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NEWS ITALIA E DAL MONDO PADOVA SIMONE, 36 ANNI, PERDE IL LAVORO: CARICA IL CANE IN AUTO E SI SCHIANTA SU UN MURO

31 Luglio 2013, 09:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA www.mikivettica.net PADOVA - Dietro un drammatico incidente stradale mortale avvenuto ieri alle 15.50 è quasi certo che possa nascondersi un gesto di autolesionismo. Si è schiantato contro il muro di cinta della ditta Nar di via Leonardo da Vinci nella zona industriale di Legnaro (Padova). Uno scontro frontale a cento chilometri all'ora che non gli ha dato scampo. È morto così Simone Milanese, 36 anni compiuti lo scorso gennaio, architetto, residente con la fidanzata in via Tito Livio 34 a Ponte San Nicolò. Quando i primi soccorritori sono giunti sul luogo della tragedia, l'uomo era già morto tra le lamiere contorte della sua Peugeot 206 nera. Nell'abitacolo è stata trovata anche la sua piccola cagnolina, che è morta pochi istanti dopo l'arrivo dei primi testimoni. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale, i vigili del fuoco e il personale medico del Suem 118. L'inquietante verità sulle cause dell'incidente sarebbe emersa non appena gli agenti si sono recati a Ponte San Nicolò per dare la drammatica notizia alla fidanzata. Da un controllo nell'abitazione, sarebbero stati rinvenuti tre biglietti in cui la vittima spiegava le origini del gesto. Non è trapelato al momento il reale contenuto degli scritti, ma da quanto si è appreso Simone Milanese da tempo era in difficoltà a causa dell'assenza di un lavoro stabile. Una insoddisfazione professionale che con il passare dei mesi e degli anni potrebbe averlo logorato fino al tragico epilogo. Sicuramente, stando a quanto riferito dagli inquirenti, non si è trattato di un gesto dettato dall'istinto, ma di una manovra pianificata nei dettagli. Insomma, Simone Milanese voleva morire e non ha lasciato nulla al caso. Dal suo profilo Facebook è possibile vedere decine di foto del suo adorato cane. Purtroppo nell'ultimo viaggio verso la morte, il trentaseienne ha deciso di coinvolgere anche quell'amico a quattro zampe con cui fino a ieri aveva vissuto momenti belli carichi di affetto. Tutto il fascicolo della drammatica vicenda è ora nelle mani del pubblico ministero Luisa Rossi. Non appena la fidanzata, anche lei architetto, ha saputo dai vigili la drammatica notizia, ha accusato un malore e a casa sua è dovuta intervenire un'ambulanza. La donna avrebbe riferito agli inquirenti di non essersi mai accorta di quello che poteva provare il fidanzato che forse da tempo stava covando questa tragica fine. Entrambi originari della provincia di Rovigo, da qualche tempo si erano trasferiti a Ponte San Nicolò. I genitori della vittima fino a tarda notte sono rimasti all'oscuro della vicenda essendo in vacanza a Rosapineta (Rovigo). Sulla dinamica del sinistro c'è ben poco da capire: la vittima ha imboccato via Galilei a folle velocità, arrivata allo stop all'incrocio con via Leonardo da Vinci ha tirato dritto senza toccare i freni. All'inizio è stato ipotizzato un malore improvviso del conducente, ma ben presto le indagini hanno cambiato rotta. Nella maniera più tragica ed inspiegabile. La Peugeot di Milanese è stata posta sotto sequestro e nelle prossime ore verrà effettuata l'autopsia sul corpo dell'architetto. di Cesare Arcolini LEGGO.IT

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CAMPANIA NEWS NAPOLI, RAPINA CON SPARI PER L'AUTO: DONNA FERITA. "SFIORATO UN NEONATO"

31 Luglio 2013, 09:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

INSERITO DA www.mikivettica.net NAPOLI - Tragedia sfiorata. In scena il solito assalto alle auto in corsa che da mesi oramai sta terrorizzando i residenti dell'area a nord di Napoli.

