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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Un imprenditore di Olbia era il terzo obiettivo dei sequestratori

12 Aprile 2015, 11:49am

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Pubblicato da www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Un imprenditore di Olbia era il terzo obiettivo dei sequestratori
NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Un imprenditore di Olbia era il terzo obiettivo dei sequestratori
NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Un imprenditore di Olbia era il terzo obiettivo dei sequestratori

INSERITO DA ANGELA CECERE Due blitz sono andati a vuoto, il terzo è stato sventato dagli investigatori. A Valledoria Francesco Goddi, Nino Columbu e Giovanni Montesu avevano armi e fascette di plastica NUORO. A Valledoria erano arrivati armati e con le fascette di plastica. A bordo di un’auto di grossa cilindrata, rubata qualche tempo prima, avevano gironzolato per il paese e poi intorno alla casa della ricca possidente con l’intenzione di entrare in casa non appena avessero avuto l’occasione propizia. Forse erano a conoscenza del fatto che l’anziana teneva soldi in casa, ma non così tanti da giustificare un’azione di forza. Avrebbero potuto aspettare quando la donna usciva con la badante per la passeggiata quotidiana e fare irruzione nella casa vuota. Invece erano attrezzati per fare qualcosa di eclatante

Gli agenti della squadra mobile di Nuoro avevano capito fin dal primo momento che i tre orunesi: Francesco Goddi, 64 anni e una condanna già scontata per il sequestro di Augusto De Megni, il nipote Nino Columbu di 29 anni e Giovanni Montesu, 55 anni, con trascorsi da rapinatore, stavano per fare qualcosa di grosso. Gli investigatori e i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari sono convinti che stessero organizzando un sequestro. L’esperienza per farlo e gestirlo ce l’avevano. Ma dopo lunghi mesi di indagine non sono riusciti a trovare gli elementi necessari per convincere il gip ad aggiungere nell’ordinanza di custodia cautelare anche il reato di sequestro di persona. A fugare tutti i dubbi su quali fossero le intenzioni dei tre sono state le indagini portate avanti con la massima discrezione dagli agenti della squadra mobile che hanno seguito ogni movimento di Francesco Goddi, Nino Columbu e Giovanni Montesu scoprendo così che c’erano altri due obiettivi nel loro mirino, oltre alla possidente di Valledoria. Entrambi a Olbia. Uno è un imprenditore nel settore edile, mentre l’altro sarebbe un imprenditore turistico. La singolarità degli obiettivi e che tutte e tre le persone monitorate dagli orunesi sono in età avanzata. Sarebbe stato proprio questo particolare a far drizzare le antenne degli investigatori che, dopo aver ipotizzato la pista delle rapine agli anziani, hanno approfondito le indagini su un fronte molto più delicato: quello dei sequestri di persona.

A Olbia l’operazione dei tre orunesi era già scattata. Goddi, Montesu e Columbu erano già sotto casa della vittima e stavano per entrare in azione quando dall’abitazione dell’anziano imprenditore era uscito un giovane. Una presenza che non si aspettavano e che, con molta probabilità, non avevano mai monitorato durante i sopralluoghi. Perplessi, preoccupati e con il timore di poter essere scoperti erano andati via. Tornando l’indomani e appostandosi nello stesso punto in attesa del momento migliore per fare il blitz. Che avevano dovuto rinviare per la seconda volta quando si erano resi conto che l’oggetto dei loro desideri non era in casa. E non ci sarebbe più stato per lungo tempo, visto che gli agenti della squadra mobile avevano provveduto a spostarlo in un luogo protetto. Fino a quando non avrebbero concluso le indagini e arrestato i tre. Gli orunesi saranno interrogati nei prossimi giorni in carcere. Francesco Goddi è assistito dall’avvocato Lorenzo Fara, Giovanni Montesu dall’avvocato Gianni Sannio e il giovane Nino Columbu dagli avvocati Pietro Carzedda e Giuseppe Talanas. L’accusa nei loro confronti è di concorso in tentata rapina aggravata. Ma nei piani c’era la possibilità di sequestrare i tre anziani: due a Olbia e una a Valledoria. Questo è quanto sarebbe emerso dall’intensa attività investigativa, caratterizzata da pedinamenti e intercettazioni. Un lavoro così approfondito da permettere agli investigatori di anticipare le mosse dei tre e far “sparire” le loro vittime designate, allontanandole da casa e trasferendole in luoghi sicuri.«Grazie all’aiuto di basisti, attualmente ricercati – ha spiegato il dirigente della squadra mobile di Nuoro, Fabrizio Mustaro – i tre si spostavano da Olbia a Valledoria. E dalle intercettazioni sono emerse chiaramente le loro intenzioni di volersi portare via le vittime».(plp)

