di Ferrara che ha 20 giorni per reiterare la richiesta di arresto». GLI ALTRI INDAGATI - Sono decine i reati contestati alle persone coinvolte nella frode fiscale per la quale è finito in carcere Massimo Ciancimino. Tra questi: evasione e frode fiscale, bancarotta fraudolenta, contrabbando, mendacio bancario, sostituzione di persona, falso in scritture private, falso commesso da incaricato di pubblico servizio. Queste le tredici persone arrestate, di cui nove in carcere e quattro ai domiciliari. Quattro i promotori dell'associazione a delinquere individuati dagli inquirenti: oltre a Ciancimino, le altre menti sarebbero Patrizia Gianferrari di Riccione, sedicente rappresentante di affari, e Gianluca Apolloni di Roma, il presunto commercialista che si occupava di far «scomparire» le aziende a Panama. Con loro anche Paolo Signifredi di Parma. Gli altri cinque sono Mario Carlomagno e Mario Paletta di Potenza, Massimiliano Paletta di Ferrara, Valter Lotto di Reggio Emilia e Ennio Ferracane di Bergamo. Ai domiciliari sono finiti Giulio Galletto di Rovigo, Armido Manzini di Modena (che era l'uomo incaricato di cercare aziende inattive da riutilizzare per le frodi dell'associazione), Elena Rozzanti di Ferrara e la marocchina Etois Safà. Massimo Ciancimino

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.05.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Ilva, verso un nuovo decreto Letta nominerà un commissario

29 Maggio 2013, 11:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Un amministratore straordinario prenderà il timone Vendola: separare il futuro del sito della proprietà BARI - La lunga giornata del governo, alle prese ieri con la crisi dell’Ilva, non è stata risolutiva. Oggi si riprende. L’esito potrebbe essere il varo di un nuovo decreto-legge. Sarebbe il secondo, dopo quello emanato nell’autunno scorso e convertito nella legge definita «salva Ilva» (231 del 2012). Il nuovo provvedimento servirebbe a rendere più rapido l’arrivo di un amministratore straordinario al comando dello stabilimento siderurgico: una figura che provveda — nello stesso tempo — ad accelerare i processi di ambientalizzazione, salvaguardando la produzione di acciaio (essenziale per il tessuto produttivo del Paese). La questione è stata affrontata direttamente dal premier Enrico Letta, dal vice Angelino Alfano, dal sottosegretario Filippo Patroni Griffi, dai ministri Flavio Zanonato (Sviluppo economico) e Andrea Orlando (Ambiente). A più riprese sono stati incontrati prima i rappresentanti dell’azienda (il presidente Bruno Ferrante e l’amministratore delegato Enrico Bondi) e poi quelli della Regione (Nichi Vendola e il capo di gabinetto Davide Pellegrino). «Sul tavolo — ha commentato il governatore della Puglia uscendo da Palazzo Chigi — ci sono opzioni differenziate e i tecnici sono al lavoro per approfondirle. Forse domani (oggi, ndr) ci sarà la decisione. Io mi auguro che si possa optare per l’ipotesi più forte e cioè separare la proprietà dalla fabbrica. La famiglia Riva non può mai più essere considerata un interlocutore». Letta ha consultato il governatore più volte: prima al telefono e poi incontrandolo a fine giornata. Nel governo si ragiona (anche) sulla possibilità che l’amministratore straordinario possa essere un soggetto che sia interno all’attuale perimetro aziendale: per esempio l’amministratore delegato Bondi, dimissionario come Ferrante dopo il sequestro da 8,1 miliardi deciso dai giudici di Taranto. Le dimissioni saranno formalizzate nei prossimi giorni: a quel punto Bondi potrebbe essere un libero cittadino cui assegnare l’incarico, ma pur sempre uomo di fiducia della proprietà. Accanto a questo nodo «politico», è in discussione anche una questione tecnica: come inquadrare la figura dell’amministratore straordinario. La prima ipotesi è che si modifichi la legge Marzano, che oggi consente la nomina del commissario solo in caso di crisi finanziaria dell’azienda. Il decreto potrebbe allargare le ipotesi di ricorso al commissariamento anche al caso di «crisi ambientale». La seconda ipotesi è invece un decreto che intervenga sulla legge 231 (salva Ilva) rendendo più rapido l’insediamento dell’amministratore straordinario. Allo stato attuale, per ricorrervi, occorre prima contestare la eventuale inadempienza dell’azienda nell’applicazione dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale); poi è necessario che sia irrogata la sanzione (fino ad un decimo del fatturato). Solo dopo si può arrivare alla nomina dell’amministratore straordinario: in questo modo, potrebbero andar via vari mesi. Vero è che ieri si è appreso del verbale con cui (il 22 maggio) l’Ispra ha contestato all’Ilva undici inadempienze (i tempi sui lavori di chiusura dei nastri trasportatori, la dispersione di acqua per ridurre le polveri, il superamento della durata delle emissioni inquinanti e relative omesse comunicazioni agli enti di controllo). Ed è anche vero che il ministero dell’Ambiente non intende riconoscere il principio del silenzio-assenso alle domande inoltrate dall’Ilva, relative alla modifica dei tempi di adeguamento sui punti contestati. Ma ciò nonostante, i tempi per il commissario non sarebbero brevi. Il decreto legge serve proprio ad accelerare. Intanto, Michele Mazzarano (Pd) chiede una seduta monotematica del Consiglio regionale che discuta del tema. Francesco Strippoli

