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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Benevento, «retrocessa» la prima avversaria

31 Agosto 2015, 08:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Benevento, «retrocessa» la prima avversaria

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Torna in bilico il campionato di Lega Pro dopo che ieri la Corte d'Appello della Figc ha
parzialmente accolto i ricorsi del procuratore Palazzi, peraltro non presente al processo d'appello, e ha disposto la retrocessione «all'ultimo posto in classifica nella stagione
sportiva 2014/15» di Torres e Vigor Lamezia. In pratica, i due club sono ora esclusi dalla Lega Pro. I sardi sono anche stati multati di 15mila euro, i calabresi di 30mila. La Vigor Lamezia avrebbe dovuto incontrare il Benevento alla prima di campionato (fissato in notturna alle 20.30). Ora al suo posto potrebbe essere ripescato il Messina. Massima incertezza, dunque, con un probabile, ulteriore rinvio del campionato.
La Corte d'Appello federale della Figc ha inoltre parzialmente accolto il ricorso del Catania relativo alla sentenza sul calcioscommesse, riducendo da -12 a -9 i punti di penalizzazione da scontare nella stagione calcistica entrante in Lega Pro. Il presidente Pulvirenti ha invece rinunciato al
ricorso e resta inibito per 5 anni. IL MATTINO

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CASERTA NEWS Villa Literno, auto finisce in un canale: due morti. Gravissime due donne

31 Agosto 2015, 08:28am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CASERTA NEWS Villa Literno, auto finisce in un canale: due morti. Gravissime due donne

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Potrebbe essere stata l'alta velocità a provocare il tragico incidente avvenuto alle 4 di stamattina sulla provinciale 131 Trentola-Ischitella, nel Casertano, che è costato la vita a due ragazzi romeni di 27 e 23 anni. Nel violento impatto due donne, anche loro romene, sono rimaste gravemente ferite.

L'incidente è avvenuto su un rettilineo della «131» sul quale, secondo quanto accertato dai carabinieri di Casal di Principe (coordinati dal capitano Michele Centola) non sono stati rilevati segni di frenata. L'Alfa 147, guidata da Valentin Alexandru Fandarac, 27 anni, morto sul colpo, si è ribaltata più volte prima di finire la sua corsa in un canale di scolo. Quando i soccorritori sono giunti sul posto hanno trovato senza vita anche il ragazzo che era seduto sul lato passeggero anteriore della vettura: si tratta di Stefan Julian Raducanu, 23 anni. Il giovane, secondo quanto hanno i suoi familiari, aveva da poco finito il suo turno di lavoro come cuoco in un ristorante di Aversa e, insieme agli amici, stava andando a trascorrere una domenica di relax sul litorale Domizio.

Per tirare fuori i corpi delle vittime dalle lamiere contorte dell'auto si è reso necessario l'intervento dei vigili del fuoco. Le due ragazze ferite, una in maniera particolarmente grave, erano sedute sul sedile posteriore. Rosica Manea, 30 anni, è ora ricoverata in pericolo di vita nell'ospedale di Aversa: ha riportato gravi lesioni ai polmoni. L'altra giovane ferite si chiama Gheorghita Tudor, ha 27 anni. Anche lei è grave ma non è in pericolo di vita: ha riportato la frattura di alcune vertebre e adesso è ricoverata nella clinica Pineta Grande di Castel Volturno. Sulle salme delle due vittime è stato disposto l'esame autoptico: sul cadavere dell'autista sono anche previsti accertamenti per appurare l'eventuale assunzione di droghe o/e alcol. 

VIDEO CORRELATO - La vita persa in un istante. Motociclista contro un'auto nella corisa opposta

IL MATTINO

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BENEVENTO NEWS Maxi-rogo alle porte del capoluogo, in fumo collina

31 Agosto 2015, 08:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

BENEVENTO NEWS Maxi-rogo alle porte del capoluogo, in fumo collina

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Fiamme altissime ieri pomeriggio sulla collina della Gran Potenza in località San Vito ai margini del centro commerciale «Buonvento». Più squadre dei vigili del fuoco hanno operato per più ore e si è reso necessario anche l’intervento di un elicottero. Sul posto anche i carabinieri per cercare di accertare le cause di questo rogo. È probabile che qualcuno abbia dato fuoco a delle stoppie, e poi, come spesso accade in questi casi, non si riesce a controllare le fiamme che tenuto conto delle alte temperature, del vento e delle condizioni della vegetazione poco umida per l’afa degli ultimi mesi, si sono diffuse facilmente.

