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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Salerno, tragedia all'università Fisciano studentessa travolta e uccisa da un pullman al terminal bus AGGIORNAMENTI

24 Novembre 2014, 14:09pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nANTEPRIMA www.mikivettica.net INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Fisciano Dramma davanti alle pensiline dove gli studenti attendono gli autobus. Inutile il trasporto in ospedale. Tragedia all'università di Salerno. Una studentessa questa mattina è stata investita da un pullman al terminal bus dell'ateneo ed ha perso la vita. Non si conosce ancora la dinamica dell'incidente ma il dramma si sarebbe consumato davanti alle pensiline dove gli studenti ogni mattina - tantissimi soprattutto di lunedì - si affollano scendendo dai pullman per poi raggiungere le aule di lezione. Sul posto carabinieri e polizia. Per la ragazza sarebbe stato inutile anche il trasporto in ospedale. Sotto choc la comunità universitaria.

  10686722 10205169168052467 5899707854002065582 nAGGIORNAMENTO A CURA DI ANGELA CECERE 

francesca bevilacqua

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La vittima, Francesca Bilotti di 23 anni (nata a Giffoni Valle Piana) studiava lingue. Secondo quanto si è appreso, è morta dopo essere rimasta impigliata nelle portiere dell’autobus della società di trasporti Sita nel momento in cui stava scendendo al terminal nel campus universitario di Fisciano.L’episodio è avvenuto poco prima delle 9. Un’amica, che si trovava con la vittima, è svenuta. L’autobus è quello della linea Battipaglia-Olevano sul Tusciano. I carabinieri della compagnia di Fisciano hanno sequestrato il mezzo. La salma della ragazza è stata portata all’obitorio di Mercato San Severino.La giovane di 23 anni che è morta investita da un autobus all’interno del campus universitario di Fisciano, a Salerno, si trovava in un autobus molto affollato. È stata l’ultima a scendere e – secondo la dinamica dell’incidente che emerge dalla ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Fisciano intervenuti sul posto – ha urtato con la spalla contro le porte che si stavano chiudendo. È così caduta a terra e l’autista della società Sita della linea Battipaglia-Università, via Pontecagnano non vedendo nessuno dallo specchietto retrovisore, ha ripreso la sua corsa investendola.Ad assistere all’accaduto l’autista di un autobus della compagnia Cstp che ha urlato sperando di attirare l’attenzione del conducente che però non si è reso conto di nulla. L’autista del mezzo della Sita, che tra cinque mesi andrà in pensione, è stata portato all’ospedale di Salerno per essere sottoposto ai test di rito.

VIDEO

 

 

 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA IL TERREMOTO NEL 1980 IN CAMPANIA RICORDATO DA MICHELE PAPPACODA I VIDEO

