Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
DI MICHELE PAPPACODA A Vettica di Amalfi, precisamente in via Giovanni d'Amalfi, la fermata degli autobus SITA serviva per persone anche diversamente abili. Divelta anni fa da vandali non è stata mai più sostituita. Si vede a stento il paletto con un piccolo taglio del vecchio cartello della fermata che andrebbe sostituita dalla società con un cartello nuovo, perché quella fermata è molto necessaria per le persone diversamente abili che abitano in quella zona. Si sollecita la società SITA Sud a sostituire rapidamente il cartello di fermata, perchè il più delle volte i pullman, non vedendo la scritta, non si fermano. E' una situazione alquanto scandalosa: ogni cosa che serve per le persone diversamente abili sembra che si debba chiedere l'elemosina. A mio avviso è una cosa di pubblica utilità e deve essere sistemata.
DI MICHELE PAPPACODA Lungo la statale 163 all'altezza di Vettica di Amalfi, nei pressi del palazzetto dello sport, traffico bloccato a causa della sosta selvaggia di turisti indiscriminati che lasciano la macchina, anche in curva, e vanno al mare lasciando bloccati per ore sotto il sole residenti e persone che si devono recare al lavoro. La stessa situazione al fiordo di Furore dove nella curva macchine sono in sosta selvaggia non rispettando il codice della strada, ma nessuno delle Forze dell'Ordine, sia al fiordo, sia a vettica di Amalfi, ha mai fatto un verbale di contravvenzione a queste macchine, che sostano quotidianamente addirittura in curva bloccando metà carreggiata. Inevitabile il traffico che si crea tutti i giorni sulla statale 163 Amalfitana nei luoghi sopracitati.
A CURA DI MORENA MOTTA Nord: Nubi pomeridiane su Alpi e Appennino con possibilità di locali rovesci, più sole altrove salvo alcuni annuvolamenti. Temperature stabili, massime tra 27 e 32. Centro: Nubi sparse e schiarite anche ampie, salvo addensamenti diurni sull'Appennino associati a qualche rovescio su alta Toscana e basso Lazio, isolati sul Pontino. Temperature stabili, massime tra 29 e 34. Sud: Poco nuvoloso, salvo variabilità diurna sull'Appennino con rovesci fin sulla costa tirrenica. Temperature stabili, massime tra 28 e 33.
A CURA DI MORENA MOTTA Santi del giorno: S. Giovanni Eudes, S. Ludovico, Santa Sara Moglie di Abramo, San Sisto III
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 22,1-14.
In quel tempo, rispondendo Gesù riprese a parlare in parabole ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono gia macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
LA CHIESA RICORDA
Santi e Beati
S. Giovanni Eudes, S. Ludovico D’Angiò vesc.,
Santa Sara Moglie di Abramo, San Sisto III
NATI
1953: Nanni Moretti, regista, attore e sceneggiatore
1961: Francesca Comencini, regista e Sceneggiatrice tv
1972: Mirko Casadei, cantante, figlio di Raoul, musicista pop-folk italiano, leader dell’Orchestra Casadei.
1977: Stefano Chiodini, regista cinematografico, 2 Globo d’Oro
1988: Suor Cristina, religiosa e cantante MORTI
2015: Alfonso Sansone, produttore cinematografico
2017: Mario Roberto Cassari, arcivescovo cattolico, Nunzio apostolico
2018: Miriam Dubini, scrittrice, drammaturga e attrice teatrale
2019: Cosimo Cinieri, attore, drammaturgo e regista
Premio David Donatello come migliore attore non protagonista
2019: Ida Colucci, giornalista, fu direttrice del telegiornale Tg2
ACCADDE
480 a.C.: Battaglia delle Termopili, l’esercito greco ferma i Persiani alle Termopili (Leonida I)
1419: Prima pietra dello Spedale degli Innocenti a Firenze, ritenuto il primo edificio rinascimentale mai costruito
1860: Garibaldi sbarca a Melito Porto Salvo in Calabria
1934: La creazione della carica di Führer, che riunisce quella di capo dello Stato e del Governo, viene approvata con l’89,9% dei voti dall’elettorato tedesco
1936: muore fucilato in Spagna, Federico Garcia Lorca, poeta e drammaturgo spagnolo
1949: Strage di Passo di Rigano – Bellolampo, collina di Palermo, 7 carabinieri restano uccisi e e 11 feriti, da una mina piazzata dagli uomini del bandito Salvatore Giuliano
1954: muore Alcide De Gasperi, politico, uno dei padri della Repubblica Italiana, fondatore della Democrazia Cristiana, ultimo presidente del Consiglio dei ministri del Regno d’Italia e il primo della Repubblica Italiana.