IL MATTINO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Trova un pappagallo cenerino sul balcone, individua il proprietario e glielo restituisce

31 Agosto 2015, 08:22am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Trova un pappagallo cenerino sul balcone, individua il proprietario e glielo restituisce

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In una segnalazione giunta all’indirizzo di posta elettronica dell’Enpa di Salerno, il sig. Alessandro Limodio di Angri ci comunicava di aver recuperato un pappagallo sul suo balcone Il responsabile del nucleo provinciale Albero predisponeva un rapido recupero dell’esemplare. Alla consegna dell’animale, le guardie della Protezione Animali appuravano che si trattava di un Psittacus erithacus, un Pappagallo cenerino, regolarmente inanellato. A tal punto si provvedeva a contattare il nucleo Cites di Salerno. Poco dopo, durante la consegna dello stesso all’Ufficio preposto per il controllo e la successiva identificazione del proprietario, quest’ultimo veniva rintracciato e si fissava un incontro per la consegna. Giunti sul posto e dopo aver accertato la corrispondenza del numero identificativo segnato sull’anello alla zampa dell’animale con la documentazione in possesso del proprietario, il Cenerino veniva consegnato. Il Cenerino è un pappagallo originario dell’Africa centrale e occidentale. È probabilmente la specie di pappagallo più intelligente e la sua abilità nel ripetere le parole ne fanno una delle specie più ricercata.

IL MATTINO.IT

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AVELLINO NEWS Parolise, i vigili del fuoco recuperano un pappagallo fuggito da un'abitazione

31 Agosto 2015, 08:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

AVELLINO NEWS Parolise, i vigili del fuoco recuperano un pappagallo fuggito da un'abitazione

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PAROLISE - I Vigili del Fuoco di Avellino, allertati da una signora di origini irpine, ma residente a Roma, sono intervenuti a Parolise, in via Provinciale, per il salvataggio di un pappagallo, che era scappato dal trespolo della proprietaria e volato su un albero alto più di dieci metri. La squadra intervenuta, con l'ausilio dell'autoscala, ha recuperato il volatile esotico, e lo ha restituito alla proprietaria.

IL MATTINO

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Napoli, trecento migranti ammassati nel ristorante: è notte di violenza

31 Agosto 2015, 08:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAMPANIA NAPOLI NEWS Napoli, trecento migranti ammassati nel ristorante: è notte di violenza

di Pietro Treccagnoli VARCATURO - «Il tuo sogno... è realtà». La scritta sulla facciata del «wedding park» della Domiziana, il parco dei matrimoni «Di Francia», è ormai una beffa. Strappa un sorriso amaro, perché per 310 migranti, africani e asiatici che vi sono ospitati, è un incubo. Altro che sogno. Qui, fino a pochi mesi fa si costruiva il giorno più bello per promessi sposi di bocca buona, ora è un dormitorio.L’atmosfera è incongrua, una struttura leziosa, costruita per servire spaghetti alle vongole e torte millefoglie ha cambiato pelle, diventando un centro di raccolta per giovani in cerca di un futuro in Europa, giovani che da almeno un mese, però, sono sul piede di guerra. Proteste, «grève», sommosse, blocchi stradali. Risse e mazzate tra gli stessi migranti. Tutto nato, dicono, per futili motivi, all’apparenza, questioni di convivenza in un edificio anomalo, adattato, non convenzionale. Sabato scorso, fino alle due di notte, in circa 200 se le sono date di santa ragione. Sono volate sedie di ferro, sono stati tirati fuori bastoni. Ivoriani, maliani, bengalesi, pakistani, senegalesi, nigeriani tutti insieme violentemente. «Non è stata una questione etnica» spiega con un faticoso francese Mohammed, 19 anni, ivoriano, una t-shirt nera e sulla testa riccioli neri appena abbozzati. È in Italia da due mesi e qui vorrebbe restare per fare il meccanico. «Sono bravo, nel mio Paese lo faccio da quand’ero bambino».

Ma la rissa dell’altra notte? «Piccoli affari, questioni personali». Saranno stati pure futili motivi, ma sette di loro sono finiti in ospedale, uno persino con il codice rosso, due sono stati arrestati e nove denunciati. Vittime sarebbero stati i pakistani. È intervenuta la polizia di Giugliano, diretta da Pasquale Trocino. Due pattuglie per tenere a bada centinaia di giovani imbufaliti. Sono arrivati, come rinforzi, pure venti di uomini dei reparti antisommossa. La situazione si è calmata, poco alla volta, ma per quattro ore, in questo angolo del litorale campano se la son vista brutta. Hanno anche bloccato la strada. Questioni di convivenza, insistono i giovani africani raggruppati all’esterno del fu ristorante.

