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SEZ. VARIE NEWS RIFLESSIONI DI MICHELE PAPPACODA DIRETTORE TITOLARE

13 Dicembre 2015, 09:28am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. VARIE NEWS RIFLESSIONI DI MICHELE PAPPACODA DIRETTORE TITOLARE
SEZ. VARIE NEWS RIFLESSIONI DI MICHELE PAPPACODA DIRETTORE TITOLARE

DI MICHELE PAPPACODA Riflettendo su un passo della Bibbia mi viene da pensare....ma a che serve fare gli auguri nelle sante feste se non si usa la preghiera nella vita!........Forse in tanti siamo solo bravi a recitare!..........Sono sicuro che dopo Natale si chiuderà il sipario!

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Primo festival internazionale in Italia dedicato al cinema erotico e alla sessualità

13 Dicembre 2015, 09:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA Fish&Chips Film Festival - primo festival internazionale in Italia dedicato al cinema erotico e alla sessualità - si svolgerà dal 14 al 17 gennaio 2016 al Cinema Massimo di Torino (Via Verdi 18) con proiezioni, esposizioni e dibattiti, all’insegna della libertà espressiva, sessuale e di pensiero con profondità e leggerezza.
Promosso da Altera e realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del CinemaFish&Chipsnasce da un’idea di un gruppo di giovani dai diversi background, e per 4 giorni porterà sul grande schermo un programma eterogeneo che vuole andare oltre gli stereotipi e i preconcetti che gravano sul mondo della cultura erotica, celebrandone le icone e portando in superficie dinamiche, valori ed estetica.

A partire dal film di apertura di questa prima edizione, giovedì 14 gennaioFish&Chips svela le proprie intenzioni con l'anteprima nazionale del discusso Love di Gaspar Noé, presentato all’ultimo Festival di Cannes. Il regista argentino, che fece già parlare di sé nel 2002 con Irréversible, questa volta racconta con cruda ma sofisticata onestà, l'ossessione sessuale fra due corpi che si amano, giocando con i confini convenzionali del film d'autore e immagini esplicite.
Anche i concorsi regaleranno film imperdibili per il pubblico: 11 lungometraggi e 30 cortometraggida tutto il mondo (Australia, Belgio, Brasile, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Messico, Norvegia, Polonia, Spagna, Ungheria, UK, USA), selezionati rispettivamente tra 25 e 197 titoli iscritti, che si contenderanno i due premi da 1.000 € e 500 €, assegnati da due giurie di professionisti del settore.
La prima edizione di Fish&Chips vedrà 3 omaggi a 3 figure femminili che hanno cambiato l’immaginario e la fruizione del cinema erotico.
Un’occasione unica saranno le proiezioni di una selezione dei migliori corti - per la prima volta in Italia sul grande schermo - del progetto XConfessions di Erika Lust, che attraverso l’omonimo sito web, raccoglie le più intime e proibite fantasie erotiche degli utenti per trasformarle in cortometraggi.
Un altro omaggio sarà a Candida Royalle con la proiezione di Afrodite Superstar (2006), firmato dalla Royalle insieme a Venus Hottentot. La produttrice, regista e attrice statunitense è stata fra le prime a proporre e supportare un tipo di cinematografia legata a una rappresentazione positiva del sesso all'interno della cultura americana e mondiale.
Infine l’attrice italiana recentemente scomparsa, Laura Antonelli, interprete per registi come Luchino Visconti, Dino Risi, Ettore Scola, sarà al centro di una serata dal gusto vintage con la proiezione del film che nel 1973 la consacrò a icona sexy mondiale: Malizia.
l programma di Fish&Chips alternerà ai film, alcuni incontri in cui l’erotismo si confronta con forme d’arte e aspetti fondamentali della vita di ognuno, come quello su sessualità e disabilità, con Maximiliano Ulivieri, project manager nell’ambito del turismo accessibile, blogger, fondatore e presidente dell’Associazione «LoveGiver – Comitato Promotore per l’Assistenza Sessuale». Irene Pittatore invece metterà in mostra i risultati del suo progetto Eros Absconditus, dedicato ai sogni e agli immaginari erotici contemporanei, presso la galleria Opere Scelte.

Info

FISH&CHIPS FILM FESTIVAL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA EROTICO | 1a edizione

14-17 Gennaio 2016
Torino, Cinema Massimo
Ingresso secondo le modalità previste dal Cinema Massimo (Intero: € 6,00. Ridotto: € 4,00 / € 3,00)
Gli incontri tutti a ingresso gratuito.