È anche uno dei padri fondatori dell’Unione europea. Venerato come servo di Dio ed è in corso la causa di beatificazione
1960: Programma Sputnik: l’Unione Sovietica lancia lo Sputnik 5 con a bordo i cani Belka e Strelka (in russo significano “Scoiattolo” e “Piccola freccia”), 40 topi, 2 ratti e diverse piante. La navetta rientrerà sulla Terra il giorno successivo. Gli animali verranno recuperati sani e salvi
1964: Viene lanciato dalla base di Cape Canaveral il Syncom III, primo satellite geostazionario per telecomunicazioni.
2014: Due Tornado in missione di addestramento decollati dalla base stanziale del 6º Stormo di Ghedi (Brescia), precipitano nei pressi di Ascoli Piceno a
seguito di una collisione in volo.
2014: all’età di 41 anni, James Wright Foley fotoreporter statunitense, viene decapitato in Siria dal Jihadista John, attivista britannico di origini irachene, facente parte del cosiddetto Stato Islamico dell’Iraq e del Levante.
Proverbio del giorno:
Agosto riempie la cucina e settembre la cantina.
Aforisma del giorno:
Chi sa esercitare autorià facendone sentire il peso il meno possibile, ottiene rispetto affettuoso, obbedienza più spontanea e più pronta (G. Fanti)
DI PASQUALE GRECO Agerola Un uomo di 45 anni ha perso la vita in seguito ad un incidente Un camion mentre effettuava una manovra , ha colpito un operaio di un noto caseificio agerolese, provocandone la morte. Immediati I soccorsi ma, all' arrivo dei sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso . Sono in corso le indagini da parte degli inquirenti per ricostruire la dinamica dell’incidente.
DI MICHELE E MORENA Oggi ricorre una data importante per noi: è il giorno in cui ci siamo incontrati la prima volta a Minori sul ponticello e, come ogni anno, abbiamo deciso che questa data sia l'anniversario estivo del nostro fidanzamento.
MICHELE: auguro al mio grande amore Morena di essere sempre felice e che il nostro amore continui ad essere sempre ad alti livelli, ricco di tante cose belle. Auguro a te un felice anniversario di fidanzamento anniversario estivo auguri vita mia.
MORENA: sono trascorsi cinque anni dal nostro primo incontro. Momenti belli, di gioie e dolori. L’amore è l’unione di due cuori e di due persone, che nonostante tante cose e tante diversità, riescono comunque a superare tutto. Questi siamo noi oggi e spero anche negli anni a venire. Buon anniversario estivo amore mio.
INSERITO DA MORENA MOTTA C'era una volta una povera donna che diede alla luce un maschietto: e poiché‚ il neonato aveva indosso la camicia della fortuna, gli predissero che a quattordici anni avrebbe sposato la figlia del re. Dopo pochi giorni il re in persona giunse nel villaggio e, senza farsi riconoscere, domandò che cosa vi fosse di nuovo. "Oh," gli risposero, "è nato un bambino con la camicia della fortuna: a quattordici anni sposerà la figlia del re." Al re la notizia non piacque, così andò dai poveri genitori e domandò se volessero vendergli il loro bambino. Dapprima questi rifiutarono, ma poi, siccome lo sconosciuto insisteva tanto offrendo oro in quantità e loro non avevano neanche il pane quotidiano, finirono con l'accettare e pensarono: E' un figlio della fortuna, non gli mancherà nulla.
Il re prese il bambino, lo mise in una scatola e prosegui a cavallo, finché‚ giunse a un corso d'acqua profonda; vi gettò dentro la scatola e pensava: "Così non diventerà il marito di mia figlia." Ma la scatola galleggiò e, per grazia di Dio, non vi entrò neanche una goccia. Fu trascinata dalla corrente fino a un mulino, a due miglia dalla capitale, e là s'impigliò nella diga. Il garzone del mugnaio la vide e la tirò a riva con un uncino; pensava di trovarci dentro del denaro, tanto era pesante, invece, quando l'aprì, trovò un bel bambino allegro e vispo. Il mugnaio e sua moglie non avevano figli, perciò furono contenti, e dissero: "E' un dono di Dio." Così ebbero cura del trovatello, e questi crebbe pieno di virtù.