Casacche pezzotte del Barcellona e del Psg, grandi cuffie bianche per ascoltare la musica, un ciondolo al collo con i colori rasta, telefonini vintage, occhiali a specchio, una bicicletta per pedalare, un morso a una mela, una bottiglina d’acqua tra le mani e tanta voglia di parlare, di sfogarsi. Anche Issa è ivoriano e di anni ne ha 21: «È difficile vivere in cento in uno stanzone. Non si sta bene. Fa caldo, le docce e i bagni sono pochi». Gli animi avvampano in un istante. «Anche il cibo non è buono» si inserisce James, ghanese, 26 anni. «Questo è un altro fatto, però» ammette «non c’entra con le botte dell’altra sera. Ma è una delle ragioni di fondo che scatena la nostra protesta».

Quello che chiedono è presto detto: documenti per mettersi in regola e restare in Europa («le papièr» sottolinea con gesto inequivocabile Issa), il «pocket money» (l’«argent de poche»), un medico che li visiti davvero e non si limiti a «compilare carte» e ordinare medicine che non possono comprare, una pulizia più accurata (sono tutti maschi e giovani, poco propensi all’autogestione dell’igiene) e dei vestiti. «Da mesi abbiamo addosso sempre gli stessi panni» si lamenta Ray, nigeriano, 25 anni, una faccia da duro, segnata con due linee verticali. In tanti, a ciondolare tra i vialetti o seduti sotto un gazebo di paglia o all’interno davanti un televisore al plasma, sono a torso nudo o in mutande. Fa caldo, un caldo africano al quale loro stessi sembrano non essere abituati.

I loro abiti sono stati lavati e sono stesi ad asciugare sulle siepi che attraversano lo spazio antistante al ristorante vero e proprio. Al primo piano c’è la grande camerata con un centinaio di letti. Dove si pranzava, si brindava e si suonava adesso si dorme come in una camerata di guerra, come in un ospedale da campo. Una brandina attaccata altra, giusto poco centimetri per passare, un comodino. L’ambiente troppo vasto è stato delimitato con dei pannelli in plexiglass. Ma ci sono brande pure sui pianerottoli. O in spazi più piccoli che esibiscono nomi nobili: «Sala dei Principi», «Principe», «Regina». «Nella mia stanza» racconta Amadou (viene dal Mali e dichiara vent’anni) «dormiamo in 25. È naturale che non si va sempre d’accordo». Il resto lo fa l’inattività, l’abbondanza di tempo da perdere. «Possiamo uscire, certo» ammette Mohammed.

«Non è una prigione. Passeggiamo, andiamo fino al mare, fosse anche solo per lavarci». Certo, ci vuole un animo disperato per definire passeggiata la via crucis che tocca percorrere lungo una strada martoriata come la Domiziana e per considerare acqua in cui lavarsi quella di un litorale mai bonificato e depurato. Ma non hanno alternative. Con gli abitanti di questa frazione di Giugliano non ci sono mai state frizioni, finora. «Nessuno protesta per la nostra presenza» chiarisce Issa. «Almeno non lo fa con noi». Ma la situazione può diventare esplosiva. Lo stesso sindaco, Antonio Poziello, eletto un paio di mesi fa, mette le mani avanti con un post su Facebook. «A nessuno sfugge, a me per primo, la drammaticità della situazione sul fronte degli sbarchi e dell’immigrazione» ha scritto «ma vorrei che a nessuno sfuggissero neanche le difficoltà che le comunità locali vivono quando l’accoglienza viene declinata nella maniera maldestra cui assistiamo ad esempio al Di Francia?».

