INSERITO DA MICHELE PAPPACODA BUJA. «Il rispetto per i disabili? È solo a parole». Emergono altri episodi simili a quello capitato in questi giorni a Laura Bassi, portatrice di handicap dopo il grave incidente capitato due anni fa a Gemona, la quale, fuori da un centro commerciale, si è trovata a dover reclamare un posto auto che le spettava per la sua disabilità.
Un fatto simile è raccontato dal bujese Valter Bevilacqua, 53 anni, da una quindicina invalido al 100%, a causa della sindrome di Guillain-Barré che lo ha colpito per la prima volta nel 1992. Lui non solo ha vissuto un episodio simile a quello capitato a Laura Bassi, ma il fatto si è rivelato essere così grave da costringerlo a sporgere una denuncia con risvolti penali che ora attende gli esiti dalla Magistratura.
Il fatto è avvenuto pochi mesi fa, quando Valter, accompagnato da un amico, si è recato in auto alle poste di Santo Stefano. Giunto sul posto, si è trovato di fronte il parcheggio destinato ai disabili occupato da un’auto che non aveva il contrassegno del portatore di handicap.
«Osservai subito – ha raccontato Valter Bevilacqua – che sul marciapiedi c’era un anziano al quale chiesi se era sua la macchina: mi rispose di no, dicendomi che anche lui era disabile, che aveva dovuto parcheggiare a distanza per raggiungere il posto, e che attendeva l’arrivo del proprietario per farglielo notare. Mentre parlavamo, è uscito dalle poste quello che aveva parcheggiato, a cui ho chiesto di spostare l’auto».
L’uomo ha risposto spostando il veicolo, ma solo di poco, non permettendo a Bevilacqua di parcheggiare a sua volta. «Quando gli ho chiesto di spostarsi ancora un po’ - racconta quest’ultimo - ha cominciato a minacciarmi, invitandomi a uscire dalla mia auto. Successivamente, ha dato due calci alla mia vettura, con un pugno mi ha rotto lo specchietto, e poi se n’è andato».
Da dentro l’auto, Bevilacqua ha chiamato sia i Carabinieri che la polizia municipale: le forze dell’ordine sono giunte sul posto appena hanno potuto e hanno subito verbalizzato l’accaduto, contribuendo a raccogliere le fonti che in seguito hanno permesso a Bevilacqua di sporgere denuncia per intimidazione e violenza. Grazie alle telecamere delle poste è stato possibile conoscere l’identità dell’uomo, e ora dell’ accaduto se ne sta occupando la Procura.
«Spero in una punizione che sia esemplare – dice Valter Bevilacqua – ma il problema non è questo. A me capita spesso di trovare il parcheggio destinato ai disabili occupato.
Quel giorno, nel parcheggio comunale che dista poche decine di metri dalle poste, c’era solo la jeep della polizia comunale, per cui c’erano decine di posti liberi, ma pur di non fare due passi in più, si è preferito occupare un posto destinato alle persone in difficoltà. Io
a volte mi chiedo a cosa serva il tesserino di portatore di handicap che mi è stato dato. Oggi, nel 2016, si parla spesso della crescita culturale che ha raggiunto la nostra società, ma forse un secolo fa c’era più rispetto per chi ha problemi come i miei».
di Piero Cargnelutti IL MESSAGERO VENETO