24 Novembre 2014, 14:08pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 nANTEPRIMA ESCLUSIVA www.mikivettica.net SCRITTO DA ANGELA CECERE Viene definito terremoto dell'Irpinia (o terremoto del 1980) il sisma che si verificò il 23 novembre 1980 e colpì la Campania centrale e la Basilicata. Caratterizzato da una magnitudo momento di 6,9, con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania, causò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti. Il terremoto colpì alle 19:34 di domenica 23 novembre 1980. Una forte scossa di magnitudo 6,5 sulla scala Richter, della durata di circa 90 secondi con un ipocentro di circa 30 km di profondità colpì un'area che si estendeva dall'Irpinia al Vulture, posta a cavallo delle province di Avellino, Salerno e Potenza. Tra i comuni più duramente colpiti vi furono quelli di Sant'Angelo dei Lombardi, Lioni, Torella dei Lombardi, Conza della Campania, Teora, Laviano, Calabritto, Senerchia e altri paesi limitrofi. Gli effetti, tuttavia, si estesero ad una zona molto più vasta interessando praticamente tutta l'area centro meridionale della penisola: molte lesioni e crolli avvennero anche a Napoli interessando molti edifici fatiscenti o lesionati da tempo e vecchie abitazioni in tufo; a Poggioreale crollò un palazzo in via Stadera, probabilmente a causa di difetti di costruzione, causando 52 morti. Crolli e devastazioni avvennero anche in altre province campane e nel potentino, come a Balvano dove il crollo della chiesa di S. Maria Assunta causò la morte di 77 persone, di cui 66 bambini e adolescenti che stavano partecipando alla messa. I resoconti dell'Ufficio del Commissario Straordinario hanno quantificato i danni al patrimonio edilizio. È risultato che dei 679 comuni che costituiscono le otto province interessate globalmente dal sisma (Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Napoli, Potenza, Salerno e Foggia), 506 (il 74%) sono stati danneggiati. Le tre province maggiormente sinistrate sono state quelle di Avellino (103 comuni), Salerno (66) e Potenza (45). Trentasei comuni della fascia epicentrale hanno avuto circa 20.000 alloggi distrutti o irrecuperabili. In 244 comuni (non epicentrali) delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Foggia, Napoli, Potenza e Salerno, altri 50.000 alloggi hanno subito danni da gravissimi a medio-gravi. Ulteriori 30.000 alloggi lo sono stati in maniera lieve. L'entità drammatica del sisma non venne valutata subito; i primi telegiornali parlarono di una «scossa di terremoto in Campania» dato che l'interruzione totale delle telecomunicazioni aveva impedito di lanciare l'allarme. Soltanto a notte inoltrata si cominciò ad evidenziarne la più vasta entità. Da una prospezione effettuata nella mattinata del 24 novembre tramite un elicottero vennero rilevate le reali dimensioni del disastro. Uno dopo l'altro si aggiungevano i nomi dei comuni colpiti; interi nuclei urbani risultavano cancellati, decine e decine di altri erano stati duramente danneggiati. Nei tre giorni successivi al sisma, quotidiano Il Mattino di Napoli andò enfatizzando la descrizione della catastrofe. Il 24 novembre il giornale titolò «Un minuto di terrore - I morti sono centinaia», in quanto non si avevano notizie precise dalla zona colpita, ma si era a conoscenza del crollo di via Stadera a Napoli. Il 25 novembre, appresa la vastità e gravità del sisma, si passò a «I morti sono migliaia - 100.000 i senzatetto», fino al titolo drammatico del 26 novembre «Cresce in maniera catastrofica il numero dei morti (sono 10.000?) e dei rimasti senza tetto (250.000?) - FATE PRESTO per salvare chi è ancora vivo, per aiutare chi non ha più nulla». La cifra dei morti, approssimativa per eccesso soprattutto a causa dei gravi problemi di comunicazione e ricognizione, fu poi ridimensionata fino a quella ufficiale, ma la cifra dei senzatetto non è mai stata valutata con precisione. Al di là del patrimonio edilizio, già fatiscente e datato a causa dei terremoti del 1930 e 1962, un altro elemento che aggravò gli effetti della scossa fu il ritardo dei soccorsi. I motivi principali furono due: la difficoltà di accesso dei mezzi di soccorso nelle zone dell'entroterra, dovuta al cattivo stato della maggior parte delle infrastrutture, e la mancanza di un'organizzazione come la Protezione Civile che fosse capace di coordinare risorse e mezzi in maniera tempestiva e ottimale. Il primo a far presente questa grave mancanza fu il presidente della Repubblica Sandro Pertini. Il 25 novembre, nonostante il parere contrario del presidente del Consiglio Forlani e altri ministri e consiglieri, Pertini si reca in elicottero sui luoghi della tragedia, ritrovando l'allora Ministro degli Esteri, il potentino Emilio Colombo. Di ritorno dall'Irpinia, in un discorso in tv rivolto agli italiani, Pertini denunciò con forza il ritardo e le inadempienze dei soccorsi, che arriveranno in tutte le zone colpite solo dopo cinque giorni. Le dure parole del presidente della Repubblica causano l'immediata rimozione del prefetto di Avellino Attilio Lobefalo, e le dimissioni del Ministro dell'Interno Virginio Rognoni. Gli aiuti internazionali. Molti Paesi, in seguito alla notizia del terremoto, si attivarono per inviare alle popolazioni colpite non solo soldi per la ricostruzione, ma anche unità militari e personale specializzato. Stati Uniti d'America: 70 milioni di dollari, 136 uomini con 6 elicotteri della Compagnia Paracadutisti del 509° Btg. Germania Ovest: 32 milioni di dollari, 1 ospedale da campo con 90 sanitari; 650 uomini e 3 elicotteri del 240° Btg. Genio Pionieri; 1 gruppo di esperti della Croce Rossa; 47 volontari-elettricisti, un gruppo di salvataggio, un gruppo depurazione; 16 cani da salvataggio con guida. Arabia Saudita: 10 milioni di dollari. 3 milioni di dollari. 500mila dollari. bandiera Belgio: 1 squadra sanitaria di 10 uomini e un'autoambulanza. bandiera Francia: équipe di ricerca dei superstiti composte da 291 uomini con cani da valanga; 59 militari medici e specialisti nel soccorso; 12 autoambulanze e 1 elicottero autoambulanza con personale medico. Austria: 1 ospedale militare da campo con 130 sanitari. Jugoslavia: 12 squadre di ricerca con elettrosonde composte di 41 uomini. Svizzera: 14 squadre cinofile e 2 elicotteri speciali per soccorso. La ricostruzione. A Laviano, paese in cui i morti per il sisma furono un quinto della popolazione (300 deceduti su 1500 abitanti), le prime case in legno (una ventina) con servizi compresi arrivarono già nel febbraio 1981. Il 25 aprile 1981, a 122 giorni dal terremoto, gli alloggi in legno tipo chalet realizzati dal gruppo Rubner - che si insediò nel 1990 in Irpinia con uno stabilimento di produzione a Calitri - diventano 150, per un totale di 450 persone ricoverate. La ricostruzione fu, però, anche uno dei peggiori esempi di speculazione su di una tragedia. Infatti, come testimonia tutta una serie di inchieste della magistratura, per le quali sono state coniate espressioni come Irpiniagate, Terremotopoli o il terremoto infinito, durante gli anni si sono inseriti interessi loschi che hanno dirottato i fondi verso aree che non ne avevano diritto, moltiplicando il numero dei comuni colpiti: 36 paesi in un primo momento, che diventano 280 in seguito a un decreto dell'allora presidente del Consiglio Arnaldo Forlani nel maggio 1981, fino a raggiungere la cifra finale di 687, ossia l'8,5% del totale dei comuni italiani. Più di 70 centri sono stati integralmente distrutti o seriamente