Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Corte d’Appello di Salerno ha condannato l’ASL di Salerno a risarcire la somma di 450 mila euro agli eredi di una donna, morta a seguito del contagio da epatite C conseguente alla somministrazione di una trasfusione infetta, avvenuta nel 1983 presso l’ospedale di Salerno San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona. Si tratta di una vicenda risalente agli anni ’80 allorquando, in alcuni casi, vennero effettuate trasfusioni provenienti da sacche di sangue i cui donatori non erano stati testati in maniera approfondita. Le conseguenze fisiche, tuttavia, sono emerse solo dopo svariati anni, essendo danni cosiddetti lungo-latenti, quando i pazienti, purtroppo, hanno scoperto di essere ammalati di HCV o HIV. L’avv. Pasquale Berna, del foro di Nocera Inferiore ed esperto in colpa medica, che ha difeso la donna danneggiata e, dopo la sua morte, i suoi eredi, ci spiega la particolarità di tale pronuncia: “in questo tipo di cause, nella stragrande maggioranza dei casi, viene condannato il Ministero della Sanità per non avere adottato le misure idonee a prevenire ed impedire la trasmissione di malattie mediante il sangue infetto”. “In questo caso, invece, la Corte d’Appello di Salerno, nella persona del Presidente dr.ssa Crespi, accogliendo totalmente la tesi di parte attrice, ha riconosciuto un’ulteriore responsabilità nell’operato dell’Ospedale di Salerno, già all’epoca centro trasfusionale, per non aver effettuato i dovuti controlli sulle sacche di sangue e per aver somministrato una trasfusione non necessaria senza, peraltro, acquisire il consenso della paziente. È bene precisare che oggi, fortunatamente, ci sono severi protocolli da seguire nella raccolta di sangue e i controlli sui donatori danno massima sicurezza”. L’avvocato Berna conclude: “Sono molto soddisfatto per questo risultato ma anche amareggiato perché non l’ho potuto condividere con la diretta interessata che purtroppo non è sopravvissuta alle plurime patologie post contagio”. ANSA
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tutti gli aspetti teorici e pratici che hanno ispirato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, a 15 anni dalla sua approvazione, sono stati approfonditi nel corso di un recente evento, considerando gli effetti positivi e ciò che invece manca ancora per l’effettiva applicazione di quello che è stato il primo atto normativo che ha consacrato i diritti delle persone con disabilità come diritti umani, da tutelare sempre e comunque. È accaduto a Torino, a cura dell’Associazione Abilitando, che ha potuto avvalersi della partecipazione di alcuni autorevoli esperti del settore
Un’elaborazione grafica dedicata alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che dal 2009 è Legge dello Stato Italiano
15 anni dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità:questo il titolo dell’edizione 2021 del convegno organizzato annualmente dall’Associazione torineseAbilitando (Dove la tecnologia incontra la disabilità), svoltosi qualche settimana fa in modalità mista, sia online che in presenza, presso la Sala Conferenze Reale Mutua di Torino[se ne legga anche la nostra ampia presentazione aquesto link, N.d.R.].
Abilitando, infatti, organizza da diversi anni eventi sulle tematiche più attuali che impattano sulla disabilità e l’edizione di quest’anno è stata coordinata daHaydée Longo, avvocata, fondatrice di Lex4All.com e daMauro Buzzi, socio fondatore della stessa Abilitando e presidente della FEDMAN (Federazione Disability Management).
Tra i relatori si sono alternati noti esperti del settore, comeVincenzo Falabella, presidente Nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap),Giampiero Griffo, coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità,Franco Lepore, avvocato, già disability manager del Comune di Torino e dirigente dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechio e degli Ipovedenti),Nannerel Fiano, assegnista di ricerca all’Università Statale di Milano,Anna Revellodi Reale LAB eLuca Rossin, segretario del Comitato Operativo di Reale Foundation.