Quando furono trascorsi circa tredici anni, un giorno il re capitò per caso al mulino e domandò ai mugnai se quel ragazzo fosse loro figlio. "No," risposero questi. "Il garzone lo ha trovato in una scatola che era arrivata galleggiando fino alla diga." - "Quanti anni fa è successo?" domandò il re. "Circa tredici anni fa." - "Sentite," egli proseguì, "il ragazzo non potrebbe portare una lettera a Sua Maestà la regina? Mi renderebbe un gran servizio e, per questo, sarei disposto a ricompensarlo con due monete d'oro." - "Come comanda Sua Maestà," disse il mugnaio. Ma il re, accortosi che era proprio quel figlio della fortuna, scrisse una lettera alla regina nella quale si diceva: "Appena arriverà il ragazzo con questo scritto, sia ucciso e seppellito, e tutto ciò sia fatto prima del mio ritorno."
Il ragazzo s'incamminò con la lettera, ma si smarrì e la sera si trovò in una gran foresta. Nell'oscurità vide un lumino, vi si diresse e giunse a una casetta. Dentro non vi era altri che una vecchia che si spaventò nel vederlo entrare e disse: "Donde vieni e dove vai?" - "Vado da Sua Maestà la regina; le devo portare una lettera, ma mi sono smarrito e vorrei pernottare qui." - "Povero ragazzo," disse la donna, "sei capitato in una casa di briganti, quando saranno di ritorno ti uccideranno." - "Sono così stanco che non ce la faccio a proseguire," rispose egli. Mise la lettera sul tavolo, si sdraiò su di una panca e si addormentò. Quando rientrarono i briganti e lo videro, domandarono chi fosse lo sconosciuto. "L'ho accolto per compassione," disse la vecchia, "deve portare una lettera alla regina e si è smarrito." I briganti presero la lettera, l'aprirono e lessero che il ragazzo doveva essere ucciso. Allora il capobanda la stracciò e ne scrisse un'altra dove si diceva che il ragazzo, al suo arrivo, doveva sposare la figlia del re. Poi lo lasciarono riposare fino al mattino, quindi gli diedero la lettera e gli indicarono il cammino per arrivare dalla regina. Non appena ebbe letto il messaggio, questa fece preparare le nozze, e poiché‚ il figlio della fortuna era di bell'aspetto, la figlia del re lo prese volentieri come marito, ed essi vissero felici insieme.
Qualche tempo dopo il re fece ritorno al castello, e quando vide che la profezia si era avverata e che il figlio della fortuna era sposo di sua figlia, domandò, sbigottito: "Come sono andate le cose? Che ho scritto nella lettera?" - "Caro marito," disse la regina, "qui c'è la tua lettera, leggila tu stesso." Il re lesse e capì subito che era stata scambiata e domandò al giovane che ne fosse stato dello scritto che gli aveva consegnato. "Non ne so nulla," rispose, "devono avermela scambiata mentre dormivo." Ma il re incollerito disse: "No, così non va! Chi vuole mia figlia deve riportarmi dall'inferno i tre capelli d'oro del diavolo; se me li porti potrai tenerti mia figlia." - "Li avrò," rispose il figlio della fortuna. Si accomiatò da sua moglie e incominciò il suo viaggio.
Arrivò a una gran città; sulla porta la sentinella gli chiese quale fosse il suo mestiere e che cosa sapesse. "So tutto" rispose il figlio della fortuna. "Dicci allora, per favore," replicò la sentinella, "perché‚ la fontana della piazza, da cui di solito sgorgava vino, ora non dà più nemmeno acqua. Se ce lo dici, ti daremo in ricompensa due asini carichi d'oro." - "Volentieri," rispose il giovane, "aspettate ch'io torni." Proseguì e giunse davanti a un'altra città: e anche questa volta la sentinella gli chiese: "Qual è il tuo mestiere e che cosa sai?" - "So tutto," rispose. "Allora dicci, per favore, perché‚ un albero che di solito portava mele d'oro, adesso non mette neppure le foglie." - "Volentieri," rispose il giovane. "Aspettate ch'io torni." Proseguì la sua strada e arrivò a un gran fiume che doveva attraversare. Il barcaiolo gli chiese: "Che mestiere fai e che cosa sai?" - "So tutto," rispose. "Allora dimmi, per favore," disse il barcaiolo, "perché‚ devo sempre remare senza che nessuno mi dia il cambio; te ne sarò riconoscente." - "Volentieri," rispose il giovane, "aspetta ch'io torni."
