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CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Tor Vergata, «Così prevediamo l'infarto»: una mappa in grado di indicare già a 40 anni il rischio di un attacco cardiaco

17 Maggio 2016, 08:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CULTURA E SPETTACOLI CULTURA Tor Vergata, «Così prevediamo l'infarto»: una mappa in grado di indicare già a 40 anni il rischio di un attacco cardiaco

INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA È una mappa che svela ad ognuno di noi il rischio che corriamo di avere un infarto. Una previsione made in Italy certificata nei laboratori e nella pratica clinica. Una carta, costruita su misura, da utilizzare su persone sane dai quarant'anni in su.

È il risultato di anni di lavoro di un'équipe di varie discipline dell'università Tor Vergata di Roma e San Raffaele di Milano. Obiettivo: riuscire ad indicare se il cuore di quell'uomo o quella donna sarà, nell'arco della vita, gravemente danneggiato. Lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica “Journal of Cardiovascular Medicine” e, in tempi brevi, lo strumento diventerà anche la mappa del rischio diabete. E poi forse anche del Parkinson e dell'Alzheimer, malattie neurologiche croniche degenerative. Un'analisi delle varianti (algoritmi) raccoglie i dati medici e i test genetici. L'insieme rimanda il quadro generale e permette di ipotizzare il rischio statistico in un individuo.

IL FUTURO
Gli autori del lavoro, sostenuto dalla Fondazione Roma, sono Francesco Romeo, ordinario di Cardiologia all'università Tor Vergata, Giuseppe Novelli genetista e rettore di Tor Vergata, Maurizio Ferrari che insegna Patologia clinica al San Raffaele di Milano e Maurizio Talamo ordinario di Sicurezza informatica a Tor Vergata. Il gruppo ha dato vita ad uno strumento che, in un futuro prossimo venturo, potrebbe intervenire in modo decisivo sui casi di infarto.

L'EMERGENZA
«Il 40% delle persone che arrivano al pronto soccorso con un infarto - spiega Giuseppe Novelli - non presentano identificabili fattori di rischio. Come può essere l'obesità, la pressione alta, il colesterolo fuori controllo, il diabete. Questo vuol dire che, per loro, ci deve essere un'altra motivazione. Che sta nella genetica. Da qui il nostro lavoro. La volontà di mettere a punto un sistema che non si basasse solo sui dati delle popolazioni in generale ma che fosse in grado di incrociare il profilo sanitario familiare, quello della persona, ancora non malata, l'esame di undici geni da tempo associati al rischio cuore e le abitudini di vita. E' l'algoritmo a rivelarci quale sarà la probabilità che si presenti la malattia».

Undici, sui trecento coinvolti nella patologia cardiovascolare, i geni che sono stati scelti per lo studio. Non si tratta di andare a cercare danni o mutazioni ma «versioni di rischio» precisa Novelli. Perché ogni persona ha le sue specifiche come ogni popolazione.

IL CAMPIONE
Quattro, dunque, i profili della persona che la massa di informazioni disegna come base portante della ricerca: quello della famiglia, il biochimico, il genetico e il comportamentale. L'unione di tutti e quattro fornisce, appunto, gli elementi per rassicurarsi o per cominciare a proteggere il cuore. Dai farmaci a nuove abitudini di vita.
«È questa la medicina personalizzata - spiega ancora Novelli - quella che riesce a costruire un sistema terapeutico completo tagliato e cucito come fosse un vestito su misura. La sperimentazione l'abbiamo fatta sia su un campione di pazienti che avevano subito un attacco cardiaco, circa duecento soggetti, che su un campione di persone perfettamente sane. E' ormai chiaro che ogni persona deve essere trattata nella sua unicità e non come una sorta di media statistica».

