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MONZA BRIANZA NEWS Tenta violenza in un centro massaggi, trovato il colpevole

27 Settembre 2016, 07:27am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

MONZA BRIANZA NEWS Tenta violenza in un centro massaggi, trovato il colpevole

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Forse era convinto che fossero vere le dicerie secondo le quali nei centri massaggi cinesi si ottengono facilmente prestazioni di ben altro tipo. E, invece, almeno stavolta, si sbagliava. Così per un 36enne pakistano è arrivato una misura cautelare in carcere. Lo scorso 16 aprile era andato, per l’appunto, in un centro massaggi nel centro di Varedo. Al termine del normale servizio, l’uomo non si è accontentato. E, così, approfittando del fatto che si trovava da solo con una donna di origini cinesi, le ha tappato la bocca e con la violenza ha cercato di violentarla. La massaggiatrice, però, è riuscita a divincolarsi dalle grinfie del pakistano. E’ scappata in strada ed ha chiesto aiuto. A quel punto l’aggressore non ha potuto far altro che fuggire prima che arrivassero i Carabinieri.

La storia poteva essere finita qui. Ma il pakistano, che ha già precedenti penali e vive a Cesano Maderno, non l’ha fatta franca. La donna cinese, ripresasi dallo choc per quanto le era accaduto, infatti, ha presentato denuncia e fornito preziose indicazioni agli investigatori. Che, grazie alle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza e alle foto del ricercato, riconosciuto dalla vittima, sono risaliti al colpevole della tentata violenza sessuale. Il passaggio successivo è stata la richiesta di misura cautelare inviata alla Procura della Repubblica di Monza. Dopo un primo rigetto, è arrivato il via libera lo scorso 6 giugno.

La triste storia arriva, così, ad oggi. I Carabinieri di Varedo procedono all’esecuzione della misura cautelare per l’uomo con le accuse di violenza sessuale e lesioni personali. Per il responsabile di questi reati, però, potrebbe non essere finita qui. Sembra, infatti, che abbia anche scippato due donne nei pressi della stazione ferroviaria di Varedo. In questi casi si sarebbe servito di una bicicletta. Sicuramente più faticoso, dal punto di vista fisico, rispetto ad un rilassante massaggio.

FONTE http://www.mbnews.it/2016/09/tenta-violenza-in-un-centro-massaggi-trovato-il-colpevole/

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SEZ. RICETTA PASTA E PISELLI A CURA DI MICHELE PAPPACODA

27 Settembre 2016, 07:13am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. RICETTA PASTA E PISELLI A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Oggi Pasta e piselli : i piselli contengono fibre, una buona quantità di sali minerali e oligoelementi, oltre 90 mg per 100 grammi. Potassio, fosforo, magnesio, calcio e in misura minore anche il ferro, rendono questo alimento estremamente indicato per il benessere e la salute del corpo. Attenzione però alla forma sotto la quale questo delizioso alimento viene consumato: infatti, se mettiamo a confronto le tipologie di piselli in base alle calorie apportate vedremo che:

  • I piselli surgelati apportano 48 calorie/100 grammi;
  • I piselli in scatola scolati apportano 55 calorie/100 grammi;
  • I piselli freschi crudi apportano 70 calorie/100 grammi;
  • I piselli secchi apportano 285 calorie/100 grammi.

La differenza, in termini di calorie, tra piselli freschi e piselli secchi è molto alta. Il maggior numero di calorie apportato dai piselli secchi rispetto quelli freschi è dovuto alla disidratazione. Più in generale, tutti i legumi secchi,  non solo i piselli, hanno un numero di calorie maggiore rispetto all’alimento fresco, dunque, se state seguendo una dieta per perdere peso, è preferibile il consumo di legumi freschi o surgelati.

Leggi le proprietà nutritive legate ad altri piatti: pasta e lenticchie, pasta e ceci, pasta e zucca.

 

Preparazione: 5 minuti                   Cottura: 20 minuti                   Esecuzione: facile

Ingredienti per 2 persone:
300 gr di piselli surgelati
180 gr di pasta ditali (o spaghetti spezzati)
80 gr di pancetta (o 2 fettine di prosciutto crudo)
1/2 cipolla
olio, pepe

*****

Per preparare la vostra pasta e piselli iniziate col mettere l’ olio in una pentola, fate rosolare la cipolla e la pancetta (o il prosciutto crudo)…

pasta e piselli

…aggiungete i piselli e lasciate cuocere aggiungendo un bicchiere di acqua calda; quando i piselli saranno cotti (dopo 10 minuti) aggiungete il sale.

pasta piselli e pancetta

Aggiungete 2 bicchieri d’acqua ai piselli, portate ad ebollizione e versate la pasta nella pentolai.

pasta e piselli

lasciate cuocere secondo il tempo di cottura della pasta, durante la cottura aggiungete acqua se necessario. Impiattate, pepate ed ecco la vostra semplice e veloce Pasta e piselli…BUON APPETITO!!! 