LA NUOVA SARDEGNA

12.04.2015. 12.49

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA La tragedia di Platamona, una comunità sotto choc

12 Aprile 2015, 11:29am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA La tragedia di Platamona, una comunità sotto choc
NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA La tragedia di Platamona, una comunità sotto choc

INSERITO DA ANGELA CECERE La notizia della morte di Francesco Spada e Diego Masia ha avuto l’effetto di una bomba nella piccola frazione di Campanedda. Il ricordo commosso della compagna di scuola: «Persone speciali, i migliori». Oggi i funerali SASSARI. Una comunità scossa ancora una volta da incidenti stradali. Ancora una volta a perdere la vita sono stati dei ragazzi, due giovani amatissimi, che sorridevano al mondo.

Il ricordo. «Francesco Spada e Diego Masia erano dei ragazzi squisiti e di buon cuore – ricorda l’ex presidente della circoscrizione Franco Cubeddu –, sempre disponibili e benvoluti da tutta la comunità: Francesco Spada era amico di mia figlia, lo vedevo spesso, ma assieme a Diego Masia erano sempre pronti a organizzare momenti di sano divertimento in una borgata dove ci si conosce davvero tutti. Un dolore immane, e pensando al loro animo gentile mi viene da dire che se ne vanno sempre via i migliori».Anche l’ex vice sindaco di Sassari,Gavino Zirattu – punto di riferimento da sempre per le mille anime o poco meno che popolano la frazione di Sassari – non riesce a darsi pace per quello che è accaduto l’altra notte: «L’ennesimo incidente che sconvolge ancora una volta la borgata – dice -, con Francesco e Diego ci si incontrava quasi tutti i giorni per scambiare delle chiacchiere e discutere della loro attività lavorativa. Bravissimi ragazzi che partecipavano attivamente all’organizzazione delle iniziative e alla vita sociale, dando sempre una mano quando serviva, e ora non ci rimane che stringerci attorno ai familiari nello sconforto di una giornata tremenda che coinvolge tutta Campanedda e non solo».L’ultimo saluto. Il parroco della chiesa di Santa Maria a Torres, don Francesco Marroncheddu, oggi alle 15 celebrerà il funerale dei due giovani. «Li conoscevo di vista – ricorda il prete –, ragazzi laboriosi ed educati, ma conoscevo meglio le loro famiglie, gente stimatissima dalla borgata al pari dei loro figli. Per tutta la comunità è uno choc che purtroppo si rinnova, Campanedda è una grande famiglia». La funzione odierna sarà molto partecipata: «Sarà una messa di ringraziamento al Signore per averli dati come figli e amici alla famiglia e alla comunità, e affidamento al Signore nella preghiera ponendoli tra le braccia della Madonna di Torres». La tristezza pervade il lungo nucleo di case sulla strada tra Porto Torres e Alghero, perché di questi momenti così drammatici se ne sono visti troppi negli ultimi anni: incidenti stradali (il precedente più recente è del 2010) ma anche tragedie sul lavoro. Giovani vite spezzate, come quelle di Francesco Spada e Diego Masia.L’emozione. «Splendidi ragazzi – commenta con la voce roca l’allenatore della polisportiva Campanedda, Danilo Piredda –, che partecipavano a tutte le iniziative sociali organizzate nella borgata. Non ci sono parole per descrivere il dispiacere che prova la nostra comunità in un momento terribile come questo». Le lacrime rigano i volti di tutti, giovani e meno giovani, ma certi ricordi dei due ragazzi non si possono dimenticare, sono vivissimi. «Con Francesco siamo cresciuti assieme – racconta Clara Cubeddu –, dall’asilo sino alle Superiori, era il mio migliore amico, stravedevo per lui: aveva tutte le qualità che si possono desiderare in una persona, ed era pronto a farsi in quattro per aiutare chiunque avesse bisogno. E Diego era come Francesco, due persone stupende». C’è amarezza, voglia di riavvolgere il nastro, tornare indietro e cancellare il dolore, fare finta che niente sia accaduto. «Erano due ragazzi buoni come il pane – ricorda Giacomo Masia –, un destino troppo crudele ieri notte ha portato via un pezzo di cuore a tutti noi»di Gavino Masia