Vittorio Zenardi

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA EROTICO
FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA EROTICO
FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA EROTICO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Anche io ho il Parkinson

12 Dicembre 2015, 15:31pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

L’immagine-simbolo della campagna lanciata da Parkinson Italia

L’immagine-simbolo della campagna lanciata da Parkinson Italia

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Anche io ho il Parkinson

INSERITO DA MORENA MOTTA È partita in questi giorni la campagna Facebook di sensibilizzazione «per modificare la percezione della malattia di Parkinson», che «è sbagliata e causa una sottovalutazione della gravità sociale del fenomeno», come sostiene Parkinson Italia, la Confederazione delle Associazioni che si occupano delle persone con Parkinson e delle loro famiglie.

Si tratta di una campagna dai toni provocatori, che vede come “testimone” una bambina di pochi anni la quale afferma «anche io ho il Parkinson», perché la malattia neurodegenerativa colpisce nella qualità di vita anche le famiglie, i partner e i bambini, non solamente i pazienti.

È una malattia, quella di Parkinson, che non ha una cura (non si può guarire) e che progredisce per tutta la vita fino alla totale disabilità dei soggetti colpiti. Essa riguarda in Italia almeno 250.000 persone, che raddoppieranno nei prossimi quindici anni, come sostiene l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
E tuttavia già quella attuale è una situazione di emergenza. Infatti, se l’età media di insorgenza è di 58 anni, il 25% delle persone con Parkinson ha meno di 50 anni (62.500 persone), il 10% meno di 40 (25.000 persone) e «stiamo parlando di famiglie dove sono presenti figli in età scolare, famiglie che hanno già, spesso, anche anziani a carico, che a loro volta hanno necessità di assistenza», come specifica Antonino Marra, presidente pro tempore di Parkinson Italia.

Al centro di tutto, va ricordato, vi è una malattia neurodegenerativa cronica, causata dalla progressiva morte dei neuroni che producono il neurotrasmettitore dopamina, che controlla i movimenti. Chi ha il Parkinson produce sempre meno dopamina, perdendo progressivamente il controllo del suo corpo. Arrivano così tremori, rigidità, lentezza nei movimenti, depressione, insonnia, disfagia, dolore, fino alla perdita completa dell’autonomia personale e all’impossibilità di svolgere le più semplici attività quotidiane, come vestirsi, mangiare, lavarsi, scrivere, parlare. Come detto, non esiste una cura risolutiva, ma solo trattamenti sintomatici che aiutano a convivere con la malattia, che però continua a progredire.
«Da una stima statistica – sottolinea Marra – abbiamo calcolato che il fenomeno dei minori in età scolare con un genitore con Parkinson riguarda circa 20.000 famiglie, ma non esistono studi scientifici sull’impatto sociale di questa malattia e infatti Parkinson Italia sta per lanciare il progetto di un Libro Bianco sulla malattia di Parkinson, che indagherà anche questo aspetto».
Come si può ben capire, dunque, questi numeri caratterizzano una situazione di vera e propria emergenza, dovuta anche e soprattutto all’idea sbagliata che il Parkinson sia una “malattia dei vecchi”, idea profondamente radicata nella mente di tutti, anche in chi dovrebbe occuparsi di dare assistenza e tutela anche alle famiglie – non solo ai malati – dato che il problema porta a un impoverimento del nucleo familiare, con perdita del lavoro, e assistenza e cure in gran parte a carico dei cittadini.
«In questa nostra campagna di sensibilizzazione – spiega Gianguido Saveri, coordinatore nazionale e responsabile della Comunicazione di Parkinson Italia – abbiamo deciso di evidenziare un aspetto particolare del fenomeno, vale a dire la ricaduta sui figli dei malati di Parkinson, perché è un dato emblematico di quanto grave sia l’impatto della malattia su queste famiglie. Soprattutto se sono bambini o ragazzi in età scolare, anche la loro vita quotidiana e la loro esistenza futura ne risentiranno in modo drammatico».
La Confederazione ha infatti come mission proprio quella di cambiare la percezione errata di un problema che riguardi solo la terza età, affinché tutti si rendano conto delle dimensioni sociali del problema e si possa intervenire sui due fronti: l’assistenza e la tutela delle famiglie in difficoltà da un lato, la diffusione delle cure sintomatiche dall’altro che, pur esistendo, non sono adeguatamente ed equamente erogate sul territorio nazionale.
«Inoltre- dichiarano ancora da Parkinson Italia – il Parkinson Giovanile, sotto i 40 anni di età, è sempre più frequente e occorre intervenire con strumenti legislativi per frenare il più possibile la perdita del lavoro, un aspetto, questo, che dovrebbe interessare molto lo Stato, affinché i malati, almeno nella fase iniziale, possano restare attivi e contribuire all’economia del Paese, invece di diventare anzitempo degli “assistiti” a carico della collettività».

