Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Altro che tregua: tre ore di pace (si fa per dire) e immediatamente dopo la ripresa della carneficina e delle bombe. Così, stando alle prime informazioni, almeno 18 persone, tra le quali alcuni bambini, sono morti a seguito di un bombardamento contro postazioni dell'opposizione che ha colpito un mercato e un ospedale nella zona di Aleppo. Lo hanno reso noto fonti dei soccorritori e degli attivisti anti-Assad. Ancora una volta nella guerra sono i bambini e i civili a pagare il prezzo più alto.
Aiuti agli assediati
In precedenza un convoglio del governo siriano composto da 40 camion con a bordo derrate alimentari era entrato ad Aleppo. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Sana, citando il ministro del Commercio interno, Abdullah al-Gharbi, secondo il quale ora in città ci sono risorse sufficienti per i prossimi due mesi. Al-Gharbi ha quindi annunciato che l'invio di aiuti proseguirà anche nei prossimi giorni.
Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E' di 4 morti e 32 feriti il bilancio di una serie di esplosioni avvenute in 8 località meridionali della Thailandia, in gran parte turistiche. Tra i feriti ci sono due italiani: Lorenzo Minuti, 21 anni e Andrea Tazzioli, 51 anni. Il primo è stato portato al pronto soccorso ed è stato dimesso già in serata. Il secondo è stato operato d'urgenza a causa di una scheggia che lo ha colpito alla schiena ma non sarebbe in condizioni preoccupanti. In totale gli stranieri feriti negli attentati sono 10, tra cui 7 donne. Oltre ai due uomini italiani e a un 72enne olandese, ci sono tre tedesche di 16, 17 e 48 anni; una 20enne austriaca; una 19enne e una 23enne olandesi. Il decimo ferito è un'altra donna, della quale non è stata diffusa l'età e non è chiaro se sia tedesca o austriaca. Lo riferiscono i media locali. Il responsabile della polizia ha detto che le autorità erano state informate dall'intelligence di imminenti attacchi ma non avevano informazioni precise su quando e dove sarebbero potuti avvenire.
Attacchi Thailandia, il ferito italiano: ''Salvo grazie a un barista''
Condividi
Le indagini. Un portavoce della polizia nazionale ha riferito al Bangkok Post che "alcuni sospetti sono stati fermati per essere interrogati", senza fornire altri dettagli. Secondo le tv locali i fermati sono due uomini. La polizia sta cercando inoltre di stabilire se ci sono collegamenti tra gli ordigni esplosi e gli incendi che si sono verificati in alcune delle località colpite.
Gli attentati. La raffica di esplosioni che ha colpito le province a sud della Thailandia si è verificata in un giorno di festa nazionale per il Paese. La Thailandia, infatti, oggi celebra la Festa della mamma, che coincide con l'84esimo compleanno della regina Sirikit. Gli attacchi appaiono evidentemente coordinati. Secondo la dettagliata ricostruzione del quotidiano Bangkok Post, altri altri ordigni sono stati disinnescati, molte bombe sono fortunatamente esplose senza conseguenze e in alcune delle località dove si sono verificate le esplosioni ci sono stati anche degli incendi che, spesso hanno preceduto le esplosioni e che hanno causato ingenti danni materiali.
La polizia ha escluso la pista internazionale e ha sostenuto che si è trattato di terrorismo interno. "E' qualcosa di diverso dal terrorismo internazionale, è sabotaggio locale che punta a distruggere l'atmosfera turistica del Paese", ha spiegato un portavoce della polizia al Thai Pbs.
Attentati in Thailandia, la polizia: "Non è terrorismo"
Condividi
Il bilancio più grave è sicuramente quello di Hua Hin, dove sono rimasti feriti i due italiani. Una doppia esplosione all'esterno di un bar ha causato la morte di una donna e almeno 22 feriti. Due esplosioni quasi simultanee nei pressi della torre dell'orologio hanno causato un altro morto e altri 4 feriti. Un altro ordigno trovato sotto un motoveicolo parcheggiato è stato disinnescato.
