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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Tragedia Lampedusa: un anno dopo, il ricordo. Proteste, Schulz contestato Luam e gli altri, i sopravvissuti al naufragio I VIDEO

3 Ottobre 2014, 11:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

"God is love", "Henrick rip", "you are always in my heart": sono le scritte che i sopravvissutial naufragio del 3 ottobre dell'anno scorso hanno realizzato sui cubi frangiflutti del molo di Lampedusa, lo stesso dove l'anno scorso furono adagiati i cadaveri di 366 loro compagni di viaggio. L'iniziativa, la prima di una serie organizzata per la giornata dal Comitato 3 ottobre, è stata condivisa con i ragazzi del liceo di Lampedusa, che hanno aiutato i migranti a dipingere i cubi sul molo. Lacrime e abbracci tra i sopravvissuti, molti dei quali, alla vista di quel molo, sono scoppiati in un pianto dirotto.

Le proteste - Un gruppo di giovani lampedusani sta manifestando davanti all'ingresso dell'aeroporto di Lampedusa, dove si tiene un incontro con il presidente della Camera, Laura Boldrini, il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, e il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. I manifestanti hanno cartelli contro il governo e le scelte fatte sull'isola. 'Commemorate i morti e ingabbiate i vivi' è scritto su un cartello; 'Ogni giorno è il 3 ottobre'; 'No a Lampedusa caserma a cielo aperto'; 'No Nato, più scuole, no Ue, meno caserme'. In particolare i manifestanti contestano la decisione di riaprire il centro di accoglienza e l'installazione di nuovi radar a Lampedusa. Le proteste sono anche contro il magnate Soros, che - affermano - avrebbe finanziato parte del Festival Sabir, organizzato dall'Arci proprio in questi giorni sull'isola. Anche al Porto Vecchio i lampedusani hanno inscenato una protesta, mettendo cartelli contro il governo e il sindaco, proprio di fronte all'ingresso del molo Favarolo, quello dove arrivano i migranti. "L'economia è in ginocchio - dicono - e i diritti dei lampedusani sono sempre negati".

Schulz, è macchia su coscienza europei. Contestazioni - "La tragedia di Lampedusa è una macchia sulla nostra coscienza di europei". E' il mea culpa che il presidente del Parlamento Ue Martin Schulz ha fatto a Lampedusa definendo poi Mare Nostrum "una grande invenzione del governo italiano" e ha sottolineato le difficoltà che ci sono in Europa, dove "dobbiamo lottare anche con persone stupide, che ignorano la realtà". Schulz è stato contestato durante il suo intervento. "Questa è una pagliacciata, i colpevoli siete voi, siete voi gli assassini" ha detto uno dei rappresentanti del centro sociale dell'isola rivolgendosi al presidente Schulz, che ha ascoltato le critiche e ha poi ripreso il suo discorso.

Mogherini,essere qui non è pagliacciata - Essere oggi a Lampedusa "non è una pagliacciata ma un nostro preciso dovere politico, morale e istituzionale". Così il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha replicato ai contestatori, che avevano fischiato il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz. "Che ci sia l'Ue qui non è per niente banale - ha aggiunto - è il segno di un impegno che c'è stato e che continuerà. Questo è un segnale politico importante". Aprire "canali legali di immigrazione" in modo che si eviti a migliaia di essere umani di mettere a rischio la loro vita attraversando il Mediterraneo. E' l'impegno del ministro degli Esteri Federica Mogherini a Lampedusa in vista del suo nuovo incarico da alto rappresentante della politica estera dell'Ue. Il titolare della Farnesina ha indicato tre cose "da fare immediatamente: continuare a salvare vite, che sia con Mare Nostrum o con Frontex Plus, avere accoglienza efficace e aprire canali legali".

IL RICORDO, UN ANNO DOPO - dell'inviato Matteo Guidelli

Luam dice che tornare a Lampedusa è una sofferenza enorme ma che bisogna farlo per quei "compagni di viaggio" finiti in fondo al mare. Domenico Colapinto il pescatore invece sta a Pantelleria, lontano da quest'isola che gli ricorda momenti devastanti: quel 3 ottobre salvò decine di migranti ma altri gli sfuggirono dalle mani perché unti di nafta; li vide annegare davanti ai suoi occhi senza poter far nulla. E il dottore Pietro Bartolo, che di migranti vivi e morti ne ha visitati e visti a migliaia, ancora si commuove quando ricorda come ha salvato Kebrat. "Era in mezzo ai cadaveri, se non mi fossi accorto di quel suo polso debolissimo sarebbe finita nei sacchi neri assieme agli altri".

