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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Sant'Agnello accesso con carabinieri e Asl nella casa della maestra contestata a Piano di Sorrento

31 Ottobre 2014, 11:21am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 n INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Questa mattina alle 7 a Sant'Agnello accesso con carabinieri e Asl nella casa della maestra contestata a Piano di Sorrento. Una vicenda sconcertante questa in penisola sorrentina, a chiedere l'accesso il Comune di Sant'Agnello  guidato da Piergiorgio Sagristani che si è dimostrato sensibile alle istanze di cittadini, anche di genitori di Piano di Sorrento, dove l'insegnante doveva tenere le classi materne, sulla base di pregresse denunce e scoperte di un vero e proprio lager con cani e gatti morti qualche anno fa proprio a Sant'Agnello. Sul posto i carabinieri, personale dell'Asl Napoli e la polizia municipale guidata dal comandante Nello Gargiulo . In pratica a toglier le castagne dal fuoco all'amministrazione carottese ci sta pensando Sagristani. 

POSITANONEWS

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Elena Ceste, Il giallo dei vestiti: Ecco dove si sono spostate le indagini

31 Ottobre 2014, 11:16am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nESEGUTO DA MICHELE PAPPACODA Ci sono alcuni particolari su cui si stanno concentrando le indagini sulla morte di Elena Ceste, la mamma di Costigliole sparita il 24 gennaio e ritrovata lo scorso 18 ottobre. Perché Michele, il marito, quella mattina ha preso i vestiti lasciati in parte davanti al cancello e nel cortile? I carabinieri di Costigliole glielo contestano subito: «Non dovevi toccare niente e lasciare tutto come lo hai trovato». Invece Michele li ha raccolti, posati in macchina, consegnati. Quella mattina la temperatura è relativamente mite: molta umidità e una foschia diffusa. Ma il maglione rovesciato, il reggiseno, gli slip, la maglietta, sono stranamente asciutti. Ora li stanno esaminando i carabinieri del Ris, che hanno prelevato campioni di terreno nel giardino.  

 Sopra, neanche un filo d’erba o una traccia di quel fango che sembra fuoriuscire dalla campagna per confondersi con l’asfalto. Mancano le calze. Lui torna indietro a prenderle. Nuove, come se non fossero mai state indossate o appena prelevate da un cassetto. «Non le avevo viste subito», dice. E gli occhiali. Elena era molto miope, non ne può fare a meno. Saltano fuori dopo. «Erano un po’ nascosti….», precisa. Il procuratore capo di Asti Giorgio Vitari spiega che una parte dell’indagine si concentra proprio su questo aspetto della ricostruzione di quei 27 minuti in cui Elena Ceste scompare, nuda, lungo il sentiero che va alla roggia dove è stato poi trovato il cadavere. L’avvocato di fiducia, Claudia Girola, chiede che si allenti la pressione mediatica su Michele e sui quattro figli. Ieri mattina uno dei suoi fratelli, uscendo dal cancello in auto, ha rischiato di investire una giornalista, sgommando via nervoso.  

 Eppure Michele Buoniconti, 44 anni, vigile del fuoco, uscito di casa in questi giorni solo per accompagnare i figli a messa, dice di essere tranquillo e «in pace con Dio e gli uomini». Non vuole nemmeno nominare un perito che assista all’autopsia della moglie, in corso ad Alba: «Non serve, non sono io l’assassino, sono in grado di difendermi da solo», ripete. Adesso si sa che era indagato da tempo, con l’accusa di «istigazione al suicidio». Ma Elena Ceste non è morta suicida. Qualcuno, il suo assassino, ha nascosto il corpo nel canale. 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Patente: gli automobilisti disciplinati arrivano a 30 punti. Ecco come controllare il saldo

31 Ottobre 2014, 11:13am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nDI MICHELE PAPPACODA Dal 2003 è prevista la decurtazione di punti patente in caso di violazioni del Codice della Strada oltre all’ormai classica multa. I possessori della patente italiana hanno in dote 20 punti iniziali e coloro che non commettono infrazioni con perdita di punti hanno diritto dopo due anni a due punti di “bonus”. Gli automobilisti con meno di 20 punti, dopo due anni dall’ultima infrazione, tornano al totale iniziale di 20 se non commettono altre irregolarità. Con i bonus si possono raggiungere un massimo di 30 punti totali. I più disciplinati al volante dal 1° luglio 2003 arriveranno a raggiungere per l’estate del 2013 il massimo di 30 punti.