Bombe e incendi. A Surat Thani c'è stato prima un incendio all'esterno di un negozio di scarpe. Successivamente, alle 8 locali (le tre di notte in Italia) una bomba è esplosa davanti una stazione di polizia, causando la morte di una dipendente comunale e 3 feriti. Un'altra bomba è esplosa davanti al quartier generale della polizia, senza causare feriti.
A Pukhet prima due ordigni sono stati disinnescati nell'area di Patong. Poi, alle 8,41 locali, nella stessa area due bombe sono esplose davanti a un commissariato nel distretto di Kathu, ferendo lievemente un tassista a bordo di un ciclomotore.
Verso le 9, ora locale, altre due bombe sono esplose di nuovo a Hua Hin, ferendo cinque persone.
Verso le 9,30, ora locale, diversi ordigni sono esplosi nella provincia di Phang Nga, ma non hanno causato feriti. Altre bombe hanno colpito la provincia diTrang.
Oltre alle bombe, grandi incendi sono stati segnalati anche nei mercati di diverse province del sud, come Nakhon Si Thammarat, Krabi e Trang.
"Attacchi contro il turismo". Per ilportavoce dalla polizia, Piyaphan Phingmuang, "non si tratta di un attentato terroristico ma di un atto di sabotaggio locale". "Il terrorismo, per definizione - ha aggiunto - è un atto di violenza politica. La Thailandia non ha contenziosi di natura territoriale o religiosa con nessuno. Per questo ribadiamo la nostra convinzione che si tratti di un sabotaggio locale e di una questione interna", ha aggiunto.
Thailandia: i feriti soccorsi sul luogo delle esplosioni
Condividi
Anche secondo il governo si tratta di un tentativo di danneggiare il turismo, visto che le bombe sono esplose nelle zone più turistiche della nazione. "Credo che gli attentati siano stati organizzati da un unico gruppo", ha spiegato il vice primo ministro Prawit Wongsuwon. Prawit aggiunto che il motivo di questi incidenti è poco chiaro mentre il primo ministro Prayuth Chan-Ocha, che ha preso il potere con un golpe militare nel maggio del 2014, ha sottolineato che alcuni tailandesi "senza cuore" stanno "creando problemi" e che ora è il momento di collaborare con le autorità. Il governo - ha poi concluso - farà del suo meglio per garantire il Paese. Prayut anche chiesto alla popolazione di non essere spaventata dalla serie di bombe.
Le tensioni politiche interne. La Thailandia ha appena approvato, per referendum, una controversa costituzione con la quale la giunta militare al potere vorrebbe chiudere un decennio d'instabilità caratterizzato dalle tensioni tra l'élite monarchica - della quale anche i generali fanno parte - e il fronte politico legato all'ex primo ministro Thaksim Shinawatra, che è in esilio, alla sorella ex prima ministra Yingluk Shinawatra e al movimento delle cosiddette "Magliette rosse".
A peggiorare sono le tensioni separatiste che sono più forti proprio nelle aree dove sono avvenute le esplosioni. Le modalità operative - secondo quanto riporta la Bbc - hanno fatto puntare il dito, in particolare, sul Barisan revolusi nasional (brn), un gruppo separatista della provincia Pattani di fede islamica. Se l'attribuzione fosse confermata, si tratterebbe di un salto di qualità del conflitto che riguarda tre province a maggioranza musulmana. Questa guerriglia non aveva, finora, mai colpito località turistiche.
La Farnesina. L'Unità di crisi della Farnesina raccomanda ai connazionali presenti in Thailandia di "seguire scrupolosamente" le indicazioni delle autorità locali e di "tenersi informati sugli sviluppi della situazione sui media". "Le autorità locali - si legge su Viaggiare Sicuri - hanno elevato il livello di allerta per le forze sicurezza, invitando ad evitare assembramenti, luoghi affollati, cerimonie pubbliche e a limitare gli spostamenti non necessari. Strade, trasporti e aeroporti funzionano regolarmente. Si raccomanda ai connazionali di seguire scrupolosamente queste indicazioni e di tenersi informati sugli sviluppi della situazione sui media. In caso di emergenza contattare l'Ambasciata d'Italia a Bangkok al numero 0066 81 825 61 03".
Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino
Inserito da Michele Pappacoda Tragicomico, paradossale, assurdo, grottesco. Di amare e ironiche definizioni per descrivere il kafkiano finale del processo relativo all'omicidio della quindicenne Sarah Scazzi, avvenuto nel lontano 2010, potrei tirarne fuori a iosa e credo che quelli contenuti nel dizionario non sarebbero sufficienti a rimarcare l'assoluta mostruosità giudiziaria partorita dai magistrati della corte d'Assise d'Appello di Taranto. Il prossimo 15 ottobre Sabrina Misseri, condannata in primo grado e in appello – insieme alla madre Cosima Serrano, la cui decorrenza scadrà invece il prossimo 26 maggio, essendo arrestata qualche mese dopo rispetto alla figlia Sabrina – per l'omicidio della cugina Sarah, verrà scarcerata. A riferire la notizia è il quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno". Scarcerata non perché assolta, ma per decorrenza dei termini di custodia cautelare che, secondo quanto disposto dall'articolo 303 del codice di procedura penale, non può durare più di sei anni. Cosa significa questo? Che in assenza di una condanna definitiva, ovvero confermata in terzo grado di giudizio, il presunto colpevole ha diritto ad uscire dal carcere. Sabrina Misseri, infatti, è stata arrestata il 15 ottobre di 6 anni fa e il prossimo 15 ottobre, quindi, scadranno i termini di legge e potrà quindi aspettare a piede libero la pronuncia della Cassazione. Per quale motivo, però, accadrà tutto ciò, nonostante la condanna all'ergastolo sia stata emessa da ben due diversi collegi? Il mistero è presto svelato: la corte d'Assise d'Appello del Tribunale di Taranto, a distanza di quasi un anno dalla pronuncia del dispositivo che condannava Sabrina Misseri in concorso con la madre Cosima Serrano all'ergastolo per l'omicidio di Sarah Scazzi non ha ancora depositato le motivazioni della sentenza e senza le motivazioni per le parti diventa impossibile disporre il ricorso in Cassazione. Susanna De Felice, il giudice relatore che avrebbe dovuto occuparsi di stendere le motivazioni della sentenza pronunciata il 27 luglio del 2015, in questo lungo lasso di tempo risulta essere stata impegnata nella commissione d'esame per il concorso in Magistratura, impegno che ha portato alla dilatazione delle tempistiche di deposito. Ancora oggi, 11 agosto 2016, non è dato sapere quando le motivazioni verranno effettivamente depositate, quel che è certo è che l'udienza in Cassazione, dati i tempi ormai ridotti al lumicino, non potrà di certo svolgersi entro il prossimo 15 ottobre. Il principio della decorrenza di termini della custodia cautelare per gli imputati in attesa di giudizio è stato introdotto per assicurare a ogni imputato non solo il rispetto del diritto alla presunzione di non colpevolezza che caratterizza il nostro ordinamento giuridico, ma anche – e soprattutto – per garantire che ogni processo penale possa concludersi in tempi "umani", rispettando inoltre il diritto alla ragionevole durata dei procedimenti sancito dall'articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell'Uomo. Morale: l'eccessiva lentezza che ha caratterizzato l'iter del procedimento Scazzi, dovuta sicuramente alla complessità del caso giudiziario in sé – che ha visto l'alternarsi di numerose testimonianze e altrettante ritrattazioni, condite da un corollario di indizi e prove contrastanti e poco solide – unita all'indolenza per cause di forza maggiore del collegio giudicante che non ha rispettato i termini di legge previsti per il deposito delle motivazioni, ha fatto sì che si sia raggiunta la decorrenza della custodia cautelare per Sabrina, che ora ha diritto ad attendere la propria sentenza definitiva da donna libera.
Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A guardarlo sembra una imbarcazione militare, il colore grigio scuro tipico dei militari di mare, l'elicottero sulla poppa, anch'esso verde militare, ed infine il nome, che non c'è, al suo posto un numero 6711, ancor più caratterizzante. E' un tender, ebbene si, è la barca ausiliare di assistenza dello yacht FLYNG FOX. Quest'ultimo nel 2012 era come appare nella foto in coda, e si chiamava Graffiti, i cantieri Nobiskrug , in Germania, lo hanno trasformato in super barca di lusso. Ciò non giustifica il fatto di essere assistito dal tender 6711, che è lungo 67 metri , pochi metri in meno del Flying. Quasi sicuramente nasconde una scorta di sicurezza e protezione.
Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nonostante l'approssimarsi del Ferragosto, a Maiori la politica non va in ferie. Il gruppo Città Nuova, rappresentato in Consiglio comunale daEnrico Califano e Maria Teresa Laudano snocciola alcuni numeri del bilancio, legati ai proventi derivanti dalla gestione delle spiagge pubbliche. «All'ultimo Consiglio si è parlato di salvaguardia degli equilibri di bilancio - spiegano in una nota trasmessa alla nostra redazione Califano e Laudano - ossia dove prendere i soldi per spese non previste o come sopperire a diminuzione di entrate fantasma. Nel primo caso si è trattato di pagare circa 170000 euro per debiti da spese legali non esenti da responsabilità amministrativa. Nel secondo abbiamo ri-segnalato un altro "piccolo" problema emergente da poco meno di 70000 euro: quelli che il bilancio - incredibilmente - prevede di ricavare dalle spiagge pubbliche attrezzate. Ora, una delle due è riservata ai residenti e l'altra, come è noto, ha proprio in questi giorni prodotto un buco di 13000 euro (la determina è scaricabile dai file del gruppo) sulla previsione di entrata (uno sconto del 41% sui 32000 euro dovuti da contratto perché di tanto si sarebbe ridotta la spiaggia dal 2012): un ennesimo boomerang che l'Amministrazione tira e che ritornerà sulle tasche del maiorese. Sarebbe stato civile adeguare il bilancio allo stato di fatto, escludendo quel che prima rendeva la spiaggia che ora è il "Lido Maiori": ci hanno risposto con l'aria di sufficienza del caso che non ve n'era motivo, perché nulla escludeva che i residenti a pagamento garantissero un' entrata adeguata. L'Amministrazione Comunale sarà quindi lieta di sapere che il "Lido Maiori" ha prodotto in tutto il mese di Luglio 180 (centottanta) euro, pari al noleggio di 1 (un) ombrellone ogni 2 (due) giorni; i nostri concittadini saranno probabilmente meno lieti di sapere che quindi saremo fortunati se alla fine della fiera solo questo buco sulle previsioni si assesterà tra i 45000 e i 50000 euro».
Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un bambino di sei anni originario del Bangladesh, è stato ricoverato in gravissime condizioni al San Gerardo di Monza, dopo essere rimasto schiacciato da una lastra di marmo, mentre giocava nel giardino di casa sua a Seregno. A dare l’allarme è stata la madre, richiamata dal fratello gemello del bimbo. A quanto si apprende i fratellini stavano tentando di usare come pedana una lastra di marmo alta due metri appoggiata ad un muro esterno della casa. Quando il piccolo si è arrampicato, con il peso si è tirato addosso il lastrone rimandovi schiacciato sotto.
Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una piacevole serata estiva da passare insieme dopo una calda giornata di metà Agosto. Quattro chiacchiere e una tranquilla bevuta in compagnia. Poi giunge il momento dei saluti. Ognuno sta per fare ritorno a casa propria. La quiete, però, viene improvvisamente interrotta dall’arrivo di un’altra persona. Le sue intenzioni non sono per nulla pacifiche. Nel giro di pochi minuti scatta l’aggressione, volano alcuni pugni e un uomo del Bangladesh finisce in ospedale. E’ quanto accaduto ieri notte verso le 23 in via Pavoni, a due passi dal centro di Monza. Proprio sotto i portici della libreria ‘Ancora. Quando gli uomini della Polizia locale del capoluogo brianzolo giungono sul posto, trovano l’aggredito, un bengalese di 48 anni, residente a Monza, già sulla barella e un’ambulanza pronta a portarlo all’ospedale San Gerardo per i dovuti accertamenti. Il suo gruppo di amici, anch’essi originari del popoloso paese asiatico, riferiscono che l’autore dell’aggressione è un loro connazionale. Non sanno o non vogliono dire, però, i motivi della colluttazione. Le indagini sono in corso. Ma non sarà facile trovare il colpevole, che si è allontanato subito dopo l’accaduto e prima dell’arrivo dell’ambulanza e dei vigili urbani. La comunità del Bangladesh residente a Monza, infatti, è piuttosto numerosa. Secondo i dati forniti recentemente dal Comune, è costituita da poco più di mille persone.
Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il corpo senza vita di Antonietta Turri, la 76enne scomparsa il primo agosto scorso da Varedo (Monza), mentre andava dal parrucchiere a Paderno Dugnano, è stato trovato ieri sera in una zona boschiva di nei Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena. Il cadavere della donna, in avanzato stato di decomposizione, è stato recuperato dalla Polizia Locale e dai carabinieri in una scarpata. La sua auto era ferma a bordo strada ad un centinaio di metri, con i suoi effetti personali all’interno. A darne notizia è stata sua figlia “smettete di postare appelli, siamo distrutti”. Sarà l’autopsia a stabilire le cause del decesso della pensionata. Su Facebook gli appelli si erano rincorsi per giorni, oggi ci sono decine di messaggi di condoglianze per i congiunti della donna.
Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dopo una vita dedicata al lavoro ed alla famiglia Antonio Santelia ha lasciato la sua esistenza terrena. Antonio era un uomo gioviale conosciuto ed amato da tutti a Maiori e non solo. Il soprannome, O' Tabbaccar, gli era rimasto anche dopo la cessione del Tabacchi in pieno centro a Maiori che per tanti anni ha gestito. A darne il triste annuncio la moglie Giulietta, i figli Mariella e Leonia, i generi Gianluca e Guido, i fratelli Erasmo e Carmine, la sorella Maria i nipoti Francesco, Tommaso, Gaia, Vittoria e Nicole, i cognati e i parenti tutti. I funerali si svolgeranno domani 12 agosto 2016 alle ore 10.00 partendo dalla casa dell'Estinto in Via Capitolo, per la Colleggiata di S. Maria a Mare.
Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino
DI MICHELE PAPPACODAApre la prigione di Alcatraz: C'è un'isola nella baia di San Francisco che, per circa un trentennio, ha rappresentato nell'immaginario collettivo un "luogo del non ritorno", da dove era umanamente impossibile fuggire... tranne che per pochi irriducibili entrati nella storia, anche grazie al cinema. È l'isola di Alcatraz!
Chiamata così dai colonizzatori spagnoli, con riferimento alla folta presenza di sule (specie di uccelli, indicati con il termine spagnolo "alcatraz"), venne utilizzata dalla seconda metà del XIX secolo per scopi militari, dapprima come fortezza e dal 1933 come prigione militare.
L'anno successivo, "The Rock" (uno dei suoi soprannomi, riferito al profilo prevalentemente roccioso) venne trasformata in carcere di massima sicurezza, destinato ad ospitare quei detenuti che gli altri penitenziari statunitensi non riuscivano a gestire, in parole povere i criminali più pericolosi! Alle 9:40 dell'11 agosto 1934 sbarcarono i primi 137 "inquilini", la maggior parte dei quali erano rapinatori seriali, assassini o stupratori.
Tra i numerosi tentativi di fuga, quasi tutti finiti tragicamente per gli evasi, rimase celebre quello dell'11 giugno 1962. In quell'occasione Frank Morris e i fratelli Anglin si crearono un varco nelle mura della cella, scavando per mesi con un semplice cucchiaio da cucina, e attraverso il condotto dell'aria raggiunsero la spiaggia, da cui salparono con una zattera alla volta di San Francisco. L'episodio ispirò nel 1979 il famoso film Fuga da Alcatraz, con Clint Eastwood.
Gli eccessivi costi per mantenere la prigione di Alcatraz spinsero il Governo a chiuderla nel 1963. Oggi è uno dei punti di maggior attrazione turistica.