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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Nubifragio nel Cagliaritano, allagamenti A Elmas automobilisti soccorsi dai vigili del fuoco

24 Settembre 2014, 10:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 (foto: ANSA)

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CAGLIARI,  Un violento acquazzone ha causato vasti allagamenti a Cagliari e nell'hinterland. Particolarmente colpita è stata la zona di Elmas: lungo la Statale 554 un automobilista è rimasto bloccato in un sottopasso allagato e sono dovuti intervenire i Vigili del fuoco per soccorrerlo.
    Stessa sorte è toccata ad altri automobilisti nella zona industriale: i pompieri li hanno trovati sui cofani delle vetture, visto che l'acqua aveva raggiunto quasi un metro. Danni e disagi anche a Cagliari.

ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Sesso in auto davanti a bimbo, arrestati Lei 'fugge' da domiciliari per incontro amoroso a Alghero

24 Settembre 2014, 10:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 (foto: ANSA)

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA ALGHERO,  Per consumare un rapporto sessuale avevano scelto una via del centro di Alghero in pieno giorno, sperando di passare inosservati all'interno dell'auto, lasciandosi sopraffare dalla passione sotto gli occhi di un minore (il figlio di lei), che si trovava in macchina con loro.
    Ma sono stati scoperti e arrestati dalla Polizia per atti osceni in presenza di minore. In manette una donna di 27 anni, che doveva stare ai domiciliari, e un giovane di 23, entrambi provenienti dall'est Europa.

ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA AKHELA, NESSUN PIANO DI SALVATAGGIO: L’ASSORDANTE SILENZIO DEI MORATTI E I TEMPI LUNGHI DELLA POLITICA

24 Settembre 2014, 10:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Lavoratori in sciopero. Nonostante scioperi, manifestazioni per i diritti dei lavoratori la pratica per la mobilità di 49 dipendenti va avanti e il 26 settembre partiranno le lettere di licenziamento. Possibile che "lo sciopero" non abbia più l'importanza che aveva una volta? I diritti dei lavoratori dove vanno a finire?

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Akhela era il piccolo gioiello ITC sardo dei Moratti, una società creata per traghettare SARAS e la Sardegna nel terzo millennio con progetti informatici innovativi.

Grazie a sostanziosi contributi pubblici (circa 78 milioni di euro), i Moratti rinnovarono gli impianti della raffineria perché rimanesse competitiva nel mercato energetico, con l’impegno di creare occupazione nell’isola in settori alternativi a quello petrolifero. Seguendo quindi le linee della New Economy, la famiglia Moratti investì nella ricerca e nell’innovazione dando vita ad Akhela. Quei contributi – tutti spesi realmente per gli obiettivi dichiarati? – in oltre 10 anni, hanno consentito di trasformare Akhela in una realtà di eccellenza nel settore ICT regionale e nazionale – le sedi aperte anche sulla penisola, Maranello, Milano, Roma e Torino,  ne sono una conferma – con figure altamente specializzate e un know-how predisposto anche per il mercato estero. Di fatto, una occasione importante per Akhela e per tutta l’isola.

Nel 2012, Saras decide però di vendere Akhela al gruppo SOLGENIA, presentato come una importante realtà nazionale del settore ICT con sedi anche all’estero. Saras vuole quindi concentrarsi sul proprio core business energetico, affidando così la suacreatura a un imprenditore che le avrebbe consentito di intraprendere quel percorso di espansione e consolidamento in Italia e all’estero. In ogni caso, la casa madre continua a mantenere un cordone ombelicale con Akhela, non solo garantendo i contratti già in essere, ma inserendo perfino un uomo di sua fiducia nel Consiglio di Amministrazione della società.

Viste queste premesse, come mai, a circa due anni e mezzo dalla vendita, Akhela è passata da una fase di espansione a una di forte contrazione, con la perdita del ramo Finance di Roma e di tutte le 80 figure professionali altamente specializzate ad esso collegate? Perché non ha ancora un piano industriale credibile? E soprattutto, come ha fatto a generare un disavanzo di bilancio di oltre 2 milioni di euro che ha  portato l’azienda ad aprire  una procedura di mobilità per 49 persone sulla sede sarda di Macchiareddu,  minando seriamente la tenuta dell’azienda e interrompendo bruscamente tutte le prospettive di crescita e di internazionalizzazione?