Ma come si controllano i punti patente? Il modo più economico è quello di utilizzare ilportaledellautomobilista.it, dove è possibile registrarsi in 10 minuti. L’altra procedura gratuita prevede l’utilizzo di iPatente, l’applicazione gratuita e ufficiale della Motorizzazione Civile che fra le altre funzioni offre su iPhone, iPad e smartphone Android proprio il Saldo Punti Patente dal portale dell’Automobilista a cui occorre essersi registrati. Infine è possibile chiamare da un telefono fisso il numero 848.78.27.82 al costo di una chiamata urbana, 7 giorni su 7 (h24) e in meno di tre minuti otterrete il vostro saldo.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Salento, l’appalto della Statale 275 è illegittimo. Il pasticcio Anas lo pagano i cittadini

31 Ottobre 2014, 11:08am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Salento, l’appalto della Statale 275 è illegittimo. Il pasticcio Anas lo pagano i cittadini

Cronaca

397292 104896189669319 1023336315 nESEGUITO DA MICHELE PAPPACODA La statale 275 è una delle opere più costose e discusse della Puglia. Ad aggiudicarsi la gara da 288 milioni di euro è stato il gruppo Uniland-Ccc, ma per il Consiglio di Stato Anas ha affidato l’appalto in modo illegittimo: spetta a Matarrese. Ora deve scegliere se sborsare il risarcimento danni o annullare il contratto già firmato. Ma a pagare sono sempre i cittadini