danneggiati e oltre 200 hanno avuti consistenti danni al patrimonio edilizio. Centinaia di opifici produttivi e artigianali sono stati cancellati con perdita di migliaia di posti di lavoro e danni patrimoniali per decine di migliaia di miliardi. Il numero dei comuni colpiti, però, è stato alterato per losche manovre politiche e camorristiche lievitando nel corso degli anni. Alle aree colpite, infatti, venivano destinati numerosi contributi pubblici (stime del 2000 parlano di 58.640 miliardi nel corso degli anni), ed era interesse dei politici locali far sì che i territori amministrati venissero inclusi in quest'area. La ricostruzione, nonostante l'ingente quantità di denaro pubblico versato, è stata per decenni incompleta. A Torre Annunziata esistono due quartieri, Penniniello e il Quadrilatero delle Carceri, distrutti dal terremoto del 1980, ma malgrado le ingenti somme di denaro che si continuano a stanziare – 10 milioni di euro per il primo nel 2007, 1,5 milioni di euro per il secondo nel 2009 – ancora non è stata completata la loro ricostruzione. Questi quartieri oggi sono diventati la principale roccaforte della camorra (il Quadrilatero delle Carceri è ancora oggi il quartier generale del clan Gionta) ed una delle più agguerrite piazze di spaccio della regione Campania. I contributi per il rilancio economico Sul modello del terremoto del Friuli, la ricostruzione anche in Irpinia venne incentrata sul rilancio industriale. Tuttavia, il territorio non presentava caratteristiche industriali già da prima del sisma, e la pioggia di contributi costituì una tentazione invincibile per parecchi. Il meccanismo di captazione dei fondi pubblici prevedeva la costituzione di imprese, che fallivano non appena intascati i contributi. I finanziamenti arrivarono talmente concentrati da non riuscire ad essere spesi. In sette anni, 26 banche cooperative aprirono gli sportelli nella zona terremotata (9 nella sola provincia di Avellino), arrivando a fare prestiti alle imprese del Nord Italia. Per rilanciare 20 zone industriali tra Campania e Basilicata vennero stanziati 7.762 miliardi di lire (circa 8 miliardi di € del 2010). Il costo finale fu 12 volte superiore al previsto in provincia di Avellino e 17 volte in provincia di Salerno. Secondo la relazione finale della Corte dei Conti, i costi per le infrastrutture crebbero fino a punte «di circa 27 volte rispetto a quelli previsti nelle convenzioni originarie». Il 48,5% delle concessioni industriali (146 casi) venne revocato. La Corte dei Conti accusa «la superficialità degli accertamenti e l’assenza di idonee verifiche», approvate senza «adeguatamente ponderare situazioni imprenditoriali già fragili e già originariamente minate per scarsa professionalità o nelle quali la sopravvalutazione dell’investimento, in relazione alle capacità imprenditoriali, ha portato al fallimento dell’iniziativa». Nel 2000, 76 aziende risultavano già fallite, ma solo una piccola parte dei contributi (il 21% nella provincia di Salerno) era stato recuperato. Il dopo-sisma [modifica] « L'uso di 50-60mila miliardi stanziati per l'Irpinia rimase un porto nelle nebbie » (Indro Montanelli in Le stanze, BUR, 2004) La prima stima dei danni del terremoto, che venne fatta nel 1981 dall'ufficio dello Stato (organo speciale atto a coordinare le operazioni di stima dei danni per conto della presidenza del Consiglio), parlava di circa 8.000 miliardi di lire. La stessa cifra è cresciuta in maniera esponenziale, fino a superare quota 60.000 miliardi di lire. La Commissione Scalfaro Oscar Luigi Scalfaro Il 7 aprile 1989, con la Legge n.128, Oscar Luigi Scalfaro viene messo a capo della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'attuazione degli interventi per la ricostruzione e lo sviluppo dei territori colpiti dai terremoti del novembre 1980 e del febbraio 1981 della Campania e della Basilicata: è un organismo bicamerale con gli stessi poteri della magistratura, costituito da venti deputati e altrettanti senatori con il compito di accertare quanto realmente lo Stato ha speso, sino a quel momento, per la ricostruzione delle aree terremotate. Nella "relazione conclusiva" che verrà stilata, la somma totale dei fondi stanziati dal Governo italiano raggiungerà la cifra di 50.620 miliardi di lire, così suddivisi: 4.684 per affrontare i giorni dell'emergenza; 18.000 per la ricostruzione dell'edilizia privata e pubblica; 2.043 per gli interventi di competenza regionale; 8.000 per la ricostruzione degli stabilimenti produttivi e per lo sviluppo industriale; 15.000 per il programma abitativo del comune di Napoli, e le relative infrastrutture; 2.500 per le attività delle amministrazioni dello Stato; 393 residui passivi. Le inchieste successive Circa l'inchiesta del filone Mani Pulite denominata "Mani sul terremoto", pubblicata su Panorama nel 1992, Daniele Martini scrive: «in Irpinia la Guardia di Finanza scoprì fienili trasformati in piscine olimpiche mai ultimate, o in ville. Individuò finanziamenti indirizzati a imprenditori plurifalliti e orologi con brillanti regalati con grande prodigalità ai collaudatori dello Stato». Nel marzo del 1987 alcuni giornali, tra cui l'Unità e L'Espresso, rivelarono che le fortune della Banca Popolare dell'Irpinia erano strettamente legate ai fondi per la ricostruzione dopo il terremoto in Irpinia del 1980. Tra i soci che traevano profitto dalla situazione c'era la famiglia di De Mita con Ciriaco proprietario di un cospicuo pacchetto di azioni che si erano rivalutate grazie al terremoto. I titoli erano posseduti anche da altri parenti. Seguì un lungo processo che si concluse nell'ottobre del 1988 con la sentenza: «Secondo i giudici del tribunale romano chiamato a giudicare sulla controversia, era giusto scrivere che i fondi del terremoto transitavano nella banca di Avellino e che la Popolare è una banca della Dc demitiana». Appresa la sentenza, l'Unità pubblicò il 3 dicembre un articolo in prima pagina dal titolo eloquente: «De Mita si è arricchito con il terremoto». Nell'inchiesta Mani sul terremoto saranno coinvolte 87 persone tra cui l'on. Ciriaco de Mita, l'on. Paolo Cirino Pomicino, il sen. Salverino De Vito, l'on. Vincenzo Scotti, l'on. Antonio Gava, l'on. Antonio Fantini, l'on. Francesco De Lorenzo, l'on. Giulio Di Donato e il commissario on. Giuseppe Zamberletti. Sul coinvolgimento di politici e di vari amministratori si sono levate numerose denunce e promosse alcune inchieste che hanno portato a diversi arresti. Il sisma in cifre * Regioni colpite: 3 (Campania, Basilicata e Puglia). Comuni colpiti: 687 (542 in Campania, 131 in Basilicata e 14 in Puglia). Di questi circa 70 «disastrati» e circa 200 «danneggiati».In totale, l'8.5% per cento degli 8086 comuni italiani. Superficie colpita: 17.000 km². * Popolazione coinvolta: 6 milioni di abitanti. * Abitazioni distrutte o danneggiate dal sisma: 362.000. * Contributi pubblici dello Stato italiano, secondo la Commissione parlamentare d'inchiesta (prima dell'approvazione della legge finanziaria 1991): 50.902 miliardi di lire (circa 26 miliardi di euro). * Contributi pubblici dello Stato italiano, all'anno 2008: 32.363.593.779 €, attualizzabili a circa 66 miliardi di euro al valore del 2010 * La finanziaria 2007 prevede un contributo quindicennale di 3,5 milioni di euro per la ricostruzione. * In Italia è ancora oggi in vigore un'accisa di 75 lire (4 centesimi di euro) su ogni litro di carburante acquistato, imposta dallo Stato per il finanziamento del terremoto in Irpinia.