ABBINAMENTO VINI: Frascati.

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 27.09.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

27 Settembre 2016, 07:10am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 27.09.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

 A CURA DI MICHELE PAPPACODA  

Santi del Giorno
San Vincenzo de' Paoli (Sacerdote)
Santi Fidenzio e Terenzio di Todi (Martiri)
Santi Florenziano (Fiorentino) e Ilario (Martiri a Bremur)
San Sigeberto II (Re dell'Est Anglia)
Sant'Elzeario (Conte di Ariano)
Sant'Iltrude (Hiltrude) di Liessies (Vergine)

San Vincenzo de' Paoli è il protettore delle società caritatevoli.
Accadde Oggi
1822 - Decifrati i geroglifici (194 anni fa): Per duemila anni la lingua dell'antico Egitto era rimasta uno dei più grandi misteri non svelati, in cui era rimasta nascosta la storia di una civiltà millenaria. Fu l'archeologo...
1943 - Iniziano le Quattro giornate di Napoli (73 anni fa): Esasperata dalle violenze e dalle miserie prodotte dall'occupazione nazista, la popolazione napoletana si sollevò in un grande atto di ribellione che interessò tutte le zone cruciali...
Nati in questo giorno
1966 - Jovanotti (50 anni fa): Da "ragazzo fortunato" (dal titolo di una delle sue canzoni più note) e mattatore di discoteche ad artista impegnato nel sociale, nel dialogo culturale e nelle problematiche...
1934 - Pier Francesco Pingitore (82 anni fa): Nato a Catanzaro, ha iniziato come giornalista di politica e costume, lavorando come capo redattore del settimanale Lo Specchio (in attività dal 1958 al 1975). Nel 1965 ha dato vita alla...
1972 - Gwyneth Paltrow (44 anni fa): Nata a Los Angeles, è nel novero delle attrici più colte e ricercate dai registi, eletta nel 2013 "donna più bella dell'anno" dalla rivista People. Dopo alcuni ruoli...
1871 - Grazia Deledda (145 anni fa): Scrittrice tra le più rappresentative del Novecento italiano, da molti critici considerata l'anima "russa" della Bambagia, perché alla maniera di grandi narratori quali...
Nati... sportivi
1953 - Claudio Gentile (63 anni fa): Nato a Tripoli, è un ex calciatore italiano (i genitori sono siciliani). Dal 1973 al 1988 scende in campo in Serie A 353 volte, indossando la maglia di Juventus (dove vince sei scudetti, due...
1976 - Francesco Totti (40 anni fa): Nonostante i 40 anni riesce ancora ad essere decisivo con assist e gol: è l'intramontabile re di Roma! Romano doc, è un calciatore, attaccante e capitano dell'AS Roma, campione del...
Eventi Sportivi
1970 - Prima puntata di 90° minuto (46 anni fa): Va in onda Novantesimo minuto (successivamente modificato in 90° minuto), una trasmissione televisiva che, precedendo l'avvento dei canali satellitari e digitali, sarà la prima finestra...
I Doodle di Google
Anniversario di Google!: Google non poteva non commemorare il proprio anniversario! Anche se in passato la data è stata un po’ indecisa (cambiando giorno un paio di volte), la data “ufficiale”...
Scomparsi oggi
1917 - Edgar Degas (99 anni fa): Nato a Parigi, Hilaire German Edgar Degas è stato un pittore e scultore francese, attivo nella seconda metà del XIX secolo. Il suo nome è accostato agli Impressionisti, delle cui mostre fu...

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 27.09.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

27 Settembre 2016, 07:07am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

 
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A CURA DI MICHELE PAPPACODA 

Alta pressione prevalente. Cielo poco o parzialmente nuvoloso, salvo locali piogge o brevi temporali sui settori meridionali della Sicilia e della Sardegna. Isolate piogge e temporali sui rilievi alpini.

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SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 27.09.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

27 Settembre 2016, 07:01am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 27.09.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA
SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 27.09.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Santo(i) del giorno : S. Vincent de Paul, sacerdote e fondatore (1581-1660), B. Lorenzo da Ripafratta, sacerdote O.P. (1373-1456)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,51-56.
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui Gesù sarebbe stato tolto dal mondo, egli si diresse decisamente verso Gerusalemme
e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui.
Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?».
Ma Gesù si voltò e li rimproverò.
E si avviarono verso un altro villaggio.