«Con questa campagna – conclude Marra – chiediamo pertanto a tutti di fare una donazione a Parkinson Italia, per sostenere la nostra missione, perché il lavoro che stiamo facendo è indispensabile a migliorare la qualità di vita non solo delle persone con Parkinson, ma anche dei loro familiari, dei loro figli e in definitiva di tutto il Paese». (S.B.)

Per informazioni e approfondimenti: Gianguido Saveri (gianguido.saveri@parkinson-italia.it

FONTE SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Sarà più facile vedere i film per persone con disabilità sensoriali

12 Dicembre 2015, 15:19pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Sarà più  facile vedere i film per persone con disabilità sensoriali
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Sarà più  facile vedere i film per persone con disabilità sensoriali

INSERITO DA MORENA MOTTA Una pellicola al mese di RAI Cinema/01Distribution sarà sottotitolato ed audio descritto gratuitamente per permettere agli utenti sordi e non vedenti di seguire gli ultimi film in autonomia sia in casa che al cinema.

Le buone notizie sul fronte accessibilità e cultura arrivano ancora una volta dal versante delle app per la disabilità. Ad essere interessate saranno, in particolare, le persone con disabilità sensoriali, ovvero non vedenti e sorde. E’ stato infatti siglato un accordo tra Blindsight Project, MovieReading e Culturabile RAI Cinema/01Distribution, per audiodescrivere e pubblicare su MovieReading un loro film al mese.

COME FUNZIONA - Questo significa che scaricando la app italiana e gratuita MovieReading si potranno trovare i sottotitoli e le audio descrizioni dei film presenti nel market della app. Come funziona, passo passo? Basterà scaricare, sempre gratuitamente, sottotitolo o audiodescrizione preferita. Appena inizierà l’audio originale del film, sia al cinema o davanti alla TV, su Sky, su Netflix o su DVD, MovieReading si sincronizzerà con l’opera, e inizierà a trasmettere audiodescrizione, o renderà visibile il sottotitolo, dal proprio smartphone o tablet. Il vantaggio di MovieReading è che una volta fatta l’accessibilità e inserita nel market, questa vale per sempre, ad ogni passaggio dell’opera e del suo audio originale (quindi cinema, tv e dvd), mentre col vecchio metodo (cuffiette) l’accessibilità dell’opera vale solo per quel passaggio. Quindi si tratta anche di un notevole vantaggio per l’abbattimento di costi, ma soprattutto si garantisce la piena autonomia a chi non vede o non sente, è questo è l’aspetto più importante e innovativo di MovieReading.

QUALI FILM - L’accordo sancisce una collaborazione che aveva visto, già ad ottobre, il servizio applicato a “Tutto può accadere a Broadway”; a novembre è uscito “Gli ultimi saranno ultimi”, con Paola Cortellesi e Alessandro Gassman. Dal 7 dicembre è invece disponibile l’accessibilità per la commedia di Pieraccioni, “Il professor Cenerentolo”, e così via. Contestualmente MovieReading ha ottenuto da Medusa la possibilità di audiodescrivere i due film più importanti della stagione: “Chiamatemi Francesco”, la storia di Papa Bergoglio, uscito giovedì 3 dicembre, e l’ultimo film di Checco Zalone, “Quo vado”, in uscita per il 1 gennaio 2016.

NUOVA SPINTA A TORNARE AL CINEMA - “Un altro grande passo avanti per una vera inclusione della persona con disabilità sensoriale, soprattutto per chi ha disabilità visive che, a differenza di chi ha disabilità uditive e trova spesso sottotitoli in un dvd, non ha mai niente di audiodescritto, e quel poco che c’è non è certo veicolo di integrazione sociale e culturale, come dovrebbero invece essere cinema, tv e teatro” è il commento dei promotori di Blindsight Project, che continuano: “Grazie da Blindsight Project a RAI Cinema/01Distribution, con la speranza che sia da esempio per tanti altri distributori e produttori, perché le persone disabili non sono così poche da giustificare l’indifferenza che, finora, ha escluso e ne esclude ancora migliaia e migliaia quotidianamente, spesso anche da opere o eventi ad esse dedicate. Un altro grande passo avanti, quindi, anche per rianimare le sale cinematografiche, che presto si potrebbero riempire di nuovo di spettatori, forse quelli che finora sono stati lasciati fuori e mai considerati. Torniamo al cinema, stiamo davanti a una Tv tutti insieme: RAI Cinema/01Distribution segna l’inizio di questo importante percorso”.