IL RICORDO DI ANGELA CECERE DA SANT'ANTIMO DI NAPOLI

Io Angela mi ricordo il terremoto del 1980 io abitavo al secondo piano nella prima casa dove abitavo e che mio padre per paura dei crolli ed avendo io  problemi di disabilità mi prese sulle spalle e mi scendeva come un sacco velocemente e per quei giorni andammo a vevere all'aperto nelle terre, in qul momento la  la paura delle persone iera tanta e stavano tutti pe le strade.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SYDNEY NEONATO ABBANDONATO TROVATO VIVO IN UN TOMBINO, È GRAVE. "PENSAVAMO FOSSE UN GATTINO"

24 Novembre 2014, 14:07pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

SYDNEY - Era stato abbandonato dentro un tombino, sotto il coperchio. Come un rifiuto. Ma per fortuna il suo pianto è stato sentito da alcuni ciclisti, che transitavono li vicino per caso, a Quakers Hill, un sobborgo di Sydney, in Australia. Subito i ciclisti hanno chiamato la polizia, che ha provveduto a trarre in salvo il neonato: ora è ricoverato in ospedale e le suo condizioni di salute sono abbastanza gravi. "All'inizio abbiamo pensato che si trattasse di qualche gattino incastrato nel tombino - ha commentato David Otte, uno de ciclisti - Solo che poi, quando ci siamo avvicinati, ci siamo resi conto che si trattava di un neonato purtroppo". Gli investgatori sono riusciti a risalire alla madre, una 30enne che vive a Sydney: ora è stata arrestata con l'accusa di tentato omicidio.

LEGGO.IT

24.11.2014.

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS MODENA Un brindisi ai quaranta milioni: «E adesso il vincitore se li goda»

24 Novembre 2014, 14:02pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

427051 2854280434980 147811775 nINSERITO DA BARBARA PAPPACODA Resta il mistero sul fortunato che si è aggiudicato il maxi jackpot centrando un 6 al Superenalotto Daniela Lusuardi, titolare della ricevitoria di via Adda: «Non si tratta di un cliente abituale»

 

 

“The day after” la strabiliante vincita da oltre 40 milioni di euro per un 6 al Superenalotto, alla tabaccheria Lusuardi di via Adda 48, dove è stata giocata la schedina vincente, è festa grande. L’anonimo vincitore non ha dato segno di volersi far riconoscere, ma la titolare della ricevitoria Daniela Lusuardi e la madre Eleonora Fariselli, che si alterna con lei dietro il banco della tabaccheria, sperano ancora che in qualche modo si faccia vivo. Intanto ieri mattina è stato il momento dei festeggiamenti. Daniela ed Eleonora hanno stappato lo spumante offrendo da bere agli amici e ai clienti che sono passati dì lì per un saluto. Molto difficile che in quel gruppetto si fosse nascosto il vincitore, seppure non sia mai da escludere.

 

 

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Rimanendo ai fatti, ieri Eleonora Fariselli, entusiasta per la maxi vincita ottenuta nella ricevitoria della figlia, ha bene evidenziato la difficoltà di individuare il fortunato neo milionario: «Sicuramente – ha affermato con decisione – non si tratta di un giocatore abituale. Ormai conosco quelli che giocano al Superenalotto e le cifre che scommettono. Chi ha vinto i 40 milioni non è un giocatore abituale presso la nostra ricevitoria. Per la precisione, poi, sono stati vinti 40 milioni e 192.368,22 euro. Insomma che dire? A me basterebbero anche i “rotti” per vivere bene». E la figlia e titolare della tabaccheria ricevitoria, Daniela Lusuardi, aggiunge: «Lavoro in tabaccheria fin dal 1992, prima da un’altra parte e poi, dal 2007, qui in via Adda. In ogni caso, se avessi vinto io quella cifra continuerei a lavorare. Sicuramente farei orari diversi, chiudendo al sabato e lavorando meno, ma senz’altro continuerei a tenere aperta la mia attività, dal momento che ci abbiamo investito per una vita facendo tanti sacrifici».

 

 
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L’anonimo vincitore si è aggiudicato gli oltre 40 milioni di euro con i numeri 22, 25, 55, 58, 82, 85, sviluppando con una schedina da 28 euro un totale di 56 combinazioni. Inoltre, potrà godersi anche le vincite derivanti da 10 quote con punti 3 da 16,08 euro ciascuna, 30 quote con punti 4 da 250,91 euro, 15 quote con punti 5 da 9.021,69 euro, per un totale complessivo di premi minori da 140.013,45 euro. In totale, quindi, colui che ha giocato quella schedina vincente da 28 euro si porterà a casa 40.335.381,67 euro.