Lampedusa celebra il suo giorno più triste e lo fa con uno spirito inquieto: al dolore per una tragedia che ha umanamente devastato l'isola e tutti quelli che quel giorno sono corsi in mare per salvare vite, si somma la rabbia di quella parte di abitanti riunita con l'associazione degli albergatori che vedono la riapertura del Centro di accoglienza, prevista per i prossimi giorni dopo lavori di ristrutturazione costati 3,7 milioni, come l'inizio della fine.

Per sabato è stata annunciata una manifestazione, "per salvare i nostri figli" da una politica "che ci sta portando all' esasperazione e al fallimento". Ce l'hanno col sindaco Giusi Nicolini e con il governo, quelli che protestano: "Lampedusa si accollerà di nuovo tutta la problematica relativa agli sbarchi e ancora una volta noi lampedusani saremo gli unici a subire gli effetti devastanti del fenomeno migratorio". Lei, il sindaco, fa spallucce. "Pensi davvero che non vogliano il Centro? E dove dovremmo mettere i migranti, sul molo? O forse le loro proteste hanno a che fare con gli sgravi fiscali e la richiesta di non pagare le tasse?"

Ma inquieta è anche l'altra metà dell'isola, perché certe immagini non si possono scacciare mai e quando arrivano gli anniversari il dolore riemerge in tutta la sua cattiveria. "Alla morte non ti abitui mai, chi dice questo mente - ammette lucidamente il dottor Bartolo - Ogni volta è una sofferenza immane, non c'è nulla da fare e null'altro da dire. Io davanti a quei corpi straziati ho pianto decine di volte". A salvarti dalla disperazione ci pensano però storie come quella di Kebrat, una ragazza eritrea che era su quel barcone e ora sta in Svezia. "Quando l'hanno ripescata sembrava morta e così è finita su una barca assieme agli altri cadaveri - racconta Bartolo - Quando siamo arrivati in porto, non so ancora per quale motivo, le ho sentito il polso e ho percepito un battito debolissimo. Ho gridato come un pazzo, 'è viva, è viva', e così l'abbiamo portata via di lì. Aveva i polmoni pieni d'acqua e gasolio, ma ce l'abbiamo fatta. E' stato un miracolo". Kebrat non è tornata a Lampedusa, dove invece sono arrivati Luam, Fanus, Rezeni e tanti altri che erano su quel barcone maledetto.

Nei loro occhi c'è ancora la paura e solo gli abbracci con i lampedusani che li hanno salvati e che li attendono in aeroporto riescono a strappar loro un sorriso. Fanus è stata l'ultima dei 155 sopravvissuti a lasciare l'isola, tre mesi dopo. Ora vive in Svezia. "Studio e faccio un corso di formazione professionale. Ricordo tutto di quella notte ma vorrei tanto dimenticare". Anche Rezeni è in Svezia e sogna di diventare meccanico. "Voglio farmi una vita, voglio vivere". A Lampedusa ci sono anche i familiari di chi non ce l'ha fatta. "Ogni volta che ci chiedete di quella notte la ferita torna a sanguinare - dicono una ragazza che ha perso la cugina e un giovane che nel mare di Lampedusa ha lasciato il fratello - Ma per la prima volta, nell'incontro con papa Francesco, qualcuno ha capito la nostra tristezza".

Un dolore che è stampato sui loro volti mentre, lo sguardo fisso nel vuoto, ascoltano lacerimonia interreligiosa nel Santuario della Madonna di Porto Salvo.

Che non è un posto qualunque per Lampedusa: qui, per secoli, sono stati lasciati generi di conforto per tutti i marinai di passaggio. E una fiammella è rimasta sempre accesa, alimentata da tutti coloro che vi giungevano, cristiani, musulmani o ebrei che fossero. "I tanti morti annegati sono stati cancellati dal crudele gioco del più forte° ha tuonato l'arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro. Un gioco che non è ancora finito: mentre a Lampedusa sbarcavano i sopravvissuti, davanti alla Libia altri diperati morivano.Nell'ennesimo naufragio figlio dell'indifferenza.


 

IL RICORDO, UN ANNO DOPO 

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Atrani comune trasparente, sito web istituzionale ben aggiornato su ogni attività

3 Ottobre 2014, 11:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dopo i primi cento giorni di governo, continua senza soste "l'operazione trasparenza" portata avanti dall'Amministrazione comunale di Atrani guidata dal sindaco Luciano De Rosa Laderchi. Proprio in questi giorni, sul sito web dell'ente (www.comune.atrani.sa.it ) sono pubblicati importanti bandi pubblici e avvisi di notevole interesse per la cittadinanza.