Qui potete scaricare MovieReading, e buon cinema!

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO ISEE disabili illegittimo? I Caregiver familiari sono stufi!

12 Dicembre 2015, 15:19pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO ISEE disabili illegittimo? I Caregiver familiari sono stufi!
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO ISEE disabili illegittimo? I Caregiver familiari sono stufi!

INSERITO DA MORENA MOTTA Bellini a Renzi: “non bastano la carezza ad un ragazzino disabile in un incontro pubblico o le relazioni che puoi leggere sull’argomento, stilate con la freddezza dei burocrati, per capire veramente la condizione in cui viviamo”

Si allungano ancora i tempi per sapere con esattezza se il nuovo Isee sia illegittimo (nelle parti relative a provvidenze legate all’invalidità), oppure no. Era attesa infatti per lo scorso 3 dicembre la decisione del Consiglio di Stato che avrebbe dovuto esprimersi in merito alla sentenza del Tar Lazio di febbraio, ma il giudizio è andato in decisione al Consiglio di Stato, e si dovrà pertanto attendere la pubblicazione della sentenza.

La situazione attuale è quella – sostanzialmente – di uno stallo. Lo scorso 17 settembre il Consiglio di Stato aveva negato al Governo la sospensiva delle tre sentenze del Tar lazio che aveva definito illegittimo inserire pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento nel computo dell'Isee.

Nel frattempo le famiglie di persone con disabilità attendono. In particolare, il Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi, per mano del suo Presidente,Maria Siomona Bellini, scrive al Premier. E lo fa dandogli del tu: “Ciao Matteo”, ma le sue parole non sono tenere: “mi permetto un linguaggio informale, come piace a te, per creare subito un’atmosfera amichevole che, spero, ti aiuti ad entrare in empatia con la categoria di cittadini italiani che rappresento e di cui tu probabilmente ignori addirittura l’esistenza".

Dice Bellini di scrivere a Renzi “perché tu prenda coscienza del fatto che le persone con la più ridotta aspettativa di vita nei paesi occidentali, in Italia vengono del tutto ignorate e tenute dalle istituzioni nell’abbandono più assoluto. Si chiamano Caregiver Familiari e già il fatto che non esista una parola italiana adeguata la dice abbastanza lunga. Si tratta di persone che, davanti all’impossibilità di scelte appropriate e dignitose per i propri cari, si curano in ambito domestico di familiari non autosufficienti e senza soluzione di continuità. Ti prego non dirmi che sai di che si tratta perché non bastano la carezza ad un ragazzino disabile in un incontro pubblico o le relazioni che puoi leggere sull’argomento, stilate con la freddezza dei burocrati, per capire veramente la condizione in cui viviamo”.

Chiede il rispetto dei diritti umani, Bellini, che nella lettera scrive: “Cosa vogliamo? Qualcosa che nei Paesi civili viene considerato prioritario ed irrinunciabile: il rispetto dei nostri diritti umani. Sei sorpreso ed incredulo? Credi che questo non possa accadere in un Paese con alle spalle secoli di civiltà? Eppure avviene quotidianamente in Italia ed i Caregiver Familiari vivono per lo più privi di qualsiasi sostegno istituzionale e pertanto non possono accedere al diritto al lavoro, al riposo, alle relazioni sociali, alla realizzazione personale ma, soprattutto, aldiritto alla salute, impossibilitati a curarsi per poter curare!

Chiede di investire nell’ambito familiare del disabile, Bellini: “(…) Le Istituzioni pubbliche italiane, con l’alibi di una indisponibilità economica che sarebbe minimale rispetto ai benefici sociali che se ne trarrebbero, preferiscono investire nell’allontanamento dall’ambito familiare e nel ricovero delle persone non autosufficienti, soluzione ben più costosa per tutta la collettività.
Non dovrebbe invece sfuggire, caro Matteo, che in tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea con l’esclusione della sola Italia, anche in quelli che vivono una situazione economica pesantissima, la figura del Caregiver familiare viene affiancata e sostenuta con leggi specifiche per permettergli di continuare a svolgere la sua importante funzione in condizioni umane accettabili, e quindi per lungo tempo, senza dover invece soccombere alla fatica, e a sostegno di quel Welfare che senza questo impegno crollerebbe inesorabilmente.