 

 

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Anche amici e parenti, come si accennava, hanno affollato ieri mattina la tabaccheria ricevitoria presso la quale è stata giocata la schedina vincente. Gianni Barbieri ha commentato: «Io, se avessi vinto 40 milioni di euro, risolverei i problemi che ho, come credo che abbiamo un po’ tutti, e per il resto mi godrei tutti questi soldi». Mavi Revellino ha invece dichiarato: «Nel caso avessi vinto quella cifra, mi sistemerei bene e aiuterei la mia famiglia e i miei amici, ma non li terrei tutti. Farei anche beneficenza». Chiara Lusuardi, sorella della titolare della tabaccheria, è apparsa molto decisa: «Smetterei subito di lavorare e ne darei a mio figlio». Poi, un cittadino che ha preferito rimanere anonimo, ha detto: «Io farei in modo che il Sassuolo potesse giocare a Sassuolo e non più a Reggio Emilia».

 

 

Un videomessaggio particolare quello che che l'annunciatrice Silvana Prestipino G.,che sabato sera in diretta tv ha letto i numeri estratti al superenalotto, affida al nostro sito web per chiedere al vincitore dei 40 milioni di euro di aiutarla a esaudire un suo sogno...

 

 

Quella di via Adda 48, in ogni caso, sembra proprio essere una tabaccheria fortunata, anche se naturalmente è la prima volta che capita una vincita di queste proporzioni. «In passato – spiega la madre della titolare – presso la nostra ricevitoria era stato acquistato un Gratta e Vinci da 70 mila euro, che abbiamo ancora esposto qui in vetrina, e diversi Gratta e Vinci da 10 mila euro, ma ovviamente non eravamo mai arrivati a vincite milionarie. In ogni caso, si vede che la nostra tabaccheria porta fortuna. Mi auguro che questa maxi vincita faccia anche riprendere un po’ le giocate, che negli ultimi tempi sono in netto calo, non solo nel Superenalotto, ma nei giochi in generale. La crisi si fa sentire anche in questo settore».

 

 

Un videomessaggio particolare quello che che l'annunciatrice Silvana Prestipino G.,che sabato sera in diretta tv ha letto i numeri estratti al superenalotto, affida al nostro sito web per chiedere al vincitore dei 40 milioni di euro di aiutarla a esaudire un suo sogno...

 

 

 

Come da regolamento, intanto, il vincitore ha 90 giorni di tempo per incassare il premio. Obbligatoriamente, essendo una vincita superiore al milione di euro, deve rivolgersi o all'Ufficio Premi di Sisal Spa in via Tocqueville 13 a Milano o a quello di viale Sacco e Vanzetti 89 di Roma. Il pagamento avverrà entro 31 giorni. Per incassare, basta produrre un documento di identità valido, fornire il proprio codice fiscale e l’iban del proprio conto bancario. Ora che il “6” è stato assegnato, al prossimo concorso il premio in caso di vincita sarà molto più basso: “solo”, si fa per dire, 11,5 milioni di euro. Ci sarà già chi si prepara a giocarsi i propri risparmi, ma mai dimenticare che gli esperti raccomandano la massima prudenza per non lasciarsi prendere la mano dall’ebbrezza del gioco.

FONTE LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Bonaccini presidente di una regione che ha disertato le urne voto al 37,7 - Modena ha 7 consiglieri e il governatore

24 Novembre 2014, 13:58pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

427051 2854280434980 147811775 nINSERITO DA BARBARA PAPPACODA Il modenese è il nuovo governatore dell'Emilia Romagna, ma due emiliani su tre hanno deciso di non partecipare all'elezioni. Il Pd resta il primo partito con il 47%, vola la Lega Nord al 16% Forza Italia scende all'8, terzo il Movimento 5 stelle al 13% Eletti 7 consiglieri ecco chi sono

 LA NOSTRA DIRETTA-LIVEBLOG

Stefano Bonaccini, Pd, è il nuovo presidente dell'Emilia-Romagna. E' davanti con il 49% dei voti, mentre lo sfidante leghista Alan Fabbri, dopo un breve testa a testa all'inizio dello spoglio, si ferma attorno al 30%. Una vittoria netta che, però, ha anche un retrogusto amaro visto che queste elezioni regionali saranno ricordate per il clamoroso crollo di partecipazione alle urne: è andato al voto solo il 38% degli emiliano-romagnoli. Alle europee del 2014 i votanti erano stati quasi il doppio e alle Regionali del 2010 il pallottoliere si era fermato al 68,8%.

Ed è per questo che quando Bonaccini nel cuore della notte si concede alle telecamere ha ovviamente il sorriso, ma è un sorriso tirato e le sue parole sono ben consce che oltre al peso di governare uan delle regioni più importanti d'Italia in un momento economicamente difficile, avrà il compito di riconquistare alal fiducia gli emiliani e i romagnoli che con questo voto più che uno schiaffo hanno dato un pungo da ko alla politica nostrana.

 

 

EXPLOIT LEGA PRECIPITA FORZA ITALIA. Bonaccini, segretario regionale uscente dei Democratici e componente della segreteria di Matteo Renzi, prende così il posto di Vasco Errani, dimessosi dopo la condanna in secondo grado per falso ideologico nella vicenda Terremerse. In questa tornata elettorale è stato sostenuto da Sel, Emilia-Romagna civica e Centro democratico. Ma  il vero boom di queste elezion è quello della Lega Nord, che diventa il secondo partito in Regione con il 16%, doppiando Forza Italia che scende all'8,37% E questo è l'altro dato clamoroso, il partito di Berlusconi - di fatto assente dalal campagna elettorale - viene annientato e ridotto a un  Il Movimento 5 Stelle, con Giulia Gibertoni, si ferma attorno al 13%. Con il 3,8% buon risultato a sinistra per Cristina Quintavalla, de L'Altra Emilia-Romagna.