I FARMACI
Proprio studiando il profilo genetico o effettuando un test è possibile, secondo il gruppo di ricercatori, valutare l'efficacia di un determinato farmaco, gli eventuali effetti avversi come il dosaggio indicato per ogni singolo.
Questo significa che nell'arco di meno di dieci anni nella nostra cartella clinica troveremo, oltre allo storia sanitaria, anche il genoma sequenziato.

di Carla Massi

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CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI STEFANO E BELEN: "SE PADRE E MADRE SI FANNO LA GUERRA, A RIMETTERCI SARÀ IL FIGLIO"

17 Maggio 2016, 08:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI STEFANO E BELEN: "SE PADRE E MADRE SI FANNO LA GUERRA, A RIMETTERCI SARÀ IL FIGLIO"
CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI STEFANO E BELEN: "SE PADRE E MADRE SI FANNO LA GUERRA, A RIMETTERCI SARÀ IL FIGLIO"
CULTURA E SPETTACOLI SPETTACOLI STEFANO E BELEN: "SE PADRE E MADRE SI FANNO LA GUERRA, A RIMETTERCI SARÀ IL FIGLIO"

INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA Stefano De Martino è stato ospitato al Maurizio Costanzo Show: interessanti spunti durante la puntata e intelligenti interventi da parte del ballerino partenopeo sulla vicenda pedofilia. In particolare De Martino ha espresso il suo giudizio su varie questioni legate alla pedofilia e al rapporto non facile tra genitori: "Trovo giustificazione a molti reati, ma chi tocca un bambino non ha motivo di stare nel nostro stesso mondo", ha commentato Stefano De Martino. La sua analisi parte dalla distanza tra Stato e cittadini e fa un paragone che ha alcune connotazioni personali: "C’è questo alla base di tutto: la distanza tra lo Stato e i cittadini. È un po’ come accade nelle famiglie: se un padre e una madre si fanno la guerra, a rimetterci sarà il figlio. Se tra Stato e istituzioni manca un accordo, a rimetterci saranno i cittadini", ha aggiunto De Martino. Il riferimento è senza ombra di dubbio alla sua situazione con Belen Rodriguez. LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO "NON SARÒ MAI UNA BUONA INSEGNANTE": 25ENNE SI TOGLIE LA VITA, ECCO IL MOTIVO...

17 Maggio 2016, 07:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO "NON SARÒ MAI UNA BUONA INSEGNANTE": 25ENNE SI TOGLIE LA VITA, ECCO IL MOTIVO...
NEWS ITALIA E DAL MONDO "NON SARÒ MAI UNA BUONA INSEGNANTE": 25ENNE SI TOGLIE LA VITA, ECCO IL MOTIVO...

INSERITO DA ELSA COPPA Credeva di non essere brava nel suo lavoro, per questo motivo ha deciso di togliersi la vita. Lauren Peck, insegnante 25enne, si è tolta una vita dopo che le era stata diagnisticata una brutta depressione. La giovane donna credeva di essere stata un fallimento come insegnante e dopo la fine delle vacanze estive, il primo giorno di scuola, si è uccisa nella camera da letto della casa in cui viveva con i genitori. Per mesi aveva nascosto ad amici e parenti il suo stato d'animo, sfogandosi solo velatamente su Internet. Secondo il Mirror la giovane aveva iniziato a lavorare da poco e le erano stati assegnati dei bambini con dei problemi di apprendimento a cui avrebbe dovuto dare un supporto. Lauren aveva visto il suo incarico come una sconfitta e da giovane briosa e felice si era lasciata andare alla depressione . La depressione era diventata tanto grave quanto evidente così la famiglia ha iniziato a portarla da esperti per farla curare ma a nulla è servito. La sua mania di perfezionismo e il fatto che non accettasse il fallimento sono stati per lei fatali.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MASSACRA LA EX A COLTELLATE, POI SI SUICIDA. IL BIGLIETTO: "PAGHERAI LA SEPARAZIONE". POI IL DRAMMA

17 Maggio 2016, 07:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MASSACRA LA EX A COLTELLATE, POI SI SUICIDA. IL BIGLIETTO: "PAGHERAI LA SEPARAZIONE". POI IL DRAMMAPRIMO PIANO E ANTEPRIMA MASSACRA LA EX A COLTELLATE, POI SI SUICIDA. IL BIGLIETTO: "PAGHERAI LA SEPARAZIONE". POI IL DRAMMAPRIMO PIANO E ANTEPRIMA MASSACRA LA EX A COLTELLATE, POI SI SUICIDA. IL BIGLIETTO: "PAGHERAI LA SEPARAZIONE". POI IL DRAMMA
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MASSACRA LA EX A COLTELLATE, POI SI SUICIDA. IL BIGLIETTO: "PAGHERAI LA SEPARAZIONE". POI IL DRAMMA

