Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
SEZIONE SICILIA NEWS Braccio di ferro con Regione, da sabato chiusi i laboratori di analisi convenzionati
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Protesta dopo che l’assessorato regionale alla Salute ha avviato il recupero delle somme extra erogate ai privati PALERMO – Di nuovo serrata, di nuovo chiusura per almeno una settimana a partire da sabato e una manifestazione di piazza prevista per il 5 giugno. Lo annunciano i titolari dei Laboratori di analisi convenzionati siciliani che hanno deciso di chiudere le attività’ al pubblico, ancora una volta, dopo che l’assessorato regionale alla Salute ha avviato il recupero delle somme extra erogate ai privati. Un muro contro muro che va avanti da mesi. Il Tar con una recente sentenza ha ammesso la validità di un vecchio tariffario, ma non solo, è scattata anche la retroattività. La Regione deve quindi recuperare somme indebitamente percepite dalle strutture già dal 2007, ma se proprio sul passato si sta cercando di trovare un accordo, non c’è questa intenzione per il 2013 dove l’amministrazione vuole mettersi in linea sin da subito. Così e’ scattata la prima decurtazione del 15% proprio sul contributo erogato da gennaio a maggio, mentre dalla rata di giugno le decurtazioni saranno ancora più pesanti e peseranno per il 40%. Un braccio di ferro tra strutture private e uffici dell’Assessorato alla Salute di piazza Ottavio Ziino le cui conseguenze si faranno subito sentire proprio sui malati. I laboratori sono sul piede di guerra e non intendono fare un passo indietro. Già con un precedente stop alle erogazioni delle prestazioni sanitarie i disagi erano stati pesanti e anche stavolta si ripeterà un triste scenario. La vicenda e’ molto complessa ed e’ difficile che si trovi una soluzione. Infatti, l’Amministrazione regionale trattenendo il 15% ai laboratori ed il 5% ai studi di radiologia si allinea ad un tariffario che sarà in vigore fino a fine mese, comunque più favorevole ai privati. Da giugno entrerà in vigore il tariffario Balduzzi e le cose per i privati si faranno ancora più difficili. E proprio contro le nuove regole in vigore tra pochi giorni la categoria è ferma e non indietreggia. Le associazioni di categoria , tra cui anche Federbiologi, si dicono pronte ad autorevocarsi l'accreditamento e a lasciare i propri assistiti al servizio pubblico. Da parte sua l’Assessorato alla Salute spiega come "il tariffario Balduzzi sia entrato in vigore in altre regioni senza queste proteste. Non e’ con lo sciopero che si risolvono le cose", e ricorda come negli uffici di piazza Ottavio Ziino sia aperto “un tavolo di confronto per eventuali modifiche".
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO Fonte Italpress 30 maggio 2013
SEZIONE SICILIA NEWS CATANIA Morto tre mesi fa, l'Asp lo cerca a casa per una visita «urgente»
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CATANIA - «Mio fratello morto a febbraio lo cercano per visitarlo dopo quasi 3 mesi. Ma in che mondo viviamo?». Lo chiede Pietro Crisafulli, presidente dell'associazione Sicilia Risvegli che si sta occupando dei quattro fratelli Biviano di Lipari, affettai da distrofia muscolare e in attesa delle cure con cellule staminali. «L'altro giorno, durante la mia assenza - racconta Crisafulli, fratello di Salvatore morto dopo un risveglio da un coma in cui era entrato dopo un incidente stradale che lo aveva reso disabile permanente - si presenta a casa mia, a Catania, una dottoressa dell'Asp che a mia madre chiede del signor Crisafulli. Mia madre risponde: ma Crisafulli chi? Cercavo Salvatore Crisafulli, devo fare una visita pneumologica». «Potete immaginare la rabbia di mia madre - aggiunge il presidente di Sicilia Risvegli - come se l'Asl non sapesse che mio fratello fosse morto lo scorso 21 febbraio. Era - sostiene Crisafulli - la visita richiesta con urgenza lo scorso 15 febbraio ed il tutto si trova al vaglio della magistratura per valutare le responsabilità sulla morte di mio fratello. Ma non è tutto: anche l'Inps, ha inviato una lettera a mia madre, invitandola a restituire la pensione, mai riscossa, di mio fratello Salvatore per il periodo di marzo, minacciando di compensare il debito sulla sua pensione. Dobbiamo combattere contro la burocrazia».