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.05.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BRINDISI Haralambides fa dietrofront: bloccata la nomina del segretario

29 Maggio 2013, 11:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Su Guadagnuolo «vedo preoccupazioni, cambierò» Il presidente dell’Authority si piega al volere degli enti BRINDISI - Il presidente dell’Autorità portuale Hercules Haralambides, nella riunione del comitato portuale di ieri mattina, ha deciso di ritirare la nomina a segretario generale di Manlio Guadagnuolo. Accogliendo l’appello rivoltogli dalla maggior parte dei membri, compresi i rappresentanti di Comune, Camera di commercio e Regione, il professore greco ha rimandato la decisione di nominare il successore di Nicola Del Nobile. «Ho capito che ci sono delle preoccupazioni valide da parte del comitato - ha spiegato Haralambides al termine della seduta - e, come avevo già detto in occasione dell’altra riunione, sono disposto ad accogliere la decisione di cambiare il nome. Ora dovremo cercare una scelta che sia condivisa». Per l’ingegner Guadagnuolo, insomma, non ci sarà possibilità di rientrare. Haralambides, invece, è pronto a ricucire lo strappo del 3 maggio quando la seconda convocazione del comitato andò deserta: in quel caso il comitato decise di protestare in modo palese. Ieri però tutti i membri si sono presentati alla riunione ed hanno esposto le loro perplessità. «Non abbiamo mai contestato la persona scelta — ha spiegato l’assessore regionale Gianni Giannini, in rappresentanza della Regione — ma non potevamo ignorare che fosse una persona sgradita a molti. Per questo abbiamo chiesto di rivedere la decisione: il porto può crescere solo con un clima di serenità che, invece, stava mancando». Nel corso delle tre ore di riunione, oltre a due delibere, i componenti del comitato hanno avuto modo di spiegare ragioni e motivazioni che li hanno spinti ad entrare in contrasto con il presidente. Tra toni moderati e non, al presidente è stata contesta l’incapacità di gestire l’ente sia nel rapporto con gli operatori sia nel modo di promuovere il porto e di facilitarne lo sviluppo. Tra loro anche il sindaco Mimmo Consales che aveva contestato la decisione di nominare Guadagnuolo, spiegando anche di preferire quella dell’attuale segretario generale dell’Autorità del Levante, Mario Sommariva. Il primo cittadino, infatti, ancor prima del 3 maggio, aveva scritto al presidente per suggerire quel nome. «Ho manifestato le mie perplessità — ha detto Consales — e, per fortuna, Haralambides ha capito che non poteva proseguire su quella strada ignorando le richieste della città. Ora, però, aspettiamo di vedere il bilancio dell’ente». Dunque per la nomina si tornerà a valutare curricula e domande mentre per l’approvazione del bilancio consuntivo relativo al 2012 (che doveva essere approvato entro il 30 aprile) basterà aspettare la prossima seduta. «Non c’è alcun problema — ha specificato Haralambides —. Peraltro si tratta di un bilancio che si chiude in positivo. Lo discuteremo al più presto ma vorrei ricordare a tutti che la metà delle Autorità portuali d’Italia non l’hanno ancora approvato». Per il segretario, invece, sarà necessario individuare un professionista gradito ad almeno la maggioranza dei 21 membri e che, come vuole Haralambides, sia disposto ad accettare un contratto per soli dodici mesi, anziché i quattro anni previsti dalla legge. Francesca Cuomo

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.05.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Battipaglia, Donatella ritrova i suoi figli: «I miei piccoli hanno perso gioia e serenità