INSERITO DA ELSA COPPA Uccisa a coltellate dall'ex marito, incapace di accettare la fine della loro storia e accecato dalla gelosia. Michela Noli, 31 anni, è stata trovata senza vita ieri sera in una Citroen Ds parcheggiata in via dell'Isolotto, in una zona isolata lungo l'Arno, alla periferia di Firenze. Accanto al suo il corpo senza vita dell'uomo, accasciato sul sedile lato guida. Mattia Di Teodoro, 33 anni, dopo averle tolto la vita con oltre 20 fendenti ha rivolto verso di sé il coltello e si è suicidato: si è tagliato la gola e poi si è piantato il coltello nell'addome.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ESEGUITO IL PRIMO TRAPIANTO DI PENE NEGLI USA: 64ENNE STA BENE. "TANTI ALTRI UOMINI IN ATTESA"

17 Maggio 2016, 07:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ESEGUITO IL PRIMO TRAPIANTO DI PENE NEGLI USA: 64ENNE STA BENE. "TANTI ALTRI UOMINI IN ATTESA"
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ESEGUITO IL PRIMO TRAPIANTO DI PENE NEGLI USA: 64ENNE STA BENE. "TANTI ALTRI UOMINI IN ATTESA"

INSERITO DA ELSA COPPA ANTEPRIMA ESCLUSIVA Questo intervento è sperimentale, e fa parte di un programma di ricerca attivato in Usa per aiutare i veterani vittime di gravi lesioni pelviche, oltre ai malati di tumore e ai sopravvissuti a un incidente stradale. Se tutto procederà secondo le attese, il paziente recupererà la funzione urinaria in poche settimane e quella sessuale nell'arco di qualche mese, ha detto Cetrulo. Manning è voluto uscire allo scoperto per combattere lo stigma associato alle lesioni genitali e a questi particolari tumori. «Non nascondiamoci dietro un muro», ha detto raccontando la sua storia. E già un altro paziente, vittima di ustioni dopo un incidente d'auto, è pronto all'intervento e verrà operato non appena si troverà un donatore disponibile, ha spiegato Cetrulo. Anche i chirurghi della Johns Hopkins University School of Medicine stanno pianificando di eseguire trapianti di pene, e un veterano ferito in Afghanistan è già in lista d'attesa da diversi mesi. Secondo Cetrulo l'operazione costa tra i 50 mila e i 75 mila dollari; entrambi gli ospedali stanno finanziando di tasca propria le procedure, mentre i chirurghi donano il proprio tempo. Nel mondo solo altri due trapianti di pene sono stati riportati in letteratura, uno fallito in Cina nel 2006 e uno di successo in Sud Africa nel 2014. I veterani sono al centro del programma di trapianti negli Usa, anche perché i tassi di suicidio sono molto elevati nei soldati con gravi danni ai genitali. E non si tratta di eventi rari. Dal 2001 al 2013 ben 1.367 militari hanno subito lesioni genito-urinarie in Iraq o in Afghanistan, secondo i registri del Dipartimento della Difesa americano. «Si tratta di ragazzi di 18-20 anni, che sentono di non avere speranze di una vita intima e sessuale», ricorda Cetrulo. Da questo punto di vista un trapianto di pene può salvare loro la vita. In ogni caso, il team di Cetrulo perfezionerà la tecnica sui civili, per poi passare ai militari. Obiettivo dei medici anche quello di ridurre al minimo, o persino eliminare, il bisogno di farmaci anti-rigetto per questi pazienti.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ALITALIA CAMBIA, NUOVE DIVISE DOPO 15 ANNI: IL RESTYLING SARÀ FIRMATO ETTORE BILOTTA

17 Maggio 2016, 07:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ALITALIA CAMBIA, NUOVE DIVISE DOPO 15 ANNI: IL RESTYLING SARÀ FIRMATO ETTORE BILOTTA
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ALITALIA CAMBIA, NUOVE DIVISE DOPO 15 ANNI: IL RESTYLING SARÀ FIRMATO ETTORE BILOTTA