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO 30 maggio 2013
CAMPANIA NEWS NAPOLI Turismo, il rapporto tenuto nascosto «La crescita più bassa d'Italia»
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Lo studio adesso è pubblico per volontà di Emilio Becheri, dell’Università di Firenze che l’ha redatto, che ne ha denunciato l’«occultamento» e ce lo ha fornito Capri.
NAPOLI - La Campania, nel 1995, ospitava il 33% dei turisti del Mezzogiorno. Undici anni dopo, nel 2006, la percentuale era scesa ad appena il 26%. A Napoli era crollata del 10%. E la regione era quella con il tasso di crescita più basso di tutt’Italia. È forse a causa di questi dati negativi che il Rapporto sul turismo è stato tenuto nascosto per cinque anni, cioè dal 2008 fino a due giorni fa? O, piuttosto, si volevano celare le altre critiche contenute nel dossier, quelle su «scarsa attrattività», «basso grado di internazionalizzazione», «mancanza di collaborazione», «giudizi di insoddisfazione per trasporti, parcheggi, traffico, manutenzione delle strade e pulizia delle aree pubbliche»? Comunque sia andata, quello studio adesso è pubblico per volontà di Emilio Becheri, il docente dell’Università di Firenze che l’ha redatto, che ne ha denunciato l’«occultamento» e che su richiesta del Corriere del Mezzogiorno l’ha inviato a questo giornale e poi pubblicato sul sito della società Mercury. «La responsabilità della diffusione di questo volume a più di cinque anni dalla sua realizzazione è esclusivamente mia», scrive. Postilla di non poco conto. IL DOSSIER - Il dossier, infatti, era stato commissionato nel 2006 dalla Regione Campania (all’epoca il governatore era Antonio Bassolino, gli assessori al Turismo nell’ordine Marco Di Lello e Claudio Velardi) alla stessa Mercury, a Città della Scienza, al Dipartimento di Analisi dei sistemi economici e sociali dell’Università del Sannio e alla Doxa. Era dunque la Regione a decidere cosa fare di quel rapporto. E lo tenne chiuso nel cassetto, se è vero che fino ad ora ne sono stati pubblicati singoli stralci (nessuno «critico») sul sito dell’Osservatorio nazionale del turismo. «Eppure — chiosa il prof — è ancora oggi lo studio più completo». Emilio Becheri, per chi non ricordasse le puntate precedenti di quest’inchiesta, è uno dei maggiori esperti del settore. È il docente che ha coordinato il «Rapporto annuale sul turismo 2013» (per il quale solo 13 stranieri su 100 scelgono il Sud per le vacanze). E che nell’intervista pubblicata sabato scorso ha rivelato: «Fui chiamato a far parte dell’Osservatorio sul turismo in Campania. Non se n’è fatto nulla, forse perché venivano fuori cose che non si voleva fossero dette, dati che confermavano le criticità, il mancato sviluppo».
DATI FINALMENTE PUBBLICI - Quei dati, da martedì notte, sono pubblici. Ma cosa rivelava di tanto compromettente lo studio concluso nel 2008? Il trend, innanzitutto: «È da evidenziare la performance negativa della Campania, che nel 1995 possedeva una quota di presenze di circa il 33% di quelle del Mezzogiorno, nel 2000 il 31% e nel 2006 il 26%. (... ) E anche nel 2007 la regione continua a perdere la propria quota di mercato. Nel caso della città di Napoli gli effetti esogeni negativi non sono valutabili solo in termini di pura diminuzione del movimento, ma appaiono ancora più gravi in quanto va tenuto conto anche dell’aumento che nel frattempo si è verificato nelle altre grandi città (le cui presenze sono aumentate di circa il 5%), per cui in realtà, se si tiene conto del mancato incremento, la diminuzione di presenze reali non è del 4.6% risultante dal confronto fra anno 2007 e anno 2006, ma intorno al 10%». E ancora: «Se è vero che il settore turistico è uno dei fattori trainanti dell’economia della Regione Campania, è anche vero che il sistema è caratterizzato da una diffusa presenza di imprese stagionali, fenomeno che comporta lunghi periodi di chiusura durante l’anno delle attività delle imprese che non consente una piena occupazione ed un alto indice di utilizzo delle strutture. (... ) Non si comprende perché l’area, che ha una stagione climatica assai migliore di quella delle regioni del Nord e del Centro, presenti in realtà una concentrazione di presenze assai più accentuata». Insomma, le cose per il turismo non è che andassero proprio alla grande. E ciò — ha sottolineato lo stesso professor Becheri — a prescindere dall’emergenza rifiuti dell’epoca: «Il deficit del turismo ed il suo poco sviluppo erano un fatto precedente, già evidente prima». Il motivo? «La Campania identifica un sistema in una fase di transizione, sia per il modesto livello di consapevolezza, fiducia e spirito collaborativo dei vari attori, sia per la mancanza di uno o più soggetti in grado di tracciare un percorso strategico unitario, che selezioni e combini opportunamente le diverse componenti territoriali afferenti alla filiera turistica. Per questo sono necessari una serie di passaggi graduali prima che si possa auspicare la creazione di una vera e propria destinazione turistica e che se ne manifestino gli effetti in termini di significativi aumenti dei flussi di incoming».