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SEZ.DISABILITà NEWS Cassazione: la tutela della salute è un bene primario. Per tutti!

25 Settembre 2016, 11:14am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS Cassazione: la tutela della salute è un bene primario. Per tutti!

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Con una recente Sentenza – che considera la tutela della salute come bene primario di ogni persona, da garantire in quanto diritto fondamentale dell’uomo – la Corte di Cassazione ha riconosciuto «la garanzia del diritto fondamentale alla salute del cittadino straniero che comunque si trovi nel territorio nazionale, impedendo di conseguenza l’espulsione nei confronti di colui che dall’immediata esecuzione del provvedimento potrebbe subire un irreparabile pregiudizio». Un pronunciamento che potrebbe aprire la strada a procedure analoghe anche per le persone straniere con fragilità mentale

Il 2Mano di donna malata e di medico in ospedale7 giugno scorso la Corte di Cassazione ha prodotto laSentenza n. 13252, avente ad oggetto la vicenda di una signora di nazionalità peruviana – e quindi extracomunitaria – la quale aveva ricevuto unprovvedimento di espulsione da attuarsi entro un periodo coincidente con un decorso postoperatorio di una certa importanza.
In primo grado il Giudice di Pace di Roma aveva ritenuto corretto il provvedimento in questione, in quanto la donna non aveva inviato alcuna richiesta apposita, non avendo, in effetti, mai richiesto il permesso di soggiorno in Italia. La Cassazione, però, ha ribaltato quel pronunciamento, per le ragioni che qui di seguito verranno esposte.

Come premssa, è necessario fare una breve disamina degli strumenti di cui la persona immigrata può usufruire in caso di necessità di cure mediche. La Legge italiana prevede in tal senso la possibilità di richiedere il permesso di soggiorno per cure mediche, quando lo straniero abbia la necessità di essere sottoposto a una determinata operazione o trattamento terapeutico in Italia. Tale richiesta andrebbe fatta seguendo uno specifico iterprevisto dalla Legge stessa (da attivare prima dell’arrivo in Italia), che va dall’esibizione di una dichiarazione della struttura italiana di disponibilità a svolgere la prestazione, al versamento a favore della struttura di almeno il 30% del costo presunto della prestazione sanitaria, a una dichiarazione di ospitalità nel nostro Paese.
Sussiste anche la possibilità che l’esigenza di cure mediche si presenti quando la persona è già in Italia. In tal caso, qualora lo straniero non sia in possesso di un permesso di soggiorno o questo sia scaduto, si applica il cosiddetto “codice STP” (ove STP sta per Straniero Temporaneamente Presente), strumento predisposto al fine di garantire l’assistenza sanitaria anche a favore dei cittadini extracomunitari irregolari.
Vi sono tuttavia dei casi in cui sussistono dubbi sull’obbligatorietà o meno di espellere il cittadino irregolarmente soggiornante in Italia e in questa “zona grigia” può ricondursi anche la fattispecie in oggetto. Essendo infatti già stata operata, la signora destinataria della Sentenza di Cassazione n. 13252 doveva seguire unicamente le cure e le istruzioni legate al decorso postoperatorio, sebbene questo – stando alla Cassazione stessa – fosse molto “rigido” e pertanto fosse da considerarsi tra quelle «prestazioni essenziali per la vita».
Considerando quindi la tutela della salute un bene primario di ogni persona, da garantire in quanto diritto fondamentale dell’uomo, la Suprema Corte, seguendo un orientamento già consolidato nel tempo (tra tutte Cassazione n. 1690/05, fino alla Sentenza a Sezioni Unite n. 14500/13), ha riconosciuto «la garanzia del diritto fondamentale alla salute del cittadino straniero che comunque si trovi nel territorio nazionale, impedendo di conseguenza l’espulsione nei confronti di colui che dall’immediata esecuzione del provvedimento potrebbe subire un irreparabile pregiudizio».
In tal modo è stato annullato il provvedimento di espulsione comminato nei confronti della signora.