MODENA ELEGGE 7 CONSIGLIERI 4 DEL PD, 1 DI M5S, 1 DI LEGA NORD E 1 DI FI  Palma Costi, Giuseppe Boschini, Luciana Serri e Luca Sabattini per il Pd, Giulia Gibertoni per M5s, Enrico Aimi per Forza Italia e Stegano Bargi Lega Nord

IL NUOVO CONSIGLIO REGIONALE Questi sono i consiglieri regionali che faranno parte della nuova assemblea legislativa.

Partito Democratico: 30. Stefano Bonaccini (presidente); Simonetta Saliera, Giuseppe Paruolo, Stefano Caliandro, Francesca Marchetti, Roberto Poli, Antonio Mumolo (Bologna), Palma Costi, Giuseppe Boschini, Luciana Serri, Luca Sabattini (Modena), Andrea Rossi, Roberta Mori, Ottavia Soncini, Silvia Prodi (Reggio Emilia), Massimo Iotti, Barbara Lori, Alessandro Cardinali (Parma), Paola Gazzolo, Gian Luigi Molinari (Piacenza); Marcella Zappaterra, Paolo Calvano (Ferrara), Manuela Rontini, Gianni Bessi, Mirco Bagnari (Ravenna), Paolo Zoffoli, Valentina Ravaioli, Lia Montalti (Forli'-Cesena), Giorgio Pruccoli, Nadia Rossi (Rimini). Sinistra Ecologia e Liberta': 2. Igor Taruffi (Bologna), Yuri Torri (Reggio Emilia).

Lega Nord: 9. Alan Fabbri (candidato presidente), Daniele Marchetti (Bologna),Stefano Bargi (Modena), Gabriele Delmonte (Reggio Emilia), Fabio Rainieri (Parma), Matteo Rancan (Piacenza), Marco Pettazzoni (Ferrara), Andrea Liverani (Ravenna), Massimo Pompignoli (Rimini).

Forza Italia: 2. Galeazzo Bignami (Bologna), Enrico Aimi (Modena).

Fratelli d'Italia: 1. Tommaso Foti (Piacenza).

Movimento 5 Stelle: 5. Giulia Gibertoni (Modena), Silvia Piccinini (Bologna), Gian Luca Sassi (Reggio Emilia), Andrea Bertani (Forli'-Cesena), Raffaella Sensoli (Rimini).

Altra Emilia Romagna: 1. Pier Giovanni Alleva (Bologna).  

 

DEF

AMARO BONACCINI. "Non si può essere soddisfatti di una partecipazione così bassa", ha riconosciuto lo stesso Bonaccini a notte inoltrata, quando ormai il suo successo era chiaro. "Sapevamo da un lato che avremmo pagato l'inchiesta sulle spese in Regione, ma dall'altro c'è un pezzo di Pd che ha voluto dare un segnale restando a casa". Secondo Bonaccini "bisogna leggere lucidamente questo voto, il distacco da Fabbri rimane attorno ai 20 punti, non è questo in discussione. Ora abbiamo cinque anni per dimostrare di fare bene. Bisogna portare un grande cambiamento".

FABBRI ENTUSIASTA". La Lega Nord è "il secondo partito a livello regionale", è stato il commento di Alan Fabbri.
"Siamo molto soddisfatti, in molti seggi e province siamo sopra Bonaccini e siamo il primo partito. Un ottimo risultato, entusiasmante". Ora, ha aggiunto, "ci prepariamo a fare un'opposizione forte e organica".

IL VOTO IN PROVINCIA DI MODENA A Modena e provincia il Partito democratico conquista il 47% dei voti, l'affluenza si ferma appena sotto il 39% con il 38,92% dei votanti. La Lega Nord diventa il secondo  partito con il 18% dei voti, Forza Italia scende al 7%. Il Movimento 5 stelle si conferma al 14%. La sinistra tutta è ridotta ai minimi termini navigando tra l'1 e il 2%, segno che l'elettorato di Sinistra e quello di Forza Italia sono i maggiori assenti a questa tornata elettorale.

 

 

 

CHI E' IL NUOVO GOVERNATORE. Modenese, 47 anni, Stefano Bonaccini è sposato e ha due figlie, Maria Vittoria e Virginia. Dopo l'esperienza di amministratore prima nella sua Campogalliano e successivamente Modena, nel 2009 diventa segretario regionale del Partito Democratico dopo aver vinto le primarie (lo votarono in 200 mila), in occasione dello stesso voto che portò Pierluigi Bersani alla guida del partito nazionale. Dopo un lungo periodo di militanza al fianco dello stesso Bersani, consumata la "non vittoria" del Pd alle ultime elezioni politiche decide di schierarsi con Matteo Renzi. Un passaggio non indolore, tra ex compagni di strada che borbottavano al tradimento e rottamatori pronti a rinfacciare il suo essere renziano "della seconda ora". Ciononostante, Bonaccini trova in Renzi un estimatore, tanto da diventare coordinatore della sua campagna elettorale alle ultime primarie che lo vedevano opposto a Cuperlo e Civati. In seguito entrerà anche a far parte della segreteria dell'attuale premier. Infine, dopo le traumatiche dimissioni di Vasco Errani dalla guida della Regione, la decisione (anch'essa molto sofferta) di candidarsi per la successione (nonostante un suo iniziale coinvolgimento nell'inchiesta sulle spese pazze dei gruppi regionali, da cui uscirà indenne con la richiesta di archiviazione avanazata dagli stessi giudici), e la vittoria alle primarie del Pd contro Roberto Balzani.

