Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Qui Caserta Caserta. E' un bollettino che fa di nuovo tremare, quello diramato oggi dall'Asl di Caserta. Ben 574 casi positivi distribuiti in privincia e due decessi, rispettivamente a Maddaloni e Castel Morrone. 4633 le persone in isolamento domiciliare, compreso i ricoveri ospedalieri. Le situazioni più critiche a Castel Volturno, Caserta città, Aversa, Maddaloni, San Nicola la Strada, Casagiove, San Felice a Cancello, Teverola e Santa Maria Capua Vetere. In molti comuni sono stati annullati gli eventi natalizi alla luce della grave situazione in atto. E sono proprio i sindaci a lanciare un nuovo, pressante appello alla prudenza in queste giornate di festa. Evitare assembramenti e raduni nelle case. L'appello è rivolto ai giovani ma anche agli adulti. Si seguono con attenzione alcuni focolai che hanno interessato i bambini nelle scuole. di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tifo violento Torre del Greco. Nell’ambito dei servizi predisposti per l’ordine e la sicurezza pubblica in occasione dell’incontro di calcio Turris-Taranto, al termine della partita, mentre gli agenti del IV reparto mobile e del commissariato di Torre del Greco scortavano alcuni mezzi dei tifosi tarantini in direzione del casello autostradale di Torre del Greco, sono stati attaccati in piazza Martiri d’Africa con bottiglie, pietre e bastoni da un gruppo di tifosi locali travisati con passamontagna e armati di bastoni, intenzionati a venire a contatto con i tifosi ospiti. Gli operatori hanno raggiunto gli aggressori che hanno opposto una viva resistenza con mazze, caschi e cinghie, bloccandone due. Sette poliziotti hanno riportato contusioni. Due 35enni torresi con precedenti di polizia, sono stati arrestati per resistenza, violenza, lesioni a pubblico ufficiale e violazione della legge 401/89 (partecipazione attiva ed episodi di violenza durante una manifestazione sportiva). Inoltre, sono stati sequestrati due bastoni, uno di legno e uno di ferro, lunghi circa 50 e 25 cm, un casco integrale e un piattello in acciaio. di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Salerno. In queste ore si susseguono nel salernitano gli appelli dei sindaci alla prudenza e al rispetto delle ordinanze regionali. E mentre gli uffici di Palazzo di Città a Salerno domani resteranno chiusi per consentire le operazioni di sanificazione degli ambienti dopo la riscontrata positività di alcuni dipendenti, il primo cittadino Vincenzo Napoli tranquillizza la popolazione: “La situazione di Salerno città è di circa 30 contagi al giorno. E' abbastanza sotto controllo. Stiamo avendo inoltre un buon successo per la campagna vaccinale. Inoltre stiamo rinforzando i controlli e monitorando ora per ora quanto sta succedendo, poi ci regoleremo su eventuali nuove restrizioni”. Proprio in queste ore la fascia tricolore ha varato un'ordinanza che chiude la vigilia di Natale e quella di Capodanno la Villa Comunale per evitare situazioni di assembramento. Le scorse domeniche moltissimi tra cittadini e turisti si sono infatti accalcati nei giardini del centro cittadino per visitare le istallazioni di Luci D'Artista, rendendo necessario la regolamentazione in ingressi contingentati per cercare di frenare il caos. Il sindaco Napoli non esclude possano rendersi necessari altri accorgimenti per mantenere una situazione di sicurezza in città. di Sara Botte OTTOPAGINE
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA L'ultimo bollettino diramato dall'Unità di Crisi della Regione Campania sulla situazione epidemiologica da Covid-19 attesta che i positivi in data 23 dicembre 2021 sono stati 3599 rispetto agli 1067del 23 dicembre 2020. Per quanto riguarda i posti letto: Terapia intensiva 31, contro i 107 dell'anno precedente, degenza 463, contro i 1513 dell'anno precedente. I test effettuati sono stati 58660, molti di più rispetto ai 18426 che venivano effettuati lo stesso giorno nel 2020, motivo per cui, sono stati registrati più casi positivi. Un altro dato interessante riguarda i decessi: ancora 7 morti registrati nelle ultime 48 ore, che l'anno scorso nello stesso arco temporale sono stati però 19. La diminuzione dei casi di decessi indica che la somministrazione vaccinale ci protegge dal contrarre una forma grave del virus. di Martina Barca OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA ULTIM'ORA: spunta uno strano fenomeno che sconvolgerà l'inverno 2021-22 con conseguenze importanti sul fronte meteo anche per l'Italia.