INSERITO DA ELSA COPPA Alitalia cambia stile. A 15 anni dall'ultimo restyling firmato Mondrian, la ex compagnia di bandiera italiana, passata recentemente nelle mani di Etihad Airways, si affida allo stilista Ettore Bilotta che firmerà le nuove divise invernali ed estive, che andranno a vestire con grande eleganza tutti i dipendenti, a partire dai piloti e assistenti di volo. Mercoledì 18 maggio a Roma e giovedì 19 a Milano la presentazione delle nuove divise: dove in passato avevano firmato tante grandi firme della moda made in Italy, dalle sorelle Fontana a Mila Schon, da Alberto Fabiani a Renato Balestra, da Giorgio Armani a Mondrian (le attuali), firmerà Bilotta, che ha già disegnato le nuove divise Etihad lo scorso anno. Le nuove divise di Alitalia privilegeranno i colori scuri, in armonia col restyling degli interni degli aerei: il colore predominante sarà il safari. Bilotta, stilista di haute couture, una vera e propria star in Medio Oriente (grazie a lui la stessa Etihad ha vinto il premio di compagnia più elegante al mondo), è uno degli italiani più apprezzati del momento nel mondo della moda, in tutto il mondo. Formatosi in Lancetti e Curiel, ha lanciato la sua griffe nei primi anni 2000, ed è ospite ufficiale sul calendario di Alta Moda Roma dal 2005. LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA COMMANDO ARMATO ASSALTA PORTAVALORI SULLA A14: AUTO INCENDIATE E BANDITI IN FUGA

17 Maggio 2016, 07:40am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA COMMANDO ARMATO ASSALTA PORTAVALORI SULLA A14: AUTO INCENDIATE E BANDITI IN FUGA
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA COMMANDO ARMATO ASSALTA PORTAVALORI SULLA A14: AUTO INCENDIATE E BANDITI IN FUGA

INSERITO DA ELSA COPPA CESENA - Assalto a un furgone portavalori sulla A14 nel Cesenate. Uomini armati hanno bloccato un furgone tra i caselli di Valle del Rubicone e Cesena Sud, in direzione nord, probabilmente dando fuoco ad alcune auto. Il fumo si vede da lontano. Il gruppo di fuoco sarebbe in fuga. Non è ancora chiaro se ci siano feriti. L'autostrada è chiusa in entrambe le direzioni. I banditi, che sarebbero stati almeno sei, hanno incendiato tre auto dopo averle intraversate sulla carreggiata nord, bloccando il furgone portavalori. Con un flessibile sono riusciti ad aprirlo e a vincere la resistenza delle due guardie giurate dentro la parte posteriore del mezzo e a portare via un bottino imprecisato. Per fuggire hanno rapinato della sua Mercedes un automobilista. È confermato che non ci sono feriti. CACCIA AL COMMANDO: "ALMENO 6 BANDITI" È caccia al commando che questo pomeriggio verso le 18, sull'A14 Bologna-Taranto, ha messo a segno un violento assalto a un portavalori, scatenando una sorta di far west in autostrada. La rapina è avvenuta all'altezza del km 103, tra Valle Rubicone e Cesena: in azione almeno sei banditi, alcuni armati di kalashnikov, che hanno bloccato il furgone proveniente da Rimini e diretto a Cesena, dando fuoco ad alcune auto e sparando numerosi colpi in aria per poi darsi alla fuga. L'A14 al momento è chiusa tra Cesena e Rimini nord in entrambe le direzioni. A causa del recupero di mezzi incidentati, il traffico è bloccato con code verso Bologna. Si sono inoltre formati 4 km di coda tra Cesena nord e Cesena verso Ancona e 2 km di coda tra Rimini sud e Rimini nord in direzione di Bologna. A quanto fa sapere Autostrade per l'Italia, chi è diretto verso Ancona deve obbligatoriamente uscire a Cesena nord, ma consigliamo di uscire a Forlì, e attraverso la SS9 Via Emilia rientrare in autostrada a Rimini sud; chi invece viaggia in direzione di Bologna deve uscire a Rimini sud, dove ci sono code, e sempre attraverso la SS9 Via Emilia, rientrare in autostrada a Cesena nord. Sul luogo dell'evento è presente la Polizia Stradale, i mezzi di soccorso sanitari e meccanici e il personale di Autostrade per l'Italia.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Distrofie dei cingoli