Le qualità del nuovo imprenditore, scelto da Saras, avrebbero dovuto creare un quadro nettamente diverso.

Possibile che ai Moratti non sia sorto alcun dubbio sapendo che,  già all’atto della vendita nel 2012, la nuova proprietà presentava al suo interno aziende in sofferenza che oggi sono fallite?

L’attuale situazione di Akhela porterebbe quasi a sospettare che non si sia trattato di una “svista” imprenditoriale ma di un progetto ben definito di “smantellamento” affidato da Saras a una delle tante società specializzate, ormai presenti in Italia e all’estero. Sarebbe anche scoraggiante scoprire che, magari, al completamento dell’operazione di dismissione di Akhela, il “furbo” imprenditore riceva anche un bonus per il raggiungimento dell’obiettivo.

Qualche perplessità è lecita se si analizza la realtà dei fatti che si apprende dalla stampa e dai media locali. Precisamente, a quanto pare la procedura di mobilità interviene pesantemente sui lavoratori senza toccare la classe manageriale, vera responsabile della fallimentare situazione economico-finanziaria dell’azienda. Se si vivesse in un paese coscienzioso, visti i numeri drammatici presentati, il management avrebbe dovuto dimettersi come atto dovuto alla proprietà e ai lavoratori che credono nella loro azienda e vogliono che sopravviva. Infatti, i dipendenti sono disposti a grandi sacrifici, accettando persino un contratto di solidarietà che salvaguarderebbe l’occupazione e l’integrità dell’azienda.  All'opposto, siccome non viviamo di favole, il management è ancora lì, con il suo lauto stipendio, in barba ai licenziamenti che toccheranno i lavoratori dal 26 settembre in poi, data conclusiva delle trattative istituzionali tra parti sociali e azienda.

In situazioni come queste, ormai sempre più frequenti in Italia, spesso sentiamo gli imprenditori proclamare che i licenziamenti sono fondamentali per salvare le aziende. È difficile capire come si possano salvare le aziende eliminando il personale, cuore pulsante delle stesse, senza avere a supporto un piano industriale di rilancio. Questa è invero la situazione di Akhela che attende dalla nuova proprietà un piano industriale dal 2012. Certo che in circa due anni e mezzo di analisi e studio ci si aspetterebbe un piano che non solo rilanci Akhela, ma tutta l’industria sarda ormai martoriata!

È possibile anche che, senza un piano industriale e il mantenimento dell’alto costo del rovinoso management, tra qualche mese Solgenia potrebbe accorgersi che il risparmio ottenuto con il sacrificio dei 49 licenziamenti non sia sufficiente per salvare Akhela. Potrebbe quindi decidere di vendere tutte le sedi presenti sulla penisola e di ridurre ulteriormente l’organico della sede di Macchiareddu. Che cosa rimarrebbe a questo punto di Akhela?

Inoltre, l’azienda rischia di implodere perché, in questo clima di incertezza, molte delle alte professionalità presenti nell’azienda ICT stanno iniziando ad abbandonare la nave, accettando proposte di lavoro all’estero e sul territorio nazionale, con una perdita doppia per la Sardegna. Sì, un danno doppio perché quelle professionalità sono state formate con i soldi dei finanziamenti pubblici erogati a Saras, oltre che per i propri specifici obiettivi, per creare occupazione nell’isola e la loro “fuga” indebolisce un settore, quello ICT, che potrebbe diventare strategico per il rilancio dell’economia isolana.

ICT significa soprattutto innovazione e ricerca, sostantivi che ritornano come una eco lontana della campagna elettorale dell’attuale presidente della Regione Pigliaru. Ecco appunto, (!) le istituzioni dove sono? Che cosa stanno facendo per salvare una società all’avanguardia come Akhela, nata e cresciuta sul territorio sardo?