I PUNTI CRITICI - Il dossier, tra l’altro, evidenzia alcuni punti critici che permangono ancora oggi, come ad esempio «le condizioni di saturazione di alcune tra le principali vie di collegamento regionali, come ad esempio la linea ferroviaria tirrenica ed il tratto autostradale Napoli-Avellino-Benevento». E non solo: «Il traffico aereo è ancora tutto localizzato nell’aeroporto di Capodichino, ed i collegamenti marittimi e commerciali si avvalgono quasi esclusivamente dei porti di Napoli e Salerno. (... ) Un dato che può legittimare le preoccupazioni degli addetti ai lavori e la necessità di ulteriori investimenti in infrastrutture è quello relativo ai giudizi espressi dagli intervistati, che risultano non raggiungere la soglia minima di soddisfazione in merito alla facilità di spostamento sul territorio. Viene giudicata, inoltre, appena soddisfacente la qualità della segnaletica, e anche in merito alle condizioni ambientali i giudizi espressi sono di insoddisfazione per viabilità, parcheggi, traffico, pulizia e manutenzione delle strade e delle aree pubbliche». Una sorpresa la riserva anche un altro settore dell’indagine, quello sulle motivazioni alla base della decisione di effettuare un viaggio in Campania. «Prevale il desiderio di relax fisico e mentale (26%): seguono la possibilità di trascorrere del tempo con parenti o amici (22%) e il desiderio di avventura (9%)». La sorpresa? «Meno significative appaiono altre motivazioni, tra cui in particolare gli interessi enogastronomici (4,7%), la partecipazione ad eventi culturali (2,5%) e, sorprendentemente, le bellezze paesaggistiche e naturalistiche (1,5%)». Chissà, forse sarà colpa anche della «mancata realizzazione di campagne di web marketing», ma la realtà è che «l’offerta e la relativa immagine promossa è qualitativamente inferiore alla media delle altre destinazioni turistiche nazionali». I SITI WEB - Il riferimento, scrivevano gli autori del rapporto, è ai siti web degli enti provinciali per il turismo: «Ept è un acronimo che dal 1983 non si dovrebbe più utilizzare, ed in Italia sono pochi a sapere che in Campania esiste ancora». Cos’è cambiato dal 2008 a oggi? Nulla. Il sito che pochi conoscono è sempre lì (www.eptnapoli.info), e sulla home page ieri aveva appena due notizie. Una relativa all’«Educational tour» per gli operatori giapponesi (20 maggio 2013) e un’altra sulle «Manifestazioni fieristiche in ambito turistico anno 2013» che risale addirittura al 25 gennaio di quest’anno. Sembrerà paradossale, ma le cose — nel periodo preso in esame dal rapporto — non andavano bene neppure in un settore apparentemente di forza, quello del turismo nautico: «L’area analizzata presenta delle carenze. Se infatti da un lato in quasi tutti i porti non mancano i servizi primari all’attracco delle imbarcazioni, dall’altro le strutture appaiono deficitarie per quel che concerne la fornitura di servizi collaterali all’approdo». E un altro limite è costituito dall’assenza della capacità di fare rete: «Manca una vera e propria identità regionale, perché i diversi prodotti di richiamo hanno una valenza autonoma». LE CONCLUSIONI? NEGATIVE - Le conclusioni? Decisamente negative. E forse è per questo che, per dirla con il professor Becheri, «non si voleva che fossero rese note». Eccole: «Va preso atto che la Campania è la regione che ha trovato le maggiori difficoltà nello sviluppo turistico nel periodo 2000-2006. In termini di arrivi, considerando il tasso medio annuo di sviluppo, è la sola regione che vede una diminuzione del numero (-0.2%) rispetto alle altre regioni italiane, che registrano un aumento medio del 2.5%. Considerando il periodo 1995-2006, la Campania presenta una variazione media annua degli arrivi e delle presenze rispettivamente di +1.8% e di +1.0%, assai inferiore alla media nazionale che è del +3.0% e del +2.3%». Post scriptum. Gli addetti ai lavori, in mancanza di notizie certe, stimano orientativamente il costo di un tale rapporto tra i 200 e i 300mila euro. È falso? È possibile conoscere la cifra esatta che fu stanziata? E comunque, al netto delle opinioni degli esperti, che senso aveva spendere soldi per un dossier da tenere nascosto?