Passato il fiume trovò l'inferno: là dentro era tutto nero e fuligginoso e il diavolo non era in casa, c'era soltanto sua nonna, seduta in una gran poltrona. "Che vuoi?" gli chiese. "I tre capelli d'oro del diavolo," rispose il ragazzo, "se no, non posso tenermi la mia sposa." - "Mi fai pena," diss'ella, "se viene il diavolo ti ucciderà; ma voglio vedere cosa posso fare per te." Allora lo trasformò in una formica e disse: "Nasconditi fra le pieghe della mia sottana, là sei al sicuro." - "Sì," rispose quello. "Vorrei anche sapere perché‚ una fonte da cui di solito sgorgava vino, non dà più nemmeno acqua; perché‚ un albero che di solito portava mele d'oro, ora non mette più nemmeno le foglie; e perché‚ un barcaiolo deve sempre remare senza che nessuno gli dia il cambio." - "Sono tre domande difficili," rispose la vecchia, "ma sta' zitto e fa' attenzione a quello che dice il diavolo quando gli strappo i tre capelli d'oro."
Non molto tempo dopo, sul far della notte, il diavolo tornò a casa. Fiutò a destra e a sinistra e disse: "Sento odore, sento odore di carne umana; c'è qualcosa che non va!" Allora rovistò e guardò dappertutto, ma invano. La nonna lo sgridò e disse: "Non buttarmi tutto per aria, ho appena spazzato; siedi e mangia la tua cena, hai sempre l'odore di carne umana nel naso!" Allora il diavolo mangiò e bevve; poi posò la testa in grembo alla nonna, disse che era stanco e le chiese di spidocchiarlo un po'. Non tardò ad appisolarsi, soffiando e russando. Allora la vecchia strappò un capello d'oro, lo strappò e se lo mise accanto. "Ahi!" gridò il diavolo, "che c'è?" - "Ho fatto un brutto sogno," rispose la nonna, "e allora ti ho preso per i capelli." - "Cos'hai sognato?" - "Ho sognato che una fontana da cui di solito sgorgava vino è asciutta e non dà più nemmeno acqua. Come mai?" - "Ah, se lo sapessero!" rispose il diavolo. "Nella fontana, sotto una pietra, c'è un rospo; se lo uccidono riprenderà a scorrere il vino." La nonna si rimise a spidocchiarlo finché‚ egli si addormentò e russava da far tremare i vetri. Allora gli strappò il secondo capello. "Uh, che fai?" gridò il diavolo, furente. "Non andare in collera!" ella rispose. "L'ho fatto in sogno." - "Cos'hai sognato di nuovo?" - "Ho sognato che in un regno c'è un albero da frutta che prima portava mele d'oro e ora non mette più nemmeno le foglie. Come mai?" - "Eh, se lo sapessero!" rispose il diavolo. "C'è un topo che rosicchia la radice: se lo uccidono, darà di nuovo mele d'oro; se invece il topo continua a rosicchiare, l'albero si seccherà del tutto. Ma lasciami in pace tu e i tuoi sogni; se mi svegli un'altra volta ti buschi una sberla!" La nonna lo spidocchiò nuovamente finché‚ egli si addormentò e si mise a russare. Allora gli afferrò anche il terzo capello d'oro e lo strappò. Il diavolo saltò per aria e voleva fargliela pagare, ma essa lo calmò e disse: "Sono brutti sogni!" - "Ma cosa hai sognato?!" - "Ho sognato un barcaiolo che doveva sempre andare su e giù senza che mai nessuno gli desse il cambio. Come mai?" - "Eh, il babbeo!" rispose il diavolo. "Quando uno va per attraversare il fiume, deve mettergli in mano la pertica; allora lui sarà libero, e l'altro dovrà fare il barcaiolo. Ma spidocchiami adesso che possa riaddormentarmi!" Allora la nonna lo lasciò dormire, e allo spuntar del giorno il diavolo se ne andò.