Dieci milioni di euro da dover pagare per risarcimento danni, senza che venga mosso un dito. In alternativa, l’annullamento di un contratto già sottoscritto, da sostituire con un altro di venti milioni di euro più costoso. Il dubbio amletico che Anas è chiamata a sciogliere in queste settimane ha una sola certezza: a sobbarcarsi il suo pasticcio su una delle opere più importanti della Puglia, la statale 275, saranno, in ogni caso, i cittadini. È sulle loro teste, e sulle loro tasche, che è esplosa la guerra milionaria tra due colossi dell’edilizia, il gruppo Matarrese di Bari e il Consorzio Cooperative Costruzioni, gigante delle coop rosse emiliane, a cui l’appalto è stato affidato in modo illegittimo, come ha sentenziato il Consiglio di Stato. La spirale di nuovi ricorsi pronta a innescarsi preoccupa la politica, perché un ulteriore slittamento dei tempi collide con alcune autorizzazioni in scadenza. Il pericolo di un dirottamento altrove dei fondi è il motivo per cui, la scorsa settimana, l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Loredana Capone, è volata a Roma per un incontro informale con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La grande torta La storia è quella del raddoppio della strada che unisce Maglie con Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce. L’attuale statale, che in alcuni punti attraversa centri abitati, dovrebbe essere ampliata da due a quattro corsie. Una lingua d’asfalto lunga 41 chilometri, la metà dei quali da realizzare completamente su nuova sezione. È tra i progetti più contestati sul territorio, un tira e molla che si trascina da vent’anni, da quando il percorso venne immaginato per collegare le zone industriali del Basso Salento, quelle dell’economia fiorente del tessile e calzaturiero, fabbriche da migliaia di operai. Un mondo scomparso da almeno un decennio. L’opera, sovradimensionata, è sopravvissuta, finanziata a più riprese: nel 2001, a disposizione c’erano 113,6 milioni di euro, che sono diventati 165,5 milioni, interamente a carico della Regione, nel 2003. Nel passaggio dal progetto preliminare a quello definitivo, nel 2009, il costo è lievitato e non di misura: si è passati a 287,8 milioni di euro, di cui 152,4 milioni a valere sulle risorse che il Cipe ha assegnato alla Regione Puglia e il resto a carico del Fondo infrastrutture per il Mezzogiorno. L’appalto viziato: “macroscopiche illegittimità” La gara d’appalto è già stata espletata e ad aggiudicarsela, il 19 aprile 2012, è stato il raggruppamento Uniland-Ccc, con un ribasso del 42,69 per cento. Il contratto è già stato firmato, senza attendere la pronuncia definitiva del Consiglio di Stato, che, a luglio scorso, ha sparigliato le carte. Con una sentenza clamorosa ha rigettato la pronuncia del Tar di Lecce e accolto il ricorso dell’associazione temporanea d’imprese Matarrese-Coedisal Palumbo, arrivata quarta. Era questa a dover vincere la gara, mentre non avrebbero dovuto essere ammessi né Uniland-Ccc né i raggruppamenti posizionatisi secondi e terzi in graduatoria, l’AtiGrandi Lavori Fincosit-Socostramo e l’Ati Salini-Ircoop. In tutti e tre i casi, sarebbero state violate, a vario titolo, prescrizioni del bando e norme del Codice degli appalti. Inoltre, non sarebbero stati rispettati i requisiti necessari con riferimento alla natura e all’entità dei lavori, alla qualificazione dei gruppi di progettazione e alla ripartizione delle quote di svolgimento delle opere. Tutti motivi che hanno indotto i giudici di Palazzo Spada a parlare chiaramente di “macroscopicità delle illegittimità rilevate”. Anas al bivio, ma pagano i cittadini Ora che si fa? Si dovrà decidere in fretta e i prossimi saranno giorni decisivi. La prima ipotesi prevede che Anas confermi l’accordo già firmato e che il Consiglio di Stato non ha potuto depennare. Il Codice del processo amministrativo, infatti, stabilisce che non si possano annullare i contratti d’appalto relativi ad opere di interesse nazionale, come lo è la statale 275. Il rovescio della medaglia, in questo caso, è l’esborso di un cospicuo risarcimento alla Matarrese, “per equivalente nella misura del 5 per cento e del danno curriculare e di chance nella misura dell’1,5 per cento del prezzo offerto in gara” dalla società: 10 milioni di euro da pagare sull’unghia, puliti. La seconda ipotesi l’ha prevista la stessa sentenza di luglio, facendo “salva la possibilità che l’Anas, in relazione alla macroscopicità delle illegittimità rilevate, faccia luogo ad eventuale annullamento in autotutela dell’aggiudicazione ed alla conseguente risoluzione del contratto”. “Non può farlo – è la tesi di Ernesto Sticchi Damiani, legale di Ccc – proprio per la stessa ragione per cui ciò è stato già inibito al Consiglio di Stato. Inoltre, c’è un problema di costi, poiché l’offerta di Matarrese è di circa 20 milioni di euro più cara della nostra”. Il vicolo cieco Gli incontri riservati a Roma tra la Matarrese e vertici della società del Ministero dell’Economia lasciano intendere che si viaggi verso l’annullamento del contratto.”Oggetto dell’appalto – spiega Pietro Quinto, difensore del gruppo barese – era non solo l’offerta economica ma anche la progettazione esecutiva. È accaduto che Ccc ha ritardato l’adempimento di questo obbligo e, a quanto è dato di conoscere, il progetto esecutivo, tardivamente depositato, non è stato approvato e si ha motivo di ritenere che difficilmente potrà esserlo”. Il perché è nelle cose: le illegittimità rilevate potrebbero riguardare anche il computo metrico che ha condizionato il sostanzioso ribasso d’asta. Dunque, Matarrese ha la strada spianata? Macché. A ingarbugliare il quadro c’è una novità. Come attestato dai Durc, non è in regola con l’assolvimento degli obblighi previdenziali e assistenziali, requisito richiesto fin dalla presentazione dell’offerta e per tutta la durata della procedura. È un dettaglio emerso giusto il 9 ottobre scorso: il Tar di Lecce ha emanato un’ordinanza con cui ha confermato l’annullamento da parte dell’Autorità Portuale di Taranto dell’aggiudicazione di una gara in favore di Matarrese, proprio “per difetto del requisito di regolarità contributiva”. Un procedimento parallelo, ma che, com’è ovvio, potrebbe avere ripercussioni dirette sulla vicenda 275. “L’Autorità anticorruzione? Temiamo un conflitto di interessi” A rigirare il dito nella piaga sono gli ambientalisti locali. Dopo che il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di espropriandi, si stanno rivolgendo alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Chiedono di annullare tutti gli atti, che secondo loro hanno un vizio a monte: negli anni Novanta, la progettazione della strada venne assegnata con incarico diretto, senza procedura di evidenza pubblica, alla Pro.sal spa. È lo studio di progettazione dell’ingegnere Angelo Sticchi Damiani, attuale presidente dell’Aci. “Dati i costi, per noi è affidamento illegittimo. Inoltre, lungo il tracciato della futura statale sono emerse discariche di rifiuti pericolosi tombati ed è evidente che gli studi geognostici e idrogeologici commissionati non sono stati effettuati. Finora non ci ha ascoltato nessuno – dice Vito Lisi, presente del Comitato No 275 – pensavamo di rivolgerci all’Autorità nazionale anticorruzione, ma abbiamo appreso che nella Commissione in materia di appalti, insediatasi il 18 settembre scorso, siede Saverio Sticchi Damiani, nipote di Angelo e figlio di Ernesto. Temiamo un conflitto di interessi”.