Ricorda che i caregiver familiari si ammalano e muoiono prima, Bellini: “Nel 2009 la ricercatrice Elizabeth Blackburn ha vinto il Premio Nobel per la Medicina con uno studio che ha scientificamente dimostrato che lo stress al quale sono sottoposti i Caregiver Familiari riduce le loro aspettative di vita dai 9 ai 17 anni rispetto al resto della popolazione, ma averlo reso noto a più riprese al potere legislativo italiano e a tutte le istituzioni coinvolte non ha sortito alcuno di quegli effetti che sarebbero stati considerati doverosi altrove. Ne’ è stato peraltro previsto – ad ulteriore conferma della totale indifferenza nei confronti dei Caregiver Familiari – il loro inserimento tra le categorie salvaguardate dalla Riforma Previdenziale che, basata sulle prolungate aspettative di vita della popolazione, ha invece incomprensibilmente esteso il loro impegno lavorativo che, non dimentichiamolo, si somma quotidianamente al lavoro di cura svolto per il proprio familiare.

Ricorda che le famiglie disabili sono più soggette a povertà, Bellini: “Ci sono anche molti Caregiver Familiari che invece il lavoro sono stati costretti ad abbandonarlo per garantire quel sostegno assistenziale indispensabile alla sopravvivenza del loro congiunto, colpevolmente ignorato dai servizi che dovrebbero invece supportarlo. In tutto il Paese, infatti vengono erogati a domicilio sostegni minimali, sulla base di parametri incomprensibilmente differenziati sul territorio nazionale, spesso basati sulla patologia dell’assistito invece che sulla misurazione obiettiva del livello di necessità. Questo trascina molte famiglie gravemente disabili verso un graduale impoverimento, fino alla totale indigenza, potendo disporre unicamente delle sole, minime provvidenze che lo Stato eroga alle persone con disabilità. Provvidenze che – in considerazione delle cifre estremamente esigue e mai sufficienti nemmeno al mantenimento delle condizioni di cura legate alla disabilità ne’ a bonificare veramente quel divario che la nostra Costituzione impone ai legislatori di colmare – sono state addirittura prese di mira per trasformarle, agli occhi delle istituzioni italiane, in reddito ossia in ricchezza disponibile.

Dopo aver ricordato le battaglie che hanno portato il gruppo a presentare davanti Bruxelles la situazione dei caregiver italiani, la lettera conclude con la richiesta di inserire tra le priorità del tuo Governo la promozione del riconoscimento delle tutele minime per i Caregiver familiari – quali quelle sanitarie, previdenziali ed assistenziali – in considerazione del lavoro di cura di cui quotidianamente ci sobbarchiamo senza soluzione di continuità pur senza accesso a ferie, riposo notturno garantito, festività e nemmeno alla possibilità di ammalarci…

Infine, Bellini rinnova la totale disponibilità ad un incontro col Premier: “Ritieni quindi a tua disposizione una delegazione di Caregiver familiari che – compatibilmente con la nostra difficile condizione – faranno di tutto per partecipare personalmente ad un incontro di approfondimento che ti preghiamo di NON estendere a realtà che – pur autoarrogandosi il diritto di rappresentarci – mai hanno nemmeno tentato di abbozzare una seppur minima denuncia della nostra particolare ed impegnativa condizione umana”.

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO DISABILITÀ, CHIUDE L'ASSOCIAZIONE BOTTIGELLI. "DODICI ANNI DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE"

12 Dicembre 2015, 15:11pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO DISABILITÀ, CHIUDE L'ASSOCIAZIONE BOTTIGELLI. "DODICI ANNI DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE"
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO DISABILITÀ, CHIUDE L'ASSOCIAZIONE BOTTIGELLI. "DODICI ANNI DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE"

INSERITO DA MORENA MOTTA Chiude, dopo 12 anni di attività di sostegno e consulenze alle famiglie con disabilità, l'associazione piemontese Claudia Bottigelli. A darne la notizia è Marina Cometto, che l'ha fondata nel 2003, intitolandola alla figlia, nata 42 anni fa con la sindrome di Rett, una gravissima malattia rara. Tante le famiglie che in questi anni si sono rivolte a Marina e ai suoi collaboratori, molte quelle che hanno ricevuto qui la risposta che dalle istituzioni non riuscivano ad avere. Ma "è il momento di voltare pagina - ci spiega Cometto - perché non ci sono più le forze necessarie per correre, discutere, affrontare le numerose incongruenze dei servizi pubblici". Soprattutto, la fatica è nel dover agire, nella maggior parte dei casi, per le vie legali, contro quelle stesse istituzioni che fanno mancare il sostegno e i servizi a tante famiglie. "Non possiamo ogni volta portare i servizi pubblici in Tribunale - denuncia Cometto - per i costi e per l'impegno che questo prevede". Troppo impegnativo questo lavoro, soprattutto adesso che i genitori invecchiano e la malattia di Claudia diventa ogni giorno più complicata, aumentando i suoi bisogni. "Mia figlia, a cui avevo intitolato l'associazione perché qualcosa di lei rimanesse su questa terra, ha sempre maggiori necessità ed esigenze - spiega infatti Cometto - mentre gli anni passano e si fanno sentire. Purtroppo noi genitori di figli con disabilità non ne siamo indenni. E' giusto concludere qui", annuncia quindi Cometto, che però resta "a disposizione per chi avesse bisogno di consigli e informazioni".