Facciamo dunque il punto per capire di cosa si tratta, in modo da far chiarezza e ipotizzare una proiezione generale su precipitazioni e temperature sulla base degli ultimi aggiornamenti.
Sarà un inverno piuttosto anomalo con un'alternanza tra fasi umide e nemmeno troppo fredde con perturbazioni in discesa dall'Atlantico e periodi invece decisamente più gelidi a causa causa dell'arrivo di masse d'aria dal Polo Nord.
Una delle cause di queste anomalie è da ricercarsi lontano dal Vecchio Continente e più precisamente nella zona dell'Oceano Pacifico. Ormai da qualche settimana viene confermata la presenza della Niña.
Questo particolare fenomeno indica, sostanzialmente, un raffreddamento della temperatura delle acque superficiali dell'Oceano Pacifico centrale e orientale che, di frequente, influenza il clima del nostro Pianeta, con diversi riflessi anche in Europa e in Italia. Come possiamo osservare nella mappa sottostante, l'ultimo rilevamento della temperatura superficiale delle acque dell'Oceano Pacifico (dicembre 2021) la indicava inferiore di circa -1°C rispetto alla media e nei prossimi mesi la tendenza dovrebbe essere per un ulteriore ribasso (-1,4°C).
E' ipotizzabile che la presenza della Niña possa incrementare l'ingresso di numerose perturbazioni in discesa dall'Atlantico le quali non troverebbero alcun ostacolo da parte di un'alta pressione che potrebbe invece rifugiarsi sul Nord Africa. La prima parte dell'inverno, se ciò venisse confermato, sarebbe piuttosto piovosa sul comparto centro-settentrionale europeo, con effetti anche sull'Italia con rischio di ondate di maltempo da non sottovalutare, un po' come già accaduto nelle ultime settimane.
Attenzione però, la Niña scombussolerà anche il comportamento del Vortice Polare. Quest'ultimo si configura come una vasta zona di bassa pressione che staziona in maniera quasi permanente (da settembre a maggio) sopra il Polo Nord e al cui interno è racchiusa tutta l'aria fredda che si produce continuamente sulla calotta artica e che trova il suo sfogo attraverso i centri depressionari diretti verso Sud, quindi fin sul Mediterraneo (e, naturalmente, anche sull'Italia), provocando maltempo e un drastico calo delle temperature nel giro di pochissimi giorni. L'effetto che potrebbe destabilizzare il Vortice Polare prende il nome di Stratwarming, con questo termine, in meteorologia, si fa riferimento ad un anomalo e intenso riscaldamento della stratosfera terrestre, proprio sopra la regione artica, nell'ordine anche di 30°C nel giro di pochissimi giorni. Tale riscaldamento, una volta attivatosi, tende gradualmente ad espandersi verso l'alta troposfera, con ripercussioni sul Vortice Polare: il settore immediatamente inferiore, infatti, viene costretto a deformarsi (dislocazione del vortice polare) o addirittura a dividersi in 2-3 minimi distinti (si parla in questo caso di SPLIT del vortice polare), i quali poi viaggiano in parte verso le medie latitudini, provocando ondate di freddo fin nel cuore del Vecchio Continente e fin sul nostro Paese.