CONTRIBUTI CANONI DI LOCAZIONE Di sicuro richiamo per la popolazione è il bando di concorso per la concessione di contributi integrativi ai canoni di locazione, indetto in favore dei cittadini residenti titolari di contratti ad uso abitativo, regolarmente registrati, di immobili che non siano di edilizia residenziale pubblica. L'obiettivo perseguito dall'Amministrazione è quello di allargare la platea dei beneficiari, che verranno inseriti in una graduatoria in funzione di un coefficiente derivante dal rapporto tra canone, al netto degli oneri accessori, e valore ISE dell'anno precedente a quello di riferimento; si è perciò deciso di ridurre l'importo massimo spettante a ciascuna fascia, pari al 70% del contributo massimo per la fascia A ed al 30% per la fascia B (le due fasce indicano il diverso rapporto tra Indicatore ISE ed incidenza del canone di locazione annuo: nella prima si inseriranno i valori ISE relativi ai redditi 2013 pari all'importo di 2 pensioni minime INPS, euro 13.035,88, rispetto al quale l'incidenza del canone risulti non inferiore al 14%; nella seconda rientreranno i valori ISE non superiori a 18.000 euro e incidenza non inferiore al 24%). La domanda, completa di tutta la documentazione richiesta, deve pervenire presso l'Ufficio Protocollo del Comune entro il 30 ottobre 2014; ogni altra informazione utile e più specifica è facilmente reperibile sul sito web.

PARCHEGGI L'Amministrazione ha inoltre individuato in Piazzale Europa l'area del paese in cui riservare 15 posti auto da affidare in concessione, con un canone mensile di 60 euro, per un anno (dal 1° novembre 2014 al 31 ottobre 2015). Possono presentare la domanda soltanto i cittadini residenti muniti di contrassegno di colore verde; l'assegnazione avverrà tramite estrazione a sorte e avrà durata annuale, non rinnovabile.

Il parcheggio potrà essere utilizzato 24 ore al giorno, salvo eccezionali situazioni come ordinanze sindacali o allerta meteo, preventivamente comunicate agli utenti. L'istanza di partecipazione deve essere presentata entro le 12,00 del 15 ottobre presso gli uffici comunali. Anche in questo caso è possibile reperire dettagliate informazioni, tra cui modalità di pagamento e indicazioni sul sorteggio, sul sito istituzionale del Comune.

Per quanto riguarda, invece, la regolamentazione del parcheggio in via dei Dogi, diventata area di sosta dall'8 settembre scorso e fino al 31 maggio 2015, l'Amministrazione comunica che sono state apportate delle modifiche: è stata estesa di un'ora la fascia oraria per la sosta a pagamento (8/24) e aumentato il numero di stalli, individuati da apposita segnaletica, per un totale di 45 posti auto.

ELENCO SCRUTATORI Le altre iniziative di interesse pubblico riguardano la formazione e l'aggiornamento periodico dell'albo dei Presidenti di seggio elettorale e dell'elenco degli scrutatori. In entrambi i casi il bando consultabile online chiarisce i requisiti e le modalità di inserimento degli interessati, che dovranno far pervenire la propria domanda entro il 31 ottobre per quanto concerne l'albo dei Presidenti di seggio ed il 30 novembre per gli scrutatori. I cittadini interessati possono rivolgersi all'Ufficio elettorale del Comune tutti i giorni lavorativi, sia per ritirare i modelli di domanda che per chiarire eventuali dubbi o semplicemente per ricevere informazioni.

COMMISSIONE PAESAGGIO Il Comune di Atrani è alla ricerca inoltre due componenti per la Commissione locale per il paesaggio, da integrare nella già costituita commissione, in possesso di laurea in architettura, ingegneria, geologia, storia e agraria. I professionisti interessati dovranno far pervenire la propria manifestazione di interesse sottoscritta e datata entro le 12 del 15 ottobre 2014 alla casa comunale oppure tramite posta elettronica certificata all'indirizzo utc.atrani@asmepec.it.

Non sono previste graduatorie né attribuzioni di punteggio e l'incarico durerà fino alla scadenza naturale della commissione.

FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Furore Inn Resort agli americani per 3,6 milioni

3 Ottobre 2014, 11:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Il complesso alberghiero Furore Inn Resort ha un nuovo proprietario. Dopo cinque vendite giudiziarie andate deserte negli ultimi quattro anni, nell'udienza programmata stamani per la vendita senza incanto appena conclusasi, è pervenuta l'offerta di una società americana creata ad hoc, la Villa Talia Devlopment.