Le massime istituzioni sarde, Presidente e Assessore all’Industria hanno incontrato su tavoli separati i lavoratori e la proprietà in un balletto che però sembra aver portato a un nulla di fatto. Di conseguenza, è molto probabile che la Regione rimarrà presto delusa perché, nonostante la recente richiesta dell’Assessore all’Industria di sospendere la mobilità nell’attesa della presentazione del piano industriale da parte di Solgenia, il “giovane” imprenditore, sicuramente un eccellente affabulatore, procrastinando questo impegno, segnerà un destino diverso per Akhela: la sua scomparsa!

Forse la Regione dovrebbe pretendere subito non solo il piano industriale e la sospensione della mobilità come atto di serietà per gli impegni presi di fronte alle istituzioni, ma soprattutto un tavolo di confronto regionale con tutti gli attori della vicenda: Saras, Solgenia e il sindacato in rappresentanza dei lavoratori.

Purtroppo, si sa che la politica non viaggia così rapidamente come le lettere di licenziamento che dal 26 settembre potranno partire, ma ha i tempi dilatati che i lavoratori che stanno per ricevere quelle lettere non possono permettersi.

Naturalmente, il quadro immaginato potrebbe anche essere fanta-politica e prima del 26 settembre un coup de théâtre potrebbe ribaltare la situazione dimostrando tutto il contrario di quanto prospettato.

Infatti, visto che la raffineria non vive in un mondo parallelo rispetto al territorio sardo, ma l’impatto positivo e negativo su di esso è enorme da circa 50 anni e che l’obbligo occupazionale ha permesso di creare una realtà di eccellenza come Akhela, i Moratti dovrebbero dare un segno. Da rispettabili imprenditori, quindi, potrebbero ancora fungere da deus ex machina per dare un finale positivo alla vicenda e mostrare quanto tengono alla Sardegna, una regione che ha fatto la loro fortuna.

di Janscky for WEEK END MAGAZINE

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Armato, minaccia passanti e carabinieri Nel Valdarno. Uomo aveva fucile, coltello e carabina

24 Settembre 2014, 10:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 (foto: ANSA)

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA TERRANUOVA BRACCIOLINI (AREZZO),  Armato di fucile, minaccia passanti e carabinieri fino a quando i militari non sono riusciti a bloccarlo. L'episodio è accaduto la scorsa notte a Terranuova Bracciolini (Arezzo), in via Ponte Mocarini.
    In manette è finito un 64enne del Valdarno per porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere, violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. All'uomo è stato anche sequestrato un coltello di 30 centimetri ed una carabina ad aria compressa "Diana" calibro 4,5.  ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Marijuana nel cestino delle mele Arrestato 47enne nel Mugello

24 Settembre 2014, 09:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 (foto: ANSA)

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA FIRENZE, Tornava a casa con un cestino colmo di mele, ma sotto i frutti nascondeva rametti e infiorescenze di marijuana. L'uomo, 47 anni, è stato sorpreso e arrestato dai carabinieri della stazione di Ronta e Scarperia, ieri davanti alla sua abitazione nel comune di Borgo San Lorenzo (Firenze). Sequestrata anche altra marijuana essiccata, per un peso di 400 grammi, trovata in casa. ANSA

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LOMBARDIA NEWS In viaggio con Sara: «Vi racconto Pavia nella mia nuova vita»

24 Settembre 2014, 09:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA PAVIA. Sara si è iscritta a Lettere moderne, ha smesso di sognare di diventare medico quando per troppo tempo la sua stanza è stata quella di un ospedale. Quando aveva 13 anni improvvisamente le sue gambe si sono bloccate. Il suo viaggio nella vita corre su una sedia a rotelle. E’ il viaggio di tutti quelli che non possono camminare, deve diventare il viaggio di chi non sa vedere.

Sara, cosa ricordi del giorno in cui hai smesso di camminare?

«Tutto. Era il 30 dicembre 2007: un’infiammazione al midollo mi ha mangiato le cellule. Mio fratello stava sistemando il camper, dovevamo andare tutti a Bologna per Capodanno. Mi sono alzata, ho sentito una scossa. Mi sono ritrovata sdraiata per terra».