Da ricordare, per esempio, la storica ondata di fredda del 1985, così come quelle del 1929, del 1956 e del 1963, legate proprio ad un riscaldamento stratosferico di questo genere. Per questo motivo, specie tra gennaio e febbraio non sono da escludere dei veri e propri blitz gelidi con nevicate nelle principali città e addirittura fin sulle coste.
Raffreddamento delle acque superficiali dell'oceano Pacifico
A CURA DI MIKI PAPPACODA La neve a Natale? Un sogno per tanti bambini, ma anche per molti adulti. Anche chi non è un amante del freddo e della neve dovrà ammettere che l'atmosfera di un bianco Nataleè davvero qualcosa dimagicoe che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita. Ciò, ovviamente, tenendo nel dovuto conto i disagi che può provocare un manto nevoso, soprattutto per gli spostamenti delle molte persone che lavorano anche (e soprattutto) il 25 dicembre. Ebbene quest'anno potrebbe arrivare un bel carico proprio sulle feste natalizie.Facciamo il punto della situazione analizzando poi le previsioni aggiornate per individuare lezone colpite, le quote e gli accumuli previsti.
Partiamo col dire che sul fronte meteo la neve in pianura tra la Vigilia e Santo Stefano non è mai stato un evento molto frequente in Italia. Bisogna tornare indietro alNatale del 2000per una nevicata diffusa al Nord Ovest con 15/20 cm anche aMilanoeTorino. Nel 1996 la neve aveva fatto visita alle regioni adriatiche seppur un po' ritardo: tra il26 e il 27 Dicembre, grazie all'ingresso di gelidi venti di Burian, la neve cadde abbondante in collina e raggiunse anche tutte le coste e le principali città come Pescara e Bari.
Andando ancora più indietro nel tempo, un altro caso di Natale con freddo e neve si è verificato nelDicembre 1986, quando la nostra Penisola è stata investita da un'irruzione di aria gelida (-10°C a 850 hPa) proprio la Vigilia. Il 25 nevicò a Pescara, Campobasso e Potenza con circa 20 cm di accumulo. Tra Natale e Santo Stefano nevicò anche a Bari, Brindisi, Gioia del Colle, Lecce e in Sardegna a Olbia e Cagliari.
ERoma?La neve nella capitale è un evento di per sé già poco probabile, il giorno di Natale diventa più unico che raro. Tuttavia nel1940durante la notte della Vigilia nella capitale è caduto nevischio misto a pioggia e poi ancora neve a fiocchi il giorno 25 con accumulo di 4 cm; un evento simile è successo anche nel 1962 con un accumulo di 4 cm il giorno di Santo Stefano.
Ma veniamo all'attualità! Quest'anno la neve potrebbe tornare a farsi vedere proprio in concomitanza dellefeste natalizie, sia pure non in pianura. L'ultimo aggiornamento ha infatti confermato il rischio di nevicate su tutto l'arco alpino e su parte degli appennini centro-settentrionali.
Una bella notizia soprattutto per gli amanti della montagna e degli sport invernali che potranno così assaporare la magia di unbianco Nataleimmersi nella straordinaria natura che contraddistingue le nostre montagne. In particolare nel corso della giornata diSanto Stefanopotranno tornare lenevicate sulle montagne del Centro, a partire dai1400/1500 metri di quota, imbiancando con oltre 30 cm di accumulo località comeTerminillo(RI) eCampo Imperatore(AQ). Lunedì 27sarà invece la volta dell'arco alpino dove, grazie ad unanuova perturbazione atlantica sospinta da correnti più fredde in quota, torneranno i fiocchi di neve fin verso i 1000 metri di quota specie su Valle d'Aosta, alto Piemonte, Lombardia e Dolomiti con circa 10/15 cm di manto bianco aBreuil Cervinia(AO),Livigno(SO),Foppolo(BG),Passo del Tonale(BS),Madonna di Campiglio(TN) eCortina d'Ampezzo(BL).