DI TIZIANA COLLUTTO IL FATTO QUOTIDIANO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO «Chi fa sesso con più partner è meno esposto al cancro alla prostata»

31 Ottobre 2014, 11:05am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il segreto per ridurre i rischi di avere il cancro alla prostata è avere più partner. Di questo, almeno, sono convinti alcuni ricercatori.

Lo studio, riportato dal Daily Mail, mostra che chi ha avuto più di venti differenti partner sessuali ha il 28% di possibilità in meno di rimanere affetto dal cancro. Questo perché l'attività sessuale e l'eiaculazione hanno effetti benefici, come sottolineato dal professor Parent, dell'università di Montreal: «La fuoriuscita di liquido seminale, come è noto, aiuta a depurare le zone in cui si viene a formare il cancro alla prostata».

Dall'altro lato, invece, chi non ha avuto rapporti sessuali rischia di raddoppiare le possibilità di contrarre il cancro. Nessuna variazione, invece, è stata rilevata nel caso di rapporti omosessuali.

IL MATTINO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Auto con più di 10 anni: arriva la stangata dall’ACI

31 Ottobre 2014, 11:02am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nESEGUITO DA MICHELE PAPPACODA Ancora un giro di vite da parte dell’Aci sulle vecchie auto. Dopo il ddl inserito nella Legge di Stabilità che vuole alzare l’età minima per definire storica un’auto o una moto da 20 a 30 anni, ora è la volta delle auto con dieci anni di età. L’età media di un’auto circolante in Italia è di nove anni. Troppi per l’ACI, che propone di raddoppiare le revisioni per le auto che hanno un’età superiore ai dieci anni. “Il rischio di morire in un incidente a bordo di un veicolo di dieci anni d’età è più che doppio rispetto a una vettura di nuova immatricolazione – ha detto il presidente dell’ACI, l’ingegner Angelo Sticchi Damiani – un’auto del tipo Euro 1 a benzina del 1993 fa registrare emissioni di monossido di carbonio superiori del 172% rispetto a un Euro 4; un diesel Euro 1 rilascia 27 volte il quantitativo di polveri sottili rispetto a un moderno Euro 5”.

L’ingegner Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’ACI, prosegue la sua ‘crociata’ contro le vecchie auto. Tutto questo avviene subito dopo che a Padova in occasione di Auto e Moto d’Epoca si è levato un ‘grido di dolore’ da tanti appassionati, club e proprietari di auto storiche: “Renzi, non far morire le auto storiche!” hanno detto in tanti ai media presenti a Padova. E il Presidente dell’Asi avvocato Roberto Loi ha cercato ulteriori appoggi per la sua petizione contro il ddl inserito nella Legge di Stabilità.

Intanto anche Guidalberto Guidi, presidente di Ducati Energia, si è detto favorevole alla proposta che l’ACI ha inviato oggi al Ministero dei Trasporti. Gli squilibri strutturali del nostro sistema di mobilità rispetto allo scenario internazionale sono stati invece messi in luce da Ennio Cascetta, presidente del Comitato scientifico della Fondazione ACI Filippo Caracciolo. “Roma, Milano e Napoli sono le prime tre città europee per numero di autovetture ogni 100 abitanti. Nella Capitale c’è il doppio dei veicoli di Stoccolma, Londra, Berlino e Madrid – ha detto – Quello dell’anzianità è un problema anche per i mezzi del trasporto pubblico, che così non riesce a costituire un’alternativa alla mobilità privata. I nostri autobus sono i più vecchi d’Europa: l’età media è di 16 anni e gli Euro 0 sono ancora il 22 per cento del totale circolante”.