FONTE LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS RISULTATI ELEZIONI REGIONALI IN EMILIA ROMAGNA

24 Novembre 2014, 13:41pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA

 

427051 2854280434980 147811775 n

Emilia-Romagna

Liste e risultati

 

EMILIA ROMAGNA
Presidente uscente
Vasco Errani (Centrosinistra) eletto il 29 marzo 2010 con il 52,06%
Consiglieri da eleggere
50 (di cui 40 con il proporzionale)
Abitanti / Elettori
4.391.561 / 3.460.402
AFFLUENZA ALLE URNE (in percentuale)
37,6768,06
 Regionali 2014 (Comunicazione a chiusura delle operazioni)
 Precedenti (Comunicazione a chiusura delle operazioni)
LISTE E CANDIDATI IL NUOVO CONSIGLIO
  • 4.512 sezioni su 4.512
  • 100%
Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2014 ore 09:19Quando il risultato è ufficiale, la riga del candidato eletto presidente si colora di rosso
CANDIDATI VOTI % PARTITI VOTI % SEGGI SEGGI COAL. TOTALE SEGGI
Stefano Bonaccini 615.723
49,05
Partito Democratico
Sinistra ecologia e libertà (Sel)
Emilia Romagna Civica
Centro Democratico - Democrazia Solidale
535.109
38.845
17.984
5.247
44,52
3,23
1,49
0,43
29
2
-
-
-
31
Alan Fabbri 374.736
29,85
Lega Nord
Forza Italia [D]
Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale
233.439
100.478
23.052
19,42
8,36
1,91
8
2
1
-
11
Giulia Gibertoni 167.022
13,30
MoVimento 5 Stelle
159.456
13,26
5
-
5
Maria Cristina Quintavalla 50.211
4,00
L'altra Emilia Romagna
44.676
3,71
1
-
1
Alessandro Rondoni 33.437
2,66
NCD - UDC - Emilia-Romagna Popolare
31.635
2,63
-
-
-
Maurizio Mazzanti 14.129
1,12
Liberi Cittadini
11.864
0,98
-
-
-
Dalla lista contrassegnata dal carattere d e' stato detratto un seggio a favore del candidato presidente collegato

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CIOCIARIA NEWS SORA FROSINONE A centinaia oggi sulle tracce di Gilberta. La famiglia alza la posta della ricompensa

24 Novembre 2014, 13:36pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

A centinaia oggi sulle tracce di Gilberta. La famiglia alza la posta della ricompensa

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il fratello: “Trovarla non ha prezzo, pronti a ricompense con cifre importanti”

“Non parliamo più di soli 20 mila euro e neanche di 40mila come hanno scritto i giornali, ma di cifre ben più importanti”. Lo ha detto il Roberto Palleschi, fratello di Gilberta la donna 57enne scomparsa da Sora il primo novembre. Lo abbiamo incontrato mentre partecipava alla giornata di ricerca collettiva organizzata questa mattina, proprio dalla famiglia Palleschi, alla quale hanno partecipato circa 300 persone. Il senso della manifestazione di oggi, ovviamente, è quello di mantenere alta l’attenzione sulla vicenda della donna scomparsa mentre passeggiava per una strada di campagna tra Sora e Broccostella. Gli indizi portano a pensare ad una aggressione dato che sul posto sono stati trovati oggetti personali dell’insegnante alcuni dei quali rotti, con ad esempio un braccialetto.

La somma di cui parla il fratello Roberto è la ricompensa che la famiglia ha promesso a chiunque indicasse con esattezza il luogo in cui si trova Gilberta, fosse viva o morta. “Riuscire a svelare il mistero su mia sorella non ha prezzo e siamo pronti a tutto – continua l’uomo – Mia sorella non aveva alcun motivo per allontanarsi, è persona stimata e amata d tutti coloro che la conoscono, ecco perché tanta gente qui oggi”.

ricerca sora

 

La gente che la cerca: “Chi sa parli per il bene di tutti”

“Vogliamo dare il nostro contributo alle ricerche affiancandoci ai soccorritori istituzionali – dichiarano gli appartenenti ad un gruppo di persone che questa mattina hanno setacciato l’area già più volte battuta dalle forze dell’ordine per trovare Gilberta Palleschi. “La zona è molto vasta e ci siamo divisi in gruppi, alcuni dei quali si sono spinti verso il lago Posta Fibreno, altri verso Campoli Appennino. Ci sono stradine sentieri e una giornata sola non basta. Sarebbe meglio ripetere questa iniziativa”. Sono tanti e non tutti conoscono Gilberta. “Tra noi ci sono amici, parenti, o persone che vogliono solamente contribuire alle ricerche. Non ci sono solo sorani o la valle di Comino, ma la gente arriva anche dl vicino Abruzzo e dalla provincia di Latina”. Poi una spallata al muro di omertà: “Qui è avvenuta una aggressione e questo significa che, fino a quando non si farà chiarezza su questa vicenda e su chi possa aver aggredito Gilberta, siamo potenzialmente tutti in pericolo perché l’aggressore potrebbe riprovarci. Per questo diciamo che chi sa cosa è accaduto non dovrebbe aver paura di parlare, ma anzi, dovrebbe aver paura di non raccontare ciò che sa”.