Possibili nevicate attese nel corso delle feste natalizie
INSERITO DA MIKI PAPPACODA E' arrivata la conferma:sarà un weekend di Natale e Santo Stefano compromesso dal maltempo. Come anticipato nei giorni scorsi, il meteo delle prossimefeste nataliziesarà influenzato daperturbazioni in serie provenienti dall'oceano Atlanticoche investiranno l'Italia già a partire dallaVigilia, portando tantapioggia, temporaliepure la neve copiosa sulle nostre montagne.
Ma attenzione, non sarà così proprio per tutti, ci sarannosorprese, in quanto su alcuni angoli del nostro Paese ci sarà spazio anche per delle occhiate di sole.
Ma andiamo con ordine per capire meglio cosa aspettarci, analizzando tutti i dettagli degli ultimi aggiornamenti che ci sono appena giunti.
Per poter capire bene che tempo ci aspetta per lefeste di Nataledobbiamo allargare il nostro sguardofino ad arrivare in pienooceano Atlanticodove salta all'occhio unavasta area depressionariaposizionata tra le Isole Britanniche e l'Islanda. Si tratta, in sostanza, di una vera e propriamacchina delle perturbazioni,un po'quello che accade generalmente durante la stagione autunnale, pronta a sfornare tempeste che poi impattano sull'Europa occidentale.
Ebbene,già dal giorno della Vigilia,Venerdì 24 Dicembre un primo impulso instabile raggiungerà il nostro Paeseprovocando ungenerale aumento delle nubisu gran parte del Nord e su alcuni settori del Centro, con il rischio anche diprecipitazionispecie sullaLiguriae sull'alta Toscana. Locali piovaschi attesi anche tra Lazio e Campania.Col passare delle ore alcune piogge potranno estendersianche al bassoPiemonte, allaLombardia, all'Emilia Romagnae, infine, alVeneto.
Questa perturbazione atlantica è destinata ad insistere anche nel giorno di Natale,Sabato 25 Dicembre su buona parte del Centro-Nord. Le precipitazioni più intense, anche a carattere di rovescio temporalesco, sono attese sullaLiguria di Levanteesulversante tirrenico fino alla Campania(occhio in particolare traToscanaeLazio). Durante la giornata saranno possibili delle piogge anche suEmilia Romagna,VenetoeFriuli Venezia Giulia. Maggiorispazi soleggiatiinfine al Nordovest, buona parte dell'arco alpino e all'estremo Sud ed Isole Maggiori dove, grazie ai venti miti dai quadranti meridionali, letemperaturemassime saliranno fin verso i 18°C specie su Sicilia e Sardegna e Calabria.
Arriviamo così alla giornata diSanto Stefano,Domenica 26 Dicembre, quando è atteso l'arrivo di unaseconda perturbazioneche già dalle prime luci del giorno porterà nuovepioggealNordest, in Lombardia e in estensione poi a tutte le regioni del Centro dove potranno verificarsi temporali anche di forte intensità con locali grandinate.
Torneranno anche lenevicatesugli Appennini a partire dai 1500/1600 metri di quota. Questo secondo fronte perturbato sarà in grado di raggiungere anche parte del Sud, segnatamente laCampania, poi in misura minore anche laBasilicatae laPuglia.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In un anno incredibile come il 2021, non è stato facile trovare momenti negativi del nostro amato sport azzurro. Dominano le immagini dei Giochi di Tokyo, l'abbraccio tra Marcell Jacobs, l'uomo più veloce del mondo, e Gianmarco Tamberi, l'uomo che salta più in alto nel mondo. E ancora le 40 medaglie vinte, record per l'Italia, seguite dai 69 meravigliosi podi delle Paralimpiadi. Mentre l'Italia di Mancini ci faceva rivivere le notti magiche, conquistando gli Europei e facendo impazzire di gioia il Paese.