Cosa hai pensato quando ti hanno detto che si trattava di una lesione grave?

«Forse all’inizio non si pensa niente. Ti sparano molti farmaci. Mi chiedono se sono arrabbiata. A volte mi dico che per fortuna è capitato a me e non ad altri, vedo persone molto più fragili».

Come hai reagito?

«Bene, ma il momento tragico l’ho avuto anch’io, a 16-17 anni. Arriva sempre, me lo avevano detto. C’è un momento di crollo. Superato quello ho capito che il peggio lo avevo passato».

Cosa ti pesa di più in questo momento?

«Il giudizio degli altri. So che mi guardano. Non dico che non devono farlo, ma so che pensano: “Peccato una così bella ragazza in carrozzina”».

Quanto è importante raccontare?

«Forse servirebbe un manuale di istruzioni, a volte un aiutino in più serve. Come serve dire agli altri che non è poi così sconvolgente, togliere i pregiudizi».

E tu sei stata aiutata?

«Sì, in ospedale ho conosciuto molta gente che era lì per i controlli periodici, in carrozzina da anni. L’aiuto deve arrivare da quelli nella mia stessa situazione. Ho tanti amici in carrozzina, ragazzi paralizzati dopo incidenti stradali. Le altre persone non sempre possono capire».

Dici spesso “tu non puoi capire”?

«Quando lo dico so che è una frase brutta, ma è così. Per quanto ti possano stare vicino, le persone conoscono la tua situazione ma non la vivono».

Stai per iniziare l’università, come è stata l’ultima estate da studentessa del liceo?

«Ho trovato il mio primo lavoretto come baby sitter e ho fatto la prima vacanza da sola con mio fratello, in Norvegia».

Hai scelto di iscriverti a Lettere. Cosa vuoi fare in futuro?

«Spero di fare la giornalista. voglio iscrivermi alla Walter Tobagi, voglio trovare la strada per realizzare il mio sogno. Che prima era un altro».

Cosa sognavi?

«Volevo fare il medico. Poi ho pensato che stavo già troppo in ospedale non per mia volontà. E che fare il medico in carrozzina non è facile».

C’è un altro sogno, questo realizzato, nella tua vita: l’handbike.

«Nel 2012 c’è stata una tappa del Giro d’Italia a Pavia, sono andata a vederlo con i miei genitori. L’impatto è stato traumatico, mi misi a piangere».

Perché?

«C’è un motivo per cui noi disabili litighiamo: la differenza tra Asl e Inail, legata quindi agli incidenti sul lavoro per cui ti passano tutto. Se invece sei “dell’Asl” hai solo una carrozzina ogni 5 anni, ma sarebbe come usare le stesse scarpe per 5 anni. Piangevo perché non potevo comprarla. Ma poi mi hanno aiutata. Adoro sentire il vento in faccia. In carrozzina fai fatica a sentirlo».

Cosa ti aspetti dalla vita universitaria?

«Che io riesca a seguire bene questo percorso senza gli ostacoli della salute. Anche se so che la salute influenzerà sempre le mie scelte “fisiche”. Da tanti anni sogno l’ambiente universitario. Vado a vivere in collegio. So che sarà bello».

Hai paura Sara?

«No. Mi metto in gioco».

DI MARIANNA BRUSCHI LA PROVINCIA PAVESE

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CILENTO NEWS ROCCADASPIDE: PILOTA INVESTE FIGLIO. E' GRAVE

22 Settembre 2014, 09:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Grave incidente stamane a Roccadaspide nel corso della gara nazionale di slalom VI Trofeo Città di Roccadaspide – Memorial “Carmine D’Angelo”. Uno dei piloti ha investito il figlio di 11 anni mentre rientrava ai box. Al momento dell'incidente il piccolo era seduto sulla scocca della monoposto, quando, per cause ancora in via di accertamento, è caduto finendo con l’essere travolto dalla ruota anteriore destra della monoposto. Il bambino è stato trasportato d’urgenza prima all’ospedale civile di Roccadaspide, dove i medici gli hanno riscontrato la frattura di un braccio, del femore, della tibia e del bacino, ma viste le sue gravi condizioni hanno preferito condurlo con un’eliambulanza all’ospedale Santobono di Napoli. La prognosi è riservata.

TVOGGISALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS BOMBA D'ACQUA SU BATTIPAGLIA: ESONDA IL TUSCIANO

22 Settembre 2014, 09:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un violento temporale si è abbattuto nelle prime ore del mattina nei territori a sud di Salerno di Battipaglia, Olevano sul Tusciano e Montecorvino Rovella, causando danni e disagi. A Battipaglia è esondato il fiume Tusciano provocando allagamenti ai piani bassi di numerose abitazioni del rione Stella, dove una ventina di famiglie sono state evacuate in via precauzionale. Sul posto stanno operando le squadre dei vigili del fuoco, i carabinieri, la polizia municipale e i volontari della protezione Civile. Non vengono segnalati danni alle persone. Le famiglie evacuate hanno trovato ricovero presso parenti ed amici. La tempesta d'acqua si è registrata dalle 5 alle 5,30. Con il passare delle ore la situazione sta pian piano tornando alla normalità. TVOGGI SALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno festeggia San Matteo tra fischi e clamori. La 'doppia faccia' della festa patronale

22 Settembre 2014, 09:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Doveva essere una processione sobria si è trasformata in una resa dei conti tra Comune e Curia, tra Arcivescovo e portatori del Santo Patrono, tra i fedeli ed i vertici della chiesa salernitana. Fischi, imprecazioni, ultimatum, bracci di ferro, tensioni, fuori programma, statue dei Santi poggiate a terra, forze dell'ordine in allerta.

E' accaduto questo ed anche di più nella processione più caotica della storia di Salerno una città capace di dividersi su tutto, finanche sulla processione per il santo patrono. Un corto circuito largamente prevedibile per le prese di posizione forzate ed il mancato dialogo nei giorni che hanno preceduto la processione. Processione cominciata male e finita peggio.

Monsignor Moretti tira dritto per la sua strada, i portatori dei Santi dall'altra. Venute meno le condizioni per rendere la processione un momento di fede e riflessione.

Piovono offese all'indirizzo dell'Arcivescovo con sullo sfondo una frattura, per molti insanabile, tra una parte della città e l'Arcivescovo. Restano gli errori e soprattutto la ricerca dei rimedi per ristabilire un equilibrio ed una reale sobrietà per una processione che non può trasformarsi in farsa o in una corrida. Vi è la necessità di ristabilire un dialogo tra le parti, dialogo che è mancato e che forse poteva evitare questa paradossale processione.

fonte: Salerno Notizie

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Giallo ad Amalfi, cadavere di ormeggiatore trovato a bordo di una barca

22 Settembre 2014, 09:30am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

pontile_ilfaro.jpg

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA E' giallo ad Amalfi per il rinvenimento del corpo privo di vita di un ormeggiatore del porto turistico. Antonio Esposito, 58 anni, è stato trovato cadavere intorno alle 5 di stamani a bordo della sua imbarcazione da 12 metri ormeggiata nell'area di pertinenza del pontile che gestiva.

A scoprire il corpo dell'uomo alcuni collaboratori che hanno subito lanciato l'allarme.

Sul posto i militari della Guardia Costiera e i Carabinieri della locale stazione che stanno effettuando i rilievi del caso e acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nell'area portuale, in attesa dell'arrivo del magistrato di turno.

Esposito, che espletava anche le funzioni di guardiano del pontile, viveva proprio a bordo della sua barca.

Il fatto non è in alcun modo collegabile alla sparatoria avvenuta, presso il pontile poco distante, lo scorso 31 agosto.

Le indagini, non tralasciando alcuna pista, si stanno concentrando sulle persone che avrebbero trascorso la scorsa serata in compagnia di Esposito. Si parla di due donne di nazionalità straniera.

FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO

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