Stando ai bene informati si tratterebbe di una cordata di imprenditori di importanti aziende a stelle e strisce che mirano al prepotente rilancio della struttura a cinque stelle della Costa d'Amalfi.

Per 3 milioni e 650mila euro la società d'oltreoceano ha rilevato il complesso da 25 camere con centro benessere, ristoranti, piscine, campo da tennis, realizzato su vari terrazzamenti degradanti verso il mare, partendo dal piano terra e fino al quinto livello sotto strada con l'ex blocco centro ricreativo della superficie di mq 275 circa, con terrazza di 35 mq e casa rurale di 177 mq.

Una struttura, quella di Furore, che necessita di importanti lavori di ristrutturazione.

Chiusa negli ultimi quattro anni, aveva attraversato più di una turbolenza, sia giudiziaria che economica. Dopo l'inchiesta per presunte violazioni urbanistiche, da cui sono usciti prosciolti tutti gli indagati, la società aveva deciso di mettere in liquidazione l'albergo per fronteggiare una complessa situazione debitoria. Si è poi arrivati alla procedura esecutiva, promossa dall'istituto di credito Bnl, e la proprietà dell'immobile è stata messa all'asta.

Il giudice esecutivo aveva già fissato cinque udienze di vendita, prima con un prezzo base di 8 milioni e 205mila euro, poi scesi a 6 milioni e 154mila euro tre anni fa, fino ai 4 milioni del luglio 2013 e i 3,7 attuali dello scorso aprile. In tutti e cinque i casi, però, l'asta è andata deserta.

La storia del "Furore Inn Resort" inizia nei primi anni ottanta con la progettazione di un complesso turistico-sportivo da realizzare in contrada Sant'Elia.

La struttura principale fu costruita, direttamente dal Comune, quando il piano urbanistico territoriale dell'area sorrentino-amalfitana non era ancora legge regionale. Successivamente venne costituita la "Futura srl", una società mista con la partecipazione diretta dell'amministrazione comunale, che predispose e presentò un progetto di completamento.

Nel 1997 il salto definitivo: dopo l'iter burocratico, l'inizio dei lavori che poneva fine a tutti gli ostacoli, che si erano frapposti, per il completamento del complesso ricettivo. Il Furore "Inn Resort", dunque, dal settembre del 2001, divenne realtà con le sue attrezzature sportive (piscina, palestra, fitness, campo da tennis, e centro benessere), le 25 camere per l'ospitalitá turistica, il ristorante e le strutture complementari.

A settembre del 2003, invece, scoppia lo scandalo. Si ipotizza, infatti, che per la costruzione della struttura ci sarebbero delle irregolarità. Una tesi che la Cassazione ha rigettato completamente, assolvendo tutti gli imputati dai reati contestati.

Dopo la vendita si potranno liquidare i creditori, specie numerosi dipendenti, e poi dividere le somme restanti tra i soci della società mista nella qual il Comune di Furore partecipa per il 12%.

fonte il Vescovado di Ravello

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LOMBARDIA NEWS In centro a Pavia traffico in tilt, bus fermi per 40 minuti VIDEO

3 Ottobre 2014, 11:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA PAVIA. L’autista del bus della linea 3 ha rallentato in prossimità del palazzo di Giustizia. E ha atteso che il collega, al volante del mezzo proveniente dalla direzione opposta, superasse prima la recinzione di un cantiere edile, poi la fila di auto in sosta vietata e infine sfilasse in mezzo ai pedoni aprendo un varco. Ma ieri mattina l’ingorgo che si è formato in corso Cavour non ha lasciato spazi di manovra ai due autobus che si incrociavano perché, mentre i minuti scorrevano, dietro di loro si sono accodati quelli delle corse successive. Tre da una parte, due da quella opposta. E per ben 40 minuti, dalle 11.15 a poco prima di mezzogiorno, il traffico in corso Cavour è rimasto paralizzato. Più di quanto già non avvenga ogni mattina. Ci sono volute tutta la pazienza di un’agente di polizia muncipale e l’abilità dei conducenti della Line per sbrogliare la matassa, mentre tra i passeggeri montava la rabbia per la sosta prolungata.