In un anno così sembra che niente possa andare davvero storto, se si pensa alle vittorie nello sci, agli Europei di volley, al boom del tennis italiano con Berrettini e Sinner, alla Roubaix di Colbrelli e a tutte gli altri successi mondiali delle due ruote. Per questo 2021 basterebbero pagelle dal 10 al 6, si potrebbe pensare. Non è così e va ricordato, anche se i pochi flop stridono con le magie dello sport italiano. Ma il rugby che sa solo perdere, il pugilato maschile scomparso, la scherma azzurra che non sa più vincere, proprio come le Ferrari, stanno lì a ricordarci che si può e si deve ancora migliorare. Lo sport italiano ha trainato il Paese nel 2021, può farlo ancora meglio nell'anno che sta arrivando.
10 L'ITALIA OLIMPICA E PARALIMPICA
Ci siamo stropicciati gli occhi per i 10 ori e le 40 medaglie olimpiche di Tokyo. Jacobs e Tamberi le gemme indimenticabili, come il loro abbraccio, quei famosi 10 minuti di pazza gioia dell’indimenticabile 1 agosto 2021. Poi le Paralimpiadi di settembre e le 3 meravigliose azzurre prime nei 100 metri (Sabatini, Caironi, Contraffatto) simbolo della gigantesca Italia delle 69 medaglie. Siamo una potenza dello sport, abbiamo trainato il Paese, lo dice anche Draghi. Cosa desiderare di più?
9 BERRETTINI, SINNER, LA VALANGA ROSA
Stupiamoci, il tennis italiano è diventato grande. Non accadeva dai tempi di Panatta, cioè più di 40 anni fa. Matteo Berrettini primo azzurro ad arrivare in finale a Wimbledon, Jannik SInner esploso nell’Atp Tour con una marea di tornei vinti e tutti e due al Masters italiano di Torino e nei top ten mondiali. Stesso super voto alla Valanga Rosa con Sofia Goggia, Federica Brignone e Marta Bassino vincenti come mai in Coppa del mondo. E a febbraio le Olimpiadi cinesi.
8 L'INTER TRICOLORE
Antonio Conte lo aveva promesso, soprattutto a se stesso: rompere l’egemonia della Juve, che proprio con lui aveva iniziato la lunga saga di nove titoli consecutivi (altri 4 con Allegri e uno con Sarri). L’ex ct ha riportato lo scudetto a Milano, sponda Inter, per poi andarsene in rottura con il club. Al suo posto Inzaghi. E i nerazzurri hanno imparato a meraviglia il ballo del Simone: record di punti, di vittorie. E finalmente agli ottavi di Champions, obiettivo fallito prima da Spalletti e poi da Conte. L’obiettivo ora è la seconda stella.
7,5 GANNA, BALSAMO E IL CICLISMO AZZURRO
Lo chiamano Top Ganna, giocando sul titolo del famoso film Top Gun. Mai soprannome è stato più giusto: Filippo Ganna in 2 mesi ha vinto l’oro olimpico su pista (inseguimento a squadre) e l’oro mondiale a cronometro su strada. L’Italia non ha mai avuto un ciclista così forte. Nel femminile il titolo mondiale di Elisa Balsamo la ciliegina sulla torta, insieme con la magica Roubaix di Colbrelli. Basta così? Per nulla. L’Italia nel 2021 ha vinto 98 medaglie internazionali. Mostruoso.
7 L'ITALIA DI MANCINI
La Nazionale sul tetto d’Europa 53 anni dopo Roma 1968. Tutta l’Italia impazzisce domenica 11 luglio quasi allo scoccare della mezzanotte, quando Donnarumma para il rigore decisivo all’inglese Saka: voto 10. Ma una volta finita la magica estate, ecco l’autunno che non ti aspetti e i due rigori falliti (andata e ritorno) da Jorginho con la Svizzera, spediscono gli azzurri alla ruolette russa degli spareggi per approdare al Mondiale in Qatar. Come quattro anni fa, anzi peggio: voto 4. La media fa 7.