Protagonista di una tentata rapina, avvenuta al Corso Europa di Villaricca, un 42enne di Giugliano, residente però da diversi anni a Pistoia. L'uomo era rientrato per le ferie estive con la compagna ed il figlioletto di 3 mesi per far visita ai parenti. Da qualche giorno alloggiava dalla sorella per godersi le vacanze: è stato vittima di un assalto da parte di una banda che ha sconvolto la sua famiglia. Tre ladri per sottrargli l'auto esplodono un proiettile contro i vetri della vettura ferendo la compagna e terrorizzando il piccolo. Una brutta esperienza per il 42enne, ancora sotto choc per quanto accaduto.

LA RICOSTRUZIONE l'altra mattina mentre si recava in uno dei grossi centri commerciali della zona. Mentre transitava lungo la circumvallazione esterna, all'altezza del Comune di Villaricca, tre uomini a bordo di due diversi motorini, volto nascosto dal casco, gli si avvicinano intimandogli di rallentare. In un primo momento l'uomo, commerciante d'auto, pare non avesse capito cosa stesse accadendo. Ma quando uno dei malviventi mette in bella mostra una pistola, puntandogliela contro, non ha più dubbi: è una rapina. I balordi gli chiedono a quel punto di accostare e di scendere dall'auto.

TENTATA FUGA Ma il commerciante, che teme per l'incolumità della compagna 34enne, di origini ucraine, e del piccolo di soli tre mesi, accelera e tenta di fuggire. Ma i ladri non si arrendono, vogliono a tutti i costi l'Opel Insigna sulla quale sta viaggiando insieme alla sua famiglia. Il 42enne però accelera ancora di più. L'inseguimento continua per un centinaio di metri. Il commerciante non decelera e tenta di seminare la banda di criminali.

LO SPARO A quel punto i tre esplodono un colpo contro la vettura. Il proiettile raggiunge il finestrino posteriore. Il 42enne inchioda l'auto. Sui sediolini, alle sue spalle, ci sono la compagna ed il bambino. Le urla della donna sono ben chiare. Il proiettile e le schegge del finestrino infranto, l'hanno colpita al ginocchio sinistro. Salvo il bambino. La madre, in quegli istanti di terrore, riesce infatti a fargli da scudo. L'uomo, terrorizzato, si reca subito alla vicina stazione dei carabinieri. Le forze dell'ordine li condurranno poi in ospedale per accertamenti. I medici riscontrano alla 34enne una ferita guaribile in 15 giorni.

LE INDAGINI I carabinieri della stazione di Qualiano, guidati dal maresciallo Pasquale Bilancio e coordinati dal capitano Francesco Piroddi, stanno tentando di far luce su questo grave episodio. In zona non sono presenti telecamere di videosorveglianza e non sarà facile ricostruire l'esatta dinamica dei fatti. I carabinieri stanno tentando anche di capire quanti siano stati i colpi esplosi contro la vettura. Ma questo non è il primo episodio. Un fatto analogo è accaduto qualche giorno fa nei pressi di calata Capodichino. Un testimone ha raccontato di aver assistito ad una scena simile. Balordi che si accostano alle vetture, proprietari che fuggono, e colpi esplosi contro i vetri per dispetto. Qualche mese fa invece scattò l'allarme delle rapine agli automobilisti per sottrargli le fedi nuziali.