«Dobbiamo andare alla Maugeri, abbiamo una visita prenotata fra trenta minuti» ha spiegato una giovane mamma che accompagnava il figlio adolescente. Un pensionato era diretto al San Matteo. «Ho il controllo in cardiologia. Per me è un bel pezzo di strada, non posso farla a piedi» spiegava preoccupato al vicino di sedile. Gli autisti hanno atteso, seduti al posto di guida. Poi, rassegnati, hanno spento i motori e hanno aperto le porte. Molti passeggeri sono scesi, chi imprecando chi affrettando il passo. Chi era diretto agli ospedali ha dovuto andarci a piedi. La linea 3 è quella che attraversa il centro, da Montebolone a San Matteo-Maugeri fino al Colombarone. Uno dei più affollati.

«Questa scena si ripete ogni mattina – conferma l’autista di un bus –. In genere si aggiungono al caos ordinario anche i furgoni del carico e scarico, ma oggi stiamo davvero superando il limite».

 

LEGGI ANCHE:

Un video mostra il percorso a ostacoli in cui si è trasformato corso Cavour. Stefano Sfondrini (Muoviti Pavia): «Bisogna adottare il modello Lodi»

 

Avvocati, utenti e passanti si sono assiepati sul piazzale, cercando spazio tra le auto in sosta. Sulla strada una fila di auto, in divieto. E poi biciclette, pedoni e macchine che sbucavano da via Frank e via Romagnosi. Clacson e proteste. «Ogni mattina qui respiriamo polveri sottili e smog – lamentano i commercianti della zona –. Dobbiamo tenere le porte dei negozi chiusi». Due i problemi: le auto in divieto e il cantiere infinito. «Le segnalazioni per questi problemi sono all’ordine del giorno e il Comune ne è perfettamente a conoscenza – ammette Sergio Resconi, direttore generale della Line –. Per noi c’è un ritorno di immagine pessimo. E oltre ad essere un costo, si crea anche un disagio per gli utenti del servizio. In un paio di occasioni, in passato, abbiamo avviato le procedure per denunciare l’interruzione di pubblico servizio. Ma l’iter si è rivelato troppo lungo. Serve una denuncia-querela, la pratica poi ha un costo e il risultati arriverebbero troppo tardi».

 

In bici in centro a Pavia: percorso a ostacoli
Il video girato la scorsa primavera da Stefano Sfondrini, portavoce dell'associazione MuovitiPavia

 

Il cantiere, gestito dalla ditta Viganò, crea un imbuto da quattro anni sull’asse pricipale del centro storico. In un’area sensibile, davanti al tribunale, a poche decine di metri da due scuole, lungo il percorso degli autobus.

 

L’ufficio Traffico del Comune ha concesso alla ditta l’ultima proroga: chiusura obbligata entro il 15 novembre. Non un giorno di più. Il primo passo dello smantellamento del cantiere si verificherà questa notte. Stasera alle 22 il tratto attorno al cantiere, in corso Cavour, verrà chiuso al traffico per consentire la rimozione della grande gru che per alcuni anni ha sovrastato i tetti di quel pezzo di città. Un’operazione delicata, visti gli spazi ridotti in cui si dovrà agire. Il blocco del traffico e la chiusura della piazza rimarranno in vigore fino alle 5.30 di sabato mattina. Il cantiere è aperto da quattro anni, dal gennaio 2010, e sorge sulle ceneri di quello che fu il cinema multisala Kursaal.

di Maria Grazia Piccaluga LA PROVINCIA PAVESE

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Ogni 4 minuti un giovane perde il posto

3 Ottobre 2014, 10:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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228083 1047752848357 3575 nINSERITO DA GIUSEPPE D'ALESSANDRO Mentre in Parlamento si litiga sull’articolo 18, l’Istat continua a sfornare i dati del fallimento delle politiche occupazionali adottate finora. La disoccupazione giovanile ad agosto è balzata al 44,2%, in aumento di un punto percentuale rispetto al mese precedente e di 3,6 punti in dodici mesi. In totale, i giovani disoccupati sono 710 mila. In un anno 88 mila giovani sotto i 25 anni hanno perso il posto. Il che vuol dire che ogni giorno oltre 240 under 25 sono usciti dal mercato del lavoro; uno ogni quattro minuti. Il premier Matteo Renzi, con la formula di Garanzia Giovani, aveva promesso 900 mila posti ma al momento questo strumento si è rivelato un flop. Numerose sono le richieste ma molto scarse le offerte: dopo quattro mesi dall’avvio di questo meccanismo sono 189.111 i giovani che si sono registrati ad oggi, solo 49.357 sono stati convocati dai servizi per il lavoro e 31.297 hanno ricevuto il primo colloquio di orientamento. Risultano soltanto 11.703 le occasioni di lavoro, per un totale di posti disponibili pari a 16.949. Sarebbero quindi circa 97 al giorno le offerte di impiego finora pervenute.