I diversi aspetti teorici e pratici che hanno ispirato laConvenzione ONU, nei cinquanta articoli che la compongono, sono stati approfonditi nel corso dell’evento, considerando gli effetti positivi e ciò che invecemanca ancora per l’effettiva applicazionedi quello che è stato il primo atto normativo (ratificato dall’Italia con la Legge18 del 2009) che ha consacrato i diritti delle persone con disabilità comediritti umani, da tutelare sempre e comunque. «Un passaggio fondamentale per l’introduzione di diritti che altrimenti non sarebbero arrivati a livello istituzionale degli Stati aderenti», ha affermatoHaydèe Longo.
In particolare, nella Convenzione è stato introdotto ilconcetto di inclusione, in contrapposizione a quello diintegrazione, ovvero progettare pensando alle persone con disabilità, non facendo in modo che queste vi si debbano adattare a posteriori, ed è stato introdotto il cosiddettomodello bio-psico-socialedelle condizioni delle persone con disabilità, non più legate al loro stato fisico, ma all’ambiente circostante.
Intervenuto durante la parte introduttiva del convegno di Torino,Leporeha approfondito proprio quest’ultimo aspetto, affermando che il contesto può fare la differenza: un contesto favorevole può aiutare e dunque favorire, ma se è sfavorevole può danneggiare e dunque sfavorire. Ha concluso quindi con una frase emblematica: «Le persone con disabilità sonouna parte del mondo e non un mondo a parte».
Dal canto suoFalabellaha ripercorso l’excursus storico della Convenzione, e ricordato il cammino difficile ma necessario che le persone e i movimenti hanno percorso, in particolare attraverso un interlocutore autorevole quale la FederazioneFISH, alla quale aderiscono oltre quaranta Associazioni sia nazionali che regionali, di persone con diverse disabilità. «Prima arriva la personae poi la sua disabilità – ha affermato Falabella – un cambiamento culturale, questo, che in Italia non era scontato. Il nostro sistema di welfare era poggiato sulla protezione e sull’aspetto risarcitorio, ma il movimento associativo era pronto e maturo per cercare il cambiamento; oggi, subito dopo la Carta Costituzionale c’è la Convenzione ONU per rivendicare i diritti umani».
Il Presidente della FISH ha quindi sottolineato l’importante differenzatra il programma di azione e il piano di azione: le riformenon possono essere fatte a costo zeroe il problema è che ad un programma di azione deve seguire un piano d’azione, stanziando le risorse opportune. «Purtroppo – ha concluso – durante la pandemia il welfare risarcitorio ha fatto sentire tutto il suo limite e il Terzo Settore ha dovuto far fronte alle necessità delle persone con disabilità,sostituendosi in molti casi alle Istituzioni».
Il tema del welfare è stato ripreso daGiampiero Griffo, che lo ha approfondito sia a livello di organizzazione mondiale, citandoDPI(Disabled Peopoles’ International), sia di Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, organismi di cui è parte attiva.
«Durante il periodo della pandemia – ha dichiarato – la stessa Commissaria Europea che si occupa di disabilità ha affermato che le persone con disabilità hanno subitoun carico spropositatoe ha condannato comeviolazione dei diritti umanila scelta del triage adottato, ovvero dell’esclusione dalle terapie urgenti delle persone anziane e di quelle con disabilità: ma il triage non va fatto sulle categorie di persone, bensìsulle loro condizioni cliniche!».
Griffo ha elencato quindi lemolte criticitàemerse durante la pandemia: i servizi di emergenza poco attenti, l’elevato numero di morti (41%) e addirittura di stupri tra i residenti nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistite), la mancanza di interventi domiciliari, ciò che ha demandato il carico alle famiglie, il fallimento della didattica scolastica a distanza, quasiimpossibile per molte persone con disabilità intellettive.