6,5 LA ROMA DI MOU, LA LAZIO DI SARRI, L'OLIMPIA DI BASKET
Hanno avuto coraggio e il calore e la passione dei tifosi e, in parte, i risultati, confortano: la Roma ha scelto Josè Mourinho e la Lazio ha voluto Maurizio Sarri, due grandi allenatori ai quali bisognerà costruire, anno dopo anno, grandi squadre. Il coraggio premia sempre. Un buon voto anche all’Olimpia Milano di basket: terza in Europa e seconda in Italia dopo aver dominato. È un grande club, speriamo impari presto a vincere davvero.
5 DONNARUMMA, LUKAKU E LA FERRARI
Gigio, l’eroe dell’Europeo. Lui, nato nel Milan, ha deciso di andare a Parigi: tanti milioni. Ma Donnarumma ora è un ricco giocatore infelice, visti i continui litigi con Navas che resta il portiere titolare per i parigini. E che dire di Lukaku? Scudetto con l’Inter, baci e abbracci, poi la fuga in una notte di mezza estate verso il Chelsea. Mah... Ferrari chi? C’era una volta il West e pure il Cavallino Rampante, divenuto lumaca demoralizzante.
4 LA JUVE DI AGNELLI
Prima la brutta figura della Superlega svanita in una notte, poi il fallimento della scelta di Pirlo. Un’estate tormentata, culminata con la cessione di CR7 a fine agosto, con il portoghese fuggito alla corte dello United. Poi il caso Suarez, con l’esame farsa di italiano a Perugia. Quindi i conti in rosso e lo scandalo plusvalenze, per un autunno bollente. Allegri sta provando a riportarla su in Champions e in campionato. Una sfida in salita.
3 LE NAZIONALI DI SCHERMA
Cinque medaglie, tre d’argento e due di bronzo: sembra un bel bottino, invece è un flop. Nessun oro per la scherma italiana alle Olimpiadi, non accadeva da mezzo secolo. Un movimento da sempre vanto dell’Italia, ora si ritrova a navigare tra polemiche interne e veleni. Ora bisogna ricostruire per arrivare a Parigi 2024 con una nuova generazione di campioni dopo Montano, Vezzali, Di Francisca, Errigo e mille altri.
2 IL RUGBY ITALIANO
Con il 52-10 in Scozia l’Italia del ct Crowley ha chiuso il suo Sei Nazioni 2021 con l’11° “cucchiaio di legno” nel torneo, il sesto di fila, ma soprattutto 5 ko di seguito che fanno 32 di fila. L’ultima vittoria ormai nel 2015. Orfano anche del grande senatore Parisse, il gruppo è giovane e può soltanto crescere, ma intanto la crisi di risultati continua. E c’è sempre meno pubblico negli stadi.
1 IL PUGILATO DEI DILETTANTI
Il dato ci ha fatto arrossire, anche se è stato un anno magico. Il pugilato azzurro al maschile non ha portato nemmeno un atleta ai Giochi di Tokyo. Una vergogna, uno zero che in passato non ci aveva mai punito così duramente. Nemmeno il grande Clemente Russo ci ha salvato. Per l’Italia c’è davvero il rischio di scomparire anche a Parigi 2024.