Gianluca Abate CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
30 maggio 2013
CAMPANIA NEWS Reggia di Caserta, un marmo della facciata stava per crollare: rimosso dai vigili
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Era lesionato, si trovava nella facciata nord del palazzo CASERTA - Un elemento in marmo della facciata della Reggia di Caserta, lesionato e sul punto di staccarsi, è stato rimosso dai Vigili del fuoco, intervenuti su segnalazione di un dipendente della Scuola Superiore della Pubblica amministrazione che si trova all' interno del Palazzo Reale. Una piccola area della zona del Parco reale antistante la facciata nord della Reggia è stata transennata dai Vigili del fuoco. La zona si trova lungo il sentiero utilizzato dai turisti per uscire dalla Reggia poco prima della Flora, nel parco del Palazzo.
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
PUGLIA E CALABRIA NEWS BARI Estorsione e usura, tredici arresti Sono tutti affiliati del clan Parisi
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Operazione della Dda di Bari: nel mirino gli imprenditori Costretti a dare oro, preziosi e orologi per i prestiti BARI - I Carabinieri del comando Provinciale di Bari stanno conducendo da qualche ora un'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia finalizzata a disarticolare un presunto gruppo criminale, di cui farebbero parte - secondo quanto accertato dagli investigatori - persone ritenute «vicine» al clan Parisi, tutte accusate di essere dedite all'usura ed alle estorsioni, commesse con l'aggravante del metodo mafioso, ai danni di imprenditori dell'area di Triggiano (Bari). Sono in corso di esecuzione tredici provvedimenti cautelari, emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari per lo più nel quartiere Japigia di Bari, a Cellamare e a Triggiano. L'indagine ha già consentito di eseguire il 20 dicembre 2012 un decreto di fermo del pubblico ministero nei confronti di Savino Parisi, 52enne, ritenuto capo dell'organizzazione mafiosa radicata nel quartiere Japigia di Bari, al quale è stata contestata un'estorsione con l'aggravante di aver agito avvalendosi delle condizioni previste dall'articolo 416 bis codice penale per aver costretto gli stessi imprenditori a consegnargli monili in oro, preziosi e orologi di pregio, per un valore complessivo di 100mila euro, a fronte di pregressi debiti a tasso usurario non corrisposti.