Quando si sentì al sicuro, ella tolse la formica dalle pieghe della sua gonna e ridiede sembianze umane al giovane. Poi gli diede i tre capelli d'oro e disse: "Hai sentito ciò che ha detto il diavolo?" - "Sì," rispose il figlio della fortuna, "e terrò tutto a mente." - "Non ti occorre altro," disse ella, "ora vai per la tua strada." Egli ringraziò la nonna del diavolo, e lasciò l'inferno. Quando giunse dal barcaiolo, che doveva trasportarlo dall'altra parte del fiume, questi voleva avere la risposta promessa. "Portami prima dall'altra parte," disse il ragazzo, "poi te la dirò." E, come scese dalla barca, gli diede il consiglio del diavolo: "Quando viene qualcuno che vuole essere portato sull'altra riva, mettigli la pertica in mano e scappa." Poi il giovane proseguì e giunse alla città dove si trovava l'albero rinsecchito, e anche la sentinella gli chiese la risposta. Allora egli disse quello che aveva sentito dal diavolo: "Uccidete il topo che rosicchia le radici, e l'albero tornerà a dare mele d'oro." La sentinella lo ringraziò e, come ricompensa, gli diede due asini carichi d'oro che dovettero seguirlo. Infine arrivò alla città della fontana prosciugata, e anche lì la sentinella volle avere la risposta. Nuovamente egli riferì le parole del diavolo: "C'è un rospo sotto una pietra; cercatelo e uccidetelo, e la fontana tornerà a dare vino." La sentinella lo ringraziò e gli diede altri due asini carichi d'oro.
Il figlio della fortuna giunse finalmente a casa da sua moglie che si rallegrò di cuore rivedendolo e sentendo che tutto era andato bene. Egli diede i tre capelli d'oro del diavolo al re, cosicché‚ questi non trovò più nulla da ridire. E, quando vide i quattro asini carichi d'oro, disse tutto contento: "Ma dimmi, caro genero, da dove viene tutto quell'oro? E' un'immensa ricchezza." - "L'ho trovato vicino a un fiume" rispose il figlio della fortuna "e ce n'è ancora." - "Posso prenderne anch'io?" domandò il re, pieno di avidità. "Quanto ne volete!" rispose il giovane. "Sul fiume c'è un barcaiolo; fatevi traghettare da lui, dall'altra parte c'è oro in abbondanza!" Allora il vecchio re si precipitò in fretta e furia e quando giunse al fiume fece cenno al barcaiolo che lo prese con s'. Ma come furono dall'altra parte e il re volle sbarcare, il barcaiolo gli mise in mano la pertica e saltò a terra. Così il vecchio dovette remare come punizione dei suoi peccati.
Lo fa ancora? Come no? Certo nessuno gli avrà tolto il remo!
INSERITO DA MORENA MOTTA Il criceto appartiene ad una sottofamiglia dei cricetidi. E’ uno degli animali domestici e da laboratorio più diffuso in Occidente.
Il fatto che questo animale sia diventato molto utilizzato nelle ricerche è dovuto principalmente ai suoi sviluppatissimi sensi. Il criceto è dotato di un udito acuto (i criceti comunicano con gli ultrasuoni oltre che con i classici squittii udibili dall’uomo) e da un incredibile olfatto.
Non c’è solo una razza di criceti. In tutto esistono 20 specie di criceti, tra cui il più conosciuto è il criceto comune detto anche ‘hamster‘, la varietà di più grandi dimensioni, dal colore marrone e dal ventre nero.
Il criceto è un roditore dal corpo piccolo e compatto, leggermente arrotondato, caratterizzato dalle orecchie grandi, gli occhi scurissimi e sporgenti, unghie affilate, incisivi sporgenti e folta pelliccia.
Le gambe sono corte, così come la coda, e nel complesso la lunghezza del corpo varia dai 7 ai 20 cm.
Poiché proviene da zone desertiche e dalle steppe russe dal clima rigido, ha sviluppato una peculiarità: delle tasche guanciali, cioè delle pieghe della pelle che partono dagli incisivi per terminare al lato esterno della mandibola. Queste pieghe diventano all’occorrenza delle vere e proprie ‘tasche’ per accumulare cibo o trasportarlo da un luogo all’altro. Un altro adattamento delle guance all’habitat naturale del criceto è quello di gonfiarsi per facilitare l’attraversamento di corsi d’acqua e aumentare il galleggiamento. Il colore della pelliccia del criceto varia a seconda della specie.
Il colore del mantello varia a seconda della razza dal bianco del Winter White al marrone chiaro del dorato siriano e al marrone-rossastro del Roboroski al grigiastro o marrone con ventre scuro del criceto comune.
Il criceto è un roditore prevalentemente erbivoro, ghiotto quindi d piccoli frutti, semi, germogli, radici, fiori e foglie.