Riprendendo infine il concetto del fattore bio-psico-sociale introdotto dalla Convenzione ONU, che è legato ai diritti umani, Griffo ha affermato l’ICF, laClassificazione Internazionaledel Funzionamento, della Disabilità e della Salute prodotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanitàò, attualmentenon tiene conto dei fattori culturalie comunque non è legata ai diritti umani.
Altro importante concetto notoriamente introdotto dalla Convenzione ONU è quello dei cosiddetti“accomodamenti ragionevoli”, ovvero tutti quegli adattamenti, procedure personalizzate, modifiche hardware e/o software ecc., che con una spesa non spropositataconsentono di abbattere una barrierae dunque di ridurre l’handicap. A tale scopo, la ministra per le DisabilitàErika Stefaniha istituito un gruppo di lavoro per progetti personalizzati a favore delle persone con disabilità, attraverso un budget di progetto che fa utilizzare tutte le risorse possibili per le persone stesso. Su tale tema Griffo ha assicurato che l’Osservatorio ne monitorerà l’iter, facendo in modo chesi decida insieme alla persona, o a chi la rappresenta, quali accorgimenti ragionevoli adottare.
«Anche la nostra Federazione–ha dichiarato il presidente della FEDMANBuzzi– è impegnata fortemente su questi temi e in particolare sta realizzando unportale sugli accomodamenti ragionevoli, lavorando istituzionalmente affinché vengaben definita la figura del disability managerquale punto di riferimento per l’inclusione lavorativa e sociale delle persone con disabilità».
Sono stati poi approfonditi i temi dell’intersezionalitàe delladoppia discriminazione delle donne con disabilitàdaNannerel Fiano, con un intervento sul temaImportanza della Convenzione ONU e le discriminazioni multiple. In particolare la ricercatrice ha illustrato come diverse caratteristiche che si intersecano possano portare a discriminazioni multiple. Per fare qualche esempio, alcuni segmenti di donne presentano rischi di violenza maggiori di altre, tra cui le donne separate, divorziate, giovani e con disabilità.
Di tali problematiche si sta ampiamente occupando anche ungruppo di lavoro composto da donne afferenti alla FISHe, anche alla luce di quanto purtroppo accade quotidianamente, finalmente si stanno dedicando studi approfonditi nel diritto costituzionale e si sta prestando attenzione a livello legislativo ai temi della doppia discriminazione e dell’intersezionalità.
Durante il convegno sono stati trattati anche gli aspetti relativi agliausili tecnologici, conAntonello Magaletti, Apple Distinguished Educator, Education Business Development Manager di C&C, partner tecnologico del Convegno, che ha mostrato con interessanti video e immagini le possibilità offerte dallatecnologia pensata per tutti, fin dall’infanzia, e come sia importante la formazione tanto degli alunni/alunne quanto dei docenti, in modo particolare di quelli di sostegno.
Con la competenza nel campo della formazione che lo contraddistingue, Magaletti ha mostrato che tutti i dispositivi Apple hanno tra le impostazioni di accessibilità oltre 150 funzioni che li rendonocompensativi e dispensativi, a seconda delle diversità e necessità: vi sono infatti funzioni di voce, ingrandimenti, mobilità, rallentamento e udito, come ausili a disabilità quali la cecità, l’ipovisione, la sordità, la disabilità agli arti superiori, i problemi cognitivi e intellettivi, l’autismo e la dislessia. Purtroppo, durante la didattica a distanza e la didattica digitale integrata, si èperso il 23% degli studenti con disabilità, per motivazioni diverse, come la mancanza di connessione internet, postazioni informatiche scolastiche inadeguate, ma soprattutto la fornitura di dispositivi senza alcuna formazione sull’utilizzo.
A concludere il convegno sono stati gli interventi diAnna RevelloeLuca Rossindi Innovability – Reale LAB, partner dell’incontro, insieme all’AssociazioneUtensilia, che hanno illustrato le iniziative e i progetti continuativi di questa edizione diAbilitando 2021.