LA NUOVA SARDEGNA

12.04.2015. 12. 29

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SEZ. RICETTE Pasta con pomodoro fresco

12 Aprile 2015, 11:24am

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Spesso quando parlo con i miei amici che dicono di non saper cucinare, la frase più inflazionata è: “non so fare nemmeno uno spaghetto al pomodoro!”. E ogni volta penso di dover mettere la ricetta sul sito. Ieri ho raccolto i pomodori ed il basilico dalle mie piantine e mi sono messa all’opera. La pasta con il pomodoro fresco, proprio perchè è un piatto semplice, ha bisogno di piccoli accorgimenti per una sicura riuscita. La prima cosa: utilizzate una buona pasta (io vado di pasta di gragnagno ;) ) e degli ottimi pomodori. Il resto potete vederlo nella ricetta. :D Spero in questo modo di invogliare anche chi pensa di essere negato in cucina! :)

 

 
difficoltà
 
cottura:
25 min
 
preparazione:
5 min
 
persone:
2

INGREDIENTI

 160 g di pasta (io ho usato le linguine)
 50 g di olio extravergine d'oliva 
 350 g di pomodorini 
 1 spicchio d'aglio 
 8 foglie di basilico 
 sale 

 

PREPARAZIONE

 

Lavate i pomodori, asciugateli e tagliateli a metà. Se sono molto grandi, tagliateli in quattro.

 

Iniziate a mettere su l’acqua per la pasta.

Scaldate l’olio e fate rosolare l’aglio. Visto che l’olio non è abbondante, per evitare di bruciarlo, abbassate la fiamma e inclinate leggermente la padella come in foto. In questo modo l’aglio annegherà nell’olio e si rosolerà piu’ velocemente ed uniformemente. :)

 

Una volta che l’aglio è ben rosolatelo, toglietelo.

Aggiungete i pomodori. Attenzione a questo passaggio: se l’olio è molto caldo, potrebbe schizzare ovunque, quindi o spostate la padella dal fuoco e fate raffreddare leggermente prima di aggiungere i pomodori, oppure state pronti con il coperchio da mettere sopra! :) Fate rosolare un minuto i pomodori a fiamma viva per un minuto, sempre col coperchio per non ustionarvi e muovendo leggermente la padella per non farli attaccare. Questo dovrebbe dare alla vostra pasta al pomodoro fresco quel tocco in piu’ di sapore ed evitare l’effetto “bollito”. :D

 

Aggiungete mezzo cucchiaino raso di sale. Coprite e lasciate cuocere a fiamma bassa, girando di tanto in tanto.

Dopo dieci minuti ecco il risultato.

 

Se i pomodori sono morbidi e si schiacciano facilmente, togliete il coperchio e fate asciugare QUASI del tutto.

Spegnete ed aggiungete il basilico.

 

Cuocete la pasta in abbondante acqua salata. Un paio di minuti prima che sia cotta, trasferite la pasta nella padella. Se avete intenzione di scolarla, conservate un po’ dell’acqua di cottura (un paio di mestoli). Io la sollevo direttamente con la pinza dalla pentola, senza scolarla.