Rimangono tuttavia aperte alcune domande, fondamentali per capire quali saranno gli effetti di questa Sentenza, ulteriore conferma dell’orientamento giurisprudenziale che mette in primo piano il diritto alla salute.
In primo luogo l’annullamento dell’ordine di lasciare il territorio non ha comunque come conseguenza il rilascio del permesso di soggiorno in favore dello straniero affetto da patologia grave: per la persona immigrata, infatti, viene semplicemente ripristinata la situazione precedente e quindi la stessa dovrà attivarsi al fine di ottenere il permesso di soggiorno in base alle disposizioni previste dalla normativa vigente.
In secondo luogo la Giurisprudenza sopra riportata ha sempre riguardato situazioni in cui la patologia da cui era affetta la persona irregolarmente soggiornante in Italia era di tipo fisico; sinora, pertanto, appare difficile fare analogie con il caso sopra esposto e la fragilità mentale. Ci si chiede a tal proposito quale potrebbe essere il destino di un clandestino con patologie psichiatriche e quali possano essere gli strumenti per tutelare la persona in questi casi.
In realtà è già nota l’emissione di provvedimenti del Giudice Tutelare volti a conferire all’Amministratore di Sostegno il potere di attivarsi al fine di impugnare il provvedimento di espulsione (si veda ad esempio: Tribunale di Modena – Decreto del 20 luglio 2009 – Giudice Tutelare Stanzani), e tuttavia appare ancora lunga la strada che possa portare a un’equiparazione del diritto alle cure anche per le persone che presentino una fragilità di tipo mentale.

SUPERANDO

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SEZ.DISABILITà NEWS Nascerà a Roma una “tattiloteca”

25 Settembre 2016, 11:11am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS Nascerà a Roma una “tattiloteca”

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Uno spazio aperto al pubblico, con le migliori pubblicazioni tattili ufficiali, i migliori bozzetti e copie uniche, oltre a tutti i prototipi che ogni due anni partecipano a “Tocca a te!”, concorso nazionale di editoria tattile illustrata: sarà questo la “Biblioteca Nazionale Permanente di Libri Tattili Illustrati” per la prima infanzia, vera “tattiloteca”, che la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi realizzerà nella propria nuova sede di Roma, promuovendo anche formazione a insegnanti e illustratori, sulle potenzialità della grafica accessibile

Un libro tattile per la prima infanzia

I libri per la prima infanzia adillustrazioni materiche, con doppio testo a caratteri stampa e a caratteri braille, sono generalmente prodotti artigianali, ideati e confezionati in casa e a scuola, da insegnanti e da genitori, in copia unica, e destinati all’istruzione e allo svago del singolo allievo cieco o ipovedente. Per questo motivo, la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi è da tempo impegnata nel tentativo di farne un comune prodotto editoriale, accessibile a tutti, su tutto il territorio nazionale e a tal proposito, da circa dieci anni, ha avviato una produzione in serie dilibri tattili, costituendo un piccolo catalogo visionabile sul proprio sito. Si tratta di oggetti costosi da produrre, ma dall’impatto educativo ed estetico realmente notevole, utili per tutti i bambini indistintamente. Inoltre, l’esperienza sul campo condotta in occasione dei workshop che la Federazione stessa promuove in Italia, coinvolgendo allievi, insegnanti e famiglie, ne dimostra ogni giorno di più il valore pedagogico e riabilitativo, in tutti i contesti culturali e di difficoltà di apprendimento incontrati (sono state raccolte, in tal senso, testimonianze dirette riguardanti la loro utilità, se impiegati anche con bambini sordi, autistici, iperattivi ecc.).

Accanto alla produzione di questi album illustrati – o libri tattili che dir si voglia – la Federazione intende ora creare, nella propria nuova sede di Via Pollio, 10 a Roma (che verrà inaugurata il prossimo 12 ottobre), uno spazio aperto al pubblico nel quale collezionare le migliori pubblicazioni tattili ufficiali, i migliori bozzetti e copie uniche prodotte in Italia, e tutti i prototipi di libri tattili che ogni due anni partecipano a Tocca a te!, concorso nazionale di editoria tattile illustrata. L’obiettivo è quindi quello di creare una “Biblioteca Nazionale Permanente di Libri Tattili Illustrati” per la prima infanzia, un luogo aperto al pubblico, nel quale raccogliere pubblicazioni speciali e dove fare formazione a insegnanti e illustratori circa la grafica accessibile e le sue potenzialità didattiche ed estetiche. Questa “Tattiloteca” della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi si configurerà dunque come un luogo unico in Italia, di studio e raccolta di pubblicazioni riguardanti questo settore editoriale ed educativo, nel quale organizzare attività di approfondimento e “visite guidate” aperte alle scuole di ogni ordine e grado, ma anche a tutti quegli illustratori e artistiche negli anni si sono avvicinati e appassionati all’illustrazione multisensoriale. Infatti, quello che oggi manca è proprio un luogo fisico dove raccogliere un lavoro decennale di editing, promozione, divulgazione e sperimentazione intorno al libro tattile e alle pubblicazioni accessibili. Infine, allo scopo di coinvolgere fattivamente nel giudizio insegnanti curricolari e di sostegno, allievi, tiflologi e soprattutto gli stessi bambini, quali principali fruitori di tali opere, molti di questi libri, prima di entrare in produzione, potrebbero essere sfogliati e testati direttamente dai visitatori della Tattiloteca, con la possibilità di compilare accurate schede tecniche per ognuno di essi, evidenziandone pregi e difetti.