L'annuncio della chiusura è però anche l'occasione per ricordare le ragioni e il contesto in cui l'associazione nacque, 12 anni fa: esempio emblematico dell'impegno che tante famiglie pongono nell'assistenza dei propri figli con disabilità, imparando e specializzandosi, fino a mettere in rete le conoscenze acquisite e diventare così punto di riferimento per le altre famiglie, attori di un "auto-mutuo aiuto" che per tanti è risorsa fondamentale. "Claudia aveva 30 anni - ricorda dunque Cometto -, avevamo incontrato molti ostacoli come famiglia nel cercare di vivere una vita più 'normale' possibile, avevamo trovato metodi incredibili per riuscire ad avere e dare serenità anche agli altri figli. Ma c'era sempre quella diabolica burocrazia che ci toglieva il fiato. Era da poco stata emanata la legge 328/00: io avevo visto in quegli articoli qualcosa che ci potesse aiutare ad avere veri servizi e sostegno. Ma lo sconforto mi prese quando un assessore ai servizi sociali a cui mi ero rivolta, mi rispose esprimendomi tanta solidarietà, ma dichiarando che non avrebbe potuto fare nulla per me. Fu in quel preciso istante che decisi: quel deserto istituzionale non poteva togliere speranze e aiuti. Cercai qualche amico e spiegai ciò che avevo in mente di fare. E iniziò l'avventura".

Ma qual era l'idea? "Non volevo essere la solita associazione che cercava contributi, non volevo collaborazioni con enti pubblici per sostituirmi ai servizi, che credevo e credo debbano essere assicurati da Stato, regioni, comuni. Volevo semplicemente aiutare le famiglie ad ottenere ciò che serviva loro per non disperare e per rivendicare i propri diritti. Oggi riconosco con orgoglio che sono riuscita, con i pochi collaboratori che ho avuto, a fare un buon lavoro: siamo stati l'ultima spiaggia per molti".

E al bilancio si sommano i ricordi: come quello "della prima mamma che si rivolse a me: giovane, sola, con una bimba piccolissima danneggiata da un parto difficile. L'unica soluzione che i servizi sociali avevano pensato per lei era il ricovero di madre e figlia in struttura, ma quella giovane mamma voleva poter vivere insieme alla sua bimba in una casa tutta loro. E aveva bisogno di un lavoro in cui trovare la realizzazione di donna. Con l'aiuto di una giovane avvocatessa portammo la questione davanti al giudice. Come associazione ci impegnammo a pagare l'affitto di un appartamento per quasi 2 anni, la mamma trovò un lavoro e convincemmo i servizi sociali a creare un progetto assistenziale per le ore in cui la donna lavorava". Un altro importante risultato incassato dall'associazione fu l'ambulatorio ginecologico per donne disabili presso l'ospedale S. Anna di Torino: "E' stata la nostra associazione a far emergere, nel 2006, le difficoltà per le donne con disabilità motorie, sensoriali e cognitive a trovare ambulatori accessibili e ginecologi disponibili a confrontarsi con le pazienti con disabilità cognitive e intellettive. E' una bella soddisfazione sapere che esiste perché Claudia esiste". C'è poi "il progetto di assistenza notturna per un bambino con disabilità gravissima: un progetto che abbiamo ottenuto noi e che dura ancora oggi. Ancora, abbiamo cercato alloggi e pagato affitti per permettere a figli e genitori di stare insieme, coinvolgendo poi i servizi sociali a strutturare un progetto adatto"

Certo, non tutto è stato fatto, l'obiettivo solo in parte è stato realizzato. "Avremmo desiderato che le famiglie diventassero parte attiva nelle loro rivendicazioni, abbiamo insegnato a 'pescare' e non solo dato pesci, ma è stato molto difficile far comprendere che dobbiamo essere consapevoli dei diritti alla vita dei nostri figli per poterli esigere: in troppi sono rassegnati a subire. Insomma, siamo stati una piccola associazione, ma abbiamo fatto grandi cose, perché ci ha guidato il cuore. Siamo soddisfatti di ciò che nel nostro piccolo siamo riusciti a dare e fare, ma resta il rammarico di vedere che troppe volte ancora chi esercita il potere legislativo, ignorando le vere esigenze delle famiglie disabili, decide della loro vita con leggerezza. Ma noi - conclude Cometto - abbiamo la coscienza a post". (cl)