 

 

Amalgamate pasta e condimento a fuoco vivo. Se avete lasciato il pomodoro non troppo asciutto, la pasta assorbirà il sughetto finendo di cuocersi. Se non bastasse l’acqua dei pomodori, aggiungete l’acqua di cottura che avete conservato, un poco alla volta (davvero poca alla volta, giusto per non far finire di cuocere la pasta senza farla diventare molle). A questo punto dovrebbero bastare i due minuti di cottura, ma come sempre è meglio assaggiare un filo di pasta e vedere se è cotta. ;)

Servite la pasta al pomodoro fresco e basilico! :D

 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Incendio in ristorante-lido a Catanzaro

12 Aprile 2015, 11:17am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Incendio in ristorante-lido a Catanzaro
NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Incendio in ristorante-lido a Catanzaro

INSERITO DA ANGELA CECERE Fiamme hanno parzialmente distrutto struttura, indagini su cause CATANZARO, Un incendio, forse di origine dolosa, ha distrutto un ristorante-lido balneare nel quartiere marinaro di Catanzaro, in località Giovino. I vigili del fuoco hanno spento le fiamme che coinvolgevano completamente la veranda esterna dell'edificio in legno di circa 100 metri quadrati, oramai completamente distrutta. L'intervento ha limitato i danni al locale adibito a cucina. L'area è stata posta sotto sequestro. Gli investigatori propendono per l'origine dolosa delle fiamme

ANSA

12.04.2015. 12.17

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Cinque auto a fuoco a Livorno, indagini

12 Aprile 2015, 11:09am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Cinque auto a fuoco a Livorno, indagini
NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Cinque auto a fuoco a Livorno, indagini

INSERITO DA ANGELA CECERE Atti dolosi: in un caso è stata vista fuggire una persona LIVORNO, Incendi dolosi di auto nella notte a Livorno: 5 veicoli posteggiati in strada, in varie parti della città, sono stati danneggiati durante la notte scorsa dalle fiamme appiccate con innesco. Oltre ai vigili del fuoco sugli incendi, sono intervenuti carabinieri e polizia, che hanno avviato le indagini per cercare di risalire al responsabile che, in un caso, è stato visto fuggire da un testimone. Il primo intervento dei vigili del fuoco verso le 2.

ANSA

12.04.2015. 12.09

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COSTIERA AMALFITANA NEWS RICORDO DI MONS.FERDINANO PALATUCCI CHE OGGI AVREBBE COMPIUTO 100 ANNI

12 Aprile 2015, 11:06am

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COSTIERA AMALFITANA NEWS RICORDO DI MONS.FERDINANO PALATUCCI CHE OGGI AVREBBE COMPIUTO 100 ANNI
COSTIERA AMALFITANA NEWS RICORDO DI MONS.FERDINANO PALATUCCI CHE OGGI AVREBBE COMPIUTO 100 ANNICOSTIERA AMALFITANA NEWS RICORDO DI MONS.FERDINANO PALATUCCI CHE OGGI AVREBBE COMPIUTO 100 ANNICOSTIERA AMALFITANA NEWS RICORDO DI MONS.FERDINANO PALATUCCI CHE OGGI AVREBBE COMPIUTO 100 ANNI

 DI MICHELE PAPPACODA Oggi ricordiamo la fondazione dell'Arcidiocesi Amalfi Cava dei Tirreni in quello stesso anno quando il Papa Giovani Paolo II aveva abolito le piccoli diocesi tra cui quella di amalfi e quella di Cava Sarno Nascendo cosi L'arcidiocesi di Amalfi Cava de Tirreni e il suo primo vescovo fu Ferdinando Palatucci oggi se in vita avrebbe compiuto 100 anni.Sotto la storia del vescovo Mons.Ferdinando Palatucci.