FONTE IL PUNTO A MEZZOGIORNO

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CILENTO NEWS DELITTO VASSALLO DAMIANI ACCUSATO DI OMICIDIO VOLONTARIO,PER LA PROCURA DI SALERNO IL DELITTO VASSALLO DIPESE DALLA DROGA

24 Novembre 2014, 13:33pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SINDACO UCCISO: PROCURATORE, QUI LA CAMORRA SI MUOVE 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA E’ iscritto nel registro degli indagati per l’omicidio del Sindaco Angelo Vassallo il brasiliano Humberto Damiani De Paula(foto riquadro) detenuto in Colombia per traffico di droga. L’uomo è accusato  di omicidio volontario con l’aggravante del metodo mafioso. Il sindaco di Pollica fu ucciso il 5 settembre del 2010 nei pressi della sua abitazione con nove colpi di pistola.La notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Damiani – si legge in una nota ANSA – è stata confermata dal legale di fiducia del brasiliano, l’avvocato Michele Sarno. L’avvocato Sarno ha anche ribadito che ”il suo assistito si è sempre dichiarato estraneo ai fatti”.Damiani interrogato dai giudici di Salerno nelle cinque ore di colloquio ha sostenuto la sua completa innocenza e la totale estraneità al fatto. Ha anche detto di non aver mai conosciuto personalmente il primo cittadino ucciso, seppure sapesse della sua esistenza. Con Vassallo mai nessun rapporto personale. Damiani ha pure smentito una circostanza apparsa anche su qualche giornale su un suo litigio con Vassallo. Ha inoltre chiarito che non sapeva dove abitava il sindaco, ma di averlo appreso solo nel momento in cui i giornali hanno pubblicato la fotografia del luogo del delitto”.Il sostituto procuratore Rosa Volpe, insieme con alcuni investigatori del Ros dei carabinieri, si e’ recata in Colombia per interrogare Damiani, dopo una complessa procedura durata 10 mesi per ottenere assistenza giudiziaria da parte dell’autorita’ giudiziaria colombiana. ”Ci affidiamo alla magistratura – evidenzia l’avvocato Sarno – e aspettiamo che si facciano tutte le indagini necessarie.Sono fiducioso perché abbiamo uno dei migliori magistrati non solo a livello salernitano ma a livello nazionale. Ricordiamo che la dottoressa Volpe ha portato avanti in maniera brillante anche il caso Claps. In ogni caso confermo che il mio cliente è fiducioso e sereno. Mi ha sempre ribadito di essere una persona completamente all’oscuro di tutte le dinamiche che possono essere sottese a questo episodio”.”Se la magistratura ha fatto questo passo – commenta Dario Vassallo, fratello del sindaco ucciso e presidente della ‘Fondazione Angelo Vassallo’ – vorrà dire che ha delle prove. Noi ci affidiamo alla Procura di Salerno che ha sempre fatto un lavoro costante e meticoloso. A noi, però, interessa anche sapere chi c’è dietro il delitto di mio fratello. Credo che bisogna pensare ad una strategia, ad un disegno più grande e complesso.Bisogna indagare – sottolinea Dario Vassallo – sulle posizioni di certi personaggi che nel 2010 gravitavano nell’area del Cilento. La droga oltre che venire dal mare poteva venire anche da terra. E non parlo di piccoli quantitativi”.

AGROPOLINEWS

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CILENTO NEWS CAPACCIO,CICLISTA TRAVOLTO SULLA STATALE L’AUTOMOBILISTA NON SI FERMA

24 Novembre 2014, 13:30pm

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA CAPACCIO PAESTUM. Ciclista travolto sulla SS18 da un’auto, il cui conducente non si è fermato a prestare soccorso. Il sinistro è avvenuto questa mattina, intorno alle ore 10:30, nei pressi della rotatoria in località Ponte Barizzo, nel comune di Capaccio Paestum. Si tratta del 36enne V.C. di Eboli, appartenente al “Gruppo Eboli Sele Bike”, con il quale stava percorrendo la trafficata statale in direzione Battipaglia. Mentre era intento ad attraversare la rotatoria stradale, è stato improvvisamente travolto alle spalle dall’auto pirata, di colore grigio, che dopo aver urtato la ruota posteriore della bici, lo ha trascinato sull’asfalto per alcuni metri, facendo perdere l’equilibrio e cadere per terra anche un altro ciclista, che ha riportato solo lievi ferite ad un ginocchio. Allertata dalla centrale operativa del 118 di Vallo, sul posto è giunta tempestivamente l’ambulanza che ha trasportato il 36enne all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Eboli con una sospetta frattura alle costole, nonché politraumi ed escoriazioni su tutto il corpo. Rilievi del caso affidati agli agenti della polizia stradale del distaccamento di Vallo della Lucania, diretti dall’isp. sup. Gianfranco Franco. Fonte stile TV

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CAPRI NEWS Frana a Capri in prossimità della spiaggia di Marina Piccola: paura ma nessuna persona coinvolta. VIDEO

24 Novembre 2014, 11:41am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

foto 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Momenti di paura a Capri per una frana verificatasi la scorsa notte nella zona di Marina Piccola, in prossimità di spiagge e stabilimenti balneari. Dal costone sottostante il complesso immobiliare noto come “Villa Casa Mia” si è staccata una notevole quantità di terreno e detriti che sono scivolati a mare rotolando per un tratto di circa cento metri. Lo smottamento ha trascinato a valle anche alberi e rami. Per fortuna nessuna persona è rimasta coinvolta, per cui non si registrano feriti. Era buio quando alcuni abitanti della zona hanno udito forti rumori. All’alba la scoperta della frana e l’immediata segnalazione ai vigili del fuoco. La zona in cui si è verificato lo smottamento è comunque già interdetta alla navigazione, alla balneazione ed anche al transito pedonale, proprio per il pericolo di caduta massi. Sopralluoghi da parte della squadra A dei vigili del fuoco di Capri, della polizia e della capitaneria di porto. Inibito l'accesso ad un terrazzo, nel complesso di Villa Casa Mia, per il timore di ulteriori crolli. 

FONTE INFORMATORE POPOLARE

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