16 Maggio 2016, 15:19pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Distrofie dei cingoli
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Distrofie dei cingoli

INSERITO DA MORENA MOTTA Le distrofie muscolari dei cingoli – indicate di solite come LGMDs, sigla che deriva dall’inglese Limb (arto), Girdle (cintura) e Muscular Dystrophy (distrofia muscolare) – costituiscono un gruppo eterogeneo di malattie geneticamente determinate, coinvolgenti in maniera primitiva la muscolatura dei cingoli, sia pelvico (inferiore) che scapolare (superiore).
Il decorso clinico è estremamente variabile, con forme gravi ad insorgenza precoce e rapida progressione e forme di minore entità che permettono agli individui che ne sono affetti una quasi normale aspettativa di vita e di autonomia motoria.

Trasmissione genetica
Queste forme di distrofie possono essere trasmesse con meccanismo autosomico (cioè colpiscono entrambi i sessi) sia dominante (di solito uno dei genitori affetti trasmette la malattia al 50% dei figli) che recessivo (entrambi i genitori devono essere portatori non affetti del gene malattia perché il 25% dei figli sia malato). Da ricordare anche che le forme recessive sono più frequenti in caso di consanguineità o quando entrambi i genitori provengono da piccoli paesi, con scarso numero di abitanti (isolati geografici).
La causa è di solito dovuta a mutazioni (alterazioni nella sequenza del DNA, la struttura fondamentale di ogni essere vivente) in geni diversi, sette dominanti e quindici recessivi, ma il loro numero è destinato ad ampliarsi. La mutazione genica, a sua volta, provoca una ridotta presenza o la completa assenza della proteina corrispondente, che non può più svolgere il proprio lavoro.

Classificazione delle varie forme
Le forme dominanti (LGMD1A-LGMD1G) sono di solito più benigne e relativamente rare, rappresentando meno del 10% di tutte le distrofie dei cingoli.
Le forme recessive (LGMD2A-LGMD2O) sono molto più frequenti e presentano una prevalenza globale di 1 persona affetta su 15.000, con una diversa distribuzione geografica.
Tutte le proteine codificate dai geni responsabili delle forme recessive sono state identificate, a differenza delle proteine responsabili delle forme dominanti, delle quali al momento se ne conoscono solo tre.
La più recente classificazione utilizza la proteina carente per individuare la specifica forma di distrofia dei cingoli: si parlerà quindi di calpainopatia per le malattie da deficit di calpaina 3, di disferlinopatia per le malattie da deficit di disferlina e così via.

Quadro clinico e diagnosi
Il quadro clinico è caratterizzato da debolezza dei muscoli del cingolo pelvico, con difficoltà nel salire le scale, nel rialzarsi da terra e nel correre speditamente.
I sintomi correlati alla debolezza muscolare degli arti superiori, benché presenti sin dall’inizio (scapole alate), sono di solito più tardivi. Ad essi si associa un aumento dei valori della creatinkinasi (CK o CPK), di entità variabile da tre-cinque fino a cento volte il valore massimo normale, a seconda delle varie forme.
Un coinvolgimento cerebrale, di variabile gravità e insorgenza, è presente nelle forme di distrofia dei cCingoli da alterata glicosilazione dell’alfadistroglicano, note anche con il nome di distroglicanopatie (LGMD2K, 2M, 2N, 2O).
La diagnosi – sospettata sulla base del quadro clinico – può essere confermata sia con la ricerca delle proteine interessate su biopsia muscolare o mediante l’analisi molecolare dei geni sospettati, in circa il 60-65% dei casi.

Progressione della malattia
Nelle distrofie dei cingoli la progressione della malattia è variabile; alcune di esse più frequentemente portano alla perdita della deambulazione autonoma (sarcoglicanopatie gamma e delta), con conseguente comparsa di retrazioni a livello degli arti inferiori, scoliosi ecc. Altre vanno incontro a coinvolgimento cardiaco (sarcoglicanopatie, laminopatie, LGMD2I) e/o respiratorio (sarcoglicanopatie, LGMD2I). È quindi necessario che i pazienti con distrofie dei cingoli si sottopongano periodicamente a controlli cardiaci e respiratori presso centri specializzati.