Dalle rilevazioni dell’Istat emerge che ad agosto si è toccato il livello di disoccupazione più alto mai raggiunto dal 2004, (inizio delle serie storiche mensili), e dal 1977, inizio delle pubblicazioni delle serie storiche trimestrali. I disoccupati tra i 15-24enni sono 710mila.

La percentuale degli occupati è un risicato 15%, in calo di 0,5 punti percentuali su mese e di 1,4 punti rispetto allo scorso anno, ai minimi anche in questo caso dal 2004 e dal 1977.

Questi dati sulla situazione giovanile sono talmente gravi da eclissare i lievi miglioramenti dello scenario generale. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 134 mila, è diminuito ad agosto del 2,6% rispetto al mese precedente (-82 mila) e dello 0,9% su base annua (-28 mila). Il tasso di disoccupazione è così al 12,3%, in diminuzione di 0,3 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,1 punti nei dodici mesi.

Tant’è che il ministro del Lavoro Poletti prende in considerazione questi dati per dire che c’è qualche segnale positivo: «rispetto al mese precedente, gli occupati aumentano di 32.000 unità, il numero dei disoccupati diminuisce del 2,6% ed il tasso di disoccupazione cala dello 0,3%». Evita però di dire che la percentuale dei senza lavoro in Italia è il doppio di quella in Germania e ben superiore a quella dell’Eurozona. Il Cnel invece è più realistico. Dice che per tornare ai livelli pre crisi la disoccupazione dovrebbe scendere intorno al 7%, ma servirebbero 2 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2020: un'ipotesi che «sembra irrealizzabile».

Un rapporto dell’ufficio studi della Cisl che ha rielaborato i dati del ministero del Lavoro mette in luce altri aspetti interessanti sulle cause della perdita di occupazione. Nel 2013 sono state registrate circa 9,8 milioni di cessazioni dei rapporti di lavoro di cui 113 mila sono stati licenziamenti collettivi pari al 12,3%; quelli per giusta causa rappresentano il 7,8% del totale; e quelli per giustificato motivo oggettivo sono il 77,4% del totale.

La situazione del mercato del lavoro indica che l'uscita dalla recessione sembra per l'Italia ancora lontana. Dalle tabelle dell’Istat emerge che l’economia continua a perdere colpi. L’Italia risulta ancora prigioniera della deflazione. A settembre, l'indice dei prezzi al consumo, secondo le prime stime, è sceso dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2013 e dello 0,3% nei confronti di agosto 2014. La flessione dei prezzi è marcata per i beni energetici (-2,8%, da -1,2% di agosto) mentre si sta riducendo per gli alimentari non lavorati (-0,9%, da -1,8% del mese precedente).

L’inflazione per il 2014 scenderebbe così allo 0,3% dallo 0,4% di agosto. Con i consumi «compressi dalle difficili condizioni del mercato del lavoro» è presumibile, secondo l’Istat che nel terzo trimestre dell’anno ci sia una nuova flessione del Pil.

Nella sua analisi, l'Istat ricorda che un supporto alla ripresa «potrà arrivare dall'indebolimento dell'euro che porterebbe ad una ripresa delle esportazioni».

Secondo gli economisti, «il deterioramento dei ritmi produttivi riflette la carenza di domanda interna che colpisce soprattutto gli investimenti». Nel rapporto si evidenzia che «negli ultimi due mesi, la fiducia delle imprese italiane è arretrata sui valori di inizio anno, con perdite più marcate nei settori dei servizi».

Le difficoltà dell'industria italiana, afferma ancora l'istituto di statistica riflettono la fragilità delle condizioni di domanda interna, per la perdita di slancio della spesa per investimenti e l'evoluzione moderata dei consumi privati, questi ultimi compressi dalle difficili condizioni del mercato del lavoro.

La flessione produttiva dell’industria è stata pari all'1% su base congiunturale, e ha interessato tutti i principali raggruppamenti di industrie. Tale andamento è apparso in controtendenza rispetto alle principali manifatture europee, contrassegnate da una stazionarietà in Francia e Spagna e da un significativo rialzo in Germania (+1,9%).