 

Personaggi illustri del XX secolo

Mons. Ferdinando Palatucci

Mons. Ferdinando Palatucci, arcivescovo emerito di Amalfi-Cava de’ Tirreni, nasce a Montella il 12 aprile del 1915 da Saverio Palatucci di Carmine e da Giuseppina Palatucci di Angelico, veniva così ad essere imparentato con la famiglia Palatucci che diede i natali a Mons. Giuseppe Maria Palatucci, o.f.m. conv., Vescovo di Campagna, ed a Giovanni Palatucci, l’ultimo eroico Questore di Fiume italiana, perito a Dachau il 10 febbraio 1945.
Il piccolo Ferdinando perse il padre prima ancora di compiere i quattro mesi di età: Saverio, infatti, si spense in un ospedale da campo il 3 agosto del 1915; la mamma dedicò a questo suo unico figlio tutte le sue cure (si spense nel 1985). Accanto alla giovane vedova restò lo zio sacerdote, don Salvatore Palatucci, che lo avviò agli studi: scuole elementari a Montella, medie nel Seminario di Nusco, licenza liceale nel Seminario di Sant’Andrea di Conza, Seminario Maggiore a Salerno, Ordinazione presbiterale il 24 luglio 1938 nella Collegiata di Santa Maria del Piano in Montella a mani dello zio Mons. Giuseppe Maria.
Dal 1938 al 1940 fu vice parroco della Cattedrale di Nusco ed insegnante presso il Seminario diocesano;
dal 1940 al 1966 resse la Parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo in Montella, divenendo l’angelo custode dei tanti poveri dei casali Serra, Cisterna, Torre, ‘Ncarurata, Spinella.
Dal 1950 si interessò del Santuario del SS. Salvatore, fu l’artefice della sua ripresa, del suo passaggio dall’E.C.A. all’autorità ecclesiastica , ne fu Rettore e servo instancabile: per il Santuario diede tutto se stesso e non si risparmiò mai, supportato in tutto dal Mons. Casullo prima e da Mons. Mojaisky-Perrelli dopo: altri dopo di lui hanno pensato bene di affossare decenni di impegno e di tradire le attese e le speranze di quanti al Sacro Monte hanno guardato sempre con Speranza viva e Fede certa radicandosi nella Carità. Dal nulla di cui disponeva ricavò somme ingentissime per effettuare lavori grandiosi e mai un solo centesimo non fu ampiamente rendicontato per i tanti emigrati e pellegrini che a frotte affluivano al Santuario e donavano con generosità.
Dal 1966 fu cooptato nel Collegio dei Canonici di Santa Maria del Piano e resse a la Parrocchia di San Nicola di Bari sino all’agosto 1968 quando gli fu proposta la Cattedra episcopale di Nicastro. Il valente sacerdote titubò a lungo, accettò per esortazione del suo Vescovo Mons. Mojaisky-Perrelli e del cugino P. Giovanni Recupido o.f.m. conv. e fu consacrato il 22 dicembre dello stesso anno in Santa Maria del Piano.
L’11 febbraio 1969 fece il suo ingresso in Diocesi e vi restò sino al 30 gennaio 1982, quando divenne Arcivescovo di Amalfi e Vescovo di Cava de’ Tirreni.
Il 28 luglio del 1990, raggiunto il settantacinquesimo anno di età, si ritirò a Montella e – come era nel suo stile – si pose a disposizione del parroco di Santa Maria del Piano, Mons. Egidio De Simone, divenendo – de facto – una sorta di vice parroco sempre disponibile.
Gli ultimi anni della sua vita li ha trascorsi in casa, ammalato, si è spento, novantenne, il 2 maggio del 2005.
Alla sua cittadina ed al “suo” Santuario – entrambi sempre molto amati – ha lasciato le opere che qui riportiamo:

  • Il Santuario del SS. Salvatore in Montella. Tradizioni e storia – Napoli, C.A.M., 1957;
  • Shrine of the Holy Saviour of Montella, Tradition and History – Translated by Rev. Simone, Naples, C.A.M., 1958;
  • Montella di ieri e di oggi, Napoli, Tipografia Laurenziana, 1969 – ristampa: Tipografia Dragonetti, Montella, 1982;
  • Montella e il Santuario del Salvatore, Napoli, Tipografia Laurenziana, 1979;
  • Scritti biografici su Francesco Scandone, Mons. Giuseppe Maria Palatucci, P. Giovanni Recupido o.f.m. conv.
  • L’interminabile numero di interventi, articoli, note per il Bollettino del Santuario del SS. Salvatore dal 1951 sino alla fine.
  • I COMMENTI SU FACEBOOK 
  • Sigismondo Nastri E' un Arcivescovo che ricordo con grande rispetto e devozione. Molto presente, in ogni circostanza, in ogni angolo dell'arcidiocesi. Particolarmente vicino a noi dell'Istituto Professionale per il Commercio. Col suo carisma, con i suoi consigli, con azioni concrete. Era preparato, intelligente, ricco di buon senso. Con lui si poteva discutere di tutto, si poteva affrontare qualsiasi argomento.
  •  

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Paura a Ischia. Auto si scontra con un bus da turismo: sei feriti

12 Aprile 2015, 10:59am

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Paura a Ischia. Auto si scontra con un bus da turismo: sei feriti

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ISCHIA - Sei persone che viaggiavano a bordo di una Renault classe B sono rimaste ferite nell'impatto contro un autobus da turismo in località Panza, nel comune di Forio d'Ischia.

Uno dei feriti è stato ricoverato a titolo precauzionale in rianimazione per problemi al polmone mentre per gli altri cinque la prognosi è inferiore ai 40 giorni. L'auto è andata praticamente distrutta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno effettuato i rilievi. Gli esami tossicologi effettuati in ospedale hanno dato esito negativo.

Secondo i carabinieri la causa dell'incidente potrebbe essere stata o un colpo di sonno o l'elevata velocità. Nessuna persona che si trovava sull'autobus è rimasta coinvolta.

IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NAPOLI NEWS CAMORRA: SI TORNA A SPARARE A NAPOLI, UOMO UCCISO A COLPI DI PISTOLA NEL QUARTIERE DI PONTICELLI

12 Aprile 2015, 10:57am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un uomo è stato ucciso con colpi d'arma da fuoco nel quartiere Ponticelli di Napoli. Secondo quanto si apprende dalla Questura, l'uomo è stato trovato senza vita e coperto da un lenzuolo bianco, all'angolo tra via Doria e via De Meis. Indaga la polizia.

TELECAPRINEWS

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CASERTA NEWS VILLA LITERNO (CE): BIMBA APPENA NATA ABBANDONATA SUL CIGLIO DELLA STRADA, UN PASSANTE CHIAMA LA POLIZIA CHE SALVA LA NEONATA PORTANDOLA IN OSPEDALE

12 Aprile 2015, 10:55am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una bimba appena nata è stata abbandonata sulla strada provinciale che collega i comuni di Villa Literno e Castel Volturno, in provincia di Caserta. La piccola, avvolta in una coperta, è stata adagiata nei pressi di un bidone dell'immondizia ed è stata notata da uno spazzino che ha poi chiamato la polizia. Sono intervenuti gli agenti del commissariato di Castel Voltuno che hanno portato la neonata alla clinica Pineta Grande. La piccola sta bene e pesa 2,5 kg.

CASERTANEWS

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BENEVENTO NEWS VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO A CUSANO MUTRI (BN) AI DANNI DI UN'ESTETISTA NAPOLETANA: CINQUE PERSONE ARRESTATE E DUE DENUNCIATE

12 Aprile 2015, 10:52am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cinque persone arrestate e due denunciate sono accusate di violenza sessuale di gruppo ai danni di una estetista napoletana di 31 anni. La violenza - secondo la denuncia della donna - è avvenuta all'interno di un locale a Cusano Mutri (Benevento) dove era stata convocata per un colloquio di lavoro da un uomo di 70 anni, suo conoscente. Nell'abitazione è stata aggredita da quattro giovani, di età tra i 27 e i 35 anni, mentre altri due aspettavano al piano di sotto.

TELECAPRINEWS

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