Iniziative sia nazionali che internazionali, quelle di Reale LAB sono fondate da quasi duecento anni fonda su principi di innovazione, quali valore del codice etico, sostenibilità e mutualità; e si lavora sunumerosi progetti di inclusione, per colmare un gap non solo rispetto alla disabilità, ma anche di lingua e di etnia. Tra alcuni esempi pratici, la formazione e l’inclusione lavorativa di persone rifugiate (alcune presenti in sala durante il convegno). Nonché il Museo di Reale Mutua, mostrato durante la pausa pranzo, totalmente accessibile e gestito da unadipendente con disabilità visiva.
Reale Mutua, inoltre, crede molto anche nellaricerca scientifica: qui Rossin ha specificato in particolare come alcuni progetti studino aspetti della genetica e della medicina predittiva, per poter prevenire lemalattie croniche che possono portare a disabilità.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Avvocata abilitata in Italia e a New York, delegata per l’accessibilità a Milano, ove studia e vive, deputata: Lisa Noja è anche una donna con disabilità che ha saputo portare il suo sguardo femminile e la soggettività delle persone con disabilità nella politica. Qui denuncia le discriminazioni subite dalle donne con disabilità nell’accesso agli screening di prevenzione dei tumori femminili, facendolo a partire dalla propria esperienza personale. Ancora una volta, dunque, nelle battaglie per i diritti civili e umani il personale diventa politico, ciò che non è affatto né scontato, né dovuto. Io sono una persona riservata rispetto alle mie questioni private. Tempo fa, però, il mio amico Ivan Scalfarotto mi disse che, se si è in politica, a volte, raccontare le proprie esperienze personali è necessario per dar voce a chi non ha la possibilità di farsi sentire. Per questo, vi racconto che venerdì scorso sono andata a fare la mammografia. Ero più in ansia del solito perché, a causa della pandemia, avevo accumulato un ritardo rispetto alle tempistiche previste per i controlli di routine. Quindi, insomma, ero più di cattivo umore del solito, rispetto a un esame che, diciamocelo, non è mai una passeggiata. Forse anche per questo il ripetersi, per l’ennesima volta, delle difficoltà legate alla sostanziale inaccessibilità del macchinario a una donna che si muove su una carrozzina elettrica mi sono pesate particolarmente. Come sempre la fatica di posizionarsi correttamente davanti alla macchina, le braccia tirate, le spalle contorte, lo sforzo di abbarbicarsi a un oggetto progettato senza tenere in minima considerazione milioni di donne che, come me, non possono stare in piedi, che non riescono a tenere una postura standard, che hanno una muscolatura più debole. Insomma, che sono diverse dal modello di femmina che i designer hanno in testa, ma che non sono immuni dal cancro, che hanno bisogno di sottoporsi ad esami diagnostici periodici e che si ammalano esattamente come le altre. Come sempre, la paura che, a causa di questa totale indifferenza progettuale, l’esame non fosse abbastanza accurato e sfuggisse qualcosa. Ancora una volta il personale sanitario si è prodigato per superare le difficoltà con una professionalità, una dedizione e una gentilezza impagabili, cercando e trovando tutte le soluzioni possibili, dedicandomi tempo, ripetendo l’esame finché non sono stati tranquilli di aver fatto tutto al meglio. Venerdì, però, forse complice la maggiore tensione, alla fine per un momento mi è venuto da piangere. Nessuno se n’è accorto, ma ho dovuto proprio ricacciare giù le lacrime per la rabbia. Rabbia perché non è giusto che io e milioni di donne dobbiamo subire questa umiliazione per avere accesso alle cure e alla prevenzione. Perché c’è una parte della mia disabilità che dipende da una Malattia Rara e quella parte non è colpa di nessuno, ci ho fatto i conti da tempo, ma c’è un altro pezzo che sarebbe evitabile e deriva solo dalla totale incapacità di costruire un mondo a misura di tutti e tutte. Perché siamo resilienti, ma, così come esiste l’accumulo nell’uso dei farmaci, esiste anche l’accumulo nella fatica e nella frustrazione quotidiana. Perché la discriminazione abilista non è fatta solo di fatti violenti o episodi eclatanti. Molto più spesso, infatti, è il frutto di un’attitudine verso il mondo che espelle dalla realtà un pezzo di umanità, senza nemmeno rendersene conto. In Parlamento abbiamo approvato all’unanimità una Mozione a mia prima firma che parla anche di questo e non c’è dubbio che ancora tanti degli impegni ivi previsti devono essere realizzati [si veda, a tal proposito, su queste stesse pagine, il testo “La Camera ha “scoperto” la discriminazione multipla delle donne con disabilità”, N.d.R.]