Laura Della Pasqua IL TEMPO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CIBI CONTAMINATI: ECCO L’ELENCO DELLE MARCHE DA EVITARE

3 Ottobre 2014, 10:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

228083 1047752848357 3575 nINSERITO DA GIUSEPPE D'ALESSANDRO Si era ormai alla ricerca da mesi su quali fossero i marchi che commerciavano cibi contaminati a insaputa delle associazioni per la salvaguardia dei consumatori ma, finalmente, il tutto è venuto a galla, speriamo non troppo tardi. Nell’immagine che vedete di seguito, fotografata da un quotidiano di questa mattina e diffusa su Facebook da un utente sul suo profilo, potrete vedere l’intero elenco delle marche che vendono cibi contaminati. Fate girare quest’immagine, noi consumatori tutti uniti possiamo creare gravi disagi a queste aziende che non salvaguardano la nostra salute pensando solo al loro profitto.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Concordia, capitan De Falco rimosso dall'incarico

26 Settembre 2014, 09:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Concordia, capitan De Falco rimosso dall'incarico

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Avrebbe meritato una promozione vista la professionalità con cui ha gestito l'emergenza la notte del naufragio della Concordia. E inveceGregorio De Falco, il capitano del “Torni a bordo cazzo” urlato al telefono a Francesco Schettino che aveva lasciato la nave ancora piena di passeggeri da salvare durante il naufragio, è stato punito. Ieri è stato informato che dovrà lasciare il settore operativo della Capitaneria di Livorno per sarà trasferito in un ufficio della Direzione marittima. Una retrocessione che lascia l'amaro in bocca. Ancor di più se si pensa che Schettino viene invitato a parlare dalle cattedre universitarie, rilascia interviste, si fa fotografare sui rotocalchi. 
«Sono amareggiato e sto riflettendo su molte cose, comprese le stellette che porto addosso», si sfoga in una intervista rilasciata a Repubblica. «Questo Paese è storto, privo di riferimenti corretti in cui le persone rispondano per il ruolo e la responsabilità che hanno». Ripensando a quel tragico 13 gennaio De Falco dice di non aver niente da rimproverarsi, ma pensa che ci sia un collegamento fra il suo spostamento di incarico e quello che accadde la notte della Concordia. «Penso che ci possa essere un collegamento col lavoro che ho fatto per il soccorso e forse nelle indagini». Formalmente nessuno gli ha mai rimproverato niente, «eppure queste conseguenze non sono coerenti con i riconoscimenti formali. Lo Stato su di me ha speso soldi per formarmi come responsabile del soccorso marittimo, responsabilità di cui mi sono fatto carico anche quando non mi competeva, come per esempio nella notte di Concordia». «Ero a capo dell’unità costiera di guardia a Livorno che ha un ambito geografico coincidente con le acque antistanti la provincia», spiega a Laura Montanari. «Il naufragio avvenne a Grosseto e io sono stato chiamato dalla sala operativa della direzione marittima regionale: ho risposto subito salendo in sala e assumendo ogni decisione operativa». «Quella notte», continua De Falco, «io la ricordo bene, non sapevamo nemmeno esattamente quante persone ci fossero sulla nave e i vertici di Costa alla domanda di un giornalista tre giorni dopo il naufragio su quante persone fossero sulla Concordia risposero di chiedere alla Protezione civile... il filmato è su youtube, tutti lo possono vedere. Quando ho fatto scendere le persone dalla biscaggina, ordinai di mettere sotto le zattere gonfiabili e in questo modo salvammo due bambini che caddero dalla scaletta».
Eppure niente promozione. «Non era nel profilo di carriera, mi dovevano valutare quest’anno semmai. Il punto non è la promozione... », puntualizza Capitan Coraggio che il 28 settembre si presenterà nel suo nuovo ufficio. «Io sono un militare», taglia corto De Falco.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Maltempo a Palermo, aeroporto chiuso per un'ora: quattro voli dirottati „Bomba d'acqua su Palermo: aeroporto ko per un'ora e disagi al traffico

25 Settembre 2014, 11:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Maltempo a Palermo, aeroporto chiuso per un'ora: quattro voli dirottati
Via Ugo La Malfa dopo pochi minuti di pioggia - foto Paolo Arduino

397292 104896189669319 1023336315 nDI MICHELE PAPPACODA Sono quattro i voli dirottati tra Catanie e Trapani per le avverse condizioni meteo registrate nel capoluogo. Si tratta degli aerei provenienti da Pantelleria, Londra, Roma Fiumicino e Santorini.