0 MASSIMO FERRERO, PRESIDENTE SAMP
È stato arrestato il 6 dicembre per bancarotta fraudolenta. Massimo Ferrero, il presidente istrione della Samp, ha fatto ripiombare il calcio nostrano in un periodo buio che ricorda gli scandali di calciopoli. A leggere le accuse dei pm, credere nell’innocenza di Ferrero diventa impresa dura. Da ieri è agli arresti domiciliari, contro il volere della Procura di Catanzaro. La Samp sbanda, i tifosi tremano, Quagliarella sul viale del tramonto. Chi penserà al futuro blucerchiato? MARCO LOBASSO LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’anno che verrà. Una stagione griffata Ferrari. Solita serata natalizia in quel di Maranello. Questa volta senza tortellini perché il virus cattivo consiglia di mantenersi a “distanza”. A fare gli onori di casa un sereno Mattia Binotto con il maglione un po’ alla Marchionne, l’uomo che ha portato il Cavallino a sfrecciare nell’iperspazio della finanza globale. Il Team Principal ormai è diventato uno “stile” in F1. Almeno quanto l’asso pigliatutto Toto Wolff e il gelido sanguigno Chistian Horner, l’uomo che tira coltelli se qualcuno si avvicina a Verstappen quando è fuori dalla macchina. Il Circus di oggi è anche questo. Oltre che fra piloti, c’è una battaglia di manager, ciascuno dei quali cerca di imporre la propria personalità. Mattia ha affermato il suo format. Un imprinting nuovo sulla scena della velocità, molto apprezzato da tutti, dai tifosi ai media. Ingegnere super competente, scovato dal precedente presidente vero cacciatore di talenti, il tecnico di origini svizzere si è preso sulle spalle tutta la Scuderia in un periodo non facile, con il target obbligato di tornare a vincere. Come la vede il Capo adesso che non si può più sbagliare? Non abbasserete gli obiettivi proprio ora? «Nessuno pensa ad un’ipotesi del genere. Andiamo avanti secondo il nostro programma, consapevoli che in F1 è difficile recuperare lo svantaggio. Con il cambio dei regolamento dobbiamo tornare a vincere. Non c’è dubbio su questo. Tutti noi sappiamo che non verranno più tollerate stagioni senza arrivare in cima al podio. Diverso però è avere la certezza di conquistare subito il Mondiale. Ci sono squadre incredibilmente forti, preparate e strutturate in tutte le aree. Ed altre che potrebbero emergere con il nuovo scenario, le monoposto ad effetto suolo e gli pneumatici da 18 pollici. Nessuno può avere la certezza di ipotecare il Titolo prima di avere il responso della pista e scoprire dove si trovano i rivali». Possiamo analizzare il Campionato che si è appena concluso? «Non siamo riusciti a vincere un GP, quindi la Ferrari non può essere soddisfatta. Però abbiamo chiuso in crescendo, centrato i nostri obiettivi iniziali ed, oltre a chiudere al terzo posto il Mondiale Costruttori, un nostro driver è stato il primo nella graduatoria Piloti dopo quelli della Mercedes e della Red Bull». Quindi la crescita prestazionale c’è stata? «Senza dubbio. Oltre che i risultati lo confermano i dati. Il distacco sul giro è diminuito, sia in prova che in gara. La SF21 è stata più guidabile e, soprattutto, disponeva di una buona power unit che è migliorata sul finale di stagione con una nuova parte ibrida. Nelle ultime gare il ritardo dalle vetture vincenti è tornato a salire». Come mai? L’operazione recupero si è bloccata? «No, è una tendenza generalizzata. Le prime due squadre sono state protagoniste di un autunno straordinario durante il quale Hamilton e Verstappen si sono contesi uno dei Campionati più entusiasmanti della storia. Anche senza introdurre novità di rilievo, Mercedes e Red Bull hanno messo in campo tutto quello che avevano, mentre gli altri pensavano al 2022». Cosa pensa dei suoi piloti? È soddisfatto? «Molto. Penso che siano una delle coppie migliori in circolazione ed hanno dimostrato di saper lavorare insieme. Ognuno ha spinto l’altro. Si sono pungolati senza