FONTE SUPERABILE

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO IL MONDO SOMMERSO DELLE CURE NEGATE: LA NUOVA VIOLENZA VERSO I DISABILI

12 Dicembre 2015, 15:03pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO IL MONDO SOMMERSO DELLE CURE NEGATE: LA NUOVA VIOLENZA VERSO I DISABILI
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO IL MONDO SOMMERSO DELLE CURE NEGATE: LA NUOVA VIOLENZA VERSO I DISABILI

INSERITO DA MORENA MOTTA Un'indagine nazionale partita da Torino rivela le forme subdole di abuso domestico praticate da familiari o caregiver: come il rifiuto di farli alzare dal letto, lavarli o dargli da mangiare. Atti di aggressività coperta che finalmente cominciano a emergere.

Hanno un'età compresa tra i 18 e i 60 anni, provengono da ogni strato sociale e da ogni zona del mondo, ma hanno almeno una cosa in comune: sono disabili e hanno subito violenza.

Che l'affettività dei portatori di handicap, almeno in Italia, fosse una terra inesplorata si sapeva già. Ma se dei passi avanti sono stati fatti per quanto riguarda la sfera sessuale, nel rimosso collettivo pare rimasto impigliato un fenomeno inquietante: una peculiare forma di abuso domestico che travalica i rapporti di genere; e che le operatrici del consultorio "Il Fiore di loto" di Torino - tra i pochissimi in Italia ad essere attrezzati per le donne con disabilità - definiscono "violenza sul fragile".

Da loro è partito l'impulso per una ricerca che la facoltà di Psicologia dell'Università di Torino sta conducendo su un campione di circa 200 persone disabili, egualmente divise tra uomini e donne: lo scopo è conoscere la diffusione sul territorio italiano di una forma di violenza "che consiste soprattutto nel negare le cure essenziali alla persona disabile con cui si condivide il tetto - spiega la dottoressa Giada Morandi, psicologa nell'ambulatorio - e che viene agita tanto dal coniuge o convivente, quanto dai parenti o da coloro che vengono generalmente definiti caregiver".

Nel settembre del 2014, Morandi è stata tra le promotrici dello sportello anti-violenza dedicato alle donne disabili all'interno del "Fiore di loto": inizialmente, l'obiettivo era fornire aiuto e assistenza alle eventuali vittime di abusi domestici, "intesi come forme di violenza agite da un uomo su una donna" precisa la psicologa. "Presto, però - continua - ci siamo trovate di fronte a un dato inaspettato. La maggior parte delle nostre utenti non era inquadrabile nella casistica ‘standard' della violenza domestica: ciò che riferivano, invece, era una voluta mancanza di attenzioni essenziali da parte di chi avrebbe dovuto prendersi cura di loro. Capita spesso, ad esempio, che il coniuge, un genitore o un figlio rifiutino di farle alzare dal letto, di lavarle o addirittura di dar loro da mangiare; e la cosa più inquietante è che ciò tende a verificarsi soprattutto in seguito liti o a momenti di conflittualità, configurandosi quindi come un atto di aggressività coperta".

Trattandosi di un consultorio, nato in prima battuta come ambulatorio "accessibile" di ginecologia, i casi riportati hanno riguardato inizialmente una platea di sole donne. "Molto presto, però - spiega Morandi - è stato chiaro che gli uomini sono altrettanto esposti al fenomeno". Così, le operatrici del centro si sono mosse in due direzioni: oltre a estendere anche a questi ultimi l'accesso allo sportello, hanno commissionato all'Università un'indagine conoscitiva, che dovrebbe concludersi entro il prossimo gennaio, quando inizierà l'elaborazione dei dati.

A fronte di 4mila persone disabili contattate, circa 190 hanno finora accettato di sottoporsi al questionario: il campione va dai 18 ai 65 anni, e, oltre a 170 italiani, conta anche 15 persone provenienti da Marocco, Bulgaria, Moldavia e da vari paesi dell'est europeo o dell'America latina. Gli intervistati, divisi tra 95 uomini e 90 donne, coprono l'intero spettro della disabilità, sia questa fisica, motoria, sensoriale o intellettiva: si tratta inoltre di un campione eterogeneo, equamente suddiviso tra disabili dalla nascita e non.