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Amalfi cimitero di Pogerola chiuso per i morti, Milano e De Riso si dissociano dal manifesto. Cittadini indignati

31 Ottobre 2014, 10:24am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Amalfi cimitero di Pogerola chiuso per i morti e la maggioranza fa un manifesto dai quali si dissociano Daniele Milano  e  Francesco De Riso che chiedono scusa. Sarebbe stato il pericolo di caduta massi (un pericolo presente da anni e mai risolto, ndr) a non consentire l'accesso al cimitero della cittadina della Costiera amalfitana. Cittadini indignati e sul punto interviene il blogger Alfonso Minutolo sull'eretico  "Non sono molto tenero con l'amministrazione lo so, non lo sono mai stato. Vorrei esserlo ma purtroppo non posso. Oltre ad arrecare danno sempre maggiore al territorio ed alle coscienze in maniera esponenziale e proporzionale alla durata della loro vita amministrativa, questa classe dirigente inetta, indegna ed incapace si permette anche di prendere per il culo l'intera comunità con una spudoratezza tale da far rabbrividire. L'ultimo episodio è sconvolgente! Il manifesto affisso ai muri della nostra città indirizzato ai cittadini di Pogerola, Vettica e Pastena in cui si motiva la chiusura del Cimitero di Pogerola in occasione della ricorrenza del 2 Novembre è vergognoso a tal punto da indignarmi come mai capitato fino ad ora! VERGOGNA!!! Con due righe tra l'altro fin troppo autocelebrative considerando il tenore imbarazzante dello scritto, si offendono migliaia di cittadini proprio nel punto peggiore in cui possano colpire le persone e cioè nel culto dei defunti, là dove tutti siamo più sensibili. Cari concittadini dei villaggi, di certo io sono il meno adatto a parlarvi visto che vivo poco il territorio delle frazioni, non sono io deputato a farlo, ciò nonostante non mi sento di avere giustificazioni, tuttavia lasciatemi considerare che alla già più totale assenza delle istituzioni dal territorio, l'amministrazione comunale si arroga anche il diritto di prendervi in giro fino a questo punto, affiggendo un insulso manifesto in cui vi si dice: "Buongiorno, quest'anno voi cittadini di serie B non visiterete i vostri morti il 2 Novembre ma non vi preoccupate perchè abbiamo speso già tanti soldi a vuoto ma tenete presente che stiamo lavorando per voi". Vi prego, Vi scongiuro pertanto di fissare bene nella vostra memoria chi sono questi cialtroni, i loro volti, i loro cognomi. Ricordatevene a tempo debito e se nel frattempo dovessero venire a farvi visita beh… Capirei se li vorreste ricoprire di sputi e di insulti. Se lo vorrete sarò con voi in quel momento. Sapete dove trovarmi per qualsiasi evenienza, anche se vorrete soltanto invitarmi a farmi i cazzi miei. Questo vi dovevo."

FONTE POSITANONEWS

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Il web si ribella al faro tarocco nello spot della Rio Mare in Costiera – ecco [IL VIDEO] rivisitato

31 Ottobre 2014, 10:13am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ha fatto discutere  e non poco il nuovo spot del tonno Rio Mare girato in Costiera Amalfitana da Kevin Costner. A tanti non è piaciuto il montaggio, all’interno della pubblicità della casa con il faro che Costner ha scelto quale nuova dimora per gustare il tonno Rio Mare. In realtà la casa non esiste. Si tratta di una ricostruzione fatta al computer. A scoprirlo sono stati Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli de «La Radiazza» che hanno svelato l’arcano. «Il faro è stato costruito sopra la Torre Saracena grazie alla computer grafica». Intanto associazioni e qualche sindaco della Costiera sono pronti a dare battaglia affinché la Torre Saracena, nello spot, torni ad essere quella originale e sul web sta girando quello rivisitato correttamente.