Leggo.it

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CAMPANIA NEWS IRPINIA, IL GIALLO DELLE SORELLE: "NON SI SA CHI C'È NELLA BARA". SU FB LE ULTIME FOTO NEL BUS

31 Luglio 2013, 09:40am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA www.mikivettica.net  Anche i familiari più stretti non sanno chi c'è dentro la bara. E' un giallo davvero incredibile quello delle sorelle Del Giudice: Silvana, 21 anni, e Simona, 17 anni. Basta guardare le loro foto sui social network per accorgersi che si somigliano quasi come gocce d'acqua: soltanto i capelli (una è più "rossa", l'altra più "bionda") possono distinguerle. Ma i corpi (sia quello della ragazza morta che dell'altra ferita gravemente) hanno subito orrende menomazioni. Al punto che il nonno, cui è toccato il macabro rito del riconoscimento, prima ha dichiarato che quel cadavere apparteneva a Simona, quindi a Silvana. E una parte dei familiari propende ancora oggi per questa ipotesi. Così nella bara che ha strappato lacrime durante i funerali nel palasport di Monteruscello ci sarebbe la 21enne Silvana, prossima al matrimonio. Lo giura perfino il suo promesso sposo. Bisogna pregare ancora, invece, per un miracolo cha salvi la vita di Simona.
LA SUOCERA DI SILVANA: "DOVEVA SPOSARSI"


LE FOTO SUL BUS DELLA TRAGEDIA Sempre su Fb le foto del bus poco prima della partenza per l'ultimo, fatale viaggio. Le due sorelle sorridenti insieme ai loro genitori: Antonio (il papà, morto sul colpo) e la mamma, le cui condizioni sono invece migliorate nelle ultime ore.

 

di Mario Fabbroni



(fonte Tv Luna)

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA La Spoon River di Pozzuoli: le foto delle vittime, tutti i nomi

30 Luglio 2013, 11:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE Secondo i dati forniti dal Comune di Pozzuoli (Napoli), dei 38 morti nell'incidente di Monteforte Irpino (Avellino) 28 risultano residenti nella città.
>>>LEGGI L'ELENCO DELLE VITTIME

Il sindaco, Vincenzo Figliolia, presente da questa mattina con alcuni amministratori e dirigenti del comune a Monteforte Irpino per coordinare gli interventi, l'assistenza alle famiglie ed il rientro delle salme in città, ha disposto che la camera ardente sia allestita al palazzetto dello sport di Monterusciello, dove il vescovo Gennaro Pascarella officerà il rito funebre. Il sindaco, ha fatto sapere, che rimarrà sul luogo dell' incidente, fino al momento in cui la magistratura completerà la prima fase dell'indagine e darà disposizioni per effettuare i funerali.

VITTIME DI MUGNANO Arrivano le prime notizie e le prime imagini di quelli che hanno perso la vita nell'incredibile volo dal viadotto ad Avellino. Una tragedia che colpisce soprattutto Pozzuoli. Erano in viaggio con la nipotina di soli 3 anni, ma per loro non c'è stato nulla da fare. A perdere la vita nel tragico incidente verificatosi ieri all'altezza di Monteforte Irpino anche due persone residenti a Mugnano, a pochi passi dal municipio. I loro nomi sono stati diramati qualche minuto fa. Si tratta di Biagio Vallefuoco e Vincenza Trincone, rispettivamente di 52 e 49 anni. I coniugi erano in viaggio con la propria nipotina, Maria, di soli 3, da ieri sera ricoverata all'ospedale Santobono di Napoli. La piccola ha riportato una frattura al femore e alcune ustioni, ma non sarebbe in pericolo di vita. Biagio Vallefuoco era un dipendente del provveditorato agli studi di Napoli; la signora Trincone, invece, originaria della zona flegrea, era casalinga. I due, secondo i primi racconti di alcuni loro concittadini, non erano nuovi ad intraprendere viaggi con agenzie della zona a nord di Napoli.