29 Maggio 2013, 11:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il caso dei bimbi sottratti alla madre, dopo 73 giorni un incontro di due ore: «Ci siamo stretti in un abbraccio» SALERNO - «I miei figli non sono più gli stessi: hanno perso la gioia, la serenità. Li ho visti molto induriti, purtroppo da quest'esperienza sono stati segnati per tutta la vita». Donatella, la mamma coraggio di Battipaglia, a cui il 15 marzo scorso furono sottratti i due figlioletti di sette e otto anni, in base a una sentenza di decadenza della patria potestà, ha atteso 73 lunghissimi giorni prima di poter riabbracciare Fabio e Domenico (nomi di fantasia), vittime innocenti di una storia d'amore finita male. È accaduto nel primo pomeriggio di ieri, nella casa famiglia alla periferia di Salerno, dove i piccoli vivono dal giorno in cui furono «prelevati» dalla polizia dinanzi alla loro abitazione. «Mica ci vogliono uccidere?», urlava disperato uno dei due mentre la mamma cercava di tranquillizzarli nelle fasi più concitate e drammatiche del distacco al centro, peraltro, anche di un'inchiesta della Procura. Quella frase è finita nel video che la donna riuscì a girare con il cellulare e che, diffuso dal «Corriere del Mezzogiorno on line», ha fatto ben presto il giro d'Italia. Rendendo la storia dei due fratellini di Battipaglia simile a quella del bimbo di dieci anni di Cittadella, prelevato con la forza dalla sua scuola a seguito di un provvedimento di affidamento al padre. INSIEME - Anche nella storia di Donatella c'è un'accusa di Pas, la sindrome di alienazione parentale, accettata in molti tribunali ma priva di un effettivo fondamento scientifico. Tutto questo però ieri è passato in secondo piano. C'era l'appuntamento con i bambini, dopo 73 lunghissimi giorni, disposto dalla Corte d'Appello, che ha revocato la decadenza dalla patria potestà. E Donatella ha badato solo a questo annunciandolo fin da ieri sulla sua pagina Facebook ricchissima di messaggi di affetto e solidarietà. «È stata un'esperienza molto forte - riflette l'insegnante di Battipaglia, raggiunta sul cellulare poco dopo il distacco, il secondo, dai figli - i bambini sono sicuramente curati, l'ambiente è positivo, ho conosciuto tutte le suore. Ho avuto un'ottima accoglienza dalla psicologa, dall'assistente sociale che hanno presenziato all'incontro. Però il loro sguardo ora è diverso, me ne sono accorta subito, hanno perso la gioia, la serenità. E io ho provato dolore perché non sono più gli stessi». Sono trascorse da poco le 15 quando Donatella entra nella casa famiglia del rione Pastena. Un breve colloquio preparatorio con la psicologa e poi finalmente l'incontro con i bambini. «È come se li avessi visti nascere per la seconda volta - racconta - non abbiamo pianto no, nessuna lacrima, ci siamo solo abbracciati tutti e tre, a lungo, in un silenzio intenso. L'emozione ci stringeva la gola, all'inizio non riuscivamo neanche a parlare». SIMBOLI - Il cuore di mamma è anche un simbolo di cui Fabio e Domenico non possono fare a meno: «A casa ci disegnavamo dei cuoricini con delle frasi sotto. Era il nostro modo per comunicarci affetto. Io gliel'ho voluto ricordare portando loro un cuore morbidoso, tipo cuscino, con sopra scritto: stringimi forte insieme ad alcune fotografie dei nostri momenti più belli, come la gita a Gardaland l'anno scorso». I bambini sorridono, sono felici, di una felicità non ostentata, contenuta. «Li ho trovati cresciuti, di altri due centimetri - riprende Donatella - e hanno entrambi perso altri due chili. Nei mesi scorsi avevano avuto un aumento di peso per lo stress subito». Domenico, il più piccolo, più cucciolone, si attacca alla madre e non la lascia un attimo. «Mamma, devo fare i compiti, mi aiuti?», dice con il candore dei suoi sette anni. E la mamma l'aiuta a fare le moltiplicazioni. «In due ore non era semplice recuperare tutto il tempo perduto - dice Donatella con il rammarico che due ore sono fatte solo di centosessanta minuti - mi hanno fatto vedere tutto quello che hanno imparato a scuola e con me hanno voluto ripercorrere il loro mondo, quello che hanno perso. Hanno chiesto dei nonni: ma quando vengono a trovarci? e io li ho assicurati: prima o poi verranno anche loro». L'ALTRO GENITORE - Del padre invece non si parla. Gli incontri con lui, al centro di denunce per molestie sessuali nei confronti dei figli, al momento sono sospesi. Per Domenico due ore non sono fatte di 120 minuti. Ma di meno, molto di meno. E allora s'incupisce: «Mamma, ma in estate riusciremo a tornare a casa?». Donatella non ha il tempo di rispondergli che la fredda Fabio, il più grande: «ma è vero che dobbiamo stare qua dentro per un anno?» Una domanda che sembra una lama acuminata. Perchè corrisponde alla realtà fredda della legge. «Cosa potevo mai rispondergli? - riflette Donatella - state tranquilli, dovete stare sereni qui». Poco dopo le diciassette Donatella è fuori dalla casa famiglia. Si ferma al Volto Santo a pregare. «Ora vivo nell'attesa di martedì prossimo - dice - quando li incontrerò nuovamente. Poi l'assistente sociale farà una relazione che, se positiva, potrebbe modificare i nostri contatti. Io in realtà avevo fatto richiesta di incontri quotidiani basandomi sul fatto che la Corte di Appello aveva notato il cruccio dei bambini a stare lontano da me ma il tribunale dei minori ha preferito disporne solo uno a settimana. Mi chiedo come fanno queste persone a vivere serenamente sapendo che ci sono due bambini che non hanno colpa di nulla e che hanno già avuto tanto male?» Gabriele Bojano