. Però, non basta e non basterà. Perché questa battaglia sarà vinta solo quando sarà combattuta da tutte e tutti. Quando troverà spazio nel mainstreaming delle rivendicazioni femministe (possono i #metoo che invadono i social essere anche questo, per favore?), quando le tante Associazioni che meritoriamente si occupano di promuovere la prevenzione al cancro si faranno carico anche di chi alla prevenzione vuole accedere, ma non riesce per colpa del design escludente di un servizio, quando i media cominceranno a raccontare questa quotidianità, con cura e profondità, senza toni spesso da “porno del dolore”, quando le tante influencer che giustamente vogliono diffondere un messaggio di accettazione di sé e del proprio corpo imperfetto sapranno parlare anche a me e di me, a noi e di noi che l’“imperfezione” la viviamo non solo come un limite interiore, ma anche come una barriera fisica che ci impedisce ogni giorno di soddisfare i nostri bisogni e realizzare le nostre aspirazioni. Sorelle, aprite gli occhi, ci siamo anche noi, donne con disabilità, e abbiamo bisogno di voi. Se non ora quando? di Lisa Noja, Deputata, avvocata e delegata per l’accessibilità a Milano. Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione. Per approfondire ulteriormente i temi qui trattati, suggeriamo, sempre sulle nostre pagine, il testo di Simona Lancioni, I servizi per la salute sessuale e riproduttiva e le donne con disabilità (a questo link), nonché la consultazione della Sezione Donne con disabilità: diritti sessuali e riproduttivi nel sito di Informare un’H e più in generale, su Donne e disabilità, oltre a ricordare il lungo elenco di testi da noi pubblicati, presente a questo link, nella colonnina a destra dell’articolo Voci di donne ancora sovrastate, se non zittite, anche la Sezione Donne con disabilità, sempre nel sito di Informare un’h. SUPERANDO
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Temporale notturno, danni alla darsena ad Amalfi, pietrame sulla Ravello Chiunzi e da Positano a Piano di Sorrento. Il buon giorno in Costiera amalfitana dopo la pioggia intensa è sempre un resoconto dei danni idrogeologici subiti. Amalfi e Atrani c’è sempre paura, per il mare , che ha invaso e danneggiato la Darsena, che era già danneggiata, e per il Dragone. Sulla Ravello Chiunzi, la strada della provincia di Salerno chiusa oramai ufficialmente da tempo immemore, pietre e fango sono la routine. Attenzione a Positano sulla S.S. 163 Amalfitana, pietrame dalla Garitta fino a Tordigliano per la strada che porta a Piano di Sorrento e alla Penisola sorrentina, attenzione sempre al semaforo. POSITANONEWS
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Scherzo poco riuscito al Grande Fratello Vip. Giucas Casella ha tagliato una ciocca di capelli a Francesca Cipriani, che però ha reagito male: anzi, malissimo. Il mago è stato costretto a scappare via: "Ma è solo uno scherzo, non te la prendere". Lei non ha voluto sentire ragioni: "Mi hai tagliato una ciocca di capelli, per me sei un uomo finito. Per te adesso è finita". Soleil e le Selassie hanno provato a calmare Francesca ma non ci sono riuscite. Giucas è stato costretto così a starle lontano per molto tempo. IL MATTINO
Natale e Capodanno ad Amalfi. Quando la magia del periodo più bello dell’anno si unisce alle suggestioni di un territorio che si presenta come un artistico presepe illuminato, arrampicato su per i Monti Lattari e con le luci che si riflettono sul mare nel quale i crinali discendono a picco, attraversato da unici ed antichi riti di fede e tradizione.