L'ORGANIZZATORE Nell'incidente di Monteforte Irpino ha perso la vita anche Luciano Caiazzo,quarantenne di Pozzuoli, organizzatore della gita a Telese Terme conclusasi in tragedia ieri sera. Caiazzo risiedeva a Licola Mare, divisa tra i comuni di Pozzuoli e Giugliano in Campania, lavorava in una salumeria del quartiere ed era conosciuto dai suoi concittadini proprio per essere considerato un punto di riferimento per attività di svago e feste. La salumeria oggi è chiusa per lutto, ma tutta la frazione di Licola Mare sta piangendo i propri concittadini morti: erano infatti una decina tra i passeggeri del pullman che è precipitato nella scarpata sulla A16.

L'AUTISTA Si chiamava Ciro Lametta l'autista morto nello schianto. Era fratello di Gennaro, il titolare della ditta che ha affitato il bus della tragedia. Subirà senza dubbio l'autopsia per risolvere una questione fondamentale: malore al volante o incidente al mezzo. Secondo testimonianze raccolte dalla stradale, Lametta ha tentato disperatamente di riprendere il controllo del mezzo, cercando anche di evitare le altre auto cher lo precedevano. Non sembrerebbe la descrizione di una persona colta da malore.

PADRE E FIGLIA Non ce l'hanno fatta Antonio Del Giudice, 51 anni, e della figlia Simona, 16 anni.Sono morti al Loreto Mare a Napoli, mentre moglie e madre Clorinda Iaccarino, in rianimazione al Moscati di Avellino, chiede di loro senza sapere della loro sorte. Combatte al Loreto Mare l'altra figlia, Silvana. Non è il solo nucleo familiare al completo che viaggiava su quel pullman.

LA VITTIMA PIU' GIOVANE La più giovane delle trentotto vittime della tragedia di Monteforte Irpino aveva 16 anni: si chiamava Silvana Del Giudice, era nata a Napoli nel febbraio del 1997, e abitava a Monterusciello, frazione di Pozzuoli.

E LA PIU' ANZIANA Il più anziano, Salvatore Testa aveva 88 anni essendo nato nel 1925. Ben ventisei vittime su trentotto erano originarie di Pozzuoli 


GLI ZII DEL CALCIATORE Tra le vittime del pullman precipitato nel dirupo, c'erano anche gli zii del calciatore della Juve Stabia Salvatore Bruno. In una nota, la squadra gialloblù, «si unisce commossa al dolore che ha colpito il proprio calciatore Salvatore Bruno, a seguito della tragica scomparsa degli zii Salvatore ed Elisa nell'incidente avvenuto a Monteforte Irpino ieri sera».


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Ecco la lista delle vittime diffusa:


Aquarulo Anna - Napoli - 15/08/48
Raiola Anna - San Giorgio a Cremano - 08/08/29
Lucignano Giuseppina - Pozzuoli - 13/05/31
Terracciano Alfonso - Pozzuoli - 02/12/44
Parrella Pasquale - Pozzuoli - 14/01/51
Consale Maria Luisa - Napoli - 04/01/50
Iuliano Elisabetta - 20/11/1935
Esposito Gennaro - Pozzuoli - 03/09/1955
Di Paolo Filomena - Pozzuoli - 20/08/63
Artiaco Assunta - Pozzuoli - 24/08/52
Illiano Agnese - Pozzuoli - 06/04/40
Russo Maria Elisabetta - Pozzuoli - 06/05/49
Musto Irene - Pozzuoli - 01/06/39
Ambrosio Immacolata - Napoli - 05/09/58
Rusciano Maria Rosaria - Pozzuoli - 10/08/62
Del Giudice Antonio - Pozzuoli - 21/08/62
Basile Carolina - Pozzuoli - 27/11/54
Caiazzo Luciano - Pozzuoli - 10/06/73
Delle Cave Teresa - Pozzuoli - 22/08/45
Paone Procolo - Pozzuoli - 12/07/29
Testa Salvatore - Pozzuoli - 09/06/25
Caiazzo Mario - Pozzuoli - 24/04/59
Vallefuoco Biagio - Napoli - 10/06/59
Restivo Teresa - Pozzuoli - 24/03/81
Bruno Salvatore - Casalnuovo - 23/10/46
Iodice Olga - Ponza - 18/01/41
Carannante Maria - Pozzuoli - 28/11/54
Mirelli Anna - Pozzuoli - 10/02/65
Artiaco Gennaro - Pozzuoli - 24/05/39
Illiano Barbara - Pozzuoli - 20/03/50
Basile Giovanni - Pozzuoli - 21/04/60
Chiocca Raffaella - Pozzuoli - 09/04/41
Rusciano Antonietta - Pozzuoli - 07/09/64
Del Giudice Silvana - Napoli - 17/09/97
Conte Giovanni - Pozzuoli - 10/02/63
Rocco Luigia - Napoli - 01/07/39
Lametta Ciro - Napoli - 07/03/69
Trincone Vincenza - Pozzuoli - 16/07/62