di Gianluca Rapisarda SUPERANDO

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SEZ.DISABILITà NEWS FISH: è indispensabile un cambio di passo

25 Settembre 2016, 11:09am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS FISH: è indispensabile un cambio di passo

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Il nuovo Programma d’Azione sulla Disabilità, presentato dal Governo, accoglie in larga misura le istanze dell’Osservatorio Nazionale cui abbiamo partecipato attivamente. E tuttavia a Firenze abbiamo voluto sottolineare come del precedente Programma, approvato nel 2013, ben poco sia stato attuato. E lo ribadiamo: è indispensabile un cambio di passo, altrimenti anche questo Programma rimarrà lettera morta»: così Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH, a conclusione dei lavori della quinta Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità

Giuliano Poletti e Franca Biondelli

Giuliano Poletti e Franca Biondelli, rispettivamente ministro e sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, hanno rappresentato il Governo alla quinta Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità di Firenze

«Il Programma d’Azionepresentato alla Conferenza Nazionale accoglie in larga misura le istanze espresse dall’Osservatorio Nazionale al quale abbiamo partecipato attivamente, insieme a molte altre voci. E tuttavia a Firenze abbiamo voluto sottolineare come del precedente Programma d’Azione, approvato nel 2013, ben poco sia stato attuato. E lo ribadiamo: è indispensabile un cambio di passo, di relazioni, di governance, altrimenti anche questo Programma rimarrà lettera morta».
Lo dichiara Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), a conclusione della quinta Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità, svoltasi nei giorni scorsi a Firenze, che nonostante la quasi nulla copertura dell’evento da parte degli organi d’informazione generalisti e della televisione pubblica, ha potuto contare su una partecipazione molto ampia, con circa duemila presenze da parte di persone con disabilità, operatori e amministratori.
Come da agenda dei lavori, Giuliano Poletti e Franca Biondelli, rispettivamente ministro e sottosegretario del Lavoro e delle Politiche Sociali, hanno presentato per conto del Governo il secondo Programma di Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l’Integrazione delle Persone con Disabilità, predisposto sulla base delle indicazioni dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità.

«L’indispensabile cambio di passo di cui si parlava – aggiunge Falabella – costituisce una sfida che comporta un rinnovato e rafforzato ruolo dell’Osservatorio, ma anche l’assunzione di responsabilità a tutti i livelli istituzionali e un forte coordinamento delle azioni e delle politiche, una certezza delle risorse e una razionalità nella loro allocazione in funzione della piena inclusione delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Sono questi gli aspetti fondamentali per un futuro realmente diverso, e insieme ad altri ugualmente strategici, li abbiamo sottolineati anche in un nostro documento pubblico, che enfatizza alcune istanze strategiche, quali il contrasto alla segregazione e la reale attuazione dellaConvenzione ONU, ancor più dopo le Osservazioni Conclusive rivolte all’Italia dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. È quindi impellente anche ristrutturare i servizi per la collettività (tutta) tenendo conto della prospettiva della disabilità e del genere, di considerare la disabilità nelle politiche sociali, per il lavoro, di contrasto alla povertà, per la mobilità, per lo sviluppo e per l’equità».
Non solo politiche specifiche, quindi, nei pensieri della FISH, ma anche politiche complessive rivolte davvero a tutti.

Il pensiero della Federazione va poi al preannunciato Piano per le Non Autosufficienze, ricordando anche che a margine della Conferenza di Firenze, il presidente del ConsiglioRenzi ha anticipato un aumento del Fondo per le Non Autosufficienze.
«Riteniamo – commenta Falabella – che sia un pezzo delle politiche sociali assai rilevante e che si debba iniziare innanzitutto dall’adozione di una condivisa nozione di persone con necessità di sostegno intensivo, differenziato sulla base dell’intensità del sostegno necessario. E di qui partire per fissare Livelli Essenziali di Assistenza e quindi diritti certi ed esigibili in ogni angolo del Paese».
«E in ogni caso – conclude il Presidente della FISH – vi sono anche urgenze che non possono attendere il domani. In questi giorni e in queste ore, ad esempio, l’emergenza scuola è drammatica: per troppi bambini con disabilità la scuola non sta iniziando o sta iniziando in modo discriminatorio: raccogliamo infatti centinaia di segnalazioni di mancata assegnazione di assistenti materiali, di servizi di trasporto, di sostegno didattico. Una violazione di un diritto costituzionale che è inaccettabile e a cui va data risposta qui e adesso». (S.B.)