Ad Amalfi si entra nel vivo dell’atmosfera natalizia già dall’otto dicembre, quando a partire dalla festa dell’Immacolata e per tutte le giornate clou delle festività, scenderanno per strada gli zampognari, a colmare vicoli ed arcate con le note, dolci ed oniriche, delle nenie tradizionali del Natale.
Tanti gli appuntamenti da non perdere, in un programma denso di eventi per grandi e piccoli, che sarà reso noto dal Comune di Amalfi nel corso dell’autunno.
DI MICHELE PAPPACODA ➡️ BENI CONFISCATI, INCONTRO IN PREFETTURA: PROSEGUE IL NOSTRO PERCORSO SUL SOLCO DELLA LEGALITÀ ➡️ Un altro proficuo incontro ha avuto luogo ieri in Prefettura sulla delicata e complessa tematica dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Ho fornito agli uffici del Prefetto un articolato e dettagliato dossier sulle aree e sull’immobile oggetto di confisca nelle scorse settimane tra via Schito e via Piombiera, riportante le caratteristiche dei cespiti, i vincoli che gravano sulle aree e le possibili destinazioni degli stessi, indicando contestualmente anche gli eventuali beneficiari e ricordando che di recente, tra l’altro, è stato effettuato un sopralluogo sul posto con il presidente del tribunale di Torre Annunziata Ernesto Aghina, con cui ho avuto un’intensa interlocuzione nelle scorse settimane. 🖋️ Ho evidenziato anche l’incessante percorso intrapreso dall’amministrazione comunale sul solco della legalità e della cultura della legalità, grazie alla sinergica azione intrapresa con la Prefettura, la magistratura e le forze dell’ordine. Un nostro bene confiscato a Santa Caterina, infatti, è stato incluso proprio dalla Prefettura tra i 15 progetti pilota dell’area metropolitana di Napoli per sperimentare un modello di cofinanziamento in partnership tra pubblico e privato, nel presupposto dell’interesse comune alla lotta contro il crimine organizzato e al miglioramento delle condizioni generali di qualità della vita sul territorio.
DI MICHELE PAPPACODA Il “sindaco” Nerone si insedia a Palazzo Farnese! 🏚 Una cuccia donata dal negozio Animal Revolution è stata posizionata oggi nell’atrio del palazzo di città, per accogliere il nostro amato Nerone in un luogo riparato dal freddo e dalle intemperie, nella casa di tutti i cittadini. 🩺 Nerone è costantemente monitorato e sottoposto alle cure mediche necessarie per la sua salute. E qui al Comune avrà una nuova dimora. Forza Nerone!
di Michele Pappacoda LO SPORT A CONCORDIA ⚽️ I risultati delle partite del settore giovanile di Concordia Calcio ASD Primi calci 2013/14 Concordia - Junior Finale 0-3 Pulcini 2011/12 azzurri Concordia - Cavezzo 3-0 Pulcini 2011/12 bianchi Concordia - Moglia 0-3 Esordienti 2010 Concordia - Atletico spm calcio 1-3 s
Formula Uno, le classiche pagelle dello scrittore stabiese Carlo Ametrano intervenuto in esclusiva al termine del GP del Messico vinto da Max Verstappen
Formula Uno, GP del Messico 2021: le pagelle di Carlo Ametrano
INSERITO DA CARLO AMETRANO
Una gara incredibile, svolta in totale controllo da parte di Max Verstappen che vince ilGran Premio del Messicodavanti a Lewis Hamilton e al compagno di squadra Sergio Perez. La lotta mondiale adesso inizia a delinearsi sempre di più: dopo Austin, questo è il secondo successo consecutivo per Verstappen. L’aspetto volendo che stupisce di più è la velocità della Red Bull che, per tutta la gara, si è dimostrata migliore di Mercedes. Il team inglese non è riuscito a sfruttare la grande qualifica di ieri, con una partenza molto brutta da parte di Bottas che ha permesso a Verstappen di prendersi la leadership del GP. Dalla domenica messicana dunque, sia per il mondiale piloti che per costruttori, possiamo dirlo: Red Bull 2-0 Mercedes.
Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno.
Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara.
“Abbiamo visto tutti che Bottas, al 99%, ha dato il titolo a Verstappen. Non riesco ancora a capire come possa un compagno di scuderia fare tutto questo in partenza. Ovviamente adesso per Lewis la situazione, almeno secondo me, è sempre più compromessa”.
Vince Verstappen che domina la gara: voto?
Ha fatto un’ottima partenza e ha dominato il Gran Premio. Il mondiale, dovesse vincerlo, sarà più che meritato. Voto 10″.
Secondo posto per Hamilton che ha dato tutto ma non è bastato. Voto?
“Sì, ha davvero dato il massimo che poteva, sta combattendo contro tutti. Se davvero riuscisse a portare il mondiale fino all’ultima gara per me già sarà un miracolo. Voto 9″.
Il padrone di casa, Sergio Perez, sale sull’ultimo gradino del podio.
“Sta andando forte. Ieri aveva tutti dalla sua parte. Parliamo però di un pilota molto forte, migliore di Bottas. Voto 9″.
Inutile ormai rimanere stupiti dal grande Gasly che termina quarto. Voto?
“Non ci sono più parole. Ha una macchina inferiore e riesce in prove incredibili. Voto 10”.
Quinto Charles Leclerc su Ferrari che sale al terzo posto nei costruttori.
“Sarà una lotta per i costruttori che andrà avanti fino ad Abu Dhabi. Per essere Ferrari secondo me bisogna fare molto di più. La gara di Leclerc è stata molto anomala. Voto 5.5”.
Voto a Sainz sesto?
Stesso discorso fatto per Leclerc. Voto 5.5
Una buona gara di Vettel settimo, che ne pensi?
Sono punti importanti, non solo per il team, ma anche per il morale. Voto 6.5″.
Ottava l’Alfa Romeo di Kimi Raikkonen.
“Ha dimostrato di essere un pilota super valido anche a quest’età. Voto 6.5”
Nono l’altro pilota super esperto: Fernando Alonso.
“Bravo a Fernando. Sta facendo una bella stagione e ieri la sua è stata una gara molto solida. Voto 6.5”.
Chiude la top ten Lando Norris su McLaren. Voto?
“Poteva fare di più, ma così come il suo team se vuole ambire al terzo posto nei costruttori. Voto 6”.
Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo. Diamo appuntamento a tutti in nostri lettori per i voti del prossimo GP di Formula Uno che si correrà dunque in Brasile settimana prossima. Prima di chiudere ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti?
“Sì. Ci vediamo giovedì, alle ore 23.00, in cui sono ospite, sul canale 177 del digitale terrestre Odeon Tv, nella grande trasmissione “Professione motori” da Martina Renna e Filippo Gherardi che ringrazio come sempre. Senza dimenticare il Senna Day che si terrà il 30 aprile alle “Cantine Zuffa”, con super ospiti e soprattutto un super pilota… ma meglio non dire niente per il momento!
Se vuoi riascoltare tutta l’intervista telefonica di Carlo Ametrano, è possibile farlo semplicemente cliccando play sul lettore multimediale che segue:http://chirb.it/BmBgy6