(hanno collaborato per le foto Nello Mazzone, Alessandro Napolitano, Ferdinando Bocchetti, Carmen Liguori)

IL MATTINO.IT

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PRIMO PIANO ANTEPRIMA Un abbraccio ha salvato quei bambini I medici, «non c'è altra spiegazione»

30 Luglio 2013, 11:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE ANTEPRIMA I 5 piccoli assistiti al Santobono: i sanitari hanno una sola spiegazione alla loro sopravvivenza. La protezione estrema di qualcuno che li amava.


Napoli. Al Santobono i cinque piccoli sopravvissuti sono un enigma per chi li assiste. Perfino Francesca, 3 anni, e Cristoforo, 2, in rianimazione e disperatamente in lotta per la vita, sono qui per miracolo. Un volo spaventoso, 39 adulti morti sul colpo. Qualcuno è riuscito a spirare fra le braccia dei vigili del fuoco, come una ragazza ventenne che si è avuto solo il tempo di raccogliere prima che se ne andasse. Eppure i più fragili, i bambini, sono qui, vivi. Si spera per loro. Ed i medici, in tanto sfacelo, hanno una sola spiegazione. Qualcuno, nel riserbo, se la fa sfuggire. «Un abbraccio, un adulto che li amava e che, nell'ultimo minuto, li ha stretti fra le braccia per fare loro scudo. Non c'è altra spiegazione. Dovevano essere i primi a morire». Sono, invece, quelli che ancora combattono. Ed i medici del Santobono, gli infermieri, combattono con loro. In rianimazione, attorno ai lettini di Francesca, 3 anni, e Cristoforo, 2 - al centro di uno sciame di camici in stanze dove non si dorme mai, ed i corpicini sono attaccati a mille fili - c'è sempre un'ombra in verde, una in bianco. Arianna, 10 anni, che oggi può raccontare cose utili ai magistrati è perfino uscita dal finestrino da sola. La sua nonna Luigia no. E' rimasta fra quei sediolini, morta sul colpo. Se ne è andata facendo un miracolo. Uno di quei miracoli che è alla portata di chiunque ami.

IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS La strage del bus, funerali a Pozzuoli|Foto I parenti accarezzano le bare dei loro cari

30 Luglio 2013, 10:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA ANTEPRIMA www.mikivettica .netIl dolore dei familiari delle vittime del tragico incidente di domenica. Epifani: «Giornata tremenda». Striscione degli ultrà: «Vi siamo vicini in questo dolore incolmabile».

POZZUOLI - Nel Palazzetto dello Sport i funerali delle 38 vittime della strage del bus, precipitato domenica scorsa nella scarpata a Monteforte Irpino. I parenti seduti a terra, accanto alle bare. Oltre quattromila alla cerimonia.

Quasi alla fine del rito un parente di una delle vittime è svenuto accanto a una bara. Strazio a Pozzuoli, quando i parenti devono lasciare andare via le bare. Urla e malori. All'uscita del premier Letta una donna è stata soccorsa e portata nel presidio della Croce Rossa allestito nel Palasport. Le sue condizioni non desterebbero preoccupazioni.