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.05.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Quattro ragazze di 16 e 17 anni rubano al Maximall: «Ci annoiamo, per questo diventiamo ladre

29 Maggio 2013, 11:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Sono di famiglia benestante e abitano nella Piana del Sele SALERNO - Rubavano al centro commerciale «Maximall» di Pontecagnano. Ed erano diventate una banda ben organizzata che piazzava piccoli furti a raffica. Tutte minorenni, tutte ragazze di famiglie agiate della Piana del Sele. Ma quando sono state bloccate dai carabinieri, che hanno chiesto loro perchè lo facessero, hanno risposto: «Ci annoiavamo, volevamo passare un pomeriggio diverso». I FATTI - Le quattro ragazze, di 16 e 17 anni, avevano appena sottratto dei capi di abbigliamento intimo all'interno di un negozio di una nota griffe presente nel centro commerciale. Collaudata la tecnica. Due delle quattro ragazze distraevano le commesse mentre le altre due all’interno dei camerini con delle forbicine staccavano i sistemi antitaccheggio dei capi che poi venivano indossati sotto i vestiti. Stavolta la strategia non ha funzionato: le commesse, insospettite, hanno chiamato i carabinieri. Che le hanno bloccate con il malloppo: circa 400 euro di capi di vestiario. Le ragazze sono state denunciate alla Procura minorile.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

29.05.2013.

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CAMPANIA NEWS Abusivismo a Torre del Greco Corteo contro gli abbattimenti

29 Maggio 2013, 11:07am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Presenti anche cittadini e comitati di altre città interessate alla problematica. Il corteo è aperto da due striscioni NAPOLI - Circa 500 le persone partecipano al corteo contro gli abbattimenti a Torre del Greco. I manifestanti, un gruppo dei quali ha partecipato lunedì scorso a un Consiglio comunale sulla tematica delle demolizioni , si sono radunati all'esterno del parcheggio Nassiriya in via Marconi e raggiungeranno la sede del Comune dopo aver percorso le strade del centro. Presenti anche cittadini e comitati di altre città interessate alla problematica. Il corteo è aperto da due striscioni con le scritte «Difendiamo un nostro diritto, la casa» e «Ora basta con le demolizioni... dalla politica».

IL MATTINO

29.05.2013.

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CAMPANIA NEWS Napoli, pistola puntata contro il farmacista Ecco il video choc dell'assalto

29 Maggio 2013, 11:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Michele Di Iorio, presidente di Federfarma: «Reati in aumento. Decisivi i filmati delle telecamere per incastrare i banditi» NAPOLI - Pistola puntata contro il farmacista. Eccole, le immagini choc dell'assalto, uno dei tanti che avvengono in città. Michele Di Iorio, presidente di Federfarma Napoli, segnala «reati in aumento». Due le rapine, a distanza di poche ore, messe a segno sabato scorso. A Posillipoo e San Giovanni a Teduccio. Cinque, tra aprile e maggio, solo nel centro storico. Sei addirittura i raid nello stesso esercizio a Ponticelli. Di Iorio sottolinea: «Siamo in costante contatto con le forze dell'ordine. Decisivi i filmati delle telecamere per incastrare i banditi». L'associazione ha realizzato e sta aggiornando un dossier sull'emergenza criminalità, raccogliendo video e informazioni dai propri iscritti.

IL MATTINO

29.05.2013.

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