mai arrivare al contatto ed hanno risposto sempre ai suggerimenti del muretto». Uno è stato migliore dell’altro? «Non credo si possa dire. Darei ad entrambi 8 in pagella, un voto più alto che alla macchina». Il punto forte di ciascuno? «Leclerc è un talento puro, ormai lo sappiamo. Sul giro secco ha pochi rivali. Riesce a tirare fuori tutto dalla monoposto sbagliando pochissimo. Ha fatto delle performance in prova che dimostrano il suo valore. In questa terza stagione a Maranello ha fatto passi avanti anche nella gestione della gara, soprattutto è migliorato nello sfruttamento delle gomme, un aspetto che fa la differenza». E Carlos? Ha sorpreso tutti, ha battuto Leclerc. «Non noi. L’abbiamo scelto per questo. Conoscevamo la sua affidabilità, ma eravamo certi anche della sua consistenza. Sainz ha avuto sempre compagni molto forti e si è fatto valere in ogni occasione. Ha corso con il nuovo Campione del Mondo Max ed anche con Norris. In prova ed in qualifica qualche sbavatura l’ha fatta. In gara, invece, è stato un cecchino a prescindere dai quattro podi e dal quinto posto finale. Ha portato a termine tutte e 22 le gare, arrivando per 20 volte a punti. Si è inserito al meglio nel team». Cosa ne pensa della confusione di Abu Dhabi? «È una vicenda complessa, parlarne non aiuta la situazione. Bisogna rasserenare gli animi e fare in modo che certe situazioni non capitino più. Noi abbiamo totale fiducia nella Federazione e il Consiglio Mondiale ha dato mandato di eliminare tutte le zone d’ombra». Il nuovo ceo, il dottor Vigna, fa sul serio. Nella parte produzione ha sostituito tre manager di prima linea. Ci saranno cambiamenti anche nella Gestione Sportiva? «Non credo». Novità sul ritorno di Jean Todt? Ha detto che verrebbe.GIORGIO URSICINO LEGGO.IT
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MILANO - È uscito dalla line ad produzione da pochi giorni il primo veicolo a idrogeno di serie di Peugeot ed è un e-Expert Hydrogen. Il marchio del Leone diventa così uno dei primi costruttori a proporre, oltre alle versioni termiche e 100% elettriche, una versione alimentata da una pila a combustibile a idrogeno nel segmento dei veicoli commerciali leggeri. La caratteristica principale del nuovo modello a idrogeno è l’integrazione dell’intero sistema ‘mid-power plug-in hydrogen fuel cell electric’ nel suo vano motore e nel sottoscocca. Il risultato è che nessun compromesso in termini di volume di carico è stato necessario, oltre ad un baricentro basso che garantisce stabilità e sicurezza.
«Con l’e-Expert Hydrogen- ha dichiarato Linda Jackson, CEO del marchio - Peugeot si pone all’avanguardia di una innovativa tecnologia a zero emissioni, particolarmente rilevante per il mercato dei veicoli commerciali leggeri: la tecnologia elettrica a idrogeno permette un uso quotidiano intensivo senza la necessità di effettuare una ricarica, un vantaggio decisivo per i professionisti che, in una sola giornata, devono percorrere centinaia di chilometri in autostrada e poi entrare in aree urbane soggette a limiti di emissioni.
La tecnologia dell’idrogenosviluppata da Stellantis e applicata al nostro e-Expert Hydrogen rende possibili questi utilizzi». Il primo cliente a ricevere il veicolo entro la fine delle vacanze di fine anno sarà Watea by Michelin, la giovane filiale dedicata alle soluzioni di mobilità verde del gruppo Michelin. L’avvio della produzione è avvenuto 15 mesi dopo l’avvio della commercializzazione, nel 2020, del modello e-Expert 100% elettrico, vincitore dell’International Van of The Year 2021 e sesto veicolo Peugeot a vincere questo premio dal 1992. L’e-Expert Hydrogen è basato proprio sul ‘collegà 100% elettrico ed è inizialmente prodotto in Francia, nel sito di Hordain e poi trasformato in Germania a Russelsheim, nelle linee di produzione del centro specializzato di Stellantis dedicato alla tecnologia dell’idrogeno.LEGGO.IT