Clicca qui per vedere la diretta video (Canale 21)

La messa è stata officiata da monsignore Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli che così essorta«istituzioni civili e religiose: non lasciamo soli questi nostri fratelli, soprattutto quelli che si sono ritrovati senza più sostegni anche economici. Di fronte ad una tragedia, in cui sono state troncate tante vite umane, forte è lo sconcerto, è difficile parlare. Ogni parola detta può suonare banale, fuori posto o solo formale. Verrebbe solo di tacere o gridare il proprio dolore». La cerimonia si è conclusa con un lungo applauso. 


>>>LEGGI L'OMELIA DEL VESCOVO

Alla cerimonia il premier Enrico Letta (foto), il ministro Nunzia De Girolamo, il governatore Stefano Caldoro, il leader del Pd, Guglielmo Epifani, tra gli altri.

L'elenco dei nomi delle 38 vittime letto dall'altare. Al nome di Simona del Giudice, 26 anni, un fischio e poi lungo applauso.



C'è chi sulla bara ha messo la foto del giorno delle nozze e chi la sciarpa del Napoli, «perché Giovanni era un gran tifoso». Piangono i parenti delle 38 vittime della strage del bus di Monteforte Irpino, commovente anche la lunga veglia notturna.

VIDEO - L'attesa dei funerali nel palazzetto

Coppie unite nel tragico destino. Così la bara di Barbara Iliano è vicina a quella di Alfonso Terracciano, così come Vincenza è vicina al marito Biagio Vallefuoco. Ma c'è anche la giovane Silvana, 26 anni, che è vicina alla bara del suo papà, Antonio. Fuori al Palazzetto dello Sport anche uno striscione degli ultrà: «Vi siamo vicini in questo dolore incolmabile».


Letta. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, giunto al Palasport di Monteruscello a Pozzuoli, è entrato senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti. Così all'uscita: Letta ha abbracciato all'uscita il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia. Il gesto è stato accompagnato da un applauso di un gruppo di cittadini che ha assistito alla scena.

Epifani. «È una giornata di lutto, una giornata tremenda per tutti». Così il segretario del Pd, Guglielmo Epifani che è giunto al Palasport di Monteruscello. «Tutto il Paese deve unirsi al lutto delle famiglie», ha aggiunto Epifani. Alla domanda di un giornalista sulle responsabilità della tragedia, il segretario del Pd ha risposto: «c'è un procuratore molto serio, molto bravo. Sa lui cosa fare». Al termine della cerimonia Epifani: «Questa è una comunità molto forte e coesa. Mi ha molto colpito questo sentirsi tutti insieme».

Il sindaco di Pozzuoli«È una tragedia che mi ha tagliato il cuore in due parti» ha detto il sindaco di Pozzuoli. «L'Italia intera ci è vicina e questo è per noi una forza, grazie», ha aggiunto. Di fronte a tutto quello che è successo «si prova grande amarezza, dobbiamo avere la forza». E soprattutto «bisogna fare in modo che questo sacrificio non risulti vano. C'è qualcosa che non ha funzionato, ci sono responsabilità, bisogna fare chiarezza e sono certo che sarà fatta». Dopo la messa il primo cittadino ha ringraziato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, presente ai funerali, le altre autorità, i parenti delle vittime, le associazioni: «Anche questa volta ce la faremo. Noi non vi abbandoneremo, noi ci saremo».

De Girolamo. «Questa è la giornata del pianto e del dolore, la giornata della sofferenza delle famiglie, verso le quali dobbiamo avere rispetto». Così il ministro per le Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, arrivata al Palasport di Monteruscello. «Faremo il possibile per aiutare le famiglie», ha aggiunto il ministro. Alla domanda se quella di oggi sia una giornata di tensione speciale anche per la possibile sentenza della Cassazione su Silvio Berlusconi, il ministro ha risposto: «non è il momento di fare dichiarazioni, questo è un giorno di preghiera».