IL VIDEO RIVISITATO NO FARO

QUESTO INVECE QUELLO ORIGINALE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Napoli, parla il ragazzino seviziato: «Davo calci per non farmi immobilizzare»

31 Ottobre 2014, 09:52am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Mi sono spostato, ho fatto resistenza, davo calci per non farmi immobilizzare, ma lui era più forte di me». Poi, quando non è riuscito a trovare le parole per raccontare quello che gli era successo, ha pianto. Ed è così che agli atti finisce la testimonianza della mamma, che aveva avuto modo di raccogliere la primissima testimonianza del ragazzino. Spiega la donna: «A me ha detto che quello lo ha immobilizzato con il ginocchio e che poi ha agito con forza, in modo da immobilizzarlo». Brutta scena quella raccontata dalla vittima degli abusi consumati qualche settimana fa in via Padula, strada di Pianura, in un autolavaggio, dove uno studente è stato seviziato «per scherzo» o comunque senza un motivo. Eccolo i passaggi chiave dell’inchiesta che vede agli arresti il 24enne Vincenzo Iacolare, finito in cella per violenza sessuale nei confronti di un ragazzino di 14 anni. Una storia che ha indignato, che ha commosso, che ha sollevato un moto di rabbia in seno all’opinione pubblica, oggi raccontata dagli atti depositati dinanzi al Tribunale del Riesame. Lui, Iacolare, ci prova. Chiede la scarcerazione, o comunque la revoca degli arresti in cella, per ottenere una condizione meno afflittiva.

DI LEANDRO DEL GAUDIO

Il Mattino.it

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Co.Co.Pro: arriva il sussidio di disoccupazione. Ecco come presentare domanda

31 Ottobre 2014, 09:46am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

inps

 

397292 104896189669319 1023336315 nESEGUITO DA MICHELE PAPPACODA La modifica all’indennità di disoccupazione effettuata dalla riforma Fornero stabilisce una tantum per i collaboratori a progetto. I beneficiari dell’indennità di disoccupazione sono i collaboratori coordinati e continuativi a progetto iscritti in via esclusiva alla Gestione separata presso l’Inps, mentre sono esclusi i soggetti titolari di redditi di lavoro autonomo, così come i lavoratori iscritti alla gestione separata a vario titolo, ma non inquadrabili nell’ambito di applicazione dei contratti di collaborazione a progetto.

Per accedere al sussidio il richiedente deve soddisfare i seguenti requisiti:

a) abbia operato in regime di monocommittenza;
b) abbia conseguito nell’anno precedente un reddito lordo complessivo non superiore al limite di 20.220 €;
c) possa vantare un contributo mensile alla gestione separata nell’anno di richiesta (anno cosiddetto “di riferimento“), quindi avere percepito un compenso pari ad almeno un dodicesimo del minimale Inps per gli artigiani e commercianti (nel 2014 tale importo è pari a 1.293 €);
d) abbia trascorso nell’anno precedente un periodo ininterrotto di almeno due mesi di disoccupazione. L’attestazione di tale requisito è possibile mediante autocertificazione, con la quale il richiedente dichiara di essere stato disoccupato ininterrottamente per almeno due mesi e di aver attestato tale condizione presso il Centro per l’impiego.
e) possa vantare l’accreditamento nell’anno precedente di almeno tre mensilità di contribuzione presso la gestione separata Inps.

Per fare domanda di sussidio bisogna compilare il modulo “CoCoPro 2014 Cod SR140” e caricarlo sul sito dell’Inps entro il 31 Dicembre, attraverso l’area servizi online del sito dell’Inps, accedendo muniti di PIN. In caso l’Inps ritenga la domanda valevole, liquiderà l’importo in un’unica soluzione per importi inferiori ai mille euro oppure, se superiori a tale cifra, in rate mensili pari o inferiori ai mille euro.

Il calcolo dell’importo dell’indennità è pari al 7% (5% a partire dal 2016) del minimale annuo di reddito, moltiplicato per il minor numero tra le mensilità accreditate l’anno precedente e quelle non coperte da contribuzione. Il reddito minimo annuo per l’anno 2014 è pari a 15.516,35 €.

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