E chiede l’intervento della Prefettura: «Credo che debba verificare cosa accade sul nostro territorio, effettuando controlli sulle cooperative che gestiscono l’accoglienza». Il litorale, diviso tra Giugliano e Castelvolturno, tra Napoli e Caserta, da decenni soffre della mancata gestione di un grande patrimonio naturale. A percorrerla anche di giorno, la Domiziana è la strada più zellosa della regione. Prostitute appostate a tutte le ore, all’ombra dei canneti o poco lontano dall’ingresso in ristoranti e hotel con stelle ambigue. Fino a qualche anno fa si trovavano solo africane, ma l’arrivo di donne dall’est ha fatto cambiare colore al mestiere più antico del mondo. I pendolari della tintarella domestica, in questi anni di crisi, sono aumentati, ma tutt’attorno il paesaggio saccheggiato dall’abusivismo non è migliorato. Prevale uno microeconomia predatoria che ha trasformato un’opportunità in un problema, i ristoranti in ghetti per migranti, i sogni in abito bianco in incubi dalla pelle nera. IL MATTINO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Incidente a Gravellona, muore una 27enne di Vigevano

31 Agosto 2015, 08:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO Incidente a Gravellona, muore una 27enne di Vigevano

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un altro lutto sulle strade della Lomellina. Un’automobilista 27enne residente a Vigevano ha perso la vita in un incidente avvenuto poco prima delle 19 sulla provinciale 104, nel tratto tra Gravellona e Borgolavezzaro. Secondo una prima ricostruzione, la giovane era al volante di una Fiat 600 che, dopo un sorpasso, ha sbandato ed è finita

contro un muretto a lato di un fosso. A prestare soccorso sono stati gli operatori del 118 e la Croce Rossa di Mortara, ma per la giovane non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Vigevano e la polizia stradale di Pavia, che ha eseguito i rilievi.

LA PROVINCIA PAVESE

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PAVIA Prendono scope e sacchi e puliscono via Pampuri

31 Agosto 2015, 08:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

di Fabrizio Merli PAVIA. Dice che non vuole far polemica con il Comune o con l’Asm. Perchè, molto semplicemente, ha fatto una cosa logica: la sua via era sporca e lui l’ha pulita. «Certo, se tanti facessero così, Pavia sarebbe più bella». Umberto Mangiarotti, professione giardiniere, qualche giorno fa si è preso cura di via Pampuri, una strada a fondo cieco che si trova dietro al centro “Cazzamali” a Pavia Ovest.

In questa via, vive la madre dell’uomo e lui frequenta spesso uno dei condomini. «Un giorno – racconta – stavo portando fuori il cane, quando lui è entrato nella macchia di erbacce infestanti che si trovavano a ridosso dei cassonetti. Si è ferito a una zampa, probabilmente a causa di un vetro, e ha iniziato a sanguinare».

Forse è stato a questo punto che, nella mente dell’uomo, si è accesa un’idea. Una necessità che non si fatica a comprendere ascoltando il suo racconto. «Lungo i cordoli del marciapiede – dice Mangiarotti – era pieno di erbacce che crescevano da non si sa più quanto tempo. Quando gli addetti di Asm vengono a svuotare i cassonetti, li sollevano e li scaricano nei camion. Nell’operazione cadono a terra dei rifiuti, cocci di bottiglia, cartacce, confezioni usate di alimenti. Ma non le raccolgono e così questa via era davvero sporca».

 

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Non c’era solo il problema dell’immondizia. Anche qui, come nel resto della città, il verde pubblico si è sviluppato in maniera a dir poco incontrollata. Così, all’incrocio tra via Pampuri e via fratelli Cervi, le erbacce avevano preso talmente tanto spazio sul marciapiede che era necessario scendere, con il rischio di essere investiti.

 

«Così ho preso un paio di badili e un po’ di attrezzatura – prosegue Umberto Mangiarotti – e sono stato aiutato da un altro signore che abita qua. Abbiamo sradicato una parte delle erbacce che si trovavano sotto i cordoli e sui marciapiedi, abbiamo raccolto i rifiuti che erano a terra e ramazzato la strada. Poi, con un decespugliatore, ho tagliato l’erba in una piccola area, in modo da consentire anche alle persone anziane di avere un angolino per portare a spasso il proprio cane».

 

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Mangiarotti, in sostanza, ha fatto quello che, d’inverno, ciascun cittadino sarebbe tenuto a fare davanti a casa propria, rimuovendo la neve. Solo che l’intervento dei due cittadini di Pavia Ovest non si è limitato a un solo numero civico, ma ha riguardato buona parte della strada. E qualcuno è sceso dagli appartamenti che si trovano nei condomini di questa zona per portare qualcosa da bere ai due cittadini che stavano lavorando. Il risultato è una strada ordinata e pulita. Proprio come se una squadra speciale avesse curato a fondo l’aspetto di via Pampuri.