De Luca. Il vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti e sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, esprime «il più sentito e sincero cordoglio e la più accorata partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime della terribile sciagura di Monteforte Irpino». Dichiara: «Questo è per tutti il momento del lutto, della sofferenza, del raccoglimento. È necessario, poi, che le autorità competenti utilizzino ogni mezzo a loro disposizione per accertare le cause del drammatico incidente. Questa immane tragedia impone un più tenace impegno per garantire una maggiore sicurezza sulle nostre strade. Si dovrà avviare una seria e approfondita riflessione sulla qualità e la manutenzione di quel tratto autostradale e adeguarne le dotazioni di sicurezza».

Petangelo. «È una giornata che rimarrà scolpita nella mia memoria: bare e carri funebri come in un terremoto. Una giornata di dolore collettivo, dove tutta una comunità si è raccolta a piangere le proprie vittime». Questo il commento del presidente della Provincia di Napoli Antonio Pentangelo, presente insieme all'assessore Filippo Monaco al Palazzetto dello sport di Monteruscello. «È stata una strage che la magistratura ci dirà se poteva essere evitata e quali responsabilità ci sono state in tema di manutenzione e sicurezza stradale. È una giornata di lutto e il mio pensiero - afferma Petangelo - va sicuramente a quei bambini che ieri ho visto al Santobono: spero che sappiano dimenticare e che sparisca presto quella paura che ho visto trasparire in maniera chiara dai loro occhi».

IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Benevento, al volante di Quad a 9 anni si scontra con un'auto: è grave

30 Luglio 2013, 10:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA Incredibile e grave incidente stradale. Si è verificato uno scontro frontale tra una vettura e un Quad con al volante un ragazzo di soli 9 anni senza addirittura neanche il casco.

L'incidente in contrada Acquafredda, a Benevento. Il ragazzino, all’uscita di una curva ha impattatao un Suv, è caduto battendo la testa. Trasportato al Rummo, in serata è stato poi trasferito in elicottero al Santobono. È in prognosi riservata. E.P., un ragazzo di nove di Benevento, probabilmente di nascosto dai genitori, si è messo al volante del Quad e ha iniziato la sua corsa. In una curva, per cause che sono ancora al vaglio della Stradale, si è scontrato con una vettura, un Suv al volante della quale c’era B. T. ,di 47 anni di Benevento che rientrava dal lavoro e che non è riuscito ad evitare l’impatto. Il Quad, ovviamente, si è ribaltato e il ragazzino è stato sbalzato dalla sella andando a sbattere con la testa sul selciato. Immediatamente sono stati allertati i soccorsi. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 che hanno provveduto immediatamente a trasportare il ragazzino all’ospedale «Rummo» di Benevento. Le condizioni del ragazzo sono apparse gravi e allora è stato deciso il trasferito, in tarda serata, verificata anche la disponibilità, in elicottero all’ospedale Santobono di Napoli. La prognosi è riservata.

IL MATTINO.IT

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Ferisce con fiocina l'ex suocero A Portoscuso arrestato giovane di 26 anni, grave la vittima

30 Luglio 2013, 10:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Ferisce con fiocina l'ex suoceroINSERITO DA TITOLARE  IGLESIAS,  - E' stato bloccato ieri notte dai carabinieri della compagnia di Iglesias il giovane che poco prima, nel lungomare di Portoscuso, aveva ferito con un fucile subacqueo Ignazio Loddo, imprenditore cinquantenne, trasportato d'urgenza all'ospedale con una fiocina conficcata in fronte. n manette Pierluigi Loddo, 26 anni di Gonnesa. Il giovane, dopo aver litigato col padre dell'ex fidanzata, gli ha sparato ed e' fuggito a bordo di un'auto ma è stato bloccato sulla Statale 126 dai carabinieri.
ANSA