Trattamenti e diagnosi prenatale
Al momento non esiste una terapia causativa per nessuna forma di distrofia dei cingoli. I tentativi in atto tendono ad attenuare l’evoluzione della patologia. A tale scopo risultati incoraggianti possono essere ottenuti con l’uso di steroidi, fisiokinesiterapia, chirurgia ortopedica ove indicata.
La terapia cardiologica è indicata nei casi di interessamento cardiaco, la terapia preventiva antibiotica e l’uso della ventilazione meccanica assistita nei casi di insufficienza respiratoria.
Risultati promettenti sono stati ottenuti in via sperimentale sui topi privi di alfa-sarcoglicano, mediante l’inoculazione dei mesangioblasti; tali risultati necessitano di ulteriori conferme prima di potere arrivare a un’applicazione a livello dell’uomo.
Nei casi in cui è stato messo in evidenza il difetto molecolare responsabile della particolare forma di distrofia dei cingoli, è possibile individuare i portatori asintomatici della patologia e procedere alla diagnosi prenatale di feto affetto, ove richiesta.
La ricerca punta a capire il ruolo delle varie proteine per cercare di vicariarne le funzioni. Molto si attende dai progressi della terapia genica.

FONTE di Luisa Politano (Servizio di Cardiomiologia e Genetica Medica, Seconda Università di Napoli) UILDM.ORG

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO L’etichetta per trovare abiti adatti ai disabili a colpo d’occhio

16 Maggio 2016, 15:12pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO L’etichetta per trovare abiti adatti ai disabili a colpo d’occhio
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO L’etichetta per trovare abiti adatti ai disabili a colpo d’occhio

INSERITO DA MORENA MOTTA Questa gonna è troppo lunga, si legherà alle ruote della sedia a rotelle. Mentre la maglia è troppo stretta, impossibile indossarla da seduti. In Francia, due milioni di persone riferiscono di aver difficoltà a vestire a causa della loro disabilità. Tuttavia, grazie all’etichetta ‘Bien à porter‘ fare shopping per loro non sarà più un problema. L’idea viene dall’associazione COVER e il suo principio è davvero semplice. Attraverso un simbolo ben visibile sarà possibile identificare abiti, scarpe e accessori ergonomici direttamente nei negozi. Senza doverne provare a decine ed evitando di acquistare e poi avere brutte sorprese una volta a casa. I capi di abbigliamento saranno, infatti, precedentemente valutati da un team di esperti – disabili, medici, operatori del settore – in base a una lista di criteri prestabiliti. Come la facilità a essere indossati, il tessuto non irritante, la posizione delle cuciture. Già diverse marche di prêt-à-porter sono partner del progetto come Camaieu, Promod, Eram. Inoltre, commessi e responsabili delle vendite hanno ricevuto una specifica formazione per poter dare a questi speciali clienti i migliori consigli di moda possibili.

FONTE di Beatrice Credi WEST-INFO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Vivere da disabili: l'esperienza degli studenti della scuola Anna Frank

16 Maggio 2016, 15:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Vivere da disabili: l'esperienza degli studenti della scuola Anna Frank
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Vivere da disabili: l'esperienza degli studenti della scuola Anna Frank

INSERITO DA MORENA MOTTA Nell'ambito della rassegna Bibbia Festival, quest'anno dedicata all'accoglienza, il tema della disabilità è entrato nella scuola media Anna Frank di Cesena attraverso incontri ed esperienze in prima persona vissute dai ragazzi di cinque classi e dai rispettivi insegnanti. Il marciapiede didattico, una struttura in legno modulare realizzata con materiale ecologico, è stato installato nell'aula Magna dell'istituto scolastico, in collaborazione con l'associazione Adra, l'agenzia di sviluppo e soccorso della chiesa Avventista.

Percorrendo il "marciapiede" seduti su una carrozzina, gli studenti hanno vissuto, anche se solo per pochi minuti, la difficile esperienza che un disabile motorio vive quotidianamente affrontando gli ostacoli che si presentano nei marciapiedi delle nostre città. Momenti di dialogo e approfondimento sono poi seguiti all'interno delle aule, con l'intento di sensibilizzare i giovani e stimolarli, anche attraverso il gioco, al superamento di ogni barriera, non solo architettonica.

FONTE CESENA TODAY

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