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SEZ.DISABILITà NEWS Portare le donne con disabilità verso l’inclusione

25 Settembre 2016, 11:06am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS Portare le donne con disabilità verso l’inclusione

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È stato presentato a Roma un importante e innovativo progetto quadriennale di ricerca (e prassi), promosso dall’Università di Genova e finanziato con fondi europei, coinvolgendo vari interlocutori italiani e di altri Paesi europei. Si chiama “RISEWISE” (“RISE Women with Disabilities in Social Engagement”, ovvero “Portare le donne con disabilità verso l’inclusione sociale”) e costituisce una vera e propria sfida alla società contemporanea, puntando a cambiare le pratiche di inclusione sociale e a rendere disponibile anche alle donne con disabilità una “vita normale”, fatta di lavoro, istruzione e famiglia

Presentazione di "RISEWISE", Roma, 22 settembre 2016

Anche Giampiero Griffo, membro del Consiglio Mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International) e Silvia Cutrera, presidente dell’AVI di Roma (Agenzia per la Vita Indipendente), hanno partecipato alla presentazione di Roma del Progetto “RISEWISE” (al centro in primo piano)

È decisamente di buon auspicio che proprio negli stessi giorni in cui ilCoordinamento del Gruppo Donne UILDM(Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) ha ampiamente evidenziatosu queste pagine come «alle questioni legate alla condizione delle donne con disabilità, il nostro Paese non sembri proprio prestare molta attenzione», sia stato presentato a Roma, alla presenza dei vari responsabili e interlocutori coinvolti, un importante progetto scientifico quadriennale promosso dall’Università di Genova e denominato RISEWISE (RISE Women with Disabilities in Social Engagement, ovvero, più o meno, “Portare le donne con disabilità verso l’inclusione sociale”).
«Questa – spiega la responsabile scientifica Cinzia Leone – è un’iniziativa all’avanguardia, per quanto riguarda donne, ricerca e disabilità, un’occasione importante per l’Università e anche per la sottoscritta, di fare ricerca e aiutare in un campo dove c’è tanto bisogno e molto disinteresse. Le donne e i ricercatori coinvolti nell’attività di studio – anche uomini – faranno visite presso le Università e le Piccole e Medie Imprese che partecipano al progetto tra Italia, Austria, Svezia, Spagna e Portogallo, implementando buone prassi e apprortando possibili migliorie per la loro vita sociale, lavorativa e familiare».

Con RISEWISE, in sostanza, si intende rispondere a un quesito fondamentale, cercando soluzioni positive a interrogativi ancora aperti: «Può una donna con disabilità essere indipendente e avere le stesse possibilità di un uomo?».
Questo progetto mai sperimentato prima e finanziato con circa 2 milioni di euro di fondi europei, nell’àmbito del programma continentale Horizon 2020, è una vera e propria «sfida alla società contemporanea – prosegue Leone – allo scopo di cambiare le pratiche di inclusione sociale e rendere disponibile anche alle donne con disabilità una “vita normale”, fatta di lavoro, istruzione e famiglia. Perché tra i tanti fattori che rendono difficile l’integrazione, la disabilità è quello trasversale più radicato e persistente. Dal momento poi che gli studi medici, sociali e antropologici sulla disabilità in maniera organica sono relativamente recenti e molto spesso non fanno distinzione precisa di genere, uno degli scopi fondamentali di RISEWISE è anche quello di sviluppare nuove competenze in grado di migliorare l’integrazione sociale e in generale la vita delle donne con disabilità, secondo una prospettiva di genere che promuova un pieno godimento dei diritti e dell’uguaglianza di ogni persona, nel rispetto della differenza».

«Purtroppo – ricorda poi la docente dell’Ateneo genovese – ancora agli inizi degli Anni Novanta il corpo femminile è stato preso in considerazione solo se in condizioni di salute ottimali. Nel 1991, ad esempio, la sociologa femminista canadese Sharon Dale Stonescriveva nella monografia Femminismo e Corpo: “Nessuna malattia, nessuna imperfezione potrebbe essere accettata se la donna non può nasconderle o annullarle […]. Nella nostra cultura, le donne imparano che il loro valore risiede nell’attrattiva del loro corpo. Un corpo non attraente, malato, disabile, vecchio deve essere emarginato”. E ancora, la disabilità è stata ed è spesso considerata come un problema di salute individuale da risolvere con cure mediche, ma qualora l’intervento medico non abbia successo, devono essere previsti un’alternativa e un approccio diverso per permettere inclusione e occupazione. Secondo infatti il “modello sociale” introdotto da Paul Hunt, fondatore dello studio critico sulla disabilità, i vecchi stereotipi dei portatori di handicap, visti come “dipendenti, passivi, inferiori e malati”, vanno superati, insieme agli standard errati in base ai quali la società decide chi è abile e chi no. Le persone con disabilità devono quindi diventare protagoniste attive delle scelte che le riguardano e della vita sociale. Non è infatti il modello medico quello che dev’essere adottato, ma è il valore sociale di ogni persona a dover essere preso in considerazione. Il tutto in presenza di cifre non certo trascurabili, in quanto, lo ricordiamo, secondo i dati Istat e Censis del 2015, le persone con disabilità nel nostro Paese sono fra i 3 e i 4 milioni (tra il 5% e il 6,7% dell’intera popolazione), mentre i dati sulle sole donne con disabilità risalgono al 2008, quando erano stimate essere circa un milione e 700.000».