Secondo il professor Claudio Longobardi, docente di Maltrattamento e abuso intra-familiare che sta guidando l'equipe di ricerca, "stando a quanto finora raccolto, ci si aspetta che il fenomeno emerga, seppur con molti impedimenti e con risultati apparentemente trascurabili; risultati che in realtà potrebbero invece mettere in luce quanto questa forma di abuso sia presente anche in contesti urbani, vicini alla vita di ciascuno di noi". Come per i casi di violenza domestica, sia i ricercatori che le operatrici dello sportello hanno riscontrato un'evidente tendenza a rispondere con reticenza, o in maniera incompleta, alle domande su eventuali episodi di abuso, seppur nell'anonimato o in un contesto protetto. Sarebbe questo, finora, il più grande impedimento allo studio approfondito di un fenomeno "che probabilmente - spiega Longobardi - è destinato, almeno per il momento, a restare in gran parte celato".

A fargli eco c'è ancora la dottoressa Morandi; secondo la quale, in casi del genere, "la resistenza a denunciare è ancora più pronunciata che nelle dinamiche riscontrate all'interno di una coppia". "Una persona disabile - continua la psicologa - dipende in tutto e per tutto da chi, almeno in teoria, dovrebbe prendersene cura: rescindendo quel legame, la paura è di trovarsi del tutto tagliati fuori dal mondo". Nonostante questo però, negli ultimi 12 mesi e nella sola Torino, ben dieci di loro hanno accettato di entrare nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza ideati dallo sportello del "Fiore di loto" in collaborazione con l'ufficio disabili del comune: si tratta di 6 donne e 4 uomini di età compresa tra i 23 e i 54 anni, affetti, in sette casi, da forme di disabilità motoria, e nei restanti da problemi fisici, psichiatrici o intellettivi.

"Per loro - conclude Morandi - abbiamo approntato una serie di attività di affiancamento e monitoraggio; anche grazie alla collaborazione di peer counselor (ovvero operatori a loro volta disabili, ndr) e di mediatori culturali per quanto riguarda le persone straniere. Abbiamo inoltre stipulato una convenzione con una casa rifugio, per i casi in cui si renda necessario l'allontanamento, in via temporanea o per periodi più lunghi, dal domicilio". (ams)

FONTE SUPERABILE

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Nasce la Carta per l'accessibilità tecnologica

12 Dicembre 2015, 14:51pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Nasce la Carta per l'accessibilità tecnologica
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Nasce la Carta per l'accessibilità tecnologica

DI MORENA MOTTA La missione del G3ict (global initiative for inclusive information and communication technologie) è un'iniziativa di patrocinio, in collaborazione con il segretariato per la convenzione sui diritti delle persone con disabilità delle Nazioni Unite, è di facilitare e sostenere l'attuazione delle disposizioni della convenzione sui diritti delle persone con disabilità rispetto all'accessibilità delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Il G3ict ha diffuso una carta globale che invita i governi di tutto il mondo a promuovere l'inclusione delle persone con disabilità, richiedendo ai propri fornitori di mettere a disposizione solo tecnologia accessibile.

James Thurston, vice presidente di G3ict: “con questa carta riconosciamo che i Governi di tutto il mondo sono tra i maggiori clienti di tecnologia e chiediamo loro di usare questo potere nel richiedere prodotti ict sempre più accessibili, che supportino una maggiore inclusione digitale delle persone con disabilità".
Eppure l’analisi G3ict mostra che, fino a oggi, solo il 33% degli Stati aderenti alla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità le abbiano emanate.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Attirano disabile in casa e lo uccidono

12 Dicembre 2015, 14:31pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Attirano disabile in casa e lo uccidono
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DI MORENA MOTTA Bournemouth, Inghilterra- Due fidanzati danno appuntamento in un centro commerciale a un ragazzo con difficoltà di linguaggio e lo attirano nel loro appartamento con una scusa. Lì la coppia ha ucciso la vittima a colpi di coltello per poi uscire come se nulla fosse. Grazie alle telecamere di video sorveglianza i due sono stati arrestati.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Fabrizio Corona testimonial

12 Dicembre 2015, 14:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Fabrizio Corona testimonial
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Fabrizio Corona testimonial

DI MORENA MOTTA Ieri Fabrizio Corona ha posato con i disabili assistiti dall'anffas di Desenzano del Garda. L'ex fotografo crede fortemente nel progetto è ha voluto visitare l’associazione per conoscere da vicino la realtà delle famiglie sostenute da anffas. Fabrizio Corona, 41 anni, promuoverà il progetto indossando e vendendo sul proprio portale e-commerce i braccialetti della onlus. Inoltre ha visitato la sede dell’associazione per conoscere di persona i responsabili e le famiglie.

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