Nonostante ciò, il criceto comune è noto per non disdegnare anche lucertole, insetti, rane, topi e perfino serpenti. In natura, i criceti vivono in tane organizzate in piccole stanze dove viene trasferito e immagazzinato il cibo raccolto all’esterno in previsione dell’inverno.
Quando vivono allo stato brado, nella stagione più fredda quasi tutte le razze di criceto entrano in uno stato di ibernazione, da cui si destano solo per pochi attimi per mangiare le scorte accumulate nei magazzini della tana.
In cattività il criceto domestico è tenuto in casa a 20° e non percepisce il bisogno di fare scorte e di andare in letargo, per cui rimane sveglio tutto l’inverno.
L’aggressività è un tratto comune dei criceti selvatici e le specie più grandi attaccano molto facilmente i loro simili e persino cani e persone, se si sentono minacciati.
Come animale da compagnia, invece, il criceto è docile, gentile e per nulla aggressivo.
La prima cosa a cui bisogna porre molta attenzione in caso vogliate aver più criceti è la fase dell’accoppiamento. I criceti diventano sessualmente maturi molto precoce e dopo 50-60 giorni di vita sono già pronti per riprodursi, sopratutto in cattività.
Per il primo mese dopo il parto, la femmina deve essere separata dal maschio e non disturbata durante l’allattamento.
Il maschio, infatti, la ingraviderebbe nuovamente e lo stress potrebbe spingerla ad uccidere i cuccioli.
Prima dello svezzamento (circa 3 settimane dal parto) i cuccioli non devono essere assolutamente toccati poiché la madre potrebbe non riconoscere l’odore e ucciderli.
La gabbietta che accoglierà il vostro criceto dovrà essere calda e comoda, grande almeno 60×40 cm.
Meglio optare per un modello in plastica o per un terrario in vetro anziché le gabbie a sbarre metalliche perché non proteggono dagli sbalzi di temperatura e dagli spifferi. La gabbietta deve essere sempre pulita e ben areata.
Indispensabile attrezzarla con una casetta in legno che il criceto utilizzerà come nascondiglio per il cibo e con una ruota in plastica o metallo.
Infine, predisponete una piccola ciotola per il cibo e una con sistema a goccia per l’acqua.
Come abbiamo visto, questo animale mangia un po di tutto: mangimi specifici, frutta, verdura fresca sono perfetti per soddisfare le sue esigenze nutrizionali.
Un accorgimento utile per i denti è quello di predisporre un blocchetto di calcio o un pezzo di legno che il criceto rosicchierà con gusto.
Il criceto mangia due volte al giorno e i suoi pasti devono essere sopratutto a base di fibre e cereali. Via libera a soia, farro, avena, orzo, segale e ai legumi, in particolare lenticchie e fave.
La pulizia della gabbietta deve essere quotidiana. Occorre rimuovere escrementi e avanzi di cibo e pulire con attenzione la lettiera.
Le lettiere migliori sono quelle in canapa o in lino. Questi materiali trattengono gli odori e permettono al criceto di scavare come farebbe in natura. Attenzione, dunque, a lasciare nella gabbia uno strato alto almeno 5 cm.
Ricordate infine che il criceto è un animaletto simpatico e docile ma dalla vita abbastanza breve (circa 2 anni).
Per farlo star bene applicate con scrupolo tutti i consigli e di non fargli mai mancare una piccola dose quotidiana di coccole.
INSERITO DA MORENA MOTTA Tueret, Tauret o (in greco) Thoueris è una divinità egizia raffigurata con le fattezze di una femmina d'ippopotamo gravida. Il nome è traslitterato anche come Taweret, Taurt, Tuat, Taouris, Tuart, Ta-weret, Tawaret, Twert, Taueret e Thueris.
Protettrice delle donne incinte e dei bambini vegliava anche sul sonno.
Nell'ambito dei riti funerari Tueret veniva considerata la madre del sole, quindi collaborava alla sua rinascita quotidiana, oltre ad aiutare il defunto a rinascere a nuova vita.
L'ippopotamo è la forma di uno dei tre letti (le altre sono vacca e leone) su cui i defunti erano posti in sequenza per permettere loro il viaggio nell'aldilà.
Talvolta era associata a Bes, Amon-Ra, Seth e Osiride, e veniva raffigurata con i seni umani, alzata dritta su due zampe, appoggiata al nodo protettivo, con una coda di coccodrillo sul dorso.
Come divinità stellare appare in funzione di misuratrice del tempo.