Partendo dunque da questi presupposti, RISEWISE si caratterizzerà come un progetto scientifico nato per affrontare ogni aspetto della disabilità attraverso un approccio olistico interdisciplinare: sociologia, psicologia, informatica, diritto, ingegneria e politica, con riferimento al quadro normativo esistente e al sostegno delle attuali tecnologie assistive, saranno infatti i vari àmbiti coinvolti. E l’obiettivo sarà segnatamente anche quello diinfluenzare la politica pubblica verso le donne e le donne con disabilità. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Medea Garrone (addetta stampa diRISEWISE), mede.garrone77@gmail.com.

Il Progetto RISEWISE (RISE Women with Disabilities in Social Engagement)
Aspetti oggetto di analisi
° Analisi delle barriere che affrontano le donne con disabilità nella vita di tutti i giorni.
° Ricerca di una nuova metodologia per l’integrazione nei diversi ambienti di vita (casa, lavoro, società, istruzione, assistenza sanitaria, intrattenimento).
° Individuazione delle migliori pratiche per un nuovo approccio alla disabilità e per diffondere i risultati anche attraverso i responsabili delle politiche sociali (a livello locale e comunitario).
° Pianificazione delle attività di sensibilizzazione e formazione delle persone attraverso lo scambio di personale e la condivisione di conoscenze ed esperienze.
° Promozione dei risultati e loro attuazione nel prossimo futuro in Europa, fissando collaborazioni e obiettivi a lungo termine.

Approccio metodologico
Aspetto molto importante è che la ricerca sarà effettuata da parte di persone che sono indistacco intersettoriale presso Istituzioni di altri Paesi. E queste saranno per la maggior parte donne con disabilità che lavorano nelle Istituzioni partner. La diversità di culture, lingue e condizioni socio-economiche sarà un elemento molto utile per fare un confronto metodologico e condividere le esperienze al fine di giungere all’applicazione dei nuove pratiche inclusive.
L’aspetto innovativo di RISEWISE consiste proprio nella partecipazione attiva delle donne con disabilità insieme agli scienziati e al personale coinvolti. Le persone che si sposteranno agiranno in qualità di osservatori e porteranno loro conoscenze ed esperienze. La metodologia prevede mezzi per documentare le osservazioni in modo sistematico, e la condivisione di queste osservazioni in un archivio comune.

Fasi progettuali
1. La formazione, che sarà effettuata a più livelli per facilitare le attività durante distacchi. L’esperienza collettiva in forma di un insieme di metodi per l’integrazione.
2. I casi di studio: per migliorare la conoscenza e la definizione di buone pratiche, ma anche per una politica consolidata da attuare nella società, al fine di potenziare la vita delle donne con disabilità.
3. Una rete di collaborazione, che permetterà ad ogni partecipante di contribuire alla valorizzazione degli altri in modo diretto ed efficace.
4. La promozione del progetto rappresenterà uno strumento immediato, ma anche di lunga durata, per promuovere la condivisione delle conoscenze e la sostenibilità dei risultati.
5. Le attività di sensibilizzazione e diffusione: tutti i partner saranno impegnati nel coinvolgimento del pubblico