«Io non voglio accusare il Comune – prosegue Mangiarotti – nè il sindaco. Evidentemente ci sono tanti problemi, la città è grande e fanno quello che possono. Ma anche i cittadini, nel loro piccolo, possono dare un esempio. Spetta agli altri decidere se seguirlo o se aspettare». A quanto pare, in città, si sta facendo “contagiosa” l’abitudine di intervenire sul verde e sui piccoli lavori di pulizia. A fine luglio erano stati Gianfranco Bagarotti, 74 anni, ex dipendente delle Poste e segretario del Cral, e suo nipote di 15 anni a impugnare scope di saggina e pulire la pista ciclabile che abbraccia la rotonda dei Longobardi.

Merito di un senso civico più elevato della media e, forse in parte, di una “tendenza” lanciata da Alessandro Gassman che, a fine luglio, con l’hashtag #romasonoio ha esortato i suoi concittadini a impugnare sacco della spazzatura e scopa e ripulire ciascuno il proprio angolo di una Capitale sempre più sporca. In riva al Ticino manca l’hashtag #paviasonoio, ma il desiderio di una città più bella e la voglia di lavorare, a quanto pare, non mancano.

LA PROVINCIA PAVESE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA NEWS Pizzale, cade dalla bici e muore sotto gli occhi della moglie

31 Agosto 2015, 08:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA NEWS Pizzale, cade dalla bici e muore sotto gli occhi della moglie

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PIZZALE. Un uomo di 53anni residente a Lungavilla è morto sotto gli occhi della moglie in seguito a un incidente che si è verificato nel centro di Pizzale, in via Ferraris.

Sul posto sono intervenuti i mezzi del 118 e della polizia stradale. Secondo una prima ricostruzione, il 53enne era in sella alla propria bicicletta. Dietro di lui, su un'altra bici, c'era la moglie. A un certo punto un'auto ha sorpassato la donna. L'uomo, spostandosi istintivamente verso destra, si sarebbe trovato di fronte un tombino e non sarebbe riuscito ad evitarlo.

Nella caduta, il ciclista 53enne avrebbe battuto la nuca, riportando ferite che non gli hanno lasciato scampo. I rianimatori del 118 avevano allertato anche l'elisoccorso,

ma le manovre per fare ripartire il cuore dell'uomo non hanno raggiunto il loro scopo.

Tutta la sequenza si è svolta sotto gli occhi angosciati della moglie.

Gli agenti della polizia stradale stanno raccogliendo testimonianze per ricostruire l'episodio con precisione.

LA PROVINCIA PAVESE

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Modena, casa svaligiata: presi fucili e pistole

31 Agosto 2015, 07:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

Barbara Pappacoda MODENA Una vera e propria razzia, questa volta con una aggravante: i ladri non si sono accontentati di portare via il “solito” bottino, ma hanno preso anche alcune armi.

Si tratta di alcuni fucili da caccia e, pare, anche due pistole. Per la famiglia derubata un brutto, bruttissimo colpo al rientro dalle ferie: spariti oro e gioielli per un valore ingente, ancora da quantificare.

La polizia è stata avvisata nel pomeriggio di ieri, poco dopo le 17 e un equipaggio della Volante si è portato in via Pelusia, in uno dei popolosi condomini che caratterizzano la strada. Agli agenti, così come era successo poco prima alla famiglia, si è presentata purtroppo una scena consueta. I ladri avevano scassinato la serratura, forzando pure la porta e una volta all’interno, approfittando dell’assenza degli inquilini, hanno fatto una rapida e devastante operazione di saccheggio.

IL SACCHEGGIO Tutte le stanze sono state interessate dal passaggio dei ladri ala ricerca di denaro e preziosi, ogni armadio e ogni cassetto sono stati aperti. I malviventi sono riusciti pure a scovare una piccola cassaforte a muro, aprendola o per lo meno scassinandola.

Bottino ingente in preziosi, gioielli e oro a cui, come detto, si aggiungano anche le armi, regolarmente custodite e altrettanto regolarmente denunciate.

Sul posto, dopo il sopralluogo degli agenti della Volante, si è portata anche la polizia scientifica. È probabile che i ladri abbiano lasciato impronte o qualche

traccia utile per le indagini. Purtroppo è il terzo furto in abitazioni in cui i ladri riescono a trovare e a portarsi via anche delle armi: nei giorni scorsi erano stati messi a segno in via Toscanini (pistola semiautomatica) e fucili da caccia in un abitazione alla periferia della città.

fonte Gazzetta di Carpi

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