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PRIMO PIANO ANTEPRIMA Dolore, lacrime e afa: Pozzuoli piange i morti del bus di Monteforte

30 Luglio 2013, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/07/30/DSC_0055.jpg?v=20130730094742

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Palazzetto dello Sport gremito per l'addio alle 38 bare Un'altra è stata portata via per funerali privati C'è chi sulla bara ha messo la foto del giorno delle nozze e chi la sciarpa del Napoli, «perchè Giovanni era un gran tifoso». Piangono i parenti delle 38 vittime della strage del bus di Monteforte Irpino (una trentanovesima bara è stata portata via perché i parenti vogliono funerali in forma privata). Già un'ora prima dell'inizio della cerimonia funebre il Palazzetto dello Sport di Pozzuoli è gremito. I parenti continuano ad accarezzare le bare. A tratti le abbracciano anche. Tante le coppie che in questo giorno si sono riunite. E così la bara di Barbara Iliano è vicina a quella di Alfonso Terracciano, così come Vincenza è vicina al marito Biagio Vallefuoco. Ma c'è anche la giovane Silvana, 26 anni, che è vicina alla bara del suo papà, Antonio. In tanti stanno arrivando al palazzetto dello sport per l'ultimo saluto alle 38 vittime mentre cresce il caldo opprimente e l'afa. All'esterno anche uno striscione degli ultrà: «Vi siamo vicini in questo dolore incolmabile». Sono arrivati anche il presidente del Consiglio Letta, il presidente della Camera Boldrini, il ministro De Grirolamo, il segretario del Pd Epifani e il governatore Caldoro. Funerali a Monterusciello IL VESCOVO - «Ai magistrati spetterà fare chiarezza sulla dinamica dell'incidente per trovarne le cause, ad altri mettere in atto strumenti che non permettano che si verifichino altri incidenti. La prima solidarietà è il rispetto delle regole!», ha detto monsignor Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli. «Di fronte ad una tragedia, in cui sono state troncate tante vite umane, forte è lo sconcerto, è difficile parlare. Ogni parola detta può suonare banale, fuori posto o solo formale. Verrebbe solo di tacere o gridare il proprio dolore». DE GIROLAMO: AIUTEREMO LE FAMIGLIE - «Questa è la giornata del pianto e del dolore, la giornata della sofferenza delle famiglie, verso le quali dobbiamo avere rispetto». Così il ministro per le Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, arrivata al Palasport di Monteruscello. «Faremo il possibile per aiutare le famiglie», ha aggiunto il ministro. IL SINDACO - «È una tragedia che mi ha tagliato il cuore in due parti», ha detto il sindaco di Pozzuoli Figliolia. «L'Italia intera ci è vicina e questo è per noi una forza, grazie», ha aggiunto. Di fronte a tutto quello che è successo, ha sottolineato, «si prova grande amarezza, dobbiamo avere la forza». E soprattutto «bisogna fare in modo che questo sacrificio non risulti vano. C'è qualcosa che non ha funzionato, ci sono responsabilità, bisogna fare chiarezza e sono certo che sarà fatta».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

30.07.2013.

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Ucciso a bastonate per furto portafogli Presunto assassino confessa, era amico della vittima

30 Luglio 2013, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Ucciso a bastonate per furto portafogliINSERITO DA TITOLARE CAGLIARI,  Ci sarebbe il furto di un portafogli dietro il delitto di via Corbino a Elmas. E' quanto sta emergendo dall'interrogatorio di Edmondo Soru, il 63 anni fermato per l'omicidio volontario di Ignazio Piroi, 49 anni, tossicodipendente, morto la notte tra sabato e domenica all'ospedale Santissima Trinità di Cagliari dopo una brutale aggressione a colpi di bastone o spranga. L'uomo, originario di Guasila ma domiciliato insieme alla vittima a Elmas, starebbe confessando tutto ai carabinieri.
ANSA

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