Ricadute positive
° Le donne con disabilità
 avranno l’opportunità di lavorare in un altro ambiente, in altri Paesi e settori, saranno considerate come i colleghi maschi. Vedranno realizzarsi il loro potenziale. Potranno anche imparare dalla metodologia per osservare, riferire, analizzare e implementare nuovi metodi per la ricerca sociale e per l’integrazione e l’inclusione. Questa esperienza aprirà nuove opportunità per lo sviluppo della carriera, non solo per le nuove conoscenze acquisite, ma anche perché dimostrerà che sono in grado di essere protagoniste nella ricerca e nell’innovazione in un contesto internazionale e multisettoriale.
° I ricercatori potranno confrontarsi con una nuova metodologia, che integra diversi metodi e ha nuove prospettive di attuazione. Avranno l’opportunità di lavorare su due livelli, quello individuale, grazie al periodo di distaccamento, e quello collettivo, grazie all’analisi e al consolidamento di conoscenze ed esperienze, acquisendo nuove abilità sull’applicazione dei metodi di ricerca sociale e di integrazione, su base multiculturale.
° Gli specialisti di assistenza sanitaria, che di solito si concentrano sul singolo caso per il trattamento, godranno di una prospettiva più ampia. La loro collaborazione sarà fondamentale per l’identificazione di nuovi metodi e tecniche per lo sviluppo di progetti futuri. La loro integrazione in team multidisciplinari sarà un’opportunità per migliorare la loro carriera.
° I ricercatori e gli ingegneri ICT [tecnologia e comunicazione, N.d.R.] avranno la possibilità di interagire meglio con le donne con disabilità, comprendendone di più i bisogni e potendo così sviluppare in modo mirato le tecnologie di assistenza.
° Gli assistenti sociali e i politici avranno l’occasione per definire obiettivi chiari, stabilendo le priorità dei bisogni della collettività, e una migliore conoscenza delle soluzioni esistenti realizzabili. Questo permetterà di offrire proposte concrete e piani d’azione per lo sviluppo nelle loro organizzazioni. Individualmente, il patrimonio acquisito attraverso la condivisione delle conoscenze li arricchirà con nuovi metodi e competenze.(M.G.)

SUPERANDO.IT

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SEZ. VARIE NEWS Facebook vuole curare le malattie con tecnologia e intelligenza artificiale

24 Settembre 2016, 13:36pm

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. VARIE NEWS Facebook vuole curare le malattie con tecnologia e intelligenza artificiale
SEZ. VARIE NEWS Facebook vuole curare le malattie con tecnologia e intelligenza artificiale

INSERITO DA MORENA MOTTA Sul piatto ci sono tre miliardi di dollari, da investire nei prossimi dieci anni, per aiutare scienziati e ricercatori a sviluppare nuovi strumenti per trattare le patologie più diffuse, tra cui infarto, cancro, infezioni e disturbi neurologici. «Saremo in grado di curare, prevenire o gestire ogni tipo di malattia entro la fine del secolo?». È la domanda provocatoria che Mark Zuckerberg ha posto alla platea dell’università della California. E, per rispondere, ha raccontato il nuovo progetto della «Chan Zuckerberg Initiative» con cui il fondatore di Facebook - e consorte - intendono dare un contributo per migliorare la qualità della vita della popolazione mondiale. Con la tecnologia e l’intelligenza artificiale. Li precede di pochi giorni - con un’idea che ha lo stesso obiettivo - Microsoft.

Il corpo umano come un computer. La società di Redmond si concentrerà sulla ricerca contro il cancro. L’ambizione è riuscire a trovare una cura entro i prossimi dieci anni, destinando un’unità di «computazione biologica» alla ricerca. Come? Trattando la patologia come un virus informatico, che invade e corrompe le cellule del corpo. Così basterà riprogrammare i «file» infettati perché guariscano. «I complessi processi che controllano la riproduzione delle cellule hanno molte similarità con quelli all’interno di un computer standard» ha detto Chris Bishop, a capo del laboratorio di ricerca di Microsoft a Cambridge. Quindi, di conseguenza, la stessa macchina potrebbe potenzialmente comprendere il comportamento delle cellule e quindi curarle in caso di «danneggiamento».

La tecnologia a servizio della scienza. Il progetto di Zuckerberg ha un respiro più ampio e coinvolge ogni tipo di nuova tecnologia: «In tutta la storia della scienza, la maggior parte delle rivoluzioni sono state precedute da nuovi strumenti e tecnologie che permettevano di guardare le cose da una nuova prospettiva. Il telescopio ci ha aiutato a comprendere l’astronomia e l’universo, il microscopio ci ha fatto scoprire le cellule e i batteri e quindi sviluppare trattamenti per le malattie infettive, mentre la mappatura del dna ha contribuito alla lotta contro il cancro». Così l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare nella cura dei disturbi neurologici. Gli algoritmi di apprendimento automatico sarebbero utili per analizzare i genomi tumorali e i chip per monitorare i flussi sanguigni e diagnosticare le malattie più velocemente. II fondatore di Facebook e la moglie decidono di creare la «Chan Zuckerberg Initiative» nel 2015, poco dopo la nascita della loro prima figlia Max. Alla causa hanno destinato il 99% delle azioni del social network, valutate 45 miliardi di dollari.

FONTE di Michela Rovelli CORRIERE DELLA SERA

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