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
PUGLIA E CALABRIA NEWS CERIGNOLA Droga in una scuola elementare Arrestato spacciatore di 26 anni
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il blitz a Cerignola dopo la segnalazione dei genitori Il ragazzo vendeva marijuana e cocaina a giovanissimi Lo spaccio filmato Spacciava marijuana e cocaina davanti ad una scuola elementare e materna. È quanto scoperto dagli agenti di polizia di Cerignola che hanno arrestato Michele Dazzeo di 26 anni, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’arresto è stato eseguito sulla base di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Foggia Antonio Buccaro che ha accolto le richieste del sostituto procuratore Sofia Anfossi. Il blitz ha preso il via dopo la segnalazione di alcuni genitori che, alla polizia lamentavano la presenza di spacciatori davanti al plesso scolastico Cesare Battisti, in piazza Ventimiglia alla periferia di Cerignola. Dopo alcuni appostamenti gli investigatori hanno accertato che Dazzeo aveva numerosi incontri con ragazzi, giovanissimi, ai quali in cambio di denaro consegnava dosi di stupefacente. Nel corso di uno di questi appostamenti la polizia è intervenuta bloccando i clienti: Dazzeo, invece, è riuscito a fuggire facendo perdere le tracce per diverso tempo. Fino a ieri mattina, quando la polizia ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare. Nel corso del blitz gli investigatori hanno trovato, proprio sul muretto della scuola, una busta contenente 20 grammi di marijuana e 22 cipolline di cocaina. A poca distanza dalla scuola è stato trovato anche un motociclo al cui interno vi erano 545 euro, in banconote di piccolo taglio e ritenuto provento dell’illecita attività. Secondo quanto emerso dalle indagini i clienti del Dazzeo erano tutti ragazzi molto giovani, alcuni dei quali anche minorenni. Luca Pernice CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
PUGLIA E CALABRIA NEWS CRIMINALITA' A TARANTO Spartoria in centro, è guerra di mala Morto un affiliato del clan Modeo
Antonio Santagata è stato raggiunto da quattro colpi di arma da fuoco alla schiena. Era in via Mazzini Il corpo della vittima TARANTO - Una vera esecuzione in pieno centro fa ricadere Taranto nell'incubo della guerra di mala. La vittima, Antonio Santagata (57 anni), ex appartenente al clan mafioso dei Modeo e già condannato nel processo di mafia «Ellesponto» è stato raggiunto da quattro colpi di arma da fuoco alla schiena. Soccorso dal personale del 118 è stato ricoverato in fin di vita nella rianimazione dell'ospedale Santissima Annunziata di Taranto dopo dopo pochi minuti è deceduto.
Sparatoria in via Mazzini
IL LUOGO - L'agguato è avvenuto questa mattina alle 9 nella centralissima via Mazzini vicino casa del pregiudicato. L'uomo era agli arresti domiciliari con permesso di uscita per motivi di salute. Sul posto carabinieri e polizia indagano sul caso. In particolare, sono al vaglio degli agenti della squadra mobile della Questura di Taranto i filmati delle telecamere di videosorveglianza posizionate nei pressi di una tabaccheria che avrebbero ripreso l'agguato. Santagato stava scendendo dal marciapiede quando è stato colpito alle spalle. A sparare sarebbe stato un uomo che è poi fuggito a piedi.
Nazareno Dinoi CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
TOSCANA NEWS PISA Noleggiavano auto per fare rapine Arrestati dopo ultimo colpo in banca

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA - PISA, 30 MAG - Dalla provincia di Brescia arrivavano a Pisa per compiere rapine. E per farle noleggiavano, in un'agenzia vicina all'aeroporto toscano, auto che poi sarebbero state regolarmente riconsegnate, ma dopo l'ultimo colpo i carabinieri li hanno identificati e arrestati: in manette sono finiti due uomini ed una donna. L'arresto dei tre, reso noto oggi, è avvenuto il 27 maggio: nello stesso giorno avevano portato a termine una rapina nella filiale del Banco popolare di Filettole (Pisa) TOSCANA NEWS FIRENZE Confisca 14 mln beni a clan Terracciano Cosca aveva investito in Toscana in societa' e ristoranti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA - FIRENZE, 30 MAG - Confiscati in modo definitivo, con sette decreti emessi dal tribunale di Prato, beni per un valore complessivo di 14 milioni di euro di proprieta' di esponenti del clan camorristico Terracciano. Questi beni, nel febbraio 2012, erano stati sottoposti a sequestro di prevenzione antimafia da parte della guardia di finanza di Firenze. Tra le proprieta' sequestrata, 17 aziende, tra cui societa' immobiliari, di ristorazione, di pulizia, di servizi alle imprese, di gestione di locali notturni. /image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)
INSERITO DA DANIELA CAIRA Nella cittadina fabraterna scontro tra due auto: 41enne elitrasportato d'urgenza a Latina. Grave camionista ribaltatosi ad Anagni: sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco per estrarlo dal mezzo