Un nubrifragio si abbatte su Palermo, causando qualche disagio al traffico e la chiusura dell'aeroporto per circa un'ora. Le avverse condizioni meteo hanno reso necessario dirottare quattro aerei verso Catania e Trapani. Nel primo scalo il volo AZ 1807 Pantelleria-Palermo, decollato alle 9.50, e del volo U2 5243 Londra Gatwick-Palermo, delle 10.15. Altri due aerei diretti verso il capoluogo siciliano, i voli FR 3010 Roma Fiumicino-Palermo delle 09.45 e V7 1581 Grecia Santorini-Palermo delle 10.20, sono stati dirottati a Trapani. Ma la situazione sembra essere tornata alla normalità, tanto che la Gesap ha comunicato che lo scalo palermitano è tornato operativo dopo la bomba d'acqua che si è abbattuta sulla città. „DISAGI AL TRAFFICO - L'intensa pioggia ha creato qualche ingorgo alla rotonda in via Leonardo da Vinci e alla circonvallazione. Acqua alta in via Oreto, nella zona di Partanna Mondello. Allagamenti e traffico in tilt in via Ugo La Malfa (nelle foto inviate da Paolo Arduino).“

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COSTIERA AMALFITANA NEWS VETTICA DI AMALFI E' VENUTO A MANCARE FRANCESCO ANASTASIO (CICCIO)

25 Settembre 2014, 10:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nInserito da: Michele Pappacoda Vettica di Amalfi nella notte e venuto a mancare Francesco Anastasio dopo una lunga vita dedicata al lavoro e alla famiglia a lasciato la vita terrena Ciccio conosciuto a vettica da tutti col soppranome "CICCIO E ANIELLO". Figura storica di Vettica ogni volta che scendeva da montefungione ove viveva sempre col sorriso sulle labbra e pronto allo scherzo e alla battuta tutti lo ricordiamo cosi. Lo piangono la moglie Raffelina e i suoi figli le esequie si svolgeranno nella chiesa di San Michele Arcangelo in Vettica.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO: CALANO I PROTESTI, AUMENTANO I FALLIMENTI

25 Settembre 2014, 10:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Calano sensibilmente i titoli protestati in provincia di Salerno nei primi mesi del 2014: gli assegni scoperti si riducono del 33% in numero e del 39% in valore. Restano però alte le aperture di fallimento. Questo in estrema sintesi quanto emerge dall’analisi condotta della Camera di Commercio di Salerno, nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Economico Provinciale, su dati Infocamere-Unioncamere relativi al I semestre del 2014. Nel periodo gennaio-maggio 2014 in provincia di Salerno sono stati protestati 14.614 titoli di credito per un volume complessivo di oltre 26,8 milioni di euro, con un importo medio pari a 1.838 euro per titolo protestato. Rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, i protesti sono diminuiti complessivamente sia nel numero (-24,6%) che negli importi (-38,5%), a differenza dell’andamento registrato nel corso del 2013 che aveva evidenziato una contrazione degli insoluti solo in termini di numero, ma non di importo complessivo (erano nel 2013 diminuiti come numero del 9% ed aumentati nel valore del 16,8%, con un conseguente aumento nell’importo medio). La contrazione dei protesti salernitani rispecchia l’analoga tendenza rilevata a livello nazionale (dato Italia: -24,5% numero e -36,2% valore complessivo), determinato dalle incertezze del momento economico che producono una riduzione nelle transazioni commerciali, associata da un lato, ad una maggiore cautela di consumatori e imprese ad assumere impegni economici e, dall’altra, ad una maggiore sfiducia da parte dei potenziali creditori ad accettare pagamenti con titoli di credito. Da segnalare, in termini assoluti, che i dati delle province italiane confermano Salerno al quarto posto, dopo Roma, Milano e Napoli, sia per numero di effetti protestati che come monte di scoperto complessivo; mentre meno rilevante la posizione di Salerno nella graduatoria delle province italiane per valore medio protestato (54^ posto), che evidenzia l’esistenza in provincia di effetti protestati anche di modesta entità. Nel primo semestre dell’anno in corso sono state aperte in provincia di Salerno 123 procedure fallimentari, per un aumento pari al 56% rispetto allo stesso periodo del 2013, a fronte di un andamento nazionale più contenuto (Italia 18,5%). La maggior parte delle procedura salernitane, oltre i due terzi, ha riguardato società di capitali, tra le quali il fenomeno continua a crescere a ritmi sostenuti. Sull’aumento dei fallimenti registrati nel semestre pesa il contributo del commercio, che rappresenta il 34% delle aperture totali. Significativa anche l’incidenza relativa di manifattura (23%) e costruzioni (20%). Sono proprio le procedure fallimentari di attività edili a conquistare il triste primato di crescita nel primo semestre dell’anno, raddoppiando rispetto allo stesso periodo del 2013. Questo, in sintesi, è quanto emerge dall’indagine condotta dall’Osservatorio Economico provinciale promosso dalla Camera di Commercio di Salerno, basata su dati Infocamere-Unioncamere.TVOGGISALERNO

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